Ottobre 1996: esce per PlayStation il primo Tomb Raider, debutta nella TV italiane Un Posto Al Sole, escono al cinema Sleepers, Quando Eravamo Re, Spy, Bound: Torbido Inganno, Music Graffiti, e Michael Collins, mentre in radio risuona Your’re Gorgeous dei Babybird:

Nel frattempo i campioni in WCW sono:

Campione WCW: Hollywood Hogan

Campione USA: Ric Flair

Campioni di coppia: i Public Enemy (Rocco Rock & Johnny Grunge)

Campione Televisivo: Lord Steven Regal

Campione dei pesi leggeri: Rey Mysterio Jr.

Nitro

Dividi et impera

La scalata del New World Order non aveva precedenti nella storia del wrestling: fino a un mese prima a comporre il gruppo erano i soli Hollywood Hogan, Kevin Nash, e Scott Hall, ma in poco tempo si erano aggiunti il finto Sting, The Giant, Syxx, i Nasty Boys, Vincent, e i soldi di Ted DiBiase, e ora potevano contare 10 membri totali! Un numero che gli permetteva di fare tutto quello che volevano, come aveva dimostrato la puntata di Nitro che avevano condotto per intero, ma non per questo sembrava intenzionato a fermarsi: Hogan aveva fatto la sua offerta persino a Miss Elizabeth, che nel frattempo stava facendo di tutto per provare al suo ex marito “Macho Man” Randy Savage che non complottasse contro di lui, ma Savage aveva imparato dallo stesso nWo che non ci si poteva fidare di nessuno, ancor meno di una donna che lo aveva già tradito per la sua storica nemesi Ric Flair a inizio anno, con cui tra l’altro era ancora in guerra.

Hollywood Hogan ha capito dove colpire Randy Savage… al cuore!

Savage e il “Nature Boy” si sarebbero dovuti affrontare a Nitro in un match che di fatto non avvenne, perché l’nWo si sbarazzò di entrambi, il tutto sotto gli occhi di una Miss Elizabeth che sembrava trovarsi in una situazione senza via di uscita: faceva parte dei Four Horsemen, ma gli Horsemen non sembravano volerla più per il suo riacceso interesse per Randy Savage, ma al tempo stesso Savage non la voleva perché sospettava fosse segretamente affiliata al nWo, il tutto mentre lo stesso nWo la tentava con un contratto ed era in guerra anche con i suoi Four Horsemen! 

Randy Savage era l’uomo contro cui Hollywood Hogan avrebbe difeso il titolo ad Halloween Havoc, e per lanciargli un messaggio a Nitro lo massacrò a suon di Leg Drop prima del suo match contro Ric Flair (che venne a sua volta attaccato nel backstage, e a cui fu persino rubata la cintura USA) per poi marchiarlo non con le solite iniziali “NWO”, ma con una linea intorno al corpo esanime, come quelle di un cadavere sulla scena di un crimine!

Ma la cosa più deprimente fu che nessuno intervenne per salvare Savage. Dopo Fall Brawl infatti la provvisoria alleanza tra Lex Luger e i Four Horsemen si spezzò immediatamente: già prima del PPV Arn Anderson aveva precisato che avrebbe preferito morire piuttosto che cedere al nWo, e vedere Luger cedere alla Scorpion Deathlock del finto Sting per lui fu imperdonabile. Per “Double A” un Horseman non avrebbe mai ceduto a nulla pur di battere il proprio avversario, e di conseguenza i Four Horsemen tornarono a chiudersi a riccio, portando avanti la loro battaglia da soli. Era lo specchio di cosa rendeva così superiore il New World Order, ossia l’assoluta unità d’intenti, totalmente assente delle forze pro-WCW a cui mancava tremendamente un leader: Sting si era volontariamente allontanato dalla WCW, Lex Luger e gli Horsemen avevano rotto, e dopo tutti i tradimenti subiti Randy Savage preferiva lavorare da solo. Il risultato fu che “Macho Man” venne pestato senza appello davanti a un inerme Miss Elizabeth.

Senza più un rifugio, Miss Elizabeth fece la scelta più dura ma al tempo stesso più logica per la sua delicata situazione e si unì al New World Order, gli unici che sembravano volerla davvero, anche se per gli scopi più deprecabili, come tutti ebbero presto occasione di vedere. A Nitro infatti Eric Bischoff fece vedere a Randy Savage un video registrato da Elizabeth, dove finalmente le parlò a cuore aperto: dal momento che non voleva parlargli gli aveva registrato un video per dirgli tutto quello che gli passava per la testa, e non in un posto qualsiasi, ma su un’altalena che Savage stesso aveva costruito per lei, nella casa dove avevano condiviso tanti bei momenti. Nel video un Elizabeth quasi in lacrime non chiedeva altro che il perdono del suo Randy per le cose che gli aveva fatto, perché senza di lui si sentiva persa in una situazione più grande di lei, e l’unico che poteva capirla e farle risalire la china era lui, l’uomo per cui provava ancora gli stessi sentimenti del giorno in cui le disse “Lo voglio”, in quella magica notte di SummerSlam in cui si sposarono!

Randy Savage aveva vinto ogni possibile cintura e affrontato tante battaglie nella sua vita: dal leggendario match con Ricky Steamboat a WrestleMania III, agli scontri con Hulk Hogan e Ultimate Warrior, e poi il ritiro nel 1991, la risalita, la lotta per dimostrare alla WWF che non fosse affatto finito, fino al divorzio con Elizabeth e il Dungeon of Doom… ma niente sembrava averlo colpito al cuore come quel messaggio di Elizabeth. Si erano lasciati da tempo, ma erano comunque stati una parte fondamentale delle rispettive vite, e l’idea di tornare a essere quella che era stata la coppia per eccellenza del mondo del wrestling lo riportò a vecchie emozioni, ma anche ad ancor più recenti dolori. L’anima di “Macho Man” era dilaniata in due tra dubbi e incertezze: Elizabeth era stata la donna della sua vita, quell’amore che capita una volta sola, che per quanti giri possa fare torna sempre a galla pronto a riaccendersi, ma al tempo stesso doveva accettare che con Elizabeth fosse finita e che lei apparteneva al passato. E poi l’nWo era il male incarnato, senza alcuno scrupolo nell’usarla per giocare coi suoi sentimenti.

Savage lasciò l’arena in condizioni mai viste prima: annichilito dalle parole di Elizabeth, quasi in stato catatonico, ma al tempo stesso capace di scoppiare in una crisi di pianto da un momento all’altro. Era sempre stato verboso ed estroverso come pochi, ma stavolta nemmeno lui disse una parola, lasciando l’arena nell’assoluto silenzio, come se anni di amore, rimpianti, e rabbia stessero riemergendo proprio quando le ferite del loro divorzio si erano quasi rimarginate. La settimana dopo Bischoff mostrò a Savage un altro video, voluto da Hollywood Hogan stesso, dove Elizabeth si trovava accanto a lui sul set (Hogan era infatti impegnato per le riprese de Lo Stile Del Dragone), con l’Hulkster che la riempì di complimenti per le sue doti di attrice, sapendo bene che non avrebbe fatto altro che alimentare i dubbi di Savage sulla veridicità della sue parole la settimana prima. Era chiaro che lo scopo di Hollywood Hogan fosse spezzare Savage nell’anima ancor prima che ad Halloween Havoc suonasse la campana!

Randy Savage non sa come reagire

Quel che era certo era che vista l’importanza il match sarebbe stato arbitrato da Randy Anderson, così da evitare nuove controversie con Nick Patrick, ormai sempre più chiaramente dalla parte del nWo. Non c’erano prove che testimoniassero un collegamento diretto tra lui e Hogan & co., ma a Randy Savage non importava, e stanco di vedere Patrick continuare ad arbitrare impunito, a fine settembre era stato il primo ad avere il coraggio di malmenarlo, fregandosene delle conseguenze. Dopo l’attacco subito da “Macho Man”, Patrick iniziò a esibire un collare ortopedico, minacciando addirittura una causa da 1 milione di dollari contro di lui, ma la WCW decise di punire Savage con una multa minima.

Nick Patrick minaccia una causa

Hollywood Hogan stuzzicò ulteriormente Randy Savage a Nitro definendo nuovamente Miss Elizabeth “la più grande attrice del mondo” per la sua interpretazione nel video, con Elizabeth che tentò di schiaffeggiarlo, ma Hogan bloccò il suo colpo ordinando a The Giant di portarla via, venendo poi raggiunto dai suoi fidi Nasty Boys, che per quanto fossero grati a Hogan di averli inclusi nel nWo arrivarono coi loro contratti in mano, chiedendo perché il loro salario fosse così basso rispetto agli altri. Hogan controllò il contratto, notando che però la sua firma non c’era, e puntualizzando quindi che nessuno poteva indossare i colori dell’nWo senza il suo permesso… e ordinò per questo a The Giant di pestarli!

A quanto pare Hogan considerava i Nasty Boys poco più che pedine, ma non meritevoli di qualcosa di elitario come il New World Order, e dopo averglielo fatto capire a suon di botte li marchiò con la sua solita vernice! Era lo stesso copione di Hog Wild, l’ennesima dimostrazione che per Hogan gli affari erano molto più importanti dell’amicizia, e dopo The Booty Man anche i Nasty Boys avevano provato sulla loro pelle che essere suoi amici non voleva dire necessariamente essere considerati degni del New World Order!

Hollywood Hogan scarica i Nasty Boys

Il fascino discreto del lato oscuro

L’nWo aveva già il titolo massimo, ma per monopolizzare la WCW dovevano possedere anche i titoli di coppia, da poco vinti dai Public Enemy. Il regno di Rocco Rock & Johnny Grunge però durò appena una settimana, con gli Harlem Heat che a WCW Saturday Night vinsero le cinture per la settima (!) volta, confermandosi campioni anche in un rematch a Nitro, dove Kevin Nash e Scott Hall lanciarono la loro sfida entrando come al loro solito tra il pubblico.

Gli Outsiders sfideranno gli Harlem Heat per i titoli di coppia

Alla WCW sempre più arraffa-talenti si unì anche “Double J” Jeff Jarrett, che in WWF aveva vinto più volte in titolo Intercontinentale. Appena arrivato, Jarrett venne subito visto con sospetto: del resto gli ultimi debuttanti della WCW (ossia Vincent e 1-2-3 Kid, ora noto come Syxx) si erano rivelate pedine del nWo, e c’era il timore che anche Jarrett potesse essere un loro agente. Ma per fortuna alla sua prima intervista ci tenne a ribadire di essere tutt’altro. Hollywood Hogan aveva creato il New World Order perché si credeva più grande del wrestling stesso, un business che secondo lui sarebbe rimasto di banditi e adulti analfabeti se lui e il suo carisma non lo avessero reso un fenomeno internazionale… affermazioni che per “Double J” erano un autentico insulto: lui era infatti figlio di Jerry Jarrett, uno dei più grandi promoter del wrestling del Tennessee e in generale del sud-est americano, ed era proprio in Tennessee -nella Continental Wrestling Association di suo padre Jerry- che un giovane e sconosciuto Hogan (che lottava ancora sotto il nome Terry Boulder) venne chiamato “Hulk” per la prima volta, nel lontano 1979. Da figlio di un promoter Jarrett era cresciuto con la mentalità che nessuno fosse al di sopra del business stesso, ed era la storia a provarlo, perché leggende come Dusty Rhodes, Ric Flair, o i Brisco esistevano ancor prima dell’Hulkamania, e lo avrebbe dimostrato anche ad Hogan combattendo l’nWo!

In una WCW sempre più ostaggio del nWo, mettersi contro la gang di Hogan & co. sin dal debutto era un vero segno di coraggio, che venne apprezzato anche da Ric Flair, che diede la sua benedizione a Jarrett come suo sostituto ad Halloween Havoc (Flair si era infatti infortunato dopo l’attacco subito dal nWo prima del suo match contro Randy Savage), dove avrebbe affrontato The Giant! Flair diede la sua benedizione a Jarrett, sentendosi unito a lui da un certo legame, e non solo perché entrambi usavano la Figure 4 Leg Lock come mossa finale: il “Nature Boy” infatti non aveva mai lavorato direttamente per Jerry Jarrett, ma aveva gravitato nel suo stesso ambiente, e aveva lavorato per il suo socio Jerry “The King” Lawler (Flair era infatti nato a Memphis, nel Tennessee), dunque era certo che “Double J” avesse le qualità necessarie per sostituirlo al meglio.

Ric Flair dà la sua benedizione a Jeff Jarrett

Per quanto nobili fossero le intenzioni di Jeff Jarrett, era opinione comune che l’unico uomo che potesse davvero tenere testa al New World Order fosse quello in volontario esilio, ossia Sting. Ma per una volta il vento sembrò soffiare nella direzione giusta… perché Sting tornò a Nitro! Tornato dopo un mese d’assenza dal suo polemico promo, lo Stinger si fece vedere con uno spettrale facepaint bianco, capelli sempre più lunghi, e un impermeabile di pelle nera… un look terribilmente simile a quello del nWo! Salito sul ring, Sting se la prese subito con il suo emulo del nWo durante un suo match contro Mr. JL, stendendolo con una DDT invertita, per poi chiudere il tutto con la Scorpion Deathlock prima di venir circondato dal nWo, che però non sembrò intenzionato a fargliela pagare… ma anzi a parlarci! 

L’nWo parlò a Sting non come a un nemico, ma come a un potenziale alleato, promettendogli che quello che loro avevano inscenato con un emulo poteva diventare realtà: bastava un “Sì” e lo avrebbero accettato all’istante! Sting sembrò tentennare, avvertendo l’nWo che il prezzo per avere il vero Sting era probabilmente fuori portata, e senza dare una vera risposta lasciò il ring, lasciando tutti sospesi. Non aveva risposto né sì né no, e la cosa destava non poche preoccupazioni: lo Sting eroico che i fan avevano conosciuto e amato per anni avrebbe risposto con un secco e categorico rifiuto, ma questo Sting in bianco e nero sembrava meno chiuso alla loro proposta, come se volesse semplicemente trattare sul suo prezzo, e probabilmente pensò lo stesso il nWo, perchè quando Sting si allontanò fecero tutti dei larghi sorrisi soddisfatti. Ma non era ancora detta l’ultima parola. Del resto, come aveva detto anche Sting prima di lasciare il ring, “L’unica cosa certa di Sting, è che non c’è nulla di certo”.

Cosa passa per la testa di Sting?

27/10/1996 – Halloween Havoc 1996

E dal MGM Grand Garden Arena di Paradise, Nevada, iniziò l’evento dell’autunno. A dare il via alle danze furono Rey Mysterio Jr. e Dean Malenko, in un match valido per quella cintura dei pesi leggeri che Malenko aveva perso proprio contro il messicano a luglio. Fu un grande match che Mysterio combatté con la solita intensa spettacolarità, ma Malenko lo aveva studiato troppo e aspettato troppo a lungo per la sua rivincita, e riuscì a schienarlo con una devastante Powerbomb dalla seconda corda, tornando così campione.

Seguì poi un altro match atteso da tempo, quello tra Diamond Dallas Page e Eddie Guerrero, che dopo aver mandato contro a DDP suo nipote Chavo il mese prima poté tornare ad occuparsi di lui, dopo le Diamond Cutter subite ad agosto. Anche stavolta però fu Page ad avere la meglio, rimandando la vendetta di Guerrero ancora una volta. Il match successivo invece vide finalmente debuttare in PPV Jeff Jarrett, chiamato a sostituire Ric Flair per affrontare The Giant e fare il suo primo passo nella lotta a New World Order. Jarrett era un 3 volte campione Intercontinentale, ma la stazza di The Giant non poté che avere la meglio, e “Double J” dovette soccombere davanti a una tale differenza di chili. Per sua fortuna però Ric Flair fu al suo fianco durante il match, e attaccò The Giant prima che potesse stenderlo con una Chokeslam, costandogli il match per squalifica, ma salvandolo da un destino peggiore.

Se al membro più colossale del nWo la serata fu un successo, andò altrettanto bene al più leggero, Syxxx, che fece il suo debutto in PPV vedendosela con Chris Jericho. Essendo il match arbitrato da Nick Patrick, Syxx combatté praticamente “in casa”, e Jericho non poté fare altro che lottare contro tutto, con Patrick che contò i suoi schienamenti in modo incredibilmente lento, giustificandosi con i dolori al collo che gli aveva causato Randy Savage, e alla fine fu proprio Syxx ad averla vinta.

Alla serata parteciparono anche i Four Horsemen: Chris Benoit & Steve McMichael sconfissero in un match a coppia quanto poco era rimasto del Dungeon of Doom, ossia Meng & The Barbarian, ponendo così forse la parola fine alla questione e a tutto il gruppo, mentre Arn Anderson se la vide con Lex Luger, il “colpevole” della loro sconfitta di Fall Brawl contro l’nWo. Luger e “Double A” si conoscevano fin troppo bene, avendo militato insieme nei Four Horsemen per un periodo, e Luger riuscì a prevalere dopo averlo colpito alla schiena con una sedia lontano dagli occhi dell’arbitro, facendolo poi cedere dopo averlo chiuso nella Torture Rack. Il “Total Package” aveva zittito Anderson nel miglior modo possibile: sconfiggendolo per sottomissione, proprio lui, che prima del Wargames match di Fall Brawl millantava che avrebbe preferito “farsi uccidere” piuttosto che cedere!

Il match successivo vide affrontarsi gli Harlem Heat e gli Outsiders con le cintura di coppia in palio, nel nuovo capitolo del piano del nWo per prendersi tutto della WCW. Era la prima volta che Booker T & Stevie Ray si trovavano direttamente invischiati nelle faccende del nWo, il che voleva dire prepararsi a sotterfugi, colpi bassi, e… tradimenti improvvisi! Il colonnello Robert Parker infatti entrò nel ring a match in corso per passare il suo bastone… ma non agli Harlem Heat, bensì a Kevin Nash, che lo usò per mettere KO Stevie Ray! Per Scott Hall fu un gioco da ragazzi a quel punto eseguire lo schienamento vincente, e laurearsi nuovi campioni di coppia! Parker aveva tradito non solo gli Harlem Heat, ma anche sua moglie Sherri, che sembrava incredula come tutti, e ancora una volta l’nWo aveva artigli capaci di arrivare molto più lontano di quanto tutti potessero immaginare!

Con un nWo sempre più potente e vincente, tutte le speranze a quel punto erano riposte nel main event: Hollywood Hogan vs “Macho Man” Randy Savage per il titolo WCW! Hogan si presentò con degli inediti e bizzarri capelli corti (un taglio dovuto alle riprese de Lo Stile Del Dragone) mentre Savage anche alla luce degli ultimi avvenimenti non rinunciò alla sua solarità e al suo sorriso, apparendo sereno come al solito. Erano passati 6 anni dal loro ultimo match l’uno contro l’altro, ma l’emozione di rivederli insieme sul ring era sempre la stessa, anche se a schieramenti invertiti rispetto al solito, e “Macho Man” mandò in visibilio il pubblico soprattutto tolse i capelli ad Hogan, rivelando che non fossero altro che un parrucchino! Ovviamente non poté mancare Miss Elizabeth, che fece di tutto per aiutare l’ex marito e mostrare la sua estraneità agli scopi del nWo, pur facendone parte. Hogan la usò in più occasioni come scudo umano, ma Elizabeth non mostrò la minima collaborazione, rifiutandosi persino di passargli un oggetto contundente di cui alla fine riuscì a impossessarsi Savage, che lo usò per metterci KO Hogan! Era uno schienamento sicuro, purtroppo però l’arbitro Randy Anderson era stato messo fuori gioco in una fase piuttosto caotica del match, e al suo posto era subentrato il solito Nick Patrick, che mentre contò Hogan a terra al momento del 3 si fermò accusando dolori al collo!

Ancora una volta Patrick aveva favorito l’nWo, e sotto la sua “supervisione” il resto del nWo poté agire indisturbato, con The Giant che stese Savage per poi mettere sul suo corpo esanime quello di Hogan, che si confermò campione WCW. Ancora una volta Hollywood Hogan aveva vinto, e per l’ennesima volta l’nWo chiudeva un PPV trionfante. Ma stavolta qualcosa di diverso successe, perché anche se Hogan vinse il match i fan intravidero un barlume di speranza, perché mentre l’Hulkster era impegnato a festeggiare risuonarono delle cornamuse per tutta l’arena… era l’inconfondibile musica di “Rowdy” Roddy Piper! Nessuno sembrava crederci: il leggendario scozzese era in WCW! L’espressione di Hogan diceva tutto: era completamente allibito, come se avesse visto un fantasma che credeva di aver scacciato anni fa, e non sembrava difficile intuire le intenzioni di “Hot Rod”

Roddy Piper è in WCW!

Hollywood Hogan e Roddy Piper avevano una storia lunga alle spalle, fatta di epiche battaglie e match leggendari, ma non appena Piper aprì bocca mise in chiaro perché avesse deciso di comparire: non era lì per difendere la WCW, e non era lì nemmeno per affrontare il New World Order, era lì solo e soltanto per Hollywood Hogan, e per smentire tutto quello che aveva detto nei mesi precedenti, ossia di essere più grande del business stesso, e che il mondo del wrestling non sarebbe mai stato lo stesso senza di lui… perché si era dimenticato una cosa, ossia che non sarebbe mai stato così grande se non fosse stato per lo scozzese!

Hollywood Hogan aveva avuto tanti avversari formidabili nel corso della sua carriera: alcuni avevano pareggiato la sua forza come André the Giant, altri lo avevano persino battuto come Ultimate Warrior, ma solo un uomo si poteva definire la sua vera e assoluta nemesi, e quell’uomo era “Rowdy” Roddy Piper! Lo scozzese più litigioso del mondo era sempre stata la più grande spina nel fianco dell’Hulkster, il suo esatto opposto sin dal principio: era stato proprio Piper il primo a opporsi a lui agli inizi dell’Hulkamania, dando il via alla rivalità che fece accorgere all’America del wrestling, e da cui scaturì WrestleMania, grazie alla quale divennero gli architetti di tutto ciò che il mondo del wrestling conobbe dopo. Hogan doveva tantissimo a Piper, perché del resto che cosa sarebbe un eroe senza un cattivo a dargli battaglie da combattere? Roddy Piper fu il contraltare perfetto di Hogan: uno era la lingua più velenosa del mondo, l’altro l’uomo più forte che ci fosse, l’ombra che si contrapponeva alla luce, il male opposto al bene… complementari come la luce e il giorno, e proprio per questo destinati a rincorrersi sempre.

Nemici per sempre

Tutto questo risaliva al 1984, e dall’epoca erano cambiate innumerevoli cose: in 12 anni era cambiato il business, una nuova generazione era emersa, entrambi avevano superato gli “anta” e si erano dati al cinema, e ora adesso era Hogan l’uomo più odiato d’America, e Piper la leggenda amata da tutti, l’ennesima dimostrazione di quanto bene e male fossero concetti relativi… una verità che l’eroico Hulkster ci aveva messo un pò a capire, ma che Piper conosceva da quando era venuto al mondo. Entrambi si dovevano molto a vicenda, avendo alimentato le rispettive mitologie, ma “Hot Rod” ci tenne a ricordare che era lui ad aver provocato Mr. T e Cindy Lauper portando le attenzioni del mondo dello spettacolo sul wrestling, era lui che era diventato il nemico n.1 di tutti gli americani, ed era per tutto quello che lui aveva fatto che la WWF creò WrestleMania: per dare al grande Hulk Hogan un palcoscenico per consacrarsi come eroe nazionale e raddrizzatore di torti… tutte cose che non avrebbe potuto fare se non ci fosse stato un cattivo, un nemico comune da combattere capace di portare tutti gli americano a supportarlo, perché persino Hogan doveva ammetterlo: i fan non lo avrebbero amato così tanto se non avessero prima provato così tanto odio per Roddy Piper! E a dirla tutta era persino approdato a Hollywood molto prima che lo facesse Hogan!

Una contrapposizione eterna

In poche mirate parole Piper aveva rimesso in riga il dispotico Hollywood Hogan, che dopo mesi passati a sembrare ineluttabile appariva improvvisamente piccolo, avendo ritrovato pane per i suoi denti nel suo più grande avversario di sempre, perché come Roddy Piper ci tenne a ricordare forse Hogan era il più grande wrestler di sempre, ma Piper era una combattente vero, che quando Hogan era solo un adolescente senza muscoli che suonava il basso già scatenava risse a 15 anni, ed era giunto lì per ricordagli che sì, forse aveva schiantato giganti, vinto titoli mondiali in tutto il mondo, e fatto film, ma c’era una cosa che persino lui non aveva mai fatto: non aveva mai battuto “Rowdy” Roddy Piper! Per la prima volta dalla fondazione del nWo Hogan non sembrò sicuro di sé come al solito, tanto che lasciò persino andare via Piper senza scatenargli contro nessuno del nWo, nemmeno The Giant che si trovava lì vicino a lui, rendendolo di fatto il primo ad uscire con le sue gambe da un confronto col nWo. A quanto pare Piper aveva davvero toccato un nervo scoperto…

Nitro

C’è chi dice no

Ad Halloween Havoc Roddy Piper aveva dimostrato al New World Order che non tutti lo temevano, e che non tutti erano così impressionabili da farsi bloccare dalla paura. Ma c’era anche qualcun’altro di cui l’nWo doveva tenere conto, e quelli erano i Nasty Boys, che dopo essere stati violentemente espulsi dal gruppo meditavano vendetta, promettendo a Nitro che presto avrebbero restituito pan per focaccia. E valeva lo stesso per Chris Jericho, che dopo aver perso con Syxx ad Halloween Havoc puntò ovviamente il dito contro Nick Patrick, accusandolo non solo (come ormai era palese) di essere sul libri paga del nWo, ma anche di fingere i dolori che aveva al collo!

Nonostante Piper e i Nasty Boys, l’nWo era uscito da Halloween Havoc con parecchie soddisfazioni, ma tutto quello che gli uomini di Hollywood Hogan volevano ora era una risposta definitiva da Sting, perché assoldarlo era l’ultima cosa che gli mancava per distruggere definitivamente la WCW: l’nWo aveva già il titolo mondiale, le cinture di coppia, persino quello USA in ostaggio, un gruppo corposo che includeva alcuni degli atleti più colossali del roster, e risorse economiche illimitate, dunque l’ultima cosa che rimaneva da fare era uccidere le speranza della WCW, e il modo più diretto per farlo era privarli dell’unico possibile leader che potesse tenere tutti uniti, l’unico che avesse il carisma, la credibilità, e l’autorevolezza per convincere gli altri a rivoltarsi contro Hogan e soci. Sting però continuò a non esprimersi, apparendo però sempre più stravagante: era sempre solitario, in punti elevati delle arene, e con un facepaint sempre più bianco e spettrale che ormai copriva l’intero viso. Qualunque cosa gli passasse per la mente, Sting non faceva nulla per farlo trasparire…

Sting guarda in solitaria la puntata di Nitro

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