Dicembre 1996: Matthias Sammer vince il Pallone d’Oro, David Ho è eletto dal Times “Persona dell’Anno”, escono al cinema Scream, Mars Attacks!, Jerry Maguire, La Stanza di Marvin, Tutti Dicono I Love You, e Hamlet, mentre il successo del momento è Fly Like An Eagle di Seal:

Nel frattempo i campioni in WWF sono:

Campione WWF: Sycho Sid

Campione Intercontinentale: Hunter Hearst Helmsley

Campioni di coppia: Owen Hart & British Bulldog

Tutte le strade portano a San Antonio

Prima di In Your House, le strade di Bret Hart e Sycho Sid non si incrociarono praticamente mai, se non in qualche house show, lasciando l’imminente match tra i due sui più classici binari della dinamica campione/sfidante. Ma più che per Sid le attenzioni di Bret erano dedite al solito “Stone Cold” Steve Austin, che dopo la sconfitta di Survivor Series aveva iniziato ad intervenire in ogni match dell’Hitman, spesso attaccandolo alle spalle lasciandolo in balia dei suoi avversari, e nulla vietava ad Austin di interferire anche nel suo match titolato di In Your House contro Sid.

Steve Austin non ha ancora chiuso con Bret Hart

Ma Austin avrebbe dovuto comunque aspettare il suo turno per la sua vendetta personale contro l’Hitman perché, come annunciò la WWF, il vincitore del match tra Sid e Bret Hart avrebbe affrontato Shawn Michaels a Royal Rumble per il titolo. Royal Rumble si sarebbe infatti svolto a San Antonio, Texas, la città dell’Heartbreak Kid, e l’occasione di sfruttare la sua clausola di rematch giocando col fattore casalingo era troppo ghiotta per non approfittarne.

Shawn Michaels mancava negli show proprio da Survivor Series, impegnato nella sua San Antonio a stare accanto a José Lothario dopo il brutto colpo subito da Sid al Madison Square Garden, ma faceva sentire la sua presenza tramite collegamenti via satellite, in cui prometteva che al suo ritorno, i fan avrebbero conosciuto un nuovo Shawn Michaels, molto più aggressivo e motivato come non mai nei confronti di Sid, ancora impunito per il suo attacco a Lothario.

Shawn Michaels promette di tornare in una veste molto diversa…

15/12/1996 – In Your House: It’s Time

Ad In Your House, svoltosi al West Palm Beach Auditorium di West Palm Beach, Florida, a dare il via alla serata furono vittoria di Flash Funk su Leif Cassidy e il mantenimento dei titoli di coppia di Owen Hart & British Bulldog sui falsi Razor Ramon e Diesel, per poi lasciare spazio al tanto atteso rematch tra Marc Mero e Hunter Hearst Helmsley per il titolo Intercontinentale. Dopo ben 2 mesi di attesa, finalmente Mero poteva prendersi la sua rivincita su Helmsley, ma anche stavolta il “Connecticut Blueblood” riuscì a cavarsela e a mantenere il titolo, seppur solo per squalifica, in un modo che però neanche Helmsley aveva previsto. Nelle fasi finali del match arrivò infatti Goldust che, com’era facile prevedere vista la faida che avevano avuto in estate, attaccò Mero con la cintura Intercontinentale, per poi… colpire anche Helmsley! Goldust lasciò poi il ring con entrambi i contendenti ancora spiazzati: era chiaro che Goldust voleva riprendersi la sua cintura, la cintura che lui più di chiunque altro aveva tenuto alla vita nel corso del 1996.

Goldust se la prende con Hunter Hearst Helmsley

Ma c’era anche altro: venne infatti rivelato che prima della messa in onda Hunter Hearst Helmsley aveva provato a sedurre in modo un pò troppo insistente Marlena, che ovviamente lo aveva respinto, il ché bastava a innescare il lato più aggressivo di Goldust, che non poteva permettere che qualcuno importunasse la sua musa.

Se la questione Mero/Helmsley non era ancora risolta, tra Undertaker e il boia di Paul Bearer, The Executioner lo sarebbe stato presto. The Executioner era solo una nuova fastidiosa pedina nella guerra tra il “Deadman” e Mankind, colpevole di aver favorito la sconfitta del Becchino nel Buried Alive match di ottobre, ma non per questo andava sottovalutato, anche perché il loro match si sarebbe svolto con regole diverse dal solito.

The Execurioner

Sarebbero infatti state valide le Armageddon Rules, una speciale stipulazione mai usata prima in cui, senza alcuna squalifica, l’unico modo per vincere sarebbe stato tenere l’avversario a terra per un conto di 10 dopo un regolare contro di 3, al termine del quali sarebbe stato giudicato non più in condizioni di lottare. Vista la stipulazione senza squalifiche, com’era facile immaginare arrivarono Mankind e Bearer a frapporsi tra Undertaker ed Executioner, trasformando il tutto in un Handicap match. La battaglia fu talmente intensa e caotica che i tre distrussero completamente lo stage d’ingresso, prima che la sicurezza arrivasse per bloccare Mankind per assicurare il regolare svolgimento del match. E anche per evitare che i due continuassero di fare a pezzi l’arena!

Con Mankind finalmente bloccato dagli uomini della sicurezza con una camicia di forza (!) Undertaker ed Executioner continuarono il loro match, che si spostò nel backstage dell’arena, fino ad arrivare addirittura per strada, dove Undertaker gettò Executioner nel gelido lago su cui si affacciava l’arena! In WWF non era mai successo che un match si sposasse addirittura fuori dal palazzetto, e con Executioner fuori dai piedi Undertaker rientrò nell’arena per farla pagare a Mankind, ancora immobilizzato nella camicia di forza ma non per questo meno pericoloso. A salvarlo ci pensò Executioner, tornato nell’arena bagnato fradicio, ma fu tutto vano, perché Undertaker usò la Tombstone Piledriver per metterlo KO, fino al conto di 10 vincente che pose fine a un match tanto caotico quanto originale e divertente. Dopo mesi di sconfitte, con la vittoria su Mankind a Survivor Series e quella appena avvenuta su Executioner, finalmente il Becchino stava emergendo vittorioso su Bearer.

Anche se non all’interno del ring, ad In Your House si rivederono faccia a faccia Ahmed Johnson, ormai pronto a tornare a combattere dopo l’OK dei medici, e Faarooq, che parlò a Johnson tra il pubblico presentandosi con la sua Nation of Domination, provvisto di un nuovissimo membro, Crush, per sfidare apertamente Johnson a Royal Rumble!

Giunti al match, il fatto che il vincitore tra Sycho Sid e Bret Hart avrebbe difeso l titolo WWF direttamente contro Shawn Michaels a Royal Rumble non faceva che motivare ancora di più l’Hitman, che da mesi ribolliva dal desiderio di affrontare Michaels, sia per rimediare all’ “ingiustizia” subita a WrestleMania XII, sia perché tra lui e l’Heartbreak Kid non scorreva esattamente buon sangue neanche nel backstage. Bret Hart sentiva sempre di più il peso dell’ombra di Shawn Michaels, definendolo in un’intervista tenuta nel backstage prima del match un “pupazzo danzante” che rubava la scena ai veri atleti come lui, più dediti alla lotta che ai balletti, e il fatto che la musica d’ingresso di Michaels interruppe l’intervista di Bret non faceva che conferme l’antagonismo tra i due: l’Hearbreak Kid si stava infatti recando a bordo ring come commentatore speciale, per dare uno sguardo ravvicinato al suo futuro avversario. Shawn Michaels si presentò con un look diverso dal solito: capelli sciolti, occhiali da sole, barba incolta, e nessun tipico abito sgargiante in favore di un completo interamente nero, e non fu l’unico a presentarsi un una veste “nuova”. Bret Hart combatté infatti con un aggressività inaspettata, inusuale per la sua fama di lottatore pulito come l’ultimo Bret ammirato nei primi mesi del 1996, talmente combattivo da non digerire le sconfitte, proprio come successo dopo la sconfitta con Michaels a WrestleMania XII.

Ma il destino sembrava avverso per Bret quella sera, che si ritrovò attaccato ancora una volta da “Stone Cold” Steve Austin, per poi venir salvato (ancora una volta) dal tempestivo intervento di British Bulldog, che ormai da settimane sembrava improvvisamente interessato a proteggere il cognato dopo anni di rivalità. La battaglia si spostò fuori dal ring, con un Bret talmente frustrato che accarezzò l’idea di colpire Sid con una sedia, salvo essere fermato proprio dal campione, che ebbe screzi con Shawn Michaels spintonandolo al tavolo del commento. L’Hearbreak Kid reagí raggiungendo i due nel ring, ma Sid scaraventò Bret proprio contro Michaels mettendoli entrambi KO, per poi infierire ulteriormente sull’Hitman con la sua devastante Powerbomb per il conto di 3. Sycho Sid aveva mantenuto il titolo, e Bret per “colpa” di Shawn Michaels aveva fallito a riconquistarlo. Lo sbattere contro Michaels, colpevole di essere intervenuto nel ring, aveva di certo influito sul match (dopo lo scontro tra i due Bret sanguinava visibilmente del naso), e l’Hitman sfogò tutta la sua frustrazione attaccando Michaels come un forsennato!

Bret Hart se la prende con Shawn Michaels!

Era un Bret Hart completamente diverso rispetto a quello a cui si era abituati da anni, in preda al nervosismo e alla rabbia, che ormai non riusciva più a nascondere i problemi che lui e Michaels avessero dietro le quinte.

RAW

Giù le maschere

La sera successiva a RAW Jim Ross intervistò Bret Hart in merito a questa sua nuova attitudine iper aggressiva, con l’Hitman che si dichiarò stanco dell’assoluta mancanza di regole a cui stava assistendo in WWF. Da settimane “Stone Cold” Steve Austin comprometteva i suoi match, e ora anche Shawn Michaels aveva fatto lo stesso, per di più in un match titolato… Bret non aveva più intenzione di stare a guardare, affermando che si stava solo “adattando” a questa anarchia incontrollata che impediva ai più meritevoli di vincere e che favoriva solo chi giocava sporco, e lui non sarebbe stato da meno solo per una lodevole ma apparentemente inutile volontà di lottare pulito.

Con affermazioni del genere non era difficile prevedere quanto avvenne dopo: piazzandosi al tavolo del commento dopo l’intervista per il match tra Steve Austin e Vader, Bret attaccò Austin intrappolandolo nella Sharpshooter, ripagando Austin della stessa moneta che Bret subiva da settimane, con il solo intervento di una schiera di arbitri ad impedirgli di storpiare “Stone Cold”. Era proprio vero: Bret Hart stava abbandonando i valori di lealtà e sportività che aveva difeso per anni pur di farsi valere, della serie “o ti adatti o muori”, a costo di sacrificare l’amore dei propri fan che avevano creduto in certi valori proprio grazie a lui.

Bret Hart vuole storpiare Steve Austin!

2 settimane dopo a RAW, Bret Hart e Shawn Michaels ebbero l’opportunità di avere il loro primo confronto ufficiale da WrestleMania XII, per mettere una pietra sopra per quanto successo ad In Your House tra i due, o addirittura rincarare la dose. Bret preferì la seconda, urlando al mondo tutto il suo odio per Michaels, rendendo palese che tra i due ci fosse più risentimento di quanto non apparisse negli show, dove la faida tra i due si era persino dimostrata meno sentita e personale di tanti altri. Ma evidentemente c’era molto di più dietro…

Nonostante l’Heartbreak Kid avesse sempre attribuito al suo mentore José Lothario tutte le qualità che aveva acquisito, Bret disse a Michaels di non aver imparato la cosa più importante da Lothario: l’umiltà, perché Lothario si era scusato pubblicamente col suo allievo quando il suo intervento gli era costato involontariamente il titolo WWF a Survivor Series, mentre al contrario di Michaels non aveva mai rivolto le sue scuse a Bret per essergli costato il match ad In Your House, e lo accusò anche di non aver minimamente portato il titolo WWF con orgoglio e passione come fatto da lui, usandolo più per autocelebrazione personale che per amore della disciplina.

Shawn Michaels rispose a Bret Hart insinuando che avendolo conosciuto al di fuori degli show -al contrario dei fan- neanche lui era esattamente un modello da seguire. Ma proprio quando i due erano sul punto di entrare più nel personale, arrivò il campione WWF Sycho Sid, sostenendo che, avendo già battuto entrambi, nessuno dei due era degno di contendersi il suo titolo, reclamando anzi più competizione. E l’avrebbe avuta, dato che le luci si spensero, le campane funebri rintoccarono… e arrivò Undertaker! Il “Deadman” si mise faccia a faccia con Sid, lanciandogli chiaramente il messaggio che se voleva più competizione lui era l’uomo giusto! Ma sia Bret che Undertaker si sarebbero dovuti mettere in fila, perchè alla Royal Rumble Sid sarebbe stato solo di Shawn Michaels.

Anche Undertaker vuole un pezzo di Sycho Sid

Il punto debole

Gli screzi tra Goldust e Hunter Hearst Helmsley continuarono anche dopo In Your House, con Goldust che addirittura salvò il suo vecchio rivale “Wildman” Marc Mero da un attacco di Helmsley durante un round del torneo di Karate Fighter (un torneo di combattimento tra action figure che solitamente si svolgevano tramite siparietti pre-registrati tra un match e l’altro) con la moglie di Mero, Sable.

Sable e Jerry Lawler si affrontano a Karate Fighters

La settimana successiva, Helmsley batté ancora una volta per il titolo Intercontinentale Mero, accorciando la sua lista di rivali a un solo nome, Goldust, che prontamente lo sfidò per Royal Rumble per poter cancellare anche il suo nome tra quello dei pretendenti.

L’ufficializzazione del match tra i due non fece che rendere Hunter Hearst Helmsley più ostile nei confronti di Goldust, facendolo arrivare anche a rapire Marlena nel pieno di un match tra Goldust e Jerry “The King” Lawler. A fermare Helmsley però ci pensò di nuovo Marc Mero presentandosi sulla rampa d’ingresso, ma proprio quando Goldust stava per colpire alle spalle Helmsley, quest’ultimo lanciò letteralmente Marlena tra le braccia di Mero, che la prese al volo. Alle loro spalle un furioso Goldust arrivò a tutta carica per colpire Helmsley, che però si scansò in tempo, facendo sì che Goldust colpisse la sua adorata Marlena! Hunter Hearst Helmsley aveva molte più risorse di quanto Mero o Goldust potessero immaginare, e ora che aveva individuato in Marlena il punto debole del suo sfidante, avrebbe potuto usarla contro di lui ogni volta che voleva!

A caccia di talenti

E a proposito di titolo Intercontinentale, tornò a RAW in veste di commentatore speciale… Honky Tonk Man! Il leggendario uomo che aveva marchiato il più lungo regno da campione Intercontinentale della storia aveva fatto il suo ritorno in WWF dopo 6 anni di assenza, seppur non per lottare. Honky Tonk Man annunciò di essere tornato in cerca di un talento speciale, un talento che a suo dire avrebbe potuto raccogliere la sua eredità e da poter prendere sotto la sua ala protettrice. Ma chi sarebbe stato?

Honky Tonk Man è alla ricerca di un talento speciale

Di certo il talento in WWF non mancava, visto anche un giovane ragazzo che si stava facendo strada: il promettente Rocky Maivia, che aveva battuto in una serie di match a RAW Salvatore Sincere con quella che ormai era diventata la sua finisher, la Shoulder Breaker. Non furono solo i dirigenti della WWF a prestargli attenzioni speciali per il suo futuro promettente, ma anche Sunny, che presenziava come commentatrice speciale a tutti i suoi match riempendolo di elogi e complimenti, lasciando intendere una certa attrazione della ragazza per il giovane Maivia con il suo solito “quello che Sunny vuole, Sunny lo ottiene”. 

Riuscirà il giovane Rocky Maivia a resistere a Sunny?

E Sunny l’occhio per i talenti ce l’aveva eccome, visto che anno incredibile era stato il suo 1996: era stata votata da Pro Wrestling Illustrated “Manager dell’Anno”, aveva vinto 2 Slammy Award, America Online l’aveva decretata la “donna più scaricata del web” (più di sex symbol come Pamela Anderson, Jennifer Aniston, o Cindy Margolis, era apparsa in programmi come il Late Night With Conan O’Brien, Entertainment Tonight, e Singled Out, ed era stata persino contattata da Playboy per un servizio di nudo (che rifiutò, non sentendosi ancora pronta), aveva dato interesse alla divisione di coppia praticamente da sola, portando al successo ogni superstar su cui poggiava lo sguardo, facendo vincere i titoli di coppia sia ai Bodydonnas che agli Smoking Gunns, per poi guidare la scalata di Faarooq.

Inoltre a testimonianza della sua influenza c’era il fatto che chiunque si separasse da Sunny sembrava non saper più raggiungere risultati rilevanti: era successo coi Bodydonnas, poi coi Godwinns, e ora stava succedendo lo stesso agli Smoking Gunns, che dopo essere stati mollati da Sunny a settembre erano entrati un una spirale decadente che li aveva portati anche ad avere qualche incomprensione, e a litigare persino. Il vero punto di rottura arrivò a fine ottobre, dove durante un match contro i New Rockers Billy Gunn abbandonò volontariamente il match e il suo partner, sancendo di fatto la loro separazione e ponendo così fine alla coppia più dominante new generation, capace di detenere le cinture per ben 331 giorni, scanditi in 3 regni diversi in appena 2 anni.

Dopo essersi separati Billy e Bart si affrontarono anche a Survivor Series in un Survivor Series match svoltosi nel pre-show, dove lottarono in due team opposti e a vincere fu la squadra di Bart, ma il vero culmine tra i due arrivò a RAW, dove finalmente si affrontarono uno contro uno. Il match però riserbò una brutta sorpresa a Billy Gunn, che si ritrovò scaraventato violentemente con la gola sulla terza corda, con un conseguente colpo di frusta che gli causò un grave infortunio al collo, costringendolo a far finire il match per no contest e lasciare il ring con i soccorritori e la moglie -presente tra il pubblico- in lacrime, che dopo aver già visto Billy soffrire un brutto infortunio al collo a inizio anno (che costrinse gli Smoking Gunns a rendere vacanti le loro cinture) ora vedeva l’incubo ripresentarsi. E persino Bart, nonostante la rivalità appena nata tra i due, non riuscì a nascondere la sua amarezza, dicendosi estremamente dispiaciuto per quanto successo a quello che- nonostante tutto- in fondo era stato il suo storico partner.

Le condizioni di Billy Gunn appaiono preoccupati

E a proposito di nuovi talenti, nel mese di dicembre la WWF iniziò una speciale collaborazione con la AAA, un importante federazione di wrestling messicana che non si trovava in un grande momento di difficoltà economica. Dopo essersi vista partire alcuni dei suoi più grandi talenti come Rey Misterio Jr., Juventud Guerrera e Psicosis, e strinse un accordo della WWF per dare spazio ai suoi atleti sul terreno americano e sperare di attirare i fan ispanici, o quelli curiosi di assistere a un wrestling completamente diverso da quello della WWF, fatto di manovre spettacolari e dall’alto tasso di rischio. L’America infatti aveva scoperto le entusiasmanti lotte dei pesi leggeri grazie all’ECW, ispirando così la WCW a dargli risalto nazionale, rendendoli uno dei loro punti di forza, e ora la WWF tentò di adeguarsi, anche se per non “sconvolgere” troppo i propri fan la WWF fece apparire wrestler per lo più massicci, ben lontani dallo spettacolare stile della lucha libre messicana -come Pierroth o Cibernetico- e più simili ai propri.

WWF e AAA pronte ad aiutarsi

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