Dicembre 1996: Matthias Sammer vince il Pallone d’Oro, David Ho è eletto dal Times “Persona dell’Anno”, escono al cinema Scream, Mars Attacks!, Jerry Maguire, La Stanza di Marvin, Tutti Dicono I Love You, e Hamlet, mentre in radio impazza (Un, Dos, Tres) Maria di Ricky Martin:
Nel frattempo i campioni in WCW sono:
– Campione WCW: Hollywood Hogan
– Campione USA: (vacante)
– Campioni di coppia: gli Outsiders (Kevin Nash & Scott Hall)
– Campione Televisivo: Lord Steven Regal
– Campione dei pesi leggeri: Dean Malenko
Un cancro stazionario?
Era ufficiale dunque: Hollywood Hogan e “Rowdy” Roddy Piper sarebbero stati i primi ad affrontarsi sia in un main event di WrestleMania che di Starrcade. Più il grande evento si avvicinava, più il match assumeva significati, ancor di più dopo l’ultimatum lanciato da Eric Bischoff a tutto il roster, imponendogli di convertire i loro contratti WCW in contratti del New World Order entro 30 giorni se non volevano conseguenze. Guardare l’nWo espandersi settimana dopo settimana era come assistere alla Germania nazista annettere sempre più stati senza che nessuno si potesse opporre: l’nWo era un cancro in espansione, la promessa di un futuro distopico tanto inquietante quanto tangibile, perché se l’orologio dell’ultimatum ticchettava sempre di più, e già entro la serata di Starrcade la WCW sarebbe stata completamente inglobata! Dopo aver già visto consegnarsi spontaneamente Marcus Bagwell, Ted DiBiase individuò il primo nome da “convertire” in Mr. Wallstreet. Tutti sapevano che Mr. Wallstreet non era altro che Irwin R. Shyster, con cui DiBiase in WWF aveva formato i Money Inc. fino a 3 anni prima, e non appena DiBiase gli porse il contratto non esitò ad accettare.

Dopo Virgil (ora noto come Vincent) il “Million Dollar Man” reclutò un altro alleato del passato! Ma il New World Order non si voleva accontentare della WCW, né degli Stati Uniti, e viste le costanti collaborazioni tra WCW e le federazioni giapponesi incaricarono Masahiro Chono di essere il primo membro del nWo Japan, una succursale che avrebbe portato l’nWo anche nella NJPW, dominando anche in Giappone!

A Starrcade il titolo WCW non sarebbe stato in palio, ma del resto a Roddy Piper poco importava: tra lui e Hogan c’era molto di più una semplice questione di cinture, e poi era ancora l’unico che in tanti incontri Hogan non avesse mai battuto, e il primato tanto bastava! Nelle settimane precedenti al grande match di Starrcade Roddy Piper e l’Hulkster non si incontrarono mai, anche perché Hollywood Hogan furbamente si faceva vedere solo quando Piper non era presente a Nitro, lanciando provocazioni e dandogli del codardo, sapendo bene che lo scozzese non sarebbe venuto fuori a zittirlo. Sentendosi intoccabile, Eric Bischoff si lasciò anche andare a un imitazione di Roddy Piper con kilt e tutto il resto, ma ebbero entrambi una brutta sorpresa… quando il vero Roddy Piper si presentò!
Naturalmente fu un confronto terribilmente impari: Piper venne bloccato da tutto l’nWo, mentre Hogan si sfilò la cintura per usarla come frusta, venendo però fermato da una decina di uomini della sicurezza: la WCW non poteva permettere che Hogan facesse a pezzi Piper rovinando il main event del secolo, e i due vennero prontamente divisi, rimandando lo sconto all’unico luogo adatto… Starrcade! Hollywood Hogan dalla sua avrebbe avuto l’aiuto dell’intero nWo, per questo Ric Flair offrì allo scozzese l’aiuto dei Four Horsemen per bilanciare. Flair e Roddy Piper aveva una lunga storia alle spalle: si erano incontrati per la prima volta 1981, e nel corso degli anni si erano scontrati tante e tante volte, ma oltre la rivalità c’era sempre stato un profondo rispetto reciproco. Piper però declinò l’offerta: quello di Starrcade sarebbe stato probabilmente il suo ultimo grande match, e contro il suo più grande avversario di sempre, dunque se c’era una cosa che proprio non voleva era aiuto: doveva farcela da solo e con le sue forze!
Nel frattempo Rick Steiner non aveva intenzione di lasciar correre quanto subito da Sting il mese prima, e lo sfidò immediatamente a un match. Come al solito lo Stinger si trovava in cima all’arena in quel momento, ma accettò ugualmente l’invito, come al solito senza parlare ma solo muovendo il capo. Sarebbe stato il primo match di Sting in 3 mesi, dal Wargames match di Fall Brawl, e appena si presentò fece a Rick Steiner quello che aveva fatto il mese prima con Lex Luger: gli diede la sua mazza da baseball e si voltò, quasi lo stesse invitando ad attaccarlo! Steiner però non fu clemente quanto Luger, e si preparò a colpirlo, salvo essere fermato dal fratello Scott: non era da loro attaccare un uomo alle spalle, ancor meno se l’uomo in questione si consegnava spontaneamente. A quel punto Sting lasciò il ring senza dire nulla, lanciando anche un’occhiataccia a Kevin Nash e Scott Hall, presenti al tavolo del commento insieme ad Eric Bischoff.
La settimana dopo il copione coi fratelli Steiner si ripeté, ma stavolta non con Sting ma… col finto Sting del nWo! A entrare nel ring però non ci fu solo la brutta copia, ma anche il vero Sting, che mise KO il suo sosia con la solita DDT invertita! Era la prima volta da quando si era chiuso nel suo “isolazionismo” che Sting attaccava un membro ufficiale del nWo, eppure continuava a non volersi schierare esplicitamente con nessuno. Nella stessa serata gli Outsiders difesero i titoli contro i Faces of Fear, e il match degenerò presto in un’immensa rissa tra nWo e uomini rimasti fedeli alla WCW, dove decisero di “vendersi” a Hollywood Hogan & co. anche Steve Norton e Big Bubba (che così voltò le spalle sia alla WCW che ai Faces of Fear) ma non appena arrivò anche Sting si fermarono tutto all’improvviso: tutti volevano vedere da che parte si sarebbe schierato, ma ancora una volta Sting non si sbilanciò (l’unica cosa che fece fu colpire i Four Horsemen, ma solo come reazione a un pugno subito da Arn Anderson), e lasciò il ring pochi istanti dopo essere entrato.
Il diavolo è donna
A Starrcade sarebbe stata inaugurata una nuovissima cintura in WCW: la cintura femminile, la cui prima campionessa sarebbe stata decretata da un torneo, ma sarebbe stato anche teatro della finale per il torneo per il titolo USA, reso vacante dopo l’infortunio di Ric Flair. Al torneo partecipò anche Diamond Dallas Page, che avanzò battendo Jeff Jarrett grazie all’aiuto degli Outsiders, alimentando nuovamente le voci che lo volevano vicino al nWo. Page dal suo canto continuò a smentire ogni voce e a dirsi estraneo agli affari del nWo, e di essere concentrato sul torneo, che lo avrebbe visto approdare direttamente in finale, dal momento che l’altro quarto di finale tra Lex Luger e Arn Anderson, svoltosi a fine novembre, era finito in pareggio per doppio count out. Dall’altra parte del tabellone avanzò invece Eddie Guerrero, che approdò in finale battendo prima Konnan e poi Chris Benoit, battendolo con una spettacolare Frog Splash girandosi a 180°, senza nemmeno guardare. Guerrero avrebbe dunque ritrovato in finale Diamond Dallas Page, con cui aveva ancora un conto in sospeso da inizio autunno, e con la possibilità di prendersi sia una rivincita che la sua prima cintura in WCW!

In assenza del “Nature Boy”, i Four Horsemen dovettero gestire la delicata questione Kevin Sullivan, furibondo a causa dei flirt tra Chris Benoit e Woman, manager degli Horsemen e sua moglie da 11 anni. La situazione sfuggì da ogni controllo quando a Nitro fu mandato un video dove si vedevano Benoit e Woman insieme a cena fuori in Germania, con atteggiamenti piuttosto “intimi”, che ovviamente mandò fuori di testa Sullivan, mostrando per la prima volta il diabolico leader del Dungeon of Doom senza il controllo della situazione.
Per tanto tempo Kevin Sullivan era stato uno degli uomini più temibili e machiavellici che ci fossero, se non il più spietato tattico della storia della WCW, ma nessuno lo aveva spogliato della sua aura intoccabile come Chris Benoit, mostrando al mondo che Sullivan non era altro che un uomo, con una vita privata fatta di debolezze e fragilità, e come tutti gli uomini aveva uno dei suoi punti deboli in sua moglie. Kevin Sullivan aveva ferito Chris Benoit facendolo a pezzi in un Falls Count Anywhere match, ma Benoit lo aveva ferito al cuore rubandogli sua moglie Woman: la rivalità tra i due si inaspriva sempre di più, ma Woman creava divisioni anche tra i Four Horsemen: Arn Anderson e Steve McMichael non si fidavano completamente di Woman, e la sua fama di doppiogiochista era nota a tutti, mentre Debra McMichael da brava reginetta di bellezza era stanca di non essere lei la donna al centro dell’attenzione. Sebbene Chris Benoit garantisse per lei, nelle settimane successive al loro viaggio in Europa il canadese infatti non si vide praticamente mai, troppo preso da lei per occuparsi degli affari dei Four Horsemen, e ogni volta che Benoit non c’era anche Woman spariva.

Anche quando tornò il “Rabid Wolverine” mostrò un rendimento non più all’altezza, come quando perse con Eddie Guerrero il match per la finale per il titolo USA, annullando la possibilità di far rimanere la cintura dentro i Four Horsemen: una sconfitta che gli Horsemen non digerirono, trovando Benoit un pò troppo “distratto” da Woman.mDa leader del gruppo Ric Flair invitò tutti alla calma: lui stesso aveva passato tutta la vita a sedurre donne altrui e fare la bella vita, e non avrebbe di certo biasimato Chris Benoit e Woman per un pò di sano divertimento, dunque non solo Benoit e Woman sarebbero rimasti membri fidati dei Four Horsemen, ma avrebbero potuto continuare a divertirsi!
29/12/1996 – Starrcade 1996

Dal Nashville Municipal Auditorium di Nashville, Tennessee, iniziò quello che era forse lo Starrcade più atteso di sempre, il primo da quando l’invasione del New World Order era iniziata. Ad aprire la serata fu un match tra Dean Malenko e Ultimate Dragon di grande importanza, perché avrebbe avuto in palio sia il titolo dei pesi leggeri del primo che il titolo J-Crown del secondo, che già da solo rappresentava ben 8 cinture. A vincere il match fu Ultimate Dragon, che ora che deteneva il titolo J-Crown (che da solo valeva per 8), quello dei pesi leggeri WCW, e quello dei pesi medi NWA… ben 10 cinture (!) in contemporanea, qualcosa che nessuno aveva mai fatto nella storia del wrestling.

Subito dopo fu il momento di decretare la prima campionessa femminile WCW di sempre. Il torneo di assegnazione aveva visto coinvolte lottatrici prettamente giapponesi, ad esclusione di Madusa, unica occidentale del torneo. Per tutti gli anni ‘90 Madusa era stata la wrestler donna più dominante d’America, e aveva ribadito il suo ruolo approdando fino alla finale, dove affrontò Akira Hokuto, che prevalse grazie a una Northern Lights Bomb.
Sempre per l’asse WCW-Giappone il match successivo vide coinvolti Rey Mysterio Jr. e Jushin Thunder Liger, con il secondo che ne uscì vincitore, mentre il primo vero match 100% made in WCW fu quello tra Chris Benoit e Jeff Jarrett, natio di Nashville e vero idolo di casa. Il match sarebbe stato senza squalifiche, dunque un’incursione di Kevin Sullivan per distruggere Benoit appariva a tutti scontata, e invece il primo esterno a farsi vedere fu Arn Anderson, che colpì Jarrett con una DDT fuori dal ring. Ma mentre l’arbitro era troppo impegnato a guardare la scena… dentro al ring Kevin Sullivan arrivò per rompere una sedia di legno addosso a Benoit! Nemmeno Woman poté impedirlo (Sullivan aveva portato con sé il Dungeon of Doom per tenerla a bada), e “Double J” vinse il match, dando al resto dei Four Horsemen nuovi elementi per non fidarsi di Woman.
La prima quota di nWo fu invece il match per i titoli di coppia tra gli Outsiders e i Faces of Fear. La vittoria di Kevin Nash & Scott Hall di fatto non fu praticamente mai in dubbio, anche a causa della presenza di Nick Patrick come arbitro, e alla fine infatti le cinture rimasero saldamente alla loro vita grazie alla Jacknife Powerbomb di Nash su The Barbarian. Ma la serata dei campioni di coppia era tutt’altro che finita, perché le loro attenzioni erano dirette anche alla finale per il vacante titolo USA tra Diamond Dallas Page e Eddie Guerrero, la cui cintura era stata rubata da The Giant da svariate settimane. Dopo un match tutto sommato equilibrato, ancora una volta infatti l’nWo si autoinvitò, con gli Outsiders e Syxx che da settimane favorivano DDP per incentivarlo a unirsi a loro, ma dopo tanti rifiuti persino loro si erano stancati… e stavolta attaccarono proprio Page! Scott Hall mise KO Page con un Outsider’s Edge, dopo la quale Eddie Guerrero connesse una Frog Splash, vincendo l’incontro e il titolo. All’nWo però interessava più punire Page che favorire Guerrero, e per dimostrarglielo attaccarono il nuovo campione una volta finito il match, impossessandosi di nuovo della cintura USA, che ormai non era più del legittimo proprietario da troppo tempo.
Se negli ultimi match l’nWo era riuscito -come sempre- ad avere l’ultima parola, per una volta andò diversamente nel match tra The Giant e Lex Luger, che a World War 3 era persino riuscito a sollevarlo per la sua Torture Rack. Tutti si chiedevano se il “Total Package” sarebbe stato capace a ripetersi, e Luger attinse ad ogni fibra della sua immensa muscolatura per non deludere i fan, e ancora una volta sollevò tutti i suoi 220 kg sulle sue spalle per la Torture Rack! Ma come sempre il resto del nWo era sempre pronto a intervenire: Syxx arrivò colpendo con un calcio rotante Luger, che però aveva a vegliare su di lui un oscuro angelo custode… il suo miglior amico Sting! Come al solito però Sting si limitò alla presenza, e senza fare altro bisbigliò solo qualcosa sia nell’orecchio di Luger che di The Giant, per poi abbandonare il ring! Ancora una volta Sting non si era schierato apertamente, ma si rivelò comunque l’ago della bilancia lasciando la sua ormai inseparabile mazza da baseball nel ring, che Lex Luger prontamente usò per coprire The Giant, aggiudicandosi così la vittoria!
Dal suo debutto in WCW solo Hollywood Hogan era riuscito a battere The Giant, e grazie a Lex Luger ora l’nWo aveva subito la sua prima sconfitta! Un segnale importante per tutti, che riempì il cuore dei fan di ottimismo soprattutto per per l’ultimo match rimasto, il main event: Hollywood Hogan vs “Rowdy” Roddy Piper! Se ai tempi della prima WrestleMania avessero detto ai fan che un giorno Hogan e Piper si sarebbero affrontati di nuovo, e che tutto il loro supporto sarebbe stato per lo scozzese nessuno ci avrebbe creduto, eppure era tutto vero. Entrambi avevano rispettivamente 43 e 42 anni, fisicamente non erano più al loro picco, e non fu un match fatto di chissà quali mosse o altro wrestling raffinato, ma di pura intensità ed emozioni, dove tirarono fuori anni e anni di rancori reciproci: Piper sfilò la cintura dal suo kilt per prendere a frustate l’Hulkster, ma vista l’importanza dell’evento l’arbitro Randy Anderson fu parecchio permissivo, anche quando The Giant cercò di intervenire a favore di Hollywood Hogan.
Anche quando fu sollevato dal gigante per la Chokeslam Piper seppe reagire mordendogli il naso quasi fino a strapparglielo, per poi chiudere Hogan nella sua Sleeper Hold. Piper strinse il collo di Hogan con tutta la forza che aveva in corpo, come se lo volesse uccidere, e il campione WCW perse rapidamente i sensi, con l’arbitro che sollevò il suo braccio per 3 volte per accertarsene… finché non dichiarò Piper vincitore! Sembrava impossibile crederci: non era mai successo che Hollywood Hogan perdesse i sensi per una presa di sottomissione, eppure era successo… Roddy Piper aveva battuto Hogan, e come promesso lo aveva fatto completamente da solo! In passato soltanto Ultimate Warrior aveva battuto Hogan pulito e senza aiuti, eppure ce l’aveva fatta: lui, la sola e unica nemesi di Hollywood Hogan da tutta la vita, l’unico che poteva riuscire in una tale impresa e mostrare a tutti che persino l’nWo potesse perdere!

Nitro
La scintilla
Starrcade aveva lasciato alla WCW qualcosa che negli ultimi tempi si era quasi dimenticata, ossia la speranza. Certo, avevano ancora saldamente i titoli mondiali e di coppia, oltre che il titolo USA nuovamente in ostaggio, ma le sconfitte di The Giant contro Lex Luger e -soprattutto- quella di Hollywood Hogan contro “Rowdy” Roddy Piper erano i primi veri colpi che il New World Order subiva dalla sua nascita: in 4 mesi l’nWo non aveva mai mostrato alcun punto debole, e nessuno era mai riuscito a uscire vincitore da uno scontro con loro, ma Starrcade aveva mostrato che anche la WCW poteva contrattaccare e pungere nel momento decisivo. Per la prima volta in carriera Hollywood Hogan aveva perso i sensi per una presa di sottomissione, e prima di Roddy Piper, e prima di lui solo Arn Anderson era riuscito a batterlo in WCW, eppure il giorno dopo a Nitro l’nWo continuò a ostentare la solita sicurezza, come se non fosse successo assolutamente nulla, o addirittura come se fossero usciti vincitori dalla serata!
Tuttavia, per quanta finta tranquillità potessero ostentare, ora che il match con Roddy Piper era passato l’nWo doveva affrontare un’altra questione: il match per il titolo WCW che The Giant si era guadagnato a World War 3. Nell’nWo tutto aveva funzionato perché ogni singolo membro accettava che Hogan fosse il campione WCW, ma ora che The Giant reclamava un match titolato quel sottile equilibrio era a rischio. La cintura lo chiamava (sulla placca dorata con il nome del campione c’era ancora il nome di The Giant), ma l’Hulkster continuava a tergiversare.
E poi l’nWo aveva altro in agenda: impedire a Roddy Piper di festeggiare la sua vittoria. Appena “Hot Rod” arrivò nel ring infatti l’nWo gliela fece pagare duramente, mentre il pubblico lanciava cibo e bevande a volontà. Ad avere “l’onore” di dargli il colpo di grazia fu The Giant, incaricato di stenderlo con una Chokeslam, ma arrivati al momento fatidico… The Giant si rifiutò! Fu l’inizio di un’accesa discussione, dove The Giant perse la pazienza e minacciò di colpire lo stesso Hogan con una Chokeslam! L’Hulkster si scusò finché il gigante non mollò la presa, ma alla prima occasione ordinò al resto del nWo di attaccarlo! Persino la sua immensa stazza non poté nulla contro tutti quegli uomini, e l’nWo di fatto scaricò The Giant, colpevole di ambire a qualcosa di più che essere il semplice braccio destro del nWo!
E a proposito di contrasti interni, prima di Starrcade Ric Flair sembrava aver riportato unità nei Four Horsemen nonostante le recenti divisioni, ma i fatti dicevano l’opposto: tra Woman e Debra c’era un pessimo clima, il ché inasprì anche quelli tra Chris Benoit e Steve McMichael, e poi c’era Jeff Jarrett, che sebbene non fosse un membro degli Horsemen ambiva a far parte del gruppo ed era molto stimato da Flair, e proprio per questo Jarrett chiedette spiegazioni a Flair riguardo la DDT subita da Arn Anderson a Starrcade. Ancora una volta però il “Nature Boy” invitò tutti alla calma: Jarrett avrebbe avuto tutto il tempo di entrare negli Horsemen (sebbene gli altri membri sembrassero piuttosto riluttanti a includerlo) ed era la fine dell’anno, dunque bisognava solo pensare a festeggiare!



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