Luglio 1996: la pecora Dolly è il primo mammifero nato per clonazione, iniziano le Olimpiadi di Atlanta, Richard Krajicek e Steffi Graf vincono i rispettivi tornei di Wimbledon, al cinema escono Independence Day, Sospesi Nel Tempo, Kingpin, Il Coraggio Della Verità, Il Momento di Uccidere, e A Casa di Joe, mentre in discoteca si balla Seven Days and One Week dei BBE:
Nel frattempo, i campioni in ECW sono:
– Campione ECW: Raven
– Campione Televisivo: Chris Jericho
– Campioni di coppia: gli Eliminators (Kronus & Saturn)
Il salvatore
Nessuno nella storia del wrestling era mai arrivato a tanto come coinvolgere direttamente il figlio di 7 anni del suo rivale: era un atto di una bassezza disumana anche per i più grandi farabutti che l’industria avesse mai conosciuto, ma Raven non aveva né morale né etica, e per lui il fine giustificava i mezzi, ancor di più se il fine era entrare nella testa del suo avversario.

In un anno e mezzo dal suo debutto Raven aveva completamente riscritto il significato della parola heel nel mondo del wrestling. Non era un cattivo da fumetto, e neanche una caricatura di un uomo cattivo, ma un mistro tra Charles Manson e il Bodhi di Point Break, con le medesime capacità manipolatorie, capace di entrare nel cervello di chiunque, un sociopatico depresso e nichilista capace di spingere le persone a fare di tutto per lui. Il suo passato era un mistero di cui aveva disseminato solo pochi dettagli, un puzzle i cui unici pezzi disponibili erano quelli che lui voleva fossero disponibili, ma quel che era chiaro era che aveva vissuto un’esistenza tragica e un’infanzia tormentata, per cui aveva dedicato il resto della sua vita ad accogliere chi si sentiva perso come lui, ergendosi a loro maestro, o addirittura come l’unica via per trovare la salvezza.

Raven registrò un promo nel parco giochi in cui era cresciuto, lo stesso in cui Stevie Richards gli aveva presentato Bluedust, lo stesso in cui Raven aveva conosciuto per la prima volta la sofferenza quando era piccolo, e parlò di tutti i dolori e le sofferenze che i bambini devono affrontare ancor prima di diventare adulti, senza un conforto adeguato… un confronto che nemmeno artisti maledetti morti giovani come Jim Morrison, Janis Joplin, o Kurt Cobain erano riusciti a dare a quelle piccole anime tormentate come invece sapeva fare lui. I fan dell’ECW guardando a Sandman vedevano un antieroe che sfidava ogni regola e non aveva paura di nulla, un idolo che era impossibile non amare per la sua spacconeria, mentre Raven vedeva solo un alcolizzato e un padre irresponsabile che viveva come fosse immortale, o come se le sue azioni non avessero conseguenza, dimenticandosi di avere una famiglia. Ma ora Raven era giunto per dare a un’ancora di salvezza a Peaches (che fu chiamata col suo vero nome, Lori) e il piccolo Tyler, e ridare a quella famiglia abbandonata un riferimento, quello che un alcolizzato come Sandman non poteva essere.

Tutti erano curiosi di vedere un nuovo scontro tra i due a Heat Wave, ma la domanda era se Tommy Dreamer sarebbe stato in grado di aiutarlo contro il resto del Raven’s Nest: tutti avevano ancora in testa l’immagine della terribile Chokeslam con cui “Prime Time” Brian Lee aveva gettato giù dalla balconata dell’ECW Arena Dreamer, che venne portato via in barella tra le lacrime di Beulah McGillicutty e Kimona Wanalaya. Ma Tommy Dreamer aveva più cuore di quanto un corpo umano non ne potesse contenere, e pochi giorni dopo Hardcore Heaven tornò a mostrarsi come sempre: in piedi sulle sue gambe, fiero, e già pronto alla prossima sfida! Chiunque altro dopo una simile caduta si sarebbe preso una lunga pausa, se non addirittura meditato un addio al mondo del wrestling, ma non l’Innovator of Violence, che già pregustava un nuovo match con Brian Lee.

L’occasione arrivò a Heat Wave, dove lui, Sandman, e Terry Gordy avrebbero fatto squadra contro Raven Stevie Richards, e Brian Lee in uno Steel Cage match. Il titolo ECW sarebbe stato in palio, ma in condizioni particolari: per vincere la cintura non si doveva schienare Raven, ma Stevie Richards! La gabbia d’acciaio non riuscì a contenere l’azione a lungo: Tommy Dreamer e Brian Lee come al solito si azzuffarono più o meno ovunque, mentre Gordy e Richards combatterono soprattutto sulla balconata dell’ECW Arena, lasciando i soldi Raven e Sandman nel ring. Avendo Stevie Richards lontano Sandman non poteva vincere il titolo ECW, ma in quel momento poco importava: Raven aveva osato mettere di mezzo suo figlio, dunque il titolo ECW era l’ultima cosa di cui gli importava! Nel corso del match Tommy Dreamer ammanettò Raven alla gabbia, servendolo a Sandman su un piatto d’argento per ricreare la celebre sediate in testa che gli diede all’Heat Wave dell’anno prima, ma prima che potesse fare qualcosa arrivò il piccolo Tyler, che spinto dalla madre entrò nella gabbia e si mise in mezzo per proteggere Raven dal Singapore Cane del padre!

Sandman si bloccò all’improvviso: ovviamente non poteva rischiare di colpire il figlio, e da lì nacque una discussione con Tommy Dreamer, che lo invitò a colpire Raven senza esitazione, dando a Super Nova il tempo di intervenire e liberare Raven dalle manette con dei tronchesi. Per Tommy Dreamer il match non proseguì benissimo: venne infatti gettato dalla cima della gabbia su una pila di tavoli con una Chokeslam di Brian Lee, mentre Sandman riuscì a schienare Raven, non riuscendo quindi a vincere il titolo ECW, ma prendendosi una parziale rivincita per tutto quello che Raven aveva fatto a lui e a suo figlio. Nonostante gli acciacchi di Heat Wave, Tommy Dreamer si ostinò a combattere contro Brian Lee, e lo sfidò pochi giorni dopo a un Tag Team match con un un partner a loro scelta. Tommy Dreamer scelse Terry Gordy, mentre Brian Lee non optò per qualcuno del Raven’s Nest, ma scelse qualcuno di ancora più pericoloso… la “Human Suplex Machine” Taz!

Dopo aver battuto il fighter Paul Varelans ad Hardcore Heaven, Taz era apparso anche a Heat Wave per far sentire ancor di più il suo sempre maggior peso in ECW, tanto che il suo manager Bill Alfonso “licenziò” Joey Styles (nonostante non ne avesse l’autorità) dal suo ruolo di intervistatore perché giudicato troppo di parte, instaurando al suo posto il ring announcer Joel Gertner. Taz lanciò una sfida a qualunque membro del roster, e mise persino le mani addosso a Styles, innescando il gradito ritorno del giustiziere per eccellenza dell’ECW… 911! Erano mesi che l’ECW Arena non godeva delle sue leggendarie Chokeslam, quella Chokeslam che Bill Alfonso aveva tentato di mettere al bando mesi prima ma che mandavano in visibilio i fan, e ora finalmente l’avrebbero rivista su uno degli uomini più odiati del roster! Nemmeno Taz, tronfio di tutti i suoi recenti successi, riuscì a sfuggire alla sua devastante Chokeslam, ma rispetto a tutte le altre vittime… si rialzò immediatamente! Nemmeno 911 era riuscito a zittire Taz, che lo sorprese alle spalle con una German Suplex mentre stava ancora esultando, per poi finirlo con la Tazmission!
Era un’immagine assolutamente incredibile: nessuno aveva mai reso così inoffensivo 911, eppure Taz c’era riuscito senza la minima difficoltà! Da mesi i fan non aspettavano altro che vedere qualcuno dare una lezione a Taz, e nessuno sembrava più adatto di 911, uno degli uomini più temuti del roster nonché ritenuto virtualmente imbattibile, ma ora che la “Human Suplex Machine” aveva liquidato quella fantasia con così poca fatica, dovevano tutti pensarci due volte prima di darlo spacciato così facilmente!
La legittimità di Taz era ormai indiscutibile, e il Tag Team match contro Tommy Dreamer & Teddy Gordy (vinto proprio da Lee e Taz) non fece che ribadirlo. Gordy uscì parecchio malconcio dal match, ma Dreamer voleva un rematch, e anche stavolta avrebbe scelto personalmente il suo partner. Le voci su chi potesse scegliere l’Innovator of Violence andavano da Sabu -vista la sua storia con Taz- a un clamoroso ritorno di Terry Funk, ma Tommy Dreamer era di un altro avviso, perché sosteneva di conoscere l’unico uomo che era certo che Taz temesse… perché era stato lui stesso a dirglielo!
Dal suo canto Taz ricordò di aver confidato a Dreamer quel nome circa 3 anni prima, quando Dreamer era solo uno sbarbatello appena arrivato in ECW, ma era certo che nemmeno lui se lo ricordasse. Ma Tommy Dreamer lo smentì, perché irruppe nel suo stanzino porgendogli un contratto con il nome del suo spauracchio scritto nero su bianco, e a giudicare dalla faccia di Taz, Dreamer aveva davvero fatto centro…

Per la prima volta la Human Suplex Machine sembrava davvero terrorizzata, ma dopo un momento di sconforto si ricompose immediatamente, promettendo che non si sarebbe tirati indietro, perché lui al contrario di Sabu affrontava le sue paure a braccia aperte!
La bella e il franchise
“The Franchise” Shane Douglas si era fatto beffe della cintura Televisiva, ma ora che l’aveva persa era improvvisamente diventata la cosa più importante della sua vita, e sarebbe stato disposto a tutto pur di riconquistarla. Chris Jericho era appena diventato campione, e finire nel mirino di un ex campione ECW come Shane Douglas avrebbe rappresentato la sua sfida più difficile sin da quando era arrivato a Philadelphia. Ma Douglas non era il solo a volere il titolo Televisivo: c’era 2 Cold Scorpio, che si era fatto strappare la cintura proprio da “The Franchise” e senza la possibilità di una rivincita a causa di un’infezione da stafilococco, e ovviamente c’era il campione uscente Pitbull #2, ulteriormente motivato da Francine dopo che Shane Douglas aveva osato baciarla, dunque per accontentare tutti l’ECW indì per Heat Wave il primo Four Way Dance di sempre!

Sarebbe stato un match altamente imprevedibile: Shane Douglas aveva lottato nel primo Three Way Dance di sempre, e ora avrebbe inaugurato anche la sua variante a quattro! Fu un grande match, dove il primo a essere eliminato fu il campione Chris Jericho, che però vendette cara la pelle: ci volle quasi mezz’ora per buttarlo fuori, e il match andò per le lunghe perché nessuno voleva mollare di un centimetro. 2 Cold Scorpio fu il secondo a cadere, lasciando l’ultimo atto a Shane Douglas e Pitbull #2, l’uomo che aveva strappato la cintura a “The Franchise”! Dopo Fight the Power Pitbull #2 aveva tutte le credenziali per battere di nuovo Shane Douglas, ma quest’ultimo come al solito aveva risorse che nessuno poteva immaginarsi, e stavolta la risorsa era Francine, che accecò Pitbull #2 in faccia con del talco! L’ECW Arena era a dir poco incredula: Francine era la manager dei Pitbulls ormai da 10 mesi, e gli aveva appena voltato le spalle per vendersi all’uomo che l’aveva insultata e messa KO con una Belly to Belly Suplex poche settimane prima! Ma per quanto assurdo era tutto vero, tanto che Francine si tolse la gonna che indossava, rivelando delle mutande… con sopra scritto “Franchise”! La persuasione di Shane Douglas aveva colpito ancora una volta, e lui ci aveva tenuto a metterci anche la firma!
Ma il tradimento di Francine invece che demoralizzare Pitbull #2 lo caricò di una rabbia e una determinazione mai vista: oltre a stendere Francine con l’aiuto di Pitbull #1 con una Superbomb su un tavolo (!) per fargliela pagare, riuscì a resistere a tutto quello con cui lo colpiva Douglas. Non importava che si trattasse di venir colpito con la cintura Televisiva, con un pezzo di tavolo, un tirapugni… nulla sembrava mettere al tappeto Pitbull #2! Nonostante la stoica prestazione però, alla lunga Pitbull #2 dovette arrendersi alla Belly to Belly Suplex di Douglas, che si riprese la cintura e chiuse uno dei match più lunghi della storia dell’ECW (secondo solo ai 60 minuti dell’iconico Three Way Dance tra Terry Funk, Sabu, e Shane Douglas di The Night the Line Was Crossed), inaugurando una nuova era con Francine al suo fianco. In effetti era da troppo che Shane Douglas agiva da solo: lui conosceva bene il potere delle alleanze, e in ECW era arrivato al top grazie ai consigli della sua prima manager Sensational Sherri e ai muscoli di Mr. Hughes, consolidandosi poi col Triple Threat (formato insieme a Chris Benoit e Dean Malenko), e dopo una breve coalizione con Tommy Dreamer e Sandman per Douglas sembrava il momento di tornare a essere “The Franchise”!

Francine era arrivata in ECW l’anno prima come semplice spasimante di Stevie Richards, per poi diventare la manager dei Pitbulls da quasi un anno: non sembrava il tipico profilo per uno ambizioso come Shane Douglas, ma se un calcolatore machiavellico come lui l’aveva scelta, evidentemente aveva intravisto qualcosa in lei che forse nessuno aveva ancora notato, qualcosa di cui presto si sarebbero accorti tutti!
I veri gangsta
A Heat Wave fece anche il suo debutto Louie Spicolli, che combatté ben due match: nel primo sconfisse El Puerto Riqueño, ma nel secondo cadde per mano di Sabu, per cui quella serata riservò dei risvolti imprevedibili. Nel corso dell’evento infatti Mikey Whipwreck combatté contro Paul Lauria, il suo ex amico che già aveva affrontato un anno e mezzo prima, ma dopo il match arrivarono gli Eliminators, che sfidarono Whipwreck invitandolo anche a portare Sabu al suo angolo per un match. Sabu non si fece pregare e si presentò, con i due che sfidarono Kronus & Saturn per i titoli di coppia, anche se alla fine i campioni rimasero tali grazie alla Total Elimination.
I grandi antagonisti degli Eliminators, i Gangstas, infatti non lottarono contro di loro perché già impegnati con i Samoan Gangsta Party, con cui intrapresero una guerra che venne dichiarata no contest dopo nemmeno 3 minuti. Era una situazione che richiedeva un match risolutore, senza gli interventi esterni o le risse incontrollate che avevano caratterizzato l’ultimo mese, e visto che i Gangstas non avevano paure di niente e nessuno invitarono tutti gli altri a farsi sotto, sfidando Eliminators, Bruise Brothers, e Samoan Gangsta Party in un Four Way Dance a coppie per le cinture! Si prospettava come un match tanto entusiasmante quanto infernale, e ora bisognava aspettare solo la risposta degli altri…




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