Luglio 1996: la pecora Dolly è il primo mammifero nato per clonazione, iniziano le Olimpiadi di Atlanta, Richard Krajicek e Steffi Graf vincono i rispettivi tornei di Wimbledon, al cinema escono Independence Day, Sospesi Nel Tempo, Kingpin, Il Coraggio Della Verità, Il Momento di Uccidere, e A Casa di Joe, mentre il mondo conosce le Spice Girls con Wannabe:
Nel frattempo i campioni in WCW sono:
– Campione WCW: The Giant
– Campione USA: Konnan
– Campioni di coppia: gli Harlem Heat (Booker T & Stevie Ray)
– Campione Televisivo: Lex Luger
– Campione dei pesi leggeri: Dean Malenko
L’ultimo avamposto
Con la guerra di Scott Hall e Kevin Nash alla WCW, la federazione mise tutto e tutti sotto osservazione speciale a costo di sfociare nella paranoia. Pur avendo gli Outsiders smentito categoricamente, non c’erano prove concrete che i due non stessero complottando per conto della WWF, per di più con un terzo misterioso membro ancora da svelare, e fu così che la WCW iniziò a tenere i propri show con le arene pregne di polizia e security ad ogni angolo. Quali fossero le intenzioni di Hall e Nash era ancora un mistero, se non quello di -come riportarono i commentatori Tony Schiavone e Larry Zbyszko- instaurare a Bash at the Beach un “nuovo ordine mondiale” nel mondo del wrestling. L’enorme dispiego di sicurezza non bastò a tenere gli Outsiders lontani dall’arena, visto che riuscirono ad entrare da legittimi spettatori paganti, con regolare biglietto e persino con pop corn e bibite!

I due assistettero a parte della puntata di Nitro finché alla fine si alzarono dai loro posti per cercare la rissa con Eric Bischoff (tornato al tavolo del commento dopo aver smaltito la Jacknife Powerbomb subita da Nash a The Great American Bash), venendo però fermati dall’esercito di poliziotti presenti nell’arena e dai loro avversari di Bash at the Beach, “Macho Man” Randy Savage, Sting, e Lex Luger. Alla fine i due non causarono ulteriori problemi, venendo scortati fuori dall’arena senza grosse proteste, trasudando una sicurezza a dir poco preoccupante.

Sempre quella sera, i Four Horsemen combatterono nel ring il loro primo match ufficiale con la nuova formazione, affrontando in un 8 Men Tag Team match i Rock ‘n Roll Express, Renegade, e Joe Gomez, che avrebbe combattuto con Steve McMichael a Bash at the Beach. All’imminente PPV il resto dei Four Horsemen sarebbe invece stato occupato nella guerra al Dungeon of Doom, con Chris Benoit e Arn Anderson che avrebbero combattuto in un Tag Team match contro Kevin Sullivan e il campione WCW The Giant, mentre il loro leader Ric Flair avrebbe invece tentato l’assalto al titolo USA di Konnan.

Non dovendo difendere il titolo a Bash at the Beach, The Giant mise in palio la cintura di campione WCW a Nitro contro John Tenta, dove a prevalere fu di nuovo il campione. A fine match, Big Bubba Rogers approfittò di un John Tenta privo di sensi per rasargli metà barba con un rasoio elettrico, esattamente come aveva già fatto un mese prima rasandogli mezza capigliatura. Ancora una volta, Big Bubba aveva umiliato John Tenta davanti a tutto il mondo!
7/7/1996 – Bash at the Beach

Arrivò finalmente Bash at the Beach dall’Ocean Center di Daytona Beach, Florida, e con ancora ancora nessuna notizia su chi potesse essere il terzo membro degli Outsiders. Ma la notte era ancora lunga…
Dopo il primo match di riscaldamento, dove Rey Mysterio Jr. si rese protagonista di un’altra spettacolare prova dopo The Great American Bash (stavolta vincendo contro Psychosis, suo acerrimo rivale sia in Messico che in ECW), le più grandi rivalità della federazione entrarono nel vivo, a partire dalla guerra tra Four Horsemen e Dungeon of Doom. Il Dungeon prima aveva un altra grana a cui pensare però, quella dell’ex membro The Shark, ora noto col suo vero nome di John Tenta, di cui si era occupato personalmente Big Bubba. Dopo essersi affrontati a The Great American Bash e a Nitro, finalmente Tenta riuscì a trionfare, stavolta in un Carson City Silver Dollar match, stipulazione con un calzino ripieno di monete (arma usata da Big Bubba contro Tenta a Nitro) posto sopra un palo per essere usato come arma.
Si affrontarono anche i Nasty Boys e i Public Enemy, che dopo svariati incontri a Nitro stavolta se la videro in un ben più violento Double Dog Collar match, dove però fu l’esperienza di Brian Knobbs & Jerry Sags ad avere la meglio, per poi lasciare spazio al campione dei pesi leggeri Dean Malenko, che difese con successo la cintura da Disco Inferno.
Il primo match della serata a coinvolgere i Four Horsemen invece fu quello tra Steve McMichael e Joe Gomez, che finì con la vittoria dell’Horseman senza tanti dubbi. Seguì poi il match per il titolo USA tra Ric Flair e il campione Konnan, con il “Nature Boy” che conquistò per la quinta volta in carriera il titolo USA, un titolo che non deteneva addirittura dal 1980, mentre non riuscirono a fare altrettanto Arn Anderson e Chris Benoit nel loro match di coppia contro The Giant e Taskmaster, che fu vinto da quest’ultimi con una Chokeslam del campione WCW su Anderson.
Ma era giunto il momento del match più atteso della serata: il match tra gli Outsiders e il team prescelto dalla WCW per contrastarli, Lex Luger, Randy Savage, e Sting. L’attesa per scoprire il terzo Outsider era giunta finalmente al termine, e alla fine il nome fu… nessuno! Hall & Nash si presentarono senza il famigerato terzo membro, con “Mean” Gene Okerlund che salì sul ring esigendo una risposta, se non altro per rispetto verso tutti i fan. I due confermarono che il terzo Outsider era presente nell’arena e pronto a mostrarsi, ma solo quando avrebbero voluto loro.

Il match iniziò quindi come un Handicap match 2 contro 3, finché dopo una dozzina di minuti di match arrivò… Hulk Hogan! Ovviamente fu una graditissima sorpresa, ancora di più perché la sua presenza non era stata annunciata, ma l’Hulkster era tornato da Hollywood dopo 2 mesi di assenza per difendere la WCW dagli Outsiders! Dopotutto, nessuno poteva fare la voce grossa a lungo senza passare per il senso di giustizia di Hogan! Impauriti e consci di essere ora in netto svantaggio, Hall e Nash uscirono dal ring, mentre Hogan si avvicinò per aiutare un Randy Savage tramortito a terra… per poi colpirlo con una Leg Drop!!! Invece che aiutarlo Hulk Hogan aveva appena dato il colpo di grazie a Savage! Il pubblico fu ammutolito e confuso: cosa diavolo stava facendo Hogan? Com’era possibile che stesse aiutando gli Outsiders? Era una qualche incomprensibile tattica?

Seguirono su Savage anche una seconda Leg Drop e poi persino una terza! 3 Leg Drop consecutive… mentre Hall e Nash se la ridevano, Hogan aveva praticamente mandato Savage all’altro mondo! Non era né un imitatore né un gemello, ma Hulk Hogan in carne ed ossa che stava tradendo e rinnegando la WCW, i suoi fan, i suoi amici, e i valori di cui si era fatto portatore per anni e con cui aveva cresciuto intere generazioni di appassionati. Non era un’allucinazione, ma il peggior incubo possibile diventato realtà: Hulk Hogan era davvero passato al lato oscuro. I più ottimisti pensarono ad uno strano doppiogioco di Hogan, ma più i secondi passavano e più era chiaro che Hogan faceva sul serio: il terzo membro degli Outsiders era proprio lui, sorridendo del suo tradimento e prendendosi gioco di tutti quelli che per tanti anni avevano creduto in lui, mentre Nash e Hall nel ring imitavano le sue tipiche pose, deridendo il lato più buono e nobile di Hogan.

Mentre i fan inondavano il ring di cartacce e immondizia, delusi dal voltafaccia del più giusto, incorruttibile, retto, e grande wrestler di tutti i tempi, un Gene Okerlund a metà tra il disgustato e l’incredulo chiese ad Hogan cosa stesse facendo, con l’Hulkster che stizzito invitò i fan a tapparsi la bocca e a farlo parlare Hogan motivò il suo gesto: dopo aver reso un gigante “una grande federazione del nord” (la WWF) Hulk Hogan era ormai diventato un’entità più grande della federazione stessa, fino a fare lo stesso in WCW, sentenziando che senza di lui Eric Bischoff sarebbe stato ancora a vendere carne a Minneapolis, che senza di lui nessun fan sarebbe lì, e che lui mandava sold out le arene quando loro ancora andavano al liceo. Stanco di vedere fan ingrati fischiarlo dopo tutto quello che lui aveva dato al wrestling, proprio ora che era diventata un’entità più grande del wrestling stesso Hogan aveva fatto la sua scelta, prendendo Hall e Nash come spalle per creare un “nuovo ordine mondiale” del wrestling, che si sarebbe presto preso tutto cambiando il volto del business per sempre!
Per un bambino che guardava il wrestling negli anni ’80 e primi ’90, vedere Hulk Hogan diventare heel nel 1996 fu uno shock emotivo. Hogan non era solo un wrestler: era il bene assoluto, il supereroe che diceva di allenarsi, mangiare bene, e credere in sé stessi. Quello che vinceva sempre perché il bene non poteva non vincere. Per un bambino Hogan era allo stesso livello di Superman o del papà: non poteva tradire. Nel vederlo arrivare tutti pensarono “Adesso Hogan salverà la situazione come sempre”. E invece no, perché quando colpì Randy Savage con la Leg Drop il cervello di tutti andò in corto. Non tornava nulla. Era come veder infrangere una regola fondamentale del mondo. Persino Bobby “The Brain” Heenan, che per anni e anni aveva odiato Hogan e la sua moralità da supereroe, tentando di distruggerlo con ogni mezzo necessario, rimase senza parole: nemmeno lui, la mente più malvagia che il wrestling avesse mai conosciuto, era mai arrivato a tanto!
Le urla del pubblico, i fischi, la sporcizia che volava sul ring… provarono tutti una sensazione nuova e scomoda: che il bene potesse scegliere di essere cattivo non perché costretto, ma perché lo voleva. Per i bambini e i ragazzi cresciuti con Hulk Hogan fu un trauma: significava scoprire che le persone possono cambiare, che i simboli possono mentire, che anche chi ti ha insegnato cosa è giusto può voltarti le spalle, come affrontare fine dell’infanzia per entrare nel cinico e disincantato mondo degli adulti, un mondo fatto di traditori e opportunisti. La favola era finita, e Hulk Hogan si era mostrato per quello che effettivamente era: un uomo, fallibile e pertanto corruttibile e crudele… l’Hulkamania stavolta era morta per davvero, ma a ucciderla era stato Hulk Hogan stesso!

L’era delle “preghiere e delle vitamine” era finita: ogni volta che c’era un torto da raddrizzare, Hulk Hogan era lì, ogni volta che le ingiustizie trionfavano, Hulk Hogan era lì a rimediare, con intere generazioni cresciute con ideali di giustizia grazie all’Hulkster pronte a esultare, ma non stavolta… perché ora ad essere l’ingiustizia era Hulk Hogan stesso! Era la fine di ogni certezza, perché se anche il cuore di Hulk Hogan poteva essere corrotto, non ci si poteva più fidare di nessuno. La forza più inarrestabile della storia del wrestling era appena passata al lato oscuro, una tragedia che lasciava presagire solo il peggio, un era di oscurità a cui nessuno avrebbe potuto rimediare, e con Hulk Hogan dalla loro parte, chi mai avrebbe potuto contrastare questo “nuovo ordine mondiale”? Una nuova era oscura era iniziata. E stavolta, i buoni non avrebbero vinto.

Nitro
“O muori da eroe o vivi tanto a lungo da diventare il cattivo”
Tutti speravano di risvegliarsi il giorno dopo Bash at the Beach con la rivelazione che non fosse stato altro che un brutto sogno, ma così non fu: Hulk Hogan aveva davvero tradito tutti, e nemmeno il tempo alleviò il dolore del lutto. Perché di questo si trattò: di un vero e proprio lutto collettivo, che gettò sulla federazione di Atlanta un’ondata di depressione, come se l’apocalisse fosse dietro l’angolo. Nel roster WCW sembravano tutti confusi: il Dungeon of Doom stesso, con cui Hogan era stato in guerra per un anno, era disorientato, non capendo ancora dove questo “nuovo ordine mondiale” sarebbe andato a parare e cosa avrebbe comportato per loro. L’unica cosa che sembrava certa, era che presto ognuno avrebbe dovuto scegliere da che parte stare. Hulk Hogan stesso dopo Bash at the Beach non tornò a mostrarsi subito, preso dai suoi impegni hollywoodiani, e lasciò a Scott Hall e Kevin Nash il compito di rappresentare il trio a Nitro. I due, che per settimane avevano promesso di prendere il controllo della WCW, mantennero la promessa con un forte gesto simbolico: durante una puntata di Nitro ai MGM/Disney Studios, Nash & Hall coprirono le enormi lettere d’acciaio della WCW poste sullo stage con degli enormi teloni riportanti “NWO”, ossia “New World Order”.

I due irruppero anche nel main event, a bordo della loro limousine, per mettere i bastoni tra le ruote a Lex Luger, impegnato a difendere il suo titolo Televisivo contro Big Bubba Rogers. All’intervento dei due si aggiunse poi Hogan, uscito dalla limousine nella sua nuova veste: occhiali da sole, colori gialli e e rossi spariti in favore del nero, simile al suo periodo dark visto l’autunno precedente. Dopo aver steso Luger, i due si accanirono persino contro Big Bubba, affiliato al Dungeon of Doom, lanciando un chiaro messaggio: non avevano intenzione di allearsi con nessuno. Presa la parola col microfono di “Mean” Gene (e sommerso di spazzatura lanciata nel ring come a Bash at the Beach) Hogan parlò per la prima volta da Bash at the Beach, ribadendo come l’intento del New World Order fosse cambiare il volto del wrestling professionistico, inglobandolo sotto la stella dell’unico wrestler più grande del business stesso… lui!
Arrivato a questo punto Hogan (che Randy Savage e Bobby Heenan chiamarono “Hollywood” Hulk Hogan in virtù di questo nuovo status) sganciò la bomba: avrebbe sfidato The Giant per il titolo WCW ad Hog Wild, con l’intenzione di renderla non più la cintura WCW, ma la cintura del New World Order! Era chiaro che sfidando The Giant il New World Order aveva messo in chiaro di non essere disposto a collaborare con nessuno, tantomeno il Dungeon of Doom, e la settimana successiva The Giant accettò la sfida senza la minima esitazione, sapendo che non sarebbe stato solo un match per il titolo WCW, ma per il destino delle federazione stessa!
Il New World Order mise pressione psicologica a tutto il roster acquistando personalmente degli spazi pubblicitari all’interno di Nitro: l’intento era quello di mostrarsi come un’entità ben al di sopra della WCW, quasi come fossero una federazione a parte. Il trio affermò di non essere alla ricerca di un quarto membro, stroncando sul nascere qualsiasi candidatura, ma se mai lo avessero voluto sarebbero stati loro a cercarlo. Hogan era chiaramente come il leader dei tre (aggiungendo al suo nuovo look “Hollywood” orecchini e una barba nera intorno ai baffi), apparendo più sicuro che mai di poter riconquistare la cintura ad Hog Wild.

Oltre a The Giant la più grande difesa della WCW dall’nWo erano indubbiamente i soliti Sting, Lex Luger e Randy Savage, i primi a tastarne sulla propria pelle il debutto a Bash at the Beach. I tre consolidarono la loro alleanza e si “scaldarono” affrontando i Four Horsemen a Nitro, riuscendo anche a vincere, ma nemmeno loro erano davvero preparati al modus operandi di Hogan, Nash, e Hall, che nel backstage attaccarono vigliaccamente alle spalle Arn Anderson, gli American Males, Rey Mysterio Jr., e soprattutto Kevin Sullivan, che massacrarono a colpi di mazza da baseball. Il roster accorse subito in loro aiuto, tra l’incredulità generale e una Woman persino in lacrime: Four Horsemen e Dungeon of Doom erano in guerra, ma Woman e Kevin Sullivan erano pur sempre marito e moglie, e di fronte alle azioni del New World Order tra i due gruppi ci fu una sorta di tregua, e nel backstage nessuno osò provocare l’altro, attendendo anzi insieme l’arrivo delle ambulanze: intere rivalità saltarono quella sera (Sting e Ric Flair si ritorvarono addirittura sulla stessa ambulanza, dove salirono per confortare Anderson e Buff Bagwell), perché l’nWo era diventata all’improvviso l’unica cosa a unire tutti, l’elemento inafferrabile che minacciava chiunque, senza fare sconti a nessuno. Ma la cosa più inquietante era che l’nWo non sembrava volere alleati, perché presto avrebbero tutti gli altri pregato di essere loro alleati! Nessuno era al sicuro…
Arn Anderson, gli American Males, Rey Mysterio Jr., e Kevin Sullivan sembravano obiettivi casuali, ma erano tutt’altro: erano tutti nomi previsti che lottassero nel corso della puntata Nitro, ma che ora andavano sostituiti. L’nWo aveva sabotato la scaletta della puntata, e davanti a una tale dimostrazione persino Bobby “The Brain” Heenan lasciò l’arena, rifiutandosi di continuare a commentare la puntata finché la WCW non avesse schierato una sicurezza adeguata nelle sue arene. Il problema era che i tre erano difficili da intercettare: l’nWo viaggiava esclusivamente nella sua limousine privata, parlava solo tramite messaggi pre-registrati pagati e prodotti da loro stessi (a testimonianza di quanto si considerassero un microcosmo a parte dalla WCW) e agiva nell’ombra, pronti a colpire quando meno lo si aspettasse, come fantasmi.

Da San Diego con furore
Oltre a questo, nell’attesa di scoprire le prossime mosse del New World Order, l’evento più rilevante post-Bash at the Beach fu indubbiamente la vittoria del titolo dei pesi leggeri di Rey Mysterio Jr. su Dean Malenko a Nitro. I due oltre alla categoria di pesi non condividevano praticamente nulla, trovandosi su due stili di lotta opposti: spettacolare e imprevedibile il primo, concreto e tecnico il secondo, che nonostante la nomea di “Uomo dalle 1000 prese” non trovò la contromossa adatta al messicano, che si laureò nuovo campione a nemmeno un mese dal suo debutto!
Rey Mysterio Jr. si confermò subito come uno dei giovani più in ascesa della federazione, nonché il più grande rappresentate del wrestling messicano in nord America insieme ad Eddie Guerrero. E a propositi di wrestler messicani, sempre a luglio debuttò Chavo Guerrero Jr., nipote di Eddie (Chavo Sr. era il fratello maggiore di Eddie), giovane promessa della prestigiosa famiglia Guerrero, che esordì a Nitro perdendo contro Dean Malenko.




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