Agosto 1996: finiscono le Olimpiadi di Atlanta, nelle librerie americane esce Fight Club, esordisce in TV Settimo Cielo, al cinema escono Matilda 6 Mitica, Fuga da Los Angeles, The Fan, L’Isola Perduta, e The Stupids, mentre in radio risuona Just Another Day di Peter White:
Nel frattempo i campioni in WCW sono:
– Campione WCW: The Giant
– Campione USA: Ric Flair
– Campioni di coppia: gli Harlem Heat (Booker T & Stevie Ray)
– Campione Televisivo: Lex Luger
– Campione dei pesi leggeri: Rey Mysterio Jr.
Nitro
Paura e delirio ad Atlanta
A Hog Wild The Giant non avrebbe difeso soltanto il titolo WCW, ma l’intera federazione: il New World Order minacciava di inglobare la federazione sotto la sua ombra, e di istituire una dittatura con loro al comando. Hulk Hogan (anzi, “Hollywood Hogan”) era la più grande e incontrastabile forza che il mondo del wrestling avesse mai visto, e tenere lontano il titolo WCW dalle sue grinfie avrebbe richiesto un dispiego di risorse ed energie mai visti prima. Hogan e The Giant si erano già affrontati in inverno, con l’Hulkster che divenne il primo a sollevare i suoi 220 kg, ma ora la situazione era completamente diversa: sembrava assurdo a dirsi, ma dopo un anno passato a terrorizzare la WCW insieme al Dungeon of Doom ora i ruoli erano totalmente ribaltati, perché Hogan era la minaccia, e The Giant l’ultima speranza di tutti!
Tutti avrebbero guardato con interesse il loro match di Hog Wild, che si prospettava come il più delicato della storia della WCW. Gli osservatori speciali sarebbero stati naturalmente Sting, “Macho Man” Randy Savage e Lex Luger, a cui l’nWo fece provocatoriamente recapitare dei fiori per porgere le loro condoglianze per “la morte della WCW”.

Ma c’era ancora un dubbio che tormentava tutti: ci sarebbe stato un quarto membro dell’nWo ancora da svelare? Hollywood Hogan, Kevin Nash, e Scott Hall lo avevano categoricamente smentito, ma delle loro parole non ci si poteva fidare, e i primi indiziati furono quelli che erano notoriamente amici di Hogan come i Nasty Boys e The Booty Man, a cui i Four Horsemen riservarono una punizione esemplare per la sua rinomata vicinanza all’Hulkster, così da vendicare il pestaggio subito da Arn Anderson: se c’era anche solo la minima possibilità che qualcuno potesse essere il quarto uomo del New World Order, andava considerata un’assoluta certezza… e pertanto andava punito preventivamente! In WCW ormai al paranoia regnava sovrana: Sting e Lex Luger andarono persino nella cabina di regia di Nitro perché sospettosi dei tecnici che mandavano in onda i loro promo (!) e affrontarono in coppia i Nasty Boys, “colpevoli” di non essersi affatto dissociati da quanto fatto dall’nWo, rivendicando anzi la loro amicizia con Hogan.
Ma dopo il match (che vinsero grazie alla Scorpion Deathlock), Sting e Lex Luger ebbero una brutta sorpresa: da inizio puntata c’era la limousine dell’nWo parcheggiata nell’arena, e stanchi di aspettare che facessero la prima mossa furono loro ad aprire la limousine. Ma quello che trovarono non furono Hogan o gli Outsider, ma qualcosa di molto peggio… una borsa targata Turner! In quel momento le peggiori paure invasero le teste di tutti: e se dietro l’nWo ci fosse direttamente Ted Turner, il proprietario della WCW? O era solo l’ennesimo gioco psicologico di Hogan, Nash e Hall?
Anche se l’nWo gli aveva dato un nemico comune, i Four Horsemen e il Dungeon of Doom non dimenticarono la loro guerra, che anzi era appena iniziata. Ma c’era una figura a stare nel mezzo: Woman, divisa tra il suo compito di valletta degli Horsemen e il matrimonio con Kevin Sullivan, e la cosa non piaceva affatto a Jimmy Hart, ancor di più ora che il leader del Dungeon era in ospedale dopo l’assalto del nWo. “The Mouth of the South” cercò di richiamare all’ordine Woman durante un match tra Chris Benoit e Alex Wright, portando con sé addirittura Dean Malenko per persuaderla e se necessario portarla via con la forza. Ma Benoit notò la scena prima che Malenko potesse portare via Woman, e si gettò su di lui dando il via a una rissa che gli costò la sconfitta per count out.

I due però si sarebbero affrontati a Hog Wild: Jimmy Hart promise a Malenko un rematch contro Rey Mysterio Jr. per il titolo dei pesi leggeri se si fosse liberato di Benoit, dunque per “l’uomo dalle 1000 prese” lo stimolo a vincere ora era raddoppiato. Ma per i Four Horsemen Hog Wild sarebbe stato un PPV ancora più impegnativo: non c’erano solo il Dungeon of Doom e il New World Order nella loro agenda, perché al PPV Ric Flair avrebbe difeso la cintura USA contro Eddie Guerrero, a cui mandò un chiaro messaggio a WCW Saturday Night, quando sconfisse in un match suo nipote Chavo, rifiutandosi di mollare la Figure 4 Leg Lock anche a match finito, costringendo Eddie a venire nel ring in suo soccorso.
10/8/1996 – Hog Wild 1996

E in mezzo al Sturgis Motorcycle Rally di Sturgis, South Dakota (uno dei più grandi raduni motociclistici degli Stati Uniti) iniziò uno dei PPV più importanti della storia della WCW, l’evento che avrebbe potuto cambiare il futuro della federazione per sempre. Ad aprire le danze fu il match per il titolo dei pesi leggeri tra il debttante Ultimo Dragon e Rey Mysterio Jr., appena ripresosi dall’attacco subito dall’nWo, che gli era pure costato la maschera (visto il trauma alla testa i medici erano stati costretti a togliergliela davanti alle telecamere, anche se Mysterio si coprì il volto). I match tra pesi leggeri erano ormai il fiore all’occhiello della WCW, nonché tra i match più attesi tra i fan, che erano spesso piazzati nel match di apertura per scaldare per bene il pubblico ad ogni evento. L’entusiasmo per il debutto non bastò a Ultimo Dragon, perché Rey Mysterio Jr. si confermò campione, oltre che il più spettacolare luchador degli Stati Uniti.

Fu poi il turno di un match tra Ice Train e Scott Norton (vinto dal secondo), e uno tra Madusa e Bull Nakano, con cui aveva già avuto una faida in WWF, e contro la quale riuscì a trionfare in un match dalla stipulazione particolare, vista la location dell’evento: il vincitore avrebbe potuto fare a pezzi la moto del perdente! Madusa non si fece pregare, e con una mazza distrusse la Honda di Bull Nakano.

Seguì poi il match tra Chris Benoit e Dean Malenko, che sebbene non fosse affiliato direttamente al Dungeon of Doom era entrato in rotta di collisione con l’Horseman canadese nell’ultima puntata di Nitro. Benoit ebbe dal suo lato sia Miss Elizabeth che Woman, che continuò a mostrarsi fedele agli Horsemen nonostante le insistenze di Jimmy Hart, e influenzò aiutò anche Chris Benoit a vincere. Woman aveva messo in chiaro che non aveva intenzione di tradire i Four Horsemen, e lo dimostrò anche nel match per il titolo USA tra Ric Flair e Eddie Guerrero, dove aiutò il “Nature Boy” a tenersi alle corde mentre teneva chiuso Guerrero nella sua Figure 4 Leg Lock, con la quale si confermò campione.
Mantennero le cinture anche gli Harlem Heat, che le misero in palio contro i fratelli Steiner, trionfando soprattutto grazie ai loro manager Sherri e il colonnello Robert Parker, ma più che per le cinture naturalmente la serata di Hog Wild era tutta incentrata sull’nWo: se fermare Hollywood Hogan sarebbe stato compito di The Giant, a occuparsi di Kevin Nash e Scott Hall sarebbero stati Sting e Lex Luger in un Tag Team match, anche per ammorbidirli quanto bastava per evitare che intervenissero nel main event. Ad esclusione della “farsa” di Bash at the Beach, quello era il primo vero match degli Outsiders, e tutti temevano potesse essere l’occasione perfetta per far debuttare un ipotetico quarto uomo del New World Order. E in effetti un “quarto membro” ci fu, ma non era quello che tutti si aspettavano. Mentre Sting teneva a bada Kevin Nash fuori dal ring con la Scorpion Deathlock infatti, Lex Luger sollevò Scott Hall per la sua Torture Rack colpendo per sbaglio l’arbitro Nick Patrick, che cadde “inavvertitamente” sulla gamba di Luger facendolo cadere, e Hall ne approfittò per schienarlo… con Patrick che contò fino a 3 ad alta velocità!
Gli Outsiders avevano vinto, e grazie alla complicità di un arbitro! A Nitro ci sarebbero state sicuramente delle indagini per fare luce sull’arbitraggio di Nick Patrick: non c’erano ancora prove, ma era abbastanza palese che fosse tutto architettato, e la cosa non faceva che gettare un’ombra ancora più inquietante su quanto in là si spingessero le possibilità del nWo…
Con la sconfitta di Sting e Lex Luger, il main event tra The Giant e Hollywood Hogan per il titolo WCW assumeva persino più importanza, perché ormai il gigante era davvero l’ultima speranza di non far uscire l’nWo trionfante da Hog Wild. Era la prima volta che Hogan entrava senza la sua American Made, ed era la prima volta che lottava un match dal suo tradimento a Bash at the Beach: faceva un certo effetto vedere l’Hulkster perdere tempo, giocare d’opportunismo, e seguire le stesse sporche tattiche dei farabutti che aveva combattuto per tutta la vita, ma era anche l’unico modo che aveva per battere The Giant.
Per la prima volta era Hogan il cattivo che tutti volevano veder fallire, e proprio perché i ruoli si erano invertiti, The Giant fece addirittura il suo celebre Hulk up! In aiuto di Hollywood Hogan arrivarono (come previsto) gli Outsiders, ma The Giant riuscì a tenere entrambi a bada a suon di Chokeslam, ma non riuscì a fare altrettanto con Hogan, che lo colpì con la cintura WCW, schienandolo fino al 3 finale! The Giant era stato schienato per la prima volta, e i peggiori incubi di tutti si erano realizzati: Hollywood Hogan era il nuovo campione WCW! E come se non ci fosse già abbastanza da celebrare per l’nWo, a fine match arrivò anche The Booty Man con una grossa torta di compleanno: il giorno dopo il suo grande amico Hogan avrebbe infatti compiuto 43 anni, ma la cosa più sorprendente fu vedere Booty Man… con una maglietta dell’nWo! Era lui dunque il quarto membro del gruppo, giunto lì per festeggiare col suo migliore amico in una serata tutt’altro che felice per il resto della federazione.

L’Hulkser lo ringraziò, per poi precisare però non bisognava mai mischiare gli affari con l’amicizia: un messaggio che Hogan indirizzò in particolare a Ric Flair, che aveva mostrato il suo lato debole mostrandosi abbattutto epr quanto era successo al suo miglior amico Arn Anderson, motivo per cui… ordinò a Kevin Nash e Scott Hall di pestare The Booty Man! Hollywood Hogan e Booty Man erano amici da più di 20 anni, ma per il nuovo Hogan l’amicizia non contava nulla di fronte al potere! The Booty Man si era candidato come quarto uomo, ma l’nWo lo aveva rigettato, e poco importava la loro amicizia, perché Hogan aveva già tutto quello che gli serviva: forza bruta, mancanza di scrupoli, e la cintura WCW! Era questo che distingueva l’nWo da tutti gli altri: se persino tra i Four Horsemen c’era rispetto reciproco e fedeltà ferrea, nell’nWo non c’era nemmeno l’onore tra ladri, c’erano solo crudeltà, cinismo, e potere, e pestando il suo miglior amico Hogan voleva che tutti lo capissero… il New World Order era qualcosa che nessuno aveva mai visto prima, e non avrebbe avuto pietà di nessuno! E come se questo non fosse abbastanza, Hollywood Hogan si spinse persino oltre prendendo una bomboletta spray nera, e scrivendo sulla cintura WCW quelle che ormai erano le tre lettere più temute del mondo del wrestling: “N-W-O”!

Era come assistere all’armageddon, alla fine del mondo, al giorno del giudizio… un nuovo ordine mondiale era stato istituito, un ordine con Hollywood Hogan in cima alla catena alimentare, e dove la grande e ambita cintura dorata non era più il titolo WCW, ma il titolo nWo! Hogan e gli Outsiders avevano sputato addosso alla prestigiosa storia della WCW e agli uomini che l’avevano scritta, e ora avrebbero trasformato la federazione nel loro parco giochi personale. Un’immagine terribile, di cui non si vedeva la luce in fondo al tunnel. Se in passato Hulk Hogan c’era sempre stato per salvare la situazione, ora chi avrebbe salvato la situazione… da Hulk Hogan stesso?!

Nitro
WCW o nWo?
Il giorno più buio della storia della WCW era giunto: il New World Order si era impadronito del titolo WCW, e guardando quanto Hollywood Hogan aveva fatto a Hog Wild non si poteva che constatare quanto il detto “Non c’è nulla di più cattivo di un buono che diventa cattivo” fosse vero. Sting, Lex Luger, e The Giant erano usciti sconfitti, l’nWo aveva dimostrato di poter arrivare persino agli arbitri, e il titolo WCW nelle mani di Hollywood Hogan… non poteva andare peggio per la WCW, ma non per questo Sting e Lex Luger avevano intenzione di gettare la spugna, e anzi invitarono gli Outsiders a rifarsi sotto per un immediato rematch! Ma l’incontro tra i quattro si concluse in no contest a causa dell’arrivo dei Four Horsemen, che costrinse Kevin Nash e Scott Hall alla fuga. La cosa più curiosa però fu che all’arrivo degli Horsemen non furono solo loro a darsela a gambe, ma anche l’arbitro Nick Patrick! Quando si dice avere la coda di paglia…
Conquistare il titolo WCW per l’nWo era il primo grande passo per inglobare la federazione sotto l’ombra di un pungo di persone, e il primo a tentare di strappare il titolo a Hogan sarebbe stato l’uomo che più di tutti incarnava la WCW, ossia Ric Flair, in un match previsto per Clash of Champions.

A Hog Wild l’Hulkster aveva lanciato una frecciata proprio al “Nature Boy” su come dovesse essere un leader di una fazione che ambiva a dominare tutto: sebbene Flair coi suoi Four Horsemen avesse proprio quello per oltre un decennio, l’nWo sembrava molto più feroce di quanto qualsiasi formazione degli Horsemen fosse mai stata, e per la prima volta era Ric Flair a dover ammirare passivamente un altro gruppo dominare la sua federazione. A destare particolare preoccupazione era che l’arbitro del match fosse Nick Patrick, il cui arbitraggio a Hog Wild aveva lasciato parecchio a desiderare, e che a Clash of Champions riuscì di nuovo a far parlare di sé. Ric Flair chiuse infatti Hogan nella Figure 4 Leg Lock, e molti giurarono di aver sentito Hogan cedere, ma non Patrick, che non chiamò la sottomissione dando tutto il tempo a Kevin Nash e Scott Hall di intervenire per aiutare Hogan.
Arrivarono anche i Four Horsemen, ma ormai Hogan aveva già mantenuto il titolo per squalifica, e Patrick si era confermato un arbitro piuttosto ambiguo, dopo che già a inizio serata la sua direzione aveva fatto discutere durante un Triangle match per i titoli di coppia tra Harlem Heat, Steiner Brothers, e Sting & Lex Luger: a un certo punto infatti gli Steiner erano a un passo dalla vittoria dopo la Frankensteiner di Scott Steiner su Booker T, ma appena prima di contare il 3 Nick Patrick vide gli Outsiders entrare dalla rampa d’ingresso invocò la squalifica in modo piuttosto preventivo, come se non aspettasse altro.

Ma c’era qualcun’altro che le forze anti-nWo non avevano ancora schierato: “Macho Man” Randy Savage, che non dimenticò i suoi affari con Ric Flair e lo affrontò a Nitro, anche se il suo ritorno nel ring fu marchiato da una sconfitta dopo che Hollywood Hogan lo colpì con una sedia. Dopo Booty Man l’Hulkster colpì di nuovo simbolicamente gli uomini che avevano forgiato la sua mitologia, e non fu l’unica figura appartenente al suo passato a tornare, perché a sorpresa a Nitro si fece vedere… Ted DiBiase! Dopo aver lasciato la WWF a maggio il leggendario “Million Dollar Man” era giunto in WCW, e si fece strada tra il pubblico come un normale spettatore, per poi fare il segno del quattro tipico dei Four Horsemen davanti alle telecamere! E il gesto che fece dopo fece persino più discutere, perché il quattro divenne un cinque, facendo intendere che ci fosse qualcun’altro in arrivo. Ma cosa poteva centrare DiBiase col gruppo di Ric Flair? Era forse il loro mecenate? O altro? Qualunque fosse la risposta, Ted DiBiase non era un tipo di cui fidarsi, e in una WCW già piena di problemi chissà con le sue infinite ricchezze cosa avrebbe potuto combinare…

Qualunque fosse stato il suo ruolo nei Four Horsemen, il membro più in ascesa era indubbiamente Chris Benoit, che si stava dimostrando sempre di più un esecutore perfetto per Ric Flair e Arn Anderson, nonostante fosse appena 180 cm per 100 kg. Benoit infatti era poca apparenza e tutta sostanza, ed era abbastanza testardo e tenace da affrontare avversari fisicamente molto più grossi di lui senza alcuna paura. Ne fece le spese il gigantesco Ron Studd, che nonostante coi suoi 218 cm sovrastasse nettamente il canadese venne sconfitto a Nitro: Benoit era piccolo quanto temibile, e per questo si guadagnò il soprannome “The Rabid Wolverine” in riferimento al ghiottone, animale tipico del suo Canada, tra i più letali e aggressivi a dispetto della sua stazza.

A Clash of the Champions la sua caparbietà non si dimostrò abbastanza per battere The Giant (che si sbarazzò di Benoit in appena 23 secondi, non dovendo usare altro che un Dropkick e una Chokeslam), ma il canadese rimaneva un membro affidabile e temibile per chiunque. Tuttavia, nemmeno le grandi qualità di Chris Benoit potevano non bastare a contrastare l’nWo secondo Sting e Lex Luger, che andarono dai Four Horsemen con una proposta…

Per i due ex campioni di coppia infatti c’era solo una cosa che potessero fare contro l’nWo: mordersi la lingua e allearsi coi Four Horsemen. Per Sting l’idea di scendere a patti con la sua storica nemesi Ric Flair non era proprio il massimo, mentre Lex Luger in passato era stato a sua volta un Horseman, per poi uscirne e intraprendere una guerra contro Ric Flair e i suoi uomini, e aveva fatto parte del Dungeon of Doom ora tanto avverso agli Horsemen, ma Sting non vedeva altra alternativa che unire le forze, e invitò gli Horsemen a colloquio per esporgli il suo piano: a settembre ci sarebbe stato infatti Fall Brawl col suo tradizionale Wargames match, un match che era nel DNA dei Four Horsemen, essendo stato creato apposta per loro, e dal momento che Ric Flair, Sting, Lex Luger, e Arn Anderson non erano solo gli unici wrestler in quel ring ad aver disputato un Wargames match, ma anche i più grandi wrestler mai prodotti dalla WCW, se non veri e propri sinonimi di WCW, se c’era qualcuno che doveva difendere la federazione dall’nWo quelli erano loro quattro!
Flair e Anderson non impazzivano all’idea di rinunciare agli altri Horsemen, ma la fedeltà di Chris Benoit e Steve McMichael era tale che avrebbero accettato qualunque decisione… cha a sorpresa fu affermativa! La settimana dopo però Benoit e McMichael sfidarono Sting e Lex Luger in un Tag Team match per “testarli” e vedere quanto fossero degni di sostituirli, ma il match si rivelò un vero e proprio magnete per il New World Order, che fecero piazza pulita di tutto e tutti, portando con loro anche delle bombolette spray (con cui già avevano vandalizzato i camion della regia e il backstage per tutta la puntata) imbrattando i loro futuri avversari di Fall Brawl. Ancora una volta l’nWo aveva avuto la meglio sui suoi avversari, che sembravano totalmente incapaci di prevedere le loro mosse e di tenergli testa, nonostante la superiorità numerica.

Non solo nWo
Rey Mysterio Jr. continuava a dominare la categoria dei pesi leggeri, che intanto si stava arricchendo sempre di più. Dopo il recente debutto di Ultimo Dragon, a Nitro debuttarono infatti Juventud Guerrera (che Mysterio Jr. conosceva molto bene, avendoci lottato contro anche in ECW) e Chris Jericho, anche lui proveniente dall’ECW e con un passato tra Canada, Messico, e Giappone a farne uno dei lottatori più preparati del roster. Jericho debuttò contro Alex Wright, in un match finito per no contest dopo che Wright rimediò una brutta botta in testa in seguito a un volo fuori dal ring: una vittoria che però Jericho non si sentì di festeggiare, sapendo di valere molto di più di una vittoria così fortunosa, promettendo che presto i fan della WCW avrebbero visto davvero cosa era in grado di fare.
Anche se non aveva mai vinto la cintura dei pesi leggeri, di tutta la categoria uno dei più amati del pubblico era sicuramente Eddie Guerrero, ancor di più quando si ritrovò invischiato in una rivalità con l’odiato Diamond Dallas Page. Tutto iniziò a Nitro, quando i due se la videro in un match vinto meritatamente da Guerrero, con DDP che non digerì la sconfitta, e dopo il match lo colpì con ben 3 Diamond Cutter, per di più dopo avergli vigliaccamente fatto credere di volersi invece congratulare. La settimana dopo, in nome dello zio andò contro Page sui nipote Chavo Guerrero Jr., ma anche stavolta DDP si spinse oltre sfilandosi dai pantaloni di Nick Patrick la sua cinta per frustare Chavo, con Patrick che invocò ovviamente la squalifica, ma non sembrò sforzarsi più di tanto per disarmare Page. Per fortuna arrivò l’arbitro Randy Anderson, ma era chiaro che ci fosse qualcosa che non andasse negli arbitraggi di Patrick.




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