Agosto 1996: finiscono le Olimpiadi di Atlanta, nelle librerie americane esce Fight Club, esordisce in TV Settimo Cielo, al cinema escono Matilda 6 Mitica, Fuga da Los Angeles, The Fan, L’Isola Perduta, e The Stupids, mentre la canzone dell’estate è Macarena dei Los Del Rio:

Nel frattempo, i campioni in WWF sono:

Campione WWF: Shawn Michaels

Campione Intercontinentale: Ahmed Johnson

Campioni di coppia: gli Smoking Gunns (Billy Gunn & Bart Gunn)

Faarooq Asad spezza i sogni di Ahmed Johnson

Dopo Owen Hart e British Bulldog, Shawn Michaels aveva battuto quasi tutto il Camp Cornette, ma ora ne mancava solo uno il più grosso e pericoloso del gruppo: Vader, e finché non lo avrebbe affrontato e sconfitto la guerra a Jim Cornette non sarebbe mai finita. Nessuno poteva sapere chi dei due avrebbe lasciato SummerSlam col titolo WWF, ma chi sarebbe stato il nuovo contendente dopo il PPV estivo sarebbe già stato decretato in una Battle Royal da disputarsi 24 ore dopo a RAW. 

Sarà Vader il prossimo campione WWF?

Partecipò solo il meglio del roster: Undertaker, Mankind, Goldust, British Bulldog, Steve Austin, Marc Mero, Savio Vega, Owen Hart, Sycho Sid, e persino il campione Intercontinentale Ahmed Johnson, presente contro il parere dei medici dopo l’attacco subito dal debuttante Faarooq Asad la settimana prima. Undertaker e Mankind furono i primi ad eliminarsi, troppo presi dalla loro guerra senza quartiere per pensare ad altro, pestandosi con tutto quello che avevano per tutta l’arena: backstage, rampa d’ingresso, tra il pubblico, sul ring di nuovo… non esisteva terreno che i due non avessero battezzato coi loro pugni! A trionfare fu Ahmed Johnson, che buttò fuori per ultimo il suo vecchio rivale Goldust ancorandosi con tutta la forza delle gambe alla terza corda, confermandosi una della superstar più calde e in forma del momento, e con l’enorme opportunità di poter fare doppietta di titoli.

Ahmed Johnson può fare doppietta di titoli

Sempre se fosse riuscito a passare prima l’ostacolo Faarooq Asad a SummerSlam, che si presentò proprio dopo la Battle Royal per attaccarlo nuovamente e ricordargli che era prima di lui e della sua fame di titolo Intercontinentale che doveva preoccuparsi. Il secondo attacco rimediato causò a Johnson danni alle costole, problemi ai reni e sanguinamenti interni che lo costrinsero ad operarsi e a passare un periodo di riabilitazione. A causa di tutto ciò, il Presidente WWF Gorilla Monsoon si vide obbligato ad annullare la sfida di SummerSlam, rendere vacante il titolo Intercontinentale, e far saltare anche il suo match per il titolo mondiale WWF nell’immediato RAW post-PPV.

L’infortunio che infranto i sogni di Ahmed Johnson

Uno dei volti più in ascesa di tutta la federazione era appena stato costretto a fermarsi e a mettere un punto interrogativo sul resto della sua carriera, e la causa era un solo uomo: Faarooq Asad, che lottò il suo primo match la settimana successiva sempre scortato da Sunny, distruggendo davanti a lei proprio il suo ex partner Skip in un match vinto con un impressionante Powerslam invertita. Sunny ancora una volta aveva individuato un cavallo vincente, mostrando il suo innato fiuto per i talenti, e dopo aver fatto da manager a coppie per tanto tempo, sembrava finalmente giunto il momento di affiliarsi a un lottatore singolo, e di dimostrare a tutti di non essere solo un paio di belle curve…

Anche stavolta Sunny ha trovato un cavallo vincente

In attesa di capire chi avrebbe ereditato il suo match per il titolo WWF, la nomina a contendente n.1 era ancora di Vader, che con tutto il Camp Cornette alle sue spalle aveva tutte le credenziali per vincere, ancora di più dal momento che il gruppo si stava persino espandendo, come già annunciato dall’avvocato Clarence Mason, e finalmente questa nuova leva fu rivelata in un match contro Savio Vega nell’ultimo RAW pre-SummerSlam. Si trattava di… Crush! Il gigante hawaiiano era tornato dopo 1 anno e mezzo di assenza! Il motivo per cui il Presidente WWF Gorilla Monsoon si era mostrato scettico al suo ritorno era chiaro: Crush era stato costretto a lasciare la federazione nel febbraio del 1995 dopo essere stato arrestato nella Hawaii per possesso illegale di arma da fuoco con conseguente incarcerazione.

L’ultima apparizione di Crush, alla Royal Rumble 1995

Non era la prima volta che una superstar WWF tornava dopo un periodo di detenzione, come quando Ken Patera nel 1987 tornò in WWF dopo 2 anni di prigione, ma se per Patera la prigione fu una svolta positiva che gli permise di riflettere sulla sua vita e migliorare ribellandosi al suo malefico manager Bobby “The Brain” Heenan, nel caso di Crush la prigione sembrava averlo cambiato in peggio. Era molto diverso da come aveva lasciato la WWF: abiti da strada, lunghi e vistosi dredd, un grosso tatuaggio sulla fronte, pieno di piercing, e con un atteggiamento generale freddo e spietato. La sua nuova attitudine si rifletté nel match con Savio Vega, vinto con una Full Nelson, presentando al mondo il nuovo, spietato, Crush.

Un whisky di troppo

Jerry “The King” Lawler ottenne il suo rematch con Aldo Montoya per rimediare alla figuraccia fatta col portoghese, anche se ormai quella sconfitta sarebbe rimasta negli annali, e per di più tramite una DDT, la mossa finale del suo bersaglio del momento, Jake “The Snake” Roberts. Ottenendo stavolta una vittoria facile, Lawler concentrò ancora una volta le sua attenzioni su Roberts e le dipendenze da alcol e droghe con cui aveva lottato per anni, tirando fuori una bottiglia di whisky (chiamata da Lawler “il tag team partner preferito di Roberts”) per svuotarlo e mandarlo tutto di traverso al povero Montoya. Roberts tramite collegamento telefonico con Vince McMahon dichiarò a RAW che questo era ormai davvero troppo, e assicurò la sua presenza a SummerSlam per un confronto con Lawler.

Jerry Lawler umilia Aldo Montoya

Nel frattempo, anche il leggendario Bob Backlund era tornato a farsi vedere sugli schermi della WWF. Era passato poco più di un anno dall’annuncio della sua candidatura a Presidente degli Stati Uniti, e ora che alle elezioni mancavano solo 3 mesi era il momento dello sprint finale. Girovagando tra il pubblico delle arene in giacca e cravatta, Backlund arringava la folla con discorsi da campagna elettorale, che ribadí a Vince McMahon successivamente: era stanco dei wrestler di nuova generazione, volgari e di pessimo esempio per i giovani come Shawn Michaels, con i suoi modi effeminati e provocatori il simbolo di una generazione che non rifletteva i valori del wrestling… tutte lamentele a cui aveva già abituato in passato, ma che ora tornò a ribadire con nuova carica. Che Backlund avesse qualcosa in mente?

Cosa ha in mente Bob Backlund?

Quando torna Bret Hart?

Quelli di Backlund e Crush non furono gli unici ritorni sugli schermi. L’altro (ben più gradito) fu quello di Bret “Hitman” Hart, che tornò a parlare per la prima volta dalle interviste post-WrestleMania XII. Sempre tramite video pre-registrati, il 3 volte campione WWF ribadí che il periodo sabbatico che si era preso lo stava rigenerando mentalmente e fisicamente, e che passare più tempo con la sua famiglia aveva fatto da medicina a tutte le ruggini avute con la federazione pochi mesi prima. Nonostante questo però, Bret sottolineò che ancora non sapeva quando sarebbe tornato, ed evitò qualsiasi annuncio promettendo però che, quando sarebbe avvenuto, avrebbe detto la sua verità. Nonostante molti si fossero schierati dalla parte di Shawn Michaels qualche mese prima, e preferissero superstar più fresche e “nuove” di Bret, l’assenza dell’Hitman si faceva sentire eccome per tutti i fan, che non vedevano l’ora tornasse per regalare al pubblico il tanto atteso rematch contro l’Heartbreak Kid.

Bret Hart tra i monti del suo Canada. Ma per quanto ancora?

18/8/1996 – SummerSlam 1996

Alla Gund Arena di Cleveland, Ohio, iniziò SummerSlam, stavolta a metà mese e non alla fine, dove aprirono lo show una vittoria di Owen Hart su Savio Vega, e la conferma dei campioni di coppia degli Smoking Gunns in un Tag Team Four Way match a eliminazione coi New Rockers, i Bodydonnas, e i Godwinns. 

Arrivò poi il momento di Sycho Sid, impegnato ad affrontare British Bulldog. Sid ricevette ancora una volta un’ovazione mostruosa: da quando era tornato dall’infortunio le arene esplodevano ad ogni suo ingresso quanto per le top star della compagnia come Shawn Michaels e Undertaker. Era uno dei momenti più caldi della sua carriera, e lo si poteva riscontrare anche nel ring: contro il pluridecorato British Bulldog non mostrò praticamente mai sofferenza o difficoltà, schienando con la sua Powerbomb uno degli atleti più tosti della federazione dopo appena 6 minuti.

Dopo due mesi di attriti dovuti alle morbose attenzioni di Goldust verso Sable, era finalmente il momento della verità anche per Marc Mero e Goldust. Ironico constatare quanto la maggior parte delle rivalità in cui si ritrovava invischiato Mero erano dovute alle troppe attenzioni verso sua moglie, da Hunter Hearst Helmsley a Goldust, fino a Mankind, che nella puntata di WWF Superstars precedente a SummerSlam importunò Sable chiamandola più volte “mamma”. Mero diede ancora una volta dimostrazione di tutto il suo arsenale fatto di velocità e voli scavezzacollo (esibì anche per la prima volta la Shooting Star Press, manovra spettacolare quanto rischiosa mai vista prima di allora in WWF), ma servì a poco, visto che a vincere fu Goldust con la sua Curtain Call, che continuò ad approcciarsi in modo molesto verso Sable anche dopo il match, con il solo intervento di Mero a evitare il peggio.

Fu poi il momento del match tra Jerry “The King” Lawler e Jake “The Snake” Roberts, che sarebbe stato eccezionalmente commentato da Mark Henry, definito “l’uomo più forte del mondo” in virtù della sua recente partecipazione alle Olimpiadi di Atlanta del 1996 come rappresentante degli Stati Uniti nel sollevamento pesi (entrato tra l’altro con la vecchia musica da patriota di Lex Luger). Fu poi il momento del match tra Jerry “The King” Lawler e Jake “The Snake” Roberts, che sarebbe stato eccezionalmente commentato da Mark Henry, definito “l’uomo più forte del mondo” in virtù della sua recente partecipazione alle Olimpiadi di Atlanta del 1996 come rappresentante degli Stati Uniti nel sollevamento pesi (entrato tra l’altro con la vecchia musica da patriota di Lex Luger). Henry in realtà aveva già fatto una prima apparizione in WWF a marzo, dove ebbe qualche attrito proprio con Jerry Lawler, mettendolo poi a tacere con un’impressionante Gorilla Press con cui diede dimostrazione della sua immensa forza.

A fare il primo ingresso fu Jerry Lawler, pronto a farsi beffe del passato turbolento di Roberts presentandosi con delle bottiglie di whisky (e anche con un enorme bottiglione di vino) ancora una volta. Parole audaci vista la promessa di Roberts di presenziare a SummerSlam, che infatti non si fece attendere arrivando nel ring col suo fido Revelations. Ma i buoni non sempre vincono, e fu proprio Lawler a spuntarla colpendo Roberts alla gola proprio con una bottiglia di whisky per vincere la contesa. Con “The Snake” ancora dolorante a terra, Lawler gli riservò lo stesso trattamento avuto per Aldo Montoya poche settimane prima, svuotandogli in faccia tutto il whisky delle bottiglie. Dopo tutti gli sforzi compiuti per vincere le sue dipendenze, ora Roberts si ritrovava a terra, impotente, e zuppo di alcool, un’immagine talmente triste e deprimente che persino Mark Henry decise di intervenire coi suoi quasi 200 kg, costringendo Lawler alla fuga e aiutando Roberts a rialzarsi.

Che il Boiler Room match tra Undertaker e Mankind non sarebbe stato per i deboli di cuore lo si capiva già dai primi minuti, con il “Deadman” impegnato a vagare nelle buie, silenziose e inquietanti sale caldaie dell’arena alla ricerca di dove si fosse nascosto Mankind. C’era un solo cameraman a filmare l’azione, conscio che stare nel bel mezzo di quella contesa poteva voler dire scendere negli inferi insieme ai due. Sembrava di assistere più ad un film horror che ad un match, dove il mostro poteva spuntare fuori da qualsiasi punto in qualunque momento. Per la prima volta, le tenebre e l’oscurità non erano amiche di Undertaker, finché Mankind arrivò alle spalle del Becchino armato di un tubo d’acciaio, e la guerra iniziò…

Undertaker sta per affrontare il match più anomalo della sua carriera

I due macchiarono di violenza ogni centimetro della sala caldaie coi loro corpi, utilizzando tutto quello che gli capitava come arma: cestini dell’immondizia, tubi, casse di legno, scale, estintori, catene, e tante altre cose. I due si scambiarono una serie di violentissimi colpi che avrebbero steso dopo pochi minuti qualsiasi persona normale, ma che per una creatura sovrannaturale e un pazzo autolesionista erano la norma, e Undertaker buttò persino giù Mankind da 4 metri di altezza mentre si trovava in cima a una scala! Il livello di brutalità e di pericolosità all’interno dei quelle mura fu troppo persino per Undertaker, che cercò di uscire dalle caldaie per spostare l’azione in un posto più sicuro, ma ad uscire con successo per primo fu Mankind, che sbarrò la porta dall’esterno con tutto quello che trovava per bloccare il Becchino all’interno. Undertaker riuscì comunque ad uscire sfondando la porta e continuando la battaglia nel backstage con tanto di roster WWF a fare il tifo.

Nonostante i durissimi colpi di Mankind (che gli gettò addosso persino un intero contenitore di caffè bollente) Undertaker riuscì, con molta fatica, a portare la battaglia su terreni a lui più congeniali trascinandosi fino all’interno dell’arena. Non andò tanto meglio, dato che si beccò da Mankind una Piledriver sul cemento esposto del pavimento, ma riuscì comunque ad entrare nel ring, dove ad attenderlo c’era Paul Bearer, per prendere l’urna e porre fine al match. Ma proprio quando le cose sembravano andare per il meglio… Paul Bearer si rifiutò di consegnare l’urna ad Undertaker! Mankind ne approfittò per colpire Undertaker da dietro e addormentarlo con la Mandible Claw, e poi vedere Bearer colpire Undertaker con la sua stessa urna! Paul Bearer consegnò l’urna a Mankind regalandogli la vittoria, ma la cosa più scioccante fu senza dubbio il suo incredibile tradimento verso Undertaker: dopo 6 anni di alleanza si concludeva uno dei connubi più indistruttibili della WWF!

Paul Bearer ha tradito Undertaker!

Una volta che Mankind e Bearer lasciarono il ring, con Undertaker ancora a terra, le luci si spensero, ed arrivò un gruppo di druidi incappucciati marcianti che, intonando una specie di canto funebre,trascinarono via il corpo esanime di Undertaker. Un avversario che aveva dimostrato quanto Undertaker non fosse invincibile, l’uomo che controllava i suoi poteri che ormai lo aveva tradito, e ora il suo corpo portato via da misteriosi individui incappucciati… era forse giunta la fine per il leggendario Undertaker?

Colpo di scena a parte, il Boiler Room match fu quanto di più cruento si fosse mai visto in WWF. Se il No Holds Barred match tra Shawn Michaels e Diesel di 4 mesi prima si poteva considerare il match più violento mai visto nella federazione, Undertaker e Mankind a SummerSlam portarono nuovi standard di violenza, dando un match così estremo da dividere gli appassionati dell’epoca, divisi tra i più “puristi” che storsero il naso di fronte a una cosa del genere, e chi invece abbracciò entusiasta la novità.

Ma era il momento del main event, quello che probabilmente sarebbe stato l’atteso scontro finale tra Shawn Michaels e il Camp Cornette: dopo aver già battuto Owen Hart e British Bulldog ormai ne rimaneva solo uno, la punta di diamante… l’uomo chiamato Vader. Nonostante i quasi 100 kg di differenza tra i due, Michaels non rinunciò al suo solito spettacolare e veloce stile di lotta, impostando però il match sulla maggior aggressività, colpendo Vader senza sosta con tutto quello che aveva (incluso uno spettacolare Suicide Dive oltre la terza corda che diventerà un classico dei video promozionali della WWF).

Dopo una prima fase dominata dal campione, Vader non ci mise molto a riequilibrare la contesa, spezzando il momentum di Michaels con una devastante Powerbomb fuori dal ring. Con un match combattuto ormai alla pari, dopo una decina di minuti i due si scaraventarono fuori dal ring a vicenda con un Crossbody dell’Heartbreak Kid, che finirà poi scaraventato sulle barriere d’acciaio da Vader. Il mastodontico atleta tornò nel ring con un Michaels ancora KO accanto le barriere, con l’arbitro  che con un conto di 10 dichiarò vincitore per count out Vader e Michaels ancora campione. Cornette era furioso, e prese il microfono per lamentarsi dell’esito del match, urlando che erano venuti fin lì per vincere il titolo, e che se Michaels aveva un minimo di coraggio sarebbe tornato nel ring per continuare il match fino ad avere un vero vincitore! Nonostante il regolamento consentisse a Shawn Michaels di tornarsene a casa con la cintura alla vita, il campione sapeva bene che un finale del genere non lo avrebbe mai davvero fatto liberare di Vader e Cornette, e pur andando contro ai consigli di Josè Lothario, Michaels tornò nel ring per mettere fine alla contesa una volta per tutte!

Ormai gli animi si erano troppo scaldati per continuare il match in condizioni normali (Cornette colpì alle spalle Michaels con la sua racchetta appena ripartito il match), e con un agonismo sempre più spinto Michaels rubò la racchetta dalle mani di Cornette per colpire ripetutamente Vader davanti all’arbitro! L’arbitro squalificò immediatamente Michaels assegnando per la seconda volta la vittoria a Vader in pochi minuti, ma Cornette ancora una volta sfidò l’Heartbreak Kid a continuare il match, accusando Michaels di essersi fatto squalificare di proposito per mantenere il titolo, e così il caotico match ripartì… per la terza volta!

Shawn Michaels voleva farla finita, e colpì immediatamente Vader con la Sweet Chin Music per zittire Cornette una volta per tutte, ma… Vader uscì al 2! Michaels era incredulo: da quando aveva perfezionato il suo tradizionale Superkick fino a trasformarlo nella Sweet Chin Music nessuno era mai stato in grado di uscirne al conto di 2, ora per l’Heartbreak Kid sembrava tutto in salita. Consapevole di sé, Vader mise a terra Michaels per la sua Vader Bomb, per poi preferire andare sulla terza corda per la sua famigerata Moonsault! Incredibilmente Michaels si tolse in tempo mandandolo a vuoto, per poi salire sulla terza corda e travolgere a sua volta Vader con una Moonsault fino al conto di 3! Era stato un match caotico e insidioso, ma Shawn Michaels aveva superato anche l’ostacolo Vader, e ora poteva dire di aver battuto tutto il Camp Cornette!

Ancora campione WWF, nonostante tutto

Lo schienamento subito il mese prima ad International Incident era stato pareggiato, segno che nemmeno Vader poteva detronizzare l’Heartbreak Kid, la cui resilienza sembrava renderlo imbattibile… non importava quanta tecnica, potenza, o stazza avessero i suoi avversari, perché Shawn Michaels le avrebbe tutte rispedite al mittente!

RAW

Mankind contro tutto e tutti

Dopo la vittoria più difficile di tutto il suo regno, con tutto il Camp Cornette sistemato e il nuovo contendente n.1 Ahmed Johnson infortunato, Shawn Michaels si ritrovò a corto di avversari. Ma un campione non può mai dormire sonni tranquilli, e al RAW post-SummerSlam Jim Cornette fece un annuncio sorprendente: Yokozuna era tornato nel Camp Cornette! Ma non sarebbe stato lui il prossimo avversario di Michaels per il titolo (anche perché l’Heartbreak Kid sconfisse Yokozuna la sera stessa a RAW), bensì Mankind, ritenuto il contendente più adatto da Gorilla Monsoon, ormai lanciatissimo e fresco di seconda vittoria consecutiva contro Undertaker, nonché capace di mettere KO proprio Michaels con la sua Mandible Claw a RAW qualche settimana prima, anche se senza alcuna motivazione dietro (ma del resto, c’era mai un motivo dietro tutte le azioni di Mankind?).

Il prossimo contendente al titolo WWF

Mankind ormai era persino provvisto di un manager nuovo di zecca, Paul Bearer, che a RAW confermò in un’intervista quanto dopo 6 lunghi anni avesse ormai deciso di distaccarsi da Undertaker, prima ritenuto la più grande forza dell’universo ma ormai pesantemente messo in dubbio dal folle “coraggio” di Mankind, capace di rendere Undertaker meno temibile che mai. Lo spirito del Becchino però invase RAW con disturbi del segnale televisivo e cali di tensione in tutta l’arena, e proprio quando Mankind e Bearer sminuirono nel ring durante la loro intervista queste manifestazioni, le luci dell’arena si spensero. Dalla rampa d’ingresso arrivarono i druidi incappucciati di SummerSlam, con i loro canti e portando il corpo senza vita di Undertaker, depositandolo a bordo ring finché… non si alzò! 

Undertaker era ancora vivo! Il Becchino alzò le braccia al cielo causando la fuoriuscita di fiamme e scintille da quattro paletti del ring, facendo fuggire Bearer e Mankind, ignari del guaio in cui si erano cacciati.

Con Mankind nuovo contendente n.1, il match titolato guadagnato da Ahmed Johnson da sfruttare nel RAW post-SummerSlam era dunque evaporato, e serviva un nuovo sfidante per il titolo WWF prima di In Your House come previsto in origine. Per questo fu organizzata nuovamente una Battle Royal, stavolta a 4 uomini, tra Sycho Sid, Goldust, Steve Austin e Savio Vega, il cui vincitore avrebbe affrontato il campione WWF in carica in una speciale edizione di RAW che si sarebbe svolta eccezionalmente di venerdì. A vincere fu Goldust, pronto ad affrontare la più grande sfida della sua carriera.

Goldust lotterà per il titolo WWF!

Ma il più grande buco lasciato da Johnson era ovviamente il vacante titolo Intercontinentale, che avrebbe visto il suo nuovo campione eletto tramite un torneo. Il primo ad avanzare nel torneo fu Owen Hart battendo per count out il suo alleato e cognato British Bulldog in un match filato incredibilmente liscio e senza risentimenti tra i due. In realtà “tutto liscio” non proprio, visto che durante una fase molto confusa del match tra i due (che causò proprio il count out finale) Bulldog finì inavvertitamente addosso a Sunny, presente al tavolo del commento come ospite, causando nella manager degli Smoking Gunns una reazione isterica decisamente spropositata, per la quale accusò l’inglese di essere un pervertito e di essersi buttato su di lei di proposito.

Sunny getta la sua Coca addosso a British Bulldog!

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