Settembre 1996: a soli 25 anni viene assassinato Tupac, esce per PlayStation il primo Crash Bandicoot, debutta in TV Sabrina – Vita da Strega, mentre al cinema escono Bogus, Bulletproof, Curdled, Surviving Picasso, e Ancora Vivo, e in radio risuona If It Makes You Happy di Sheryl Crow:
Nel frattempo i campioni in WWF sono:
– Campione WWF: Shawn Michaels
– Campione Intercontinentale: (vacante)
– Campioni di coppia: gli Smoking Gunns (Billy Gunn & Bart Gunn)
La sfida più difficile?
Shawn Michaels aveva superato ogni ostacolo durante il suo regno: il leggendario Bret “Hitman” Hart, il suo ex migliore amico Diesel, e battuto il Camp Cornette al completo sbarazzandosi prima di Owen Hart, poi di British Bulldog, e infine di Vader, per poi sconfiggere il 2 volte campione Intercontinentale Goldust a RAW, dopo che quest’ultimo si era guadagnato l’opportunità vincendo una Battle Royal nell’ultimo RAW di agosto.

Era in un momento di forma straordinario, eppure al prossimo In Your House (chiamato “Mind Games”) la sua permanenza come campione era tutto tranne che certa. Il suo avversario sarebbe stato uno psicotico totale senza nessuna paura o riguardo per il proprio corpo, che provava piacere nel sentire dolore e nessuna intenzione di fermarsi davanti a nulla. Capace di spingere Undertaker oltre ogni limite come nessuno aveva mai fatto, e rubandogli persino il suo storico manager Paul Bearer, Mankind sembrava improvvisamente il più pericoloso degli avversari affrontati da Michaels, e qualcosa che non si sarebbe arreso con una semplice Sweet Chin Music.

Nonostante Mankind, la guerra tra Michaels e il Camp Cornette non sarebbe comunque rimasta sospesa, ma anzi si sarebbe espansa ai loro manager, visto che Jim Cornette provava ancora parecchio risentimento per gli screzi avuti col manager dell’Heartbreak Kid José Lothario, iniziati 2 mesi prima a International Incident e proseguiti le settimane successive a RAW, tanto che si sarebbero affrontati in un improbabile match ad In Your House!
Cosa vuole Mr. Perfect?
Con Owen Hart già qualificato, la strada per l’incoronazione del nuovo campione Intercontinentale continuava, e con le vittorie di Marc Mero su “Stone Cold” Steve Austin per squalifica, e di Sycho Sid (ormai sempre più amato dai fan sin dal suo ritorno) su Hunter Hearst Helmsley, il quadro iniziava ad apparire più chiaro. Quello che appariva poco chiaro, riguardante sempre Helmsley, è cosa volesse da lui Mr. Perfect. Anche se ormai ufficialmente ritirato, Il 2 volte campione Intercontinentale tormentò per settimane Helmsley in modo indiretto, avvicinandosi durante i match del “Connecticut Blueblood” alle vallette che solitamente lo scortavano verso il ring, per poi portarsele nel backstage lasciando di stucco Helmsley. Quando andava bene questo non influiva gli esiti dei match di Helmsley, ma questi “furti” stavano ormai diventando sempre più costanti a tal punto da causargli distrazioni durante match importanti.

Sempre nel torneo Intercontinentale avanzò senza sosta la causa principale del titolo vacante, ossia Faarooq, prima imponendosi su Savio Vega e successivamente passando l’ostacolo Sycho Sid grazie ad una vittoria per squalifica, guadagnandosi il diritto di affrontare Marc Mero, nel frattempo vittorioso su Owen Hart, nella finale la settimana successiva a RAW.

Anche se fuori dalla lotta per il titolo Intercontinentale, Owen Hart avrebbe comunque avuto l’opportunità di mettere dell’oro alla vita ad In Your House, visto che avrebbe affrontato col cognato British Bulldog gli Smoking Gunns per i titoli di coppia. E non solo: Owen dichiarò che all’imminente PPV si sarebbe anche ricongiunto con suo fratello Bret! Affiancato da Brian Pillman (che si era formato presso il famigerato Hart Dungeon di Stu Hart, ed era amico stretto della famiglia Hart), per quanto sembrasse improbabile Owen dal backstage annunciò con entusiasmo la loro riappacificazione, e per darne prova al mondo promise a tutti che l’Hitman sarebbe tornato ad In Your House!
Steve Austin stesso, grande amico di Pillman, accolse con favore il suo ritorno, vedendola come un’opportunità per avere finalmente una risposta dell’Hitman alle sue ripetute provocazioni. Austin infatti da settimane amava insultare e denigrare sporadicamente Bret Hart, definendo il canadese un codardo per non essersi più fatto vivo negli ultimi 6 mesi, ma soprattutto per non aver mai risposto alle sue sfide. In effetti il ritorno di Bret era nell’aria: nell’ultimo tour della WWF in Sudafrica si era infatti registrata la prima presenza ufficiale di Bret Hart come superstar WWF da marzo. Ma nonostante questo, Bret mandò un messaggio pre-registrato a RAW dove ribadiva -nonostante la presenza in Sudafrica- di non aver ancora deciso quando sarebbe tornato nei programmi WWF in pianta stabile, accusando Owen e Brian Pillman di essere solo dei bugiardi (confermando che anche il loro riappacificamento era falso) ed evitando ancora una volta di rispondere direttamente alla sfida di Steve Austin.
Diesel e Razor Ramon tornano in WWF?
E a proposito di false notizie, dal tavolo del commento Jim Ross fece un annuncio bomba: Diesel e Razor Ramon sarebbero tornati in WWF! Ma qualcosa non quadrava, il Presidente WWF Gorilla Monsoon non era al corrente di nulla, e tramite collegamento dal suo ufficio a Stamford ci tenne a definire lo scoop di Ross una falsità, chiamando persino Diesel e Razor Ramon coi loro veri nomi di Kevin Nash e Scott Hall (cosa mai fatta prima) per evidenziare quanto facesse sul serio, confermando che i due restavano stelle della WCW. Ma perchè Ross si sarebbe mai inventato una fandonia del genere?

Intanto dopo la vergognosa vittoria su Jake “The Snake” Roberts a SummerSlam, Jerry “The King” Lawler convocò a un confronto “l’uomo più forte del mondo” Mark Henry, rappresentante americano nella categoria del sollevamento pesi alle Olimpiadi di Atlanta di quell’estate e unico uomo ad aver fermato Lawler dall’umiliare ulteriormente Roberts cospargendolo di whisky. Dopo le Olimpiadi Henry fu infatti tentato di intraprendere una strada nel pro wrestling, e la WWF vedendo nella sua imponente stazza del potenziale fu felice di offrirgli un contratto, ma nonostante il suo fisico non aveva nessuna esperienza in fatto di lotta, dunque un allenamento adeguato ne avrebbe inevitabilmente ritardato il debutto nel ring.

Jerry Lawler sapeva della sua ovvia inesperienza, e proprio in virtù di questo provocò Mark Henry sfidandolo a un match per essersi intromesso tra lui e “The Snake”, ma Henry rifiutò la sfida dichiarando che avrebbe combattuto solo una volta completata la sua preparazione come wrestler, con Lawler che si fece prevedibilmente beffe di lui definendolo un codardo, spingendolo a tornare sui suoi passi e accettare la sfida. Dopotutto anche con una scarsa preparazione da wrestler i suoi 160 kg e il suo già considerevole odio per Lawler di certo sarebbero bastati!
Bob Backlund rivela il suo campione
Dopo aver passato l’estate a fare le ultime arringhe sul pubblico prima delle elezioni di novembre, parlando del decadimento sociale e morale della società americana, e quanto il wrestling di una volta fosse portatore di veri valori prima di estinguersi in favore di una sua versione più volgare e diseducativa, Bob Backlund stupì il pubblico presentando il suo nuovo alleato, l’uomo che lo avrebbe aiutato a “ripulire” la WWF (che Backlund continuava a chiamare col vecchio nome di WWWF) da tutta la feccia che la dirigeva, nonchè l’uomo che gli aveva strappato il titolo mondiale WWF 13 anni prima, il suo più grande rivale… il leggendario Iron Sheik! Cosa avevano in mente i due per aver messo da parte i loro storici attriti?
La risposta arrivò la settimana successiva nell’ultimo RAW prima di In Your House: i due avrebbero fatto da manager per un wrestler da loro eletto per portare una WWF ormai caduta in disgrazia verso una nuova grande era… The Sultan. Grosso, presumibilmente di origini orientali, completamente muto e con il volto coperto per metà, The Sultan sarebbe stato lo strumento di Backlund e Iron Sheik per ripulire la WWF, e avrebbe iniziato con uno degli atleti che con il suo passato di droghe e alcolismo stava infangando il buon nome del wrestling fatto di valori tanto rivendicato dai due, ossia Jake “The Snake” Roberts. The Sultan si sbarazzò senza troppe difficoltà di Roberts con la storica mossa finale di Iron Sheik, la Camel Clutch, con la promessa che “The Snake” fosse solo il primo passo.

E a proposito di debutti, un nuovo strambo atleta arrivò in WWF nel mese di settembre, The Stalker, che fece il suo debutto vincendo contro l’idraulico T.L. Hopper a RAW. The Stalker si proponeva come un pericoloso ex militare, che lottava con la faccia piena di pittura mimetica e i classici vestiti militari. E non fu l’unico, dato che ad apparire per la prima volta a RAW fu anche Salvatore Sincere, un italiano vanitoso e arrogante che vestiva quasi solamente di rosa e che sosteneva -mentendo- di provare amore per tutto e tutti. Dopo essersi presentato con una vittoria in estate a WWF Superstars, Sincere si propose al grande pubblico di RAW lottando contro… Undertaker! L’esito del match fu facilmente immaginabile.

22/9/1996 – In Your House: Mind Games

Dal CoreStates Center Philadelphia, Pennsylvania iniziò l’evento del mese. Ad aprire le danze fu un breve Strap match vinto da Savio Vega contro Justin Bradshaw, ma quello che fece più parlare del match fu la presenza di tre misteriosi individui tra il pubblico, ma che i fan di Philadelphia conoscevano molto bene: Sandman, Paul E. Dangerously, e Tommy Dreamer, stelle della federazione più estrema d’America… l‘ECW! A farsi notare fu Sandman, che sputò birra addosso a Savio Vega, che però preferì non reagire, e continuare il match con Bradshaw, vincendolo anche.

Quella dell’ECW non fu neanche l’unica invasione della serata, perché poco dopo il primo match le telecamere ripresero (da lontano) Savio Vega nel backstage mentre veniva pestato da… Diesel e Razor Ramon! Non appena la camera si avvicinò per riprendere lo scoop i due si dileguarono, ma si trattava comunque della prima vera prova video del loro ritorno paventato da Jim Ross, che a quanto pare diceva la verità sul loro rientro in WWF!

Seguì poi il primo e ultimo incontro di José Lothario in WWF vinto contro Jim Cornette (match molto voluto da Cornette dopo che i due vennero alle mani nel pre-show di International Incident a luglio) ad aprire In Your House, arrivò il match per i titoli di coppia, voluto da Sunny per farla pagare a British Bulldog dopo essersi precipitato su di lei (in realtà involontariamente) nel suo match contro Owen Hart il mese prima. Ma prima del match, Owen chiamò nel ring il suo amico Brian Pillman per parlare delle ultime parole del fratello Bret, che aveva smentito ogni riappacificazione con Owen. Il “King of Harts” si difese dalle accuse del fratello di essere un bugiardo per quanto detto nell’ultimo RAW, e continuò a sostenere quanto Bret in realtà volesse esserci ad In Your House, e quanto sempre Bret avesse -ormai conscio di essere vecchio e a fine carriera- riconosciuto definitivamente Owen come migliore di lui! I due diedero anche una spiegazione all’assenza di Bret nonostante la sua presenza da loro considerata sicura: aveva paura di affrontare “Stone Cold” Steve Austin.
Il King of the Ring in carica li raggiunse nel ring per insultare e provocare ancora una volta l’Hitman, accusandolo ancora una volta di essere un vigliacco per non essersi presentato ad In Your House e per non avergli dato ancora una risposta, sentenziando che il suo unico pensiero su Bret Hart si poteva riassumere mettendo la lettera “S” davanti a “Hitman” e che, se mai fosse tornato come “Stone Cold” sperava, gli avrebbe ricordato cosa voleva dire “Austin 3:16“! Finito il promo, il team di Owen Hart e British Bulldog poté concentrarsi sugli Smoking Gunns, in un raro match con soli heel ad affrontarsi dove sorprendentemente furono proprio Owen e Bulldog a venir acclamati come beniamini. Abbinando forza individuale a ottima chimica di squadra il duo anglo-canadese vinse il match e i titoli, riportando finalmente intorno ai titoli di coppia un interesse e un prestigio che nell’ultimo triennio era indubbiamente andato al ribasso, facendo scendere la divisione di coppia forse nel suo punto più basso dalla fine della Rock ‘n Wrestling era.

British Bulldog dopo Dynamite Kid aveva definitivamente trovato un altro partner con cui vincere i titoli di coppia oltre che condividere un rapporto di fratellanza già assodato, mentre per Owen dopo il King of the Ring si trattò del suo secondo titolo in WWF dopo le cinture di coppia conquistate con Yokozuna l’anno prima: le potenzialità per un regno solido e duraturo erano tutte dalla loro parte. La sconfitta degli Smoking Gunns fece infuriare Sunny, che a fine match scaricò i suoi assistiti senza tanti complimenti! Lei se la faceva solo con i vincenti, e non aveva intenzione di sprecare altro tempo e soldi su chi non era in grado di stare al passo con le sue ambizioni!

Subito dopo fu il momento del match tra Jerry “The King” Lawler e Mark Henry, al suo debutto assoluto in un ring di wrestling. I due avevano già avuto un confronto verbale nel Free for All pre-show, dove Lawler aveva sguainato le sue solite provocazioni. Ma stavolta sarebbe stato diverso… stavolta avrebbero contato solo le mani!

Lawler naturalmente aveva decenni di esperienza in più di Henry, che però era pur sempre un bestione dalla forza erculea, che non a caso era stato soprannominato “l’uomo più forte del mondo”, e “The King” dovette ricorrere ai suoi soliti trucchi, colpendo Henry con un tirapugni nascosto nel costume. Ma nemmeno quello mise KO Mark Henry, che vinse per sottomissione dopo aver triturato la schiena di Lawler con una presa da Backbreaker. Mark Henry però non ebbe modo di festeggiare a dovere perché venne attaccato dai New Rockers e Hunter Hearst Helmsley: dopo la sua partecipazione alle Olimpiadi tutti volevano metterlo fuori gioco per farsi un nome, ma non importava in quanto arrivassero per attaccarlo… perché Mark Henry li respinse tutti, dimostrando di essere (al netto della poca esperienza) all’altezza delle superstar della WWF!

Dopo un match senza squalifiche tra Undertaker e Goldust con cui il “Deadman” poté chiudere la faida con l’ex campione Intercontinentale, fin troppe volte ostacolata da Mankind. Ora poteva occuparsi della sua vera priorità: farla pagare a Paul Bearer e Mankind una volta per tutte! Ma prima Mankind sarebbe stato occupato nel main event con Shawn Michaels per il titolo WWF, un match per il quale Undertaker sarebbe stato osservatore speciale…

Mankind entrò dentro una bara scortata dai druidi di Paul Bearer, a dimostrazione di quanto ormai tutti i poteri oscuri di Undertaker appartenessero a lui, facendo anche capire che quello non sarebbe stato un match qualsiasi. E infatti Mankind e l’Heartbreak Kid non misero sù un incontro, ma una guerra. Nel senso più letterale del termine. Forse era l’aria di ECW che si respirava a Philadelphia, o forse semplicemente era l’unico modo per tenere testa a uno psicotico come Mankind… fatto sta che il loro match fu -come lo definì Jim Ross al tavolo del commento- un demolition derby dove invece che le auto entrambi usarono i loro corpi.
Shawn Michaels aveva capito che il nuovo assistito di Bearer non era una superstar come le altre, e che per batterlo avrebbe dovuto necessariamente dovuto optare per una strategia più aggressiva, e proprio per questo combatté un match sempre ai limiti del regolamento, usando persino sedie e scorrettezze lontano dallo sguardo vigile dell’arbitro per combattere “a specchio” rispetto all’avversario. Di tutti i match senza stipulazioni speciali fu sicuramente uno dei più spinti e brutali mai visti: Michaels non si trattenne neanche per un secondo, sapendo della resistenza di Mankind anche ai colpi più duri: quando lo gettò fuori dal ring Mankind finì addirittura per strozzarsi con la prima e la seconda corda, trovando però la forza di chiudere comunque Michaels nella sua Mandible Claw!

Per fortuna persino Mankind aveva bisogno di ossigeno e mollò la presa per liberarsi dalle corde, ma Shawn Michaels aveva tastato sulla propria pelle cosa significasse subire la presa, e tentò di rompergli ogni osso della mano per evitare che potesse usarla di nuovo! La situazione sfuggì presto dal controllo dell’arbitro: stare nel ring voleva dire essere in zona di guerra, e non c’era nemmeno un centimetro a bordo ring dove ci si potesse dire al sicuro, come quando Mankind catapultò Shawn Michaels fuori dal ring con un Back Suplex che sfondò il tavolo del commento spagnolo!

L’arena era in piedi dall’adrenalina, mentre dal tavolo del commento tutti chiedevano che il match venisse fermato per evitare che ci scappasse il morto, ma non solo Mankind e l’Heartbreak Kid trovarono la forza di rialzarsi da soli, ma anche di continuare… sarebbero andati avanti fino alla morte! Nemmeno dopo una tale botta i due si risparmiarono, anzi: Mankind aveva iniziato a portare le sedie nel ring per aumentare il livello di violenza, ma Michaels si adeguò prima di quanto pensasse, perché mentre si trovava sulla terza corda lo colpì con una spettacolare Sweet Chin Music a mezz’aria usando una sedia come trampolino!

Era il colpo di grazia che Michaels aspettava, ma prima che l’arbitro potesse contare il 3 arrivò Vader per attaccarlo! Per quanto bellissimo il match finì per squalifica, ma probabilmente anche senza Vader il verdetto sarebbe stato lo stesso: Michaels e Mankind spinsero il match veramente ai limiti del regolamento, e ora Vader era giunto per dare una mano a Mankind e vendicarsi della sconfitta di SummerSlam. Ma nemmeno l’Heartbreak Kid era solo, perché in suo soccorso arrivarono Sycho Sid e Undertaker, che si materializzò dentro la bara che Paul Bearer aveva portato! Il tradimento di Bearer a SummerSlam aveva segnato solo l’inizio della lunga vendetta che il Becchino aveva in mente per lui e Mankind: ormai si erano spinti in territori troppo oscuri, e solo Dio sapeva che cos’altro si sarebbero potuti fare da lì in avanti!

RAW
La bestia nera
In Your House aveva messo in chiaro che Vader non si sarebbe dato pace finché non avrebbe visto distrutto Shawn Michaels, con i due che continuarono a incrociarsi proprio quando l’Heartbreak Kid pensava ormai di essersi lasciato alle spalle il Camp Cornette. I due si riaffrontarono a RAW in un Tag Team match con i loro manager José Lothario e Jim Cornette come loro partner, e incredibilmente… Vader schienò Michaels con la Vader Bomb! Proprio come 2 mesi prima ad International Incident, Vader era riuscito a schienare ancora una volta il campione mondiale WWF, diventando l’unico uomo capace di mettere al tappeto Michaels dopo un anno e mezzo di imbattibilità non una, ma ben due volte!

Se il titolo WWF era in bilico, era finalmente ora di sapere chi sarebbe stato il nuovo campione Intercontinentale tra “Wildman” Marc Mero e Faarooq, e ad arbitrare il tutto sarebbe stato qualcuno che di titoli Intercontinentali ne sapeva qualcosa: il suo primo campione, Pat Patterson. Il fatto che l’assistito di Sunny dopo aver causato l’infortunio di Ahmed Johnson fosse arrivato addirittura in finale appariva a tutti come un’autentica ingiustizia, e ancor di più il fatto che stesse persino per vincere il titolo tramite scorrettezze varie, come un mattone nascosto dentro la borsetta della sua manager Sunny. Ma Mero si fece più furbo, e riuscì a colpire Faarooq con la sua stessa arma, per poi connettere la Shooting Star Press per la vittoria finale!

La vittoria del suo primo titolo fu accolto con grande entusiasmo da tutti nel backstage, che accolsero Mero negli spogliatoi tra i fiumi di champagne, in modo particolare ovviamente dalla moglie Sable, anche se tutti sapevano che Faarooq non si sarebbe arreso per così poco. Ma in quel momento non importava, perché quella sarebbe stata una notte di festeggiamenti!
Qualcuno finirà sotto terra
Tra Undertaker e Mankind la faccenda era ancora lunga dal chiudersi: non solo perché il “Deadman” non aveva ancora mai battuto Mankind, ma soprattutto perché nessuno aveva mai osato sfidare e mancare di rispetto al Becchino, e fu così che Undertaker sfidò Mankind e Paul Bearer in un… Buried Alive match! La rivalità tra i due era ormai in territorio talmente personale che Undertaker ritenne necessario un match ben più inquietante del “suo” Casket match, perché stavolta l’avversario invece che dentro una bara sarebbe dovuto essere seppellito letteralmente 3 metri sotto terra! Non c’era abbastanza spazio nella WWF per tutti e due, e la situazione ormai non vedeva più in gioco una semplice contesa, ma le loro stesse vite. E stavolta Mankind e Bearer avrebbero davvero capito in che guaio si erano cacciati.

Anche di fronte a l’agghiacciante eventualità di venire seppelliti vivi la sicurezza di Mankind e Paul Bearer non scemava, sia per la loro imbattibilità contro il Becchino, sia perché Bearer era ancora in possesso dell’urna con tutti i poteri di Undertaker, e non si mostrarono per nulla intimoriti nel girare dei messaggi per il “Deadman” direttamente da un cimitero in piena notte, appropriandosi gli stessi mind games tradizionalmente appartenenti proprio ad Undertaker.

Il ritorno di “Diesel” e “Razor Ramon”
Dopo le dichiarazioni a RAW e gli avvistamenti ad In Your House, Gorilla Monsoon obbligò Jim Ross a fare luce sul presunto ritorno di Diesel e Razor Ramon in WWF, e una volta salito sul ring J.R. spiegò tutto: dopo essere stato commentatore della WCW, Ross approdò in WWF nel 1993, ma il rapporto con la federazione di Stamford si incrinò dopo solo un anno, quando Vince McMahon lo licenziò appena 2 settimane dopo che Ross aveva sofferto di un attacco di una particolare paralisi facciale nota come “paralisi di Bell”. Per vendicarsi, Ross aveva usato tutti i suoi vecchi contatti con la WCW per facilitare il passaggio di top star come Diesel e Razor Ramon alla concorrenza, così da farla pagare a Vince McMahon, per poi “restituire” alla WWF Diesel e Razor Ramon in formato di brutta copia.
Come Ross tenne a precisare infatti, lui tecnicamente non aveva mai mentito quando parlava del loro ritorno: dopotutto lui aveva promesso i ritorni di “Razor Ramon” e “Diesel”, non di Scott Hall e Kevin Nash, e a presentarsi furono due atleti sconosciuti che di Ramon e Diesel avevano solo rubato il nome. Il primo a presentarsi fu il presunto Razor Ramon, e il primo a “testarlo” fu qualcuno che il vero Ramon lo conosceva molto bene, il suo amico d’infanzia Savio Vega, che non sopportava una simile mancanza di rispetto al suo amico, e proprio durante il loro match spuntò fuori il falso Diesel, che nonostante non fosse l’originale non aveva nulla da invidiargli come stazza e potenza, come poté ben sperimentare Vega una volta scaraventato a terra con la Jacknife Powerbomb.




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