Aprile 1996: dopo una caccia durata 18 anni viene arrestato Unabomber, i Chicago Bulls di Michael Jordan fanno il record di 72 vittorie in una singola stagione di NBA, nelle sale giochi approda Metal Slug, esordiscono in TV l’anime di Rossana e Il Laboratorio di Dexter, al cinema escono La Prova, Scomodi Omicidi, e Un Uomo In Prestito, mentre si balla Firestarter dei Prodigy:
Nel frattempo, i campioni in ECW sono:
– Campione ECW: Raven
– Campione Televisivo: 2 Cold Scorpio
– Campioni di coppia: gli Eliminators (Kronus & Saturn)
Intrigo a Philadelphia
Sandman, Tommy Dreamer, e “The Franchise” Shane Douglas avevano deciso di mettere da parte le loro vecchie divergenze e fare fronte comune contro Raven, e per prima cosa pensarono di far fuori la sua arma più fastidiosa: il suo galoppino Stevie Richards, che attaccarono nel backstage causandogli una frattura all’orbita oculare. Quella sera Richards avrebbe dovuto lottare con Blue Meanie in un Tag Team match contro i Gangstas, ma dopo l’infortunio fu decretato che non fosse in gradi di lottare, e come suo sostituto fu nominato “Stone Cold” Chad Austin (un ovvio riferimento a Steve Austin, che dopo aver lasciato l’ECW per la WWF a gennaio aveva adottato quel soprannome), che a dispetto dei suoi 23 anni era uno dei veterani della federazione, essendo a Philadelphia sin dal 1993. Il match si rivelò un autentico massacro per Austin: dopo il ritorno dalla galera New Jack aveva accumulato ancora più rabbia, e la sfogò tutta su di lui, prima piombandogli addosso con un un volo dalla terza corda con una sedia, per poi rompergli la gamba colpendola ripetutamente con la stessa sedia!
Ed era solo l’inizio: finalmente tornati insieme, i Gangstas non si volevano porre limiti, e sfidarono anche gli Eliminators a mettere in palio le loro cinture contro di loro! Presto però i Gangstas si resero conto di aver fatto il passo più lungo della gamba, perché Kronus & Saturn li raggiunsero senza provare alcuna paura per loro, dando il via a una rissa che finì piuttosto male per entrambi, in particolare per New Jack, che gli Eliminators finirono la Total Elimination, ma con un’aggiunta: lo chiusero prima tra due tavoli come fosse un sandwich!

Per New Jack fu come trovarsi in mezzo a una forbice, e la Total Elimination più devastante mai vista lo spezzò in due, tanto che i medici dovettero portarlo via in barella, proprio come Mustafa Saed, anche lui vittima della Total Elimination, la mossa combinata più letale che ci fosse. Mai nessuno avrebbe pensato di veder portare via il duo di South Central in barella, eppure Kronus & Saturn lo avevano fatto davanti a tutti. I Gangstas erano dei duri forgiati dalla strada, ma c’era un motivo se gli Eliminators erano i campioni…
Stevie Richards non era l’unico membro del Raven’s Nest a dover fare i conti con gli acciacchi: Raven ancora non si era completamente ristabilito dall’infortunio alla caviglia causatogli da Sandman e Shane Douglas il mese prima, come confermò anche il medico che lo aveva operato al microfono di Joey Styles.

Il dottore disse che Raven non era ancora in grado di lottare, ma la diagnosi non piacque al “Dr. Sandman”, che venne nel ring per dare la sua “opinione professionale”, affermando che se lui riusciva sempre a salire sul ring anche da ubriaco allora Raven poteva benissimo affrontarlo anche in quelle condizioni! Raven attaccò immediatamente Sandman prima che potesse fare la prima mossa, spingendo Tommy Dreamer e Shane Douglas a venire fuori per aiutarlo. L’arrivo dei due aiutò Sandman a tenere testa ai Bruise Brothers, ma non potevano immaginare che nemmeno le loro forze unite sarebbero servite contro il nuovo acquisto del Raven’s Nest… ossia “Prime Time” Brian Lee!

Alto oltre 2 metri e pesante 130 kg, e noto soprattutto per i suoi trascorsi nella Smoky Mountain Wrestling e i WWF (dove 2 anni prima aveva interpretato il finto Undertaker), Brian Lee era il nuovo adepto della setta di Raven, che infortunato o meno avrebbe lottato insieme ai Bruise Brothers in uno spettacolare 6 Men Tag Team match contro Sandman, Tommy Dreamer, e Shane Douglas, con questi ultimi tre che non entrarono dalla rampa d’ingresso, ma da tre punti diversi dell’arena, tutti piazzati alle uscite di sicurezza, così da lanciare un chiaro messaggio: non c’era via d’uscita per Raven!
Il match scaldò l’arena e venne vinto da Sandman, Tommy Dreamer, e Shane Douglas, con quest’ultimo che schienò il campione ECW dopo una Belly to Belly Suplex! Nonostante la vittoria però, la serata rischiò di finire in tragedia: l’attacco del Raven’s Nest a Tommy Dreamer e gli altri continuò anche a match finito, e nel caos si intromise anche Beulah McGillicutty, che venne però presto bloccata dai Bruise Brothers, pronta per subire le conseguenza da Raven! Beulah era al terzo mese di gravidanza, e farle del male avrebbe potuto avere gravi conseguenza per il bambino, ma per Raven non faceva alcune differenza! Prendersela con una donna incinta era troppo persino per lui, tanto che persino la sua ragazza Kimona Wanalaya si mise in mezzo per fermarlo, non rimediando altro che una gomitata da Raven! Il campione ECW aveva appena messo al tappeto la sua ragazza senza il minimo scrupolo, e per fortuna Dreamer e Douglas si ripresero in tempo per allontanare tutto il Nest, perché altrimenti per Beulah e il suo bambino ci sarebbero potuti essere risvolti persino peggiori!
Raven stava iniziando a trattare Kimona persino peggio di quanto trattasse Beulah in passato, e fece persino di peggio al supershow Massacre on Queens Boulevard, prima che difendesse il titolo ECW contro Damiàn 666 (uno degli ultimi atleti messicani arrivati a Philadelphia, allenato tra l’altro da Rey Misterio Sr). Raven infatti si presentò accompagnato come al solito da Stevie Richards e Blue Meanie, che venne fermato da una sua spasimante -per quanto sembrasse impossibile che Blue meanie ne potesse avere una- che lo cosparse di panna per leccargliela via. Raven non aveva mai approvato queste cose, nemmeno l’anno prima quando Francine era la groupie di Stevie Richards, e la tirò via per i capelli per fermarla. Anche stavolta Kimona tirò fuori un pò di solidarietà femminile e cercò di fermare Raven, che per rimetterla in riga gli mollò uno schiaffo, per poi ordinare a Stevie Richards di prenderla a calci! Da lacchè senza dignità qual’era, Richards eseguì senza batter ciglio, pestando la povera Kimona davanti a un Raven sempre più freddo e spregevole, che mantenne anche la cintura.
Presto Raven l’avrebbe pagata, e il compito sarebbe toccato nuovamente a “The Franchise” Shane Douglas, che lo avrebbe affrontato con il titolo ECW in palio al secondo supershow del mese, Hostile City Showdown, dove alla luce degli ultimi eventi Kimona scelse di affiancare proprio Douglas!
Intanto Tommy Dreamer aveva di petto Brian Lee come nuovo membro del Raven’s Nest: insieme ai Pitbulls affrontò Lee e i Bruise Brothers in un 6 Men Tag Team match, talmente caotico che la lotta si spostò addirittura fuori dall’arena per le strade del Queens, e che vide trionfare la setta di Raven. L’Innovator of Violence e Brian Lee si affrontarono anche ad Hostile City Showdown. stavolta in un match singolo, dove fu di nuovo Lee a trionfare: ora a Tommy Dreamer rimaneva solo una cosa da fare per rovinare la serata al Raven’s Nest, ossia farsi trovare pronto per aiutare Shane Douglas a conquistare il titolo ECW la sera stessa.

E come se non fosse abbastanza, sul match crebbe ancora più attesa quando Shane Douglas rivelò di aver scoperto un grande segreto, che se rivelato avrebbe cambiato completamente le carte in tavola sulla rivalità tra Tommy Dreamer e Raven, e lo avrebbe rivelato proprio a Hostile City Showdown! Era il match che “The Franchise” attendeva da tanto tempo: era passato un anno dalla fine del suo regno da campione ECW, il più lungo e importante della storia della federazione, e ora era il momento di tornare in cima alla catena alimentare! Prima del match però Douglas rivelò la scottante verità che aveva promesso, avvertendo Tommy Dreamer che non poteva dirsi davvero hardcore se non avesse accettato la verità, e rivelando che Beulah non aveva tradito solo Raven per Dreamer, ma anche Dreamer stesso… e che non era veramente incinta!
Erano dichiarazioni che scottavano parecchio, persino per un manipolatore come Shane Douglas, e Tommy Dreamer si scaldò subito ordinandogli di dirgli il nome del tizio… ma non si trattava di un uomo, perché come ammise Kimona… Beulah l’aveva tradito per lei! Era una doppia dichiarazione scioccante, eppure Dreamer la prese decisamente con filosofia, visto che prendendo entrambe per i capelli liquidò la questione sentenziando “Prendo entrambe. Sono hardcore”, per poi baciare passionalmente tutte e due! Tommy Dreamer aveva decisamente fatto bingo, e in un solo istante era riuscito a vivere in persona le fantasie di ogni singolo fan dell’arena, dimostrando nuovamente quanto meritasse di essere definito hardcore!

I tre poi se ne andarono, lasciando spazio al match tra Raven e Shane Douglas, che come previsto fu pieno di interferenze di Stevie Richards e Blue Meanie, che tentarono di aiutare Raven, ma “The Franchise” riuscì comunque ad eliminarli dall’equazione. A pareggiare gli aiuti arrivò anche Tommy Dreamer, ma Douglas lo stese con una Belly to Belly Suplex: non voleva aiuto o altro, e il suo desiderio di ricongiungersi al titolo ECW era tale da fargli perdere ogni lucidità! L’orgoglio non salvò però Douglas dalla sconfitta: Raven lo schienò dopo averlo colpito con il suo stivale, battendolo una seconda volta dopo il loro match di 2 mesi prima.

A 7 mesi dal suo ritorno Shane Douglas non era ancora riuscito a riprendersi la cintura di campione ECW, che ormai lo stava ossessionando sempre di più, facendogli persino mostrare degli inediti segnali di nervosismo, a causa di quella che definì come l’unica cintura di cui gli importasse. Non concordava con lui 2 Cold Scorpio, che da campione Televisivo sentiva la responsabilità di difendere la legittimità della sua cintura: in ECW quel titolo era stato desiderato e detenuto da Eddie Guerrero, Dean Malenko, Terry Funk, e Sabu, e sentiva che non aveva nulla da invidiare al titolo mondiale ECW, ma per quanto Scorpio ci provasse, Shane Douglas ridimensionò il suoi proclami, affermando che non gli importava nulla del titolo Televisivo, per poi colpirlo alle spalle! “The Franchise” diede dimostrazione di tutta la frustrazione per la sconfitta, e in aiuto di 2 Cold Scorpio arrivò il suo partner Sandman, ma Douglas stese anche lui, fregandosene della loro alleanza formata per combattere Raven.

Ormai Shane Douglas aveva gettato la sua maschera: non gli fregava nulla né di Sandman né di Tommy Dreamer, perché entrambi gli servivano solo per arrivare al titolo ECW di Raven, e ora che aveva perso il match (e la pazienza) non aveva più senso fingere gli importasse di altro!
Affari di famiglia
A Massacre on Queens Boulevard gli Eliminators mantennero le cinture di coppia senza la minima difficoltà contro El Puerto Riqueño & Joel Hartgood, per poi invitare i Gangstas a farsi avanti per un secondo round! New Jack & Mustafa Saed non si fecero pregare, e li raggiunsero con l’intenzione di farli a pezzi, e per evitare il peggio intervenne mezzo roster per separarli, tanto che per essere placati i Gangstas vennero ammanettati. New Jack & Mustafa Saed mancarono così al loro appuntamento al main event: un rematch di Big Ass Extreme Bash contro gli Headhunters e Sandman & 2 Cold Scorpio, che però anche senza di loro esaltò i fan grazie a un catfight tra Missy Hyatt e una Lady Alexandra con un vestito molto trasparente.
L’assenza dei Gangstas però durò poco, perché il duo di South Central trovò il modo di irrompere comunque nel match, ancora ammanettati, ma ugualmente pericolosi!
Gangstas ed Eliminators continuarono a provocarsi anche nelle settimane successive, dando il via a risse con cui spesso rovinano i match altrui (a Hostile City Showdown fecero infatti finire in no contest un match tra El Puerto Riqueño e il debuttante Super Nova, una bizzaro tizio vestito come un supereroe che l’ECW Arena sotterrò di core come “Power Ranger!”), talmente incontrollate che per essere sedate richiedevano l’intervento di tutto il roster ECW prima che ci potesse scappare il morto.
Taz nel frattempo sembrava sempre più inarrestabile, non importava quanti avversari avesse contro. Lo scoprì presto anche la famiglia Dudney, con Buh Buh Ray che affrontò la “Human Suplex Machine”, considerato uno degli avversari più pericolosi con cui misurarsi, ma comunque con la sicurezza di avere la sua famiglia a proteggerò. Ma per quanto potessero aiutarlo Taz riuscì a far fuori tutti, persino il gigantesco Big Dick Dudley, ancora infortunato al ginocchio.
I Dudley però quel mese si rinforzarono introducendo a tutti il nuovo membro della famiglia, D-Von Dudley, unico nero dell’immensa cucciolata di Dudley Dudley, che fece la sua prima apparizione a Massacre on Queens Boulevard, rammentando i suoi tre comandamenti “Non rubare, non uccidere, e non metterti contro la famiglia Dudley!”) e aiutando Big Dick & Buh Buh Ray in un Tag Team match contro JT Smith, un altro che stava pian piano espandendo la sua “famiglia”.

Da quando aveva battuto la testa ad agosto, JT Smith era assolutamente convinto di essere italiano, e dopo essere stato vicino a Big Val Puccio mesi prima finalmente aveva trovato un altro paisà dopo una lunga ricerca sulle sue radici familiari: si chiamava Little Guido, e Smith lo presentò a Massacre on Queens Boulevard come il suo cugino siciliano proprio per il Tag Team match contro i Dudley. Le due famiglie si scontrarono anche a Hostile City Showdown, dove D-Von tentò di fermare JT Smith e la sua terribile interpretazione di Fly Me To The Moon di Frank Sinatra. Ora che però Smith aveva trovato la sua famiglia chissà se non fossero arrivati nuovi membri ad affiancarlo: Little Guido probabilmente sarebbe stato solo primo a unirsi a lui, per quelli che decise di rinominare “i Full Blooded Italians”.
Sempre a Massacre on Queens Boulevard Taz e Chris Jericho si affrontarono in un rematch di Big Ass Extreme Bash, in uno Shoot Fight dove in virtù della stipulazione avrebbe giocato “in casa”. A fare da arbitro speciale fu il judoka Tom Delevano, ma nemmeno lui riuscì a mantenere il match sui binari giusti, nonostante Bill Alfonso fosse stato ammanettato al Presidente ECW Tod Gordon a bordo ring per evitare mettesse il suo zampino.
Taz infatti non venne scortato solo da Bill Alfonso, ma anche da altri allievi del suo dojo, che lo aiutarono a recuperare le chiavi per liberare Alfonso e permettere a Taz di finire Jericho con la Tazmission… il tutto con la complicità dell’arbitro Tom Delevano! Ancora una volta Taz e Bill Alfonso l’avevano fatta franca, e grazia a una corruzione su cui non c’era nemmeno da dibattere, visto che Alfonso diede a Delevano un pugno di dollari davanti a tutti senza alcuna vergogna, mentre Taz indicò il cielo, in onore di un altra vittima che aveva “mandato al creatore” (“Just another victim”, come ribadiva lui).

Massacre on Queens Boulevard fu anche teatro di un match tra Mikey Whipwreck e Sabu. Ormai Whipwreck non era più un novellino, e aveva uno dei palmarès più ricchi del roster, e se la batté perfettamente alla pari con Sabu, che alla fine però prevalse grazie alla sua maggior esperienza. Ma il giovane Mikey ne uscì comunque soddisfatto, perché a fine match Sabu gli strinse la mano per mostrargli il suo rispetto: Sabu ci teneva a incoraggiare i giovani dell’ECW, ed era pronto a fare lo stesso al successivo Hostile City Showdown con Rob Van Dam, allievo di suo zio The Sheik. I due avevano avuto lo stesso maestro, e si erano già affrontati in un match a gennaio dando spettacolo, e anche stavolta il loro match rubò la scena: dopo quasi 20 intensi minuti Sabu vinse la contesa, e proprio come fatto con Mikey Whipwreck porse i suoi rispetti dando la mano a Rob Van Dam, che però al contrario di Whipwreck rifiutò la stretta!

Van Dam aveva debuttato in ECW a gennaio, entrando fin da subito nelle grazie dei fan sia per il suo spettacolare stile di lotta sia per la sua solarità, ma rifiutare la mano di Sabu era qualcosa che nessuno si sarebbe aspettato, ancor meno considerando che erano stati allievi dello stesso maestro. Forse era solo la frustrazione di una sera, o forse era solo una questione di rispetto…





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