Marzo 1996: Mike Tyson torna campione dei pesi massimi per la prima volta dalla scarcerazione, Braveheart vince l’Oscar per Miglior Film, esce per PS1 il primo capitolo di Resident Evil, la Sindrome della Mucca Pazza viene dichiarata ufficialmente trasmissibile all’uomo, Valentino Rossi debutta al Motomondiale, su Canale 5 debutta È Un Pò Magia per Terry e Maggie, al cinema escono Fargo, Girl 6: Sesso in Linea, Ed: un Campione Per Amico, Hellraiser: La Stirpe Maledetta, e gli Underworld pubblicano il disco Second Toughets of the Infants, con la loro Juanita/Kiteless: To Dream of Love:

Nel frattempo, i campioni in ECW sono:

Campione ECW: Raven

Campione Televisivo: 2 Cold Scorpio

Campioni di coppia: gli Eliminators (Kronus & Saturn)

Tre uomini e una scheggia

La loro nuova collaborazione non li aveva ancora portati a vincere il titolo ECW, ma Sandman e Missy Hyatt sembravano fatti l’uno per l’altra: uno era un pazzo fuori controllo che viveva la vita al massimo tra birra, sigarette, e violenza hardcore, e l’altra era sensuale, provocatrice, e amava gli uomini forti e senza paura. Insieme erano come delle rockstar, amanti delle stesse cose e seguaci dello stesso stile di vita autodistruttivo, e in poco tempo mostrarono persino più affiatamento di quando Sandman ne avesse avuto con Woman.

Con la sua nuova manager, Sandman avrebbe tentato un nuovo assalto al titolo ECW di Raven a Big Ass Extreme Bash, il super show di marzo che si sarebbe svolto nell’arco di due serate, e con un altro “angelo custode” a vegliare oltre Missy Hyatt: “The Franchise” Shane Douglas, che dopo aver stretto un’alleanza con Tommy Dreamer per contrastare insieme Raven fece lo stesso con Sandman. Era uno scenario decisamente inusuale: tutti e tre a un certo punto delle loro carriere si erano ritrovati a scontrarsi, ma con un nemico in comune come Raven e la sua setta sarebbe stato controproducente per tutti non coalizzarsi. Dreamer, Douglas, e Sandman non si piacevano, ma se tutti e tre volevano un pezzetto di Raven, allora gli conveniva remare tutti dalla stessa parte.

Sandman, Tommy Dreamer, e Shane Douglas, uniti dall’odio per Raven

Ma c’era un altro fattore che non si poteva togliere dall’equazione: un anarchico totale che sembrava non stare dalla parte di nessuno e quindi potenzialmente pericoloso per tutti, e che già a fine febbraio aveva influenzato un match per il titolo ECW… “The Loose Cannon” Brian Pillman! Con un paio di apparizioni Pillman aveva già messo a soqquadro l’ECW con i suoi promo taglienti e le sue provocazioni (come quando si mise a lottare contro il più grande nemico di un wrestler: una matita gigante, lanciando l’ennesima frecciata ai booker dietro le quinte del wrestling), e non si sarebbe di certo fermato ora, che a Philadelphia aveva trovato il suo campo da gioco ideale, galvanizzato dalla libertà che il licenziamento dalla WCW gli aveva fatto riscoprire.

Il Presidente ECW Tod Gordon però confermò che Brian Pillman non era mai stato messo sotto contratto dall’ECW, pertanto la sua presenza non era affatto gradita, ancor di più per tutto quello che aveva fatto dal suo debutto. Pillman trovò comunque il modo di farsi vedere in ECW acquistando un biglietto come regolare spettatore pagante a Big Ass Extreme Bash insieme al suo agente e al suo figlioletto, ma anche da semplice spettatore attirò su di sé il più grande scudo che l’ECW avesse, “The Franchise” Shane Douglas, che già a causa di Pillman aveva perso un match per il titolo ECW contro Raven a fine febbraio.

Douglas prese molto sul personale la presenza di Brian Pillman in ECW, ma non appena accennò a un confronto fisico Pillman si difese usando addirittura suo figlio come scudo umano! Douglas era esterrefatto che Pillman fosse sceso così in basso da usare suo figlio, ma le provocazioni del “Loose Cannon” proseguirono, perché affermo che il vero uomo non è chi non si arrende, ma chi viene cacciato dalla città… in altre parole, non aveva intenzione di andarsene! Dopo uno schiaffo di Pillman, “The Franchise” perse il controllo e cercò di aggredirlo, ma la sicurezza glielo impedì, lasciando la faccenda tra i due ancora in sospeso.

Brian Pillman comunque non mise il suo zampino nel main event tra Raven e Sandman, con il campione ECW che mantenne la cintura. Ma sebbene sconfitto, Sandman era uscito a ridurre Raven abbastanza male da ammorbidirlo per la sua seconda difesa titolata 24 ore dopo, nella seconda serata di Big Ass Extreme Bash contro “The Franchise” Shane Douglas! Raven si presentò infatti zoppicante e in stampelle, chiedendo che il match venisse annullato, ma Douglas non si fece intenerire, e lo attaccò con tutto ciò che aveva, impaziente di tornare campione ECW!

I due misero sù un grande match, ma il campione ECW con l’aiuto del Raven’s Nest riuscì a confermarsi con la cintura alla vita, per poi scatenare contro Douglas tutti i suoi adepti. In soccorso di “The Franchise” arrivarono però Tommy Dreamer e Sandman, che a suon di Singapore Cane mise tutta la setta di Raven in fuga, finché sul ring non rimasero solo lui e Shane Douglas… che Sandman fu tentato di fustigare a sua volta col Singapore Cane! Douglas gli ricordò il loro patto, ma Sandman sembrava piuttosto tentato di fregarsene: prima che se ne andasse in WWF lui e Douglas erano rimasti invischiati in un’aspra rivalità, e sapeva bene quanto “The Franchise” fosse manipolatorio e calcolatore, e che ogni sua mossa non fosse mirata ad altro che al suo tornaconto. A fermarlo arrivò però 2 Cold Scorpio, che lo invitò a non sprecare energie (quella sera infatti lui e Sandman avrebbero affrontato i Gangstas e gli Headhunters in un Tag Team match a tre coppie), mentre Douglas se la rideva soddisfatto: anche se era stato via 6 mesi era ancora lui il burattinaio dell’ECW, capace di gestire tutto e tutti come la sua scacchiera personale, e l’assoluto padrone del suo destino grazie al suo talento nel creare alleanze e muovere i fili a suo piacimento…

Shane Douglas è ancora il maestro della persuasione

Don’t look back in anger

Sin dal suo debutto a febbraio, Bam Bam Bigelow sembrava aver individuato proprio in Taz l’avversario con cui più voleva misurarsi in ECW. Il gigante di Asbury Park e la “Human Suplex Machine” ebbero altri confronti, ma il più acceso fu alla prima serata di Big Ass Extreme Bash, dove Taz sconfisse senza difficoltà Mikey Whipwreck, rifiutandosi però di mollare la sua Tazmission anche a match finito. In soccorso di Whipwreck venne proprio Bam Bam Bigelow, che però si ritrovò a sua volta vittima della Tazmission, dalla quale persino lui non riuscì a liberarsi, il tutto sotto lo sguardo fiero del sempre più odioso Bill Alfonso, che da un mese aveva preso l’abitudine a fischiare a ripetizione un fastidioso fischietto da arbitro.

Big Ass Extreme Bash sarebbe stata anche l’ultima occasione di salutare Cactus Jack, che avrebbe lottato in entrambe le serate. Il suo approdo in WWF era ormai dietro l’angolo, ed era arrivato il fatidico momento dell’ultimo match, quella che sarebbe potuta essere una serata di celebrazione e di ringraziamento per un uomo che viveva di hardcore come nessun’altro, che nell’ultimo biennio era stato fondamentale per la crescita dell’ECW, e che aveva messo sangue, cuore, e sudore per aiutare i giovani talenti della federazione… se lo stesso Cactus Jack non avesse voltato le spalle ai fan inimicandoseli tutti. Poteva essere una grande serata per lui e per i fan, ma Cactus Jack aveva rovinato tutto per seguire una causa in cui aveva rinnegato sé stesso e i fan che lo avevano sempre amato e sostenuto, seguendo una parabola che aveva trovato la sua perfetta conclusione vendendosi alla WWF come un mercenario qualsiasi. Ma se c’era una cosa che l’ECW aveva dimostrato, era che sapeva sostituire chiunque.

Cactus Jack ormai è al suo ultimo giro di boa

Orfana in meno di 2 mesi di Woman, Steve Austin, Konnan, i Public Enemy, e presto anche di Cactus Jack, l’ECW non si fece trovare impreparata nel rifornire di nuovi talenti il roster, già recentemente rinforzato con l’arrivo di Rob Van Dam: in pochi giorni si erano aggiunti Bam Bam Bigelow, Brian Pillman, Juventud Guerrera, e si arricchì ulteriormente con l’arrivo del giovane prospetto canadese Chris Jericho. Come molti dei talenti che l’ECW aveva lanciato nell’ultimo anno, il 25enne Jericho si era fatto un nome tra Giappone e Messico (dove era meglio noto come “Lion Heart” o “Corazon de Leon”), e aveva scelto la federazione di Philadelphia come trampolino per affermarsi anche negli Stati Uniti. Le credenziali non mancavano di certo: Chris Jericho si era infatti formato nella scuola di wrestling più tosta e completa che ci fosse, il leggendario Hart Dungeon della famiglia Hart, e la sua esperienza internazionale lo aveva svezzato in poco tempo… un trascorso che gli sarebbe presto stato utile per sopravvivere, perché affrontò proprio Cactus Jack nella prima serata di Big Ass Extreme Bash.

Chris Jericho, ultimo acquisto dell’ECW

E Chris Jericho non patì l’esperienza di Cactus Jack né il difficile pubblico i Philadelphia, perché non solo fu autore di una grande prestazione, ma riuscì persino a vincere il match! Con una pesante vittoria all’esordio Chris Jericho si era subito guadagnato le attenzioni dell’ECW Arena, ma l’avversario che affrontò la seconda serata dell’evento era persino più temibile: si trattava di Taz, che lo affrontò con molta più aggressività di Cactus Jack, tanto che quasi gli ruppe il collo con una Tazplex! Alla vista del tremendo impatto e del dolore di Jericho, l’arbitro dichiarò Taz vincitore per l’impossibilità a proseguire di Jericho, ma il giovane canadese si rifiutò di arrendersi per una “banale” caduta di collo, e ordinò subito di far ripartire il match! Non si rivelò però una grande idea, perché dopo pochi istanti Taz concluse il lavoro chiudendolo nella Tazmission, e stavolta neanche il suo coraggio bastò a evitargli la sconfitta.

Gli occhi di quella seconda serata però erano tutti puntati sull’ultimo match di Cactus Jack, che avrebbe simbolicamente affrontato il suo pupillo Mikey Whipwreck, in un match che fino a qualche mese prima nessuno pensava di poter vedere. Nel violento mondo dell’ECW, quello tra Cactus Jack e Mikey Whipwreck era una rara forma di affetto dentro un mondo costruito sul cinismo e sul non fidarsi di nessuno. Quando Mikey debuttò in ECW nel 1994 era poco più di un ragazzo mingherlino che montava il ring prima degli show, un bersaglio facile insicuro e innocuo, e fu proprio Cactus Jack a prenderlo sotto la propria ala, allenandolo e trasformandolo lentamente da vittima sacrificale a giovane gladiatore capace di vincere il titolo ECW. Insieme erano stati anche campioni di coppia, formando un’alleanza impossibile e incredibilmente naturale al tempo stesso: da una parte il folle e sadico Cactus Jack, e dall’altra il perennemente terrorizzato Mikey Whipwreck, che però sapeva di poter sempre contare su Cactus Jack, l’unico uomo al mondo a vedere in lui un leone sotto quella scorza di agnello, disposto a trascinarlo in guerre troppo grandi per lui pur di mostrare al mondo un lato che nessuno (neanche lo stesso Mikey) sospettava potesse avere. 

Quando Cactus Jack e Mikey Whipwreck erano un tutt’uno

Tutti erano pronti ad assistere al pubblico seppellire Cactus Jack di fischi e insulti come già fatto 24 ore prima nel suo match contro Chris Jericho, eppure appena iniziò il match qualcosa di incredibile successe: i fan applaudirono e inneggiarono a Cactus Jack come  prima. Anzi, più di prima! Per mesi lo avevano odiato e gli avevano detto di tutto, insultato nei modi più originali possibili, e augurato ogni male, ma quello non era il momento di risentimenti: era il momento di salutare un grande uomo che forse non si sarebbe più rivisto nei paraggi, e che aveva dato anima e corpo alla causa. Perché i fan dell’ECW potevano essere dei pazzi, degli sbandati, degli smart marks come diceva Brian Pillman, ma mai degli irriconoscenti. Persino Cactus Jack non si aspettava una tale ovazione, e si sentì ancora più motivato a salutare i fan con un grande match, dando tutto quello che aveva contro Mikey Whipwreck senza alcuno sconto, e non perché volesse farlo a pezzi, ma perché dare il massimo era la più grande forma di rispetto e ringraziamento nei confronti dei fan dell’ECW.

L’ultimo match di Cactus Jack in ECW

Dopo 17 intensi e malinconici minuti, Cactus Jack si assicurò la vittoria sul suo ex partner, con cui sentiva di avere qualcosa da chiarire in virtù del loro passato. Al vedere Cactus Jack avvicinarsi a lui a match finito inizialmente Whipwreck si defilò, pensando che gli volesse dare il colpo di grazia, salvo poi realizzare che l’unica cosa che voleva dargli era un sentito abbraccio! Quello non era il momento di vecchie dispute e risentimenti, ma solo di andarsene lasciando un bel ricordo, e Cactus Jack non aveva intenzione di andarsene senza mostrarsi orgoglioso del suo allievo più grande! Fu un momento solenne e commuovente, dopo la quale Cactus Jack salutò i fan con un bel discorso d’addio, rinconcilaindosi con loro e con l’hardcore wrestling che tanto aveva significato -e ancora significava- per lui. Arrivarono anche i suoi compari del Raven’s Nest, Stevie Richards e Blue Meanie, con cui ballò sulle note di New York, New York di Frank Sinatra, per poi lasciare l’arena e l’ECW per sempre, diretto verso un destino incerto, perché uno come Cactus Jack in ECW poteva essere un idolo, ma nella conservatrice WWF non sarebbe mai stato ben visto (o amato) come a Philadelphia.

Il ritorno dei Gangstas

Con Cactus Jack in WWF il Raven’s aveva perso un prezioso membro, ma poteva consolarsi con i suoi nuovissimi membri, i Bruise Brothers, che a Big Ass Extreme Bash se la videro coi Pitbulls, in un caotico match che finì in no contest dopo l’intervento dei loro rispettivi alleati, il Raven’s Nest e Tommy Dreamer. Ma c’era anche altro a bollire in pentola per la categoria di coppia quella sera, soprattutto per Damien Kane: i suoi Headhunters vennero infatti sconfitti in un Tag Team match contro Buh Buh Ray Dudley & Dance With Wolves Dudley, facendo infuriare Kane a tal punto da indire una sfida aperta a qualunque coppia della federazione nella seconda serata di Big Ass Extreme Bash , e alla chiamata rispose Mustafa Saed, che già il mese prima a CyberSlam si era lasciato andare a qualche commento di troppo verso Lady Alexandra, ma stavolta Saed si fece avanti per affrontare gli Headhunters… con New Jack! Erano settimane che New Jack non si vedeva in ECW, e la riunione dei Gangstas estasiò i fan dell’arena, anche perché stavolta la loro musica d’ingresso, Natural Born Killaz di Dr. Dre & Ice Cube, fu sparata a raffica dalle casse dell’arena per l’intera durata del match!

Il grande ritorno di New Jack (che motivò la sua essenza affermando di essere stato sbattuto in cella) fu segnato da una vittoria in un match tutt’altro che semplice (oltre agli Headhunters lottarono anche Sandman & 2 Cold Scorpio, in quanto si trattò di una match a tre coppie), e con la promessa di diventare il nuovo team dominante dell’ECW dopo l’addio dei loro odiati Public Enemy!

Appena 24 ore prima 2 Cold Scorpio aveva anche difeso di nuovo il titolo Televisivo contro Sabu, con la quale aveva dato vita a uno spettacolare match il mese prima a CyberSlam, finito in parità per il limite di tempo raggiunto. Anche stavolta i due diedero spettacolo, e anche stavolta incredibilmente non ci fu nessun vincitore, perché i due vennero nuovamente fermati dal limite di tempo raggiunto, che stavolta fu abbassato a 20 minuti per tentare di avere un vincitore definitivo, che però ancora una volta non ci fu.

Ma a scaldare per bene il pubblico non furono solo Sabu e 2 Cold Scorpio, ma anche il meglio della lucha libre disponibile negli Stati Uniti: Rey Misterio Jr. e Juventud Guerrera, che diedero tutto in due spettacolari 2 Out Of 3 Falls match entrambe le serate: ad aggiudicarsi il primo fu Juventud Guerrera, ma Misterio Jr. riuscì a rifarsi 24 ore dopo vincendo il secondo (e altrettanto spettacolare) incontro, confermando quanto i due fossero perfettamente equivalenti.

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