Gennaio 1996: entra in commercio il Motorola StarTAC, il primo cellulare a conchiglia di sempre, la Francia abbandona i test nucleari, in Giappone si conclude Dragon Ball Z, i Dallas Cowboys vincono il Super Bowl, al cinema escono Dal Tramonto all’Alba, Un Ragazzo Veramente Speciale, Il Grande Bullo, e Screamers, mentre in radio impazza California Love di Tupac & Dr. Dre:

Nel frattempo, i campioni in WWF sono:

Campione WWF: Bret Hart

Campione Intercontinentale: Razor Ramon

Campioni di coppia: gli Smoking Gunns (Bart Gunn & Billy Gunn)

Shawn Michaels costretto a ritirarsi?

Un nuovo anno iniziava per la WWF, ma con ancora tante questioni lasciate in sospeso da un 1995 non proprio elettrizzante della federazione di Stamford. Il 1996 fu aperto dal “RAW Bowl”, una speciale puntata di RAW a tema football americano per cavalcare l’attesa per l’imminente finale del SuperBowl, dove nel main event Diesel diede un’altra dimostrazione della sua nuova, devastante attitudine con cui già ad In Your House aveva triturato Owen Hart. La sua vittima stavolta fu King Mabel, che dopo un 1995 in costante ascesa venne sconfitto… dopo appena 6 secondi di match! Pochi mesi prima a SummerSlam Mabel era riuscito a fargli sudare le proverbiali sette camicie, ma la perdita del titolo WWF sembrava aver fatto ritrovare a Diesel rabbia e determinazione, rendendolo più motivato e forte che mai, e a questo punto anche uno dei favoriti per la vittoria del Royal Rumble match!

Dok Hendrix presenta il RAW Bowl

Ma a tenere banco più di ogni altra cosa erano sicuramente le condizioni di Shawn Michaels: più arrivavano aggiornamenti e più le notizie peggioravano, facendo diventare l’ipotesi del ritiro definitivo sempre più concreta. I fan però non si scoraggiarono, aspettando che fosse l’Heartbreak Kid stesso a dare annunci ufficiali, e lo fece in una conferenza stampa da lui stesso indetta per far luce sul suo futuro. L’attesa verità arrivò, con Michaels che dichiarò che, dopo tante consultazioni coi medici, si era deciso che… avrebbe lottato nel Royal Rumble match! In sala stampa si levarono applausi e urla di gioia: dopo settimane di paura Shawn Michaels era finalmente sorridente e radioso come sempre, e promise di diventare ben presto il campione simbolo del nuovo millennio che la WWF meritava, quel simbolo che per troppo tempo aveva rimandato a diventare.

Altro che ritiro… Shawn Michaels sarà nella Royal Rumble!

Tutt furono sollevati, soprattutto dal suo miglior amico Diesel, ma rientrare dopo degli infortuni così seri come le commozioni cerebrali subite sarebbe stato rischioso, perché alla Royal Rumble avrebbe partecipato solo il meglio del meglio della WWF, come il Camp Cornette al completo (incluso Owen Hart, che con un Enziguri gli aveva quasi dato il colpo di grazia), ma anche un minaccioso debuttante la cui fama era mondiale, e che aveva vinto tutto tra Stati Uniti e Giappone, con un nome che da solo bastava a incutere timore… Vader! Un mastodonte di 2 metri per 204 kg, nonché tra i wrestler più dominanti al mondo, Vader era stato campione mondiale sia in WCW che in NJPW, ma a renderlo davvero temibile non era tanto la stazza, quanto la sua estrema agilità, che unita alla sua ferocia lo proiettava già in cima alla catena alimentare della WWF. Un big man anomalo alla Bam Bam Bigelow, ma molto più feroce e barbaro. Uno come Vader avrebbe fatto le fortuna di qualunque manager, e infatti Jim Cornette fece di tutto per accaparrarselo e introdurlo nel Camp Cornette insieme a Yokozuna, Owen Hart, e British Bulldog, ma il resto del mondo avrebbe dovuto aspettare ancora un pò prima di vederlo, perché fatto la sua prima apparizione nella Royal Rumble!

Vader (qui con Harley Race), presto in WWF!

Il debutto di Vader e il ritorno di Shawn Michaels non fecero che aumentare l’attesa per la Royal Rumble, che già aveva in palio in prestigioso main event di WrestleMania XII. Il primo ad annunciarsi come partecipante era stato Jeff Jarrett, ma il Presidente WWF Gorilla Monsoon decise di punirlo per quanto aveva fatto ad In Your House a Ahmed Johnson, decidendo non solo di escludendolo dalla Royal Rumble, ma anche di mandarlo proprio contro Johnson in un match! Ma le infinite sorprese che la Royal Rumble poteva riservare non erano finite, perché il match sarebbe stato anche teatro del gradito ritorno di… Jake “The Snake” Roberts! Eh già, “The Snake” sarebbe tornato a combattere in WWF dopo 4 anni di assenza, 4 anni in cui la vita di Roberts era cambiata completamente. Dopo essere stata una delle superstar più amate e carismatiche del boom del wrestling degli anni ’80, Roberts aveva vissuto una fase burrascosa della sua vita, entrando in una fase di abusi di alcol e droga che ne stava distruggendo l’esistenza. Trovando la forza di andare avanti e superare le sue dipendenze grazie alla riscoperta della Fede, ora Roberts era un uomo nuovo, un uomo che grazie a Dio aveva trovato la forza di rialzarsi più caparbio di prima, e pronto a rimettersi in gioco come simbolo di redenzione nel suo campo di battaglia preferito: la WWF!

Jake Roberts è pronto a tornare!

Il nuovo membro della Million Dollar Corporation

L’anno non poteva che iniziare peggio per Sycho Sid & 1-2-3 Kid, che nel match che inaugurò il 1996 di RAW (un inedito Tag Team match a 4 squadre dove se la videro con Razor Ramon & Savio Vega, Yokozuna & Owen Hart, e i campioni di coppia degli Smoking Gunns), si presero una parziale rivincita di In Your House schienando il “Bad Guy” ed eliminando lui e Vega dalla competizione, ma trovando la sconfitta proprio per mano dei Gunns. L’ultima di una serie di sconfitte per la nuova Million Dollar Corporation che metteva sempre più in crisi Ted DiBiase, finché a dare il colpo di grazia al gruppo non ci pensò Sid, che dopo aver rimediato un infortunio al collo fu costretto a prendersi un periodo di pausa. Col solo 1-2-3 Kid rimasto (di Xanta Claus, visto nel periodo natalizio il mese prima, già non c’erano più tracce) a DiBiase serviva carne fresca per mantenere in vita il gruppo, e invece che cercare una nuova recluta nella federazione decise di cercare al di fuori, ingaggiando uno dei wrestler tecnicamente più preparati d’America, che debuttò la settimana successiva al RAW Bowl con il nome di The Ringmaster.

The Ringmaster si presentò al pubblico con un costume verde, cortissimi capelli biondi, sguardo glaciale e… Million Dollar Belt alla vita! Era dunque lui il talento speciale che DiBiase aveva annunciato di cercare da oltre un mese! Il “Million Dollar Man” lo aveva dunque investito personalmente della cintura che lui stesso aveva creato e di cui non si avevano più notizie da 4 anni, come simbolo dell’incondizionata fiducia nelle capacità di Ringmaster, e non solo… Ringmaster stesso annunciò che a fine mese avrebbe ufficialmente partecipato alla Royal Rumble, onorando la cintura a cui DiBiase teneva di più meglio che poteva! Neanche un match combattuto, e già una cintura (anche se non riconosciuta dalla federazione) alla vita, col supporto di un veterano attrezzato come DiBiase e la partecipazione al match più atteso dell’anno… di certo la carriera di Ringmaster in WWF non poteva iniziare meglio.

The Ringmaster, il nuovo uomo di Ted DiBiase

Cercavano carne fresca anche i Bodydonnas, ma dopo il fallimentare esperimento fatto su Rad Radford, sembrava che nessuno potesse rispettare gli altissimi standard di Skip e Sunny per diventare uno di loro, eppure uno arrivò: si chiamava Zip, era il cugino di Skip, e proprio come loro viveva il fitness come un’autentica ossessione, oltre che essere disposto ad allinearsi al loro stile. Forse stavolta i Bodydonnas potevano davvero ambire a di più…

Ora con Zip i Bodydonnas si sentono completi

Sesso, bugie, e WCW

Se c’era qualcuno che non vedeva l’ora che arrivasse Royal Rumble quello era sicuramente il campione Intercontinentale Razor Ramon per il suo match contro Goldust; non che amasse particolarmente difendere il suo titolo dagli assalti, ma le provocazioni sessuali di Goldust erano diventate decisamente insopportabili, e tutto quello che voleva era mettergli le mani addosso. Il “Bad Guy”, già di suo una persona con scarso autocontrollo, arrivò persino ad attaccare Goldust nel momento in cui meno se lo aspettava, mentre veniva intervistato nel backstage di RAW, sfociando in una rissa talmente incontrollata da prolungarsi fuori dall’arena tra la neve e il gelo della sera. 

Non si era mai visto un personaggio rompere gli schemi come Goldust: il suo atteggiamento ambiguo, provocatorio e sensuale, fatto di sguardi intensi, movenze teatrali e allusioni aggiungeva una dimensione erotica e disturbante che attirò attenzione e diverse polemiche. Un personaggio che fino a poco prima la WWF non avrebbe mai fatto arrivare sui propri schermi, ma possibile anche grazie a una nuova politica aziendale, che anzi incoraggiò a un maggior sex appeal durante gli show, tanto che al RAW Bowl come ospite speciale ci fu l’ex coniglietta di Playboy Ashley Allen. Per anni la WWF era sempre stata un prodotto adatto alle famiglie, tuttavia con la crescente competizione della WCW e il cambiamento dei gusti del pubblico, alzò il tiro con un aumento evidente di contenuti più sexy e provocatori per tentare di attrarre un pubblico adolescente e adulto, pur rimanendo sempre orientata prevalentemente alle famiglie. Parallelamente, Sunny da semplice ragazza di Skip iniziò a essere usata in vignette e segmenti costruiti per esaltare la sua bellezza in tono ammiccante.

Uno dei tanti spot con Sunny

Sebbene il mese prima la divisione femminile fosse stata archiviata con l’addio di Alundra Blayze per la WCW, dopo aver già fatto ammirare Pamela Anderson l’anno prima la WWF puntò forte su Sunny per renderla uno dei volti della compagnia. C’erano grandi piani per lei: trasformarla nella fidanzata d’America, una vera e propria diva, un ruolo che nessuno meglio di lei poteva ricoprire. Sunny era -come diceva il suo nome- solare, spigliata, e ambiziosa, e grazie a piccoli segmenti promozionali sensuali la sua popolarità -già alta- crebbe ulteriormente, dimostrando quanto il pubblico stesse rispondendo bene.

Sunny, sempre più sexy e centrale in WWF

Di questa nuova politica ne approfittò Hunter Hearst Helmsley, che sfruttò il suo status sociale per iniziare a farsi accompagnare prima dei suoi match sempre da bellissime e famose modelle, come Tylyn John, e soprattutto Shae Marks, una delle più celebri, sexy, ed esplosive conigliette di Playboy degli anni ’90 (nonché star di molti celebri B-movie d’azione della sexploitation, dove fu anche diretta dal maestro del genere Andy Sidaris), proiettando un’immagine più adulta, glamour, e seducente della federazione rispetto alla più casta WCW.

Shae Marks, una dei volti dell’asse WWF/Playboy

Wrestler androgini, vignette ammiccanti e modelle di Playboy non erano le uniche cose “oltre le righe” che la WWF sfoderò con lo scoccare del 1996: in risposta alla WCW infatti iniziarono ad andare in onda una serie di vignette satiriche con delle macchiette comiche (che fecero parecchio discutere) chiamate “The Huckster”, “Nacho Man”, e “Scheme Gene”, ovvi riferimenti a Hulk Hogan, “Macho Man” Randy Savage, e “Mean” Gene Okerlund, tutti rappresentati come cariatidi al soldo di “Billionaire Ted”, una chiara parodia di Ted Turner, tra gli uomini più ricchi d’America nonché proprietario della WCW.

21/1/1996 – Royal Rumble 1996

La strada verso WrestleMania XII iniziò dalla Selland Arena di Fresno, California, e a dare il via furono Jeff Jarrett e Ahmed Johnson, che vinse per squalifica dopo che “Double J” gli spaccò una chitarra in testa, per poi lasciare spazio al secondo match della serata, che vide protagonisti gli Smoking Gunns, che misero in palio i titoli di coppia contro i Bodydonnas, carichi di entusiasmo per il nuovo ingresso di Zip. L’entusiasmo però non bastò Skip & Zip, perché la maggior esperienza dei fratelli Gunn si fece sentire, tanto che mantennero le cinture dopo un Roll Up di Bart Gunn su Skip.

Seguì poi il match per il titolo Intercontinentale tra Razor Ramon e Goldust, che entrò accompagnato da una donna mai vista prima, che alla faccia di chi lo trovava solo un freak deviato sessualmente era incredibilmente attraente. Come tutto ciò che circondava Goldust anche lei era dorata e attinente al cinema: sembrava una diva del cinema, sexy e magnetica come voleva la recente deriva più “sensuale” della WWF, con dei capelli biondi, un il vestito sbrilluccicante, e fumava maliziosamente un grosso sigaro, provocatoria proprio come faceva il suo assistito. La sedia da regista su cui si sedette a bordo ring lasciava intendere che i due fossero un tutt’uno, ma che la vera regista di Goldust fosse lei, e che avesse un peso in lui maggiore di quanto le sue presunte attrazioni omoerotiche non facessero pensare.

Chi è la donna che accompagna Goldust?

Non per questo Goldust cambiò di una virgola la sua bizzarra tattica distraente, innescando Ramon e spingendolo alla rabbia più cieca, come quando lontano dagli occhi dell’arbitro mise a segno un Low Blow che fece passare per un pò a Goldust le sue “voglie”. Ma Ramon aveva sottovalutato la presenza della misteriosa donna dorata, che finse di essersi storta una caviglia per distrarre l’arbitro affinché arrivasse il solito 1-2-3 Kid, che si precipitò nel ring per colpirlo con uno Spinning Heel Kick dalla terza corda, regalando a Goldust la vittoria e il suo primo titolo Intercontinentale! 1-2-3 Kid si era preso la rivincita su Razor Ramon che aspettava da mesi, e Goldust si era reso persino più dorato di quanto già non fosse con la nuova cintura, trionfando senza rinnegare le sue “bizzarrie” in un mondo incredibilmente macho, dove sembrava non ci potesse essere posto per atleti come lui, e per di più contro “Mr. Machismo”! Era un segnale per tutti, di non sottovalutare il suo talento ma soprattutto (come amava ripetere), di non dimenticare mai il nome di… Goldust.

Goldust è il nuovo campione Intercontinentale!

Arrivò poi il momento del match più atteso…il Royal Rumble match! I fan già sapevano chi sarebbe entrato col famigerato numero 1 prima ancora che il match iniziasse: Hunter Hearst Helmsley infatti nel pre-show affrontò Duke “The Dumpster” Droese con in palio la possibilità di entrare col numero 30, ma dopo aver usato un tirapugni per batterlo l’arbitro riversò la decisione, condannando Helmsley a entrare per primo e iniziare il match insieme… a Henry O. Godwinn! Dopo il loro Hog Pen match del mese prima di due tornarono a affrontarsi, ma si ritrovarono preso a dover affrontare minacce ben più spaventosa come quella di King Mabel, che inaugurò l’ingresso dei giganti del match: a lui si aggiunsero infatti anche Yokozuna e lo Squat Team, una coppia debuttante che in due formava quasi 400 kg di muscoli e terrore, e soprattutto Vader, finalmente libero di mostrare tutta la sua potenza in WWF.

Lo Squat Team non fu l’unico ingresso a sorpresa della Royal Rumble, perché entrarono anche elementi estranei al roster come Doug Gilbert (fratello di Eddie Gilbert, che aveva brevemente militato in WWF all’inizio degli anni ‘80 ed era stato fondamentale per i primi passi dell’ECW di Philadelphia, tristemente scomparso l’anno prima) e il giapponese Takao Omori della AJPW e persino il leggendario Dory Funk Jr., che insieme a Bob Backlund e Jerry Lawler rappresentò la quota “anziana” del match, anche se nessuno di loro scaldò i cuori come il vecchio leone che tutti attendevano di riabbracciare dopo tanto tempo… Jake “The Snake” Roberts! Come tutti speravano, Roberts si presentò col suo fido serpente Lucifer per seminare il panico ovunque, e con tutta la determinazione che aveva resistette per un buon quarto d’ora, ma dovette poi soccombere per mano di Vader, che nel cordo del match ebbe particolari attriti con Yokozuna, nonostante facesse parte come lui del Camp Cornette.

Ci fu anche spazio per il ritorno di Tatanka, assente dagli show per motivi personali dall’estate, e proprio grazie ai tanti ritorni si rivelò una Royal Rumble decisamente più divertente rispetto a quella dell’anno prima, che era stata invece sottotono, e il livello schizzò al massimo soprattutto nella seconda parte con gli ingressi di Owen Hart e Shawn Michaels, vero osservato speciale del match non solo perché vincitore dell’anno prima, ma per le pessime condizioni fisiche in cui versava fino a pochi giorni prima. Per Michaels si faceva dura: al momento del suo ingresso infatti c’era buona parte del Camp Cornette presente e pronto a farlo a pezzi una volta per tutte, in particolare Owen Hart, che ormai teneva troppo alla sua etichetta di “uomo che aveva costretto Shawn Michaels al ritiro” per vederlo invece tornare a lottare. Ma l’Heartbreak Kid dimostrò di essere in piena forma eliminando 1-2-3 Kid, Jerry Lawler (che tirò fuori da sotto al ring, dove si era nascosto) e addirittura Yokozuna e Vader in contemporanea! Michaels approfittò del fatto che i due stavano cercando di eliminarsi a vicenda, a dimostrazione che non aver lavorato come una squadra non era stata una brillante idea, e Vader per la rabbia rientrò nel ring facendo piazza pulita ed eliminando tutti, anche se nessuna eliminazione fu considerata valida visto che Vader era fuori dai giochi.

A dare man forte a Shawn Michaels però arrivò il suo miglior amico Diesel, e al contrario del Camp Cornette i due fecero subito squadra eliminando insieme Owen Hart, che comunque aveva fatto vivere ai fan qualche attimo di paura (Owen infatti colpì di nuovo Michaels con un Enziguri, rischiando di dargli un’altra commozione cerebrale). 

Se al Camp Cornette stava andando male, non andò molto meglio alla Million Dollar Corporation (1-2-3 Kid e The Ringmaster durarono abbastanza, ma non riuscirono ad arrivare fino alla fine), ma se il gruppo di Ted DiBiase stava facendo i conti con un’inarrestabile parabola discendente, gli uomini di Cornette potevano prendersela solo con un uomo: Shawn Michaels, che quella sera li aveva eliminati tutti: l’ultimo del gruppo a cadere fu infatti British Bulldog, che insieme a Michaels, Diesel, e Kama formò il quartetto finale, anche se i final four durarono poco, perché l’inglese e Kama furono eliminati dopo poco, mentre Diesel venne spedito oltre la terza corda da Shawn Michaels con la Sweet Chin Music! Shawn Michaels aveva fatto la storia: la Royal Rumble era sua per il secondo anno consecutivo!

Seconda Royal Rumble consecutiva per Shawn Michaels!

L’Heartbreak Kid eguagliò inoltre il suo record dell’anno precedente, con 8 eliminazioni in una sola Royal Rumble (anche qui solo Hulk Hogan nel 1989 aveva fatti meglio di lui, con ben 10 eliminazioni), un doppio record in cui prima di lui solo il grande Hulk Hogan era riuscito, e ora si sarebbe preso il main event di WrestleMania XII! Ora bisognava solo scoprire il suo avversario, e la risposta sarebbe arrivata dal match per il titolo WWF: Bret Hart vs Undertaker, uno dei rari big match a non essersi mai svolti con un titolo in palio.

C’era un grande atmosfera intorno al match, ma a interromperla ci si mise parzialmente Diesel, che lasciò il ring proprio mentre Undertaker stava facendo il suo ingresso: “Big Daddy Cool” si era infatti trattenuto per complimentarsi con Shawn Michaels, ma la vista del Becchino impegnato nel match titolato che a lui spettava lo fece scattare, e tra i due scoppiò una rissa prima del match, anche se Diesel non si limitò a quello. Dopo quasi mezz’ora di intensa battaglia infatti Diesel fermò la possibile vittoria di Undertaker (che aveva colpito Bret Hart con la sua Tombstone Piledriver) facendo scattare la squalifica, facendo confermare l’Hitman come campione WWF. Per il Becchino era il primo match titolato in PPV da 2 anni esatti, e Diesel aveva rovinato tutto, dunque ora a contendersi il titolo WWF a WrestleMania XII sarebbero stati Bret Hart e Shawn Michaels… sempre che Diesel e Undertaker non avessero qualcosa da ridire!

RAW

12 anni di vita in palio

Dopo Royal Rumble la situazione per il titolo WWF era piuttosto ingarbugliata: Bret Hart era ancora campione, ma Diesel si era rimesso in lizza, Undertaker dopo il finale controverso del suo match non si sarebbe facilmente fatto da parte, e poi c’era l’ombra di Shawn Michaels, fresco vincitore della Royal Rumble e contendente n.1 di diritto. Ma a WrestleMania XII mancavano ancora 2 mesi, e con l’imminente In Your House di febbraio neanche era certo chi ci sarebbe arrivato da campione (alla luce degli eventi di Royal Rumble infatti Bret Hart sfidò Diesel in uno Steel Cage match, una stipulazione in cui non aveva mai perso), dunque Shawn Michaels per “tenersi in allenamento” concentrò le sue energie sul solito Camp Cornette, in particolare su Owen Hart, che con un Enziguri aveva quasi messo fine alla sua carriera e che continuava a bullarsene, nonostante l’Heartbreak Kid fosse tornato in piena forma. Michaels non chiedeva altro, e promise a Jim Cornette che avrebbe fatto di tutto pur di affrontare nuovamente il “King of Harts”. E a quel “tutto” Cornette colse subito l’occasione per dettare a Michaels le sue condizioni: gli avrebbe concesso Owen Hart se lui avesse messo in palio… il suo match titolato di WrestleMania XII! Era una richiesta forte, perché avrebbe voluto dire mettere sul piatto tutto ciò per cui aveva lottato e rendere quasi vano il suo miracoloso ritorno, eppure Shawn Michaels accettò!

Dopo tutte le precedenti opportunità perse e aver quasi rischiato la carriera nei mesi precedenti sembrava davvero un azzardo sfidare così la fortuna e mettere in palio il match di WrestleMania XII, decisamente il più importante della sua carriera, ancor di più se questa seconda chance era arrivata grazie a un evento così improbabile come vincere una seconda Royal Rumble. Per tutti non valeva la pena di mettere tutto a repentaglio solo per così poco, perché rischiava di mandare a monte tutto quello a cui aveva lavorato da quando aveva messo per la prima volta piede in una scuola di wrestling, ormai 12 anni prima, ma l’Heartbreak Kid non era uno che viveva di mezze misure, e rassicurò la Kliq (come aveva ribattezzato i suoi fan) che non avrebbe mai messo a repentaglio il possibile match della sua consacrazione se non fosse stato assolutamente sicuro di poter vincere.

Non aveva vinto la Royal Rumble, ma Vader aveva subito dimostrato quanto valesse, anche se la frustrazione di essere stato eliminato da Shawn Michaels era difficilmente contenibile, e il giorno dopo a RAW sfogò tutta la sua rabbia sbarazzandosi senza difficoltà di Savio Vega, verso la quale si accanì anche a match concluso con tutta la sua ferocia, tanto che dovette intervenire l’arbitro. Vader però non aveva intenzione di fermarsi, e stese persino l’ufficiale! A quel punto a fermare il tutto arrivò il Presidente WWF Gorilla Monsoon a fermarlo, che si vide costretto a sospenderlo! A neanche 24 ore dal suo debutto Vader era già stato sospeso, ma a Gorilla Monsoon non gli importava del suo curriculum: sotto il suo mandato nessuno poteva attaccare deliberatamente un arbitro!

C’è tensione tra Vader e Gorilla Monsoon

Invece che placarsi Vader si scaldò ancora di più, ma Monsoon non si fece intimidire, e anzi rispose respingendolo a suon di Chop! Gorilla Monsoon aveva lottato per oltre un ventennio, e in carriera aveva affrontato anche contro il grande Bruno Sammartino, ma a 58 anni non poteva di certo tenere testa a Vader, che se la prese senza alcune pietà con lui per poi chiudere nel peggior modo possibile… con la Vader Bomb! A mandarlo via fu solo l’arrivo di Shawn Michaels e Razor Ramon, ma ormai il danno era stato fatto, e Monsoon venne portato via in barella e privo di sensi, mentre la WWF rischiava di ritrovarsi senza un Presidente con WrestleMania alle porte! Mettendo le mani addosso alla massima autorità Vader l’aveva fatta grossa, commettendo qualcosa di inaudito per chiunque: l’unico precedente simile risaliva al novembre 1988, quando Bad News Brown venne sospeso per aver attaccato Jack Tunney, ma stavolta l’indignazione fu persino maggiore, perché Vader se l’era presa con un autentico monumento. Persino Jim Cornette non fu d’accordo (anche se nemmeno lui aveva il coraggio di contraddire Vader), e prendersela con un uomo rispettato come Gorilla Monsoon avrebbe attirato solo guai per lui e il Camp Cornette.

E nonostante il Presidente sarebbe stato costretto a un periodo di pausa, le prime conseguenze non tardarono ad arrivare, perché per sopperire alla sua convalescenza fu Monsoon in persona a scegliere il suo sostituto: un uomo più giovane e dinamico, che si facesse rispettare, capace di reggere lo scontro fisico con gli atleti più piantagrane, e che non avesse paura di niente e nessuno, e la scelta ricadde su… “Rowdy” Roddy Piper! Faceva un certo effetto vedere Piper come figura autoritaria investita del compito di far rispettare le regole, proprio lui, che le regole le aveva sempre sfidate, ma forse era proprio quello che ci voleva per aggiungere un pò di pepe in vista di WrestleMania XII, oltre che per stroncare nuovi slanci violenti contro gli ufficiali come quella di Vader.

I cugini di campagna

Non avevano vinto i titoli di coppia a Royal Rumble, ma l’aggiunta di Zip aveva dato nuovi stimoli e ambizioni ai Bodydonnas. Zip non fu l’ultima aggiunta “di famiglia” in casa WWF, perché anche Henry O. Godwinn portò in WWF suo cugino, il cui nome era Phineas. Proprio come lui Phineas fisicamente era enorme, e i due vennero accompagnati da una vecchia conoscenza dei fan, il mitico Hillbilly Jim, che già nel 1985 aveva portato lo stile di vita da hillbilly sugli schermi della WWF. Henry e Phineas lottarono per la prima volta insieme a RAW proprio contro i Bodydonnas, dove Sunny tentò persino di ammiccare ai cugini per distrarli, ma i Godwinn con la loro dura scorza non si fecero distrarre, e riuscirono a vincere il loro primo match insieme.

Henry con suo cugino Phineas

Tra i debutti post-Royal Rumble ci fu anche quello di Justin Bradshaw, un duro cowboy che poteva disporre di Uncle Zedekiah come manager, e che fece la sua prima apparizione a WWF Superstars contro Bob Holly marchiandola con una vittoria.

… e Justin Bradshaw

Hunter Hearst Helmsley nella Royal Rumble si era reso protagonista di una grandissima prestazione: resistendo 48 minuti prima di essere butatto fuori da Diesel fece suo il record di permanenza della serata, un record che si sarebbe potuto anche tradurre in vittoria se solo non fosse dovuto entrare col n.1 a causa di Duke “The Dumpster” Droese. Per vendicarsi Helmsley a WWF Superstars gli tagliò persino i capelli per umiliarlo, e confermò il suo buon momento a RAW riuscendo addirittura a trionfare su Razor Ramon per count out, grazie anche al decisivo aiuto del solito 1-2-3 Kid, che non si accontentò di essere costato a Ramon il titolo Intercontinentale a Royal Rumble, ma lo umiliò nel corso del match accecandolo con un biberon per neonati gigante! Per 1-2-3 Kid era un modo per sottolineare i piagnistei del “Bad Guy” dopo aver perso la cintura, paragonabili a quelli di un neonato, ma facendo così aveva solo motivato ancor di più Ramon a fargliela pagare.

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