Maggio 1996: si conclude dopo 6 anni Willy Il Principe di Bel Air, la Juventus batte l’Ajax e vince la Champions League, Sandro Ciotti fa la sua ultima telecronaca, escono al cinema Mission: Impossible, Dragonheart, Twister, Spia e Lascia Spiare, Dead Man, e Barb Wire, mentre in radio risuona Champagne Supernova degli Oasis:

Nel frattempo, i campioni in WWF sono:

Campione WWF: Shawn Michaels

Campione Intercontinentale: Goldust

Campioni di coppia: i Bodydonnas (Skip & Zip)

Un sexgate in WWF?

Shawn Michaels era nell’occhio del ciclone: le accuse di molestie sessuali di Diana Smith potevano davvero cambiare la sua vita e la sua carriera, e ovviamente nessuno prese più sul personale tutta questa faccenda di suo marito British Bulldog, che durante il tour della WWF in Kuwait attaccò Shawn Michaels mentre stava parlando in spiaggia con dei fan, per poi buttarlo e malmenarlo in acqua: una piccola anteprima di quanto sarebbe accaduto a breve, perché alla luce dei recenti avvenimenti British Bulldog fu nominato sfidante di Shawn Michaels per il titolo WWF al prossimo In Your House.

Ma a quelle di Diana Smith si aggiunsero anche altre testimonianze di donne che aveva vissuto esperienze simili, che avevano visto la loro vita e il loro matrimonio rovinate dalle intemperanze sessuali di Shawn Michaels, in particolare l’ex moglie di un ex wrestler, che preferì rimanere anonima e che accusò l’Heartbreak Kid di averla sedotta e abbandonata, mettendo sottosopra la sua vita.

Un’altra denuncia per Shawn Michaels

Anche Jerry “The King” Lawler dal tavolo del commento invitò tutte le donne a non farsi ammaliare da Michaels se non volevano pentirsene, tirando fuori anche il servizio fotografico di Playgirl per cui il campione WWF aveva posato come prova di quanto Michaels amasse sedurre le donne per puro autocompiacimento, e mettendo in guardia persino le accompagnatrici di Hunter Hearst Helmsley durante un match tra quest’ultimo e lo stesso Shawn Michaels. Ma l’unica cosa che l’Heartbreak Kid amava più di flirtare era provocare, e per innervosire i suoi accusatori diede più di un’occhiata maliziosa all’accompagnatrice di Helmsley. Durante il match però ci fu una sorpresa inaspettata, perché spuntò fuori a sorpresa Mr. Perfect, che fissò in modo sospetto tutto il match dalla rampa d’ingresso. Mr. Perfect ormai faceva occasionalmente il commentatore e nient’altro, e non si faceva più coinvolgere nelle faccende degli altri wrestler da parecchio tempo, dunque cosa avesse a che fare con tutta questa storia era un mistero…

La faccenda tra Shawn Michaels e British Bulldog comunque non si sarebbe limitata a un semplice match risolutore, perché el RAW precedente ad In Your House -che si sarebbe chiamato “Beware of Dog”- Jim Cornette (giunto nel ring insieme a Diana Smith per supportare British Bulldog nel suo match contro Jake “The Snake” Roberts), annunciò che tramite il suo avvocato Clarence Mason era riuscito ad ottenere un’ordinanza restrittiva che proibiva a Michaels di stare a meno di 100 metri da Diana, rendendo di fatto la presenza di Michaels nell’arena semi-impossibile, senza contare che Michaels quella sera era previsto a bordo ring come commentatore speciale. A risolvere la questione ci pensò il Presidente WWF Gorilla Monsoon che, pur riconoscendo la validità legale del documento, risolse la questione cacciando direttamente Diana Smith dal ring!

Fu una scelta aziendale importante: la WWF e il suo Presidente erano ufficialmente dalla parte di Michaels, prendendo posizione e supportando di fatto il proprio campione e volto della compagnia da ogni tipo di diffamazione. Diana disobbedì comunque agli ordini di Monsoon tornando a bordo ring per tirare in faccia a Michaels un bicchiere d’acqua, e anche per “innescare” il marito, furioso nel vederlo nuovamente vicino alla moglie, in una lotta con l’Heartbreak Kid a bordo ring.

Cosa vuole Mankind da Undertaker?

Dopo essere stato assente per quasi un mese in seguito al brutale e immotivato attacco di Mankind, Undertaker finalmente fece il suo ritorno a RAW in un match contro Owen Hart. Come commentatore speciale del match era presente il campione Intercontinentale Goldust, che scoprì proprio in quel momento da Vince McMahon che il loro match di In Your House per il titolo Intercontinentale (deciso nonostante nessuna faida tra i due dietro) sarebbe stato la specialità del “Deadman”… un Casket match! Non fu una sorpresa invece per Paul Bearer, che portò a bordo ring una bara dorata fatta appositamente per Goldust per intimorirlo, col campione Intercontinentale che fuggì terrorizzato nel backstage insieme a Marlena.

Paul Bearer porta la bara dedicata a Goldust

Goldust fu sicuramente più coraggioso la settimana successiva, dove affrontò verbalmente Undertaker al microfono mostrando più sicurezza del solito. Ma come al suo solito Goldust affondò le sue mani in modo un pò troppo “intimo” sul Becchino, che per tutta risposta lo mise a terra, ma ad evitare il peggio a Goldust attaccando Undertaker fu ancora una volta… Mankind! Evidentemente l’attacco del mese precedente non era stato un episodio isolato, Mankind aveva davvero istinti suicidi così pronunciati da prendersela con Undertaker senza alcun motivo! Mankind immobilizzò ancora una volta il “Deadman” con la Mandible Claw, lasciandolo anche stavolta senza scampo e andandosene quando ormai il Becchino era a terra privo di sensi. Di nuovo. Questo lasciò campo libero a Goldust, che non perse occasione di strusciarsi sul corpo di Undertaker, che però si rialzò di botto alla sua maniera per far pentire il campione Intercontinentale di provocare una creatura demoniaca come lui in modo così dissacrante.

Mankind attaccò Undertaker anche una terza volta, e quando meno se lo aspettava. Il Becchino infatti per indimidire ancora di più Goldust si stava facendo intervistare all’interno della bara riservata al campione Intercontinentale. Mankind legò infatti la bara con delle corde in modo da non far più uscire Undertaker, per poi ribaltarla e colpirla più volte con una trave d’acciaio! Nessuno, da Yokozuna a Diesel, aveva mai attaccato Undertaker in modo così diretto e non curante della propria incolumità, e completamente immotivato come Mankind, che provocando il “Deadman” in quel modo si stava spingendo sempre più in territori oscuri, e le cose terrificanti che sarebbero potute accadere a chi osava mancare di rispetto ad Undertaker in quel modo forse era persino meglio non saperle. Ma la cosa assurda era che a Mankind non sembrava importare minimamente!

“What Sunny wants, Sunny (doesn’t) get”

Savio Vega continuava a tormentare “Stone Cold” Steve Austin, prendendolo a frustate ad ogni occasione disponibile con la corda che sarebbe stata protagonista nel loro Strap match di In Your House (dove, in caso di sconfitta, Vega sarebbe diventato l’autista personale di Ted DiBiase), incluso un match a RAW tra Austin e Marc Mero. “Stone Cold” si vendicò però la sera stessa, attaccando Vega dopo la vittoria del portoricano contro l’ultimo membro della Million Dollar Corporation rimasto oltre Austin, ossia 1-2-3 Kid. Vega provò a tenergli testa, ma il trio formato da Austin, DiBiase, e 1-2-3 Kid si rivelò troppo pure per lui, costringendolo a indossare un cappello da autista dopo averlo legato con la corda dello Strap match e pestato.

Nel frattempo, con la miglior manager della WWF dalla loro e una divisione di coppia decisamente poco competitiva, i titoli di coppia dei Bodydonnas sembravano in cassaforte. I loro prossimi avversari comunque sarebbero stati decretati a RAW in un match tra i Godwinns e i New Rockers. Ma Sunny aveva (come sempre) un piano, e assistette per tutto il match a bordo ring lanciando occhiatine dolci a Phineas I. Godwinn, esibendo una scollatura decisamente… distraente.

“Not a bad pair, uh?”

Il match finì per doppio count out, e Sunny ottenne il suo scopo: non avere nessun contendente alle cinture. I due team si affrontano di nuovo a WWF Superstars, dove a trionfare furono i New Rockers, che però fallirono l’assalto decisivo ai titoli. Fu dunque data una nuova opportunità ai Godwinns durante un house show al Madison Square Garden, con Sunny che si giocò nuovamente la carta della seduzione: trovando in Phineas I. Godwinn il più facile da raggirare, gli fece credere di avere una cotta per lui, addirittura andandolo a trovare nel suo camerino poco prima del match. Ma per una volta Sunny non ottenne quello che voleva, visto che Phineas non solo non si fece abbindolare, ma gli rubò persino un bacio, ed eseguì lo schienamento vincente per conquistare i titoli di coppia!

Doppia vittoria per Phineas!

26/5/1996 – In Your House: Beware of Dog

In Your House: Beware of Dog si svolse al Florence Civic Center di Florence, Carolina del Sud, che però ebbe una serie di problemi tecnici dovuti ad una violenta tempesta di fulmini avvenuta durante il secondo match della card, quello tra Steve Austin e Savio Vega, che lasciò l’arena al buio più totale per quasi tutto l’evento, rendendo gli altri match appena visibili per il pubblico dell’arena tramite dei generatori di energia. I match svolti al buio furono ri-combattuti 2 giorni dopo durante le registrazioni di WWF Superstars, col PPV che fu di fatto ripetuto e chiamato “Beware of Dog 2”, annullando i verdetti dei match oscurati e accorpandoli alle registrazioni degli unici match che la luce aveva permesso di vedere, ossia i pre-show (come il match per i titoli di coppia), il primo match della card tra Marc Mero e Hunter Hearst Helmsley, e il main event per il titolo WWF, avvenuto col problema blackout risolto. Di conseguenza, il giorno dopo si arrivò alla paradossale situazione in cui quello che sarebbe dovuto essere il RAW post-In Your House divenne invece l’ultimo RAW pre-PPV.

L’incredibile blackout di In Your House

Chi tirò un sospiro di sollievo per le conseguenze del blackout fu sicuramente Steve Austin, che nel buio dell’arena perse lo Strap match con Savio Vega, e che ora avrebbe potuto redimersi disputando nuovamente il match. Ted DiBiase approfittò del “nuovo” ultimo RAW pre-In Your House per alzare ancora di più la posta: talmente convinto che Austin avrebbe vinto, e che la sconfitta rimediata il giorno prima fosse solo conseguenza del buio, DiBiase dichiarò che in caso di sconfitta del suo assistito, avrebbe lasciato la WWF! Austin stesso rimase spiazzato da questa aggiunta, sentendosi da una parte lusingato per una fiducia sempre più smisurata da parte di DiBiase per lui, ma dall’altra anche il peso e la pressione dell’essere decisivo per la permanenza dell’uomo che gli aveva procurato l’ingaggio in WWF. Steve Austin aveva dunque un’enorme responsabilità, e non poteva fallire per la seconda volta di fila.

Ma alla ripetizione del match a Beware of Dog 2 fu sempre Savio Vega a dimostrarsi superiore, ricordando a tutti perchè fosse così sicuro di aver scelto proprio quella stipulazione per affrontare Austin. I due usarono la fune più volte come arma, regalando al pubblico un match inaspettatamente molto divertente, se non il migliore di tutto l’evento. Ma per quanto Austin fosse un osso duro, Vega usò il cervello sfruttando il tocco degli angoli di Austin a suo favore, toccandoli a sua volta lontano dagli occhi di “Stone Cold”, per poi fiondarsi sul quarto angolo. Austin tentò di impedirlo tirando la corda più che poteva e, una volta annullate le due forze trainanti, Vega lasciò andare la presa facendosi lanciare da Austin stesso sull’ultimo angolo vincente!

Savio Vega aveva vinto, e ora Ted DiBiase sarebbe stato costretto ad andarsene dalla WWF! Con l’addio di DiBiase, Savio Vega cacciando aveva umiliato e costretto all’addio il “Million Dollar Man” come neanche le sue grandi nemesi Hulk Hogan e Randy Savage erano riusciti a fare anni addietro, e aveva ufficialmente smembrato della sua anima la Million Dollar Corporation, un gruppo che aveva messo in difficoltà persino Lex Luger, Undertaker, Razor Ramon, e Diesel, ma che dopo una lunga fase decadente si apprestava a chiudere i battenti. Lo stesso “Stone Cold” Steve Austin ora si ritrovava solo e senza una guida: l’uomo che gli aveva fatto da sponsor procurandogli l’ingaggio non c’era più, e ora la sua permanenza in WWF dipendeva solo e soltanto dalle sue forze, e cosa avrebbe fatto per ritagliarsi il suo spazio era tutto da vedere.

Si concludeva così l’avventura di Ted DiBiase in WWF, un’avventura durata 9 lunghi anni (ad eccezione di una breve pausa nel 1993) che lo avevano visto diventare uno degli uomini più odiati della federazione, portando molti a definirlo senza esagerazioni il più grande heel mai visto in WWF all’epoca; anni che lo avevano visto stare al vertice alla pari di giganti e leggende, dando a tutti l’idea di cosa fosse davvero la personificazione del male, oltre che regalare momenti tanto controversi quanto memorabili, come l’aver interrotto indirettamente il primo regno di Hulk Hogan dopo 4 anni di durata e il suo conseguente storico “acquisto” del titolo mondiale WWF da André the Giant nel 1988. Se ne andava l’ultimo rappresentante della generazione d’oro della compagnia, una WWF che ormai non c’era più da un pezzo, ma che avrebbe ritrovato i suoi vecchi rivali di sempre da lì a poco in WCW,” Where the big boys play” (come recitava lo slogan della federazione di Atlanta).

La faccia di Ted DiBase dice tutto

Prima che il blackout facesse saltare la luce si era comunque disputato il match per i titoli di coppia tra i neo campioni, i Godwinns, e gli Smoking Gunns, tornati in pista dopo il rientro di Billy Gunn dal suo infortunio, che aveva costretto i due a rendere vacanti i titoli. Ma la vera sorpresa arrivò all’ingresso dei campioni, visto che coi Godwinns entrò… Sunny! O Sunny era davvero innamorata di Phineas I. Godwinn come paventato nelle settimane precedenti, o (più realisticamente) Sunny andava solo dove vedeva una cintura d’oro alla vita.

Il regno dei Godwinns ebbe vita breve, visto che a trionfare furono gli Smoking Gunns, che ripresero il loro cammino proprio dove si era interrotto. Fu una serata trionfale per i Gunn, sopratutto per Billy, che rubò anche un bacio a Sunny (che non sembrava neanche troppo dispiaciuta)! Il giorno dopo a RAW la situazione si ribaltò un’altra volta, perché coi nuovi campioni entrò… sempre Sunny! Non era un déjà vu della sera prima: Sunny cambiava davvero schieramento a seconda di chi deteneva le cinture (ben 3 volte in una settimana)!

Sunny va dove vede oro

Seguì poi il match tra Marc Mero e Hunter Hearst Helmsley, tra i pochi match a beneficiare della luce durante la prima serata del PPV, un match che entrambi aspettavano da tempo, e che vide trionfare Marc Mero. Fu poi il momento dell’incontro tra Vader e Yokozuna, che rimediò una belle batosta venendo battuto dal suo mastodontico avversario sia nella prima che nella seconda serata di Beware of Dog. Vader era semplicemente inarrestabile anche di fronte ai 270 kg di Yokozuna, ma per fortuna c’era ancora una speranza per fermarlo, perché pur non avendo la stazza di Yokozuna, fu Ahmed Johnson a dimostrarsi il più pericoloso del team anti-Cornette, mettendo Vader in difficoltà a RAW durante un match di qualificazione per il King of the Ring come neanche Jake Roberts e Yokozuna avevano fatto, match in cui Vader (pur mancando il bersaglio) tornò a mostrare la sua impressionante Moonsault. Vader si aggiudicò la vittoria grazie all’intervento di Owen Hart, che colpì Johnson alla testa con il gesso che portava al braccio. In realtà Hart stava benissimo, ma rispolverando la vecchia tattica di “Cowboy” Bob Orton degli anni ’80, aveva simulato un infortunio al braccio per avere l’autorizzazione medica a indossare il gesso, e poterlo usare a suo piacimento come arma.

Owen Hart col suo presunto infortunio

Ahmed Johnson fu portato nel backstage privo di sensi per cure mediche, con il campione Intercontinentale Goldust che ne approfittò per eseguire una “respirazione bocca a bocca” per risvegliare Johnson che, appena sveglio seppur ancora stordito, rendendosi conto di avere la vernice dorata di Goldust sulla bocca andò su tutte le furie cercando Goldust per tutta l’arena con una tale rabbia da prendersela persino col cameraman.

Il Casket match per il titolo Intercontinentale tra Undertaker e Goldust sembrava un vero e proprio suicidio per il campione: l’unico capace di battere Undertaker nel suo match era stato Yokozuna a Royal Rumble 1994, e aveva comunque necessitato dell’aiuto di ben 10 uomini. E Goldust, Marlena a parte, di certo aveva più nemici che amici nella federazione. Fu il match tra le due superstar che più di tutte facevano leva sui cosiddetti mind games, seppur in modo completamente diverso, e Undertaker diede sempre l’idea di avere in pungo la situazione, ma proprio mentre aprì la bara per metterci Goldust una volta per tutte, all’interno della bara apparí dal nulla… Mankind! Che ancora una volta intrappolò Undertaker nella Mandible Claw, per poi mettere il suo corpo privo di sensi nella bara e regalando la vittoria e la conferma del titolo a Goldust.

Mankind tormenta ancora Undertaker!

Come avesse fatto Mankind a farsi trovare nella bara, quando a tutte le aperture precedenti era risultata vuota, era un autentico mistero, ma ormai gli attacchi di Mankind non si potevano neanche più chiamare una sorpresa, e Undertaker aveva atteso anche troppo per farla pagare al misterioso psicopatico, lasciando presagire da quel momento in poi il vero scatenarsi della sua rabbia, che avrebbe fatto capire a Mankind in che gioco pericoloso si era cacciato.

Al momento del main event per il titolo WWF il problema blackout era stato risolto, dunque il match non sarebbe stato tra quelli ripetuti: British Bulldog aveva una sola occasione. L’incontro fu decisamente diverso da come ci si poteva aspettare, poco spettacolare e più volto alla tattica dei due, che in quella serata si annullarono a vicenda. Ma ciò che fece maggiormente discutere, mettendo persino in secondo piano le accusa di molestie sessuali dirette al campione, fu il finale: Michaels eseguì un German Suplex con ponte per schienare Bulldog, con l’arbitro che contò il 3 finale, ma proprio quando tutta l’arena esultò convinta di aver assistito alla seconda conferma in PPV da campione di Michaels, la musica di British Bulldog incalzò trionfante nell’arena, con Howard Finkel che annunciò la vittoria del titolo WWF di British Bulldog!

British Bulldog è il nuovo campione WWF?

Ci furono momenti di confusione… com’era possibile che Bulldog avesse vinto se era Michaels ad averlo schienato? E ancor più confusione ci fu quando dal backstage arrivò un altro arbitro, che riconobbe invece Michaels come vincitore! A creare dubbi fu proprio la German Suplex di Michaels, che nell’eseguirla non alzò abbastanza le spalle al momento del pin, rendendo quindi Bulldog l’uomo a eseguire lo schienamento, e non viceversa. Ma le spalle di Bulldog stesso erano a terra, creando una paradossale situazione in cui i due si erano schienati a vicenda, dunque chiunque poteva essere il vincitore.

Chi ha schienato chi?

Nonostante Diana e Owen Hart rivendicassero la vittoria sventolando la cintura mondiale ovunque, il Presidente WWF Gorilla Monsoon arrivò per decretare ufficialmente il pareggio e di conseguenza la conferma di Michaels a campione, dato che con un pareggio la cintura non poteva passare di mano. Michaels tirò un sospiro di sollievo ma non sembrò particolarmente soddisfatto, sapendo di essere stato ad un passo dal perdere il titolo mondiale per un’ingenuità, conscio anche che una non-vittoria del genere non rendeva la pratica Bulldog davvero chiusa. La stessa Diana Smith si allontanò dal ring con la cintura WWF, sollevandola in aria per reclamare la legittima vittoria del marito, prima che arrivasse Gorilla Monsoon a riconsegnarla a Michaels.

Diana Smith solleva la cintura che per lei appartiene al marito

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