Dicembre 1995: George Weah vince il Pallone d’Oro, Newt Gingrich viene eletto “Uomo dell’Anno”, il mondo del calcio cambia per sempre con la sentenza Bosman, al cinema escono Heat: La Sfida, Jumanji, Balto, L’esercito Delle 12 Scimmie, Sabrina, Cosa Fare a Denver Quando Sei Morto, Four Rooms, Dracula Morto e Contento, Dead Man Walking, Riccardo III, e Gli Intrighi del Potere, mentre in radio risuona Roll With It degli Oasis:
Nel frattempo i campioni in ECW sono:
– Campione ECW: Mikey Whipwreck
– Campione Televisivo: 2 Cold Scorpio
– Campioni di coppia: Sandman & 2 Cold Scorpio
C’è sempre un pesce più estremo
Da un paio di mesi le faccende che riguardavano il titolo ECW erano dominate da tre uomini: Mikey Whipwreck, Sandman, e la scheggia impazzita Steve Austin, dunque per December to Dismember, fu deciso un Three Way Dance tra loro, un appuntamento che Austin dopo la sorprendente sconfitta di November to Remember non poteva assolutamente sbagliare. Dopo aver abituato i fan alla sua lunga (ma cadente) chioma bionda, Austin si presentò con la testa rasata, come fosse un uomo nuovo, più concentrato e agguerrito di prima. Ma era Sandman l’uomo che voleva, considerando Mikey Whipwreck poco più che una seccatura, nonostante avesse perso proprio contro di lui il mese prima, e passò la maggior parte del tempo ad accanirsi verso Sandman, anche se Whipwreck ribadì a tutti a più riprese perché era lui il campione, tenendo testa ottimamente. Nonostante si fosse battuto (come al solito) con tutto il cuor e l’impegno, stavolta fu proprio Whipwreck il primo a essere eliminato, e a schienarlo fu proprio Austin con la sua Stun Gun… il titolo ECW sarebbe stata tutta una questione tra Sandman e Steve Austin! Con la sua maggior esperienza Austin si sentiva il padrone assoluto del match, tanto che bevve una birra come era solito fare Sandman per sputargliela addosso!

L’arroganza di Steve Austin però, che il mese prima gli era costato il match contro Whipwreck, gli si ritorse di nuovo contro, perchè Sandman tentò di schienarlo, con l’arbitro contò il 3 finale… nonostante Austin avesse il piede sulla corda! Si trattava di una svista arbitrale abbastanza grave, ma non importava quanto Austin se la prendesse con l’arbitro: in ECW il caos era all’ordine del giorno, e se voleva affermarsi a Philadelphia avrebbe fatto bene a tenerlo sempre a mente e farsene una ragione! Adesso Sandman era sia campione ECW che di coppia, e insieme a 2 Cold Scorpio deteneva tutte le cinture della federazione!

Dopo le due sconfitte rimediate in poco più di un mese, Steve Austin sembrava aver subito un ridimensionamento rispetto al suo arrivo, dove sembrava destinato a spaccare il mondo. Aveva di certo delle attenuanti (a November to Remember era appena tornato da un infortunio, e a December to Dismember l’arbitro non aveva visto il piede sulla corda), ma rimanevano due sconfitte cocenti, soprattutto dopo tutte le aspettative che aveva costruito su sé stesso nelle settimane precedenti. Dopo il Three Way Dance Austin parò con una certa amarezza, affermando però che questo non bastava fargli implorare un nuovo contratto in WCW, e anche se continuava a essere sicuro di sé e dei suoi mezzi -come della consapevolezza di essere migliore di tutto il roster dell’ECW- non poteva non ammettere che in ECW c’era chi sapesse abbracciare quello spirito anarchico meglio di lui, e dopo alcune riflessioni per le ultime sconfitte annunciò di prendersi una piccola pausa, perché era innanzitutto deluso da sé stesso, promettendo però anche che al suo ritorno avrebbe di certo conquistato il titolo ECW!

Di tutt’altro umore era Sandman, anche se con qualche acciacco essere bi-campione gli era costato un braccio rotto, ma questo non sarebbe bastato a tenerlo fuori dai giochi (e spense addirittura una sigaretta addosso al braccio fasciato per provarlo!), e anzi avrebbe presto difeso il titolo ECW a gennaio, ad House Party, contro Konnan, con cui aveva avuto qualche contrasto a ottobre a South Philly Jam in una rissa prima del suo match contro Mikey Whipwreck. Ma House Party non sarebbe stato il primo supershow di gennaio, bensì il secondo, perché prima sarebbe stato preceduto da Holiday Hell, dove la cintura sarebbe stata in palio addirittura contro Raven, che stava espandendo il suo gruppo sempre di più.

Il nido del Corvo
Con l’Ultimate Jeopardy match di December to Dismember, il gruppo di adepti di Raven (rinominato da Joey Styles il “Raven’s Nest”) vide aggiungersi Jimmy Del Ray & Tom Prichard, meglio noti come gli Heavenly Bodies, approdati a Philadelphia dopo la chiusura della Smoky Mountain Wrestling. La prima occasione per i due di dimostrare il proprio valore fu contro i Public Enemy, e anche se ne uscirono sconfitti furono autori di una buona prestazione.

Il match ebbe un sapore speciale anche perché purtroppo arrivò l’ufficialità di quello che già si vociferava da un pò: i Public Enemy sarebbero approdati in WCW all’inizio del nuovo anno, dunque rimaneva poco tempo per godersi quella che era stata senza dubbio la coppia più amata, divertente, ed estrema della storia dell’ECW. Ma Rocco Rock & Johnny Grunge non avevano intenzione di andarsene senza salutare, e avrebbero detto addio (o un arrivederci?) all’ECW Arena al secondo supershow di gennaio, chiamato House Party.
Raven però non poteva perdere tempo a dirsi deluso del debutto degli Heavenly Bodies, perché ciò che contava davvero a December to Dismember era l’Ultimate Jeopardy Steel Cage match che avrebbe lottato insieme a Stevie Richards, gli Eliminators e gli stessi Heavenly Bodies, contro Tommy Dreamer, i Public Enemy, e i Pitbulls, dove svariate cose sarebbero state in palio: se il team di Raven avesse perso Beulah McGillicutty sarebbe stata esclusiva dell’altro gruppo per una settimana, gli Eliminators avrebbero lasciato l’ECW e il loro manager Jason sarebbe stato rasato a zero, Stevie Richards sarebbe stato chiuso dentro la gabbia per 5 minuti da solo contro tutto il team avversario, mentre in caso contrario Tommy Dreamer sarebbe stato rasato a zero, i Public Enemy si sarebbero dovuti affrontare l’un l’altro, e i Pitbulls si sarebbero dovuti dividere, lasciando poi Francine agli avversari. Jimmy Del Ray & Tom Prichard però non si dimostrarono di nuovo all’altezza delle aspettative di Raven, perché a vincere fu il team di Tommy Dreamer, che forse non aveva mai schienato singolarmente Raven, ma se si trattava di giocare in squadra riusciva sempre a mantenere la guerra alla pari.
Gli Heavenly Bodies non furono gli unici nuovi arrivi a Philadelphia, perché a December to Dismember fecero il loro debutto anche i Bad Crew, una nuova coppia formata da Dog & Rose e sostenuta da Damien Kane (uno dei manager più importanti che ci fossero nella scena indipendente) e la sua valletta Lady Alexandra, che battezzarono il loro primo match contro Buh Buh Ray Dudley & Dance With Dudley, perdendo però la contesa.

Anche se nessuno -Public Enemy a parte- poteva vantare la popolarità della famiglia Dudley (soprattutto per la presenza di Buh Buh Ray Dudley, che sembrava sconfiggere la sua balbuzia solo se picchiato o minacciato dagli inquietanti grugniti di Big Dick Dudley) con i Public Enemy, gli Eliminators, i Pitbulls, i Gangstas, i Bad Crew, e la nuova coppia formata da Sandman & 2 Cold Scorpio la divisione di coppia in ECW era più viva che mai, e a December to Dismember ci fu anche spazio per un rematch di November to Remember tra i Pitbulls e gli Eliminators, dove Jason tentò di baciare nuovamente Francine, ma stavolta in modo molto più violento, quasi molestandola. Ma proprio come a November to Remember, a fermare gli Eliminators arrivò 911, che salvò Francine a suon di Chokeslam.
Chi di collo ferisce…
Anche se soddisfatto della vittoria di December to Dismember, il cuore di Tommy Dreamer venne spezzato da un annuncio che era nell’aria, ma che nessuno voleva sentir diventare ufficiale: Terry Funk aveva deciso di ritirarsi. Non era la prima volta che Funk annunciava il ritiro (la prima volta risaliva addirittura al 1983!), ma stavolta sembrava fare sul serio: gli hardcore match a cui aveva partecipato nell’ultimo biennio si erano fatti sempre più violenti e sempre più difficili da sostenere, e a 51 anni il suo corpo meritava una pausa. Dreamer trattenne a stento le lacrime, mostrandosi però estremamente grato per tutto ciò che Funk gli aveva insegnato, e ancor di più per tutto ciò che aveva dato all’ECW, che senza di lui non avrebbe avuto i riconoscimenti dei fan e opinionisti più conservatori, e la cui confortante presenza aveva sempre dato una certa legittimità alla federazione di Philadelphia.

Ottenuto il permesso di tornare a lottare, Taz ricominciò da dove aveva lasciato: distruggendo tutto ciò che gli capitava davanti mostrando al mondo la sua enciclopedica conoscenza del judo e altre arti marziali. Ora accompagnato da Bill Alfonso, Taz a December to Dismember si sbarazzò senza difficoltà di El Puerto Riqueño grazie alla katahajime, la mossa di judo con cui a ottobre aveva fatto cedere Jason in pochi secondi, che lui rinominò la Tazmission.

Nelle parole di Taz sembrava esserci sempre un certo risentimento verso Sabu, il suo ex compagno nella Dangerous Alliance, accusando l’ECW di avergli concesso dei “privilegi” che a lui non erano stati concessi. Quando a Sabu era stato rotto il collo da Chris Benoit l’anno prima infatti, gli era stato consentito di tornare a lottare in brevissimo tempo, anche se non al meglio delle condizioni (addirittura Sabu aveva lottato col collare ortopedico per qualche tempo), al contrario di lui che era stato costretto a starsene a casa, riducendosi così al verde, prima che Bill Alfonso lo aiutasse economicamente, e visto il rapporto speciale che sembrava esserci tra Sabu e Paul E. Dangerously (che era stato il principale bersaglio di Taz nel suo promo di November to Remember), non era difficile immaginare che proprio Sabu diventasse il suo prossimo obiettivo…



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