Aprile 1996: dopo una caccia durata 18 anni viene arrestato Unabomber, i Chicago Bulls di Michael Jordan fanno il record di 72 vittorie in una singola stagione di NBA, nelle sale giochi approda Metal Slug, esordiscono in TV l’anime di Rossana e Il Laboratorio di Dexter, al cinema escono La Prova, Scomodi Omicidi, e Un Uomo In Prestito, mentre in radio risuona Charmless Man dei Blur:
Nel frattempo i campioni in WWF sono:
– Campione WWF: Shawn Michaels
– Campione Intercontinentale: Goldust
– Campioni di coppia: i Bodydonnas (Skip & Zip)
Una frattura insanabile
I Bodydonnas nuovi campioni di coppia, un Vader sempre più inarrestabile, Ultimate Warrior tornato in pianta stabile, Goldust che finalmente trova pane per i suoi denti, Gorilla Monsoon di nuovo Presidente WWF, e soprattutto Shawn Michaels finalmente campione WWF… questo e altro lasciò WrestleMania XII in eredità, con un nuovo ordine e nuove dinamiche pronte a insediarsi in WWF.

Ma il più grande stravolgimento lasciato fu indubbiamente un lungo periodo sabbatico che si prese Bret Hart, che in seguito alla perdita della cintura si sentí derubato dalla federazione e si prese una pausa di riflessione dal wrestling. Lui, che 4 anni prima aveva avuto il duro compito di caricarsi sulla spalle una federazione orfana di Hulk Hogan, e che ce l’aveva messa tutta per dimostrarsi degno del compito, si era visto scavalcare per volontà stessa delle federazione dal “giocattolino nuovo” Shawn Michaels, di gran lunga la superstar più amata della WWF. Il fatto che il Presidente WWF Gorilla Monsoon pur di dare un’opportunità in più a Michaels avesse concesso dei supplementari non previsti da regolamento nell’Iron Man match, nonostante Bret avesse meritatamente mantenuto il titolo con il pareggio per 0-0, per lui era inaccettabile, e la prova schiacciante che la federazione volesse sbarazzarsi di lui per “sostituirlo” con l’Heartbreak Kid come parte di un piano aziendale.
Bret Hart vedeva in Shawn Michaels un bluff costruito a tavolino dalla federazione: era più estroverso, belloccio, e commercializzabile di quanto non fosse lui, dunque era destinato a stare sempre un passo avanti agli occhi della federazione rispetto a quelli come lui, più votate alla ferrea disciplina del wrestling che alle copertine delle riviste e i salotti televisivi tanto amati dalla WWF. Non riconoscendo più i suoi valori nella WWF, Bret prese dunque la decisione di tornare in Canada per un periodo indeterminato, e passare più tempo con la sua famiglia mentre elaborava il “furto” subito a WrestleMania XII.

E non si poteva dare del tutto torto all’Hitman: non solo Shawn Michaels godette di una sovraesposizione mediatica che non si vedeva dai tempi di Hulk Hogan, ma fu addirittura presentato come “il leader della New Generation” da Vince McMahon nell’intervista che Michaels tenne a RAW per celebrare la sua vittoria, in barba a chi aveva sempre visto Hart come il vero volto indiscusso della New Generation per i passati 4 anni.
Bret Hart non avrebbe dunque reclamato un rematch, o almeno non subito, e poi a Shawn Michaels gli avversari non mancavano di certo: proprio 2 settimane prima di WrestleMania XII, in un house show a New York, l’Heartbreak Kid era infatti stato attaccato dal suo (ormai ex) amico e partner Diesel durante un Tag Team match contro Bret Hart e Undertaker. Il voltafaccia di Diesel non aveva avuto risvolti solo per gli impegni dei due in vista di WrestleMania XII, ma ora era il momento della resa dei conti, dato che per l’imminente In Your House (che per l’occasione si sarebbe chiamato proprio “Good Friends, Better Enemies”) il titolo WWF sarebbe stato in palio in un match senza regole… un No Holds Barred match!

Mankind si mostra in tutta la sua pazzia
Ma a battezzare il primo RAW post-WrestleMania XII fu Mankind, finalmente pronto a mostrarsi nel ring dopo quasi 2 mesi di inquietanti vignette nel suo match di debutto contro Bob Holly. Mankind dal vivo appariva persino più inquietante che nella vignette viste fino a quel momento: era chiaro fin da subito che si trattasse di un freak fortemente disturbato con non pochi problemi di salute mentale: oltre che a combattere come un indemoniato, Mankind si strappava ciocche di capelli per gettarli all’aria, e emetteva dei suoni decisamente inusuali, come di un maiale in agonia, mentre metteva le sue due dita fasciate (il medio e l’anulare) nella bocca di Bob Holly cercando di soffocarlo piuttosto che semplicemente batterlo!

L’arbitro dichiarò Mankind vincitore, con Holly che a stento riprese a respirare dopo la pressione delle dita nella sua mandibola, probabilmente una presa molto più dolorosa di quanto sembrasse, mentre un inquietante musica, simile a quella di un carillon, scandiva la sua vittoria. Ma la serata di Mankind era ben lontana dal concludersi, dato che intervenne nel main event dove stavano lottando Justin Bradshaw e Undertaker (con il secondo ad un passo dalla vittoria) attaccando il Becchino senza alcun motivo! Mankind non gli lasciò neanche un secondo di respiro, intrappolando Undertaker nella stessa presa alla mandibola con cui aveva sconfitto Bob Holly. Due semplici dita avevano immobilizzato Undertaker, impedendogli qualsiasi reazione come fosse paralizzato e lasciandolo a terra privo di sensi! Il pubblico era spiazzato, nessuno aveva mai ridotto così alla propria mercé Undertaker, neanche mostri come Giant Gonzales o Yokozuna.
Non era chiaro come Mankind potesse immobilizzare un uomo con due sole dita in bocca, ed era ancora meno chiaro il motivo dell’attacco ad Undertaker; dopotutto il “Deadman” terrorizzava così tanto il roster che nessuno voleva averci nulla a che fare, perchè mai un debuttante avrebbe dovuto mettersi contro di lui di sua spontanea volontà e senza alcun motivo? Aveva per caso tendenze suicide? Forse… dopotutto Mankind non era chiaramente una persona mentalmente stabile, ma l’essersi messo contro Undertaker era segno che era persino più psicotico di quanto si credesse.
A proposito di debutti, nella stessa sera debuttò anche “Wildman” Marc Mero, che combatté il suo primo match in WWF contro Isaac Yankem. Dopo averlo visto nel backstage di WrestleMania XII appena 24 ore prima, impegnato in una rissa con un Hunter Hearst Helmsley furioso per lo squash subito da Ultimate Warrior, Mero poté dare sfoggio di tutto il suo vero bagaglio tecnico davanti ai fan. Tra il pubblico bordo ring c’era anche la bellissima moglie di Mero, Sable, già apparsa a WrestleMania XII come accompagnatrice di Helmsley ed eccitatissima per il debutto del marito a RAW.

Proprio come a WrestleMania XII, Sable venne ancora infastidita da Hunter Hearts Helmsley, che non aveva digerito l’umiliazione di 24 ore prima, ma ad ogni modo non si fece intimorire e mollò uno schiaffone ad Helmsley che lo allontanò, per poi perdersi col marito e i fan nei festeggiamenti della prima vittoria del “Wildman“.

Il Camp Cornette elimina Yokozuna dall’equazione
Tra il Camp Cornette e i loro oppositori Jake Roberts, Ahmed Johnson, e Yokozuna la questione era ancora aperta, e con quanto successe post WrestleMania XII era ben lontana dal finire. A RAW andò in scena persino una sfida tra Ahmed Johnson e British Bulldog in un incontro di braccio di ferro, competizione senz’altro azzeccata visto che i due erano tra gli atleti più forzuti della federazione. Nonostante le accuse di Owen Hart di imbroglio, Johnson vinse la contesa, con British Bulldog che subito dopo lo colpì con una serie di sediate e gettandogli persino addosso il tavolo.

Se Johnson se la cavò con poco, a Yokozuna andò molto peggio, visto che a RAW Vader gli ruppe il ginocchio con una Vader Bomb che costò l’immediato ricovero al giapponese. Ma a Jim Cornette ancora non bastava per farla pagare al suo ex assistito, e mandò immediatamente Vader nel backstage per infierire sul ginocchio del povero Yokozuna con una sedia prima ancora che venisse trasportato sull’ambulanza. Ancora non sazi di vittime, Vader e Cornette lanciarono una sfida a Razor Ramon, che sarebbe tornato dalla sospensione ad In Your House, in modo da farla pagare al “Bad Guy” per tutto quello che aveva fatto per contrastare il Camp Cornette nei mesi precedenti.
Il titolo Intercontinentale vacante tra le polemiche
Nonostante le sconfitta ottenuta a WrestleMania XII, Savio Vega trovò il modo di vendicarsi di “Stone Cold” Steve Austin, affrontandolo durante una puntata di WWF Superstars vestito con una maschera spacciandosi per “The Caribbean Kid” e ottenendo una vittoria grazie a uno uno Small Package, con un Austin basito e furioso per la sconfitta. Per Vega non fu l’unica soddisfazione, dato che gli fu data anche un’importantissima opportunità al titolo Intercontinentale di Goldust a RAW.

Vega schienò Goldust per assicurarsi il titolo, ma a interrompere le sue celebrazioni ribaltando la decisione dell’arbitro arrivò il Presidente WWF Gorilla Monsoon: Vega aveva infatti approfittato dell’arbitro momentaneamente KO per colpire Goldust con la cintura (nonostante fosse stato Goldust a provarci per primo), e Monsoon dichiarò dunque il titolo… vacante. Fu una decisione contestatissima, il titolo Intercontinentale prima d’ora era stato dichiarato vacante solo due volte e in situazioni ben più controverse, e non sembravano esserci gli estremi per una decisione così forte. Ma evidentemente Monsoon non la pensava così, e dopo il brutale assalto subito da Vader 3 mesi prima si era deciso a lanciare un messaggio a tutto il roster usando il pugno di ferro.

Il titolo vacante sarebbe stato conteso la settimana successiva a RAW sempre tra Goldust e Savio Vega, che stava per aggiudicarsi nuovamente la vittoria… salvo per essere colpito da Steve Austin con la Million Dollar Belt! Austin ottenne la sua vendetta facendo diventare Goldust nuovamente campione, ma la bizzarra dorata superstar avrebbe presto avuto pane per i suoi denti: un paio di settimane prima infatti aveva osato interrompere l’intervista di debutto di Ultimate Warrior a RAW, facendo al Guerriero le sue solite provocatorie avance, con cui attirò su di sé le antipatie del Guerriero, che oltre allo stenderlo con un pugno gli assicurò che si sarebbero affrontati ad In Your House.
28/4/1996 – In Your House: Good Friends, Better Enemies

Omaha Civic Auditorium di Omaha, Nebraska, dove finalmente Good Friends, Better Enemies poté iniziare. Ad aprire le danze fu un match di coppia tra il Camp Cornette (rappresentato da Owen Hart & British Bulldog) e il duo rimasto ad opporsi dopo lo stop di Yokozuna, ossia Ahmed Johnson & Jake Roberts. A vincere il match fu nuovamente il Camp Cornette, che si prese la seconda vittoria consecutiva contro Johnson e Roberts dopo quella già ottenuta a WrestleMania XII, mettendo in chiaro che per fermarli occorresse ben di più.
Ma il Camp Cornette aveva un altro match in programma con il suo membro più temibile, Vader, che avrebbe affrontato il rientrante Razor Ramon. Fu un’altra vittoria facile per il gruppo di Cornette: Vader era in un periodo di forma incredibile, mentre Razor Ramon patì il mese di assenza e ne uscì sconfitto. Ma a fine match Cornette ricevette una pessima notizia da Dok Hendrix, giunto a bordo ring per intervistarlo: al prossimo In Your House Yokozuna sarebbe tornato per affrontare Vader! I medici avevano dato l’ok, e ora finalmente il polinesiano avrebbe ottenuto la sua vendetta, nonostante Cornette fosse assolutamente contrario.

Ma Yokozuna vs Vader non fu l’unico match dell’In Your House di maggio annunciato con un mese d’anticipo, visto che furono già ufficializzati match delle rivalità che non avevano trovato spazio a Good Friends, Better Enemies: il prossimo 26 maggio Marc Mero avrebbe affrontato Hunter Hearst Helmsley, mentre Steve Austin se la sarebbe vista con Savio Vega! Ma c’era ancora una serata da concludere, e oltre al main event mancavano solo Goldust vs Ultimate Warrior, e il match per i titoli di coppia, dove i nuovi campioni dei Bodydonnas affrontarono i Godwinns in un rematch di WrestleMania XII, vincendo anche stavolta.

Il match per il titolo Intercontinentale tra Goldust e Ultimate Warrior invece non partì praticamente mai, risultando più un siparietto che un vero incontro, dato che appena suonata la campana Goldust e Marlena se ne andarono nel backstage preferendo perdere per count out. Il Guerriero piuttosto che usare la forza come al solito usò l’astuzia per costringere i due a tornare sul ring, appropriandosi di tutti gli oggetti che avevano lasciato nel ring, per la maggior parte appartenenti a Marlena. Ultimate Warrior se la prese comoda infilandosi la vestaglia e fumandosi il sigaro sulla sedia, con Goldust che tornò nel ring per riprendersi gli oggetti della sua manager, ma non appena abbassò la guardia il Guerriero gli spense il sigaro sulla mano, costringendolo alla fuga nel backstage e a ripiegare su una sconfitta per count out come già tentato di fare in precedenza.

Circa a metà serata, poco dopo il suo match vinto contro Johnson e Roberts, British Bulldog si avventò verso il camerino di Shawn Michaels furioso come non mai. Non era chiaro perché ce l’avesse tanto con L’Heartbreak Kid: il Campo Cornette e Michaels erano sì in guerra da mesi, ma vedere British Bulldog così cieco dalla rabbia lasciava intendere che ci fosse qualcosa di più dietro, e stando alle indiscrezioni trapelate dal microfono di Dok Hendrix sembrava c’entrasse qualcosa Diana Smith, la moglie dell’inglese. Qualunque cosa ci fosse dietro, se ne sarebbe saputo di più a RAW, perché Shawn Michaels aveva prima il No Holds Barred match con Diesel di cui occuparsi.

Il match fu bellissimo, forse il più bello mai combattuto da Diesel in WWF, ma soprattutto, fu il match più brutale e violento mai combattuto nella storia della WWF. L’hardcore wrestling, da sempre esistente in America ma che vide l’affermazione nel panorama mainstream proprio negli anni ’90 (grazie soprattutto all’ECW di Phailadelphia che si stava facendo strada), e le supertstar WWF per quanto propensi a un altro stile di lotta non potevano non adattarsi alla maggior violenza e aggressività che stava arrivando nel mondo del wrestling, e quello tra Diesel e Shawn Michaels fu un vero e proprio precursore degli hardcore match per la WWF (di cui già il match tra Roddy Piper e Goldust di WrestleMania XII aveva dato un piccolo assaggio).
Anche se Shawn Michaels sfruttò per primo le condizioni della stipulazione, colpendo Diesel con uno stivale rubato da un commentatore spagnolo, fu proprio “Big Daddy Cool” a sfruttare al meglio le non-regole del match, trovandosi perfettamente a suo agio nel strozzare l’arbitro con la fascia del suo polsino, sfilargli la cinta, e usarla per stringerla intorno al collo di Michaels per strozzarlo! Diesel addirittura lanciò Michaels oltre la terza corda rischiando di spezzargli il collo, tenendolo letteralmente impiccato con la sola cinta intorno al collo a reggere tutto il peso di Michaels. E non contento, lo prese anche a sediate!

L’Heartbreak Kid non stava rischiando solo il titolo ma la vita stessa, e della gravità dei colpi di Diesel se ne accorse persino l’arbitro che fece uno strappo alla regola slegando il collo di Shawn Michaels, che tentò una timida reazione, ma era Diesel a tenere in controllo tutto, colpendolo con un Low Blow e addirittura sfondando il tavolo del commento con una Jacknife Powerbomb! Distruggere il tavolo era un evento rarissimo: l’unico ad averlo mai fatto era stato lo stesso Diesel contro Bret Hart all’ultimo Survivor Series, ma quel match a confronto di questo No Hold Barred match rivisto a posteriori sembrò poco più che un incontro di carezze!

Michaels aveva sferrato sì e no un paio di colpi in tutto il match, rischiando la vita e rimediando più botte di quanto tutti potessero credere, al contrario di Diesel che era in dominio totale… ma incredibilmente Michaels si rialzò piuttosto velocemente tra i brandelli del tavolo, con uno sguardo quasi vuoto e posseduto, come fosse guidato dal puro istinto e dalla rabbia più cieca piuttosto che dal cervello, una rabbia talmente grande da fargli quasi scordare tutti i dolori che il suo corpo stava sentendo. Guidato dal solo agonismo, Shawn Michaels trovò comunque abbastanza lucidità da fare la mossa più astuta, ossia accecare Diesel con un estintore trovato sotto al ring: Mr. Resilienza -come lo chiamava Vince McMahon- era tornato! Michaels entrò per la prima volta in partita da quando era suonata la campana con una rabbia mai vista prima in carriera, prendendo a sediate Diesel e ribaltando persino una Jacknife, ma Diesel non impiegò molto a tornare a condurre il match, e cercò di chiudere nel modo più vergognoso possibile: tra il pubblico era presente “Mad Dog” Vachon (padre di Luna, per un breve periodo manager di Michaels dopo Sensational Sherri nel 1993), leggendario ex wrestler che nel 1987 perse la gamba costringendolo a vivere il resto della sua vita con una protesi, e Diesel senza alcuna vergogna si recò da lui per strappargli la protesi della gamba in modo da usarla come arma contro Michaels!

Fu uno dei gesti più vergognosi e deprecabili che si fossero mai visti, che per fortuna non trovò conclusione grazie a un provvidenziale Low Blow di Michaels, e mentre Vachon era a terra inerme, l’Heartbreak Kid colpì Diesel prima con la protesi, e poi con la sua Sweet Chin Music finale assicurandosi la vittoria più sofferta della sua carriera! Shawn Michaels vinse così il match più estremo e violento che si fosse mai visto in WWF, uscendone con più lividi e difficoltà che con i suoi Ladder match con Razor Ramon, ma cosa più importante… col titolo WWF ancora saldamente alla vita. Per Diesel invece si trattò del suo ultimo match televisivo in WWF, ormai sempre più convinto ad accettare l’offerta della WCW. Ma a telecamere spente avvenne qualcosa di decisamente strano, con British Bulldog che venne durante le celebrazioni di Michaels a bordo ring per guardarlo con fare minaccioso, facendo il paio con quanto successo prima nel backstage, con lui e Hart impazienti di distruggerlo. Cosa poteva essere accaduto tra i due?
RAW
Ragazzo spezzacuori o molestatore?
Passata agli archivi la minaccia Diesel, Shawn Michaels avrebbe dovuto affrontare British Bulldog, la cui rabbia verso di lui era assolutamente inspiegabile. Certo, tra Michaels e il Camp Cornette non c’era simpatia da tanto tempo visto quanto successo nei mesi precedenti, ma questa presa di posizione ostile verso di lui sembrava motivata da ben altro, e i due si confrontarono a RAW alla presenza di Jim Cornette e Diana Smith, moglie di British Bulldog e sorella di Owen e Bret Hart. Appena Cornette aprì bocca partirono delle accuse pesantissime: Shawn Michaels aveva molestato Diana Smith nel backstage di In Your House! Per sostenere le sue accuse Cornette mostrò un video di In Your House dove Diana (presente tra il pubblico per sostenere il marito e il fratello) veniva convocata nel backstage per poi essere -stando a Cornette- avvicinata in uno stanzino buio da Michaels per delle avances decisamente esplicite, prontamente rifiutate dalla signora Smith!
Se per la convocazione Cornette aveva delle prove televisive, per le accuse di molestie non c’era nulla a provare qualcosa, appellandosi solo a quanto a Michaels piacesse ammaliare e flirtare con le donne altrui tenendo fede al suo soprannome di “Heartbreak Kid”. Shawn Michaels ovviamente respinse tutte le accuse, affermando che Diana Smith si stesse decisamente sopravvalutando se pensava che l’Heartbreak Kid avesse interesse in lei! Con questa risposta, Diana mollò un sonoro ceffone a Michaels, ma questo non impedì al campione WWF di affrontare la situazione con la sua solita ironia, affermando che dopotutto era chiaro chi portasse i pantaloni nella famiglia Smith!

Stavolta a reagire non fu Diana, ma British Bulldog stesso, che intraprese con Michaels una violenta rissa, lasciando delle accuse pesantissime: Shawn Michaels non era un atleta qualsiasi, ma il campione della federazione e uomo simbolo della WWF, accuse del genere potevano portare cattiva fama alla compagnia intera e causare un danno d’immagine irreparabile. Come si sarebbe posta la WWF sulla questione?
L’autista dei Caraibi
Dopo un’assenza di 3 settimane, fu annunciato il ritorno a RAW di Undertaker, che nel primo RAW di maggio avrebbe affrontato Owen Hart. Undertaker era assente dagli show dall’immotivato attacco subito da Mankind e dalla sua bizzarra missa di soffocamento, che nel frattempo stava mietendo nuove vittime. Intervistato da Jim Ross nei sotterranei dell’arena (dove amava nascondersi) riguardo la sua bizzarra presa mandibolare, Mankind ne spiegò la letalità: la Mandible Claw faceva pressione su nervi posti sotto la lingua, che ad una certa pressione immobilizavani la mandibola, fino a provocare soffocamento e poi la perdita dei sensi… una mossa a cui nemmeno Undertaker aveva dimostrato di poter resistere! I due non si erano affrontati ad In Your House, ma chissà se al prossimo evento non sarebbe toccato anche a loro affrontarsi…

Come già annunciato, al prossimo In Your House di maggio si sarebbero invece affrontati Savio Vega e “Stone Cold” Steve Austin si sarebbero affrontati di nuovo, e per aggiungere un pò di pepe Vega decise di aggiungere una piccola stipulazione al loro incontro: sarebbe stato un Caribbean Strap match, un match senza squalifiche dove il vincitore avrebbe dovuto toccare tutti e 4 gli angoli del ring con l’avversario legato al polso da un lazo. Steve Austin inizialmente si rifiutò, ma dopo aver subito un attacco da Vega cambiò idea, grazie anche ad un‘ulteriore aggiunta che Ted DiBiase mise al match: se Austin avesse vinto, Vega sarebbe diventato il nuovo autista di DiBiase! Sicuro di non poter perdere nel “suo” match, il portoricano accettò.




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