Dicembre 1995: George Weah vince il Pallone d’Oro, Newt Gingrich viene eletto “Uomo dell’Anno”, il mondo del calcio cambia per sempre con la sentenza Bosman, al cinema escono Heat: La Sfida, Jumanji, Balto, L’esercito Delle 12 Scimmie, Sabrina, Cosa Fare a Denver Quando Sei Morto, Four Rooms, Dracula Morto e Contento, Dead Man Walking, Riccardo III, e Gli Intrighi del Potere, mentre in radio risuona Lemon Tree dei Fools Garden:
Nel frattempo, i campioni in WCW sono:
– Campione WCW: Randy Savage
– Campione USA: Kensuke Sasaki
– Campioni di coppia: gli Harlem Heat (Booker T & Stevie Ray)
– Campione Televisivo: Johnny B. Badd
Amici prima di tutto
Starrcade, l’evento simbolo della WCW, era dietro l’angolo, e molte questioni andavano chiarite: da chi avesse diritto ad affrontare “Macho Man” Randy Savage per il titolo WCW, all’ambiguità di Sting nella questione Con Lex Lex Luger e il Dungeon of Doom. Non avendo ancora visto le “prove” promesse da Hulk Hogan riguardo la sua presunta vittoria illegittima del titolo a World War 3, Savage preferì prima difendere la cintura a Nitro contro Lex Luger, con cui non scorreva buon sangue sin dallo shockante ritorno di quest’ultimo in WCW a settembre, nella prima storica puntata di Nitro.
Quella sera stessa a inizio show, intervistato da “Mean” Gene Okerlund, Sting non fece mistero della decennale amicizia che legava lui e Luger, che nonostante non condividesse (come ci tenne a precisare) la sua scelta di unirsi con Jimmy Hart al Dungeon of Doom, rimaneva solida e intatta, tanto che augurò al “Total Package” di vincere il titolo WCW contro Savage la sera stessa, nonostante proprio “Macho Man” fosse stato suo grande alleato nella lotta al Dungeon. Sting non desiderava di certo prendere le parti tra il suo miglior amico -ma rivale- Lex Luger e il suo alleato Randy Savage, ma in caso di vittoria di Luger non si sarebbe di certo disperato, anche perché ciò avrebbe detto lottare per il titolo WCW anche per lui: a prescindere da chi sarebbe stato il campione infatti, fu annunciato per Starrcade un Triangle match tra lui, Lex Luger, e la sua grande nemesi Ric Flair, un match che in caso di vittoria del ”Total Package” su Savage sarebbe stato a tutti gli effetti valido per il titolo WCW!

Le cose però andarono diversamente, perché Randy Savage mantenne il titolo per squalifica dopo un caotico finale che vide Hulk Hogan arginare l’intervento di Ric Flair e Jimmy Hart a favore di Lex Luger, difeso a sua volta da Sting… che fu colpito per sbaglio dall’Hulkster! Dopo aver visto sfiorare lo scontro tra i due, Savage riuscì a placare sia Hogan che Sting, che si chiarirono dopo l’ennesimo fraintendimento, con Sting che per il bene di tutti promise di tenere Luger lontano dagli affari di entrambi. Se tra Hulk Hogan e Sting le acque sembravano essersi calmate, con “Macho Man” peggiorarono la settimana successiva, quando Savage intervenì dopo un Tag Team match tra i due e Ric Flair & Arn Anderson, rimediando… un pungo volontario da Sting! Stavolta fu Hogan a fare da paciere, giustificando il gesto di Sting come causa di un eccessivo agonismo dettato dal caos della situazione (nel match intervennero infatti anche Brian Pillman e Lex Luger, che salvò soltanto Sting dall’attacco dei Four Horsemen, lasciando Hogan solo a subire).

Prima di Starrcade, Randy Savage mantenne il titolo WCW persino contro The Giant (grazie all’aiuto di Hulk Hogan, che appena fiutò odore di sconfitta per Savage arrivò per colpire The Giant con una scarica di sediate), e dal momento che Lex Luger non era riuscito a vincere il titolo la posta in palio del Triangle match di Starrcade cambiò, con il vincitore che avrebbe affrontato Randy Savage per il titolo WCW subito dopo nel main event! Vista l’importanza del match per Ric Flair, Starrcade sembrava l’occasione perfetta per presentare al mondo il quarto Horseman, la cui identità ancora era ignota a tutti. Con la vasta rete di conoscenze del “Nature Boy” poteva trattarsi di chiunque (persino Charles Barkley, che Flair presentò a Nitro come un suo caro amico!), ma dopo aver mantenuto il mistero per settimane, finalmente rivelare il quarto membro ufficiale dei nuovi Four Horsemen fu Brian Pillman, che introdusse ufficialmente… “The Crippler” Chris Benoit! Arrivato da un paio di mesi, Benoit si era fatto notare per la sua enorme tecnica, lottando per lo più contro pesi leggeri come Eddie Guerrero o Dean Malenko, e per Flair sembrò il miglior investimento possibile per il futuro degli Horsemen: nonostante i soli 28 anni aveva esperienza internazionale da vendere, aveva voglia di affermarsi, e a dispetto della sua non elevata stazza era un esecutore perfetto, freddo, chirurgico, e senza scrupoli.
Stando a Brian Pillman, erano stati in tantissimi a candidarsi, anche solo lasciando trasparire la fascinazione per quei principi malvagi che i Four Horsemen rappresentavano (persino Hulk Hogan aveva provato ad attingere al suo lato oscuro per superare il suoi limiti), ma non tutti erano degni di un investimento così prestigioso, come “Mr. Wonderful” Paul Orndorff, che nonostante la sua candidatura era ritenuto ormai sul viale del tramonto per essere un Horseman credibile. Stuzzicato dalle parole di Pillman, Paul Orndorff venne fuori per dirgli due paroline, affermando che l’unico motivo per cui Pillman era un Horseman era perché il suo posto era prima stato offerto a lui, che però aveva rifiutato! “Mr. Wonderful” rispettava troppo Ric Flair e Arn Anderson per prendersela con loro, mentre la lingua lunga di Pillman andava un pò troppo a ruota libera, e lo invitò pertanto a tacere, ma venne presto preso d’assalto dai tre Horsemen, che per fare di lui un esempio lo punirono con una Piledriver sul cemento! Orndorff venne subito portato via d‘urgenza in barella, con i Four Horsemen soddisfatti di aver lanciato a tutti un importante messaggio: la nuova formazione era tanto temibile quanto le precedenti!
WCW vs NJPW
Con la questione Hogan/Sting/Savage a dominare la scena a Nitro, non ci fu molto spazio per il veder nascere nuove rivalità. Ma non per questo la card di Starrcade sarebbe stata spoglia: la nuova collaborazione tra WCW e NJPW siglata il mese prima aveva uno scopo ben preciso… dare il via alla Wrestling’s World Cup, dove i migliori wrestler d’Occidente avrebbero affrontato i migliori d’Oriente! I primi match si svolsero già nelle puntate di Nitro precedenti a Starrcade, facendo così pregustare quanto si sarebbe poi visto in PPV, con un insieme di potenziali sfide così affascinanti che sarebbero persino potute continuare dopo la magica serata di Starrcade.

Non sarebbero state difese le cinture di coppia degli Harlem Heat, che anche senza sfide all’orizzonte stavano vivendo quei giorni pieni di tensione per le continue avance del colonnello Robert Parker alla loro manager Sherri Martel. Già in precedenza le loro effusioni gli erano costati i titoli di coppia, ma forse stavolta Booker T & Stevie Ray avrebbero davvero perso Sherri per sempre: durante un match contro gli American Males a Nitro infatti, Parker spiazzò tutti facendo a Sherri la proposta di matrimonio! Sherri era al settimo cielo, e dalla gioia abbandonò gli Harlem Heat a sé stessi per andarsene con Parker, che riuscirono a vincere comunque il match, ma che ormai erano davvero stanchi di questa situazione.

E a proposito di cinture, a Nitro per la prima volta se ne vide una nuova e mai vista sugli schermi della WCW, ma non si trattava di una cintura della federazione, perché a Nitro apparve… la campionessa femminile WWF Alundra Blayze! Si trattava in realtà di un cavallo di ritorno: Alundra aveva già lottato in WCW tra il 1991 e il 1992 con il nome di Madusa, e ora era tornata alla casa madre dopo 2 anni di WWF, e ancora in possesso della cintura, che portò a Nitro… solo per buttarla nel cestino!

Dopo un biennio passato a trainare quasi da sola la divisone femminile Madusa aveva dimostrato tutto il suo disprezzo per la prestigiosa cintura, mettendo a segno l’ennesima provocazione della WCW nei confronti della WWF, battezzando il suo ritorno con uno dei gesti più controversi mai visti in WCW!
27/12/1995 – Starrcade 1995

Nashville Municipal Auditorium di Nashville, Tennessee iniziarono le danze dell’evento dell’anno, e con il primo round del torneo tra WCW e NJPW combattuto tra Jushin Thunder Liger (che aveva già lottato a settembre contro Brian Pillman nel primissimo match della storia di Nitro) e Chris Benoit, che nel roster della WCW conosceva il wrestling giapponese come pochi. A vincere il match però fu Jushin Thunder Liger, facendo iniziare al meglio la serata per la NJPW, che schierò anche Koji Kanemoto, Masahiro Chono, Masa Saito, Shinjiro Otani, Hiroyoshi Tenzan, e Kensuke Sasaki, mentre la WCW rispose con Randy Savage, Sting, Lex Luger, Johnny B. Badd, Eddie Guerrero, Chris Benoit, e Alex Wright.

Sebbene la NJPW quella sera avesse vinto ben 3 dei 7 confronti con gli americani (per la soddisfazione del manager Sonny Onoo, che quella sera rappresentò tutti gli uomini della NJPW) le stelle della WCW non tradirono le attese, a partire da Sting, che si tolse anche la soddisfazione di battere Kensuke Sasaki, che il mese prima gli aveva addirittura strappato, il titolo USA, anche se stavolta la cintura non fu in palio. Sasaki difese comunque la cintura quella sera, in un match però non trasmesso in TV contro One Man Gang, che divenne il nuovo campione USA in modo abbastanza controverso, schienando il giapponese nonostante si fosse liberato prima del 3.
Non fu da meno Randy Savage, che da campione WCW tenne alta la bandiera battendo Hiroyoshi Tenzan, e lo stesso fece Lex Luger battendo Masahiro Chono, scaldando i muscoli per il vero match importante della sua serata, il primo match di Starrcade 100% made in WCW: il Triangle match tra Ric Flair, Lex Luger, e Sting! Vista la loro amicizia era chiaro che i due si sarebbero alleati contro Ric Flair, anche se nessuna amicizia sarebbe potuta durare a lungo, davanti alla possibilità di lottare per il titolo WCW.
Dei tre il “Nature Boy” era l’unico a non aver lottato un match, ma anche con la stanchezza pregressa Sting e Lunger combatterono senza sosta (il match infatti si combatté uno contro uno, con il terzo pronto a subentrare in caso di cambio, permettendo così a tutti di riprendere fiato), tanto che il match durò quasi mezz’ora. Flair sapeva di non poterli battere facilmente, dunque fece la cosa più logica: sfruttò l’occasione di farli distruggere a vicenda dando il cambio a Sting, costringendolo così a lottare contro il suo miglior amico. Con il titolo WCW in palio, i due trovarono la freddezza di mettere la loro amicizia da parte, dimenticandosi però dell’immensa scaltrezza di Ric Flair, che vinse il match nel modo più Ric Flair possibile: Luger trovò infatti il modo di chiudere Sting nella Torture Rack, con il “Nature Boy” che lo attaccò facendo finire entrambi fuori dal ring, facendo contare entrambi fuori per count out. Flair aveva vinto nel modo più opportunista di tutti, come solo lui sapeva fare, e si qualificò per affrontare “Macho Man” Randy Savage per il titolo WCW!

Dopo il loro match di WrestleMania VIII, Savage e Flair si sarebbero affrontati anche nell’evento simbolo della WCW come già avevano fatto quasi 4 anni prima, ma stavolta si preannunciava pieno di possibili interferenze: c’era Paul Orndorff reduce dalla devastante Piledriver subita (e che infatti si presentò con un collare ortopedico, venendo poi allontanato dal ring), ma anche Jimmy Hart in nome del Dungeon of Doom, oltre che ovviamente i Four Horsemen, sempre pronti ad aiutare il “Nature Boy”. Se Savage riuscì a respingere gli attacchi di Brian Pillman e Chris Benoit, non riuscì a fare lo stesso con Arn Anderson, che con tutta la sua esperienza di storico uomo degli Horseman lo colpì con un tirapugni mentre l’arbitro era distratto, permettendo a Ric Flair di schienarlo! Il “Nature Boy” era il nuovo campione WCW, e i nuovi Four Horsemen si erano dimostrati degni delle precedenti incarnazioni mettendo a segno la loro prima grande impresa, compiendo ciò per cui gli Horsemen erano sempre esistiti: tenere Ric Flair in cima alla catena alimentare! Certo, rispetto a Savage, Sting, e Luger era l’unico a non aver lottato nessun match contro i wrestler della NJPW, ma poco importava, perché la storia era stata scritta: con titolo WCW appena conquistato, Ric Flair entrò nella leggenda del wrestling ancor più di quanto già non fosse, diventando un 12 volte campione del mondo, numero che gli consentì di superare il record americano di Verne Gagne di 11 titoli mondiali, e diventare ufficialmente il wrestler nord-americano con più titoli mondiali conquistati nella storia del wrestling!




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