Ottobre 1995: esordisce in TV Piccoli Brividi, O.J. Simpson viene assolto dalle accuse di omicidio, al cinma escono Get Shorty, Assassins, Da Morire, Blue in the Face, Strange Days, Via da Las Vegas, Generazione X, Doom Generation, Vampiro a Brooklyn, e Powder, mentre in radio risuona Missing degli Everything But The Girl:

Nel frattempo, i campioni in WCW sono:

Campione WCW: Hulk Hogan

Campione USA: Sting

Campioni di coppia: gli Harlem Heat (Booker T & Stevie Ray)

Campione Televisivo: Diamond Dallas Page

Il lato oscuro dell’Hulkamania

Da “Macho Man” Randy Savage, a Ric Flair, fino ai vari André the Giant, Roddy Piper, Ted DiBiase, Earthquake, e Ultimate Warrior… Hulk Hogan aveva combattuto tante battaglie in carriera, ma nessuno era mai riuscito a renderlo inerme quanto The Giant, che lo costrinse addirittura ad indossare per settimane un collare ortopedico dopo i colpi subiti. Nonostante questa inedita fragilità e l’età che stava avanzando, Hogan non perse il suo orgoglio di campione, apparendo a Nitro non ancora in perfette condizioni per invitare The Giant a farsi sotto, nonostante avesse ancora il collare. Ma stando a lui c’era anche altro a smuoverlo oltre al suo spirito combattivo, e quello era Jason: un piccolo Hulkamaniac malato in ospedale in attesa di una delicata operazione, a cui l’Hulkster aveva promesso di battere The Giant una volta per tutte come fece col padre 8 anni prima! Uscendo dal ring dopo queste parole, il campione mondiale WCW fu colpito ripetutamente con un bastone da una signora anziana del pubblico (un travestimento sotto la quale si celava “Taskmaster” Kevin Sullivan), lasciando campo libero all’ingresso di Zodiac e The Giant, che infortunò nuovamente il collo di Hogan rendendo vane settimane di riabilitazione.

Approfittando poi di un Hogan privo di sensi, Sullivan fece l’affronto definitivo, tirando fuori un rasoio elettrico… e tagliando via i baffi di Hogan! Gli iconici baffi dell’Hulkster, il suo più grande segno distintivo, il suo marchio di fabbrica avuto per tutta la carriera, eliminato dal Dungeon of Doom! Spogliato di tutto quello che rendeva lo aveva reso Hulk Hogan, dalla sua invincibilità, ai suoi iconici baffi, l’Hulkster era ormai nel momento meno felice della sua carriera, e non servì a nulla l’intervento in suo aiuto dei Nasty Boys e degli American Males, che caddero tutti per mano di The Giant. A terra in mezzo al ring, impotente, privato dei suoi baffi… Hogan aveva sicuramente affrontato avversari più quotati del Dungeon of Doom, ma nessuno aveva mai osato umiliarlo così, per di più con un successo così palese (nemmeno Bobby “The Brain” Heenan, che dal tavolo del commento se la rise ammirando quello che lui aveva cercato di fare per anni). Forse l’era del grande Hulk Hogan stava davvero volgendo al termine per sempre!

La leggenda di Hulk Hogan è davvero finita?

Seppur umiliato, Hogan non si fece intimidire, apparendo la settimana dopo a Nitro in una veste completamente inedita: senza baffi, nessun sorriso o magliette strappate, solo un paio di occhiali da sole e vestito totalmente di nero, senza nessun accenno ai suoi classici giallo e rosso… un Hulk Hogan mai così dark e distante da quello che era sempre stato. Al microfono confermò quello che l’aspetto già suggeriva: si trattava infatti di un altro Hogan, molto più cupo, aggressivo (tanto che intimò ai suoi amici “Mean” Gene Okerlund che Jimmy Hart di tacere), disilluso, e che ad ogni parola sembrava un’esplosione di rabbia e risentimento. Hulk Hogan attribuì questa nuova attitudine ad un’illuminazione: ormai i suoi vecchi metodi non bastavano più, e per affrontare la più grande minaccia mai incontrata, avrebbe usato gli stessi metodi del Dungeon of Doom, diventando un mostro per combattere dei mostri a sua volta! Il tempo delle preghiere e delle vitamine era finito, il lato oscuro dell’Hulkamania era giunto!

Il confronto tanto atteso tra Hulk Hogan e The Giant ci sarebbe stato ad Halloween Havoc, dove finalmente The Giant avrebbe fatto il suo debutto assoluto nel ring, così come avrebbe fatto il suo debutto il “nuovo” Hulk Hogan, la cui attitudine più cupa nascondeva una certa insicurezza motivata dagli ultimi eventi. Stava per affrontare la minaccia più grande mai affrontata, e se c’era una cosa che Hulk Hogan non aveva mai avuto, era la paura. Di certo era rimasto intimidito dinanzi ad André the Giant, ma impaurito mai. Eppure stavolta era tutto diverso, perché The Giant aveva scoperto il più grande timore di Hogan: che il dubbio e la paura di non essere più all’altezza prendessero per la prima volta il sopravvento, che stavolta neanche essere il grande Hulk Hogan potesse bastare. L’unica arma che aveva Hogan dalla sua era l’esperienza avuta con il padre di The Giant, André, con cui l’Hulkster aveva dato vita al match più celebre di tutti i tempi 8 anni prima, diventando il primo uomo in assoluto a batterlo.

Riuscirà Hulk Hogan a replicare l’impresa di WrestleMania III?

Ma non era più il 1987, bensì il 1995, e Hogan non era più la forza inarrestabile di 8 anni prima, come testimoniato dalle umiliazioni subite dal Dungeon of Doom, e The Giant non era André. Era più inesperto del padre, ma anche più giovane (ben 19 anni meno di Hogan), rabbioso, e con un intero gruppo dalla sua. Per di più -quando si dice il destino- Halloween Havoc si sarebbe svolto a Detroit, la città del celebre scontro tra Hogan e André di WrestleMania III… per The Giant era la ricetta perfetta per una vendicare il padre scomparso 2 anni prima. Proprio per la location di Detroit, la “città dei motori”, la WCW istituì prima del loro match un Sumo Monster Truck match, dove Hogan e The Giant si sarebbero affrontati sul tetto dell’arena… con dei monster truck! Dopotutto era proprio con un monster truck che The Giant aveva fatto a brandelli l’Harley Davidson dell’Hulkster il mese prima a Fall Brawl, e l’occasione di fargliela pagare per Hogan era troppo ghiotta!

Comunque fosse andata ad Halloween Havoc però, la sensazione generale era che Taskmaster avesse vinto. Aveva spinto Hulk Hogan a liberarsi di tutto ciò che aveva sempre rappresentato: gioia, colori, e speranza, per renderlo un cinico disposto a rinunciare a sé stesso pur di neutralizzare l’avversario. Forse era quello che ci voleva per battere The Giant: in fondo come si dice “Per combattere un mostro devi diventare un mostro a tua volta”, ma l’amarezza di vedere Hogan rinunciare ai suoi principi faceva un certo effetto, come fosse la fine di un’Era.

Il nuovo Hulk Hogan era un’autentica incognita, e nessuno sapeva cosa sarebbe stato in grado di fare se spogliato della sua morale, e in vista di Halloween Havoc il Dungeon of Doom si tutelò presentando a Nitro un nuovo membro, una sorta di “assicurazione” congelata in un blocco di ghiaccio posto sullo stage. Alla fine della puntata, in seguito al primo scontro fisico tra The Giant e il nuovo Hulk Hogan, il blocco si “scongelò” facendo uscire il nuovo arrivato del Dungeon, che si rivelò… una mummia! 

Cos’è questa nuova diavoleria del Dungeon of Doom?

Pur avendo dimostrato a “Macho Man” Randy Savage di non appartenere al Dungeon of Doom, Lex Luger non trovò alcun modo per convincerlo, e l’inevitabile match tra i due fu dunque sancito a Nitro. Il “Total Package” era talmente sicuro del suo trionfo da mettere in palio la sua permanenza in WCW, ma il rischio era comunque enorme, soprattutto con il Dungeon of Doom a osservare, e che infatti intervenne senza tante esitazioni tramite The Giant. Durante il match tra i due, The Giant approfittò dell’arbitro momentaneamente KO per stendere Savage con una Chokeslam, consentendo a Luger -totalmente ignaro dell’intervento do The Giant- di intrappolare “Macho Man” nella sua Torture Rack per la vittoria finale. Luger si confermò quindi il primo contendente al titolo WCW, ma alimentò ancora di più i dubbi di Savage: l’aiuto ricevuto da The Giant era voluto? 

Da che parte da Lex Luger?

Nonostante qualsiasi speranza di vederli collaborare fosse saltata Sting non si arrese, perché continuava a vedere buona fede in Lex Luger. Era stato lui ad includerlo nel WarGames match di Fall Brawl, nonostante lo scetticismo di Hulk Hogan e Randy Savage, e decise di fare ancora una volta da paciere con una proposta per Halloween Havoc: se proprio sentivano il bisogno di combattersi, entrambi avrebbero dovuto affrontare a testa un membro del “nemico comune”, il Dungeon of Doom (Meng per Luger, e Zodiac per Savage), e in caso di vittoria si sarebbero affrontati la sera stessa.

Dolcetto o scherzetto?

Ric Flair e Arn Anderson si affrontarono ancora una volta dopo Fall Brawl, stavolta a Nitro, con un intervento di Brian Pillman in favore di Anderson a rivelarsi ancora una volta decisivo. Per evitare il fattore Pillman ancora una volta, Flair ottenne un secondo rematch la settimana successiva in uno Steel Cage match, ma anche stavolta Anderson se la cavò, vincendo il match dopo aver colpito il “Nature Boy” con un tirapugni nascosto nel costume. Conscio che affrontare uno senza tenere conto dell’altro era impossibile, Flair si precipitò al tavolo del commento per rubare il microfono ad Eric Bischoff e sfidare entrambi. Ma persino lui sapeva che non c’era speranza di tenere testa a entrambi, e chiese aiuto addirittura al suo grande rivale Sting , che sorprendentemente accettò, promettendo a Flair che se solo avesse osato tradirlo lo avrebbe fatto a pezzi! Nonostante i loro trascorsi i due riuscirono a coesistere, e vinsero il match per count out.

Ric Flair chiede alla sua storica nemesi di aiutarlo

A settembre durante Fall Brawl Johnny B. Badd si era guadagnato il diritto di affrontare Sting per il titolo USA battendo Brian Pillman, un’opportunità che avrebbe potuto sfruttare a WCW Saturday Night, dove però… non si presentò. Con Sting già nel ring pronto a combattere, Badd non si trovava da nessuna parte nel backstage, e nonostante gli fosse stato concesso del tempo extra, alla fine si optò per ripescare Pillman come contendente n.1. Johnny B. Badd arrivò nell’arena a match già concluso (dove Sting mantenne la cintura), sfogandosi con “Mean” Gene Okerlund e accusando un guasto della macchina come motivo della sua assenza. Un’assurda situazione per cui venne pesantemente sfottuto dal campione Televisivo Diamond Dallas Page, da cui nacque un contrasto tra i due che portò ad un match a Nitro, che Page vinse scorrettamente.

Diamond Dallas Page sfotte Johnny B. Badd per la figuraccia fatta

Più sono piccoli, più fanno rumore

La prima puntata di ottobre di Nitro passò alla storia per due debutti non da poco: quelli di Eddie Guerrero e “l’uomo dalle 1000 prese” Dean Malenko. I due debuttarono l’uno contro l’altro, in un match che per i fan dell’ECW era ormai un classico, visti i numerosi (e spettacolari) match che i due avevano avuto per tutta quell’estate nella federazione di Philadelphia. Alla WCW ormai non bastava avere il più grande starpower d’America, ora sarebbe arrivata anche la tecnica più sopraffina che il wrestling potesse offrire!

Ad imporsi fu Guerrero, iniziando al meglio la sua avventura ad Atlanta, che nel post match promise sportivamente un rematch a Malenko, esterrefatto di come Guerrero di fosse sbarazzato si lui in pochi minuti.Sempre dall’ECW insieme a Malenko e Guerrero, la settimana dopo arrivò un altro wrestler, che con i due a Philadelphia aveva stretto una profonda amicizia, e che condivideva anche lo stile altamente tecnico: il canadese Chris Benoit, noto anche con l’inquietante nome “The Canadian Crippler”.

Sempre Eddie Guerrero affrontò Benoit nel suo primo match a Nitro, stavolta perdendo, in quella che per la WCW si trattava di una strategia più che mirata: istituire una divisione dei pesi leggeri. Già da mesi ormai la WCW era la federazione delle più grandi stelle d’America, e il fare incetta di atleti forse con meno starpower, ma con abilità tecniche così sopraffine da attirare anche i fan più puristi della disciplina (a cui si aggiunse anche il misterioso luchador Mr. JL), avrebbe reso la sua leadership come federazione n.1 al mondo ancora più duratura e permanente, non solo grazie a vecchie glorie come Hogan, i Savage e i Flair, ma anche grazie a prospetti come Benoit, i Guerrero, e i Malenko.

29/10/1995 – Halloween Havoc 1995

Dalla Joe Louis Arena di Detroit, Michigan, Halloween Havoc si aprì con il match per il titolo Televisivo, la cintura più antica della WCW, tra il campione Diamond Dallas Page e Johnny B. Badd, che con la vittoria del titolo Televisivo avrebbe potuto “vendicare” l’ingiustizia capitatagli per il titolo USA. Le motivazioni di Badd erano dunque a mille, e lo dimostrò approfittando di un colpo involontario a Page da parte del suo manager, Max Muscle, per il conto di 3; e ora nonostante la mancata partecipazione al match per il titolo USA, Johnny B. Badd poteva vantarsi di avere alla vita una cintura di altrettanta importanza!

Dopo aver già dimostrato a Nitro di poter collaborare insieme nonostante i loro precedenti, Ric Flair poté finalmente prendersi la sua rivincita su Arn Anderson & Brian Pillman grazie all’ex rivale Sting. Ma dopo un match apparentemente normale (anche Flair si presentò con sospetto ritardo, lasciando Sting da solo per qualche minuto) la vera natura del “Nature Boy” venne fuori, perché a sorpresa (per così dire) Flair tradì Sting! Non che lo Stinger non se l’aspettasse vista la loro storia, e infatti al primo momento libero caricò il “Nature Boy” con tutta la sua furia, per poi venire attaccato da Anderson e Pillman in contemporanea. Era stata tutta una montatura: Ric Flair e Arn Anderson si erano riappacificati, ma la cosa più inquietante fu il post match, con i tre che fecero il segno delle quattro dita… l’inequivocabile segno dei Four Horsemen! Era tutto vero: Ric Flair annunciò che il più grande gruppo della storia del wrestling stava tornando!

Stando al “Nature Boy” questa nuova formazione degli Horseman avrebbe avuto come sempre lui a capo, il solito Anderson braccio destro come da tradizione, il nuovissimo membro Brian Pillman, e un quarto ancora da definire. Ma chi sarebbe stato? Era già stato deciso? Qualunque fosse la risposta, molte cose sarebbero cambiate, visto che ogni volta che i Four Horsemen si erano affacciati in WCW, l’intero volto della compagnia era cambiato.

Gli unici match della serata a non riguardare le faccende del Dungeon of Doom o la questione Flair/Anderson furono un match tra Sabu e Mr. JL (vinto dal primo) e quello tra Kurasawa e Road Warrior Hawk, dove fu il giapponese a trionfare, ma quello che i fan erano più curiosi di sapere era se finalmente “Macho Man” Randy Savage e Lex Luger si sarebbero affrontati di nuovo, un’eventualità che sarebbe capitata solo se i due avessero vinto i loro rispettivi match col Dungeon. Se per “Macho Man” fu un gioco da ragazzi sbarazzarsi di Zodiac (il match non durò neanche 2 minuti), lo stesso non potè dirsi per Luger, che oltre al non morire dalla voglia di affrontare Savage, si ritrovò parecchio in difficoltà ad affrontare Meng, riuscendo ad imporsi solo per squalifica e per giunta solo grazie all’aiuto di… Taskmaster!

Proprio mentre Meng era ad un passo dalla vittoria infatti, Taskmaster interruppe il conto colpendo il suo assistito, che andò su tutte le furie, placandosi solo una volta sentite le sue motivazioni: Taskmaster voleva infatti che Randy Savage e Lex Luger si affrontassero per distruggersi a vicenda! E non aspettava altro anche Savage, rifiutando persino una stretta di mano dal “Total Package” a inizio match, attaccando Lex Luger con abbastanza aggressività da assicurarsi la vittoria e, forse, la parola “fine” a tutt questa faccenda. “Macho Man” si aggiudicò la vittoria in modo abbastanza imprevisto: Luger infatti finì addosso a Jimmy Hart, che si era “intromesso” nel match per parlare con l’arbitro, ma non per favorire Savage, bensì per aggiornarlo su una faccenda molto seria, ossia di quanto era avvenuto nel Sumo Monster Truck match, svoltosi poco prima…

Come previsto i due si erano dati appuntamente sul tetto dell’arena coi loro rispettivi monster truck personalizzati, per un match dalle regole tanto assurde semplici: bisognava spingere il monster truck dell’altro oltre il cerchio delineato, e vincere la sfida tra i due monster truck fu Hulk Hogan, che a fine contesa venne alle mani con The Giant, che tentò di gettare l’Hulkster addirittura giù dal tetto dell’arena! Liberandosi dalla presa di The Giant però, Hogan fece involontariamente sbilanciare il gigantesco avversario… che cadde all’indietro dal tetto dell’arena! The Giant era appena caduto nel fiume cittadino da un’altezza inaudita!

Hogan era ovviamente preoccupatissimo e il pubblico ammutolito, perché nessuno aveva idea di che fine avesse fatto The Giant finché… non spuntò fuori come nulla fosse! The Giant era perfettamente -e inspiegabilmente incolume e pronto ad affrontare l’Hulkster! Contro ogni pronostico quindi, il match iniziò, con The Giant che poté dar dimostrazione di tutta la sua potenza nel suo primo match ufficiale. Nonostante qualche ovvia difficoltà, Hogan riuscì a tenere testa al giovane gigante, replicando persino la “Bodyslam sentita in tutto il mondo” con cui stese André the Giant sul figlio (tra la disperazione di Bobby Heenan al tavolo del commento, che da vecchio manager di André non ci teneva molto a vivere quel deja vù) per poi connettere col Leg Drop finale.

Tuttavia, non c’era nessun arbitro a contare perché… Jimmy Hart lo aveva steso! Hogan era appena stato tradito dal suo stesso manager! L’immediato post-match fu una vera e propria esecuzione ai danni di Hogan, che rimase intrappolato in una doppia Bear Hug eseguita da The Giant e lo Yeti (la misteriosa mummia uscita dal blocco di ghiaccio nell’ultimo Nitro… che era addirittura più alto di The Giant!).

Al salvataggio dell’Hulkster arrivarono Lex Luger e Randy Savage, eccezionalmente alleati dopo tanti contrasti. Almeno per 10 secondi, visto che Luger confermò i sospetti che Savage aveva sempre avuto: era un membro dei Dungeon of Doom! Il “Total Package” prima stese Savage, per poi chiudere Hogan nella sua Torture Rack, svelandosi per quello che era sempre stato, e lanciando un segnale a tutta la WCW: il Dungeon of Doom era più in salute che mai, e neanche Hulk Hogan avrebbe potuto fare nulla per fermarlo!

Anche Lex Luger fa parte del Dungeon of Doom!

Nitro

Tempi bui in arrivo

Jimmy Hart, Lex Luger, e Ric Flair… Halloween Havoc era stata la serata dei tradimenti per Hulk Hogan, Randy Savage e Sting. Dopo il match con Hogan ormai Hart si faceva sempre vedere in giro con The Giant, affermando che il suo assistito fosse… il nuovo campione WCW! Con la cintura alla vita, rubata ad Hogan alla fine di Halloween Havoc, Hart portò con sé un avvocato a Nitro per chiarire le sue affermazioni: il match tra i due era finito per squalifica, e nel contratto per il loro match aveva fatto inserire un piccola clausola secondo cui Hogan avrebbe potuto perdere il titolo anche per squalifica, e dal momento che The Giant aveva vinto proprio così a causa di Hart… questo faceva di lui il nuovo campione WCW! Il titolo era passato di mano la sera prima e il pubblico neanche se ne era accorto!

Senza essere mai stato schienato si chiuse quindi il primo regno da campione WCW di Hulk Hogan, il regno più lungo di sempre per la cintura, durato 15 mesi, ben 469 giorni! Il Dungeon of Doom aveva vinto su tutta la linea: aveva fatto rinunciare Hogan ai suoi principi, lo aveva strappato del titolo, e gli aveva anche rubato il suo fido manager: sarebbe stato difficile riprendersi da una botta del genere, e come se non bastasse, i Four Horsemen stavano per tornare! Si prospettavano tempi bui per la WCW, dove le forze del male prosperavano e amicizia e lealtà sembravano non contare più nulla, e per Hulk Hogan la sola alternativa era fare squadra con Randy Savage e Sting. Ma il nuovo, oscuro Hulkster sarebbe sceso a compromessi con loro, soprattutto dopo il tradimento di Jimmy Hart, l’uomo di cui si fidava di più al mondo?

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