Dicembre 1995: George Weah vince il Pallone d’Oro, Newt Gingrich viene eletto “Uomo dell’Anno”, il mondo del calcio cambia per sempre con la sentenza Bosman, al cinema escono Heat: La Sfida, Jumanji, Balto, L’esercito Delle 12 Scimmie, Sabrina, Cosa Fare a Denver Quando Sei Morto, Four Rooms, Dracula Morto e Contento, Dead Man Walking, Riccardo III, e Gli Intrighi del Potere, mentre in radio risuona Earth Song di Michael Jackson:

Nel frattempo, i campioni in WWF sono:

Campione WWF: Bret Hart

Campione Intercontinentale: Razor Ramon

Campioni di coppia: gli Smoking Gunns (Bart Gunn & Billy Gunn)

Campionessa femminile: Alundra Blayze

3 anni dopo

Le voci che giravano trovarono presto conferma: sarebbe stato British Bulldog il primo ad affrontare Bret Hart per il titolo WWF ad In Your House. E chi altro poteva essere il contendente n.1 se non lui? Del resto l’inglese nell’in Your House di ottobre non era stato affatto schienato da Diesel, e poteva ancora vantarsi di essere uno dei pochi ad aver schienato suo cognato Bret Hart, per di più senza aiuti o stratagemmi. Era il SummerSlam di 3 anni prima, dove British Bulldog tolse il titolo Intercontinentale all’Hitman davanti a 80.000 spettatori anche grazie al fattore casalingo di Wembley, al termine di un match che aveva rischiato di minare la serenità della famiglia Hart, ma che per fortuna non creò vere divisioni. Bazzecole, se confrontate con quanto dovette sopportare la famiglia un paio d’anni dopo con la guerra civile tra Bret e Owen.

Il match tra Bret Hart e British Bulldog a SummerSlam 1992

Proprio British Bulldog era stato il principale sostenitore di Bret durante la sua rivalità con Owen alla fine dell’anno precedente, e proprio questo aumentava la delusione di Bret, col cuore a pezzi per dover fare i conti con un’altra spaccatura all’interno della famiglia: se prima erano solo Owen e Jim Neidhart le pecore nere della famiglia, adesso Owen si era portato appresso anche British Bulldog, e persino Diana (sorella di Bret e Owen e moglie di British Bulldog), perché rispetto a 3 anni prima, dove per il loro match di SummerSlam Diana si era mostrata assolutamente imparziale, stavolta si schierò completamente dalla parte del marito, complice chissà quale lavaggio del cervello perpetrato dal Camp Cornette. Dopo Owen e Jim Neidhart ora Bret si sentiva tradito anche da sua sorella e da suo cognato, e per questo era motivato come non mai. Inoltre stavolta l’inglese non avrebbe avuto il fattore casalingo, e sebbene potesse beneficiare dell’aiuto del Camp Cornette, alcuni dei suoi uomini sarebbero potuti non essere al meglio delle condizioni, e paradossalmente proprio grazie all’uomo a cui aveva strappato il titolo WWF  a Survivor Series, ossia Diesel.

Diana stavolta è totalmente dalla parte del marito

Il treno è stato perso?

Owen Hart infatti continuava a bullarsi di aver dato il colpo di grazia alla carriera di Shawn Michaels il mese prima, tanto da lanciare una sfida a qualunque membro del roster a In Your House. Una scelta che non si rivelò molto furba, perché a raccoglierla fu proprio Diesel, che dopo aver perso il titolo WWF poteva concentrarsi solo sui suoi affari, e questo includeva dare una lezione a chi se la prendeva coi suoi migliori amici. Libero dei “doveri aziendali” da campione WWF, Diesel era senza limiti o catene, e nulla gli avrebbe impedito di fare a pezzi Owen (ed eventualmente il resto del Camp Cornette se si fossero messi di mezzo) come voleva, soprattutto dopo gli aggiornamenti sulle condizioni dell’Heartbreak Kid, che non erano dei più incoraggianti. Intervistato da Tom Pettengill, Michaels disse di sentirsi bene e di non avere né giramenti di testa né altro, ma i medici ci andarono più cauti su un suo eventuale rientro, sebbene lui premesse per tornare il prima possibile, data la sua ossessione nel raggiungere il suo unico obiettivo: vincere il titolo WWF, l’unica cosa che gli era sempre mancata.

Michaels sembrava perseguitato da un destino incredibilmente beffardo: era assurdo che lui non avesse ancora vinto il titolo WWF, quasi un paradosso, se di pensava che era stato proprio lui insieme a Bret Hart a “inaugurare” l’era della new generation a Survivor Series 1992, quando si scontrarono nel primissimo match per il titolo WWF dal 1984 a non includere uno tra Hulk Hogan, Randy Savage, Ultimate Warrior, o Ric Flair.

Shawn Michaels era uno dei più grandi veterani della WWF (ininterrottamente dal 1988, praticamente solo Bret Hart era parte del roster da più tempo di lui) e aveva iniziato la sua carriera da singolo da ben 4 anni, ma nonostante avesse vinto il titolo Intercontinentale 3 volte, si fosse reso protagonista di alcuni dei match più belli, con le spalle coperte da una delle migliori manager sulla piazza (Sensational Sherri) e due dei più grandi colossi della WWF (Diesel e Sycho Sid) gli era sempre mancata ancora la consacrazione, quella consacrazione che aveva sfiorato a WrestleMania XI, ma nemmeno un’impresa come vincere la Royal Rumble entrando col n.1 era bastata a concretizzare il suo sogno. Da quando si era distaccato dai Rockers Bret Hart -che aveva iniziato la carriera da singolo poco prima di lui- aveva già vinto 3 volte il titolo WWF, risultato in cui era stato anticipato persino dal suo amico Diesel, e addirittura dall’attempato 45enne Bob Backlund. Shawn Michaels sembrava mancare continuamente il suo appuntamento col destino, come se mancasse sempre qualcosa per entrare nell’Olimpo dei più grandi, e ora tutto sembrava compromesso, come destinato a rimanere una promessa non mantenuta.

Una promessa mancata?

Rebranding

Dopo un 1994 promettente, il 1995 doveva essere l’anno della Million Dollar Corporation, che però non si era rivelata all’altezza delle aspettative, finendo ancor peggio. Irwin R. Schyster se n’era andato per approdare in WCW a settembre, Nikolai Volkoff e King Kong Bundy erano già stati estromessi da gruppo, Tatanka si era preso un periodo di pausa per motivi personali, Kama era infortunato, e alle porte di un 1996 che doveva essere l’anno del rilancio, Ted DiBiase avviò un pesante ristrutturazione del gruppo, partendo da ciò che gli era rimasto, ossia Sycho Sid e il suo ultimo acquisto 1-2-3 Kid.

La base della nuova Million Dollar Corporation

I due sarebbero stati il nucleo di partenza per una nuova Million Dollar Corporation, più piccola ma anche costruita con maggior criterio, e avrebbero sancito questo nuovo percorso affrontando ad In Your House Razor Ramon e Marty Jannetty in un Tag Team match. Jannetty cercava vendetta per quanto successo a Survivor Series, mentre Ramon non poteva credere di essere stato tradito da quello che da 2 anni considerava un amico, e che per di più gli doveva tutta la sua carriera in WWF, ma i due avrebbero fatto bene a tenere la guardia alzata, perché ora mettersi contro 1-2-3 Kid voleva dire mettersi contro tutto il gruppo di Ted DiBiase.

E le novità non sarebbero finite, perché DiBiase annunciò di essere alla ricerca di un talento speciale, una punta di diamante a cui dare le chiavi del gruppo, e in cui avrebbe riposto tutta la sua fiducia investendolo del riconoscimento per lui più importante di tutti: la Million Dollar Belt, la cintura che lui stesso aveva creato 6 anni prima, sparita dalla circolazione da quando DiBiase aveva formato i Money Inc. insieme a IRS. Tutti sapevano quanto DiBiase ci tenesse alla sua Million Dollar Belt, dunque se era disposto a darla in custodia, questo “qualcuno” doveva per forza avere qualità che nessun’altro aveva, e solo un occhio esperto come quello di Ted DiBiase (che già aveva portato in WWF un pezzo da novanta come Undertaker) poteva individuare un talento degno di tali aspettative. 

La Million Dollar Belt, pronta a tornare

Dopo Survivor Series si parlava ancora molto di Ahmed Johnson, capace sia di essere l’unico sopravvissuto al suo Survivor Series match insieme a Shawn Michaels, sia di eseguire (per la seconda volta!) una Bodyslam su Yokozuna. Tutti erano rimasti folgorati dal suo impressionante primo mese di WWF, tutti tranne uno: Dean Douglas, che nel dare valutazioni negative degli altri era ormai il migliore al mondo. Al contrario, Douglas sfotteva Johnson per la sua scarsa educazione, spesso andando anche un pò troppo oltre con la complicità di Jerry “The King” Lawler, e per dare ulteriore spazio alla crescita di Johnson fu ufficializzato un match tra lui e Douglas a In Your House.

A In Your House si sarebbero affrontati anche Hunter Hearst Helmsley e Henry O . Godwinn, e in un Arkansas Hog Pen match, la cui stipulazione sarebbe stata il peggior incubo possibile per un ricco borghese come Helmsley: per vincere bisognava gettare l’avversario in un recinto per maiali! Un match che richiedeva innanzitutto uno stomaco forte più che i muscoli, e per entrare nella testa del suo avversario Helmsley nelle settimane precedenti visitò alcune fattorie dell’America rurale e contadina, quell’America che neanche aveva mai visto, e di cui aveva solo sentito i racconti, rimanendo allibito ogni volta che un tale porcile potesse esistere davvero, e che la gente come Godwinn ci vivesse persino!

17/12/1995 – In Your House 5

Dall’Hersheypark Arena di Hershey, Pennsylvania, iniziò l’ultimo In Your House dell’anno. In apertura ci fu il Tag Team match tra Sycho Sid & 1-2-3 Kid e Razor Ramon & Marty Jannetty, il primo vero match per mostrare la forza della nuova Million Dollar Corporation. Per quanto Sid e 1-2-3 Kid potessero essere affiatati però, Ramon era pur sempre il campione Intercontinentale, e fu proprio lui a regalare al suo team la vittoria .

Il match successivo fu quello tra Ahmed Johnson e Dean Douglas, che però fu anticipato da un’assoluta sorpresa: il ritorno di Jeff Jarrett! Dopo 5 mesi di assenza “Double J” era tornato: senza il suo fido The Roadie (con cui aveva avuto dei contrasti dopo aver perso contro Shawn Michaels a luglio), ma con un tour promozionale di assoluto successo. Il suo primo singolo, With My Baby Tonight, gli aveva permesso -stando a Jerry “The King” Lawler, amico personale della famiglia Jarrett- di vendere fino a 500.000 copie, guadagnandosi così il suo primo disco d’oro, consegnatogli proprio da Lawler, dopo la quale Jarrett annunciò addirittura un intero album, chiamato Greater Than Great. Non avrebbe però rinunciato al wrestling, visto che straordinario trampolino era stato per la sua carriera musicale, e pertanto annunciò che sarebbe stato il primo partecipante dell’imminente Royal Rumble match!

Jeff Jarrett mostra il disco d’oro

Anche se Jarrett lasciò poi spazio al match tra Ahmed Johnson e Dean Douglas, l’incontro in realtà non avvenne, perché Douglas sostenne di non poter combattere a causa di un infortunio alla schiena, promettendo però che Johnson avrebbe affrontato uno dei suoi “studenti migliori” al posto suo. L’eletto di Douglas si rivelò essere il debuttante Buddy Landel, che però non si rivelò esattamente un ostacolo insormontabile per Ahmed Johnson, che trionfò in modo schiacciante grazie alla sua mossa finale, la Pearl River Plunge.

Ahmed Johnson, al suo primo match singolo in PPV

Anche con la sua netta vittoria, Jerry “The King” Lawler continuò a sfottere Johnson per la sua scarsa istruzione come fatto per tutto il mese precedente, il tutto con la complicità di Jeff Jarrett, che lo colpì alle spalle con il suo disco d’oro!

Il match successivo era anche quello con le prospettive più stravaganti: l’Arkansas Hog Pen match tra Hunter Hearst Helmsley e Henry O. Godwinn. Il tanfo del recinto pieno di fango e maiali, piazzato vicino alla rampa d’ingresso, sarebbe bastato a far svenire chiunque, ma Godwinn tra i maiali c’era cresciuto, e rispetto a Helmsley aveva certamente uno stomaco più forte. Per l’occasione l’arbitro speciale fu l’hillbilly per eccellenza della WWF, Hillbilly Jim, ma neanche avere tutti questi fattori a favore aiutò Henry O. Godwinn, perché fu Helmsley a scaraventare l’avversario per primo tra i maiali, vincendo il match, anche se non si poté definire una vera e propria vittoria, visto che anche a match concluso Godwinn fece fare un bagno tra i maiali anche a lui! Il peggior incubo di Hunter Hearst Helmsley si era realizzato: bastava quello a far dimenticare la vittoria, così come a disonorare il suo nobile nome, e ora neanche cento docce avrebbero mai fatto passare quella puzza!

A seguire ci fu il match tra Diesel e Owen Hart, che non appena vide gli occhi di “Big Daddy Cool” mostrò indubbio pentimento per la sua scelta di lanciare una sfida a chiunque: la carriera di Shawn Michaels era a serio rischio a causa sua, e ora Diesel voleva ripagarlo della stessa moneta, e infatti non appena l’arbitro capì che a Diesel non importava vincere il match, ma massacrare Owen a suon di Jacknife Powerbomb, chiamò la qualifica! Finito il match, Diesel se ne tornò nel backstage senza protestare, consapevole di aver mandato a tutti un chiaro messaggio: il nuovo Diesel non avrebbe fatto sconti a niente e nessuno!

Una facile vittoria per Diesel

La serata di In Your House non prevedeva altri match per la Million Dollar Corporation, ma Ted DiBiase trovò comunque il modo di inserirsi per ribadire un concetto per lui fondamentale, ossia che tutti avevano un prezzo, e per dimostrarlo il “Million Dollar Man” decise simbolicamente di comprare l’idolo di milioni di bambini, che proprio in quel periodo lo reclamavano più che mai… Babbo Natale! Nel corso della serata infatti Savio Vega distribuì doni a tutti i bambini dell’arena insieme a un uomo vestito da Babbo Natale, che improvvisamente su ordine di DiBiase si rivoltò contro Vega! Il “Million Dollar Man” aveva rovinato la purezza di Babbo Natale agli occhi dei più piccoli, ma se non altro dopo le botte subite il portoricano rassicurò i bambini rialzandosi e smascherando il presunto Babbo Natale, che si rivelò essere un uomo mai visto prima, il chè alimentò voci e speculazioni: era un nuovo membro della Million Dollar Corporation?

Il match successivo fu il Casket match tra Undertaker e King Mabel. Si rivelò un match abbastanza breve, vinto dal padrone “di casa” Undertaker, che pose presumibilmente fine alla faccenda con King Mabel, iniziata dall’inizio dell’autunno, da quando gli distrusse il volto costringendolo a indossare una maschera. Ma soprattutto, con questa vittoria il Becchino rientrò in possesso dell’oro della sua urna, dalla quale ormai era separato da 9 mesi. Finalmente Undertaker si era ricongiunto da ciò che gli era più caro al mondo: era dovuto passare per innumerevoli fatiche, affrontando Kama prima, King Mabel poi, e una faccia distrutta, ma ce l’aveva fatta, e dandola in custodia al suo fedele manager Paul Bearer se ne andò, finalmente in pace.

Undertaker è di nuovo in possesso dell’oro della sua urna

A chiudere l’evento fu ovviamente il match per il titolo WWF tra Bret Hart e British Bulldog, che sebbene non si rivelò emozionante come il loro precedente a SummerSlam 1992 fu un ottimo match, senz’altro il migliore della serata. I due so conoscevano ovviamente a memoria per la loro storia personale, e rispetto al match di Wembley a rubare l’occhio fu l’incredibile quantità di sangue perso da Bret Hart. British Bulldog ridusse infatti L’Hitman a un’autentica maschera di sangue, e neanche davanti a un’immagine tanto cruenta Diana Smith sembrò provare qualcosa per il fratello: ormai era corrotta tanto quanto suo marito, e come lui non vedeva altro che il titolo WWF!

Nonostante un match difficile fisicamente e mentalmente, Bret sfruttò tutta la sua esperienza di campione, e sconfisse il cognato con un Roll Up, prendendosi la rivincita che sognava da oltre 3 anni e lanciando un messaggio a tutto il Camp Cornette: ci sarebbe voluto molto di più per rubargli il titolo WWF!

RAW

Becchini, perversi, e… traditrici

Sconfitto British Bulldog, il prossimo avversario per Bret Hart sarebbe stato Undertaker, come già annunciato dal Presidente WWF Gorilla Monsoon a In Your House. Non poteva essere altrimenti: già il mese prima il Becchino era stato considerato la prima alternativa a British Bulldog per la lotta al titolo WWF, e inoltre Bret Hart e Undertaker non si erano mai affrontati prima: sarebbe stata una sfida inedita ed elettrizzante tra due dei più grandi esponenti della new generation, due wrestler completamente diversi, e in un match dove pronosticare un vincitore sembrava davvero impossibile (anche se la cosa infastidì non poco Diesel, che da ex campione sentiva di avere la priorità, facendo ben capire il suo disappunto verso il Becchino già nel backstage di In Your House).

Il prossimo sfidante di Bret Hart

Per quanto riguardava il titolo Intercontinentale, il primo sfidante di Razor Ramon si rivelò essere Yokozuna, che tentò di conquistare il titolo al RAW post-In Your House, uscendone però sconfitto. Ma c’era anche qualcun’altro che si stava interessando al “Bad Guy”, ma non nel modo in cui tutti si sarebbero aspettati, perché quel qualcuno era Goldust.

Il bizzarro wrestler dorato mandò infatti dei messaggi abbastanza ambigui verso Razor Ramon, che sin dal suo arrivo in WWF si vantava di essere il massimo esponente del machismo, una definizione in cui Goldust sembrava concordare, visto che iniziò a mandare messaggi allusivi a Ramon: il suo rude fascino latino non poteva non solleticare le sue piccanti perversioni, e gli mandò persino lettera ad In Your House (di cui Ramon non riportò i contenuti perché la definì “illeggibile” in un programma per famiglie) per farglielo sapere senza filtri. Si fosse trattato di un altro sarebbe stato un semplice tentativo di sfidare il campione Intercontinentale per la cintura, ma visto che tipo “particolare” fosse Goldust non era difficile credere che provasse davvero una certa attrazione per Razor Ramon. Ma se ci fosse stata anche una cintura di mezzo di certo non l’avrebbe disdegnata, visto il suo feticismo per tutto ciò che era dorato.

Se per Royal Rumble il match per il titolo Intercontinentale sembrava virare verso un Razor Ramon vs Goldust, completamente diversa per la situazioni di Alundra Blayze e la sua cintura femminile. Alundra tornò infatti in WCW, dove aveva lottato dal 1991 al 1993 con il nome di Madusa, prima di unirsi alla WWF come punta di diamante del progetto di rilancio della divisione femminile, accantonata da anni. Il suo ritorno alla federazione di Atlanta però non fu affatto di basso profilo, ma fu anzi l’ennesimo colpo basso della WCW nella sua guerra alla WWF: durante una puntata di Nitro infatti, Alundra sancì il suo ritorno presentandosi con la cintura femminile della WWF (ancora in suo possesso), per poi buttarla simbolicamente nel cesto della spazzatura! Fu un gesto forte e dalle conseguenze più che tangibili, perché dopo essere stata riesumata nel dicembre di 2 anni prima, la WWF non istituì una nuova cintura femminile, mettendo di fatto fine alla categoria.

Alundra Blayze lascia la WWF

Intanto, a WWF Superstars Ted DiBiase accompagnò l’uomo che ad In Your House si era vestito da Babbo Natale per il suo primo match, il cui nome venne svelato essere Xanta Claus. Rispetto al vero Babbo Natale non veniva dal polo nord, ma dal polo sud, e dimostrò tutte la sue credenziali battendo Scott Taylor in pochi secondi. Tutti però notarono un dettaglio: Xanta Claus non aveva la Million Dollar Belt che DiBiase aveva promesso di assegnare al nuovo fiore all’occhiello della Million Dollar Corporation, dunque il “prescelto” non era lui, ma doveva ancora essere svelato. Ma di chi si sarebbe trattato?

Xanta Claus, nuovo rinforzo di Ted DiBiase

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