Gennaio 1989: George H. Bush si insedia alla Casa Bianca, muore l’imperatore giapponese Hirohito, la Palestina si dichiara indipendente, viene giustiziato il serial killer Ted Bundy, si spegne Salvador Dalì, al cinema escono California Skate, Un Detective Particolare, e In Fuga Per Tre, e You Got It di Roy Orbison è in testa alle classifiche: 

Nel frattempo i campioni in WWF sono:

Campione WWF: Randy Savage

Campione Intercontinentale: Ultimate Warrior

Campioni di coppia: i Demolition (Ax & Smash)

Campionessa femminile: Rockin’ Robin

Campionesse di coppia: le Glamour Girls (Judy Martin & Leilani Kai)

Guai in paradiso?

Hulk Hogan aveva battuto i Twin Towers a Survivor Series, ma non aveva intenzione di limitarsi a questo dopo quanto accaduto al Brother Love Show di novembre, e avrebbe iniziato dando una lezione al membro più grosso, Akeem, in occasione della nuova edizione del Saturday Night’s Main Event. Naturalmente tutti si aspettavano un intervento di Big Boss Man, ma a coprire le spalle all’Hulkster ci sarebbe stato ovviamente “Macho Man” Randy Savage (che avrebbe seguito il match da un monitor nel backstage accanto a “Mean” Gene Okerlund), oltre che Miss Elizabeth a bordo ring a motivarlo. 

Com’era prevedibile Big Boss Man e Slick intervennero, pronti a sfruttare ogni occasione, ma appena l’arbitro venne messo involontariamente KO da Hogan, iniziò il peggio: i Twin Towers colpirono l’Hulkster con tutto ciò che avevano, riducendolo praticamente a brandelli. Tutti si aspettavano un tempestivo intervento di Savage, ma non arrivò, e in ogni collegamento col backstage il campione WWF continuava a fissare il monitor, rispondendo a Gene okerlund che era sicuro che “se la sarebbe cavata”. Ma i secondi passavano, e stanca di vedere Hogan massacrato, Elizabeth corse nel backstage per portare di sua mano “Macho Man”, che però rassicurò la sua manager che non ce ne fosse bisogno. Nessuno sembrava crederci: Hogan aveva salvato Savage innumerevoli volte, ma ora Savage sembrava quasi avere paura! Hogan aveva sicuramente abituato tutti a resistere a colpi che avrebbero costretto alla sedia a rotelle qualsiasi essere umano, ma l’estrema fiducia (o l’estrema paura) di Savage gli sarebbe potuta costare caro!

Hogan viene fatto a pezzi dai Twin Towers… mentre Savage non fa nulla!

Appena l’arbitro riprese i sensi, il match tornò a svolgersi regolarmente, e complice anche il ritorno delle energie in Hulk Hogan, per Akeem sembrava non esserci scampo. I colpi subiti sembravano non aver spezzato l’Hulkster, che proprio quando era a un passo dal chiudere tutto con la sua Leg Drop venne colpito da Big Boss Man, facendo chiamare la squalifica: ai Twin Towers non interessava vincere il match, ma mettere fine alla carriera di Hogan, che venne strozzato col manganello di Big Boss Man, facendogli perdere i sensi. A quel punto Slick e i Twin Towers scelsero la loro prossima vittima: la povera e inerme Miss Elizabeth! Presa Elizabeth, Big Boss Man la ammanettò, facendo presagire il peggio per lei, quando finalmente intervenne (con colpevole ritardo) Randy Savage, che mise tutti in fuga armato di sedia.

“Macho Man” era finalmente intervenuto, ma mentre i Mega Powers tornavano nel backstage per leccarsi le ferite, per la prima volta sconfitti, i fan iniziarono a chiedersi perché il campione WWF ci avesse messo così tanto prima di decidere a intervenire, e perché l’avesse fatto solo quando era Miss Elizabeth ad essere in pericolo, a discapito di Hulk Hogan.

I Mega Powers, per la prima volta usciti malconci

Dal suo canto Hogan ridimensionò la cosa: l’amicizia tra lui e Savage era troppo solida perché potesse essere messa in dubbio da questo “piccolo” episodio, e l’Hulkster non era così malizioso da pensare male dei suoi amici fraterni, e continuò ad aiutare il suo partner ogni volta che fosse necessario, come durante gli eventi di un match tra Randy Savage e Akeem, dove il solito Big Boss Man, che cercò di riservare a “Macho Man” lo stesso trattamento riservato ad Hogan, prima che quest’ultimo arrivasse per fare piazza pulita, mandando in fuga entrambi i Twin Towers.


I Mega Powers ribadirono la loro unità d’intenti al Brother Love Show, dove il suo conduttore, che si professava come il più grande esperto mondiale sull’ amore, insinuò che quell’amore fraterno che i Mega Powers avevano sempre ostentato si stava pian piano affievolendo, ma l’Hulkster fermò subito Brother Love, rassicurando tutti che i Mega Powers fossero guidati solo e soltanto dall’amore: a partire da quello che univa Savage e Miss Elizabeth, intuibile dagli sguardiche si scambiavano (lasciando intendere che tra i due ci fosse qualcosa di più di una semplice collaborazione professionale, cosa presumibile ma mai menzionata da nessuno prima), fino a quello tra lui e Elizabeth, che l’Hulkster paragonò a quello tra un fratello e una sorella, e soprattutto l’inscalfibile amore fraterno che univa i due da quasi un anno e mezzo.

Le incomprensioni tra i due sembravano passate (anzi, stando a Hogan non c’erano proprio mai state), e ora i Mega Powers erano pronti a dimostrarlo in maniera definitiva, affrontando finalmente i Twin Towers in un decisivo Tag Team match!

La rivolta del gallo rosso

Ormai Bobby “The Brain” Heenan iniziò ad arrendersi all’idea di aver fatto fiasco con Red Rooster: tecnicamente era ancora imbattuto, ma l’ex Terry Taylor era stanco di sentirsi trattare come ultima ruota del carro della Heenan Family, e “The Brain” non faceva altro che criticarlo, se non sminuirlo davanti a tutti (soprattutto nelle intervista con Jesse “The Body” Ventura, che si divertiva a sottolinearne i limiti insieme a Heenan). Certo, ai microfoni Heenan continuava a parlare di lui come “un vincente”, ma  la tensione tra i due -palpabile già da tempo- raggiunse il culmine al Saturday Night’s Main Event, durante un match tra Red Rooster e Tito Santana.

Heenan passò tutto il match a urlargli contro, e stanco di sentirsi trattare come un incapace, Red Rooster gli rispose per le rime, arrivando addirittura a spintonare il suo manager, che sembrava quasi sperare che perdesse per potergli rinfacciare quanto fosse inadeguato.

Bobby Heenan rimprovera Red Rooster per l’ennesima volta

All’ennesima discussione tra i due, Santana approfittò della distrazione di Red Rooster per schienarlo con un Roll Up, mettendo fine alla sua imbattibilità: adesso Heenan aveva un motivo in più per avercela col suo assistito, ma Red Rooster non aveva intenzione di farsi insultare ancora, e disse a “The Brain” che non aveva bisogno di lui… esattamente le ultime parole che Heenan voleva sentirsi dire, a cui rispose con uno schiaffo! A quel punto era chiaro a tutti che tra i due fosse finita, e Red Rooster tirò fuori tutto il suo orgoglio prendendo Heenan a pugni, costringendolo alla fuga!

Dopo Ken Patera, Big John Studd, e Harley Race, anche Red Rooster si aggiungeva alla lunga lista degli ex clienti di Heenan ribelli, e Gorilla Monsoon decise di premiare il suo coraggio invitandolo alla conduzione di Prime Time Wrestling insieme a lui e Heenan, cosa che “The Brain” ovviamente non gradì affatto.

Red Rooster a Prime Time Wrestling, con Heenan che neanche lo guarda

I due passarono tutta la puntata a punzecchiarsi con Monsoon a fare da moderatore (dove Red Rooster dichiarò anche di voler mantenere il nome, nonostante gli fosse stato attribuito da Heenan), finché non accadde l’impensabile: Heenan pose le sue scuse a Red Rooster! Persino Gorilla Monsoon era senza parole, non avendo mai sentito “The Brain” fare le sue scuse a nessuno, eppure sembrava più che intenzionato a sotterrare l’ascia di guerra con una stretta di mano. Un’immagine troppo bella per essere vera, perché il vero Heenan venne fuori, mollando subito uno schiaffo a Red Rooster! Prima ancora che potesse realizzare quanto fosse successo, Red Rooster venne attaccato da dietro da un brutto ceffo che sembrava appena uscito da una fabbrica, con abiti trasandati e una maglietta dei New York Yankees malridotta, che usò uno sgabello per colpire sia lui che Gorilla Monsoon! Chiunque fosse sembrava agire per conto di Heenan, e non mostrò la minima pietà gettando addosso a Red Rooster un intero armadietto (!) per poi eseguirci sopra una Body Slam! Appena la situazione si calmò, Heenan rivelò l’identità del misterioso assalitore: si chiamava The Brooklyn Brawler, ed era il nuovo membro della Heenan Family!


L’assalto di Brooklyn Brawler creò anche problemi nel rapporto tra Bobby Heenan e Gorilla Monsoon la settimana dopo: anche se i due non andavano praticamente mai d’accordo conducevano insieme Prime Time Wrestling ogni settimana, dunque alla base c’era un inevitabile affetto reciproco che forse nessuno dei due avrebbe ammesso mai, e “The Brain” chiese più volte scusa a Monsoon di quanto non avesse mai fatto con nessun’altro in tutta la sua vita, stavolta sicuramente più sincere delle scuse fatte a Red Rooster la settimana prima.

Monsoon era forse l’unica persona per cui Heenan provava sincero rispetto, e il perfido manager affermò che fare del male anche a lui non faceva parte del piano, il ché rendeva Brooklyn Brawler persino più imprevedibile: sicuramente non aveva la forza di André the Giant, la furia di King Haku, o il fisico di Rick Rude, ma se Brooklyn Brawler non seguiva neanche gli ordini di Heenan, allora era potenzialmente il membro più pericoloso della Family.

Pronti alla rissa

Survivor Series doveva essere l’atto finale tra Brutus “The Barber” Beefcake e “Outlaw” Ron Bass, ma nessuno dei due era riuscito a dare il colpo di grazia all’altro, e poi Beefcake non si sarebbe fermato finché non avrebbe avuto lo scalpo di Bass! Presto i due si sarebbero affrontati di nuovo, e stavolta persino i capelli di Beefcake sarebbero stati in palio, perchè si sarebbe trattato di un Hair vs Hair match! “The Barber” iniziò ad assaporare quel momento fantasticando su che taglio apportare ai capelli di Bass, mostrando persino degli sketch di prova a Brother Love.

Beefcake si sbizzarrisce su come tagliare i capelli a Bass

Giunti al match tutto andò come da copione, con Beefcake che riuscì a far svenire Bass con la sua Sleeper Hold, per poi procedere a quello che sognava da 5 mesi. Beefcake si godé ogni momento, senza l’intenzione di andarci leggero: non si limitò a tagliargli i capelli, ma a rasarlo completamente fino a renderlo completamente calvo! Quando Bass riprese conoscenza Beefcake se n’era già andato da tempo, con tanto di festeggiamenti tra il pubblico, realizzando quanto fosse successo una volta viste le innumerevoli ciocche di capelli sparse per tutto il ring, furioso e incredulo. “The Barber” aveva ottenuto finalmente la sua vendetta: Bass si era preso il suo match per il titolo Intercontinentale, e lui si era preso il suo scalpo!

Beefcake finalmente ottiene la sua vendetta

Il Saturday Night’s Main Event diede anche ai fan un rematch per il titolo Intercontinentale tra Ultimate Warrior e Honky Tonk Man, con il Guerriero che stavolta non avrebbe beneficiato dell’effetto sorpresa di SummerSlam. Ma nonostante il rockabilly avesse avuto molto più tempo per prepararsi e studiare l’avversario, Ultimate Warrior trionfò senza esitazioni, schienandolo dopo una Shoulder Block che avrebbe sfondato un muro di mattoni.

Anche se per Honky Tonk Man il titolo Intercontinentale sembrava un capitolo ormai chiuso, avrebbe potuto presto trovare riscatto nell’imminente Royal Rumble match, che rispetto all’anno prima avrebbe avuto qualche modifica. Dai 20 partecipanti della prima edizione infatti la Rissa Reale sarebbe passata a ben 30, e stavolta avrebbe incluso tutte le più grandi stelle della WWF, con una lista da far venire i brividi solo a leggere i nomi: Hulk Hogan, Randy Savage, Ted DiBiase, André the Giant, Tito Santana, Jake Roberts, Honky Tonk Man, Big John Studd, Bad News Brown, e tanti altri, come il rientrante Rick Martel, finalmente di nuovo autorizzato a combattere dopo il brutto infortunio rimediato 6 mesi prima per mano dei Demolition. Il favorito per tutti era André the Giant, da sempre autentico mattatore delle Battle Royal, ma c’era anche la sua storica nemesi Big John Studd, l’uomo che più di tutti aveva fatto faticare André prima di Hulk Hogan, e che aveva promesso di rendere la vita della Heenan Family un vero inferno.

Big John Studd, tra i favoriti della Royal Rumble

Sarebbe stato un match pieno di incroci: oltre a Studd André avrebbe potuto dare una lezione a Jake Roberts, Ron Bass voleva vendicarsi di quanto subito da Brutus Beefcake, i Demolition avrebbero potuto fare a pezzi i Powers of Pain, Bad News Brown e Ted DiBiase potevano rilanciarsi in ottica titolo WWF contro Randy Savage, e i Mega Powers avrebbero dovuto mostrare unità in un match dove invece l’egoismo era fondamentale per vincere, oltre che affrontare i Twin Towers ancora una volta. Comunque fosse andata, si preannunciava come un match stellare.

15/1/1989 – Royal Rumble 1989

Dal Summit di Houston, Texas, iniziò Royal Rumble, il primo sotto forma di PPV, e a dare inizio all’azione fu un 6 Men Tag Team match tra Jim Duggan & la Hart Foundation contro Dino Bravo & i Rougeaus, ennesimo capitolo della faida tra Jimmy Hart e i suoi vecchi clienti. Bret Hart era orgogliosamente canadese proprio come i loro avversari, ma a differenza loro non avevano alcun interesse a sminuire lo stile di vita americano, il ché rese la collaborazione con Jim Duggan assolutamente priva di intoppi, e anzi fu proprio “Hacksaw” a procurare a Bret lo schienamento vincente, dopo aver colpito Bravo col suo 2×4. Anche se in modo sporco, la Hart Foundation aveva provato ancora una volta di potersela cavare anche senza Jimmy Hart, ma mancava ancora un test importante per dimostrarlo del tutto: vincere le cinture di coppia!

Dopo un match per il titolo femminile tra Rockin’ Robin e Judy Martin cinto dalla campionessa, fu il momento di un contest che avrebbe risposto a una delle domande più ricorrenti tra i fan: chi aveva il fisico migliore in tutta la WWF? Dopo la prova di forza di Dino Bravo dell’anno prima ora era il momento di premiare la definizione muscolare, e con il coinvolgimento di due dei fisici più impressionanti della WWF: Ultimate Warrior e “Ravishing” Rick Rude! Sin dal suo debutto Rude si vantava di avere il miglior corpo della federazione, motivo per cui arrivò immediatamente allo scontro con Paul Orndorff, ma ora che “Mr. Wonderful” non era più in WWF era proprio il campione Intercontinentale il suo principale rivale per questo primato. Il giudice sarebbe stato il pubblico del Summit, che naturalmente si schierò sempre dalla parte del campione Intercontinentale, decretandone la facile vittoria.

Ma Rude era l’uomo più egocentrico della WWF, e ovviamente non poteva accettare la sconfitta attaccò Ultimate Warrior alle spalle con la barra a molla che usava per allenare le braccia. Dopo aver dato una lezione al vincitore Rude se ne tornò nel backstage, mentre Ultimate Warrior si rialzò come un posseduto, facendo a pezzi qualsiasi cosa gli capitasse a tiro, senza accorgersi di aver fatto piazza pulita di innocenti uomini del management che erano giunti per sincerarsi delle sue condizioni! Seppur in un delirio di adrenalina, Ultimate Warrior rischiava grosse sanzioni, ma diede anche dimostrazione di quanto la sua furia cieca potesse essere devastante se innescata: Rick Rude aveva firmato la sua condanna a morte per aver colpito la forza più devastante della WWF!

L’ultimo match singolo fu tra Harley Race e King Haku, che dopo aver messo KO Race con un Superkick lo schienò, confermandosi l’unico e autentico Re della WWF, oltre che il miglior esecutore di cui Bobby Heenan disponesse. Arrivò poi il momento tanto atteso: quello del Royal Rumble match, che con 10 partecipanti in più sarebbe stata molto più difficile dell’anno precedente, senza contare il prestigio dei nomi coinvolti, e mai come stavolta il proprio numero d’ingresso sarebbe stato un fattore fondamentale. Per assicurare massima imparzialità, la WWF decise che i wrestler avrebbero estratto i loro numeri d’entrata da un pallottoliere come quello delle lotterie: Ma anche dinanzi al caso i soldi di Ted DiBiase ebbero la meglio, perché dopo un’estrazione non fortunata gli permisero di comprare un numero d’ingresso più vantaggioso dal corrotto Slick, che gli cedette il numero di Akeem.

Ted DiBiase contrariato dal suo numero d’ingresso

Ma le alleanze sarebbero servite a poco, perché come ribadì Howard Finkel il motto della Royal Rumble era “Ognuno per sé stesso”, e per capirne la veridicità bastava vedere i primi 2 ingressi: Ax e Smash, i Demolition, che sarebbero stati costretti a combattere l’un l’altro! I campioni di coppia non esitarono a combattersi con tutto ciò che avevano, consapevoli che avrebbero ritrovato la loro unità all’ingresso del n.3, e gli sarebbe anche convenuto, perché il terzo ingresso fu quello di André the Giant!

Dall’ingresso del gigante francese ne seguirono altri di rilievo, come Greg Valentine, Mr. Perfect, e Jake Roberts, che però venne eliminato da André the Giant dopo appena 2 minuti. Il gigante francese si era vendicato di “The Snake”, dimostrando quanto non convenisse provocare uno come lui, ma Roberts non aveva intenzione di far finire la serata così, e dopo essere andato nel backstage tornò all’attacco… insieme a Damian! Non appena vide il serpente nel ring, André andò nel panico, e scappò dal ring oltrepassando la terza corda! Jake Roberts aveva di nuovo fatto sentire piccolo André sfruttando la sua paura dei serpenti, e per il francese, che si era costruito la fama di mattatore di Battle Royal e simili, questa era la più grande delle umiliazioni!

Se Smash durò poco nel match, Ax si dimostrò molto più resistente, durando ben 14 minuti, prima di venire eliminato da Mr. Perfect, ma i Demolition non furono l’unica coppia chiamata a dover resistere all’individualismo della Royal Rumble, perché ci furono anche i Rockers, autori di una buona prestazione (in particolare Shawn Michaels, che durò il doppio di Marty Jannetty). L’ingresso di Michaels arrivò subito prima di una serie di entrate di prestigio come Honky Tonk Man, Tito Santana, Bad News Brown, e soprattutto il campione WWF Randy Savage, che appena arrivò nel ring si scagliò immediatamente contro Brown! Stare nel ring insieme a Brown in un match senza regole poteva essere pericoloso per “Macho Man”, ma non per molto, perché arrivò anche l’altra metà dei Mega Powers… Hulk Hogan! Naturalmente l’Hulkster fu l’autentico mattatore del match: eliminò Mr. Perfect (che coi suoi 27 minuti superò il record di permanenza fatto da Bret Hart l’anno prima, dando fede alla sua nomina di “uomo perfetto”) e fece l’eliminazione più veloce possibile buttando fuori Warlord -che era appena entrato nel ring- in appena 2 secondi!

Ma se qualcosa andò storto per Hogan, quella fu la sua collaborazione con Randy Savage, che sembrava lottare troppo per conto suo, senza cercare troppo il partner. Le cose precipitarono quando Hogan, vedendo Savage e Bad News Brown che cercavano di buttarsi fuori a vicenda, ne approfittò per eliminare entrambi, rimanendo l’unico uomo nel ring.

“Macho Man” prese malissimo la cosa, ed entrò nel ring per esprimere tutto il suo disappunto verso l’amico fraterno, da cui si sentiva tradito, e i due arrivarono quasi a mettersi le mani addosso. La Royal Rumble era un match che per definizione poteva creare problemi a tutte le coppie, ma la reazione di Savage era inaspettata per tutti, e prima che la situazione degenerasse arrivò Miss Elizabeth a tentare di calmare gli animi. Dopo qualche istante di tensione Savage tornò in sé, e abbracciò Hogan sancendo la pace tra i due. Ma non c’era più tempo per simili discussioni, perché in sequenza entrarono entrambi i Twin Towers! Senza “Macho Man”, Hogan fu costretto ad affrontare Big Boss Man & Akeem da solo, e non potendo contare su nessun aiuto venne eliminato dai due, tornando però nel backstage dopo una prestazione maiuscola e ben 10 eliminazioni, più di chiunque altro. 


L’Hulkster si prese una parziale rivincita aiutando Brutus Beefcake a eliminare Big Boss Man, intraprendendo con l’ex poliziotto una risse che si spostò poi nel backstage, finché non entrarono poi tutti gli ex uomini di Bobby Heenan: Red Rooster, Hercules, e Big John Studd, e anche se non c’erano più uomini della Heenan Family a cui farla pagare, c’era pur sempre il suo compare Ted DiBiase, che dopo aver corrotto Slick entrò con il numero 30. Ma se “Million Dollar Man” riuscì a eliminare i primi due, con un Big John Studd motivato come non mai le cose si fecero più complicate.

Studd fece valere la sua stazza buttando fuori il gigantesco Akeem, e si dimostrò definitivamente redento resistendo al tentativo di corruzione di DiBiase, che gli propose soldi per fars eliminare. Ma Studd non era tornato per fare soldi facili, ma per distruggere Bobby Heenan e i suoi amici, ed eliminò DiBiase senza la minima esitazione! Big John Studd aveva vinto la Royal Rumble, ma soprattutto aveva mantenuto la sua promessa: non avrebbe permesso a nessuno vicino al suo ex manager di vincerla, dimostrando che non era tornato solo per trovarsi un impiego, ma che era più in forma che mai!

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