Aprile 1988: L’Ultimo Imperatore vince l’Oscar per Miglior Film, al cinema escono Intrigo a Hollywood, Le Mille luci di New York, 18 Again!, e Colors, mentre i Poison pubblicano la loro Nothin’ But a Good Time:

Nel frattempo i campioni in WWF sono:

Campione WWF: Randy Savage

Campione Intercontinentale: Honky Tonk Man

Campioni di coppia: i Demolition (Ax & Smash)

Campionessa femminile: Sherri Martel

Campionesse di coppia: le Jumping Bomb Angels (Itsuki Yamazaki & Noriyoto Tateno)

Giganti si diventa

Il nuovo eroe della WWF Randy Savage aveva conquistato il titolo mondiale tra il tripudio del pubblico e le lacrime di gioia di Miss Elizabeth, Ted DiBiase aveva capito sulla sua pelle che non tutto “ha un prezzo”, e l’alleanza tra la Macho Madness e l’Hulkamania si era ormai consolidata nella serata di Atlantic City; e poi dei nuovi campioni di coppia con un peso totale di 260 kg che non avevano intenzione di mollare, e un arrogante campione Intercontinentale che ancora una volta era riuscito a cavarsela… WrestleMania IV aveva chiuso delle porte e ne aveva aperte tante altre.

“Macho Man” Randy Savage era pronto a presentarsi al mondo come campione indiscusso della WWF, e le sue prime difese titolate non tardarono ad arrivare. Savage non aveva dimenticato i colpi di bastone che aveva dovuto incassare da One Man Gang nella semifinale del torneo di WrestleMania IV, con un pestaggio che avrebbe potuto costargli il main event con Ted DiBiase. Anche se Savage aveva comunque conquistato il titolo, la voglia di farla pagare a Slick e il suo assistito c’era ancora, tanto da offrirgli un match col titolo in palio al Saturday Night’s Main Event.

Ma stavolta a Slick il suo bastone gli si rivoltò contro, perché il manager durante il match colpì senza volerlo proprio One Man Gang, con Savage vittorioso con una successiva Elbow Drop e finalmente con un sassolino nello stivale in meno.

Savage trionfante nella sua prima difesa televisiva

Tra i grandi delusi di WrestleMania c’era sicuramente André the Giant, che ancora una volta non era riuscito né a conquistare il titolo WWF, né a battere il suo rivale Hulk Hogan. Si era però rivelato decisivo per l’avanzamento nel torneo per il titolo del suo amico Ted DiBiase fino alla finale distraendo “Hacksaw” Jim Duggan nel primo round contro il “Million Dollar Man”. Quello che per André era uno dei tanti interventi a favore del suo “padrone” per Duggan era l’opportunità di una vita che era sfumata, e non poteva di certo lasciar correre. Fu così che Duggan salì sul ring con il gigante francese per sfidarlo a un match: “Hacksaw” non era certo un main eventer, e sfidare apertamente un gigante di 230 kg che solo Hulk Hogan era riuscito a battere in 16 anni di carriera non sembrava la più brillante delle idee, ma Duggan aveva un cuore da vendere, anche se André reagì ridendogli in faccia, per poi strozzarlo e colpirlo con una serie di testate così violente da fargli sputare sangue!

Ma con le ultime energie rimaste, Duggan colpì André in testa col suo 2×4 riuscendo a metterlo KO, mettendo in chiaro che lo avrebbe affrontato senza paura: non importava quanta differenza di stazza ci fosse tra i due, perché Jim Duggan non avrebbe mai mollato!

Bobby Heenan non esitò a scatenare contro Duggan il suo esecutore preferito, Hercules, durante il Saturday Night’s Main Event, cosi come non esitò a intervenire nel match interrompendo il sicuro contro di 3 dell’arbitro di Duggan su Hercules. La situazione per Duggan si faceva disperata, con Heenan, Hercules e André a fare di lui un pungiball, ma in aiuto di “Hacksaw” arrivò Ultimate Warrior, che dopo la faida con Hercules per tutto il mese precedente non nutriva simpatia per la Famil, e aiutò Duggan a fare piazza pulita col 2×4.

Un avance di troppo

Ad eccezione di Hulk Hogan vs André the Giant, i match del torneo di WrestleMania IV furono casuali, ma questo non impedì la nascita di faide al loro interno: a WrestleMania Jake Roberts e Rick Rude si erano eliminati a vicenda lottando oltre il limite di tempo di 15 minuti, ma la storia tra loro non era finita. Rude era un narcisista egocentrico, ed era sua abitudine entrare nelle arene mettendosi in mostra, abbagliando le donne dell’arena col suo fisico perfetto, e persino e selezionarne alcune per concedergli “ l’onore” di baciarle in quanto i loro uomini “grassi e fuori forma” e non avrebbero mai avuto un fisico come il suo.

Ma Rude un giorno con grande sorpresa selezionò una donna molto attraente che… lo rifiutò! Rude e Bobby Heenan non potevano affrontare un tale affronto: nessuna donna poteva rifiutare Rick Rude! “The Brain” chiese allora per chi era venuta la donna se non per ammirare il fisico perfetto del suo assistito, con la donna che rispose che era venuta per vedere suo marito. Heenan e Rude iniziarono a mostrarsi interessati chiedendo chi fosse, e la risposta gelò i due tanto quanto esaltò l’arena… Jake “The Snake” Roberts era il marito della donna!

Rude per tutta risposta iniziò a insultare Roberts rimediando un ceffone in faccia dalla moglie, e fu lì che Rude sorpassò ogni limite mettendogli le mani addosso; ovviamente Roberts si fiondò dal backstage per massacrare di botte Rude e salvare la moglie, in una rissa così violenta che fu necessario l’intervento di tutto il roster per fermarli.

Nuovo anno, stessi volti

Dopo un posto nel team Hogan a Survivor Series e uno nel torneo per il titolo WWF a WrestleMania IV, “The Rock” Don Muraco sembrava proiettato verso i piani alti, e con una leggenda come “Superstar” Billy Graham a suo supporto (che lo proclamava come “il futuro del wrestling”) la strada sembrava tutta in discesa.

La striscia positiva di Muraco continuò al Saturday Night’s Main Event in un rematch di WrestleMania IV contro Ted DiBiase -che proprio quella sera entrò per la prima volta con una sua personale musica d’ingresso- dove il vincitore sarebbe diventato il nuovo contendente n.1 al titolo mondiale. Nonostante le carte in regola per sfondare e la buona volontà la fortuna non sorrise a Muraco: DiBiase lo scaraventò a terra con una Powerslam, con Muraco che mise il piede sulla corda senza che l’arbitro lo vedesse, contandolo di fatto a terra fino a 3. Incredibilmente DiBiase l’aveva sfangata ancora, e con un grave errore arbitrale.

L’ennesima vittoria sporca di DiBiase

Il Saturday Night’s Main Event fu un’occasione per raddrizzare i torti anche per Brutus “The Barber” Beefcake, che dopo l’ingiusta sconfitta contro Honky Tonk Man per il titolo Intercontinentale era riuscito in compenso a tagliare parte della chioma di Jimmy Hart, con quest’ultimo che meditava vendetta. Era inevitabile che la faida tra i due sarebbe proseguita, con Jimmy Hart che mandò al SNME il suo braccio destro Danny Davis. Ma non solo “The Barber” vinse il match, ma riuscì anche a tagliare i capelli di Davids, diventando di fatto l’incubo di Jimmy Hart, che non sapeva davvero cosa fare dopo questa umiliazione.

La collezione di capelli di Brutus Beefcake si allarga…

WrestleMania IV era rimasta impressa anche nella mente di un altro uomo, Bad News Brown. Il vincitore della Battle Royal di apertura dello show si era infatti visto attaccare dall’ultimo eliminato Bret Hart dopo il match, con tanto di distruzione del trofeo vinto. Brown non aveva intenzione di lasciar perdere, e Bret Hart stesso non si tirò indietro dalle minacce del colosso di Harlem. E non aveva digerito l’eliminazione dalla Battle Royal neanche “Outlaw” Ron Bass, che si era ritrovato  oltre la terza corda per mano di Junkyard Dog, tanto da attaccarlo brutalmente e strangolarlo col suo lazo. Tanti scontenti, tranne uno: Bad News Brown, che dopo pochi mesi già stava chiarendo quanto appartenesse alle alte sfere, bruciando le tappe come pochi potevano fare.

Bret Hart e Brown non se le mandano a dire

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