Settembre 1986: Roberto Baggio esordisce in Serie A, nelle edicole italiane esce il primo numero di Dylan Dog, l’America conosce il fumetto di Watchmen, nelle librerie americane esce It di Stephen King, in TV esordisce l’Oprah Winfrey Show, arriva la serie animata di Ghostbusters, al cinema escono Velluto Blu, Mr. Crocodile Dundee, Il Nome Della Rosa, e Mistery, mentre il tormentone del momento è Walk Like An Egyptian della Bangles:

Nel frattempo i campioni in WWF sono:

Campione WWF: Hulk Hogan

Campione Intercontinentale: Randy Savage

Campioni di coppia: i British Bulldogs (Davey Boy Smith & Dynamite Kid)

Campionessa femminile: The Fabulous Moolah

Campionesse di coppia: le Glamour Girls (Judy Martin & Leilani Kai)

Un federazione, tante voci

Con la fine dell’estate la WWF diede una rinfrescata alla sua programmazione inaugurando due nuovi show, chiamati WWF Superstars of Wrestling e WWF Wrestling Challenge, che andarono a sostituire gli storici WWF Championship Wrestling -il programma che dal 1971 portava nelle case americane tutto il meglio della WWF- e All-Star Wrestling, la cui puntata inaugurale fu degna di nota per Bobby “The Brain” Heenan, che a quasi 2 mesi dalla vittoria di Harley Race del King of the Ring condusse una cerimonia ufficiale di incoronazione.

Ma la prima puntata di Wrestling Challenge fu segnata anche da Jake “The Snake” Roberts, che inaugurò il suo personale talk show: lo Snake’s Pit, la cui scenografia era un misto tra una giungla amazzonica e il set di un film horror. Il primo ospite fu altrettanto pittoresco: Kamala, appena tornato in WWF dopo quasi un paio d’anni di assenza. Rispetto al passato il gigante ugandese stavolta fu accompagnato da un nuovo manager, chiamato semplicemente The Wizard, un esperto di magia nera africana che rese Kamala persino più inquietante e pericoloso del solito.

The Wizard, nuovo portavoce di Kamala

Nuovi talk show o meno, era sempre l’antagonismo tra il Piper’s Pit di “Rowdy” Roddy Piper e il Flower’s Shop di “Adorable” Adrian Adonis a farla da padrona: la WWF non era abbastanza grande per i due, così Adonis sfidò Piper a una battaglia tra talk show, dove avrebbero condotto il Flower’s Shop e il Piper’s Pit in contemporanea!

Ad aggiungere pepe alla situazione in questa “battaglia dei talk show” c’era anche un terzo elemento, ossia “Magnificent” Don Muraco, che in questo confronto partecipò come ospite speciale di entrambi. Il Flower’s Shop infatti non era l’unico show rivale del Piper’s Pit: da più di un anno c’era anche il Body Shop di Jesse “The Body” Ventura, ma se la cosa non aveva mai infastidito Piper per via della sua amicizia con Ventura, con Muraco c’era qualche ruggine: oltre ai suoi impegni con la WWF infatti Ventura aveva deciso di entrare nel mondo del cinema, e visto che avrebbe iniziato col botto affiancando Arnold Schwarzenegger per girare Predator, durante la sua assenza “The Body” nominò proprio l’ex King of the Ring come suo sostituto alla conduzione, cosa che a Piper non piacque per niente, trovando il lavoro di Muraco, Mr. Fuji, e le loro bizzarre camicie hawaiane (in quel periodo nei programmi WWF andava infatti in onda Fuji Vice, una parodia di Miami Vice firmata da Muraco e Fuji) una brutta copia del suo stile di conduzione del Piper’s Pit.

Il confronto non ci mise molto a degenerare, con Muraco e Adonis (e il suo nuovo bodyguard Bob Orton) che si allearono per accanirsi insieme contro Piper, in particolare sul ginocchio sinistro, che Adonis martoriò con scarica di sediate. Solo contro tutti, e senza più Orton a proteggerlo, Piper fu fatto a pezzi, e per concludere il gruppo distrusse anche il set del Piper’s Pit. Per la prima volta Piper non aveva avuto l’ultima parola, e stavolta avrebbe dovuto combattere le sue battaglie da solo, senza gli alleati di cui era solito circondarsi. Adesso, per Roddy Piper si apriva una nuova fase della sua carriera: solo, per la prima volta in svantaggio, e… idolo delle masse! I mesi di assenza dagli schermi avevano creato nel pubblico un certa nostalgia per quell’attaccabrighe scozzese, che forse era sì l’essere più deprecabile che ci fosse, ma aggiungeva pepe agli show, sapeva intrattenere come pochi, e dava sempre a tutti un motivo per sintonizzarsi ogni settimana: un personaggio che tutti amavano odiare, tanto spregevole quanto necessario, e che ora che sembrava passato dall’altra parte della barricata il pubblico si sentì finalmente libero di tifare, come se non avessero aspettato altro per mesi!

Piper umiliato nel suo stesso show

Il nuovo Freddie Blassie

“Classy” Freddie Blassie era stato uno dei più grandi manager  della storia, e l’eredità che Slick doveva reggersi sulle spalle era pesantissima, ma il giovane manager sembrava sapere il fatto suo, e motivò la sua scelta affermando di aver scelto Iron Sheik e Nikolai Volkoff perché, da afroamericano, sapeva tutto del pregiudizio razziale degli americani.

E in effetti ad Iron Sheik & Nikolai Volkoff serviva proprio dargli una bella rinfrescata, non solo perché i British Bulldogs continuavano a dominare la categoria, ma anche perché alla divisione di coppia la competizione aumentò con il debutto di un nuovo team, formato da due vecchie conoscenze: Tonga Kid e King Tonga.

Tonga Kid aveva debuttato nella primavera del 1984 nel mezzo della faida tra Roddy Piper e suo cugino Jimmy “Superfly” Snuka, per poi andarsene in altre federazioni, ma ora era tornato con ancora più esperienza, pronto a ritagliarsi uno spazio maggiore. I due singolarmente si rinominarono Tama e Haku, mentre insieme sarebbero stati noti come… gli Islanders! Dopo i Wild Samoans, una nuova coppia di samoani era pronta ad affacciarsi alla scena titolata, e chissà se anche loro sarebbero riusciti a conquistare le cinture.

Gli Islanders

Oltre ad Iron Sheik e Nikolai Volkoff doveva occuparsi ovviamente anche di Hercules Hernandez, che dopo The Big Event continuò la sua rivalità contro Billy Jack Hayner. Anche se all’evento di Toronto era stato Haynes a trionfare infatti, la prosecuzione del loro antagonismo sembrava inevitabile: entrambi erano giovani, molto muscolosi, e finivano i loro match con la Full Nelson, e di certo non sarebbe bastato un match a porre fine alla loro rivalità.

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