Febbraio 1997: Jalisse vince Sanremo con Fiumi di Parole, viene annunciata la clonazione della pecora Dolly, in Italia apre il primo SMS provider al mondo, al cinema escono Donnie Brasco, Strade Perdute, Suburbia, Dante’s Peak, Potere Assoluto, mentre in radio risuona Push dei Matchbox Twenty:
Nel frattempo i campioni in WWF sono:
– Campione WWF: Shawn Michaels
– Campione Intercontinentale: Hunter Hearst Helmsley
– Campioni di coppia: Owen Hart & British Bulldog
La perdita del sorriso
Di tutti i contendenti per il match titolato di WrestleMania 13, era chiaro che Bret Hart fosse il più motivato dei suoi avversari Vader, Undertaker e “Stone Cold” Steve Austin. Non era una semplice questione di titolo mondiale, ma di poter finalmente avere la sua rivincita sull’uomo che odiava di più in tutto il pianeta, Shawn Michaels, dopo un anno di attesa.

Nonostante nei confronti tra i due (di cui uno in una puntata di RAW eccezionalmente allo Skydome di Toronto, Canada, sede di WrestleMania VI, che portò permanentemente la durata di RAW da una a 2 ore) Michaels tentò di farla passare come una “semplice” sfida sportiva tra i due migliori wrestler della federazione, era chiaro dai gesti e dalle parole di Bret che tra i due fosse molto più personale di quanto le telecamere non dicessero, come già era trasparso nei confronti tra i due a dicembre.
Sin dal suo addio l’anno precedente, Bret Hart aveva sempre messo l’Heartbreak Kid al centro dei suoi discorsi, definendolo la sfida con Michaels suo principale stimolo a tornare in WWF, e non per una semplice questione sportiva. Shawn Michaels era molto più animale da palcoscenico rispetto a Bret, e sfruttando il suo maggior agio di fronte alle telecamere sia mantenne sempre molto corretto e “pulito” nei confronti con l’Hitman al microfono; al contrario, Bret non amava recitare, l’unica cosa che voleva è essere una persona diretta e senza mezzi termini, a maggior ragione verso i suoi avversari più odiati, e non fece nulla per nascondere il suo odio per l’Heartbreak Kid addirittura mostrandogli il medio durante il loro confronto allo Skydome, un gesto che se non ti chiamavi Steve Austin difficilmente potevi fare di fronte al pubblico senza un odio sconfinato per l’avversario.

Ma non sarebbe bastato vincere il match di In Your House per affrontare Michaels a WrestleMania 13 per il titolo: Bret paradossalmente avrebbe dovuto fare il tifo per l’Heartbreak Kid la settimana successiva, in un RAW svoltosi eccezionalmente di giovedì, in cui Sycho Sid avrebbe sfruttato la sua clausola di rematch per il titolo WWF. Ma il match non avvenne mai, in quanto Michaels con un intervista cambiò tutte le carte in tavola…
La sera della difesa titolata di Michaels, Vince McMahon aprì RAW con un annuncio shock: Shawn Michaels non avrebbe difeso il titolo perchè… lo avrebbe abbandonato! McMahon non entrò in dettagli sulla motivazione, lasciando la parola a Michaels in un’intervista che lui stesso avrebbe tenuto la sera stessa. Shawn Michaels si presentò in borghese, scuro in volto come non mai, spiegando al mondo le ragioni del suo gesto: sarebbe stato costretto ad operarsi al ginocchio, senza sapere se sarebbe mai tornato a lottare. Michaels parlò con la voce strozzata dalla commozione e con le lacrime che non riuscivano a trattenersi, parlando di fastidi al ginocchio che aveva da tempo ma che aveva deciso di ignorare per tutto il 1996 pur di poter vivere al massimo quello che definí “l’anno più bello della mia vita”.
Ma stavolta l’operazione era inevitabile, e talmente invasiva che avrebbe potuto non tornare mai più l’eccellente performer di prima, ipotesi che Michaels non voleva assolutamente considerare, preferendo addirittura il ritiro piuttosto che non tornare agli altissimi standard a cui aveva abituato il mondo. Nonostante il momento drammatico, il pubblico non nascose l’ormai assodata antipatia nei suoi confronti scandendo il suo discorso con cori come “We want Sid!”, ma Shawn Michaels continuò il suo discorso, dichiarando di aver perso molte cose nell’ultimo anno, incluso il suo sorriso, e senza sapere se l’avrebbe mai potuto ritrovare, consegnò la cintura nelle mani del presidente WWF Gorilla Monsoon e lasciò il ring tra le lacrime, senza neanche sapere se sarebbe mai tornato.

Alla fine degli anni ‘90 sempre più computer entravano nelle case degli americani, e di conseguenza con l’ascesa di internet sempre più retroscena del mondo del wrestling venivano rivelati. Stando a varie voci su internet, che trovavano parecchi riscontri, i fan poterono risalire alla verità: Shawn Michaels aveva sí un problema al ginocchio, ma la vera ragione per cui abdicò la cintura era che non voleva affrontare Bret Hart a WrestleMania 13, e il fatto che Bret Hart in varie interviste sostenesse che Michaels aveva inscenato un infortunio in combutta con Vince McMahon per non affrontarlo non faceva che dare attendibilità alle voci, oltre che a rendere i rapporti tra i due ancora più velenosi. In effetti la famosa operazione sbandierata dall’Heartbreak Kid non avvenne mai, dato che il Dr. James Andrews (chirurgo che aveva operato atleti del calibro di Michael Jordan) per lui preferì optare per una terapia conservativa piuttosto che un’operazione, dandogli una prognosi di 6 settimane per riprendersi.

La WWF era dunque senza un campione, e la cintura mondiale fu resa vacante per la terza volta nella sua storia. Di conseguenza, i piani cambiarono completamente, e la WWF decretò che il match tra Bret Hart, Vader, Austin e Undertaker di In Your House direttamente valido per il titolo WWF, e non solo: visto che il match tra Shawn Michaels e Sycho Sid non sarebbe più avvenuto, il nuovo campione avrebbe affrontato 24 ore dopo a RAW proprio Sid, che avrebbe finalmente sfruttato la sua clausola di rematch che gli spettava da ex campione.

Buon sangue non mente
L’altro campione della WWF, il campione Intercontinentale Hunter Hearst Helmsley, dopo aver difeso ancora una volta il titolo a RAW contro Marc Mero chiudendo per sempre la pratica tra i due, era pronto ad affrontare nuovi avversari, e lo trovò in Rocky Maivia. Il giovane Maivia per quanto promettente e imbattuto non sembrava avere speranze a causa della sua inesperienza, nonostante i due si fossero affrontati già a Survivor Series come membri dei rispettivi team nella serata di debutto di Maivia, quello fu infatti il loro primo match singolo televisivo. Ma sottovalutare il giovane rookie per Helmsley fu un enorme errore visto che Maivia lo schienò con un Roll Up laureandosi nuovo campione Intercontinentale!
Erano tutti increduli: ad appena 3 mesi dal debutto, a soli 24 anni Rocky Maivia era il nuovo campione Intercontinentale, il più giovane di sempre a riuscirci! Quella sera il giovane Maivia fece la storia, per di più sotto gli occhi dell’uomo che aveva tenuto il titolo più a lungo di tutti, Honky Tonk Man, presente a bordo ring da un paio di mesi in cerca di un suo giovane erede. Che fosse stato proprio il predestinato Rocky Maivia?
E a proposito di figli d’arte, a febbraio al WWF annunciò a RAW, davanti al numeroso pubblico dello Skydome di Toronto, l’ingaggio di Tiger Ali Singh, allenato addirittura da Antonio Inoki e figlio di Tiger Jeet Singh, wrestler che aveva fatto le sue fortune prevalentemente in Giappone ma che aveva combattuto anche negli Stati Uniti lottando addirittura per il titolo WWF per due volte contro il leggendario Bruno Sammartino.

E fece il suo debuto a RAW anche una coppia decisamente molto particolare: Mosh & Thrasher, gli Headbangers! Il duo aveva già lottato da novembre in qualche match tra WWF Superstars e Shotgun Saturday Night, e marchiò la sua “promozione” a RAW battendo Bob Holly & Aldo Montoya. Gli Headbangers si presentavano come una coppia di patiti del metal con tanto di piercing, catene, trucco e gonne, con la costante voglia di pogare tra di loro e di colpirsi violentemente per caricarsi a vicenda.

Una coppa decisamente fuori di testa, senz’altro la più particolare che si vedesse da parecchio tempo, e che avrebbe potuto presto dare una scossa a una divisione di coppia che si trovava in una fase di stallo: i Godwinns apparivano sempre meno, gli Smoking Gunns si erano sciolti, e di conseguenza la WWF vide in Doug Furnas & Phil LaFon il team più idoneo a lottare per i titoli di coppia di British Bulldog & Owen Hart ad In Your House, che tra l’altro erano stati battuti proprio da loro a Survivor Series, pur non riuscendosi a ripetere a gennaio, quando vennero sconfitti dai due campioni sia in match di coppia che in match singoli. Tuttavia restavano ancora il miglior team da mandare contro Owen Hart e British Bulldog, che nonostante il regno incontrastato di 6 mesi e la mancanza di avversari all’altezza, si trovavano nel loro peggior periodo.

Tra i due infatti fraintendimenti e frustrazione erano ormai la norma da dicembre, quando Bulldog fermò un pestaggio di Owen e Steve Austin ai danni di Bret Hart ritenendolo “eccessivo”. Le incomprensioni erano poi proseguite a Royal Rumble -dove sempre British Bulldog si ritrovò eliminato dal suo partner- e a RAW, dove Owen Hart colpì per sbaglio col suo Slammy Award l’inglese, quasi costandogli una sconfitta proprio contro Doug Furnas, fino ad arrivare a un nuovo match tra i quattro, dove Furnas & LaFon vinsero per count out dopo l’ennesima incomprensione tra i campioni, che avrebbero fatto meglio a tornare sulla stessa lunghezza d’onda, o In Your House avrebbe potuto segnare la loro fine…
16/2/1997 – In Your House: Final Four

Dalla UTC Arena di Chattanooga, Tennessee, iniziò l’ultimo PPV prima di WrestleMania 13, e ad aprire le danze furono Leif Cassidy e Marc Mero, che dopo aver fatto scaldare il pubblico vinse grazie alla sua Shooting Star Press. Subito dopo Goldust affrontò la Nation of Domination, pochi giorni dopo che il gruppo gli era costato a RAW un match contro Crush. Goldust voleva fargliela pagare, e s avvalse di Flash Funk e Bart Gunn per affrontarli in un 6 Men Tag Team match, ma nemmeno il gioco di squadra andò a suo favore, perché a vincere furono Crush, Faarooq, e Savio Vega. La serata di Goldust comunque non era ancora finita…

Furioso per essersi visto strappare il titolo Intercontinentale da un Rocky Maivia che non aveva ancora dimostrato niente, Hunter Hearst Helmsley sfruttò immediatamente la sua clausola di rematch, appena 3 giorni dopo la cocente sconfitta subita a RAW. Ma anche stavolta il nuovo ragazzo prodigio della WWF, pur con qualche errore dovuta all’inesperienza, dimostrò di essere più di un semplice rookie, battendo per la seconda volta in una settimana Helmsley ed uscire con successo dalla sua prima difesa titolata. Maivia fu tuttavia parzialmente debitore proprio di Goldust e Marlena, che arrivarono a bordo ring nelle fasi finali del match per distrarre Helmsley, con cui avevano un conto in sospeso da mesi. Goldust però, troppo preso da Helmsley, non notò quanto accadeva alle sue spalle nell’immediato post-match, con una donna sconosciuta presente tra il pubblico impegnata a strangolare Marlena prima di essere portata fuori dalla sicurezza.

Chi fosse quella misteriosa donna nessuno lo sapeva, ma non ci voleva molto a capire che non si trattava di una semplice fan, dato che si trattava di una donna dotata di un stazza mai vista prima e di una muscolatura impressionante che non aveva nulla da invidiare a nessun uomo.
Fu poi il turno dei match per i titoli di coppia tra British Bulldog & Owen Hart contro Doug Furnas & Phil LaFon, che avrebbe potuto dire molto sul futuro dei campioni. Ancora una volta fu il nervosismo a farla da padrona, con Owen Hart che per chiudere il match il più velocemente possibile colpì Furnas col suo Slammy Award, proprio quando British Bulldog lo stava per colpire con la sua Powerslam per una vittoria sicura, causando la sconfitta di campioni per squalifica. Pur avendo conservato i titoli, l’aver regalato al vittoria gli avversari in modo così ingenuo, proprio quando la vittoria era ad un passo, mandò su tutte le furie l’inglese, rendendo le scintille tra lui e Owen Hart ancora più incandescenti, con il solo Clarence Mason a placare (ancora una volta) gli animi dei due.

Era finalmente il momento dei final four, in quello che fu, ad esclusione della Royal Rumble del 1992, sarebbe stato il match per il titolo WWF con più contendenti di sempre: “Stone Cold” Steve Austin vs Bret Hart vs Undertaker vs Vader! Mai infatti in WWF si era svolto un match a 4 uomini, e che avrebbe visto delle regole particolari: i 4 si sarebbero eliminati a vicenda per schienamento, sottomissione, o buttandosi oltre la terza corda (in richiamo alla Royal Rumble, dove era iniziato tutto).

Nelle settimane precedenti i quattro intervenivano ripetutamente nei match altrui, ma appena iniziò il match gli scontri si indirizzarono sulle faide più assestate, ossia Bret Hart con Steve Austin, e Undertaker con Vader. Proprio Vader fu il primo ad approfittare della stipulazione senza squalifiche brandendo una sedia, ma gli si rivoltò contro, dato che Undertaker, calciando la sedia in faccia a Vader, gli procurò una vistosa spaccatura del sopracciglio, causandogli un vistosissimo sanguinamento, forse il più grondante mai visto in WWF.
Con tutto quello che c’era in palio, per varie fasi il match assomigliò più ad una rissa che ad un incontro di wrestling, e vide Steve Austin come primo eliminato, dopo essere stato spedito da Bret Hart oltre la terza corda (quando si dice la legge del contrappasso), a cui successe lo stesso a Vader, buttato anche lui oltre la terza corda da Undertaker. Ma anche se eliminato, Austin tornò per vendicarsi dell’odiato Bret Hart cercando di farlo eliminare, ma i suoi interventi infastidirono persino Undertaker, che cercò di metterlo KO per concentrarsi per bene sull‘Hitman. Ma Bret Hart approfittò della distrazione del “Deadman” per eliminarlo con una Clothesline oltre la terza corda! Bret Hart ce l’aveva fatta, dopo un anno di ingiustizie aveva finalmente riconquistato il titolo mondiale WWF, e stavolta nessuno poteva fare nulla a riguardo!

Più forte di tutte le avversità che gli erano capitate, Bret Hart conquistò il titolo WWF per la quarta volta, unico nella storia a riuscirci oltre Hulk Hogan. Ma i festeggiamenti furono brevi, dato che appena 24 ore dopo a RAW, l’Hitman sarebbe stato costretto a difendere il titolo contro Sycho Sid, che interruppe la gioia di Bret arrivando nel ring proprio per ricordargli del loro imminente match!
RAW

Ad ogni azione ne corrisponde una uguale e contraria
Il giorno dopo, il match tra Bret Hart e Sycho Sid per il titolo WWF aprì RAW, e con una stipulazione in più: il campione uscente avrebbe affrontato Undertaker a WrestleMania 13 nel main event! Il match però non iniziò mai, dato che “Stone Cold” Steve Austin si presentò subito prima del suono della campana per attaccare il nuovo campione, come ormai era sua consuetudine da mesi. Nella confusione generale, Austin colpì Sid al ginocchio causandogli un infortunio, non grave ma abbastanza fastidioso da farlo zoppicare. Per far disputare il match nel modo più regolare possibile, Gorilla Monsoon preferì rimandare il match più tardi nella stessa serata, approfittando della nuova durata di RAW (ormai passato stabilmente a 2 ore a inizio mese), per consentire al ginocchio di Sid di riprendersi dall’attacco subito da Austin.
Ma anche il secondo tentativo andò a vuoto: Sycho Sid si era ristabilito ed entrò nel ring senza problemi, ma stavolta “Stone Cold” attaccò Bret Hart nel backstage prima ancor che potesse entrare. L’Hitman paradossalmente si ritrovò aiutato proprio da Sid, stanco di vedere Austin intervenire nei suoi affari. Un esercito di arbitri riuscì a separare i tre, ma Austin era fuori controllo, e non si sarebbe fermato di fronte a nulla. Al terzo tentativo, finalmente il match si disputò, e anche stavolta “Stone Cold” intervenne. Stanco di lui, Sid stese Austin per pensare a Bret Hart da solo, che però riuscì ad intrappolarlo nella Sharpshooter. Lontano dagli occhi dell’arbitro però, Austin colpì Bret Hart alla nuca con una sedia, facendogli rompere la Sharpshooter e regalando a Sycho Sid una Powerbomb facile per la vittoria. Sid, tifatissimo persino contro l’Hitman, aveva conquistato per la seconda volta il titolo WWF, e Bret Hart lo aveva perso dopo appena 24 ore, risultando il terzo regno più breve della storia (solo André the Giant e Yokozuna avevano avuto regni più brevi)! Ancora una volta, Austin aveva avuto la meglio, e il main event di WrestleMania 13 sarebbe stato Sycho Sid vs Undertaker!
Dopo aver passato mesi a tormentare il solo Ahmed Johnson (spesso senza neanche riuscire a contenerlo), la Nation of Domination per ottenere le vittorie che mancavano su Johnson iniziò a giocare più di squadra, intervenendo in tutti i match dei membri che necessitavano di aiuto. Dopo Ahmed Johnson infatti, la seconda vittima della Nation fu Marc Mero, impegnato in un match col nuovo membro Savio Vega, che si vide circondare insieme a Sable di tutta la Nation. Ma fortunatamente arrivò in loro soccorso il nemico n.1 della stable, Ahmed Johnson, che col suo ormai inseparabile 2×4 mise in fuga tutti i membri. Con WrestleMania 13 alle porte, Faarooq sfidò Johnson per la sfida decisiva in uno Street Fight match, un match senza squalifiche dove finalmente i due si sarebbero affrontati per lo scontro finale!

Dopo i fatti di In Your House, Goldust e Marlena salirono sul ring a RAW per provocare Hunter Hearst Helmsley e invitarlo a raggiungerli nel ring, con Marlena che definì Goldust, nonostante la sua sessualità ambigua, “molto più uomo di quanto Helmsley sarà mai”. Helmsley li raggiunse a bordo ring, e anche stavolta arrivò dal nulla la misteriosa donna che aveva attaccato la coppia 24 ore prima. Stavolta l’attacco a Marlena avvenne nel ring e fu molto più violento, con il pubblico che poté dare un occhiata più chiara alla muscolosa amazzone, vedendola stritolare Marlena in una brutale Bear Hug come fosse una bambola.
Anche stavolta la gigantesca donna fu portata via dalla sicurezza, mostrando meglio la faccia e l’impressionante fisico che aveva, persino più muscoloso di tanti atleti WWF, confermando i sospetti che l’attacco di In Your House non fosse un caso, e che tra lei ed Helmsley ci fosse un collegamento. Desideroso di vendetta, più tardi quella sera Goldust intervenne nel match tra Bart Gunn e Hunter Hearst Helmsley, costringendo quest’ultimo alla fuga tra il pubblico, e causandone la sconfitta per count out.
Philadelphia contro Stanford
Con la cintura Intercontinentale alla vita, l’interesse di Sunny per Rocky Maivia -già decisamente esplicito sin dal suo debutto- volò alle stelle, facendola presenziare anche alla sua seconda difesa titolata contro Leif Cassidy a RAW. Proprio durante il match tra Rocky Maivia e Leif Cassidy avvenne un fatto curioso: Jerry “The King” Lawler al tavolo del commento strappò dalle mani di un fan urlante dietro di lui che lo stava importunando un cartellone con scritto “ECW Rules”. L’ECW era l’Extreme Championship Wrestling, la federazione di Philadelphia che stava rivoluzionando il wrestling americano col suo stile estremo, violento, e politicamente scorretto, dove avevano militato anche “Stone Cold” Steve Austin, Brian Pillman, e Flash Funk (con il nome di 2 Cold Scorpio). Lawler approfittò dell’occasione per insultare l’ECW e i suoi wrestler, definendoli dei pazzoidi criminali di cui nessuno aveva sentito parlare, così come i suoi fan, che definì degli idioti.

Non sopportando più i fan che invadevano le arene con i cartelloni per l’ECW, e non considerando nessuno dei “criminali” che lottavano in ECW adatto a combattere contro i wrestler della WWF, Lawler sfidò tutto il roster della ECW a presentarsi a RAW la settimana successiva che si sarebbe svolto al Manhattan Center di New York, la “casa” di RAW nei primi mesi della sua storia. Tutti si chiedevano se l’ECW avrebbe avuto il coraggio di accettare la sfida, ma chiunque conoscesse i suoi atleti sapeva che non gli serviva di certo un invito, e che Lawler poteva già considerarsi fortunato che non fossero arrivati lì già a fine show.
La WWF aveva già subito una piccola invasione dell’ECW già a settembre, quando durante In Your House: Mind Games (svoltosi nella loro Philadelphia) Tommy Dreamer, Sandman, e Paul E. Dangerously erano presenti tra il pubblico a bordo ring, e si erano fatti notare durante il match tra Justin Bradshaw e Savio Vega. Gli uomini dell’ECW non avevano paure di nulla, e infatti la settimana dopo si presentarono come richiesto a Lawler. Purtroppo il pubblico non assisté ad un vero e proprio scontro tra ECW e WWF, ma “solo” a match che in ECW erano la norma, dove si si mise in mostra tutto il meglio della ECW: gli Eliminators, il Blue World Order, Little Guido, Tommy Dreamer, D-Von Dudley, Taz, Mikey Whipwreck, e soprattutto il campione ECW Raven, che il pubblico WWF aveva conosciuto anni prima come Johnny Polo.

La mente dietro l’ECW era il manager Paul E. Dangerously, che guidò l’invasione sedendosi persino al tavolo del commento accanto a Vince McMahon e al nemico Jerry Lawler, che sapendo di trovarsi in territorio “nemico” (nonostante fosse una puntata di RAW!) non fece nulla per respingerlo, perché nessuno del roster WWF tentò di fermare l’invasione. In altre parole l’ECW aveva decisamente preso il controllo di RAW! Gli atleti dell’ECW furono autentici mattatori della serata con un supporto di pubblico totale vista la discreta popolarità di cui godevano anche nell’area di New York, consapevoli che si trattasse di un’opportunità enorme per espandere il nome ECW a livello nazionale: ad aprile avrebbero addirittura prodotto il primo PPV della loro storia, Barely Legal, e nulla poteva portargli più pubblicità che invadere RAW.

In pieno stile ECW, il pubblico del Manhattan Center godette anche di una Sunny meno coperta che mai in un incontro di braccio di ferro con Marlena, per provocare tutti i “brutti e grassi newyorchesi fuori forma” (Sunny citò esplicitamente Rick Rude), e a rendere la serata ancora più speciale fu la presenza della leggenda delle arti marziali miste, o MMA, il “World’s Most Dangerous Man” Ken Shamrock. E le sorprese per il Manhattan Center non erano ancora finite…

Dopo il debutto vincente contro Aldo Montoya e Bob Holly nel loro match di debutto a RAW, gli Headbangers confermarono quanto di buono avevano fatto vedere la settimana successiva sbarazzandosi in poco tempo degli Hardy Boys, un team di jobber formato dai fratelli Matt e Jeff. Ma quello che trovarono nella puntata di RAW al Manhattan Center non se lo aspettarono di certo, visto che i loro avversari furono… Hawk & Animal, i Legion of Doom! Il più grande tag team della storia del wrestling era tornato in WWF! I fan esplosero dall’emozione, le ultime gesta dei LOD in WWF risalivano infatti al 1992 (i fan della ECW avevano invece assistito per un breve periodo tra il 1993 e il 1994 ad una carriera da singolo di Hawk). Anche se il match finì per doppio count out poco importava, i Legion of Doom erano tornati!




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