Giugno 1996: il Nintendo 64 e Super Mario 64 entrano in commercio, la Germania batte la Repubblica Ceca e si aggiudica l’Europeo, in Italia esplode Il Ciclone di Leonardo Pieraccioni, i Chicago Bulls vincono l’NBA, al cinema escono The Rock, The Phantom, Il Rompiscatole, Il Gobbo di Notre Dame, e Io Ballo Da Sola, mentre in radio risuona Salvation dei Cranberries:
Nel frattempo, i campioni in WCW sono:
– Campione WCW: The Giant
– Campione USA: Konnan
– Campioni di coppia: Sting & Lex Luger
– Campione Televisivo: Lex Luger
– Campione dei pesi leggeri: Dean Malenko
Non c’è due senza tre
Lex Luger era in un momento d’oro: non solo era sia campione Televisivo che campione di coppia col suo amico Sting, ma a The Great American Bash avrebbe anche avuto una nuova opportunità per il titolo WCW detenuto da The Giant. Tutti questi impegni portarono Luger (insieme a Sting) a doversela vedere anche sia con The Giant che con gli Steiner Brothers (con cui mantennero i titoli grazie a un no contest causato da The Giant, che fece piazza pulita dei quattro). Sting nel frattempo fu impegnato in una piccola faida con Lord Steven Regal, che avrebbe affrontato a The Great American Bash.

Dopo essere apparso a sorpresa a fine maggio come ultimo acquisto della WCW, Scott Hall continuò a importunare Eric Bischoff e ad insinuare che una guerra era in arrivo, e che lui insieme ad altri due compari avrebbe presto “preso il controllo”, e che Bischoff avrebbe fatto bene a procurarsi i tre migliori atleti della WCW per contrastarli (senza però mai rivelare da chi fosse affiancato in questa guerra alla WCW). A Sting, chiamato in causa da Hall in quanto ritenuto tra i migliori della federazione, non piacquero queste provocazioni, e lo invitò a chiarire cosa avesse in mente. L’ex Razor Ramon promise che la settimana successiva avrebbero conosciuto la sua prima spalla, che alla fine si rivelò essere… Diesel! Dopo Razor Ramon un’altra delle più grandi star della WWF era ora in WCW! Ma invece che essere entusiasta, Eric Bischoff era molto sospettoso.

Due pezzi da novanta della WWF che arrivano promettendo da subito una guerra alla WCW, invitando la federazione a mandargli contro i suoi migliori campioni, per di più minacciando di “prendere il controllo”… i dubbi di Bischoff sembravano legittimi: e se Kevin Nash (vero nome di Diesel, che restava un marchio WWF) e Scott Hall fossero venuti in WCW solo come talpe della WWF per distruggerla dall’interno? E in caso, il misterioso terzo membro chi sarebbe stato? Bret Hart? Shawn Michaels? Il mistero non faceva dormire sonni tranquilli alla dirigenza.
L’ultima speranza di ricucitura
Scott Hall e Kevin Nash non furono gli unici nuovi arrivi in WCW. Quel mese nella federazione di Atlanta debuttò il peso leggero Billy Kidman, e tornarono addirittura i Rock ‘n Roll Express a 4 anni di distanza dalla loro ultima apparizione in WCW, perdendo un match contro Ric Flair e Arn Anderson. Proprio con i due Horsemen Kevin Sullivan sembrava assolutamente intenzionato a non deteriorare del tutto i rapporti, già incrinati nei mesi precedenti a causa dell’imprevedibilità di Brian Pillman e ai match titolati tra The Giant e Ric Flair. Per Sullivan infatti, era solo questione di tempo prima che Hulk Hogan tornasse (l’Hulkster si era preso una piccola pausa per i suoi impegni hollywoodiani), e sconfiggerlo una volta per tutte sarebbe stato possibile solo mantenendo le forze unite dei Four Horsemen e del suo Dungeon of Doom. Ma prima di ricucire lo strappo tra i due gruppi Sullivan si sarebbe dovuto preoccupare di Chris Benoit, l’unico Horseman che continuava a creare problemi: Benoit infatti non era mai stato d’accordo ad allearsi con Dungeon, affermando di non fidarsi affatto di Kevin Sullivan, con cui ebbe parecchi attriti soprattutto nelle interviste a WCW Saturday Night.

Il culmine c’era stato a Slamboree, dove i due erano stati costretti a collaborare contro i Public Enemy, con Sullivan che impedì a Benoit di salvarsi dalla Drive By di Rocco Rock, perdendo volontariamente il match pur di fare del male a Benoit. A The Great American Bash dunque Chris Benoit e Kevin Sullivan di sarebbero affrontati in un Falls Count Anywhere match, mentre Arn Anderson & Ric Flair se la sarebbero vista contro Steve McMichael e Kevin Greene: due match dopo la quale le due fazioni sarebbero potute tornare (forse) a collaborare per il grande obiettivo comune: prepararsi al ritorno di Hulk Hogan.
Intanto dopo l’umiliante taglio di capelli subito da Big Bubba e l’uscita dal Dungeon of Doom, The Shark si fece intervistare da “Mean” Gene Okerlund, sfoggiando l’improponibile nuovo taglio. The Shark ammise di non esserselo voluto “aggiustare” come promemoria affinché non si verificasse più un’umiliazione del genere, e che da ora in poi lo avrebbero dovuto chiamare tutti col suo vero nome, ossia John Tenta, per ricordare a tutti che non era né un pesce né una valanga (“Avalanche”, il suo vecchio nome in WCW), ma un uomo, chiamato a difendere la sua dignità. Big Bubba e Tenta si affrontarono immediatamente a Nitro, con quest’ultimo che cercò di restituire il favore con un paio di forbici, ma alla fine finì tutto in no contest.
16/6/1996 – The Great American Bash 1996

Dalla Baltimore Arena di Baltimore, Maryland, a The Great American Bash furono difesi anche i titoli USA e dei pesi leggeri: nel primo caso Konnan difese con successo l’assalto di El Gato, mentre nel secondo il campione Dean Malenko dovette vedersela col nuovo arrivato Rey Mysterio Jr., proveniente dall’ECW e considerato tra i più grandi talenti del wrestling messicano, che uscì sconfitto rendendosi comunque protagonista di un’ottima prestazione.
Seguì poi il match tra John Tenta e Big Bubba Rogers, vinto dall’ex The Shark, che però non riuscì a vendicarsi e a rasare la testa di Rogers come avrebbe voluto, per poi lasciare spazio al tanto atteso Falls Count Anywhere match tra Chris Benoit e Kevin Sullivan, forse l’ultima occasione di mettere fine alle divergenze tra Four Horsemen (rimasti in 3 dopo l’addio di Brian Pillman) e il Dungeon of Doom e prepararsi per il ritorno di Hulk Hogan. Il match fu spettacolarmente violento, e arrivò a disputarsi persino nei bagni dell’arena (Sullivan chiuse addirittura a mò di ghigliottina la porta della toilette sulla testa di Benoit), ma alla fine a prevalere fu il canadese con un Superplex da un tavolo posizionato sulla terza corda. A fine match Benoit infierì ulteriormente su Sullivan, finché non arrivò Arn Anderson a fermare Benoit… per colpire Sullivan a sua volta! E con un doppio pestaggio degli Horsemen ai danni di Sullivan, la già precaria alleanza tra le due fazioni sembrava ormai tramontata per sempre, mentre i conflitti interni degli Horsemen sembravano definitivamente risolti: Arn Anderson rispettava Kevin Sullivan, ma non avrebbe mai mancato dal prendere le parti di un Horseman, che ora, più uniti che mai, erano alla ricerca di quel quarto membro che mancava da troppo tempo…
Ma i Four Horsemen avevano ancora una gatta da pelare: quella del duo formato da Steve McMichael e Kevin Greene. Pur essendo alla loro prima esperienza come wrestler, da giocatori dell’NFL i due potevano vantare un fisico imponente, che però sarebbe potuto non bastare davanti alla decennale esperienza di due come Ric Flair e Arn Anderson, ulteriormente rafforzata dalle loro manager Woman e Miss Elizabeth. Contro Flair e Anderson i due NFL (accompagnati dalle loro consorti Tara Greene e Debra McMichael) si comportarono bene nel ring, grazie anche ai preziosi allenamenti/consigli di “Macho Man” Randy Savage (anche lui presente a bordo ring) finché non successe l’imprevedibile: durante il match Miss Elizabeth e Woman portarono con loro nel backstage Debra McMichael, per poi tornare a bordo ring con una valigetta che Debra porse al marito a match in corso. Dentro la valigia Steve McMichael trovò una montagna di soldi coperti da una maglietta dei Four Horsemen! Era chiaro: gli Horsemen gli stavano proponendo in diretta televisiva di unirsi a loro! McMichael, anche con le insistenze della moglie, non si fece pregare ulteriormente e tradì Greene colpendolo con la valigetta, consegnando la vittoria agli Horseman! Incredibile, ora i Four Horsemen erano finalmente tornati ad essere quattro: Ric Flair, Arn Anderson, Chris Benoit, e… Steve McMichael!
Prima del main event, Sting sconfisse Steven Regal, lasciando poi spazio ad uno dei momenti più attesi: quelli dell’intervista di Eric Bischoff a Scott Hall e Kevin Nashl! L’intervista sarebbe servita a chiarire una volta per tutte quali fossero gli intenti di Hall e Diesel in WCW, e a cosa si riferissero nel parlare della loro “guerra”. Bischoff disse ai due che la federazione gli avrebbe concesso il loro tanto agognato match contro i tre più grandi campioni della WCW a luglio durante Bash at the Beach, ma alla condizione di rispondere subito alla domanda delle domande, in diretta TV nazionale senza vagheggiare: erano in WCW come talpe della WWF? I due risposero con un secco e chiaro “No”. Hall e Nash volevano solo affrontare il meglio della WCW, che si trattasse di Randy Savage o di Hulk Hogan, e nient’altro, promettendo che presto avrebbero rivelato più informazioni. Scott Hall poi si interruppe colpendo Bischoff allo stomaco col microfono, lasciando libero Nash di eseguire la sua devastante Jacknife Powerbomb sul povero Bischoff… distruggendo parte dello stage d’ingresso!
Fu poi il momento del main event: Lex Luger vs The Giant per il titolo WCW! Verso il finale del match, Luger sembrò vicino alla vittoria riuscendo persino ad eseguire la sua Torture Rack sul gigante (!) prima di esserne però schiacciato dal peso, per poi farsi stendere dalla Chokeslam del campione per lo schienamento finale.
Nitro
Gli outsiders
Pur avendo subito un nuovo tradimento dopo quello di Miss Elizabeth, Macho Man” Randy Savage era più motivato che mai, dato che finalmente la sua diffida da tutte le arene WCW era stata annullata dopo più di un mese. Al suo primo match di rientro a Nitro ovviamente “Macho Man” chiese subito di poter affrontare Ric Flair, perdendo però a causa del nuovo Horseman Steve McMichael, che colpì Savage con la stessa valigetta metallica della sera prima. Savage non era l’unico ad aver messo un mirino suo Four Horsemen, ma anche un nuovissimo wrestler che aveva debuttato proprio quel mese, Joe Gomez, che si ritrovò attaccato da Flair e compagnia dopo aver tentato di difendere Debra McMichael dai quattro (tutto prima di The Great American Bash). E Gomez non aveva scordato quel pestaggio, arrivando anche a infierire in un match tra gli Horseman e i Rock’n Roll Express.

Pur non essendo ufficialmente per conto della WWF, la guerra alla WCW dichiarata da Scott Hall & Kevin Nash aveva ugualmente i contorni di una missione compiuta per conto di qualcuno di più grande dei due, come se la minaccia venisse da molto più lontano, esterna al mondo WCW (Gene Okerlund stesso si riferiva a Hall e Nash come degli outsider, e i due decisero di rinominarsi proprio così). E il fatto che un terzo membro di questi Outsiders dovesse ancora essere rivelato fece ulteriormente scattare il campanello d’allarme nella federazione. Hulk Hogan stesso, pur essendosi preso una pausa da un paio di mesi diede la sua disponibilità a tornare immediatamente in caso di bisogno, ma la WCW preferì non scomodare la sua più grande stella, per di più occupata nel compito di esportare il marchio WCW al cinema, e si attrezzò rivelando a Nitro i tre nomi che avrebbero affrontato gli Outsider a Bash at the Beach: Lex Luger, Randy Savage, e Sting! Come segno di fratellanza e fedeltà (cosa sempre più rara in quel momento in WCW) i tre iniziarono a lottare con lo stesso facepaint, simile a quello di Sting, pronti a qualsiasi sfida potessero rappresentare gli Outsiders.

Prima del match di Bash at the Beach però, Sting e Lex Luger sarebbero stati chiamati a difendere i loro titoli di coppia contro gli Steiner Brothers e gli Harlem Heat in un triangolare a Nitro. Il match finì però in modo rocambolesco, dopo che Hall e Nash arrivarono facendosi spazio tra il pubblico, con fare minaccioso armati di mazze da baseball. A evitare che i due potessero fare qualcosa ci pensò un intero squadrone della security, che riempì il ring impedendo ai due di entrare. Nel caos generale però, grazie a un Roll Up gli Harlem Heat schienarono Lex Luger vincendo i titoli, mentre tutti gli occhi erano puntati sugli Outsiders. La WCW era ormai allarmata (Luger stesso dopo la sconfitta pensò più a Hall e Nash che ai titoli persi) a causa di un nemico invisibile: gli Outsiders nascondevano qualcosa… perché volevano dichiarare guerra alla WCW? Chi era il terzo membro? Lavoravano ancora per la WWF? Chi c’era dietro di loro? Cosa avrebbe previsto il loro piano per “prendere il controllo”?



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