Maggio 1996: si conclude dopo 6 anni Willy Il Principe di Bel Air, la Juventus batte l’Ajax e vince la Champions League, Sandro Ciotti fa la sua ultima telecronaca, escono al cinema Mission: Impossible, Dragonheart, Twister, Spia e Lascia Spiare, Dead Man, e Barb Wire, mentre in radio  risuona Killing Me Softly With His Song di Fugees:

Nel frattempo, i campioni in WCW sono:

Campione WCW: The Giant

Campione USA: Konnan

Campioni di coppia: Sting & Lex Luger

Campione Televisivo: Lex Luger

Campione dei pesi leggeri: Shinjiro Otani

Non desiderare la donna d’altri

The Giant si era appena laureato nuovo campione mondiale WCW, e con un campione di oltre 200 kg giovane e imbattuto, sembrava davvero difficile che qualcuno potesse contrastarlo. Eppure, nonostante questo, il campione uscente Ric Flair alla sua prima apparizione dopo la perdita del titolo apparve al settimo cielo, godendosi un elegante cena nell’area VIP dell’arena, insieme alle solite Woman e Miss Elizabeth. Il motivo? “Macho Man” Randy Savage era stato sospeso nella prima puntata di Nitro del mese!

Ric Flair è dispiaciutissimo per aver perso il titolo WCW

Da un pò di tempo infatti, a causa della sua rivalità con Ric Flair, “Macho Man” sembrava essere uscito di senno, mostrando un aggressività incontrollata per lui inusuale, che lo portava ad infierire sugli avversari persino a match concluso. Già alla fine di aprile il management WCW aveva ammonito Savage riguardo questi atteggiamenti, ma sembravano non bastare, visto che Savage fece persino di peggio: dopo aver perso per squalifica un match contro Hugh Morrus, in preda alla rabbia finì persino per aggredire i due arbitri che avevano tentato di sedarlo (piombando su di uno addirittura con la sua Elbow Drop), un comportamento talmente scellerato che il management WCW si attrezzò di un pugno di poliziotti per portare via Savage e sospenderlo la sera stessa. Nelle settimane successive “Macho Man” tentò comunque di entrare nell’arena di Nitro per mettere le mani addosso a Flair, venendo però fermato dalla sicurezza all’ingresso. Il tentativo fu inutile, ma Savage ricevette un aiuto insospettabile…

Randy Savage è bandito dall’arena!

Randy Savage non era infatti l’unica persona che Ric Flair aveva fatto infuriare: tra queste c’era anche Steve “Mongo” McMichael, ex giocatore dei Chicago Bears che affiancava Bobby “The Brain” Heenan ed Eric Bischoff al tavolo del commento di Nitro sin dalla primissima puntata. McMichael era infatti sposato da 10 anni con Debra Marshall, bellissima modella che in carriera era riuscita persino a farsi incoronare Miss Illinois e Miss Texas, che da qualche mese era stata assunta come valletta in WCW (aveva fatto da accompagnatrice anche ad Hulk Hogan e Randy Savage insieme a Woman e Miss Elizabeth, prima che quest’ultime passassero dalla parte di Ric Flair), e che occasionalmente appariva anche tra il pubblico. La sua bellezza fu notata dal “Nature Boy”, che per tutto il mese di aprile durante l’ingresso dei suoi match gli fece delle ripetute avance per portarla nella sua “scuderia” che includeva le già citate Woman ed Elizabeth.

Ric Flair flirta un pò troppo con Debra McMichael

McMichael per settimane aveva lasciato correre, certo che sua moglie Debra sapesse badare a sé stessa, ma ormai Flair si era spinto troppo oltre, e l’ex NFL promise che gliel’avrebbe fatta pagare!

Il momento della verità

The Giant incuteva paura a tutto il roster, ma era pur sempre il nuovo campione WCW, dunque avere un match con lui era comunque l’ambizione di tutti quanti, e come prima difesa titolata in PPV il gigante fu chiamato a difendere il titolo a Slamboree contro Sting, già campione di coppia insieme a Lex Luger. Seppur campioni di coppia (nonché migliori amici), tra Sting e Luger non sembrava esserci il massimo della chiarezza, con Sting che accusò il suo amico di avere degli atteggiamenti troppo ambigui (cosa che aveva caratterizzato lo stint di Luger in WCW sin dal suo ritorno  settembre), soprattutto in funzione della sua amicizia con Jimmy Hart, già manager di The Giant.

C’era troppo conflitto di interessi in vista di Slamboree, e arrivato a quel punto Luger pur di dimostrargli la sua fedeltà sfidò apertamente The Giant per il titolo a Nitro, nella speranza che questo potesse fugare ogni dubbio, in un match che in caso di vittoria lo avrebbe visto detenere il titolo mondiale, quello di coppia, e quello Televisivo in contemporanea! La posta era dunque altissima, eppure… Luger non si presentò al match! Dopo non aver trovato il “Total Package” per tutta l’arena, contro The Giant fu mandato Jim Duggan, che il campione WCW liquidò in poco tempo senza grande fatica.

Luger alla fine della serata finalmente si presentò, per aiutare Sting contro Flair e The Giant durante una maxi rissa che si era scatenata a match concluso, ma nonostante questo, Sting non sembrava entusiasta di vedere l’amico, chiedendosi perché avesse disertato il match e ponendo dubbi sulla buona fede dell’amico. La settimana successiva comunque, Lex Luger si presentò a Nitro per affrontare -stavolta per davvero- The Giant. Ad assistere al match ci fu anche Ric Flair, che vide l’azione affiancato da Miss Elizabeth e Woman su un tavolo disposto a bordo ring con tanto di buffet, e proprio su quel tavolo, nelle fasi finali del match, The Giant eseguì una violenta Chokeslam su Luger, distruggendo il tavolo e il corpo del “Total Package”, che non ebbe la forza di rialzarsi. A proteggere Luger da ulteriori colpi ci furono Jimmy Hart (manager sia di Luger che di The Giant) e Sting, che assistendo al match ricevette un inquietante avvertimento su quanto lo aspettava a Slamboree…

Lex Luger subisce la furia di The Giant

19/5/1996 – Slamboree 1996

E dal Riverside Centoplex di Baton Rouge, Louisiana, come anticipato il mese prima Slamboree avrebbe visto svolgersi il Lord of the Ring Tournament, un torneo che avrebbe visto affrontarsi una serie di team formati da wrestler scelti a caso, dove i vincitori si sarebbero scontrati un una Battle Royal finale per determinare il nuovo contendente n.1 al titolo WCW. I primi team ad affrontarsi furono quelli di Booker T & Road Warrior Animal contro Road Warrior Hawk & Lex Luger.

A prevalere furono i primi, e i Road Warriors non furono l’unico team separato da questa particolare formula, visto che la stessa sera anche i fratelli Steiner si ritrovarono l’uno contro l’altro, con accanto rispettivamente Sgt. Craig Pittman (per Scott) e Booty Man (per Rick), con il trionfo dei secondi. Al contrario degli Steiner Brothers e dei Road Warriors, i Public Enemy ebbero la fortuna di essere sorteggiati insieme, e riuscirono anche a rimediare una vittoria contro l’unione tra Dungeon of Doom e i Four Horsemen, rappresentati da Kevin Sullivan e Chris Benoit. Ma di tutti questi match, il più atteso era indubbiamente quello tra il team di Arn Anderson ed Eddie Guerrero e quello formato dai due atleti che più si odiavano reciprocamente al mondo, Ric Flair e Randy Savage.

L’odio tra i due aveva raggiunto vette tali che ormai i due preferivano farsi a pezzi a vicenda piuttosto che avanzare nel torneo, tanto che -pur passando su Anderson e Guerrero- vennero eliminati per forfait contro i Public Enemy, a causa di una maxi rissa a bordo ring prima del match. Alla fine del torneo rimasero in 8: Scott Norton, Ice Train, Dick Slater, i Public Enemy, The Barbarian, Earl Robert Eaton e Diamond Dallas Page, pronti ad affrontarsi nella Battle Royal finale per decretare il contendente n.1 al titolo WCW, mai posseduto da nessuno di loro. A vincere a sorpresa fu Diamond Dallas Page, che non solo avrebbe avuto la più grande occasione della sua vita, ma la possibilità di rilanciarsi dopo gli ultimi, terribili mesi, dove aveva perso la sua Kimberly per The Booty Man, perdendo anche un match dove aveva messo in palio la sua carriera. Ma il wrestling era l’unica cosa che aveva, e tornando nel ring fu spogliato anche della dignità di una promessa mantenuta, una dignità che solo una cosa avrebbe potuto restituirgli… il titolo WCW!

Nel corso della serata difese il titolo dei pesi leggeri anche Dean Malenko, che a inizio mese aveva strappato la cintura a Shinjiro Otani a WorldWide (uno degli show secondari della WCW), conservandolo contro Brad Armstrong. E venne difeso anche il titolo USA di Konnan, che affrontò -e sconfisse- invece Jushin Thunder Liger.

Al momento dell’atteso match per il titolo WCW i rispettivi manager di Sting e del campione The Giant, ossia Lex Luger e Jimmy Hart, furono ammanettati l’un l’altro per evitare ogni tipo di intervento. Ma nonostante questo, i due manager si rivelarono decisivi ai fini dell’incontro: proprio quando Sting riuscì a chiudere The Giant nella Scorpion Deathlock, Luger colpì accidentalmente l’amico col megafono di Jimmy Hart, nonostante stesse in realtà cercando di toglierglielo dalle mani. Il colpo di megafono mise KO Sting, consegnando a The Giant uno schienamento vincente per restare campione WCW.

Nitro

Un ombra incombe

A fine mese si registrò una svolta storica: Nitro sarebbe passato a ben 2 ore di show! Il primo Nitro da 2 ore fu battezzato da un evento sconvolgente, quando nel bel mezzo di un match tra Steve Doll e The Mauler apparve tra il pubblico… Razor Ramon! Una delle stelle più rappresentative della WWF era giunta in WCW, “where the big boys play”!

Si trattava di un acquisto enorme: era la prima stella della new generation della WWF ad approdare in WCW! Ramon arrivò in WCW facendosi chiamare col suo vero nome, Scott Hall, e lanciò immediatamente ripetute provocazioni a “Billionaire Ted” e “Nacho Man” (riferimento alle vignette parodistiche con cui la WWF derideva Ted Turner e Randy Savage), senza far davvero intendere le motivazioni o i suoi veri intenti. Hall si mantenne sul vago anche quando apparve nuovamente a fine puntata, recandosi direttamente da Eric Bischoff al tavolo del commento, parlando stranamente al plurale (“We are coming”) senza specificare a chi altro si riferisse, e invitandolo a dire a “Billionaire Ted” di mandargli contro il meglio che la WCW potesse offrire, da Randy Savage a Sting, perché stando ad Hall “We are taking over” (“Stiamo per prendere il controllo”).

Razor Ramon (o meglio, Scott Hall) è in WCW!

A chi o a cosa si riferisse Scott Hall era un mistero. Di certo l’ultima cosa di cui aveva bisogno la WCW era un nuovo gruppo con l’ambizione a regnare su tutto e tutti: la WCW era un posto troppo piccolo per troppe fazioni dominanti, e ne sapevano qualcosa Dungeon of Doom e Four Horsemen, che nonostante lo scopo comune a porre fine all’Hulkamania erano arrivati alle battute finali della loro alleanza. L’addio della scheggia impazzita Brian Pillman a febbraio sembrava potesse riportare serenità tra i due gruppi, ma era chiaro che non potessero più coesistere: gli scontri tra Ric Flair e The Giant erano già stati un pessimo segnale, e ora si era aggiunta anche la disastrosa collaborazione tra Chris Benoit e Kevin Sullivan a Slamboree, dove erano stati sconfitti dopo appena 4 minuti dai Public Enemy. I match tra i due gruppi l’uno contro l’altro divennero ormai un’abitudine, tanto che nel Nitro post-Slamboree The Giant difese con successo il titolo WCW contro Arn Anderson, scaldandosi per quello che sarebbe stato il suo avversario di The Great American Bash, ossia Diamond Dallas Page.

Ma i sogni di rilancio di DDP vennero presto infranti da “Mean” Gene Okerlund, che gli comunicò un importante decisione del management WCW: la sua vittoria nella Battle Royal di Slamboree non si poteva considerare legittima, dal momento che prima di trionfare era stato gettato oltre la terza corda e i suoi piedi avevano toccato il terreno, sebbene fosse comunque rimasto attaccato alle corde con le braccia, dunque non avrebbe più affrontato The Giant per il titolo WCW, perché al suo posto di sarebbe andato… Lex Luger!

L’eliminazione sfuggita di Diamond Dallas Page

The Giant e il suo titolo WCW di fatto erano le uniche cose a tenere a galla il Dungeon of Doom, che a Slamboree aveva deciso di estromettere The Shark. Nel pre-show infatti The Shark aveva lottato a fianco di Maxx in un Tag Team match contro gli American Males, dove persero in modo talmente goffo che Shark se la prese proprio con Maxx, ma a mettere fine alla discussione tra i due furono proprio The Giant e Jimmy Hart, che scelsero di schierarsi dalla parte di Maxx stendendo The Shark con una Chokeslam. The Shark il giorno dopo si dimostrò ben contento di uscire dal gruppo, e sfidò persino The Giant a un match, e anche se ne uscì sconfitto anche stavolta era l’ennesima dimostrazione che il tempo del Dungeon of Doom era forse finito, persino con The Giant campione mondiale.

The Shark si chiama fuori dal Dungeon of Doom!

Un ex membro rinnegato però non poteva essere liquidato con una semplice sconfitta, e The Giant e Jimmy Hart fecero di peggio: chiamarono a raccolta Big Bubba, che con un rasoio elettrico iniziò a tagliare i capelli a uno Shark ancora privo di sensi! Vincere non era abbastanza per quanto rimaneva del Dungeon, bisognava anche umiliare gli avversari, così da lanciare un messaggio a chiunque li credesse finiti… il Dungeon of Doom era ancora pronto a mordere e umiliare chiunque si mettesse sulla su strada!

Big Bubba taglia i capelli a The Shark!

Di certo Ric Flair non avrebbe tentato presto di riprendersi la cintura, visto che Steve “Mongo” McMichael faceva sul serio quando parlava di farla pagare al “Nature Boy” per i ripetuti flirt con sua moglie Debra, tanto che sfidò lui e Arn Anderson in un Tag Team match per The Great American Bash il mese dopo, mentre lui come partner avrebbe avuto Kevin Greene, suo amico e anche lui stella dell’NFL, a cui di certo il fisico non mancava (anche perché al contrario di McMichael era ancora in attività). Greene era già brevemente apparso in WCW a gennaio durante Clash of Champions, dove accompagnò Hulk Hogan e “Macho Man” Randy Savage per il loro match contro Brian Pillman e Zodiac, dunque conosceva bene Flair e i suoi trucchi, e avrebbe fatto di tutto per non deludere il suo amico.

Kevin Gteene, scelto da McMichael come partner

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