Febbraio 1996: il Giappone conosce i Pokémon per la prima volta con l’uscita di Pokémon Rosso e Pokémon Blu, si sciolgono i Take That, Ron vince Sanremo con Vorrei Incontrarti Tra Cent’Anni, il campione di scacchi Garry Kasparov vince per 4-2 contro il primo computer riuscito a battere a scacchi un umano, escono al cinema Trainspotting, Mary Reilly, Beautiful Girls, Nome in Codice: Broken Arrow, Albatross: Oltre la Tempesta, City Hall, e Un Colpo da Dilettanti, mentre l’immortale Don’t Look Back in anger degli Oasis impazza in tutto il mondo:
Nel frattempo, i campioni in WCW sono:
– Campione WCW: Randy Savage
– Campione USA: Konnan
– Campioni di coppia: Sting & Lex Luger
– Campione Televisivo: Johnny B. Badd
Una questione di rispetto
Dopo aver schienato (con qualche aiuto esterno) sia il campione WCW “Macho Man” Randy Savage che Hulk Hogan, Ric Flair e The Giant sfidarono i due per SuperBrawl VI, l’imminente PPV di febbraio, in un doppio Steel Cage match: Flair avrebbe tentato di tornare campione WCW contro Savage, mentre The Giant avrebbe nuovamente affrontato Hogan. La scelta della stipulazione era decisamente inusuale: se gli Steel Cage match erano solitamente concepiti per isolare i contendenti, evitando che ci potessero essere interventi esterni, allora perché proprio Flair e The Giant, che usufruivano abitualmente degli aiuti dei Four Horsemen e del Dungeon of Doom, avevano sfidato apertamente i due a una stipulazione che li avrebbe privati degli aiuti dei loro rispettivi gruppi? Sicuramente i due tramavano qualcosa, e mostrarono di avere più assi nella manica che mai quando a Nitro, durante un match tra Randy Savage e l’Horseman Chris Benoit (dove “Macho Man” eseguì una delle Elbow Drop più devastanti della sua carriera, atterrando col gomito dietro sul collo di Benoit!) il campione WCW fu attaccato a tradimento da Woman, che si trovava al suo fianco insieme a Miss Elizabeth.
Proveniente dall’ECW, Woman aveva debuttato a fine gennaio come semplice valletta che accompagnava gli ingressi di Hulk Hogan e Randy Savage insieme a tante altre (tra cui Miss Elizabeth, Debra McMichael, e Linda Hogan, moglie dell’Hulkster), senza particolari mansioni manageriali o altro, motivo per cui nessuno si sarebbe aspettato un tale alleato per i Four Horsemen (tranne i fan dell’ECW, abituati ai voltafaccia di Woman e ben consapevoli della facilità con cui poteva tradire i suoi assistiti da un momento all’altro). Ma andando a vedere la sua storia personale, non c’era da essere sorpresi: Woman infatti era la moglie di Kevin Sullivan, che già in WCW era stata al suo fianco anni prima col nome di Fallen Angel. e vista l’alleanza tra Four Horsemen e il Dungeon of Doom del marito, era solo questione di tempo prima che la sua vera anima venisse fuori!

Miss Elizabeth era tornata nel mondo del wrestling da appena 2 settimane, ma nonostante fosse stata una delle più importanti manager del decennio precedente, non sembrava dare il minimo apporto né ad Hogan né al suo ex marito Savage, coi due che dal suo ritorno rimediarono solo sconfitte e umiliazioni. Seppur avessero divorziato 4 anni prima i due erano in buoni rapporti, abbastanza da poter continuare a lavorare insieme, ma “Macho Man” non risparmiò critiche a Elizabeth, che sembrava stesse a bordo ring più per fare la bella statuina che per aiutare; come quando, a Nitro, Hogan venne attaccato alle spalle da Ric Flair senza che Miss Elizabeth avvertisse l’Hulkster del pericolo, pur essendo davanti a lui e con una visuale perfettamente chiara per accorgersene.

Flair non attaccò Hogan da solo, ma aiutato da The Giant e Zodiac, con quest’ultimo che… implorò a The Giant di non colpire Hogan con una sedia! Il gigante sembrava disorientato, anche se era facile capire il perché: pur appartenendo al Dungeon of Doom da svariati mesi, Zodiac e Hulk Hogan erano stati amici per anni, quando Zodiac era ancora noto al mondo come Brutus Beefcake (in WWF) e Brother Bruti (in WCW), combattendo a fianco dell’Hulkster in più occasioni, prima di tradirlo definitivamente ad Halloween Havoc 1994, dove cambiò nome in The Butcher. Che Zodiac stesse iniziando a mostrare pentimenti del suo tradimento ad Hulk Hogan?

Nonostante Ric Flair e The Giant continuassero ad essere alleati, le loro stable erano in pessimi rapporti a causa degli atteggiamenti incontrollati dell’Horseman più indisciplinato e imprevedibile di sempre, Brian Pillman. Ma anche con i loro attriti interni, Arn Anderson e Brian Pillman misero da parte le loro divergenze per difendere in coppia il nome dei Four Horsemen contro “The Taskmaster” Kevin Sullivan e Hugh Morrus. Tra Pillman e Sullivan fu decretato uno “I Respect You” Strap match per Superbrawl, dove per vincere si sarebbe dovuto costringere l’avversario a dire “Ti rispetto” come fosse un I Quit match (la stipulazione non era casuale, visto che Sullivan ammonì ripetutamente Pillman affermando che doveva portare più rispetto ai veterani).

11/2/1996 – SuperBrawl VI

Ad aprire l’evento del Bayfront Center di St. Petersburg, Florida, fu uno Street Fight match tra i Nasty Boys e i Public Enemy, un match che un pò rispecchiava la recente evoluzione del wrestling e la differenza con le nuove generazioni, molto più spregiudicate e violente rispetto a qualche anno prima: i Nasty Boys all’inizio degli anni ‘90 erano stati quello che poi i Public Enemy portarono a un nuovo livello in ECW, ma ora era arrivato il momento di Rocco Rock & Johnny Grunge, e riuscirono a portare fino all’estremo Brian Knobbs & Jerry Sags in un match divertente e spettacolare, dove però fu l’esperienza di questi ultimi ad avere la meglio, rimandando il momento di gloria dei Public Enemy.
Per quanto la loro amicizia fosse riuscita a passare anche sopra grandi incomprensioni nei mesi precedenti, la differenza di vedute tra i campioni di coppia Sting e Lex Luger si stava lentamente facendo sentire. I due avevano già difeso i titoli a Nitro contro i Road Warriors vincendo in modo sporco grazie all’utilizzo di Luger di un oggetto contundente (cosa che non piacque affatto a Sting, che neanche festeggiò la controversa vittoria), e ora sarebbero stati chiamati a difendere le cinture proprio dal team a cui le avevano strappate: i pluridecorati Harlem Heat. Anche stavolta, la vittoria dei campioni fu sporca e controversa, con Sting e Luger che vennero aiutati addirittura dai Road Warriors, che aiutarono Luger ad effettuare lo schienamento vincente. Simpatie dei Road Warriors per i campioni di coppia? Tutt’altro… non avendo digerito affatto la loro controversa sconfitta a Nitro, Hawk & Animal volevano sì tentare un nuovo assalto ai titoli di coppia, ma volevano ancor di più strapparli direttamente dalle vite di Sting & Luger, così da fargliela davvero pagare per quanto avvenuto a Nitro.
I Road Warriors chiesero e ottennero l’opportunità la sera stessa, con Sting che non si fece problemi a difendere i titoli due volte nella stessa sera, al contrario di Lex Luger che fece di tutto per non combattere il match, incluso minacciare di tornare nel backstage e dare forfait. Alla fine il match si combatté regolarmente, ma non vide nessun vincitore, con i due team che si fecero contare fuori dal ring con un doppio count out, facendo mantenere i titoli alle vite di Sting e Luger.

A SuperBrawl mantennero i titoli anche il nuovo campione USA Konnan, che batté l’ex campione One Man Gang (raramente impegnato in match o faide rilevanti nel suo anonimo regno), e Johnny B. Badd, con una vittoria sul suo vecchio rivale Diamond Dallas Page per il titolo Televisivo, con una vittoria che confermò a Badd anche i servizi manageriali di Diamond Doll, ex manager di Page.
Il successivo Strap match tra “The Taskmaster” Kevin Sullivan e Brian Pillman fu decisamente inusuale: durò appena 3 minuti, con Pillman che sabotò il match urlando gratuitamente “I respect you” nonostante fosse in pieno controllo, per poi andarsene via come nulla fosse, dopo aver volutamente regalato la vittoria a Sullivan. La frase completa in realtà fu “I respect you, booker man”, facendo riferimenti al ruolo di booker della WCW che aveva Sullivan dietro le quinte. Pillman aveva fatto l’impossibile: era riuscito a rendere irrispettosa persino una frase come “Ti rispetto”, ed aveva rivelato al pubblico ignaro il vero ruolo di Sullivan dietro le quinte, una rottura della quarta parete decisamente inusuale per i tempi, che confermò sempre più Pillman come una delle figure più scomode, innovative, e imprevedibili che ci fossero al momento… una vera scheggia impazzita (da qui il suo nuovo soprannome “The Loose Cannon”) che non rendeva conto a nessuno.
Sabotare volontariamente un match non un bel modo di placare i già noti problemi tra Four Horsemen e Dungeon of Doom, e la cosa indispettì sia Arn Anderson -che sul difendere lo stile e l’onore degli Horsemen ci aveva costruito un intera reputazione- sia Kevin Sullivan, che voleva un match vero, e non uno rovinato dall’arroganza di una giovane testa calda. Dunque, seppur non scritturato per combattere quella sera, arrivò Arn Anderson per dar vita a un nuovo “I respect you” match, sempre contro “The Taskmaster”. Anderson e Sullivan non avevano mai nascosto di rispettarsi a vicenda, ma si affrontarono ugualmente per difendere il nome dei rispettivi gruppi, e al contrario di Pillman, Anderson onorò la contesa fino in fondo, con il match che però finì in no contest a causa dell’interruzione di Ric Flair. Prendendo un microfono il “Nature Boy” ci tenne a ricordare quanto la spaccatura (dovuta praticamente solo a Pillman) che si era creata tra Horsemen e Dungeon of Doom fosse sterile e non giovasse a nessuno. Flair abbracciò i due richiamando all’unità d’intenti che le due stable avevano sempre mostrato, con Sullivan e Anderson che si strinsero le mani, confermando la diabolica alleanza che persino Hulk Hogan e Randy Savage stentavano a contenere.

E parlando dei Monster Maniacs, arrivò anche il momento dei due Steel Cage match. Il primo a disputarsi fu quelle tra Ric Flair e “Macho Man” Randy Savage per il titolo WCW, con i due che non si risparmiarono di certo, ormai rivali dai tempi in cui entrambi militavano in WWF. Con la gabbia, Miss Elizabeth non poté aiutare in nessun modo Savage, ma fu comunque oggetto di scherno da parte di Flair, che la invitò a dargli un bacio prima che il match iniziasse (nulla di nuovo da parte di Flair, che già 4 anni prima in WWF provocò Savage inscenando una finta relazione tra lui e Elizabeth, con tanto di false foto compromettenti); Savage si prese comunque una piccola vendetta sul “Nature Boy” per queste provocazioni, abbassando più volte i calzoncini a Flair nel corso del match e facendolo lottare in alcune fasi dell’incontro con le chiappe al vento!

Al contrario di Elizabeth, Woman riuscì ad aiutare Flair accecando Savage con della polvere, distraendo “Macho Man” da quanto stava accadendo alle sue spalle: Elizabeth si era tolta una scarpa per passarla a Flair come oggetto contundente! Il “Nature Boy” colpì Savage al volto col tacco di Elizabeth e conquistò il titolo mondiale WCW! Dopo un matrimonio, anni di relazione, e un’infinità di match come sua manager, Miss Elizabeth aveva tradito Randy Savage! Dopo Woman, Ric Flair aveva portato dalla sua parte un altro elemento insospettabile, perché si sa, quando il Ric Flair è in giro, nessuna donna può definirsi davvero fedele! Tra matrimonio e wrestling, la decennale relazione amorosa-lavorativa di Savage ed Elizabeth era davvero giunta al termine. Assurdo a dirsi: come se Bonnie avesse tradito Clyde, come se Giulietta avesse tradito Romeo, come se Elena di Troia avesse tradito Paride… l’impossibile era successo!

Con questo Ric Flair si confermò la grande nemesi di Savage, e l’uomo che lo aveva spogliato di tutto: dei 4 titoli mondiali vinti da Savage in carriera tra WWF e WCW, ben 3 gli erano stati tolti da Flair, e ora il “Nature Boy” lo aveva privato anche di Miss Elizabeth! Il primo a soccorrere Savage fu Hulk Hogan, ormai l’unico di cui ormai Savage si potesse fidare, e dopo una breve intervista con Gene Okerlund dove l’Hulkster sembrava ribollire di rabbia come non mai (dopotutto anche lui ed Elizabeth erano molto legati), finalmente poté iniziare il secondo match: Hulk Hogan vs The Giant. I due si erano affrontati solo in due occasioni, entrambe risalenti ad ottobre in occasione di Halloween Havoc: prima in un Monster Truck match, poi in un incontro finito per squalifica, dove The Giant strappò il titolo WCW ad Hogan, ponendo fine al suo regno di 469 giorni (il regno mondiale più lungo della compagnia). Ma ora era il terzo atto, con The Giant che a fine serata sarebbe risultato ancora imbattuto per schienamento o sottomissione (in questo Steel Cage match la vittoria era consentita solo fuggendo dalla gabba), e con un Hogan privato di buona vista per gli attacchi subiti a Nitro, tanto da passare quasi tutta la serata con un occhio bendato.
Nonostante The Giant mostrò ancora una volta una resistenza fuori dal normale, alzandosi addirittura in pochi secondi dopo essere stato colpito da Hogan con una Body Slam seguita da TRE Leg Drop consecutive (qualcosa a cui neanche sua padre André avrebbe resistito), alla fine fu Hogan a trionfare, e diede sfogo di tutta la sua rabbia nell’immediato post-match. Trovandosi chiuso nella gabbia con The Giant e Kevin Sullivan tutto da solo, Hogan in pochi secondi si ritrovò attaccato da anche tutto il Dungeon of Doom… per l’Hulkster sembrava finita, ma l’Hulkster quella sera non sarebbe stato placato neanche con un fucile: non era Hogan ad essere rinchiuso col Dungeon of Doom, era il Dungeon of Doom ad essere rinchiuso con Hogan! Furente di rabbia per quanto successo quella sera (e in generale nei mesi precedenti), aiutandosi con un sedia Hogan fece piazza pulita battendosi da solo contro 8 (!) e costringendo il Dungeon alla ritirata! Hogan era una furia, e quella sera aveva ricordato a tutti chi era!
Nitro
Shake Your Booty
Se il tradimento di Elizabeth a SuperBrawl aveva messo sotto i tacchi l’umore di Hulk Hogan e “Macho Man” Randy Savage, il finale dell’evento col solo Hogan capace di costringere alla ritirata ben 8 uomini del Dungeon of Doom aveva dato una rassicurazione: se motivato, anche a 42 anni, in netta inferiorità, e con un occhio malridotto, Hulk Hogan era sempre Hulk Hogan, e non c’era superiorità numerica che potesse tenere testa a un leone come lui. Inoltre Brian Pillman alla luce degli ultimi eventi venne licenziato subito dopo SuperBrawl, lasciando i Four Horsemen con un uomo in meno. Ma pur essendo il più grande di tutti i tempi, neanche Hogan era invulnerabile, e tornò a patire la superiorità numerica (aumentata ulteriormente da Woman e Miss Elizabeth) già al Nitro successivo, venendo schienato da Arn Anderson dopo essersi beccato un pugno di polvere negli occhi da Woman e un colpo in testa con uno degli stivali di Elizabeth. Fino a un mese prima nessuno aveva mai schienato Hulk Hogan in WCW, e ora in meno di 30 giorni era stato battuto sia da Ric Flair che da Arn Anderson!

A Nitro Miss Elizabeth non diede particolari motivazioni dietro al suo tradimento, ricordando semplicemente quanto fosse stato frustrante essere sempre messa in secondo piano rispetto all’ex marito nei suoi anni da manager. I due erano divorziati ormai da 4 anni, dunque il loro rapporto era ormai strettamente lavorativo, ed Elizabeth, non essendo più la moglie di “Macho Man” Randy Savage, era libera di legare i suoi servizi manageriali a seconda dell’offerta più allettante. E quando l’offerta arriva da un 13 volte campione del mondo, dire “Sì” diventava piuttosto facile. Ormai Hogan e Savage erano davvero soli contro tutti, e potevano fidarsi solo l’uno sull’altro, contando su un amicizia iniziata in WWF nell’autunno del 1987, che aveva battuto gli avversari più ostici, e che nonostante i suoi alti e bassi stava diventando sempre più solida nella loro guerra al Dungeon. Ma stavolta neanche quella sembrava poter bastare più.

Pieno di risentimento verso Ric Flair ed Elizabeth, che aveva reso la faccenda ancora più personale che mai, “Macho Man” Randy Savage da campione uscente decise di sfruttare la sua clausola di rematch prima del PPV di marzo Uncensored, per tentare la riconquista del titolo WCW già a Nitro, ma Ric Flair riuscì a batterlo ancora una volta grazie all’aiuto di Arn Anderson (che colpì “Macho Man” con una DDT), senza però immaginare cosa sarebbe accaduto da lì a pochi minuti…
Il post-match si trasformò nell’ennesima rissa tra i Monster Maniacs contro i Four Horsemen e l’intero Dungeon of Doom, ma stavolta i due poterono contare su un vero aiuto, visto che a difenderli arrivò Zodiac! A quanto pare le difese di Hogan su Zodiac un paio di settimane prima non erano casuali: Zodiac era tornato in sé, accorso in difesa del suo più vecchio e caro amico! Zodiac si presentò completamente spoglio del suo lugubre abituale look da Dungeon of Doom, senza facepaint, con un attire dai colori accesi, e persino con un nuovo nome, The Booty Man! Hulk Hogan era estasiato e decisamente non sorpreso: evidentemente l’Hulkster e l’ormai ex Zodiac si erano chiariti da qualche settimana, con quest’ultimo che era diventato a tutti gli effetti una talpa all’interno del Dungeon, e in piena trance agonistica, sfidò Flair, Arn Anderson, e Kevin Sullivan per la settimana successiva a Nitro in un 6 Men Tag Team match!

Savage, Booty Man, e Hogan vinsero il match, con l’Hulkster che si prese una rivincita effettuando lo schienamento vincente su Anderson (che aveva battuto Hogan per due settimane filate, prima con uno schienamento sporco, e poi per squalifica).
Stile Chicago
Nell’ultima puntata di Nitro del mese tornò anche a farsi vedere The Renegade, a 3 mesi di distanza dalla sua ultima apparizione, e per affrontare un big come Lex Luger, da cui venne facilmente sconfitto con la sua Torture Rack. Anche il suo partner Sting nella stessa sera affrontò un wrestler che non si vedeva più da tempo, Big Bubba, che proprio come lui uscì vincitore. Ma la loro serata fu tutto tranne che spensierata, visto che si ritrovarono sfidati ancora una volta dai Road Warriors, ancora furiosi per come Sting e Luger avessero mantenuto i titoli a SuperBrawl, e per questo Hawk & Animal invitarono i campioni di coppia ad affrontarli ad Uncensored, ma in un Chicago Street Fight senza squalifiche! Ancora una volta, Lex Luger non fu affatto entusiasta, al contrario di Sting, sempre aperto a qualsiasi sfida, che accettò l’invito dei Road Warriors.




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