Giugno 1997: nelle librerie inglesi arriva Harry Potter e la Pietra Filosofale ed esplode un piccolo grande caso letterario, i Chicago Bulls di Michael Jordan vincono l’NBA, l’Inter acquista Ronaldo, si ritira Franco Baresi, escono al cinema Batman & Robin, Hercules, Face/Off, Con Air, Il Matrimonio del Mio Miglior Amico, e viene rilasciata Everybody dei Backstreet Boys:
Nel frattempo, i campioni in WCW sono:
– Campione WCW: Hollywood Hogan
– Campione USA: Dean Malenko
– Campioni di coppia: gli Outsiders (Kevin Nash & Scott Hall)
– Campione Televisivo: Lord Steven Regal
– Campione dei pesi leggeri: Syxx
– Campionessa femminile: Akira Hokuto
L’eroe oscuro
A The Great American Bash non avrebbe lottato Hollywood Hogan, che però aveva già assicurato la sua presenza accanto a Dennis Rodman a luglio per Bash at the Beach, dove avrebbero affrontato The Giant & Lex Luger. Sarebbe stato anche un modo per Luger per sondare il terreno per il suo imminente match con Hogan per il titolo WCW, ma al suo canto l’Hulkster non sembrava preoccupato: per lui Lex Luger non era abbastanza in forma, non era abbastanza credibile, e soprattutto non era degno di affrontare il leader del New World Order, e pertanto si rifiutò di affrontarlo col titolo in palio!
Al “Total Package” però importava ben poco delle parole di Hogan: il loro match era già sancito dalla WCW, e si presentò comunque nel ring di Nitro per affrontarlo, gli piacesse o no! Il titolo WCW in realtà in quell’occasione non fu in palio, ma gli stimoli per Luger di certo non mancavano, e nonostante il ring fosse circondato dal wolfpack (ossia gli Outsiders e Syxx) riuscì a tenere testa a tutti loro come aveva già fatto a Spring Stampede, sollevando poi Hollywood Hogan per la Torture Rack fino a costringerlo a cedere! Luger aveva fatto cedere il campione WCW! Era un evento storico: in carriera Hollywood Hogan aveva affrontato alcuni dei più grandi nomi della storia come André the Giant, “Macho Man” Randy Savage, Undertaker, Ric Flair, e tanti altri, ma nessuno lo aveva mai portato a cedere! “Rowdy” Roddy Piper a Starrcade gli aveva fatto perdere i sensi con la sua Sleeper Hold, ma cedere era un’altra storia, un’umiliazione che non aveva mai provato in vita sua!

Lex Luger non fece in tempo a godersi il successo che venne travolto dalla furia del nWo, con gli Outsiders e Syxx che aiutarono Hogan a farla pagare a Luger, lasciandolo l’Hulkster libero di punirlo a suon di Leg Drop, quasi non curante della sconfitta subita.
Nel frattempo Diamond Dallas Page voleva un altro match contro “Macho Man” Randy Savage: anche se lo aveva sconfitto a Spring Stampede la faccenda tra i due era terribilmente personale, e sebbene l’nWo gli aveva fratturato alcune costole a fine maggio la rabbia di Page non mostrò il minimo cedimento, come quando a Nitro sfondò a calci il finestrino della limousine con cui era arrivato Savage! Il nervosismo di Savage saliva sempre più alle stelle, tanto da mettere persino le mani addosso al commissario J.J. Dillon dopo essersi sentito dire che era diventato l’ombra del grande lottatore che era una volta! Mettere le mani addosso al commissario della WCW era un gesto gravissimo, tanto che arrivò Eric Bischoff a tentare di placare “Macho Man”, a maggior ragione ora che non aveva più i poteri necessari per proteggere il resto del nWo.
Dillon per fortuna non riportò gravi danni, ma la settimana dopo rispose a modo suo all’attacco subito, multando Randy Savage di 50.000 dollari e sancendo un nuovo match senza regole contro Diamond Dallas Page a The Great American Bash!
Dopo aver dato un antipasto non da poco facendo affrontare Hollywood Hogan e Lex Luger a Nitro, J.J. Dillon decise di anticipare persino il Tag Team match tra gli Outsiders e “Rowdy” Roddy Piper & Ric Flair, previsto per The Great American Bash. Ma a prescindere da chi avesse vinto, J.J. Dillon voleva già decretare i nuovi contendenti alle cinture, e individuò i candidati perfetti nei fratelli Steiner, creando però parecchio disappunto negli Harlem Heat, che si reputavano ben più meritevoli di affrontare gli Outsiders. Spinti dalla loro manager Sherri, per dimostrare che fossero loro l’unica vera coppia meritevole della WCW, gli Harlem Heat quella stessa sera rovinarono agli Steiner il loro match contro Masahiro Chono & The Great Muta, ma Rick & Scott ricambiarono il favore la sera stessa, costando a Booker T & Stevie Ray il loro match contro i luchadores Cíclope e Damien!
Il match finì per squalifica a causa dell’intervento di Syxx, ma quello che successe nel post-match fu una vera guerra: in aiuto di Flair e Piper arrivarono infatti i Four Horsemen, a cui poi si aggiunsero gli interventi di Kevin Greene, poi degli Steiner, poi degli Harlem Heat, poi i Faces of Fear, poi Randy Savage, poi Diamond Dallas Page… insomma, di tutti quelli che avevano un match previsto a The Great American Bash! Tutte le rivalità in corso in WCW trovarono libero sfogo in quel momento, finché ad avere l’ultima parola fu Hollywood Hogan, che quando si aggiunse colpi di cintura permise al nWo di prendere il controllo della situazione, col povero DDP che divenne il principale bersaglio del nWo. I fan urlavano a squarciagola “We want Sting!”, e lo Stinger non si fece attendere, calandosi dal soffitto come al solito!
C’era tutto l’nWo pronto ad attenderlo per fargli pentire di essere nato, eppure da Sting non traspariva la minima paura, mostrandosi disposto ad affrontarli tutti uno per uno! Se l’nWo non lo attaccò in massa era solo perché Sting agitava minaccioso la sua mazza da baseball verso chiunque provasse ad avvicinarsi, ma lui non era venuto per pestare l’nWo, ma per salvare Diamond Dallas Page, e lo fece nel modo più eroico e spettacolare possibile… facendosi tirare sù con la fune con cui era sceso portandolo con sé! Fu una scena mozzafiato, degna del miglior film di supereroi, e mentre quel mese negli Stati Uniti usciva Batman & Robin i fan della WCW assistevano settimana dopo settimana a un uomo che assomigliava sempre più a un supereroe del mondo reale, capace di lasciare tutti a bocca aperta e di tenere testa da solo a un intero gruppo di tiranni!

Finalmente degni degli Horsemen
Chris Benoit attendeva impaziente di affrontare nuovamente Kevin Sullivan, eppure il leader dei Faces of Fear sembrava sparito da qualche settimana. L’unico che poteva combinare un match tra i due era Jimmy Hart, che però pose una condizione al canadese: avrebbe prima dovuto battere The Barbarian! Per Benoit fu un gioco da ragazzi: affrontò The Barbarian a Nitro facendolo cedere alla Crippler Crossface (che ormai utilizzava sempre più spesso come mossa finale), ma tuttavia Jimmy Hart non fu completamente di parola, perché disse al canadese che c’era prima un’altra prova da superare: affrontare nuovamente Meng in un Death match a The Great American Bash!

Chris Benoit accettò, con la speranza di porre presto fine all’infinita rivalità con Kevin Sullivan, che nel frattempo tornò a mostrarsi a Nitro al microfono di “Mean” Gene Okerlund. Il “Rabid Wolverine” non si fece sfuggire l’occasione, e con tutta la sua furia irruppe nell’intervista per avere Sullivan tutto per sé senza nemmeno dover battere Meng, ma si rivelò un gesto piuttosto avventato, perché i Faces of Fear lo misero presto fuori gioco, facendo valere la loro superiorità numerica.
Sempre quella sera i Four Horsemen trovarono un successo che mancava da troppo tempo, con Jeff Jarrett che conquistò il titolo USA ai danni di Dean Malenko grazie al decisivo aiuto di Eddie Guerrero, che si era preso un mese di stop a causa di un infortunio al braccio causatogli proprio da Malenko. Guerrero infatti tornò togliendosi la fasciatura e piombando su Malenko con una Frog Splash, e a quel punto per Jarrett fu un gioco da ragazzi chiudere Malenko nella Figure 4 Leg Lock e laurearsi nuovo campione. “Double J” ce l’aveva fatta: dopo mesi di scetticismo, dove aveva dovuto faticare enormemente per farsi accettare nei Four Horsemen, aveva vinto la sua prima cintura in WCW!

Se Chris Benoit aveva da pensare a Kevin Sullivan e Jeff Jarrett si era appena laureato campione USA, anche Steve McMichael aveva le sue sfide da affrontare, e quella sfida era il suo ex amico Kevin Greene, che non mollò la presa su di lui nemmeno mentre stava facendo il suo ingresso per un match contro Konnan, attaccandolo alle spalle e rischiando di travolgere anche sua moglie Debra. Scoppiò un’inevitabile rissa, e nel caos generato nella rissa tra i due nessuno si accorse che nel ring nel frattempo anche Konnan era stato messo KO, ma da qualcuno che non era stato ripreso dalle telecamere. Nessuno -tranne i fan presenti nell’arena- aveva idea di chi potesse essere stato, ma vista la sua uscita tutt’altro che amichevole dai Faces of Fear, non era difficile immaginare i nomi…

15/6/1997 – The Great American Bash 1997

Dal MARK of the Quad Cities di Moline, Illinois, si svolse il PPV di giugno. Ad aprire lo show furono Psychosis e il suo nuovo manager Sonny Onoo, che se la videro con Ultimate Dragon, che al contrario si era appena separato da Onoo dopo i dissidi di Slamboree. Anche la collaborazione col suo nuovo assistito Psychosis però mostrò i suoi problemi: Onoo infatti lo colpì per sbaglio con un calcio, dando l’occasione a Ultimate Dragon di intrappolarlo nella Dragon Sleeper, vincendo così il match e non iniziando al meglio la loro collaborazione.

Subito dopo ci fu un Tag Team match tra gli Harlem Heat e i fratelli Steiner, dove in palio c’era la possibilità di diventare i contendenti n.1 alle cinture di coppia. Un match che il New World Order guardò con attenzione, e per cui espresse persino una sua “preferenza” facendo intervenne Vincent, che colpì Booker T appositamente per far squalificare gli Steiner! Gli Harlem Heat furono ovviamente decretati vincitori, anche se si trattava di un sabotaggio in piena regola: ancora una volta l’nWo aveva infranto i sogni di gloria di Rick & Scott Steiner!

Toccò poi a Konnan e Hugh Morrus, un match praticamente inevitabile dopo l’addio del cubano dai Faces of Fear, con il cubano che vinse senza tanti problemi dopo aver fatto cedere l’ex partner con la Tequila Sunrise. Seguì poi il match tra Glacier e Wrath, che avrebbe visto Mortis ammanettato a bordo ring per impedire ogni possibile intervento, sebbene ci fosse comunque la minaccia del suo manager James Vandenberg. Le manette non impedirono però a Mortis di lanciare una catena da usare come arma nel ring, ma Glacier riuscì a impossessarsene prima di Wraith, usandola a suo vantaggio, trovando lo schienamento vincente. A fine match però pagò cara questa sua vittoria, con Wraith e Mortis che lo pestarono senza pietà in due, senza lasciargli la minima possibilità di contrattaccare.

Il match successivo fu quello per il titolo femminile Akira Hokuto e Madusa, chiamata a non sbagliare il match più importante della sua vita, perché la sconfitta avrebbe voluto dire ritirarsi! Vista l’importanza del match, ovviamente Madusa lottò con tutto il suo cuore, ma il destino gli remò contro: nel corso del match infatti si infortunò al ginocchio, combattendo il resto della contesa da zoppa, dando vita facile ad Akira, che infine la schienò con una Brainbuster con cui chiuse la sua carriera! Madusa era in lacrime, incredula che il ginocchio avesse dovuto cedere proprio nel match più importante della sua vita, chiudendo nel modo più amaro quello che fu un evento storico: Madusa era stata una delle donne più importanti della WCW all’inizio del decennio, e in generale la più grande wrestler americana degli anni ‘90, capace di vincere cinture anche in Giappone e dominare la categoria anche nel suo triennio in WWF.

Una vera e propria istituzione per la categoria, eppure ora avrebbe dovuto dire addio al ring, e senza essersi tolta la soddisfazione di vincere il titolo femminile anche in WCW. Tuttavia, sebbene fosse Madusa quella costretta ad abbandonare, fu l’ultimo match in WCW anche per Akira Hokuto, che lasciò la federazione subito dopo The Great American Bash, con la cintura femminile che fu subito resa vacante.
Fu poi il momento del Death match tra Chris Benoit e Meng, ultimo treno disponibile per il canadese per poter arrivare a Kevin Sullivan. Benoit e Meng erano i migliori esecutori che avessero Four Horsemen e Faces of Fear, nonché due degli uomini più duri della WCW, duri a morire come avevano già dimostrato a Slamboree, ma stavolta fu la determinazione di Benoit ad avere la meglio, con Meng che non poté resistere alla pressione della sua Crippler Crossface. E adesso toccava a Kevin Sullivan!

Toccò poi all’altro Horseman Steve McMichael, pronto per affrontare Kevin Greene nel match che quest’ultimo aspettava da un anno intero. Doveva però fare i conti con Jeff Jarrett, che arrivò per aiutare il suo compare Horsemen con la sua solita valigetta: un intervento che però si rivelò controproducente, perché Jarrett colpì inavvertitamente proprio McMichael, costandogli la sconfitta. Ancora una volta un goffo intervento di Jeff Jarrett era costato caro a Steve McMichael, che continuava a non vedere bene la sua presenza nei Four Horsemen, che “Double J” fosse campione USA o meno.

Subito dopo furono in palio le cinture di coppia degli Outsiders contro “Rowdy” Roddy Piper & Ric Flair. Erano mesi ormai che Kevin Nash & Scott Hall non mettevano a segno una vittoria convincente in PPV. Per aiutarli allo scopo intervenne anche Syxx, con Ric Flair che per tenerlo a bada spostò la battaglia con lui fino al backstage, ma senza più fare ritorno e lasciando completamente solo Piper, che non poté reggere il confronto con gli Outsiders, che ottennero la vittoria dopo la Outsider’s Edge di Scott Hall.

A chiudere la serata col main event furono di nuovo “Macho Man” Randy Savage e Diamond Dallas Page, e stavolta in un Falls Count Anywhere match! Dopo la sconfitta di Slamboree Savage non poteva perdere di nuovo, e tirò fuori tutta la rabbia che aveva accumulato, prendendosela anche con chi non c’entrava nulla. “Macho Man” era fuori di sé, tanto da prendersela con l’arbitro (che mise KO con una Piledriver!) e persino con un cameraman! DDP riuscì a colpire Savage con la Diamond Cutter, ma non appena la seconda sconfitta filata di Savage era nell’aria però, arrivò Scott Hall in suo aiuto, che mise fuori gioco il suo ex amico Page con la Outsider’s Edge, regalando così la rivincita a Randy Savage.
Nitro
Nessuno è Perfetto
Passato The Great American Bash, il prossimo pensiero del New World Order sarebbe stato il Tag Team match contro The Giant & Lex Luger, dove avrebbe fatto il suo debutto nel ring Dennis Rodman, ovviamente lottando insieme ad Hollywood Hogan. L’ala grande dei Chicago Bulls si fece vedere già al Nitro post-PPV, dove fu fu accolto da un’ovazione da brividi: la puntata infatti si svolse nel “suo” United Center, dove appena 3 giorni prima aveva vinto l’NBA battendo gli Utah Jazz in Gara 6, e ora che era libero dai suoi impegni cestistici poteva dedicarsi interamente al nWo! Sfruttando la presenza di Rodman, The Giant & Lex Luger sfidarono lui e Hogan a non aspettare Bash at the Beach, ma ad anticipare il match quella stessa sera a Nitro! Hogan e Rodman accettarono, ma per un buon motivo: il match infatti non si rivelò altro che un imboscata, con il wolfpack del nWo che arrivò per attaccare i due e marchiarli di vernice com’era di loro usanza.

A Diamond Dallas Page il finale del suo match con “Macho Man” Randy Savage non era ovviamente andato giù, e visto che a Savage per batterlo gli era servito l’aiuto di Scott Hall, decise di sfidare prima lui in un match singolo (che finì in no contest a causa dell’intervento del nWo, con DDP che ne usc’ con le sue gambe solo grazie all’aiuto di Sting), e poi entrambi la settimana dopo a un match a coppie, dove sarebbe stato affiancato da un partner misterioso. Nessuno sapeva di chi potesse trattare, anche se e speculazioni si incendiarono quando tra il pubblico di Nitro fu avvistato… Raven! Dopo un triennio passato a fare incetta di talenti, nel 1997 la WCW sembrava essersi data una calmata senza mettere sotto contratto grandi nomi, ma con l’acquisto di Raven dimostrò ancora una volta di poter arrivare a chiunque: si trattava infatti di una delle più grandi stelle dell’ECW, e in generale di uno dei personaggi più crudeli e diabolicamente affascinanti del mondo del wrestling, machiavellico e diverso da chiunque altro.

Tuttavia chi conosceva bene Raven sapeva che difficilmente uno come lui si sarebbe interessato alla lotta al nWo, e infatti non fu lui il partner scelto da DDP, bensì due… The Giant & Lex Luger! Page sapeva che l’nWo non si sarebbe limitato a lottare con due soli wrestler, e infatti il match fu più che altro una rissa con tutto il wolfpack, a cui poi si aggiunsero Hollywood Hogan, il solito Sting, e… Mr. Perfect! Era tutto vero: il grande Mr. Perfect -che si presentò col suo vero nome, Curt Hennig- era in WCW, ma quali fossero le sue intenzioni rimase un mistero, perché la puntata si concluse prima che potesse fare qualunque cosa!
Piccolo grande uomo
Dopo aver causato la sconfitta del titolo USA a Dean Malenko, era chiaro che Eddie Guerrero si fosse completamente ristabilito dal suo infortunio, e tutti attendevano il suo inevitabile match con Malenko a Nitro. Tuttavia a presentarsi non fu Eddie, ma suo nipote Chavo Jr., che lottò al posto suo rimediando però una sconfitta. La settimana dopo infatti Eddie spiegò di non essersi presentato perché non ancora pronto a rientrare, ringraziando però suo nipote di essersi offerto volontario per sostituirlo, sebbene Chavo Jr. specificò che “volontario” era un eufemismo. Eddie disse che lo aveva fatto per dargli un’opportunità, e che anzi lo avrebbe fatto di nuovo volentieri: quella sera infatti avrebbe dovuto affrontare Syxx per il titolo dei pesi leggeri, ma se Chavo avesse accettato… il match sarebbe stato suo!

Giocarsela per una cintura era un’opportunità troppo ghiotta per essere rifiutata, ma giunti al match il vero ago della bilancia fu Scott Hall, che aiutò Syxx a vincere colpendo Chavo Jr. con la Outsider’s Edge, ma la cosa che stupì di più fu vedere Eddie Guerrero non intervenire in difesa del nipote, nonostante stesse guardando il match dallo stage d’ingresso. Per quanto Eddie Guerrero potesse rimandare però, i medici lo giudicarono idoneo a combattere, e a Nitro finalmente affrontò Dean Malenko, che sconfisse grazie anche all’aiuto di Chavo Jr., che per la prima volta dal suo debutto -ormai avvenuto un anno prima- iniziava a essere usato da suo zio per i suoi scopi.
Il regno di Syxx invece mostrò di avere comunque le ore contate, perché pochi giorni dopo durante un house show perse a sorpresa la cintura contro Chris Jericho, che conquistò così la sua prima cintura in WCW. Era un meritato premio a un atleta straordinario che però non era mai riuscito a ritagliarsi troppo spazio: dal suo debutto era passato quasi un anno, eppure al netto di qualche apparizione in PPV Jericho non era mai riuscito ad affermarsi come altri pesi leggeri, ma il suo talento era indiscutibile, e fuori dagli Stati Uniti il suo talento era più che riconosciuto (anche in Giappone, tanto che mise gli occhi su di lui persino Sonny Onoo, che li porse un contatto proprio mentre Jericho stava facendo il suo ingresso per affrontare Ultimate Dragon).

Merito di questa riscossa fu anche la sua nuova mossa finale, una Boston Crab modificata che in pochi giorni aveva fatto cedere Alex Wright, Syxx, e Juventud Guerrera, ma ora tutti volevano la sua testa: Syxx voleva un nuovo match contro di lui, e Alex Wright reclamava più opportunità, soprattutto per delle cinture in palio. Wright aveva debuttato in WCW a soli 19 anni nel 1994, con il promettente soprannome di “Das Wunderkind (“il ragazzo meraviglia” in tedesco, da dove veniva), eppure si sentiva sottosfruttato e snobbato dalla federazione, e non sarebbe stato ancora disposto ad aspettare a lungo…

Chris Jericho però non fu il solo peso leggero a opporsi al nWo, perché Rey Mysterio Jr. chiese un’intervista a “Mean” Gene Okerlund per parlare direttamente a Kevin Nash. Il messicano ancora non aveva dimenticato di quando 10 mesi prima Nash lo lanciò come una freccetta contro un camion di produzione in quella che fu una delle prime rappresaglie del nWo, ma la sua rabbia era riaffiorata durante un match contro Syxx, dove Nash intervenne a suo discapito per poi metterlo KO con la Jacknife Powerbomb. Rey Mysterio Jr. era stanco di subire soprusi solo perché che c’era una netta differenza di stazza tra loro: Nash era 2 metri e 10 per 150 kg, e lui solo 1 metro e 68 cm per 79 kg, ma per lui il wrestling non era una questione di muscoli, ma di cuore e coraggio, e per questo… lo sfidò a un match vero e proprio! Rey Mysterio Jr. si stava cacciando in un vero e proprio suicidio, e Kevin Nash accettò immediatamente, certo di poterlo fare a pezzi senza tanto sforzo!

Naturalmente il match fu assolutamente a senso unico, e Nash vinse un match senza appello, continuando a massacrare il messicano a suon di Jacknife Powerbomb, finché a fermarlo non arrivò Konnan. Tutti pensavano che il cubano fosse arrivato per aiutare Rey Mysterio Jr., visto che i due si erano allenati insieme in Messico anni prima, e invece a sorpresa Konnan infierì sulla sua gamba! Il suo gesto era apparentemente inspiegabile: o Konnan voleva unirsi al nWo, o aveva semplicemente deciso di tradire l’amico… qualunque delle due ipotesi fosse, nessuno sembrava avere risposta.

Il quinto (indesiderato) elemento
Se Dean Malenko era troppo preso da Eddie Guerrero per pensare a riprendersi il titolo USA, il nuovo campione Jeff Jarrett non poteva comunque dormire sonni tranquilli, perché il suo goffo intervento di The Great American Bash gli costò caro: a Nitro infatti lottò accanto a Steve McMichael in un Tag Team match contro l’nWo (rappresentato da Buff Bagwell & Scott Norton), che fregandosene del match lo mise addirittura KO una Tombstone Piledriver, lasciando all’nWo la vittoria senza tanti pentimenti!

Sabotare deliberatamente un match tra Horsemen era un’iniziativa grave, che però difficilmente Steve McMichael avrebbe preso senza l’avallo degli altri. Anche se era un Horseman infatti era ormai troppo tempo che Jeff Jarrett era un corpo estraneo al gruppo, in tutti i sensi: non aveva neanche partecipato all’attacco contro Roddy Piper, e nemmeno fu presente a bordo ring durante un 6 Men Tag Team match dove gli Horsemen affrontarono Buff Bagwell, Steve Norton, e Masahiro Chono. L’unica cosa che lo teneva nel gruppo era la stima di Ric Flair, eppure nemmeno questo sembrò più bastare, perché Flair gli comunicò ufficialmente che era stato espulso! Per “Double J” fu come una pugnalata al cuore: il “Nature Boy” sapeva che l’unità era sempre stato il segreto del successo dei Four Horsemen, e visto che Jarrett aveva solo portato divisioni e controversie interne, era il momento che si facesse da parte, scomunicando un Horseman che forse un Horseman non lo era mai davvero stato.
Sebbene la decisione fosse nell’aria alcuni furono comunque stupiti che il “colpo di grazia” a Jarrett venisse proprio da un suo estimatore come Ric Flair, che da un pò sembrava comportarsi in modo diverso dal solito: in molti avevano trovato sospetto anche il modo in cui avesse abbandonato “Rowdy” Roddy Piper a The Great American Bash, ma lo scozzese stemperò gli animi, affermando di conoscere troppo bene Flair per dubitare di lui dopo tanti anni di solida amicizia. Tuttavia si sentì comunque in dovere di chiederglielo in faccia se a The Great American Bash fosse successo qualcosa, e nei suoi occhi lesse non poca ambiguità.
Non appena fiutarono tensione, a sostegno del “Nature Boy” arrivarono Chris Benoit e Steve McMichael, la cui presenza innervosì non poco Piper, che capendo l’antifona colpì prima che loro potessero colpire lui! Naturalmente il numero degli Horsemen ebbe la meglio, e La rottura tra i due divenne ancora più chiara la settimana dopo, quando Ric Flair portò con sé un manichino con le fattezza di Piper per sfotterlo, oltre che due modelle che testimoniassero quanto il soprannome “Hot Rod” fosse inadeguato per uno con le sue deludenti “prestazioni”! Tra i due sembrava proprio essersi rotto qualcosa.

Una piccola postilla
The Great American Bash aveva decretato che fossero gli Harlem Heat i nuovi contendenti alle cinture di coppia, ma J.J. Dillon non era piaciuto il modo in cui Vincent aveva influenzato il loro match contro i fratelli Steiner, dunque sancì un rematch da disputarsi a Nitro! Motivati dalla nuova possibilità, i fratelli Steiner stavolta non trovarono ostacoli sul loro cammino, e sconfissero Booker T & Stevie Ray diventando i nuovi contendenti n.1! Rick & Scott Steiner non potevano più aspettare di farla pagare agli Outsiders dopo essersi visti strappare ingiustamente i titoli a gennaio, ancor di più dopo l’incidente stradale causato sempre da loro a febbraio, e quando Kevin Nash & Scott Hall gli porsero il contratto per ufficializzare il match gli Steiner firmarono impazienti, senza notare che nel contratto c’era qualcosa che avevano tenuto nascosto: per affrontare loro avrebbero dovuto prima battere Masahiro Chono & The Great Muta!

Glacier affrontò nuovamente Mortis a Nitro, ma come al solito Wrath e James Vandenberg lo attaccarono senza pietà. Stavolta però in suo aiuto arrivò direttamente qualcuno dal pubblico: l’artista marziale Ernest Miller, che già il mese prima a Slamboree aveva tentato di salvare Glacier dalla furia dei due, per poi non farsi più vedere. Ma ora Miller si era fatto di nuovo vivo, mostrandosi intenzionato ad aiutare Glacier stabilmente, sfruttando la sua vasta conoscenza delle arti marziali. I due iniziarono a lottare in coppia, tastando la loro chimica in un match contro gli High Voltage, dimostrandosi più che pronti per combattere il duo formato da Wraith e Mortis!




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