Maggio 1997: nel Regno Unito i laburisti di Tony Blair mettono fine al dominio conservatore che durava da 18 anni, il Borussia Dortmund vince per la prima volta la Champions League, al cinema escono Il Mondo Perduto: Jurassic Park, Austin Powers: Il Controspione, Due Padri di Troppo, Ecstasy Generation, e Prove Apparenti, e in radio risuona Everyday Should Be An Holiday dei Dandy Warhols:
Nel frattempo, i campioni in WCW sono:
– Campione WCW: Hollywood Hogan
– Campione USA: Dean Malenko
– Campioni di coppia: gli Outsiders (Kevin Nash & Scott Hall)
– Campione Televisivo: Ultimate Dragon
– Campione dei pesi leggeri: Syxx
– Campionessa femminile: Akira Hokuto
Il silenzio più rumoroso del mondo
Anche se il contendente al titolo WCW era Lex Luger, il primo pensiero di Hollywood Hogan era sempre Sting. Da quando a Uncensored aveva puntato la sua mazza da baseball nera diretta verso di lui l’Hulkster non riusciva a pensare ad altro, pur ostentando tutta la sicurezza del mondo, eppure nessuno sapeva come o quando Sting sarebbe tornato.

Lo Stinger infatti continuava a essere altamente imprevedibile. Aveva palesato la sua avversione al New World Order, ma non per questo le sue azioni erano leggibili: non era una presenza fissa agli show e non sempre interveniva nei tradizionali pestaggi del nWo, preferendo sempre agire a sorpresa. Poteva essere ovunque e in nessun posto, ed Eric Bischoff decise di far cadere il mistero che circondava Sting, promettendo addirittura che lo avrebbe intervistato, a 8 mesi dalle sue ultime parole! L’intervista ovviamente si rivelò una farsa, perché il vero intervistato fu il finto Sting, l’emulo che l’nWo aveva sfruttato sin da agosto per far credere a tutti che Sting fosse un loro uomo, spingendo tutto il roster della WCW a non fidarsi di lui. Il siparietto ebbe però vita breve, perché presto arrivò il vero Sting, che mise KO l’impostore con la Scorpion Death Drop, rinnovando il terrore nella testa di Eric Bischoff e ricordando al nWo che lui era sempre presente nell’arena a osservare il corso degli eventi… anche quando nessuno lo notava!
Con l’evanescenza di Sting sotto la lente d’osservazione del nWo c’era Diamond Dallas Page, che a Spring Stampede aveva battuto “Macho Man” Randy Savage, riducendolo così male da obbligarlo a girare in stampelle e dimostrando di non essere solo uno tra tanti capitato provvisoriamente nel main event, ma una vera spina nel fianco che a 41 anni stava vivendo il miglior momento di forma della sua carriera. A Nitro DDP venne sfidato da Syxx, ma il match si rivelò un’imboscata: mentre Page faceva il suo ingresso infatti venne circondato sulla rampa d’ingresso da tutto l’nWo, incluso Hollywood Hogan, che prese in prestito una delle stampelle di Savage per pestarlo brutalmente. In aiuti di DDP arrivarono The Giant, gli Harlem Heat, Ric Flair, e “Rowdy” Roddy Piper, ma nessuno fu in grado di tenere testa al nWo, che dominò la scena ancora una volta.

18/5/1997 – Slamboree 1997

Il primo match della Indipendence Arena di Charlotte, North Carolina, vide affrontarsi per il titolo Televisivo Ultimate Dragon e Lord Steven Regal, bramoso di riprendersi la cintura che a sorpresa Prince Iaukea gli aveva strappato a febbraio. L’incontro fu caratterizzato da qualche discussione di troppo tra Sonny Onoo e Ultimate Dragon, che non gradì gli eccessivi interventi del suo manager, e dopo aver atteso 3 mesi stavolta Regal non sbagliò, e fece cedere il giapponese con la sua Regal Stretch, tornando così campione Televisivo. Il match successivo dide affrontarsi Madusa e Luna Vachon, che aveva fatto il suo debutto a Nitro 2 mesi prima proprio attaccando Madusa, che però si dimostrò superiore, vincendo grazie alla sua German Suplex.

Dopo il solito, spettacolare match di Rey Mysterio Jr. (che sconfisse Yuji Yasuraoka) toccò a a Glacier e Mortis, che si erano già affrontati 2 mesi prima ad Uncensored nel match che vide il debutto di Wrath, che tutti si chiedevano se si sarebbe fatto nuovamente vivo. La risposta fu affermativa, perché Wrath intervenne dopo nemmeno 2 minuti di match, causando la squalifica.

Fu poi il momento di un altro match titolato, quello per il titolo USA tra Dean Malenko e Jeff Jarrett. Era ormai da un anno che i Four Horsemen non detenevano alcuna cintura: l’ultimo era stato Ric Flair con il titolo WCW, e ora “Double J” era chiamato a invertire la tendenza, ma non si rivelò altro che un tentativo e nient’altro, perché fu Malenko a trionfare, e in circostanze che non fecero che aumentare i risentimenti tra Jarrett e Steve McMichael: nelle fasi finali del match infatti Jarrett finì fuori dal ring dopo un brutto colpo alla testa, con McMichael che lo fece immediatamente rientrare nel ring senza nemmeno dargli il tempo di riprendersi, lasciandolo alla mercé di Malenko, che lo fece poi cedere con la Texas Cloverleaf.

Nemmeno Chris Benoit riuscì a dare una svolta positiva alla serata, perché il suo Death match con Meng si concluse con quest’ultimo che lo mise KO con una violenta presa che gli stritolò il collo. Ma se Meng aveva rappresentato i Faces of Fear al meglio, non andò altrettanto bene a Konnan & Hugh Morrus, che persero un Tag Team match contro i fratelli Steiner. Una sconfitta che Konnan non digerì affatto, tanto che a match concluso se la prese col partner, nel disappunto di Jimmy Hart! Per gli Horsemen andò decisamente meglio a Steve McMichael, che nel suo match contro Reggie White riuscì a vincere proprio grazie a Jeff Jarrett, che gli passò la sua usuale valigetta lontano dagli occhi dell’arbitro, permettendogli di usarla come arma. Per quanto i due non si piacessero ,e per quando il suo percorso come Horseman fosse continuamente in salita, Jarrett sembrava non arrendersi nel tentativo di mostrarsi assolutamente dedito alla causa!

A chiudere la serata col main event fu chiaramente il 6 Men Tag Team match tra Kevin Nash, Scott Hall, e Syxx contro Ric Flair, “Rowdy” Roddy Piper, e Kevin Greene! Era il primo match del “Nature Boy” in quasi 7 mesi, e non poteva che avvenire nella sua Charlotte, che gli diede l’energia necessaria per togliere tutta la ruggine. L’età di Piper e Flair non fu una peso ma una risorsa, e la stazza di Greene compensò ottimamente la sua scarsa esperienza (sebbene avesse già lottato qualche match l’anno prima), e i tre riuscirono a battere l’nWo, con il redento Nick Patrick che contò le spalle di Scott Hall a terra dopo che Ric Flair gli fece perdere i sensi con la Figure 4 Leg Lock!

Nitro
Un perdono difficile
Il New World Order continuava a perdere colpi: gli Outsiders erano i membri fondatori del nWo, nonché monopolizzatori della categoria di coppia da quasi 8 mesi, eppure insieme non avevano mai vinto un match in PPV in tutto il 1997! Prima la sconfitta con gli Steiner a Souled Out, poi quella con The Giant & Lex Luger a SuperBrawl VII, e infine quella di Slamboree, sebbene Syxx e il resto del wolfpack sostenesse che non fosse una vittoria legittima, visto che a essere schienato era stato, Scott Hall che non era nemmeno l’uomo legale del match.

Per quante batoste potesse prendere l’nWo però, la certezza era sempre una, e quella bastava a far sentire il gruppo sempre invincibile: che Hollywood Hogan fosse il campione WCW, e poco importava che Sting lo avesse messo nel mirino, perché Eric Bischoff lo invitò a desistere dalla sua lotta al nWo, definendo il suo presunto mistero una mitizzazione di quella che era invece semplice codardia. Ma proprio mentre Bischoff faceva lo splendido Sting sorprese ancora una volta tutti, perché stavolta non calò dal cielo… ma spuntò da sotto al ring, per poi metterlo a dormire con la Scorpion Death Drop!
Tuttavia i due sembravano giocare al gatto col topo: quando Hollywood Hogan presenziava Sting non si faceva vivo, e viceversa quando Sting appariva Hogan era assente: l’imprevedibilità dello Stinger e la codardia di Hogan erano speculari, e i due non si incrociarono praticamente mai, sebbene l’Hulkster invitasse Sting a venire fuori per farsi sotto. Sentendosi “protetti” da questo, Hogan ed Eric Bischoff provocarono Sting inscenando col suo sosia quanto successo a inizio mese, quando aveva sorpreso Bischoff spuntando da sotto il ring.

I due obbligarono “Sting” a prostrarsi davanti la magnificenza di Hollywood Hogan, ma proprio mentre erano troppo presi da loro stessi Sting gli arrivò alle spalle calandosi dal tetto dell’arena! Sting stese prima Bischoff con la Scorpion Death Drop, poi il suo sosia con la mazza, mentre Hogan aveva chiamato a raccolta l’nWo per mandare Sting all’altro mondo una volta per tutte! Lo Stinger era sempre uscito vincitore dagli scontri col nWo, ma stavolta era circondato e senza aiuti, eppure riuscì nuovamente a cavarsela, perché non appena si ritrovò senza via d’uscita si riaggrappò al gancio con cui era sceso per tornare sul tetto dell’arena! Sting aveva molte più risorse di quanto l’nWo potesse credere, e ancora una volta il fattore sorpresa dalla sua, oltre che un coraggio che pochi potevano vantare: a lui non interessava avere aiuto, perché per lui la guerra al nWo era una faccenda solitaria, ma questo non lo avrebbe fermato!
La gente era stanca di vedere l’nWo tenere in ostaggio la prestigiosa cintura mondiale WCW: Hogan non difendeva il titolo mondiale da 3 mesi, e non lo avrebbe fatto nemmeno a giugno per The Great American Bash, continuando a fare la bella vita e spendere i soldi di Ted Turner, mentre lo sfidante n.1 Lex Luger si preparava alla sfida più importante della sua vita, che però non aveva ancora una data stabilita. Sicuramente non sarebbe avvenuta nemmeno al PPV di luglio, Bash at the Beach, perchè per l’occasione Hollywood Hogan aveva già firmato insieme a Dennis Rodman per lottare in un Tag Team match aperto a qualunque coppia, il cui invito venne subito raccolto da Lex Luger & The Giant: un’occasione da non sprecare per il “Total Package”, che avrebbe potuto studiare Hogan primo del loro match titolato, oltre che vendicarsi di Uncensored, dove Rodman aveva osato marchiargli la schiena col tipico spray nero del nWo.

A Slamboree Kevin Greene si era rivelato un prezioso alleato per Ric Flair, che però in quanto leader dei Four Horsemen ora doveva fare i conti con quanto seminato dal gruppo l’anno prima. Durante un Tag Team match tra Jeff Jarrett & Steve McMichael e i fratelli Steiner infatti, Greene arrivò con la tipica valigetta di McMichael, apparentemente per aiutarlo, ma poi la usò per colpire proprio McMichael! Non era una grande sorpresa: l’amicizia tra Greene e McMichael era finita 11 mesi prima, quando Steve McMichael tradì il suo amico Greene a The Great American Bash per unirsi ai Four Horsemen, e sebbene Greene avesse messo da parte i suoi trascorsi con Ric Flair per aiutarlo con l’nWo non sembrava disposto a fare lo stesso con McMichael, non perdonandogli i fatti dell’anno prima. Dopo il match Steve McMichael cercò Kevin Greene per tutta l’arena, e quando lo trovò diede il via a una rissa che costrinse la sicurezza a cacciare via sia loro che i Four Horsemen.
La cosa si rivelò un problema anche per Ric Flair, che quella sera affrontò Syxx nel main event di Nitro, e che si ritrovò circondato da tutto l’nWo, senza che potesse invocare l’aiuto dei suoi uomini. A The Great American Bash però la guerra tra il “Nature Boy” e gli Outsiders sarebbe continuata perché Kevin Nash & Scott Hall sfidarono apertamente lui e Roddy Piper a un Tag Team match con le cintura in palio, promettendo che stavolta avrebbero spinto lo scozzese a rispettare la promessa che aveva fatto ai suoi figli… ritirarsi per sempre!
L’asse Tokyo – Atlanta
Nonostante fosse il leader del nWo Japan, Masahiro Chono aveva dato qualche delusione di troppo al manager Sonny Onoo in Giappone, e Onoo aveva iniziato persino a cercarsi dei nuovi assistiti, il cui primo nome individuato fu Psychosis. Chono aveva un debito col suo manager, e promise che lo avrebbe saldato a Nitro, perché avrebbe portato quello che definì il suo peggior incubo, senza lasciar presagire chi (o cosa) fosse, e la settimana dopo si rivelò essere… The Great Muta! Il suo era un nome che non aveva bisogno di presentazioni: Great Muta in Giappone era un’autentica istituzione, una leggenda che non era neanche nuovo in WCW, avendoci lottato già 4 anni prima, lottando per il titolo NWA a SuperBrawl III contro Barry Windham, occasione in cui perse la cintura dopo un mese di regno.

Era l’ultimo uomo che Masahiro Chono avrebbe voluto vedere: i due erano stati persino partner anni prima, ma avevano avuto anche un’intensa rivalità in NJPW, e anche stavolta sarebbe stato costretto ad affrontarlo. Ma il match tra i due non si rivelò uno scontro, ma piuttosto l’inizio di un’incredibile alleanza, perché a sorpresa Great Muta accecò Sonny Onoo con della mistura rossa! Era l’occasione che Masahiro Chono aspettava, e colse la palla al balzo per pestare Onoo insieme a muta, con cui sembrava aver ritrovato intesa, tanto che gli offrì persino la maglietta del nWo!

A bussare alla porta di Sonny Onoo ci fu anche Madusa, che per The Great American Bash reclamò un nuovo match per il titolo femminile, dal momento che anche Akira Hokuto era parte della sua scuderia. Onoo sembrò scettico a concederglielo, per poi cambiare idea chiedendo in cambio a Madusa di mettere in palio… la sua carriera! Era una proposta per cui prendere una scelta era tutt’altro che semplice, eppure Madusa accettò! La più grande wrestler americana degli anni ‘90 si stava giocando il tutto per tutto, e ora era chiamata a non sbagliare assolutamente nulla!
Se l’nWo Japan si stava rinforzando cambiando pelle, il voltafaccia di Konnan ai Faces of Fear sembrava mettere in serie crisi il gruppo. Konnan motivò la sua scelta spiegando di essere stanco di vedere Kevin Sullivan perdere tempo appresso a Chris Benoit, e ancor di più di vedere una donna come Miss Jacqueline avere così tante importanza. Konnan tornò quindi a mettersi in proprio, sempre se non si fosse semplicemente messo sul mercato per qualcun’altro…



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