Aprile 1997: su Tokyo TV debutta l’anime dei Pokémon, al cinema escono Febbre a 90, In Cerca di Amy, Il Santo, Double Team, Innocenza Infranta, Anaconda, L’ultimo Contratto, e Paradise Road, mentre nelle radio italiane si ascolta La Dura Legge Del Gol degli 883:

Nel frattempo, i campioni in WCW sono:

– Campione WCW: Hollywood Hogan

– Campione USA: Dean Malenko

– Campioni di coppia: gli Outsiders (Kevin Nash & Scott Hall)

– Campione Televisivo: Prince Iaukea

– Campione dei pesi leggeri: Syxx

– Campionessa femminile: Akira Hokuto

6/4/1997 – Spring Stampede 1997

L’apertura dell’evento del Tupelo Coliseum di Tupelo, Mississippi, fu riservata a Rey Mysterio Jr. e Ultimate Dragon, che misero sù la solita spettacolare contesa, all’altezza dei loro precedenti incontro a Hog Wild e World War 3 nel corso del 1996, dove si erano aggiudicati un match a testa. Stavolta a vincere lo “spareggio” fu Rey Mysterio Jr. grazie a un Hurricanrana improvvisa. Subito dopo Akira Hokuto difese la cintura femminile contro Madusa, che aspettava la sua grande occasione dopo mesi di stasi. La giapponese però di conferma campionessa grazie all’intervento di Luna Vachon, che aveva fatto il suo debutto in WCW attaccando proprio Madusa il mese prima a Nitro. Seguì poi il match per il titolo Televisivo tra Prince Iaukea e Lord Steven Regal, che perse anche stavolta ma che non poté che incolpare sé stesso: stavolta infatti non fu Rey Mysterio Jr. a causarne la sconfitta, ma fu tutto merito di Iaukea, con l’inglese che per la frustrazione continuò a pestare il campione anche a match finito, per poi torturarlo nella Regal Stretch a oltranza.

Lord Steven Regal continua a infierire sul povero Prince Iaukea

Il match successivo fu un Tag Team match tra i Public Enemy e i sempre meno uniti Jeff Jarrett & Steve McMichael, i cui contrasti stavano creando problemi a tutti i Four Horsemen, e che ancora una volta i due si mostrarono incompatibili, con lo scarso gioco di squadra che diede la vittoria a Rocco Rock & Johnny Grunge. Ma la serata degli Horsemen non era finita, perché subito dopo si affrontarono Dean Malenko e Chris Benoit per il titolo USA, due che si erano scontrati innumerevoli volte e che si conoscevano praticamente a memoria. L’unico dubbio era rappresentato da Kevin Sullivan, che tutti davano per scontato avrebbe messo lo zampino nel match, e infatti dopo una dozzina di minuti iniziarono ad arrivare a raffica Kevin Sullivan e i Faces of Fear, che fecero concludere il match per squalifica.

Dean Malenko si conferma campione USA

Fu poi il momento del match per i titoli di coppia tra gli Outsiders e i fratelli Steiner, che però non ebbe luogo, perché a contendersi i titoli di coppia sarebbero stati i soli Kevin Nash e Rick Steiner in un match singolo! I motivi furono vari: Scott Hall era assente dagli show da quasi un mese per motivi non specificati, mentre Scott Steiner fu arrestato a inizio PPV mentre cercava di irrompere nello stanzino del New World Order. Per Rick Steiner si faceva dura: come richiesto da Kevin Nash l’arbitro designato fu Nick Patrick, e Nash ne approfittò per infierire su di lui come voleva con l’aiuto di Syxx, che espose un tenditore d’acciaio all’angolo così che potesse usarlo per colpire Rick con una serie di Snake Eyes. Nash però non si limitò a questo, e continuò a infierire sul maggiore degli Steiner usando il tenditore d’acciaio, tanto che persino Ted DiBiase gli disse di darci un taglio. Ma Kevin Nash non aveva intenzione di farsi comandare dal “Million Dollar Man”, che insieme a Hollywood Hogan, Eric Bischoff, e Vincent aveva fortemente criticato nell’ultima puntata di Nitro.

Kevin Nash non ne vuole sapere della pietà di Ted DiBiase

Davanti a tale scena Ted DiBiase preferì andarsene, mentre dopo una lunga agonia Nash mise fine al match con la sua Jacknife Powerbomb. Persino Nick Patrick sembrò spiazzato dal sadismo di Nash, e fece il conto finale con poca convinzione, mostrando quasi pentimento.

Arrivò poi uno dei match più attesi: il Four Corners match tra Lex Luger, The Giant, e gli Harlem Heat, che venne preceduto da quella che col senno del poi divenne una delle interviste più involontariamente memorabili della storia della WCW grazie a Booker T, che in un impeto di zelo chiamò Hollywood Hogan “nig*a”. Si trattava di un match potenzialmente pericoloso, perché avrebbe messo contro uomini abituati a remare dalla stessa parte. Se per Booker T e Stevie Ray la fratellanza sembrava poter reggere, per Lex Luger e The Giant la situazione era più delicata: entrambi erano il fiore all’occhiello delle forze ant-nWo, e vederli lottare l’uno contro l’altro poteva minare alla stabilità del gruppo.

Ma per fortuna si trattò di una paura infondata e nient’altro, perché anche di fronte alla possibilità di lottare per il titolo WCW i due non mostrarono egoismi o altro, anzi: proprio quando The Giant sembrava pronto a chiudere il match con una Chokeslam su Stevie Ray, decise invece di lasciare il posto a Luger, cosicché potesse intrappolarlo nella Torture Rack e portarsi a casa il match. Sarebbe stato il “Total Package” dunque ad affrontare Hollywood Hogan, ma la cosa più importante era scaturita da The Giant, che aveva dato l’esempio a tutti su come si dovesse mettere da parte ogni egoismo per un bene più grande… la distruzione del nWo! E proprio questo doveva distinguerli da loro, che al contrario sembravano iniziare a soffrire l’eccessivo ego che aleggiava nel gruppo.

Lex Luger è il nuovo sfidante al titolo WCW, anche grazie alla sportività di The Giant

A chiudere la serata furono “Macho Man” Randy Savage e Diamond Dallas Page, che per la prima volta in carriera ebbe l’onore di essere nel main event di un PPV della WCW. Era un meritato premio a una carriera che aveva iniziato a ingranare in un’età in cui per gli altri wrestler invece andava in direzione opposta, a dimostrazione dell’immensa determinazione di Page, che a 41 anni stava vivendo una seconda giovinezza dopo aver passato quasi tutta la sua vita a fare il semplice manager. Senza più dover nascondere la sua vita coniugale, DDP si presentò con sua moglie Kimberly ad accompagnarlo, sebbene la sua presenza fosse un rischio non da poco.

Il match infatti fu un’autentica rissa, che si svolse per buona parte in mezzo al pubblico, come solo nei match più personali succedeva, e tra loro la faccenda era diventata molto personale! Sfruttando il suo momento magico, fu DDP a vincere grazie alla Diamond Cutter, mossa che aveva dimostrato di saper eseguire praticamente a una velocità fulminante, sorprendendo ogni avversario quando meno se lo aspettava. Per Page fu la più grande vittoria della sua carriera: era il suo primo main event, e aveva battuto una delle più grandi leggende del wrestling!

La più grande vittoria della carriera di Diamond Dallas Page

L’nWo fece pagare a caro prezzo la vittoria a Diamond Dallas Page, con Kevin Nash che fu il primo a intervenire per fargli del male, prendendosela anche con l’arbitro del match Nick Patrick, che prima aveva esitato a contare nel match tra Kevin Nash e Rick Steiner e ora non aveva fatto nulla per aiutare Savage. Per punirlo Nash stese Patrick con la Jacknife Powerbomb, mentre una volta ripresi i sensi Randy Savage se la prese addirittura con Kimberly, tirandola per i capelli e con le peggiori intenzioni! Questo era troppo persino per Eric Bischoff, che invitò Savage a fermarsi, ma “Macho Man” non sembrava condividere la stessa clemenza… e spintonò via Bischoff! A quel punto l’interno nWo intervenne per dividere i due ed evitare che si facessero di peggio, ma quella era stata solo la punta dell’iceberg di una serata che aveva confermato quanto detto da Kevin Nash nell’ultimo Nitro di marzo: c’erano delle divisioni interne al nWo, e ormai erano più palesi che mai!

Nitro

Un nuovo equilibrio

Anche se le speranze di tutti erano riposte in Sting, dopo Spring Stampede sarebbe stato Lex Luger il nuovo contendente al titolo WCW, e dunque l’alfiere prescelto per la definitiva distruzione del New World Order. Il regno di terrore di Hollywood Hogan andava avanti da 7 lunghi mesi, ma qualcosa già scricchiolava dall’interno. L’nWo era sempre stata un’entità che si credeva al di sopra della WCW e del mondo del wrestling in generale, una cricca elitaria che viveva su una nuvola sopra tutti gli altri, e che per questo se la faceva con gente del mondo dello spettacolo. Uno stile di vita che era sfociato col reclutamento di Dennis Rodman.

Ma ora questo stile di vita hollywoodiano mostrava tutti i suoi limiti, perché nel vero core business del nWo, ossia il wrestling, le cose avevano iniziato a prendere una brutta piega. Se si trattava di mantenere il titolo WCW attorno la vita di Hogan il gruppo appariva inviolabile come sempre, ma perdeva colpi in tutto il resto, inanellando una serie di sconfitte dopo un 1996 dove erano stati praticamente imbattibili.  Il malcontento interno era stato esternato da Kevin Nash, e alla puntata di Nitro successiva a Spring Stampede divenne ancora più tangibile, con i membri del nWo arrivarono addirittura nell’arena in due limousine separate: una portava Hollywood Hogan, Eric Bischoff, Ted DiBiase, e Vincent, mentre l’altra portava tutti gli altri, a testimonianza di come il gruppo stesse affrontando i suoi primi conflitti interni.

Nel nWo c’erano troppi galli nel pollaio, e per evitare l’implosione serviva un confronto tra le parti: Kevin Nash da membro fondatore poteva davvero cambiare gli equilibri del gruppo, ed ebbe un confronto molto diretto con Hogan. I due si parlarono senza mezzi termini, ma alla fine si chiarirono promettendosi di remare tutti dalla stessa parte perché “se sei del nWo lo sei a vita”, e misero da parte ogni fraintendimento forzando anche “Macho Man” Randy Savage ed Eric Bischoff a fare lo stesso (sebbene Savage fosse molto più fermo sulle sue posizioni di Nash). Le conseguenze di Spring Stampede però si facevano ancora sentire: Nick Patrick infatti si presentò al tavolo del commento non col suo solito attire del nWo, ma con una polo della WCW, dicendosi pentito di aver ceduto alle manie di potere di Eric Bischoff, pregando che la federazione lo perdonasse e lo riassumesse come arbitro.

Nick Patrick sembra pentirsi di aver aiutato l’nWo

Sebbene Tony Schiavone e Larry Zbyszko non gli credessero, la decisione spettava a J.J. Dillon, ex wrestler noto in WCW per essere stato manager dei Four Horsemen originali, e che ora la federazione aveva scelto come nuovo Commissario per esercitare i poteri che fino a marzo erano appartenuti ad Eric Bischoff.

J.J Dillon è il nuovo Commissario della WCW!

Tuttavia appena prese parola, Dillon disse comunque di non avere il potere di licenziare Bischoff, che avrebbe quindi continuato ad apparire a Nitro. Era una piccola consolazione per l’nWo, che non aveva mai perso così tanti membri in così poco tempo: Nick Patrick si era tirato fuori, Ted DiBiase sembrava aver seguito la stessa strada, e J.J. Dillon precisò che i contratti nWo di Big Bubba Rogers e Mr. Wallstreet non erano legalmente validi, e che dunque appartenevano ancora alla WCW.

La migrazione dell’NFL

Il match tra Hollywood Hogan e Lex Luger per il titolo WCW non sarebbe comunque avvenuto molto presto: l’Hulkster era impegnato a espandere l’nWo a Hollywood, dove era impegnato nelle riprese di Caccia al Tesoro, dunque il compito di rappresentare al meglio l’nWo per l’imminente Slamboree sarebbe spettato a Syxx e gli Outsiders, che avrebbero affrontato in un 6 Men Tag Team match Ric Flair (che sarebbe finalmente tornato a combattere dopo 7 mesi), “Rowdy” Roddy Piper, e… Kevin Greene! A 9 mesi dalla sua ultima apparizione in WCW il linebacker dei San Francisco 49ers sarebbe tornato a lottare, e per di più accanto al “Nature Boy”! Faceva certamente un certo effetto vederli insieme, considerando la rivalità che i due avevano avuto l’anno prima, ma a quanto pare si erano riappacificati, tanto da porgergli il suo aiuto in una faccenda delicata come la guerra al nWo.

Kevin Greene è tornato per dare il suo contributo contro l’nWo!

Ma Greene non sarebbe stata l’unica stella della NFL a Slamboree: giravano infatti sempre più insistentemente le voci che Reggie White dei Green Bay Packers fosse interessato ad affrontare Steve McMichael, dopo essere già stato vicino al mondo del wrestling 2 anni prima, quando in WWF assisté Lawrence Taylor per il suo match con Bam Bam Bigelow a WrestleMania XI. McMichael non sembrava però avere paura di White, tanto che non appena lo vide tra il pubblico dell’arena lo invitò a farsi sotto, dando il via a una rissa che fu placata solo dalla sicurezza.

Presto anche Reggie White calcherà il ring della WCW

I Four Horsemen erano dunque occupati su più fronti, tutti con le loro battaglie personali: Ric Flair si sarebbe occupato del nWo, Steve McMichael di Reggia White, mentre Chris Benoit doveva ancora porre fine alla questione Kevin Sullivan, che continuò a tormentarlo insieme ai Faces of Fear e Jacqueline. A Slamboree il canadese però non se la sarebbe vista con Sullivan, ma con Meng, forse l’esecutore più temibile di tutto il gruppo.

Con i suoi Horsemen impegnati in altro, Ric Flair avrebbe comunque potuto contare sul solito Roddy Piper. In due formavano ben 53 anni di carriera, e volevano dare una bella lezione al nWo e in generale ai giovani senza rispetto per la storia, in particolare al wolfpac, come si chiamava il trio formato da Kevin Nash, Scott Hall, e Syxx, che la settimana dopo rispose ricordando a Flair che l’ultimo che poteva parlare di rispetto per la storia era proprio lui, visto che aveva rubato il nome, lo stile, e persino la mossa finale dal vero “Nature Boy”, ossia Buddy Rogers, mentre Kevin Nash andò persino più a fondo con la missione del gruppo.  Nash infatti raccontò di quando arrivò in WCW per la prima volta nel 1990, giovane e inesperto in mezzo a una generazione di uomini troppo presi da loro stessi e dalle loro aspirazioni per pensare al bene del business, da cui avevano ricevuto tanto senza dare nulla in cambio.

E lui e Scott Hall lo sapevano bene, perché ricordavano fosse la WCW all’inizio del decennio, e ricordavano come l’avevano lasciata Ric Flair e tutti gli altri dinosauri: una federazione di raccomandati, dove era impossibile farsi strada se non per nepotismo, motivo per cui lui e Scott Hall erano stati costretti ad andarsene, facendosi un nome in WWF. Ma come Nash ribadì all’nWo non serviva viaggiare per limousine e jet privati come imponeva lo “stile Flair”, perché a loro bastava una pulciosa Taurus (facendo riferimento all’incidente stradale causato ai fratelli Steiner 2 mesi prima) per fare la differenza e prendere il controllo della federazione. Per il wolfpack era una guerra anche generazionale, e lo ribadirono la settimana dopo, quando nell’arena fecero piovere volantini con scritto “Tradition bites! nWo 4 life”.

A Slamboree inoltre sarebbe stato nuovamente in palio il titolo Televisivo, i cui scenari cambiarono radicalmente in pochi giorni. Dopo Spring Stampede il campione Prince Iaukea accusò i colpi subiti da Lord Steven Regal, presentandosi a Nitro per il suo match contro Ultimate Dragon con una vistosa fasciatura, e proprio le sue pessime condizioni non gli permisero di lottare al meglio, con Ultimate Dragon che riuscì a prevalere su di lui, vincendo per la prima volta il titolo Televisivo. Il PPV di maggio avrebbe visto lottare anche Glacier per un rematch di Uncensored contro Mortis, con l’ombra del misterioso Wrath che si proiettava sul match minacciosa come non mai.

Ultimate Dragon è il nuovo campione Televisivo

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