Gennaio 1997: Bill Clinton inizia ufficialmente il suo secondo mandato da Presidente degli Stati Uniti, muore a Las Vegas il colonnello Tom Parker, lo storico e controverso manager di Elvis Presley, viene rilasciato Final Fantasy VII, al cinema escono Mai Dire Ninja, Shadow Program, e Relic, mentre i Korn rilasciano A.D.I.D.A.S.:
Nel frattempo, i campioni in ECW sono:
– Campione ECW: Raven
– Campione Televisivo: Shane Douglas
– Campioni di coppia: gli Eliminators (Kronus & Saturn)
Fuga dal nido
A un anno dalla conquista del suo primo titolo ECW, Raven sembrava impossibile da detronizzare: nei precedenti 12 mesi aveva detenuto il titolo per ben 10, e ad esclusione di un regno di Sandman durato a malapena 2 mesi aveva monopolizzato il main event dell’ECW. Ma c’era ancora un problema: anche se non era più campione Sandman era riuscito a rubare la cintura ECW, e per quanto Raven ci provasse non riusciva a tornarne in possesso.

Ci provò in due match ufficiosi a Webster, nel Massachusetts, dove i due lottarono praticamente per tutta l’arena, e poi ad House Party, dove tra Raven e il Blue World Order la situazione precipitò definitivamente. Stevie Richards era sempre stato il lacchè numero 1 di Raven, talmente fedele e sensibile al suo lavaggio del cervello da servirlo ciecamente nonostante i suoi abusi fisici e psicologici, ma il bWo aveva dato a Richards qualcosa di nuovo e mai provato prima: degli amici che lo rispettassero e di cui fosse persino i leader, oltre che un pubblico che finalmente lo adorava. Ormai ad ogni show l’ECW Arena straboccava di magliette blu e cartelli inneggianti a loro, e ora che il bWo era diventata un’entità persino più grande del Raven’s Nest, Stevie Richards poteva finalmente camminare sulle sua gambe, senza più l’ombra del suo padrone.

Lo scontro tra Raven e Sandman di Webster fu così incontrollato che i due lottarono per tutto il palazzetto, fino a finire nello spogliatoio del bWo, e nonostante il loro tifo come al solito Raven non mostrò apprezzamento per l trio, colpendo Richards come sempre! Quando il confronto si spostò fuori Sandman ne uscì con la maglia del bWo, ma nessuno sapeva se fosse stato lui a rubarla o il bWo a dargliela! La seconda ipotesi sarebbe stata clamorosa, perché avrebbe voluto dire per Stevie Richards & co. mostrare per la prima volta ribellione contro Raven, e quando lui e Sandman si riaffrontarono pochi giorni dopo ad House Party, l’ipotesi divenne una certezza: Richards, Blue Meanie, e Super Nova (affiancati dal nuovo membro 7-11, chiara parodia di Syxx) intervennero nello scontro, apparentemente per aiutare Raven, ma ben presto “Big Stevie Cool” si rivoltò finalmente contro il suo padrone colpendolo con uno Stevie Kick!
Ormai Stevie Richards e il bWo sembravano essersi dichiarati totalmente indipendenti da Raven: regalarono persino una maglietta del bWo a Sandman, e qualche giorno dopo durante un nuovo match tra i due (dove finalmente Raven riuscì a riappropriarsi della cintura) fu scoperto che persino Lori Fullington ne indossava una! Ormai Raven sembrava essere completamente solo!

Era il picco dell’instabilità che stava vivendo il suo Raven’s Nest, che all’alba del 1997 sembrava privata anche del suo miglior sicario, “Bulldozer” Brian Lee, che a dicembre nella King of the Hill Battle Royal aveva eliminato l’intero bWo, nonostante fossero tutti alle dipendenze di Raven, trovando invece grande intesa con Chris Candido, suo amico dai tempi della Smoky Mountain Wrestling. Sia lui che Candido di recente erano stati molto vicini a “The Franchise” Shane Douglas, dando corda alle voci che volevano entrambi al soldo di Douglas per una nuova formazione del Triple Threat, e ora bisognava chiarire a chi appartenesse davvero la sua fedeltà. A nome del bWo Super Nova (ormai rinominatosi “Hollywood Nova” in riferimento a Hollywood Hogan) tentò di reclutarlo prima di una match, ma Brian Lee si sbarazzò di lui in appena 30 secondi, sancendo di fatto la sua uscita dalla setta di Raven.

Se il 1996 era stato l’anno di Raven, nella categoria di coppia gli assoluti dominatori erano stati indubbiamente gli Eliminators, a cui furono date anche delle nuovissime cinture di coppia, consegnategli direttamente dal leggendario Killer Kowalski, che era stato il loro mentore e allenatore. La presenza di Kowalski fu un autentico onore per l’ECW, ma Brian Lee rovinò la sua comparsata strozzandolo davanti alle telecamere, e tutto solo per mandare un messaggio a Terry Funk, dimostrandogli quanto non temesse le vecchie leggende! Un gesto più vile era difficile immaginarlo: Funk aveva 52 anni ma era ancora attivo e i gradi di far sudare i più giovani, mentre il povero Killer Kowalski di anni ne aveva ben 70 e non lottava più dal 1977, e davanti a una tale mancanza di rispetto mise il “Bulldozer” in cima alla sua lista , così come gli Eliminators, intenzionati a vendicare il loro mentore.

Sempre a proposito di vecchie glorie, ad House Party debuttarono anche Tommy Rich & Ricky Morton, ma come era facile prevedere non furono accolti benissimo: entrambi appartenevano a un wrestling che a Philadelphia puzzava di stantio, e al loro primo match insieme (perso contro i Gangstas) furono riempiti di fischi. A fine match Rich e Morton vennero persino alle mani, dimenticandosi dell’amicizia che ormai li legava da anni e che li aveva visto lottare fianco a fianco in WCW, improvvisando persino un match l’uno contro l’altro (vinto da Rich) e ponendo fine alla coppia dopo appena un uscita davanti al pubblico dell’ECW Arena.
“I did it my way”
Come se la situazione tra Terry Funk e Brian Lee non fosse già abbastanza tesa, ad House Party Lee attaccò brutalmente il suo “figlioccio” di Funk Tommy Dreamer poco prima che affrontasse Shane Douglas in un match, gettandolo dalla balconata dell’ECW Arena con l’aiuto di Chris Candido e lo stesso Douglas, che ormai erano palesemente un tutt’uno. Terry Funk accompagnò Dreamer mentre veniva portato fuori dall’arena in barella, per poi essere attaccato all’improvviso da Tommy Rich.
Dopo l’attacco subito la leggenda texana era sanguinante e dolorante, ma respirava ancora, e pertanto decise di affrontare immediatamente Brian Lee, perché finché il suo cuore avrebbe continuato a battere non si sarebbe mai risparmiato! Nonostante il suo immenso orgoglio, i 22 anni e i 30 kg di differenza si fecero sentire, e si fece sentire ancora di più la presenza di Chris Candido e Shane Douglas, che aiutarono Brian Lee a vincere, con il “Bulldozer” che si rivolse a Funk affermando suo padre si sarebbe rivoltato nella tomba a vederlo così! La collaborazione tra i tre caratterizzò l’intera serata di House Party: Lee aiutò infatti Candido a battere Louie Spicolli, e insieme Shane Douglas se la presero con Pitbull #2 mentre era impegnato in un match (la taglia che Douglas aveva messo su Pitbull #2 a novembre infatti era ancora valida, e quella sera tentarono la loro fortuna i Bad Crew, Axl Rotten, e Buh Buh Ray Dudley), con “The Franchise” che finalmente confermò quello che ormai era ovvio: loro erano il nuovo Triple Threat!

Anche se al momento della vittoria lo aveva trattato con disprezzo e snobismo, Shane Douglas stava a suo malgrado mettendo il titolo Televisivo al centro della scena, tenendo fede al suo nome di “The Franchise”, grazie al suo talento a rendere qualunque cosa lo riguardasse il vero centro di gravità dello show, e ora col nuovo Triple Threat avrebbe dominato la federazione come una volta: la prima formazione composta con Chris Benoit e Dean Malenko era un mix di strategia ed eccellenza tecnica, che a un certo punto era riuscito a detenere tutte le cinture della federazione, ma questa nuova versione non sembrava avere nulla da invidiargli, apparendo anzi persino più completa. Brian Lee era infatti il più grande colosso dell’ECW, e Chris Candido era un wrestler formidabile, concreto e senza fronzoli, uno che non aveva bisogno di gimmick bizzarre o personaggi pittoreschi per incutere timore (tanto che il suo nuovo soprannome fu proprio “No Gimmicks Needed”).

Il Triple Threat si era già fatto una bella lista di nemici: Tommy Dreamer, Terry Funk, Pitbull #2, gli Eliminators, ma anche un misterioso uomo con un maschera da luchador che debuttò ad House Party, ma che appena aprì bocca fece esaltare l’ECW Arena, che riconobbe subito il timbro della sua voce… quella di “Ravishing” Rick Rude! In ECW si erano visti approdare tanti nomi, ma vedere un ex campione WCW, nonché uno dei più grandi campioni Intercontinentali di sempre a Philadelphia era un vero onore, sebbene Rude non si palesò mai, rivelando solo che i suoi buoni propositi per il 1997 erano “fottere il Franchise”!

Visto che Tommy Dreamer era in ospedale e Douglas era senza avversario, ci aveva pensato proprio il luchador a trovargliene uno… e questo era Pitbull #1! Non era un’allucinazione, e nemmeno un sosia: dopo aver rischiato la paralisi a vita, contro ogni pronostico medico e logico Pitbull #1 era guarito e aveva ottenuto il permesso di tornare a lottare! L’ECW Arena esplose di gioia davanti a un autentico miracolo, e straripante di adrenalina e dell’affetto dei fan, Pitbull #1 si avventò su Douglas come un tornado che era stato tenuto a freno per troppo tempo, sfogando mesi di rabbia, paura, e frustrazione! Voleva come minimo restituire a Shane Douglas tutto il dolore che aveva causato a lui, che però riuscì a scappare in tempo prima di venire fatto a pezzi, mantenendo il titolo Televisivo per count out. Ma poco importava: il tempo per la vendetta non sarebbe di certo mancato, perché Pitbull #1 era tornato, sulle sue gambe e in grado di lottare, e nulla sembrava essere più importante di questo!
Ma ancor prima di pensare a Pitbull #1, Shane Douglas preferì parlare dell’uomo mascherato, perché anche lui aveva capito chi era davvero: aveva condiviso con Rick Rude lo spogliatoio sia in WWF che in WCW, e ci sarebbe voluto ben altro che una maschera per nasconderlo. Nessuno sapeva cosa volesse Rick Rude da Douglas, nemmeno lui stesso, che però si fece un’idea: Rude era famoso per essere un donnaiolo, dunque era sicuramente ad avere Francine che puntava, e per proteggerla “The Franchise” annunciò di aver ingaggiato addirittura un bodyguard personale per lei, che entrò sulle note di Welcome to the Jungle dei Guns N’ Roses… Mike Awesome! Si trattava di un colosso di 2 metro per 130 kg, che era già stato brevemente in ECW nel 1994 per un breve periodo, impressionando tutti per la sua enorme agilità nonostante la stazza imponente, e che aveva marcato il suo ritorno già ad House party battendo Balls Mahoney.
Nonostante la presenza di Mike Awesome, il mascherato Rick Rude affrontò il gigantesco bodyguard senza paura la sera stessa: durante un match tra Pitbull #1 e Brian Lee infatti scoppiò il caos quando intervennero Pitbull #2 e il resto del Triple Threat, con Rude che riuscì a mettere KO Awesome con la Rude Awakening, per poi fare il suo tipico movimento di ventre! E dopo aver visto quelle due mosse ormai non c’era più il minimo dubbio che si trattasse di lui!

Intanto le condizioni di Tommy Dreamer erano stabili, ma vederlo in barella aveva rievocato tanti ricordi in Terry Funk, in particolare uno proveniente direttamente dal 1973, quando vide suo padre Dory Sr. colpito da un infarto che gli fu fatale. Suo padre aveva sempre avuto un sogno: diventare campione mondiale, un sogno che i suoi figli Terry e Dory Jr. avevano portato a compimento diventando entrambi campioni NWA, e Terry Funk vedeva molte similitudini tra il giovane Tommy Dreamer e suo padre, il cui ricordo sembrava riaffiorato improvvisamente dopo le parole di Brian Lee. Funk aveva 52 anni, una carriera ultratrentennale dove aveva vinto collezionato cinture e cicatrici, subendo di tutto e di più, dai colpi di sediate alla strappata dal filo spinato, ma era pur sempre un uomo, e il ricordo di suo padre lo commosse esattamente come 24 anni prima, quando lo salutò per l’ultima volta. Ogni volta che aveva vinto una cintura mondiale era sempre a suo padre che andava il pensiero, il suo maestro che non c’era mai riuscito, e Terry Funk non aveva mai nascosto di aver ritrovato nell’ECW quei valori di sacrificio e determinazione tipici del wrestling con cui suo padre lo aveva fatto crescere. L’ECW per lui era come un figlio da proteggere e far crescere usando la sua esperienza, qualcosa di prezioso da proteggere prima che il mondo lo potesse rovinare, in onore di suo padre e tutti colori che credessero in quel wrestling.

Funk colse l’occasione per dire che se avesse avuto la possibilità di affrontare il campione ECW Raven sarebbe in grado di sconfiggerlo: sarebbe stato il suo ultimo atto d’amore per i fan, ma anche per dimostrare i vecchi della sua generazione ancora non avevano un piede nella fossa, e soprattutto per il sogno di suo padre. Ma non l’avrebbe fatto solo per sé stesso, ma per tutti i fan dell’ECW, affinché potessero alzare le mani e dire “abbiamo fatto tutto questo a modo nostro” e non a modo delle altre grandi compagnie come WWF, WCW, AAA, o NJPW, ecc., ma a modo proprio senza rinunciare ad essere sé stessi. “L’abbiamo fatto a modo nostro, perché ci piace così”!
E se Taz fosse solo… un uomo?
Taz era imbattuto da ormai 14 mesi, eppure nessuno era mai andato così vicino dal batterlo come Rob Van Dam a Holiday Hell, e alcune voci volevano che fosse persino riuscito ad infortunarlo al braccio. Essere infortunato da qualcun’altro per la “Human Suplex Machine” era sicuramente qualcosa di troppo umiliante da riconoscere, ma le voci trovarono conferma quando venne visto faticare a usare il braccio, mentre durante un altro show fece prendere il suo posto in un match a Chris Candido… tutto piuttosto anomalo, per uno che si vantava di non tirarsi mai indietro da nessuna sfida. Intervistato da Joey Styles nel suo dojo, Taz confermò di essere infortunato, ma che il “merito” non fosse affatto di RVD, perché l’infortunio risaliva addirittura a un torneo giovanile quando aveva 19 anni. Taz si ostinava a negare ogni debolezza, affermando di essersi preso una pausa perché era esattamente quello che faceva l’odiato Sabu (in quel periodo impegnato a combattere in Giappone), ma non avrebbe esitato a tornare nel ring se lui si fosse fatto vivo!





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