Ottobre 1995: esordisce in TV Piccoli Brividi, O.J. Simpson viene assolto dalle accuse di omicidio, al cinma escono Get Shorty, Assassins, Da Morire, Blue in the Face, Strange Days, Via da Las Vegas, Generazione X, Doom Generation, Vampiro a Brooklyn, e Powder, mentre gli Alice in Chains pubblicano il loro nuovo album, con Head Creeps:

Nel frattempo i campioni in ECW sono:

Campione ECW: Sandman

Campione Televisivo: 2 Cold Scorpio

Campioni di coppia: i Pitbulls (Pitbull #1 & Pitbull #2)

E’ nata una stella?

In casa ECW la novità più importante era indubbiamente l’arrivo di “Stunning” Steve Austin a Philadelphia: si trattava di uno dei wrestler più talentuosi d’America, ma che in WCW non era mai riuscito ad affermarsi a livelli più alti, e che ora era giunto in ECW per mostrare a tutti chi era. Sin dalle sue prime parole era chiaro a tutti che avesse il dente avvelenato con la WCW: libero e senza più freni come solo chi veniva a Philadelphia poteva essere, dopo Gangstas Paradise Steve Austin tornò a farsi vedere a un house show svoltosi a New York a fine settembre (che l’ECW mostrò in differita nella prima puntata di ottobre di Hardcore TV), dove parlò poco prima del match per il titolo ECW tra Sandman e Mikey Whipwreck, spendendo parole di elogio per entrambi: ad Atlanta uno come Mikey Whipwreck non avrebbe mai potuto lottare, e non gli diede la mano solo perché era ancora troppo acerbo per meritarselo, ma disse che era un bravo ragazzo e gli diede un buffetto d’incoraggiamento, mentre Sandman era diventato campione prendendo a calci qualche culo, e non baciandolo come avrebbe dovuto fare in WCW, e meritava il suo rispetto anche solo per quello.

Sandman non era uno che porgeva la mano tanto facilmente (anzi, praticamente a nessuno!), ma negli occhi e nella voce di Steve Austin lesse sincerità e la sua stessa voglia di spaccare il mondo: non era uno scarto della WCW venuto lì a piagnucolare, ma uno che aveva l’animo hardcore dentro, e accettò di stringergli la mano. Andato via Austin, Sandman e Mikey Whipwreck si affrontarono in un match molto divertente, forse più vicino un’autentica rissa da bar, con Sandman che conservò il titolo grazie alla Leg Drop più inusuale di tutte, usando una scala per arrivare a reggersi alle prese d’aria del soffitto (!) per poi lasciarsi cadere sul povero Mikey.

La Leg Drop più inusuale di sempre

Battuto Whipwreck, ora su Sandman si stagliava l’ombra di Steve Austin, con cui aveva mostrato intesa. Austin rispettava tutti perché non erano Hulk Hogan, e al tempo stesso proprio perché non c’era un Hulk Hogan in ECW sapeva di potersela giocare con tutti e non avrebbe fatto sconti a nessuno. Il momento di mostrarsi rispettoso infatti durò poco, perché per arrivare in cima alla catena alimentare in ECW non potevi porgere l’altra guancia, ma anzi mostrarti feroce e spietato, e pochi giorni dopo Steve Austin si lasciò andare a un intenso monologo di 6 minuti, dove raccontò la sua storia e le sue motivazioni, scagliandosi contro la WCW (in particolare contro Eric Bischoff) e i suoi giochetti politici nello spogliatoio, parlando di tutte le volte che aveva cercato di lavorare coi grandi della federazione con Sting, Ric Flair, e soprattutto Hulk Hogan, ma ogni volta Eric Bischoff stroncava tutto sul nascere, non vedendo in lui nulla di speciale. Ma Steve Austin sapeva di essere speciale, e per tanto tempo aveva accettato passivamente questa situazione perché i soldi di Ted Turner facevano sempre comodo, ma ormai non bastavano più a contenere la sua rabbia, fino all’umiliante beffa finale, quando si infortunò al tricipite in Giappone (dove era stato mandato per gli accordi tra WCW e NJPW) e Bischoff lo licenziò per telefono mentre era ancora in convalescenza.

Affranto, le uniche opzioni erano andare in WWF, restare in Giappone, o in ECW dove -visto anche il suo curriculum- sapeva di essere superiore a chiunque: era stato nelle arene più prestigiose del mondo, a cui in confronto l’ECW Arena era una topaia, e i wrestler che ci lottavano come Raven, Sandman, i Public Enemy, e Mikey Whipwreck erano dei disadattati se paragonati a quelli che aveva affrontato in WCW, e ancor di più se rapportati a lui, che aveva un talento superiore, quel talento che in ECW veniva premiato e persino apprezzato, come aveva dimostrato il commovente addio di Eddie Guerrero e Dean Malenko ad agosto, e che invece in WCW era stato licenziato per telefono.

Steve Austin da campione USA in WCW

Ma quella “topaia” era quello che gli serviva, e che lo aveva spinto a preferire l’ECW: un ambiente crudo e selvaggio, dove non conta quanti culi baci ma quanto sei duro, perché solo senza nessuno a limitarlo avrebbe mostrato a tutti la superstar che sapeva di poter essere, e lo avrebbe dimostrato a tutti, perché stavolta nessuno avrebbe potuto impedirglielo! Quelle parole tuonarono come una solenne promessa, una profezia quasi: non erano niente di programmato o scritto in anticipo, ma qualcosa che veniva dal cuore, e quel tono minaccioso era una promessa che non aveva intenzione di mancare. Steve Austin era sicuro di sé, dei suoi mezzi, e soprattutto di ciò che diceva. Nei suoi freddi occhi di ghiaccio si leggeva assoluta convinzione, una determinazione indomabile e tanta, tanta rabbia. E la rabbia era la motivazione più forte di tutte!

Le frecciate alla federazione di Atlanta continuarono (tanto da indossare una parrucca nera per condurre uno show chiamato “Monday NyQuil”, ovviamente parodiando Monday Nitro e Eric Bischoff), e la voglia di primeggiare in ECW sin da subito rendeva Sandman il suo primo obiettivo, e di conseguenza anche Mikey Whipwreck, tanto che lanciò un avvertimento a entrambi prima del loro match nel supershow di ottobre, chiamato South Philly Jam, dove annunciò che era ancora indisponibile per l’infortunio rimediato in Giappone, e per lottare avrebbe dovuto aspettare ancora 6 settimane, facendo giusto in tempo per il supershow November to Remember. E allora il titolo ECW sarebbe stato suo!

La sicurezza in sé era fondamentale in ECW, e Steve Austin ne aveva decisamente tanta, forse anche troppa, visto che fece l’errore di dare un pò troppo le spalle a Sandman, che lo colpì col Singapore Cane alla nuca! Austin si sentiva più duro di chiunque in ECW, ma doveva ancora dimostrare di essere spregiudicato come chi a Philadelphia ci stava da sempre! Come diceva la sua cintura Sandman era il Re dell’ECW, e non avrebbe di certo permesso che fosse il primo principino isterico della WCW a metterlo in dubbio, perché per lui Steve Austin non era nient’altro che “l’ennesimo Hulk Hogan wannabe”! Al solo sentire di quelle parole Austin si rialzò come un indemoniato, dando il via a una rissa che prima di essere placata dall’intervento di buona parte del roster, che portarono via Austin, lasciando liberi Sandman e Mikey Whipwreck di lottare.

Fu un match assolutamente fuori di testa, forse il più divertente della loro pazza serie, e stavolta persino la sicurezza dei fan fu a serio rischio: Sandman e Whipwreck lottarono parecchio in mezzo al pubblico usando le transenne a ridosso del pubblico, e a tutto questo si aggiunse di nuovo Steve Austin, che portò con sé una scala con cui colpì Sandman (a cui rubò anche la sigaretta!), per poi tornarsene nello spogliatoio. La scala portata da Austin non fece che aumentare il caos del del match, con Sandman che la usò per eseguire una Leg Drop dalla cima con cui quasi decapitò Mikey Whipwreck, vincendo così un match tanto scomposto quando entusiasmante, forse persino più pericoloso per il pubblico dell’ECW Arena che per i due contendenti.

Nuovamente sprezzante di ogni pericolo, Mikey Whipwreck si era reso protagonista di un’altra prestazione maiuscola, l’ennesima da quando aveva iniziato la sua rivalità con Sandman. Nonostante la sconfitta aveva mantenuto la promessa: aveva portato Sandman all’estremo come nessuno era mai riuscito a fare, neppure avversari storici come Tommy Cairo, Tommy Dreamer, o Cactus Jack… proprio lui, l’underdog che dinanzi a Sandman sembrava destinato a essere disintegrato perché troppo “bravo ragazzo”, e che invece ogni volta andava sempre più vicino alla vittoria del titolo ECW.

Ci sarebbe stato un nuovo confronto tra i due, forse l’ultimo (tanto che i Public Enemy misero sotto Whipwreck per un ultimo intenso allenamento a Central Park, a New York, visto quanto lo aveva “irrobustito” stare insieme a loro), e dopo quanto era successo a South Philly Jam sarebbe stato un Ladder match, il primo della storia dell’ECW, anche se con una differenza rispetto a quelli della WWF: non ci sarebbe stata nessuna cintura sospesa sul ring, perché bisognava schienare l’avversario!

Sembrava impossibile immaginare un epilogo diverso dai precedenti: Sandman sembrava destinato a sopravvivere a qualsiasi sfidante, eppure quella notte successe qualcosa di diverso, perché colpo dopo colpo, Whipwreck resistette oltre ogni logica. Ogni caduta sembrava definitiva, ma ogni volta che si rialzava il pubblico trasformava lo scetticismo in speranza, fino all’impossibile che divenne possibile, con Mikey Whipwreck che si buttò con uno Splash addosso a un Sandman seppellito sotto una scala… per il conto di 3! Era tutto vero: Mikey Whipwreck era il nuovo campione ECW! Non era più una simpatica mascotte destinata a soccombere nella federazione più spietata d’America, perché ora lui era il campione della federazione più spietata d’America!

Mikey ce l’aveva fatta, senza aiuto, doni di natura o scorciatoie ma col solo cuore, e la spinta di un pubblico che non aveva mai smesso di credere in lui, e che gli aveva voluto bene sin dal primo momento. Tutti arrivarono per festeggiare con lui (persino Cactus Jack, che nonostante rinnegasse l’hardcore wrestling era stato il primo a credere in lui) perchè quanto era accaduto quella sera era un vero momento storico, una favola possibile solo in ECW. Non fu solo una vittoria, ma un manifesto. In un’epoca dominata da giganti e personaggi larger than life, quella notte un semplice ragazzo come Mikey Whipwreck dimostrò che il cuore poteva battere più forte della forza bruta. Fu la consacrazione di un’idea, quella che in ECW nulla era impossibile, e anche gli agnelli si potessero trasformare in leoni!

Miracolo a Philadelphia!

A fuoco lento

Dopo aver battuto e umiliato Francine ad agosto, Beulah McGillicutty si era confermata come l’unica vera first lady dell’ECW, tanto che ebbe anche una casella postale pubblica, il “Beulah’s Box”, un indirizzo aperto a tutti i fan dove avrebbe risposto su qualunque argomento.

Nonostante le cinture di coppia perse a Gangstas Paradise il mese prima, con l’aggiunta di Cactus Jack gruppo di Raven sembrava più forte che mai, e per riconquistare i titoli c’era pur sempre South Philly Jam, dove Raven & Stevie Richards avrebbero affrontato nuovamente i Pitbulls, che avevano visto aggiungersi alle loro fila Francine, che dopo l’umiliazione subita non aveva intenzione di uscite dalla vita di Raven & compagnia con tanta facilità. Ma Francine non sarebbe stata una minaccia da temere per Raven & Richards, perché a coprirli loro avevano la famiglia Dudley, che ogni settimana sembrava partorire un membro diverso, rivelandosi praticamente infinita! Dopo Sign Guy e Dance with Dudley, introdotti in ECW il mese prima, Dudley Dudley infatti presentò a tutti un nuovo fratello, Buh Buh Ray Dudley, chiamato così per la sua balbuzia che gli impediva di parlare in modo fluido se non con uno schiaffo correttivo.

Dudley Dudley presenta il balbuziente Buh Buh Ray Dudley

Intanto la crociata anti-hardcore di Cactus Jack raggiunse nuove vette a South Philly Jam, dove affrontò il jobber ecuadoriano El Puerto Riqueño, in un match che rese volutamente lento, tecnico, pieno di prese a terra, leve articolari, e altre mosse che nessuno pensava che Cactus Jack sapesse fare… tutto per dargli l’esatto opposto dell’hardcore e annoiare il pubblico il più possibile (tanto che i fan si disinteressarono completamente del match mettendosi a fare la ola).

Cactus Jack costringe la folla a fare la ola dalla noia

Tommy Dreamer aveva capito che ormai Cactus Jack era irrecuperabile, dunque adesso era solo questione di trovare il partner ideale per affrontare lui e Raven, e lo trovò nell’unico uomo che poteva essere hardcore persino più di lui… Terry Funk! Il grande ritorno del texano sarebbe stato il mese prossimo a November to Remember, in un Tag Team match che lo stesso Cactus Jack era ansioso di lottare, nonostante i due si fossero già abbondantemente affrontati in Giappone nel corso dell’anno: affrontare il suo idolo in questa particolare fase della sua vita sarebbe stato quasi catartico, perché avrebbe voluto dire affrontare l’uomo che lo aveva ammaliato mostrandogli il lato più seduttivo dell’hardcore. Certo sarebbe stato difficile immaginare Terry Funk e Tommy Dreamer collaborare dopo quanto successo tra i due a inizio anno, ma l’odio di Funk per Cactus Jack superava qualunque cosa, ancor di più ora che Cactus Jack era diventato un attivista anti-hardcore.

Prima di vedersela con Terry Funk e Tommy Dreamer però, Raven & Stevie Richards dovevano riconquistare le cintura di coppia dai Pitbulls, e ci riuscirono in un Lumberjack match, dove oltre a Bill Alfonso si offrì di fare da secondo arbitro addirittura il Presidente ECW Tod Gordon, così da evitare ogni controversia come a Gangstas Paradise. La presenza di Gordon però non salvò i Pitbulls dal gioco sporco di Raven, perché lontano dagli occhi del Presidente si intrufolò Cactus Jack, che colpì Pitbull #2 con una Double Arm DDT, che riconsegnò le cinture a Raven & Stevie Richards! Gordon era arrabbiato soprattutto con sé stesso per non averlo impedito, e col nervosismo a mille davanti alle provocazioni di Alfonso non riuscì a trattenersi e gli mise le mani addosso! Con l’aiuto di Stevie Richards però Alfonso prese presto il controllo della situazione, picchiando Gordon con tanti schiaffi e pugni da farlo sanguinare! La guerra di potere tra i due era ormai arrivata a un punto di non ritorno: andava risolta una volta per tutte!

Il secondo regno da campioni di coppia di Raven & Stevie Richards però fu subito messo in pericolo, perché a South Philly Jam dovettero affrontare un Three Way Dance a coppie contro i Gangstas e i Public Enemy, che erano stati spogliati delle cinture proprio da Raven e Richards a luglio, senza più riuscire a riconquistarle. Davanti a un match così difficile bisognava tirare fuori qualcosa ben più estremo del solito, e i Public Enemy lo fecero prima di tutti, perché misero Stevie Richards su un tavolo appoggiato a sua volta su un altro tavolo a cui diedero fuoco, tenendo Richards sulla graticola! Noncurante delle fiamme, Rocco Rock si buttò su Richards con la sua Moonsault, davanti alle quale nessuno avrebbe potuto resistere!

Stevie Richards è messo a cuicere sulla graticola!

In ECW si erano viste tante cose estreme, ma mai un tavolo infuocato, e si rivelò (ovviamente) un’arma vincente, visto che permise ai Public Enemy di diventare campioni di coppia per la quarta volta, diventando l’ultima “tendenza” di Rocco Rock & Johnny Grunge, e tra le vittime ci finì pure 2 Cold Scorpio durante uno show a Chicago, che rimase così terrorizzato dall’esperienza da sfidare Rocco Rock a un match per fargliela pagare, e con in palio sia il suo titolo Televisivo che quelli di coppia!

Tutti a Philadelphia

Dopo Gangstas Paradise, Jason continuò a lavorare con gli Eliminators iniziando a fargli da manager, ma questo non lo avrebbe salvato da Taz, che non aveva affatto digerito la sconfitta del mese prima. Davanti uno contro uno, senza gli Eliminators Jason dimostrò di non poter affatto reggere il confronto con Taz, che lo fece cedere con una presa di karate dopo pochissimi secondi di match!

Un altro retaggio di Gangstas Paradise fu il nuovo match tra Psicosis e Rey Misterio Jr., che stavolta fu un 2 Out of 3 Falls match che si rivelò molto più esaltante e adrenalinico del loro primo incontro, decisamente più sulla falsariga dei mitici match tra Eddie Guerrero e Dean Malenko.

Stavolta ad aggiudicarsi il match fu Psicosis, ma la cosa più importante era che la nuova, spettacolare categoria dei pesi leggeri dell’ECW continuava a esaltare il pubblico, e a questi si aggiunse anche il cubano Konnan, che si era messo particolarmente in risalto durante la rissa tra Sandman e Steve Austin a South Philly Jam. Konnan aveva una carriera di tutto rispetto dalla sua: non solo era stato lui a insegnare la Sharpshooter a Bret Hart, ma aveva lottato anche in WCW e soprattutto nella AAA, la più grande federazione del Messico, dove avevano lottato anche Rey Misterio Jr. e Eddie Guerrero, il ché lasciava ben presagire per il suo futuro a Philadelphia.

Steve Austin, Konnan, Psicosis, i Gangstas, i sempre più numerosi membri della famiglia Dudley, e Rey Misterio Jr. erano solo alcuni dei tanti debutti che c’erano stati in ECW nei mesi precedenti, creando innumerevoli rivalità a cui era difficile dare il giusto spazio settimanalmente. Per questo a Hardocre TV iniziarono ad andare in onda dei segmenti musicali chiamati “Pulp Fiction promo” per la caratteristica Misirlou di Dick Dale -che apriva l’omonimo film di Quentin Tarantino- suonata durante la messa in onda, che divennero una delle più grandi caratteristiche dello show.

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