Settembre 1995: la PlayStation arriva sul mercato europeo e statunitense, viene fondato eBay, esordiscono in TV Xena e Mignolo e Prof., al cinema escono Seven, Showgirls, Clockers, Kids, Hackers, I Soliti Sospetti, Empire Records, e Non Aprite Quella Porta IV, mentre viene distribuito il primo disco dei Rammstein, Herzeleid, contenente Du Riechst So Gut:

Nel frattempo i campioni in ECW sono:

Campione ECW: Sandman

Campione Televisivo: 2 Cold Scorpio

Campioni di coppia: Raven & Stevie Richards

Il terzo Public Enemy

Chiamandosi Gangstas Paradise, naturalmente la presenza dei Gangstas al supershow di settembre era praticamente scontata, anche perché i Public Enemy non vedevano l’ora di metterli a tacere una volta per tutte. Stavolta i due team si sarebbero scontrati in un 6 Men Steel Cage Tag Team match, dove Rocco Rock & Johnny Grunge avrebbero avuto dalla loro anche Mikey Whipwreck, che avevano “allenato” per tutto il mese per prepararlo ad affrontare Sandman, che avrebbe invece affiancato i Gangstas, sperando che l’arbitro Bill Alfonso non si mettesse in mezzo come troppo spesso aveva fatto in tempi recenti, anche se la sua figura venne fortemente ridimensionata, perché la commissione sportiva della Pennsylvania aveva accolto i ricorsi del Presidente ECW Tod Gordon: Alfonso non avrebbe più avuto i poteri con cui rischiava di far chiudere la federazione, che invece tornavano tutti a Gordon!

Tod Gordon (tra la folla) ha di nuovo pieni poteri!

Senza più i poteri di prima, Bill Alfonso temeva per la sua incolumità (soprattutto per le minacce di Paul E. Dangerously) e per evitare che si ripetessero gli eventi di Heat Wave (dove 911 aveva steso con una Chokeslam il suo fido cameraman Rob Feinstein) Alfonso annunciò… di aver bandito la Chokeslam dall’ECW! La mossa di 911, la mossa preferita dell’ECW Arena era ora vietata, e chiunque l’avesse eseguita sarebbe stato sospeso! Anche se il provvedimento limitava 911, la Dangerous Alliance avrebbe presto beneficiato di nuovo della sua arma più grande, perché Taz aveva recuperato dall’infortunio al collo rimediato dopo la Piledriver subita da 2 Cold Scorpio a luglio, e sarebbe tornato a lottare a Gangstas Paradise in un 6 Men Tag Team match accanto ai fratelli Steiner, contro 2 Cold Scorpio e una nuova coppia pronta a sbarcare a Philadelphia: Kronus & Saturn, gli Eliminators! 

Gli Eliminators

Prima di Gangstas Paradise i fratelli Steiner se la videro con 2 Cold Scorpio in un altro Tag Team match, dove Scorpio come partner scelse Chris Benoit (il match in realtà era stato registrato a agosto, perché quando andò in onda Benoit aveva già lasciato gli Stati Uniti per il suo visto scaduto), una scelta volta anche mettere paura a Taz -Benoit infatti si era costruito la fama di “storpiatore” dopo aver rotto il collo a Sabu, 10 mesi prima- visto che la “Human Suplex Machine” era reduce proprio da un infortunio al collo. La scelta di Benoit comunque non bastò, perché furono gli Steiner a trionfare, mostrandosi più che pronti per Gangstas Paradise, dove però però ci furono una serie di cambiamenti: Mustafa Saed era in stato fermo con la polizia, dunque New Jack dovette scegliere un altro partner per il main event contro Mikey Whipwreck & i Public Enemy, e la scelta ricadde proprio su 2 Cold Scorpio, dunque in sostituzione di Scorpio per il match contro Taz & gli Steiner ci fu… Jason! Taz non era affatto felice: certo dare una lezione a Jason che in passato era stato suo avversario non era una brutta prospettiva, ma era 2 Cold Scorpio quello su cui voleva mettere le mani addosso quella sera! Scorpio trovò il modo di essere comunque presente, perché nelle fasi finali del match colpì Taz con un violento calcio dietro al collo che già aveva infortunato a luglio, regalando la vittoria a Jason e gli Eliminators.

Taz si è infortunato di nuovo al collo?

Vista la ricaduta subita al collo, nel main event di Gangstas Paradise Taz non si fece vedere per rovinare il match a 2 Cold Scorpio, che avrebbe lottato insieme a New Jack e Sandman contro i Public Enemy e Mikey Whipwreck. Giunti al match, Whipwreck dimostrò di essere diventato a tutti gli effetti degno dei Public Enemy: ora portava le trecce, e sapeva rubare portafogli e orologi senza farsi notare (come scoprì a sue spese il ring announcer Bob Artese, che neanche si accorse di nulla!).

Il nuovo Mikey Whipwreck (con l’orologio rubato a Bob Artese)

Ma Mikey non si limitò a sun semplice cambio di stile, perché foderò uno spirito hardcore che neanche nei match con Sandman si era visto, risultando anche autore della vittoria dopo un spettacolare Splash dalla cinema della gabbia su Sandman! Mikey Whipwreck aveva di nuovo battuto il campione ECW, e si era reso protagonista della prestazione più spericolata ed estrema della sua vita… e chissà se la prossima volta non sarebbe stata la volta buona per il titolo ECW!

L’età della ragione

A Gangstas Paradise ci fu anche un match tra JT Smith e Hack Myers, vinto dal secondo per count out, che si prese una rivincita per quanto successo ad agosto, quando a Wrestlepalooza Smith lo sconfisse in un match, anche se la cosa che fece più parlare dell’incontro era stato un Suicide Dive di Smith fuori dal ring, con le sue ginocchiere che impattarono sulla terza corda facendolo atterrare violentemente con la testa al suolo. JT Smith riuscì comunque a proseguire (e vincere) il match, ma il trauma cranico era stato importante, tanto che nelle interviste post-match mostrò un vistoso gonfiore alle testa.

Dopo la botta subita, JT Smith iniziò a farsi vedere sempre più spesso insieme a Big Val Puccio, un enorme wrestler italoamericano che in ECW aveva combattuto un paio di match nel corso dell’estate, di cui uno perdendo proprio contro Hack Myers, contro la quale scatenò proprio JT Smith, mentre Val Puccio stava a bordo ring a gustarsi i suoi cannoli siciliani. Natio di Philadelphia, JT Smith era stato uno degli idoli nella primissima ECW (Smith si era formato come wrestler nella Tri-State Alliance, progenitrice dell’ECW, ed era l’unico rimasto della primissima ECW insieme a Sandman) ma neanche lui nelle simpatie del pubblico poteva reggere il confronto con Hack Myers, che era uno dei wrestler più popolari dell’ECW Arena, non tanto per quello che faceva nel ring, ma per il tormentone che si portava involontariamente dietro: Myers infatti si faceva soprannominare “lo Shah del wrestling”, motivo per cui il pubblico amava urlare “Shah!” ogni volta che Myers assestava un colpo, e “Shit!” ogni volta che il suo avversario lo colpiva.

Hack Myers, lo Shah dell’ECW

La vicinanza a Val Puccio venne poi spiegata da Joey Styles: la botta in testa in seguito al Suicide Dive aveva creato un disturbo della personalità in JT Smith, che ora era convinto di essere italiano come Pucci, tanto da parlare anche con l’accento del Bel Paese! Vedere un afroamericano come JT Smith credere fermamente di essere italiano dopo una botta in testa era qualcosa di ovviamente esilarante per tutti, ma c’era qualcuno a cui la cosa faceva ridere molto meno…

JT Smith con Big Val Puccio

Dopo aver tradito Tommy Dreamer per unirsi a Raven, Cactus Jack non lottò per qualche settimana in ECW per rispettare i suoi impegni in Giappone, dove continuò la sua guerra contro Terry Funk, che sfociò in un brutale Deathmatch dove Cactus Jack rimediò delle ustioni di secondo grado in seguito all’esplosione di un C-4! Anche senza combattere però la sua presenza si sentì eccome, perchè tramite dei promo pre-registrati Cactus Jack tornò sul perché avesse voltato le spalle a Tommy Dreamer: non era tanto fedeltà verso Raven quanto un atto di ribellione verso l’ECW e i suoi fan.

Cactus Jack raccontò la storia di suo zio Willy, morto 50 anni prima durante la Seconda Guerra Mondiale mentre era in servizio sulla USS Indianapolis, la nave che nel 1945 trasportò la bomba atomica, e che pochi giorni dopo venne poi affondata dai giapponesi. Dopo l’attacco subito la disidratazione e gli squali fecero ben 880 vittime sull’Indianapolis (fu la seconda più grande strage della storia della marina americana dopo Pearl Harbor), ma fu fondamentale per trasportare la bomba che poi finì su Hiroshima, e nella sua famiglia c’era grande orgoglio, perché tra gli eroi dell’Indianapolis c’era anche suo zio Willy.

La USS Indianapolis, dove era in servizio lo zio di Cactus Jack

Ma da adulto Cactus Jack grazie al wrestling in Giappone c’era stato davvero, inclusa Hiroshima, e aveva visto gli effetti dell’eroismo di suo zio: innocenti disintegrati, gli hibakusha (termine giapponese che indica i sopravvissuti alle bombe atomiche di Hiroshima e Nagasaki), bambini nati con deformazioni, uomini e donne con la pelle squagliata… aveva visto l’altro lato della storia, e aveva iniziato a odiare lo zio Willy, che tanto idolatravano nella sua famiglia, fino a sperare che fosse morto tra le peggiori sofferenze, e che gli squali se lo fossero pappato per bene per il crimine che aveva contribuito a far compiere. E Cactus Jack realizzò di essere diventato proprio come suo zio Willy: esaltato come un eroe, ma che in realtà aveva alimentato solo distruzione.

La settimana dopo Cactus Jack entrò ancora più nel merito, parlando di quanto in estate, durante uno dei suoi tanti match con Sandman, tra il pubblico dell’ECW Arena vide un cartello con scritto “Cane Dewey”, ossia “Bastona Dewey”, il suo bambino di appena 3 anni. Quel cartello lo ferì più di quanto qualsiasi filo spinato avesse mai fatto: aveva visto il lato oscuro della libertà che tanto sognava e che l’ECW sembrava promettere. Per tutta la vita aveva cercato (e vissuto) il profondo significato di cosa volesse dire “essere hardcore”, ma ora si era reso conto di cosa fosse nella realtà dei fatti: nessun limite morale o alcun rispetto, e la continua ricerca del sangue altrui. Era come se i fan dell’ECW avessero ucciso i suoi sogni, perché gli avevano mostrato che erano una mera illusione: Cactus Jack credeva che essere hardcore significasse essere anticonforrmisti e liberi di essere sé stessi, ma i fan gli avevano fatto capire che essere liberi e hardcore significa essere dei selvaggi senza limiti, delle bestie assetate del sangue altrui che volevano solo vedere gli altri abusare del proprio corpo per il proprio piacere personale, capaci di prendersela con un bambino di 3 anni, o ridere di JT Smith e e cantargli “You fucked up!” per un errore che poteva costargli la paralisi (se non la vita).

Arrivò persino a rimpiangere la WCW, che tanto aveva odiato nonostante gli avesse assicurato una buona paga, assistenza sanitaria, e una bella casa per la sua famiglia ad Atlanta, a cui lui aveva deciso di rinunciarvi per la libertà estrema di Philadelphia, quella libertà che data in mano alle persone sbagliate poteva partorire un atrocità come “Cane Dewey”, e gli fece anche male sapere che Tommy Dreamer aveva recentemente rifiutato una chiamata dalla WCW per restare a Philadelphia, quando accettare avrebbe potuto salvargli la vita.

Cactus Jack aveva parlato a cuore aperto, e lo stesso fece Tommy Dreamer quando gli rispose che essere hardcore non era usare sedie e rotolarsi nel filo spinato, ma uno stile di vita che imponeva di mollare mai, e rischiare la vita per dimostrare di essere vivi era il massimo orgoglio per chiunque si trovasse in ECW, dove forse nessuno di loro era mai stato in main event di PPV di qualche multinazionale milionaria, ma neanche ne sentiva il bisogno, perché l’adrenalina e il senso di libertà assoluta che riecheggiava nell’ECW Arena bastava a compensare i soldi di qualunque corporation. Vedere Cactus Jack rinnegare i suoi principi e i suoi sogni spezzava il cuore a Tommy Dreamer, con un ribaltamento di fronte impronosticabile fino a qualche mese prima: ora l’odiato pretty boy era diventato l’icona hardcore, e l’icona hardcore era diventato un odiato moralizzatore, e la sua scelta di stare con Raven sembrava ormai irrevocabile. Cactus Jack e Tommy Dreamer erano stati amici, ma se necessario, ora sarebbero stati nemici giurati!

Ma anche senza Cactus Jack le risorse di Raven erano infinite, ancor di più da quando si erano aggiunti al suo gruppo i fratelli Dudley, con cui Dreamer se la vide a Hardcore TV. L’Innovator of Violence affrontò solo Dudley Dudley: suo fratello Snot Dudley si era rotto il bacino dopo la Superbomb ricevuta dai Pitbulls a Heatwave, e sebbene potesse sempre contare su Big Dick Dudley (il membro più animalesco della famiglia, oltre che il più grosso fisicamente) fu Tommy Dreamer a vincere. E come se non bastasse i Dudley continuavano a cadere, perché dopo Snot anche Big Dick si infortunò -stavolta al ginocchio- dopo un incidente con un camion, ma la famiglia Dudley era molto più numerosa di quanto Tommy Dreamer potesse pensare, come spiegò Dudley Dudley: il patriarca della famiglia, Big Daddy Dudley, aveva infatti fatto figli praticamente ovunque, addirittura in una riserva indiana cheyenne dove ebbe un figlio che chiamò Dance With Dudley, e persino quando fu chiuso in un manicomio, da cui invece nacque un figlio soprannominato “Sign Guy Dudley” (per la sua particolarità di parlare solo tramite cartelloni), che vennero entrambi portati dai in ECW. Il leader e portavoce del gruppo però rimaneva sempre Dudley Dudley, che si considerava l’unico Dudley “puro” per via del fatto che i suoi genitori avessero lo stesso cognome, facendo intendere che fossero imparentati (da qui il suo doppio nome).

Ma anche lo schieramento di Tommy Dreamer aveva dei nomi temibili, ossia i Pitulls, che per Gangstas Paradise sfidarono Raven & Stevie Richards a mettere i titoli di coppia in palio nella loro specialità, il Dog Collar match, e per spingerli ad accettare aumentarono la posta mettendo sul piatto tutto quello che potevano: se avessero perso si sarebbero separati per sempre! Davanti a una tale offerta i campioni accettarono, anche se a Gangstas Paradise ci fu un imprevisto non da poco, che Beulah McGillicutty annunciò prima del match: Stevie Richards si era infortunato al braccio, dunque Raven avrebbe dovuto difendere le cinture da solo! Per i Pitbulls la vittoria era tutta in discesa, dunque Beulah chiese che per lo meno fosse un 2 out of 3 Falls match, coi Pitbulls che acconsentirono. Del resto come potevano rifiutare un match che poteva prolungare l’agonia di Raven?

Si trattò di un grandissimo match, un perfetto manifesto di tutto ciò che solo l’ECW poteva regalare, e uno dei migliori incontri di coppia che si fossero mai visti a Philadelphia, ricco di ribaltamenti di fronte e colpi di scena, come quando Pitbull #1 andò nel backstage… per prendere Stevie Richards e obbligarlo a partecipare al match comunque! Una volta che le due coppie di portarono sull’1-1 la suspance ovviamente schizzò alle stelle, e si intromise nel match anche Tommy Dreamer, che stese Raven con la sua DDT, con cui schienò finalmente Raven! I Pitbulls erano i nuovi campioni di coppia, e Tommy Dreamer era riuscito finalmente a schienare Raven per la prima volta, ma prima che i tre potessero festeggiare, arrivò Bill Alfonso a frenare l’entusiasmo e a fare alcune precisazioni: Dreamer non era previsto partecipasse al match, dunque lo schienamento non era affatto legittimo, quindi non solo il match sarebbe dovuto ripartire, ma essendo finito in modo illegittimo neanche il tanto agognato schienamento di Tommy Dreamer su Raven contava a fini statistici!

La tensione aumentava sempre più, e sul ring si aggiunsero Tod Gordon (ovviamente per litigare con Alfonso) e Big Dick Dudley, che anche con un ginocchio fuori uso era il membro più pericoloso della famiglia Dudley, tanto che stese Dreamer con una Chokeslam (e con Alfonso che non disse nulla nonostante avesse bandito le Chokeslam!). Ma proprio nel momento più critico arrivò l’unico che poteva cambiare gli equilibri, ossia 911! Tutti non aspettavano altro che vedere il portatore della giustizia divina dell’ECW mettere Alfonso a tacere con la sua Chokeslam, ma con la messa al bando della mossa rischiava anche la sospensione… tutte cose di cui però a 911 non fregava nulla, perché pur di far godere l’ECW Arena come non mai 911 si immolò per tutti quanti, spiaccicando Alfonso con la Chokeslam più sentita della sua vita! Non era solo una Chokeslam a un arbitro corrotto, ma una Chokeslam al sistema, ai censori, e a tutti i moralisti che sognavano la chiusura dell’ECW!

911 fa godere l’ECW Arena

Con 911 ora gli equilibri erano totalmente cambiati, e con Dreamer caricò sia Raven che Stevie Richards sulle spalle dei Pitbulls, per colpire entrambi con una doppia Superbomb! A contare fu Tod Gordon in persona: 1… 2… e 3! Stavolta non c’era nulla che Bill Alfonso si potesse inventare: i Pitbulls erano i nuovi campioni di coppia, e con un finale da cardiopalma talmente emozionante che Pitbull #2 quasi si mise a piangere, perché quello era stato uno dei più grandi match mai visti a Philadelphia!

E come se non aver perso le cinture di coppia non fosse abbastanza, arrivò anche la beffa, perché la sua ex ragazza Francine, con cui aveva rotto il mese prima dopo aver favorito Beulah nel Catfight match, passò dalla parte dei Pitbulls! Per Dreamer e soci Gangstas Paradise era stata un autentico trionfo, una serata che avrebbero ricordato a lungo, e forse il primo passo per la distruzione di Raven e la sua banda.

Francine è ora una dei Pitbulls

Nessun ritorno ad Atlanta

L’addio di Eddie Guerrero e Dean Malenko per andare in WCW aveva lasciato un vuoto difficilmente colmabile tra i fan, alla quale si aggiunse anche quello di Chris Benoit. Essendo canadese il visto di lavoro di Benoit era infatti scaduto, e la WCW lo contattò prima che potesse rinnovarlo per tornare in ECW, dunque la federazione di Atlanta in poco tempo aveva strappato all’ECW ben tre dei wrestler più talentuosi d’America, in cui nessuno prima di loro aveva creduto. Ma non per questo l’ECW sarebbe stata ferma a guardare gli altri godersi i frutti del proprio lavoro: lo spettacolare e adrenalinico stile di lotta che i tre avevano portato a Philadelphia sarebbe tornato grazie a due nuovi wrestler provenienti dal Messico, Rey Misterio Jr. e Psicosis, tra i più giovani e massimi esponenti della lucha libre, che avrebbero fatto il loro debutto a Gangstas Paradise.

Psicosis e Rey Misterio Jr., gli “eredi” di Eddie Guerrero e Dean Malenko

Psicosis era uno degli atleti più promettenti del wrestling messicano, mentre Rey Misterio Jr. nonostante avesse solo 20 anni (era persino più giovane di Mikey Whipwreck!) dalla sua aveva già una certa esperienza: era infatti il nipote del leggendario luchador Rey Misterio, e aveva debuttato nel ring a soli 14 anni. Misterio Jr. pesava meno di 80 kg, ed era alto appena 168 cm, il ché a dispetto dei numeri incoraggianti lo rendeva però anche uno dei wrestler più agili e veloci che ci fossero al mondo, e se ne accorsero presto anche i fan dell’ECW. Il match -che fu vinto da Rey Misterio Jr.- forse non raggiunse le vette del primo Eddie Guerrero vs Dean Malenko, ma entusiasmò l’ECW Arena quanto bastò a non rimpiangerli del tutto, consapevoli che presto tanti nuovi spettacolari atleti sarebbero arrivati a Philadelphia, perché non tutti volevano andare in WWF o in WCW. Anzi c’era chi voleva solo scapparci dalla WCW, come un uomo che a sorpresa fece il suo debutto nel backstage di Gangstas Paradise, e quel qualcuno era… Steve Austin! Già a novembre dell’anno prima Austin era stato vicino a sbarcare a Philadelphia, prima che un infortunio bloccasse tutto, ma stavolta il suo approdo in ECW era tutto vero: era lì, in carne ed ossa davanti a Joey Styles, e… vestito da Hulk Hogan!

Steve Austin in ECW… vestito da Hulk Hogan?

Per quanto potesse sembrare strano vederlo imitare l’Hulkster invocando la Steve-a-mania, divenne presto chiaro che si trattasse di una frecciata verso la WCW e i suoi uomini simbolo, perché Austin si fece improvvisamente serio, strappando la maglietta e lasciando intendere che non aveva più intenzione di prestarsi a tali pagliacciate come quella! Austin aveva evidentemente lasciato la WCW con parecchie ruggini, e presto tutti ne avrebbero saputi i dettagli…

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