Agosto 1995: in tutte le sale giochi esce Tekken 2, Marco Van Basten annuncia il ritiro dal calcio, al cinema escono Babe: Maialino Coraggioso, Desperado, Mortal Kombat, Il Profumo del Mosto Selvatico, e Virtuality, mentre in radio risuona Search For the Hero degli M People:
Nel frattempo, i campioni in WWF sono:
– Campione WWF: Diesel
– Campione Intercontinentale: Shawn Michaels
– Campioni di coppia: Owen Hart & Yokozuna
– Campionessa femminile: Alundra Blayze
RAW
Un nuovo Presidente
SummerSlam sarebbe stato un evento diverso da tutti gli altri, perché cambiò quella che dal settembre 1984 era stata la mente dietro tutti i match e gli eventi: dopo 11 anni di onorato servizio, Jack Tunney lasciò la carica di Presidente della WWF. Tunney con le sue decisioni aveva aiutato la WWF di prosperare e diventare un fenomeno globale, ed era stato protagonista di tanti momenti storici: come quando rese vacante il titolo WWF per metterlo in palio in un torneo a WrestleMania IV, quando fece sognare i fan facendo scontrare Hulk Hogan e Ultimate Warrior a WrestleMania VI, o mettendo il titolo WWF in palio nella Royal Rumble nel 1992, oltre ad aver avuto il difficile compito di gestire la fine della vecchia generazione per creare nuove star.

Jack Tunney non cercava mai di rubare la scena alle sue superstar, apparendo solo dove fosse necessario e per risolvere le questioni più importante e controverse. Ogni volta che parlava era come sentir parlare il Presidente degli Stati Uniti, mentre la sua autorevolezza e il suo estremo rispetto per le regole lo aveva reso una figura assolutamente imparziale che non faceva né favoritismi né distinzioni, il ché spesso lo aveva anche reso oggetto di critiche, visto che usava la stessa linea dura sia per chi giocava pulito sia per i più scorretti, come se non ci fosse differenza di trattamento. La sua era un’eredità pesante, ma il suo successore aveva le spalle abbastanza larghe da poterla sostenere, e con ben 32 anni di esperienza in WWF ad aiutarlo, ossia… Gorilla Monsoon!

Arrivato per la prima volta a Stamford nel 1963 come lottatore, per Monsoon era il riconoscimento di un’intera carriera, oltre che un sogno che si realizzava: sin dal suo ritiro era sempre stato uno dei fedelissimi di Vincent J. McMahon, che voleva persino cedergli la federazione una volta arrivato il momento della pensione, e sebbene alla fine l’avesse passata a suo figlio, McMahon chiese di prendersi cura degli uomini che erano stati più leali con lui, tra cui ovviamente Gorilla Monsoon.
Dopo la carica di Hisashi Shima dal 1978 al 1984, e gli 11 anni di Jack Tunney, ora iniziava l’era di Monsoon, e il nuovo Presidente avrebbe avuto un compito tutt’altro che semplice: risollevare una WWF in crisi nera. Gli acquisti dei PPV erano in ribasso di mese in mese (anche con le aggiunte di In Your House), così come quello dell’home video, la new generation per quanto talentuosa non attirava l’attenzione come la vecchia, e la WCW che avanzava sempre di più mettevano a serio rischio il futuro della WWF, e ora Gorilla Monsoon doveva rilanciare la federazione proponendo il prodotto più accattivante possibile, e per il nuovo Presidente la soluzione era solo una: dare al pubblico quello che voleva.

Visto che la maggior parte dei match di SummerSlam erano delineati, come primo atto da Presidente WWF Gorilla Monsoon si occupò del titolo Intercontinentale: l’ex campione Jeff Jarrett aveva lasciato la WWF, dunque non ci sarebbe stato alcun rematch con Shawn Michaels, e senza “Double J” il contendente n.1 nei piani di Tunney era Sycho Sid, ma Monsoon la vedeva diversamente, trovando invece il giusto contendente n.1 in Razor Ramon, che non aveva potuto lottare per la cintura a causa di un infortunio alle costole, ma che ora era completamente recuperato. Dunque a SummerSlam l’Heartbreak Kid non avrebbe difeso la cintura contro Sid bensì contro Razor Ramon… in un nuovo Ladder match!

I fan erano elettrizzati all’idea di vedere un remake del loro storico match di WrestleMania X, ma le novità di Gorilla Monsoon non erano ancora finite, perché a SummerSlam per il già previsto match tra Undertaker e Kama ci sarebbe stata una piccola novità, trasformandolo nella specialità del Becchino, un Casket match! Era il match che Undertaker attendeva da aprile, da quando Kama aveva osato dissacrare la sua urna fondendone l’oro per farne una collana, e poteva così affossare ulteriormente la Million Dollar Corporation, che ad In Your House era andata incontro all’ennesima delusione. E come se i problemi non fossero abbastanza, per Ted DiBiase ne spuntò uno nuovo, perché il suo nuovo mercenario Henry O. Godwinn non gradì alcune parole del “Million Dollar Man” su di lui, dettate dalla delusione per la sconfitta rimediata contro Bam Bam Bigelow a In Your House, e gli fece capire di non essere più intenzionato a collaborare con lui alla sua maniera: inondandolo di sbobba per maiali!

Anche con Gorilla Monsoon non sarebbe cambiato nulla invece per il match per il titolo WWF, che Diesel avrebbe difeso contro King Mabel. Per prepararsi ad affrontare il nuovo, colossale Re del ring, Diesel lottò a RAW il suo braccio destro Sir Mo, vincendo grazie alla sua Jacknife Powerbomb, ma com’era facile immaginare venne poi attaccato da King Mabel. Come sempre però Diesel poteva contare su Shawn Michaels, che nonostante King Mabel fosse il triplo di lui si gettò all’aiuto dell’amico! L’altruismo però non salvò Michaels, che venne preso di peso da King Mabel e schiacciato di schiena contro il paletto, la stessa che Sycho Sid aveva fatto a pezzi in primavera costringendolo a un mese di stop, il tutto tra le risate di Jerry “The King” Lawler, che la settimana prima aveva intervistato proprio l’Heartbreak Kid, che non si era dimostrato molto amichevole con Lawler. Visti i loro recenti attriti, Shawn Michaels e Jerry Lawler si affrontarono in un match la settimana dopo, con la schiena dell’Heartbreak Kid ancora dolorante, che però si concluse senza un vincitore a causa dell’intervento di Sycho Sid, che lo stese con una Chokeslam!
A dare man forte a Shawn Michaels però fu sorprendentemente Razor Ramon, mostrando anche una certa sportività, visto che sarebbero stati avversari a SummerSlam, e poi per Ramon era anche un modo per vendicarsi di Sycho Sid per quanto avvenuto a RAW a maggio, quando prima del loro match Sid lo attaccò quando stava ancora facendo la sua entrata, facendo terminare il match per no contest. Il “Bad Guy” era carico e assetato di vendetta, e usando tutta la sua forza riuscì persino a sollevare l’immenso Sid per la Razor’s Edge, prima che Jerry Lawler lo attaccasse da dietro, permettendo a tutto il gruppo di battere la ritirata. Diesel, Shawn Michaels, e Razor Ramon si erano dimostrati un ottimo team, anche se la vista ravvicinata della cintura Intercontinentale fece riaffiorare vecchi rancori tra Michaels e Ramon: ancora pochi giorni e sarebbero stati di nuovo nemici, come lo erano già stati fino all’anno prima, ma Diesel li fermò prima che potessero mettersi le mani addosso: avrebbero potuto farsi a pezzi quanto volevano a SummerSlam, ma non prima, perché contro la Million Dollar Corporation sarebbe servita assoluta compattezza, senza che attriti personali li potessero dividere. Serviva l’aiuto di tutti, e il campione WWF trovò persino un’altra utilissima mano.

La settimana dopo a RAW era infatti previsto un Tag Team match tra King Mabel & Sir Mo contro gli Allied Powers, ma Lex Luger era stato costretto a dare forfait per un intervento medico ad Atlanta, in Georgia, dunque British Bulldog era senza il suo partner, e offrì proprio a Diesel l’opportunità di lottare al suo fianco per dare ai fan una piccola anteprima di SummerSlam. “Big Daddy Cool” naturalmente accettò, ma capì presto che la candidatura dell’inglese nascondeva altro: durante il match infatti British Bulldog tradì il campione WWF, lasciandolo in balia di King Mabel!
Erano tutti increduli, nessuno poteva aspettarsi un tale voltafaccia da British Bulldog, che sin dal suo arrivo in WWF nel 1985 era sempre stato leale, corretto, e in generale uno dei più grandi beniamini dei fan, sempre rassicurati dalla sua presenza, ma per capire chi fosse la causa principale bastava guardare chi se la rideva più di tutti a bordo ring, nonostante apparentemente non centrasse nulla con l’inglese: Jim Cornette, che si gustò la scena con un sorriso a trentadue denti! Dopo aver dato una lezione a Diesel, Mabel se ne tornò nel backstage pieno di sé e persino con la sua cintura WWF, mentre Cornette si godé il suo ennesimo successo: adesso il suo parco assistiti oltre a Yokozuna e Owen Hart si era arricchito con British Bulldog, che aveva persino sostenuto Bret Hart nella sua rivalità contro Owen, e nessuno pensava potesse unirsi a lui, ma la capacità persuasiva di Cornette aveva avuto la meglio!

Una generazione di professori, degenerati, e ragazzi spezzacuori
Dopo settimane di vignette, iniziò a lottare con la sua nuova attitudine Fatu degli ex Headshrinkers, trovando subito il supporto del pubblico e vincendo i suoi primi match. Ed era proprio quello che voleva: essere un esempio per gli altri, e mostrare a tutti i ragazzi che vivevano nei ghetti che c’era speranza per un futuro migliore. Non si era ancora mostrato lottare invece il professore Dean Douglas, che però continuava a dispensare la sua immensa cultura in varie vignette, graffiando sempre la lavagna per richiamare l’attenzione dei suoi studenti. Da fine accademico qual’era, Douglas amava analizzare i match degli altro per poi dargli dei voti, che con la sua arroganza erano sempre puntualmente bassi, in particolare verso Shawn Michaels, a cui diede una “F” in quanto afflitto da un limitante narcisismo, che nel ring prestava più attenzione alla reazione dei fan che al combattimento.

C’era attesa anche attorno a Goldust, che finalmente mostrò il volto, e non senza lasciare tutti interdetti. Goldust era interamente dipinto d’oro, e con una parrucca bionda da donna. Sembrava una statuetta degli Oscar in carne ed ossa, ossessionato dal cinema classico e con un certo feticismo per tutto ciò che fosse dorato, e forse neanche era il più strano dei suoi feticismi: parlava in modo lento, soave, come se ogni cosa che dicesse avesse un sottotesto sessuale, lasciando sempre una certa ambiguità in tutti ciò che diceva, una sorta di guru della perversione e della trasgressione più impensabile. Neanche aveva debuttato che Goldust già appariva come uno dei personaggi più eccentrici e provocatori che si fossero mai visti, che solo nella new generation poteva trovare la sua dimensione ideale.

Skip invece non sopportava l’idea di aver perso contro un jobber come Barry Horowitz, tanto da continuare a sostenere di essere ancora imbattuto. Ma persino la sua narrazione venne messa a dura prova quando se la vide anche con Shawn Michaels a WWF Superstars, uscendone sconfitto di netto grazie al suo Superkick, ormai definitivamente rinominato Sweet Chin Music. Ora Skip non poteva più nascondere le sue mancanze, e la sua sconfitta si poteva definire persino doppia, visto che mentre era ancora KO Shawn Michaels e Sunny flirtarono senza nasconderlo più di tanto, con Michaels che tentò di strappargli persino un bacio, e per quanto potesse fare resistenza e fingersi indecisa, Sunny cedette al desiderio, ma Michael all’ultimo si tirò indietro. Dopotutto lui era l’Heartbreak Kid, e se tutte le donne impazzivano per lui era proprio perché non era così facile averlo!

Anche qui però Skip incolpava sempre Barry Horowitz, che nel suo match contro Shawn Michaels lo aveva distratto presentandosi a bordo ring, e chiese immediatamente un rematch contro di lui, sostenendo di poterlo battere in meno di 10 minuti. Horowitz accolse la sfida, dando a Skip una nuova delusione, perché dopo 10 minuti non era riuscito a batterlo! Horowitz si confermò il suo incubo, e dopo una vita passata a fare il jobber sembrò aver trovato un gran periodo di forma, visto che qualche giorno dopo si portò a casa un’altra vittoria prestigiosa battendo persino Hakushi ad Action Zone. Che fosse l’inizio di una nuova fase della sua carriera?
27/8/1995 – SummerSlam 1995

Dalla Pittsburgh Civic Arena di Pittsburgh, Pennsylvania, iniziò il PPV dell’estate della WWF. I primi match della serata non avevano un particolare rivalità dietro, perchè ad affrontarsi furono Hakushi e 1-2-3 Kid (che visto lo stile di lotta dei due fu piuttosto divertente, e venne alla fine vinto da 1-2-3 Kid), e Bob Holly e Hunter Hearst Helmsley, non particolarmente importante se non per il fatto che fosse il debutto di Helmsley in PPV, vittorioso grazie alla sua mossa finale, il Pedigree.

Anche il match successivo, un Tag Team match tra i Blu Brothers e gli Smoking Gunns (vinto dai secondi) non aveva particolari precedenti dietro, ma poi arrivò il primo match con una vera rivalità dietro, quello tra Barry Horowitz e Skip. Sunny e il suo ragazzo avevano l’opportunità di redimersi di tutte le figuracce fatte ultimamente, e per un pò sembrava che fosse finalmente la serata di Skip, almeno finché nel ring non si avvicinò Hakushi, che voleva farla pagare a Horowitz tanto quanto Skip per quanto successo ad Action Zone. Ma l’arrivo del giapponese innervosì anche Skip, che non voleva nessuno tra i piedi durante il suo match, e ne fu talmente distratto che Horowitz lo sorprese con un Inside Cradle, schienandolo nuovamente! Sunny era semplicemente disperata: Barry Horowitz aveva ancora battuto il suo Skip!
Seguì poi il match per la cintura femminile tra Alundra Blayze e Bertha Faye, che aveva fatto il suo debutto ad aprile proprio attaccando la campionessa femminile, rompendole il naso e costringendola a qualche mese di stop. Anche se Alundra aveva atteso la sua vendetta per tanto tempo, ad avere la meglio fu la stazza di Bertha, che la schienò dopo una devastante Powerbomb, con cui conquistò il suo primo titolo femminile, per la felicità del suo manager/compagno Harvey Wippleman. Dopodiché si iniziò a fare sul serio, perché fu il turno del Casket match tra Undertaker e Kama.

Complice la presenza del Becchino, fu il primo vero match della serata a scaldare il pubblico, che fu partecipe con trasporto dall’inizio alle fine: il Casket match era la specialità di Undertaker, e senza gli interventi di orde di wrestler come nei Casket match con Yokozuna l’anno prima fu l’assoluto protagonista del match, e per quanto Kama si fosse battuto con coraggio (e soprattutto per quanto Ted DiBiase avesse provato a intervenire) a vincere fu proprio Undertaker, a cui bastò metterlo KO con la Tombstone Piledriver per poi trascinarlo nella bara e vincere il match.
Arrivò poi il momento del match tra Bret Hart e Isaac Yankem. Come si evinceva già dalle vignette viste le settimane precedenti, Yankem era un autentico colosso: 2 metri e 13 per quasi 150 kg, ma ciò che che stupì di più (anche Bret Hart) era la sua incredibile agilità per un uomo della sua stazza, ma Bret era naturalmente infinitamente più esperto e preparato di lui. Anche troppo per Jerry Lawler, che allarmato da una sua possibile vittoria decise di aiutare Yankem, con cui strozzò l’Hitman con l’aiuto delle corde.

L’arbitro chiamò la squalifica in favore di Bret Hart, ma né a Lawler né a Yankem sembrava interessare: ancora una volta l’Hitman non era riuscito a chiudere del tutto i conti con Jerry Lawler, nonostante il Kiss My Foot match di King of the Ring, e chissà quanto ancora avrebbe dovuto penare per metterlo a tacere per sempre! Fu poi il momento del match più atteso: il Ladder match per il titolo Intercontinentale tra Shawn Michaels e Razor Ramon!
Se non fu paragonabile al loro primo match di WrestleMania X era solo perché quello era stato uno dei più grandi match della storia della WWF, ma quello che i due misero sù fu comunque un degno seguito. Fu -ovviamente- il miglior match della serata, e rispetto al loro primo match fu persino più lungo (ben 25 minuti contro i 18 di WrestleMania X), mentre la scala fu usata relativamente meno, e quasi sempre da Shawn Michaels come trampolino per le sue manovre aeree più spettacolari, come lo spettacolare Splash dalla scala -altra reminiscenza del primo Ladder match– che però stavolta andò a vuoto. Ma ci fu una significativa differenza: a vincere stavolta fu Shawn Michaels, che si rifece della sconfitta rimediata 16 mesi prima, ma proprio come 16 mesi prima non ci fu un vero perdente, perché entrambi furono autori di una prestazione mostruosa. Lo stesso Razor Ramon prese la sconfitta con sportività e strinse la mano a un Michaels più che lieto di contraccambiare, perché Ramon si era battuto con onore.

Non era dello stesso avviso Dean Douglas, che aveva passato tutta la serata a dare valutazioni a tutti i wrestler coinvolti nella serata, che lasciò a Ramon una pessima valutazione. Erano tutti stanchi di sentire Douglas sentenziare e lanciare giudizi senza mai essere salito sul ring, e a nome di tutti Ramon una volta tornato nel backstage gli diede una bella lezione, zittendolo coi pugni davanti a tutti, con Douglas che non ebbe neanche il coraggio di reagire.

A chiudere l’evento fu invece il match per il titolo WWF tra Diesel e King Mabel. Naturalmente vista la mole di entrambi non si trattò di un match dai grandi ritmi e dalle emozioni costanti. Il momento che tenne più in tensione in pubblico fu quando Lex Luger intervenne nel match per impedire a Sir Mo di aiutare Mabel, ma un Diesel in piena trance agonistica attaccò anche lui (e del resto dopo il recente tradimento di British Bulldog era difficile non pensar male anche del suo partner), anche se Luger dimostrò di essere venuto solo per aiutare “Big Daddy Cool”, visto che costrinse Sir Mo alla fuga. Senza gli aiuti esterni di Mo, Diesel riuscì a giocarsela alla pari con King Mabel fino a schienarlo dopo una Clothesline dalla seconda corda, mantenendo così il titolo WWF saldamente alla vita.




Lascia un commento