Giugno 1995: si conclude Non è la RAI, esce per PlayStation il primo Winning Eleven, gli Houston Rockets vincono l’NBA, al cinema escono Dredd: La Legge Sono Io, Pocahontas, Power Rangers: Il Film, Apollo 13, Smoke, e Batman Forever, con la sua Hold Me, Thrill Me, Kiss Me, Kill Me degli U2:

Nel frattempo, i campioni in WWF sono:

Campione WWF: Diesel

Campione Intercontinentale: Jeff Jarrett

Campioni di coppia: Owen Hart & Yokozuna

Campionessa femminile: Alundra Blayze

RAW

La new new generation

Dopo i già qualificati Mabel, Bob Holly, Undertaker, Razor Ramon, Kama, e Shawn Michaels, al King of the Ring si aggiunse anche The Roadie, mentre per l’ultimo posto a RAW si affrontarono British Bulldog e il King of the Ring in carica Owen Hart, ma il match finì in pareggio per il raggiungimento dei 15 minuti di tempo limite. In assenza di un vincitore, per assegnare il posto la settimana dopo a RAW si affrontano i loro rispettivi partner Lex Luger e Yokozuna, la sfida che aveva caratterizzato l’estate di 2 anni prima. Ad aggiudicarsi il match fu Yokozuna, che andò a completare un quadro che però subì un piccolo cambiamento: Razor Ramon infatti si infortunò alle costole pochi giorni prima del PPV, e fu costretto a dare forfait. Il posto vacante sarebbe stato messo in palio sempre al PPV,  in un match preliminare Irwin R. Schyster e Savio Vega, che dopo essersi fatto conoscere come semplice amico d’infanzia di Razor Ramon fece il suo debutto come wrestler a RAW, dimostrando subito di avere la stoffa per essere competitivo.

Savio Vega, molto più pronto di quanto non si pensasse

Ma Savio Vega era solo l’elemento più di spicco della “nuova” nuova generazione di atleti che arrivò in WWF, proiettando la federazione sempre più verso il futuro: Hunter Hearst Helmsley dal suo debutto a fine aprile stava vincendo match su match (seppur contro avversari non proprio temibili), e si affacciarono sempre più nuove facce, come il futuristico Tekno Team 2000, la nuovissima coppia formata da Travis & Troy che si definiva “la coppia del futuro”, e che indossando delle vistose giacche argentate prometteva di portare la divisione di coppia nel 21° secolo.

L’elemento più inquietante però era sicuramente Waylon Mercy, un uomo apparentemente gentile e tranquillo, dai modi educati e un sorriso cordiale, che però celava un lato più oscuro, che alternava momenti di calma a improvvisi scatti di violenza. Durante le interviste il suo volto era ambiguo, con un inquietante tatuaggio sulla fronte, inspiegabilmente minaccioso, ricordando un pò Robert De Niro su Cape Fear, un uomo apparentemente calmo ma con una violenza latente pronta a esplodere.

Ma c’erano anche i Bodydonnas, un duo di maniaci del fitness formato da Skip e la sua ragazza Sunny. Entrambi erano giovani, biondi, e assolutamente dediti alla palestra, tanto da denigrare chiunque non rispettasse i loro standard fisici già nelle primissime vignette televisive apparse a fine maggio. Skip vinse senza difficoltà i suoi primi match, anche se a prendersi la scena era sempre Sunny: era dai tempi di Miss Elizabeth che in WWF non si vedeva una manager che rubasse così l’occhio, solo che Sunny era persino più avvenente e provocante, e attirò su di sé più attenzioni di quante qualsiasi donna della WWF ne avesse avute in tempi recenti. 

Ma per quanto tutti questi nuovi nomi preannunciassero il futuro, c’era sempre un passato da celebrare, e come l’anno prima nel periodo di King of the Ring si svolse la cerimonia per l’annuale Hall of Fame della WWF, che tra gli introdotti della classe 1995 avrebbe visto il grande Antonino Rocca (uno degli high flyer più innovativi di sempre, oltre che l’italiano più popolare dopo Bruno Sammartino), Ernie Ladd (il vero ponte tra wrestling e football americano, già visto in primavera nella faida tra Bam Bam Bigelow e Lawrence Taylor), George “The Animal” Steele, The Fabulous Moolah, The Grand Wizard (uno dei più grandi manager degli anni ‘70, che tra i suoi clienti ebbe anche “Superstar” Billy Graham quando era campione WWF), Ivan Putski (dotato negli anni ‘70 del fisico più impressionante mai visto su un ring insieme al già citato Billy Graham), e Pedro Morales, il primo a vincere tutte le tre principali cinture della federazione e primo campione WWF ispanico.

Ai piedi del Re

Sebbene Jerry “The King” Lawler non sembrasse affatto propenso a concedere a Bret Hart un nuovo match, la prospettiva di poter scegliere qualunque stipulazione volesse lo stuzzicava. Inoltre sapeva bene che l’Hitman lo avrebbe tormentato finché non glielo avesse concesso, e quindi pensò all’atto più umiliante che un Re come lui poteva imporre a un suddito, e solo quando arrivò alla conclusione si decise ad accettare: avrebbe affrontato Bret Hart a King of the Ring, e il perdente avrebbe dovuto baciare i piedi dell’altro, dunque si sarebbe trattato di un… Kiss My Foot match! Una stipulazione così disgustosa solo a una mente malata come quella di Lawler poteva venire in mente, ma se questo serviva a farlo uscire allo scoperto a Bret Hart tanto bastava! Lawler alzò la posta (e i conati del pubblico) affermando che non si sarebbe lavato i piedi fino al fatidico match, così da aumentare l’umiliazione del grande Bret Hart, sporcando i suoi piedi più che poteva, come camminare scalzo nella sua stalla reale!

Solo Jerry Lawler poteva pensare a un match del genere

Lawler “deliziò” i fan con un’anteprima di ciò che avrebbe fatto a Bret Hart a WWF Superstars, quando dopo aver vinto un match contro Aldo Montoya mise un piede in faccia al portoghese, che per poco non diede di stomaco nel ring.

Intanto la campagna presidenziale di Bob Backlund continuava, e il suo programma conservatore e delirante continuava a prendersela con la musica rock, entrando in un ovvio conflitto anche con il più grande appassionato del genere che ci fosse nel roster, ossia Man Mountain Rock, che prima di ogni match deliziava i fan con i suoi assoli di chitarra.

Nella sua crociata contro il rock, Backlund distrusse simbolicamente una chitarra trovata nel backstage, che apparteneva proprio a Man Mountain Rock, che a quel punto mise nel mirino il candidato Presidente: non era più più una questione tra loro due e basta, ma una battaglia per il rock!

25/6/1995 – King of the Ring 1995

E da una delle arene storiche della WWF, lo Spectrum di Philadelphia, Pennsylvania, iniziò il 3° PPV sotto l’effige di King of the Ring! Nel pre-show si svolse il match tra Irwin R. Schyster e Savio Vega per determinare il posto lasciato vacante da Razor Ramon nel King of the Ring, vinto proprio dal suo grande amico portoricano, che giurò di onorare l’assenza dell’amico arrivando più in fondo possibile. Vega era arrivato da poco in WWF, ma la sua parola si dimostrò sacra, perché riuscì persino ad approdare alle semifinali dopo aver battuto per count out addirittura Yokozuna! Savio Vega se la sarebbe dunque vista con The Roadie, che dal suo canto sconfisse Bob Holly ai quarti, vendicando parzialmente l’umiliante sconfitta che Holly aveva causato al suo capo Jeff Jarrett: un risultato impressionante per entrambi, considerato che uno era un nuovo arrivato e l’altro era poco più che un lacchè di Jarrett.

La semifinale sarebbe stato dunque l’ennesimo confronto tra Jeff Jarrett e Razor Ramon, sebbene tramite i loro partner, e anche con il rischio che comportava presentarsi con le costole fasciate Ramon volle stare vicino all’amico per supportarlo. E il portoricano non tradì le aspettative del suo amico, perché incredibilmente sconfisse The Roadie e volò in finale! Savio Vega era arrivato in WWF da appena un mese, ed era già nella finale del King of the Ring, in pratica stava per compiere un’impresa alla Rocky Balboa… nella città di Rocky Balboa!

Savio Vega è in finale!

Sull’altro lato del tabellone, ai quarti si affrontarono anche il temibile Kama e Shawn Michaels, che nonostante l’entusiasmo generato tra i fan per il suo ritorno dimostrò di avere ancor qualche acciacco. Le Powerbomb subite da Sycho Sid ad aprile lo avevano costretto a quasi un mese di stop, ma a King of the Ring furono in molti a pensare che l’Heartbreak Kid fosse rientrato troppo presto, incluso lo stesso Kama, che tentò di infortunarlo nuovamente alla schiena.

Ma la sua resilienza di Michaels lo portò a lottare fino alle fine, confermando anche l’affetto del pubblico nei suoi confronti, e resistendo fino a raggiungere il tempo limite di 15 minuti, dopo la quale l’arbitro fu costretto a decretare il pareggio.

Visto il pareggio, il vincitore del match tra Undertaker e Mabel sarebbe approdato direttamente in finale. Undertaker era specializzato nell’affrontare alcuni dei più grandi gigante che la WWF avesse mai visto: da Giant Gonzalez, a Yokozuna, fino King Kong Bundy, e tutti erano sempre caduti sotto la sua mano, ma stavolta Mabel aveva dalla sua un aiuto importante: quello di Kama, che dopo aver fuso l’oro dell’urna di Undertaker in una catena gli costò il match, permettendo a Mabel di andare in finale. Non erano molti a poter vantare uno schienamento sul Becchino, ma questo non intimidì Savio Vega, che si sarebbe giocato le sue chance fino alle fine! 

A far rifiatare i due finalisti fu il Kiss My Foot match tra Bret Hart e Jerry “The King” Lawler, forse il capitolo conclusivo della loro lunga rivalità, motivo per cui era lecito aspettarsi di tutto, soprattutto da parte di Lawler. Le tante delusioni rimediate contro Lawler avevano reso Bret Hart più cauto, e conscio di potersi aspettare anche che un probabile intervento di Hakushi proprio come a In Your House, che infatti come da copione si presentò. Stavolta però Bret era preparato a tutto, e riuscì a contrastare i piani di Lawler, fino a chiudere la pratica con la sua Sharpshooter! Dopo 2 anni finalmente Bret Hart aveva battuto Jerry Lawler, per di più simbolicamente proprio a King of the Ring, il PPV dove la loro rivalità era iniziata, e dopo tanta attesa poteva finalmente umiliarlo come aveva sempre sognato: costringendolo a baciarlgli i piedi! Sfilandosi lo stivale e far toccare a Lawler il punto più basso della sua carriera fu una vera liberazione per l’Hitman, che ora poteva essere libero di inseguire nuovamente obiettivi più prestigiosi, libero finalmente dell’ombra di “The King”, lasciando poi spazio alla finale del King of the Ring.

Bret Hart mette in bocca a Lawler anche il suo stesso piede!

Fu una finale abbastanza atipica: dopo aver visto arrivare nella finale del King of the Ring nomi di un certo calibro come Bret Hart, Randy Savage, Harley Race, Owen Hart, o Ted DiBiase faceva un certo effetto vedere uno che al di là della sua enorme stazza il massimo che aveva fatto era militare in una coppia neanche così centrale nei programmi della WWF, e un altro che fino a un mese prima nessuno conosceva. Anche per questo non fu un match proprio elettrizzante, e il pubblico fu poco coinvolto (qualche fan locale in segno di protesta intonò il coro “ECW! ECW! ECW!” in riferimento all’Extreme Championship Wrestling, la federazione di Philadelphia che in quel momento stava rivoluzionando il wrestling).

L’enorme stazza di Mabel alla fine ebbe la meglio, e si laureò il nuovo Re del ring, anche se Savio Vega aveva ben poco da rimproverarsi, essendo arrivato alla finale con 3 match sul groppone in una serata, mentre Mabel solo con uno.

Per Mabel però vincere non era abbastanza, e continuò a massacrare il povero Vega anche a match finito, e a poco servirono gli interventi di Razor Ramon (con le costole ancora doloranti) e 1-2-3 Kid (che veniva da un infortunio al collo), perché Mabel stese anche loro senza difficoltà, per poi farsi ufficialmente incoronare Re, come se nulla fosse! Mabel era sempre stato uno dei più grandi colossi della storia della WWF, ma la sua militanza nei Man on a Mission aveva illuso tutti che avesse un buon cuore a evitare che mettesse a ferro e fuoco la federazione, ma ora i tempi erano cambiati, così come erano cambiati i Man on a Mission, e la sua vittoria al King of the Ring sarebbe stato solo il primo passo verso la sua scalata, perché ora non ci sarebbe stato più nessun buon cuore a contenere il suo potenziale!

Il nuovo Re del ring

A chiudere il PPV fu ovviamente il Tag Team match tra Diesel & Bam Bam Bigelow contro Sycho Sid & Tatanka! Naturalmente tutti sapevano dell’infortunio al gomito rimediato da Diesel, e Sid & Tatanka si mossero in tal senso, senza però contare che “Big Daddy Cool” aveva recuperato meglio del previsto, senza contare che la chimica con Bam Bam Bigelow era superiore a quanto Ted DiBiase & co. potessero credere, con i due che si rivelarono determinati, precisi, e sicuramente anche più coraggiosi: nelle fasi finali del match infatti Sid decise di tirarsi indietro, lasciando il solo Tatanka a lottare il match, per poi vederlo cadere sotto la Jacknife Powerbomb del campione WWF.

Diesel esegue la Jacknife Powerbomb finale

RAW

Mai trascurare l’igiene dentale

Bret Hart aveva finalmente messo a tacere Jerry “The King” Lawler (forse) una volta per tutte, e con un umiliazione che avrebbe ricordato a lungo. Lawler non riusciva a farsene una ragione, e passò tutte le ore successive a King of the Ring a dedicarsi esclusivamente alla “purificazione” della sua bocca, senza mai separarsi dal suo spazzolino da denti o dalle gomme da masticare, tanto che non si presentò neanche al tavolo del commento di RAW come al solito: dopo aver avuto il piede di Bret Hart in bocca andò infatti d’urgenza dal suo dentista personale, tale Isaac Yankem, per farsi fare una pulizia totale della bocca. Ma la visita di Lawler aveva un duplice scopo: al di là dell’igiene, Yankem era un ex wrestler, e c’era da scommetterci che “The King” volesse usarlo come ennesima pedina da mandare contro Bret Hart!


Ma per quanto fosse stato soddisfacente per tutti vedere Lawler finalmente punito a dovere, ciò che i fan avevano maggiormente ancora negli occhi era l’incredibile serata vissuta da Savio Vega: in poco più di un paio d’ore aveva battuto Irwin R. Schyster, Yokozuna, e The Roadie, e di certo avrebbe meritato la vittoria del King of the Ring, e visto che Razor Ramon era ancora infortunato, la WWF lo premiò con un match per il titolo Intercontinentale a RAW! Jarrett viveva di trucchi ed espedienti, ma Vega poteva stare tranquillo, perché a vegliare su di lui ci fu Shawn Michaels, presente a bordo ring in qualità di commentatore speciale per l’assenza di Jerry Lawler, grazie alla quale Savio Vega andò più volte vicino alla vittoria, ma il suo sogno venne infranto da The Roadie, che fiutando puzza di sconfitta colpì il portoricano alle spalle, facendo mantenere il titolo a Jarrett per squalifica. Intervenne anche Michaels, e ne scaturì una maxi rissa dove Jarrett e The Roadie vennero messi in fuga, a dimostrazione di quanto l’Heartbreak Kid si sentisse in forma, nonostante le voci dell’infortunio non completamente recuperato.

C’è tensione tra Shawn Michaels e The Roadie

Lascia un commento

In voga