Aprile 1995: in Italia arriva il manga di Dragon Ball, a Oklahoma City un gruppo neo-nazista attua il più grave attentato mai subito dagli Stati Uniti, al cinema escono Bad Boys, Ritorno Dal Nulla, Il Villaggio Dei Dannati, In Viaggio con Pippo, Il Bacio Della Morte, Ci Vediamo Venerdì, e Mister Destiny, mentre il successo del momento è No More “I Love You’s” di Annie Lennox:
Nel frattempo, i campioni in WWF sono:
– Campione WWF: Diesel
– Campione Intercontinentale: Jeff Jarrett
– Campioni di coppia: gli Smoking Gunns (Bart Gunn & Billy Gunn)
– Campionessa femminile: Bull Nakano
2/4/1995 – WrestleMania XI

E dall’Hartford Civic Center di Hartford, Connecticut si svolse l’evento dell’anno, chiamato a ridare ossigeno alle casse della WWF, che si trovava nel momento finanziariamente più difficile degli ultimi anni. Ad aprire il match fu una vera sorpresa, perché Lex Luger e British Bulldog unirono di nuovo le forze per lottare insieme! Già a inizio anno l’inglese si era avvicinato a Luger per aiutarlo a contrastare la Million Dollar Corporation, dunque decise di cementare la loro amicizia a WrestleMania, stavolta in un Tag Team match contro i Blue Brothers. Per British Bulldog era la prima WrestleMania dopo 4 anni, e battezzò il suo ritorno effettuando schienamento vincente grazie a un Sunset Flip. Lui e Luger potevano davvero essere la coppia del futuro.

Il primo match titolato fu quello per la cintura Intercontinentale tra Jeff Jarrett e Razor Ramon, che si presentò con 1-2-3 Kid al suo fianco per pareggiare la presenza di The Roadie a fianco di “Double J”. Rispetto al loro primo match di Royal Rumble i due si erano studiati più attentamente, e con un 1-2-3 Kid in più a tenere a bada i tiri mancini di Jarrett, anche se nemmeno lui riuscì a tenere completamente a bada The Roadie, che colpì Ramon alle spalle proprio mentre stava per finire Jarrett con la Razor’s Edge, costringendo l’arbitro a decretare la squalifica.

Jeff Jarrett aveva mantenuto la cintura, ma per il modo in cui lo aveva fatto di certo Razor Ramon non se ne sarebbe fatto una ragione tanto presto…
Seguì poi il match tra Undertaker e King Kong Bundy, che dalla sua non aveva solo l’aiuto della Million Dollar Corporation, ma anche la sacra urna rubata al Becchino a Royal Rumble. Come prima cosa Undertaker cercò proprio di riprendersi l’urna, e ci riuscì anche per qualche istante, ma non appena la riconsegnò al suo manager Paul Bearer fu presa di mira anche da Kama, che appena se ne impossessò promise che ne avrebbe fuso tutto l’oro per farne una collana!

Anche senza i poteri dell’urna Undertaker fu in grado di battere Bundy, ma l’affronto della Million Dollar Corporation rimaneva: avevano osato nuovamente sfidare il suo potere oscuro!
Il match successivo fu quello per le cinture di coppia detenute dagli Smoking Gunns, chiamati a difenderle contro Owen Hart, che aveva mantenuto il mistero sul suo partner misterioso fino all’ultimo. Giunti al fatidico match però non poté più tenere il segreto, e annunciò l’arrivo di… Yokozuna! Dopo 4 mesi di assenza Yokozuna era tornato, e persino -come se potesse essere persino possibile- più grosso e pesante di prima! Jim Cornette aveva promesso che Yokozuna si sarebbe preso una pausa solo per tornare più forte di prima, e quale modo migliore di farlo tornare in pompa magna se non per i titoli di coppia? Gli Smoking Gunns non potevano aspettarsi una simile scelta, e non erano di certo preparati ad affrontare il colossale Yokozuna, che fu decisivo per la vittoria con la sua Banzai Drop, con cui aveva messo al tappeto avversari molto più duri di loro. Owen Hart & Yokozuna erano ora i nuovi campioni di coppia: se per Owen si trattava della prima cintura vinta da quando era in WWF, e il secondo riconoscimento nel palmarés dopo il King of the Ring dell’anno prima, per Yokozuna sarebbe stato il modo perfetto per rilanciarsi dopo un anno con più delusioni che gioie, un primo passo per riprendersi tutto ciò che aveva perso!

Fu poi il momento dell’attesa resa dei conti, l’I Quit match tra Bret Hart e Bob Backlund, che a sorpresa sarebbe stato diretto da un arbitro speciale, ossia… “Rowdy” Roddy Piper! I fan esplosero dalla gioia, così come Bret Hart, certo di avere un arbitraggio imparziale , oltre che di buon auspicio: proprio l’arbitraggio dello scozzese aveva permesso a Bret Hart di vincere il titolo WWF l’anno prima a WrestleMania X (e la cosa fece imbestialire ulteriormente Jerry “The King” Lawler al tavolo del commento, che aveva avuto una rivalità con Piper l’anno prima e non desiderava altro che vedere l’Hitman cadere). Di tutti i match tra Bret Hart e Bob Backlund, questo si rivelò probabilmente il più lento e statico, almeno finché Backlund non connesse la sua Crossface Chickenwing. A Survivor Series l’Hitman era riuscito a resistere ben 9 minuti nella presa di Backlund, quanto bastava per pensare a varie contromosse, e alla fine trovò quella giusta, riuscendo a ribaltare la Crossface Chickenwing… in un’altra Crossface Chickenwing a sua volta!

Bret Hart aveva intrappolato Backlund nella sua stessa mossa finale, quella che nessuno prima di lui era mai stato in grado di rompere, e ora Backlund provò sulla sua pelle tutto il dolore che aveva perpetrato in tutti gli altri, e sentendolo agonizzante, Roddy Piper proclamò l’Hitman vincitore! Il karma aveva finalmente colpito: Bob Backlund aveva ceduto per la prima volta in carriera a causa della sua stessa mossa finale, la mossa con cui aveva seminato il terrore per mesi in tutto il roster! Per uno specialista delle sottomissioni non poteva esserci umiliazione più grande, e forse stavolta l’Hitman poteva dire di aver davvero chiuso con Backlund.

Era tutto pronto per lasciare spazio al match per il titolo WWF tra Diesel e Shawn Michaels, ma c’era un piccolo problema: Pamela Anderson, che avrebbe dovuto scortare Shawn Michaels nel ring, non si trovava da nessuna parte! Tutti erano stati testimoni del suo arrivo nell’arena, ma la star di Baywatch sembrava essersi come volatilizzata , sebbene un comportamento così poco professionale non sembrava appartenerle. Per scortare l’Heartbreak Kid a quel punto la scelta non poteva che essere più logica: sarebbe stata Jenny McCarthy, già presente nell’arena come ospite d’eccezione, che accompagnò Michaels nel ring con più gioia di quanta (non) ne avesse mostrata la Anderson nello stargli accanto nelle settimane precedenti. Ma non appena fece il suo ingresso Diesel, fu chiarito anche il mistero intorno a Pamela Anderson: non se n’era andata, si era semplicemente rifiutata di accompagnare Shawn Michaels… perché entrò insieme al campione WWF!

La freddezza con cui Pamela Anderson si approcciava a Michaels nelle settimane precedenti non era casuale, e fu probabilmente la prima donna in assoluto a bidonare l’Heartbreak Kid! E con due delle donne più sexy del mondo a bordo ring ad assistere, il match finalmente iniziò! I due furono autori di un gran bel match, indubbiamente il migliore della serata, dove nonostante la differenza di stazza se la giocarono alla pari, come solo due vecchi amici che si conoscono a memoria possono fare.

La contesa si spostò anche fuori dal ring, “territorio” di Sycho Sid, ma nell’uscire dal ring per rimproverare Sid l’arbitro Earl Hebner si storse la caviglia, perdendosi quanto accadeva nel ring: Shawn Michaels mise KO Diesel con un Superkick, stendendolo quanto bastava per un conto di 3, ma senza arbitro era tutto inutile! Sycho Sid riportò di peso l’arbitro dentro, ma ormai era troppo tardi, e “Big Daddy Cool” uscì dallo schienamento! Poteva essere il 3 decisivo, ma le troppe discussioni con Sid avevano distratto l’arbitro, e ora Michaels si era giocato a vuoto la sua mossa finale! Per farsi perdonare, Sid usò un coltello per togliere la protezione all’angolo del ring ed esporre il tenditore d’acciaio, che però gli si rivoltò contro: fu Diesel a spedirci contro l’Heartbreak Kid, che poi cadde vittima della temibile Jacknife Powerbomb er il conto di 3 dell’arbitro! Sopravvivere a 29 uomini alla Royal Rumble non era bastato a Shawn Michaels, perché Diesel era ancora campione WWF!
Erano addirittura 8 anni che il campione WWF non conservava la cintura a WrestleMania (l’ultima volta era avvenuta nello storico match tra Hulk Hogan e André the Giant!), e Diesel chiamò a festeggiare con lui nel ring sia Pamela Anderson che Jenny McCarthy, mentre Shawn Michaels tornò nel backstage furioso e amareggiato. Il suo Superkick era l’unica mossa ad aver mai messo KO Diesel: era successo a SummerSlam, e ora di nuovo a WrestleMania XI, ma se la cintura non era alla sua vita era solo colpa dell’arbitro, che non aveva contato prontamente. E forse anche un pò di Sid, che lo aveva tenuto impegnato nel momento sbagliato…

Infine arrivò il match tra Bam Bam Bigelow e Lawrence Taylor, a cui fu riservato il main event dopo tutta la mediaticità che aveva generato la loro rivalità. A bordo ring non c’era uno spazio libero: da un parte c’era la Million Dollar Corporation al completo, dall’altra gli amici dell’NFL di Taylor ad assicurarsi che nessuno potesse infierire, e nonostante lo scetticismo iniziale, Taylor aveva decisamente fatto i compiti a casa, dimostrando di reggere perfettamente il confronto con Bam Bam Bigelow. Non era ovviamente un wrestler, ma si era allenato duramente e combatté meglio di quanto tutti si aspettassero, incluso Bigelow, che probabilmente non si aspettava una preparazione del genere.

E mai errore fu più grande, perché con una Clothesline dal paletto Taylor si assicurò persino la vittoria! Lawrence Taylor aveva vinto il main event, e la Million Dollar Corporation aveva subito una delle sconfitte più cocenti che gli potessero capitare, e ora il ruolo di Bam Bam Bigelow poteva seriamente essere messo in discussione…
RAW
Amici nemici o nemici amici?
Shawn Michaels aveva perso l’opportunità della vita, rendendo inutile la sua storica vittoria della Royal Rumble col n.1, nonostante avesse persino Sycho Sid al suo angolo, e per di più con l’umiliazione di essere stato “scartato” da Pamela Anderson: chiunque al suo posto avrebbe considerato WrestleMania XI un fallimento su tutta la linea, figurarsi per un uomo dall’ego smisurato come l’Heartbreak Kid. Paradossalmente però, nonostante il trionfo a suo modo era stata una serata amara anche per Diesel: certo era l’unico nella storia ad aver conservato il titolo WWF a WrestleMania oltre Hulk Hogan, ma nel RAW post-WrestleMania XI, intervistato da vince McMahon disse che affrontare Shawn Michaels gli aveva ricordato la loro lunga amicizia, e salendo sul ring con lui si era reso conto che combattere quello che per tanto tempo era stato un amico era meno semplice di quello che credeva. Nonostante tutto quello che era successo tra i due negli ultimi mesi, Diesel voleva ancora bene a Michaels, tanto che acconsentì a concedergli un rematch perché se lo meritava, e lo invitò persino a liberarsi di Sycho Sid, che accusò di essere un approfittatore che pensava solo a sé stesso.

Sorprendentemente, le parole di Shawn Michaels non furono tanto diverse: anche per lui affrontare il suo vecchio amico non era stato emotivamente semplice, aggiungendo che quanto successo a WrestleMania XI e i mesi senza Diesel gli avevano fatto capire di potersela cavarsela da solo senza un bodyguard, dunque disse a Sid che per il rematch con “Big Daddy Cool” gli avrebbe dato la serata libera! Non c’era animosità dietro le parole di Michaels, ma Sid non era famoso per la sua lucidità, e prese molto male le sue parole, sentendosi indirettamente accusato di essere il responsabile della sua sconfitta a WrestleMania XI (e in parte era anche così, visto che se non fosse stato per Sid l’arbitro avrebbe contato lo schienamento di Michaels).
La discussione tra i due non ci mise molto a degenerare, finché Sid non perse completamente il controllo e si rivoltò contro uno Shawn Michaels ancora affaticato dal match di 24 ore prima, colpendolo senza alcuno scrupolo con ben 3 Powerbomb! In aiuto di Michaels arrivò Diesel, ma ormai il danno era stato fatto, e Michaels fu portato via in barella. La Jacknife Powerbomb era una delle mosse finali più temute della WWF, tanto che nessuno ne era mai uscito, ma se c’era una mossa temuta forse anche di più quella era la terrificante Powerbomb di Sycho Sid, e Shawn Michaels le aveva subite entrambe in meno di 24 ore. Per i danni riportati alla schiena i medici diagnosticarono all’Heartbreak Kid un periodo di stop. Sycho Sid comunque non rimase disoccupato a lungo, perché alla luce delle sconfitte di WrestleMania XI Ted DiBiase diede una scossa al gruppo annunciando un nuovo membro, che fu proprio Sid!
L’ingresso di Sycho Sid nella Million Dollar Corporation sembrava aver ridimensionato il ruolo di Bam Bam Bigelow all’interno del gruppo: aver perso in uno dei match più mediatici della storia della federazione -per di più contro un non-wrestler come Lawrence Taylor- era una macchia che minava alla credibilità di tutta la Million Dollar Corporation, che invece riceveva segnali incoraggianti dalla nuova leva Kama, che mantenne la promessa fatta a WrestleMania XI presentandosi con una vistosa collana d’oro, ottenuta fondendo l’urna di Undertaker.

Diesel però non sembrava spaventato dalle nuove amicizie di Sycho Sid, tanto che lo invitò a prendere il posto di Michaels e affrontarlo col titolo WWF in palio! Tutti immaginavano di dover aspettare a giugno per poter vedere il match, visto che tradizionalmente era il mese del primo PPV dopo WrestleMania, ossia King of the Ring, ma i fan stavolta non avrebbero dovuto attendere a lungo, perché la WWF annunciò la nascita di un nuovo pay per view chiamato In Your House! L’evento si sarebbe svolto a maggio, e fu creato come tentativo di contrastare la crescita della WCW, che aveva molti più PPV (quasi uno al mese!), proponendo così un PPV nuovo, di minor durata, e ad un prezzo più basso dei cosiddetti big five (ossia i tradizionali Royal Rumble, WrestleMania, King of the Ring, SummerSlam, e Survivor Series), così da offrire anche match sempre più eccitanti con regolarità.

Ma Bam Bam Bigelow ebbe l’opportunità di tornare la punta di diamante della Million Dollar Corporation, perché ancor prima di Sid affrontò Diesel per il titolo WWF. Anche stavolta però Bigelow deluse Ted DiBiase, perché Diesel vinse ancora, riuscendo a connettere la Jacknife Powerbomb persino sulla bestia di Asbury Park, anche se a danneggiarlo c’era stato anche un goffo intervento di Tatanka, che trattenne la gamba di Bigelow nel momento sbagliato, mentre invece puntava a distrarre “Big Daddy Cool”. Proprio come a Royal Rumble, Bam Bam Bigelow era stato schienato per mancanza di comunicazione con Tatanka, ma Ted DiBiase sembrava non importare: era l’ennesima volta che Bigelow lo deludeva, e stanco di vederlo mettere in imbarazzo la Million Dollar Corporation… lo licenziò!

Tra Bam Bam Bigelow e il “Million Dollar Man” la situazione si fece ancora più tesa, e la Million Dollar Corporation arrivò nel ring (incluso il nuovo acquisto Sycho Sid) per dargli una dolorosa “liquidazione”. Bigelow venne ovviamente fatto a pezzi, finché arrivò Diesel a mettere tutti in fuga. Ormai l’uscita di Bam Bam Bigelow dal gruppo era ufficiale, ma forse aveva già trovato un nuovo partner dalla sua…
Presto nelle vostre case
Bret Hart aveva iniziato ad affrontare uno per uno la sua lunga lista di nemici, e a WrestleMania XI l’affare Bob Backlund sembrava archiviato per sempre. Ma per un nome spuntato dalla lista, ce n’era un altro che era un altro che si aggiungeva, e quel qualcuno era Hakushi. L’angelo bianco della WWF era impaziente di confrontarsi finalmente con Bret Hart, e non solo per le false accuse mosse da Jerry Lawler che l’Hitman fosse razzista verso i giapponesi, ma per dimostrarsi superiore a quello che era definito il miglior wrestler al mondo, un titolo di cui sentiva di potersi fregiare anche lui.

Bret Hart e Hakushi si ritrovarono nel ring un 6 Men Tag Team match dove il giapponese lottò coi campioni di coppia Owen Hart & Yokozuna, mentre Bret Hart ebbe dalla sua Bob Holly e 1-2-3 Kid, tornati a lottare insieme dopo un paio di mesi di separazione. La vittoria a sorpresa andò ai secondi, ma l’Hitman sapeva bene che questa vittoria non avrebbe placato Hakushi e il suo desiderio di confrontarsi con lui quanto combatterlo direttamente, perciò decise di accontentarlo: lo avrebbe affrontato ad In Your House!

La vittoria diede a Bob Holly & 1-2-3 Kid il diritto di affrontare Owen Hart & Yokozuna la settimana dopo, e con i titoli di coppia in palio, ma ad avere la meglio furono i campioni, complice uno Yokozuna tornato dominante come ai vecchi tempi. Nonostante la sconfitta, 1-2-3 Kid si confermò un compagno leale e affidabile, uno di quelli su cui poter contare di più, tanto che Razor Ramon ad In Your House avrebbe contato nuovamente su di lui per un Tag Team match contro Jeff Jarrett & The Roadie, al suo primo match ufficiale, con gli imprevisti sempre dietro l’angolo per il campione Intercontinentale. Dopo la felicità di WrestleMania XI Jarrett infatti inciampò in modo totalmente inaspettato: Jarrett infatti schienò Montoya dopo un Back Suplex, ma il portoghese sollevò la spalla in tempo, mentre al contrario Jarrett aveva ancora le spalle a terra, dunque l’arbitro contò lui a terra e diede la vittoria al portoghese! Era stata naturalmente un’ingenuità di “Double J”, ma questo non cambiava il verdetto: Aldo Montoya aveva battuto il campione Intercontinentale! Quando i due si riaffrontarono stravolta non ci fu paragone, con Jarrett che prevalse nettamente sul portoghese, ma la sua credibilità come campione rimaneva fortemente compromessa…

Se Jarrett nonostante qualche inciampo si confermò assoluto campione, lo stesso non fu per Bull Nakano, che dopo essere stata fuori da WrestleMania XI difese la cintura femminile a RAW contro Alundra Blayze, da cui l’aveva vinta a novembre, ma se 5 mesi prima Bull Nakano aveva beneficiato del fattore casalingo (il match si era infatti svolto a Tokyo), stavolta davanti al pubblico casalingo fu Alundra a prevalere, riprendendosi la cintura femminile! Quello che sorprese però fu quando successe dopo il match, con la nuova campionessa che venne presa d’assalto da una donna mai vista prima, di gran lunga la più grossa che si fosse mai vista in WWF. Il suo nome venne rivelato essere Bertha Faye, e il suo fu uno dei debutti più devastanti mai fatti da una donna in WWF: aveva infatti rotto il naso ad Alundra Blayze, che fu costretta ad alcune settimane di stop, mentre il destino di Bertha sembrava quello di chi poteva lasciare il segno, perché nelle settimane successive venne presa nella scuderia di Harvey Wippleman.

E visto che il periodo post-WrestleMania era sempre caratterizzato debutti e ritorni, si fece rivedere anche Pierre dei Quebecers, ormai sciolti da quasi un anno, ma con un nuovo nome che testimoniò un radicale cambio di attitudine. Il suo nome ora era Jean-Pierre LaFitte, perché aveva scoperto di essere discendente del leggendario pirata Jean LaFitte, che all’inizio dell’800 seminava il terrore tra le coste del Texas e della Louisiana. La consapevolezza di essere l’erede di uno dei pirati più famigerati della storia americana lo aveva fatto sentire più sicuro e agguerrito, come se fosse nel suo destino e nel suo DNA aspirare a ben altro, tanto che in suo omaggio indossò anche la tipica benda sull’occhio dei pirati.
E non fu l’unica novità, perché iniziò a farsi conoscere tramite una serie di vignette un altro debuttante, Hunter Hearst Helmsley. Al contrario di LaFitte, Helmsley era un aristocratico schifosamente ricco, raffinato, e incredibilmente snob proveniente dal Connecticut, che si presentava come un uomo di altissima classe e cultura. Il nome era tutto un programma: signorile, incredibilmente lungo per un wrestler, ma alla quale non rinunciò neppure di una lettera per sottolineare il suo retaggio nobiliare, per la quale guardava tutti gli altri wrestler -e il pubblico- dall’alto in basso, convinto di essere superiore per educazione, stile e status sociale. Parlava in modo formale e sofisticato, spesso correggendo o insultando chi riteneva “rozzo” (come i Bushwackers o gli Smoking Gunns), disprezzava tutto ciò che considerava di bassa classe.
Helmsley debuttò a Wrestling Challenge, arrivando sul ring con un completo elegante e il portamento rigido che prometteva già dalle sue vignette, ma l’atteggiamento da gentleman non nascose il suo stile di lotta scorretto e aggressivo, per la quale il pubblico lo fischiò sin dall’inizio.



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