Marzo 1995: Michael Jordan torna nel basket dopo un anno e mezzo da giocatore di baseball, Forrest Gump vince l’Oscar per Miglior Film, si spegne Eazy E, viene ucciso Maurizio Gucci, al cinema escono Virus Letale, L’uomo di Casa, Il Maggiore Payne, The Mangler, e Un Adorabile Testardo, mentre in radio risuona in discoteca si balla Be My Lover di La Bouche:
Nel frattempo, i campioni in WWF sono:
– Campione WWF: Diesel
– Campione Intercontinentale: Jeff Jarrett
– Campioni di coppia: gli Smoking Gunns (Bart Gunn & Billy Gunn)
– Campionessa femminile: Bull Nakano
WWF o NFL?
Se prima i pronostici di WrestleMania XI erano a favore di Diesel, con l’ingaggio di Sycho Sid come nuovo bodyguard di Shawn Michaels la situazione cambiava radicalmente. E poi non bisognava dimenticare che Diesel era stato schienato solo una volta, da Razor Ramon a SummerSlam, e il merito era stato proprio del tipico Superkick di Michaels, segno che l’Heartbreak Kid nel proprio arsenale poteva disporre delle armi giuste per schienarlo. Nessuno conosceva bene Diesel come Shawn Michaels, e nessuno conosceva bene Michaels come Diesel. Con Sycho Sid dalle sua le possibilità di Michaels erano decollate, e poi al suo angolo aveva pur sempre Pamela Anderson come utile “distrazione” per Diesel, anche se a dire il vero la bionda non sembrava particolarmente in sintonia con lui, per quanto a Michaels piacesse atteggiarsi come se smaniasse per lui.
Ma per quanto il match tra Diesel e Shawn Michaels fosse atteso, tutta l’attenzione era finita improvvisamente sulla sfida che Bam Bam Bigelow aveva lanciato a Lawrence Taylor, che ci mise poco a diventare uno degli eventi più mediatici d’America e dare una pubblicità inimmaginabile a WrestleMania XI, e non solo perché Taylor era vecchia stella dell’NFL. L’eventuale match si sarebbe giocato nel ring, il terreno di scontro di Bigelow, dove Taylor non aveva alcuna esperienza né nessun esempio a cui attingere. La WWF aveva avuto tante stelle nel corso della propria storia a scendere nel ring, ma mai da sole: il massimo esempio poteva essere Mr. T che aveva lottato insieme ad Hulk Hogan, o al massimo contro “Rowdy” Roddy Piper in un match di pugilato (disciplina in cui era ben più esperto dello scozzese), ma nessuno era mai salito sul ring con una superstar della WWF uno contro uno. Sarebbe stato anche solo un suicidio pensarlo, eppure Taylor stupì tutti, perchè decise di accettare la sfida di Bigelow per WrestleMania XI!

Molti espressero seri dubbi riguardo la tenuta di Lawrence Taylor contro uno dei colossi più agili e temibili della WWF. Fu scettico persino Ernie Ladd, l’uomo che più di tutti poteva definirsi il ponte tra i due mondi: Ladd negli anni ‘60 era stato sia un giocatore di football professionistico che un wrestler affermato, seguendo poi unicamente la carriera di wrestler negli anni ‘70 e lottando contro leggende come André the Giant, Dusty Rhodes, e Bobo Brazil… tutti nomi a cui aveva tenuto testa con l’allenamento e un’applicazione totale, tutte cose che uno come Taylor, che non era mai salito su un ring in vita sua, non era certo avrebbe avuto. Certo, avendo giocato a football per tanti anni Lawrence Taylor sapeva incassare i colpi più duri, ma stavolta non ci sarebbero stati né caschi protettivi né compagni di squadra ad accorrere in suo aiuto: sarebbe stata una battaglia senza esclusione di colpi in un territorio per lui sconosciuto!

Di tutt’altro avviso era Steve McMichael, che nutriva assoluta fiducia in Taylor e legò la WWF all’NFL ancor di più presenziando persino a RAW in veste di commentatore speciale. Bam Bam Bigelow vs Lawrence Taylor era il match di cui tutta l’America parlava, tanto che i due apparvero insieme a Shawn Michaels e Diesel nella conferenza stampa ufficiale di WrestleMania XI, caratterizzata da un’atmosfera febbrile dove la tutti avevano voglia di stupire e di spingersi oltre i propri limiti era tastabile, in particolare l’Heartbreak Kid, chiamato al match più importante della sua carriera, che promise ai fan “uno show come non l’avevano mai visto”. E perché? Perché lui poteva.

La presenza di Taylor colpì nel segno e portò la pubblicità che alla WWF serviva come il pane, generando un tale buzz mediatico tale da invogliare tante stelle dello sport e dello spettacolo a partecipare a WrestleMania XI, tra cui atleti della NFL come Carl Banks, Chris Spielman, Ricky Jackson, Ken Norton Jr., Reggie White, Steve McMichael, ma anche Nicholas Turturro, Jonathan Taylor Thomas, la già annunciata Pamela Anderson, e persino l’altra grande coniglietta di Playboy, Jenny McCarthy!

Jerry “Osama” Lawler
Jerry“The King” Lawler, Owen Hart, Bob Backlund… i nemici di Bret Hart erano veramente troppi, e tutti avevano in qualche modo dato il loro contributo per tenerlo lontano dal titolo WWF. Adesso il titolo mondiale era una questione tra Diesel e Shawn Michaels, e l’Hitman sarebbe stato in disparte, con tutto il tempo di sistemare le faccende in sospeso e tornare ai vertici senza distrazioni o altri problemi. Bret Hart sapeva che per riconquistare il titolo WWF avrebbe prima dovuto affrontare tutti i suoi avversari uno per uno, così da eliminarli dalla sua vita una volta per tutte, e avrebbe iniziato proprio da Bob Backlund!

Il palcoscenico non poteva che essere WrestleMania XI, e anche stavolta tra i due sarebbe stato un match di sottomissione, ma dalle modalità molto diverse dal loro incontro di Survivor Series, perché sarebbe stato un I Quit match! Per vincere bisognava costringere l’avversario a dire le parole “I Quit”, dunque niente asciugamani, capri espiatori, o altri trucchi… stavolta il perdente si sarebbe preso tutte le responsabilità della sconfitta! Ancora una volta la Sharpshooter e la Crossface Chickenwing si sarebbero scontrate!

Avendo prenotato Backlund per WrestleMania XI, a RAW l’Hitman se la vide con suo fratello Owen in un No Holds Barred match, ossia un incontro senza alcuna squalifica da cui uscì vincitore, e ora rimaneva solo quello Jerry Lawler, che aveva toccato nuove vette di vigliaccheria affermando che Bret fosse razzista verso il popolo giapponese. Anche giunti al match, “The King” continuò a battere su quel tasto per innervosire il canadese, visto che si fece scortare dalla campionessa femminile Bull Nakano e Hakushi per dimostrare di non avere -al contrario di Bret Hart- alcun pregiudizio razziale verso i giapponesi!

Bret Hart perse il match per count out a causa di Bull Nakano, che gli trattenne una gamba mentre si trovava fuori dal ring, ma la settimana dopo a WWF Superstars una delegazione di giornalisti giapponesi consegnò a Bret Hart un premio speciale a nome di tutto il Giappone, segno che ovviamente neanche loro credevano alle ridicole illazioni di Lawler. Ma non erano dello stesso avviso Hakushi e il suo manager Shinja, che attaccarono l’Hitman davanti ai giornalisti del suo Paese, per poi lasciarlo in balia di Bob Backlund e la sua Crossface Chickenwing! Da settimane Shinja sosteneva che il suo Hakushi fosse il miglior wrestler al mondo, migliore persino del grande Bret Hart, e ora per lui era arrivato il momento di dimostrarlo anche agli americani!

A chi il titolo Intercontinentale a WrestleMania?
Da campione uscente naturalmente era sempre Razor Ramon il contendente n.1 al titolo Intercontinentale di Jeff Jarrett, e la rivincita tra i due si sarebbe svolta a WrestleMania XI. Mancava sempre meno all’evento dell’anno e Jim Cornette, grande amico di Jarrett, decise di “ammorbidire” Ramon per “Double J” mandandogli contro l’imbattuto Mantaur, ma neanche quello bastò. Per Jarrett il cammino WrestleMania XI fu invece piuttosto tortuoso: a febbraio c’era stata una sconfitta contro il campione WWF Diesel, in uno dei rarissimi scontri tra campioni in WWF, mentre a RAW affrontò il poco quotato Barry Horowitz in un match che vinse con più difficoltà di quanto non pensasse.

Horowitz lo aveva fatto sudare parecchio, tanto che lo sfidò a un rematch ma stavolta con il titolo in palio se voleva dimostrare di non essere un codardo, e ferito nell’orgoglio “Double J” accettò! Non era proprio usuale che un titolo venisse difeso pochi giorni prima di WrestleMania, ma Jarrett smaniava così tanto di zittire Barry Horowitz che si fece portare immediatamente il contratto da firmare. Ma se Jarrett firmò subito Horowitz ebbe un piccolo intoppo… perché a sorpresa venne chiuso da Bob Backlund nella Crossface Chickenwing… che poi firmò al posto suo! Jarrett era incredulo: avrebbe dovuto difendere il titolo Intercontinentale contro il 2 volte campione WWF! La cosa ovviamente non piacque a Jarrett, ma neanche a Razor Ramon, che poteva vedersi soffiare la cintura a pochi giorni dal suo match di WrestleMania XI!
Il match avvenne a Sunday Night Slam, uno show speciale indetto pochi giorni prima di WrestleMania XI, e fu uno dei rarissimi casi dove ad affrontarsi erano due heel odiati dal pubblico. Com’era prevedibile immaginarsi tra i due si intromise Razor Ramon, che attaccò Backlund alle spalle proprio quando stava per eseguire la Crossface Chickenwing, permettendo a Jarrett di mantenere il titolo per qualifica, senza quindi cambiare i programmi previsti per WrestleMania XI. Furioso con Ramon per essergli costato il titolo, Backlund lo chiuse Crossface Chickenwing, prima di essere salvato dal tempestivo intervento di Bret Hart e 1-2-3 Kid. Ora anche il “Bad Guy” poteva dormire sonni tranquilli: a WrestleMania XI il match per il titolo Intercontinentale sarebbe stato solo suo!

Una nuova “missione”
Owen Hart non partecipò più attivamente ad aiutare Bob Backlund e Jerry Lawler contro il fratello perché era troppo impegnato a individuare il partner adatto per sfidare gli Smoking Gunns per i titoli di coppia. Una decisione che andava ben ponderata, perché si stava muovendo qualcosa nella divisione di coppia, a partire dai Men on a Mission, che cambiarono radicalmente attitudine. Tutto iniziò durante un match a coppia perso contro gli Smoking Gunns, che causò nei Man on a Mission una rabbia tale che insieme attaccarono Billy & Bart Gunn proprio mentre stavano festeggiando la vittoria! Nessuno capiva il perché del gesto: Mabel & Mo erano sempre stati amati dai fan per la loro positività e la tipica solarità, dunque nessuno poteva capacitarsi di un gesto simile.
La settimana dopo i Man on a Mission tornarono su quanto accaduto, facendo mea culpa e ammettendo che si erano fatti prendere troppo dall’agonismo del match, e invitarono gli Smoking Gunns a raggiungerli sul ring affinché potessero porgergli le loro scuse. Bart & Billy Gunn raggiunsero i due, seppur con qualche riserva, ma più Mabel parlava e più sentivano che le loro scuse erano sincere, stringendogli persino la mano per seppellire definitivamente l’ascia di guerra, almeno finché a sorpresa non li attaccarono nuovamente! Stavolta non c’era nessun “agonismo” dietro cui nascondersi: i Man on a Mission avevano teso ai due un imboscata, e il loro totale cambio di attitudine non piacque neanche al loro manager Oscar, ma per Mabel e Mo se non eri con loro eri contro di loro… e attaccarono persino lui! I due sembravano irriconoscibili, ma avevano fatto la loro scelta: pur di competere per le cinture avevano deciso di passare al lato oscuro!
Intanto per la Million Dollar Corporation la resa dei conti stava arrivando: a WrestleMania XI Undertaker avrebbe affrontato King Kong Bundy, che a Royal Rumble lo aveva messo in difficoltà come pochi, mentre dopo tanto tempo che Tatanka continuava a sopravvivere a Lex Luger tramite trucchi e stratagemmi, stavolta non avrebbe potuto fuggire in nessun modo, perché dopo il loro match di febbraio (dove il nativo americano si fece volontariamente contare contare fuori dal ring) stavolta i due se la sarebbero vista a Sunday Night Slam… in uno Steel Cage match! La gabbia d’acciaio veniva calata solo per le rivalità più velenose e agguerrite, e quella tra Tatanka e Lex Luger rispondeva in pieno a questi requisiti. Era dal match tra Hulk Hogan e Big Boss Man al Saturday Night’s Main Event del maggio 1989 che uno Steel Cage match non si svolgeva fuori da un PPV, ma per tenere alla larga la Million Dollar Corporation non si poteva optare diversamente: non c’era via di fuga, né c’è spazio per gli alleati… solo vendetta!
Senza aiuti dei suoi compari, Tatanka era tutto a disposizione della furia di Lex Luger, che dopo un’estenuante battaglia si aggiudicò la vittoria grazie alla sua Bionic Elbow eseguita lanciandosi dalla seconda corda! Finalmente Lex Luger aveva dato a Tatanka la lezione che meritava da mesi, dimostrando agli uomini di Ted DiBiase di poterli benissimo contrastare, e magari anche rovinare i loro piani di conquista!



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