Gennaio 1995: va in onda il primo episodio di Hercules, in Inghilterra Eric Cantona fa parlare di sé per un calcio a un tifoso avversario, al cinema escono Highlander 3, Prima Dell’Alba, Ritrovarsi, e L’università Dell’Odio, e in tutte le discoteche si balla la celebre Scatman di Scatman John:

Nel frattempo, i campioni in WWF sono:

Campione WWF: Diesel

Campione Intercontinentale: Razor Ramon

Campioni di coppia: (vacanti)

Campionessa femminile: Bull Nakano

L’anno di Diesel?

L’annunciata presenza di Pamela Anderson a Royal Rumble aveva fatto scattare tutti sull’attenti. Tutto il roster della WWF faceva la fila per poter attaccare bottone con lei, e la sua segreteria telefonica sembrava esplodere per le decine di messaggi che riceveva, ma solo uno avrebbe avuto l’onore di avvicinarsi davvero a lei, perché il suo ruolo nell’imminente PPV venne presto chiarito: sarebbe stata presente per dare un occhiata ravvicinata al vincitore del Royal Rumble match… perché 3 mesi dopo lo avrebbe scortato nel ring nel suo match per il titolo WWF a WrestleMania XI!

La magnetica presenza della bagnina di Baywatch avrebbe messo sulla WWF molti più occhi, ma era anche sintomo del disperato bisogno di pubblicità che la WWF cercava: la federazione infatti non se la passava più bene come una volta, soffrendo l’inarrestabile ascesa della rivale WCW, e per mantenere alto l’interesse nell’ultimo anno aveva costantemente fatto appello alla presenza di VIP e personalità dello spettacolo come non accadeva da tanti anni: gli ultimi a “salire a bordo” erano stati Chuck Norris a Survivor Series e la stessa Pamela Anderson, ma a Royal Rumble ci sarebbe stato anche l’ex linebacker dei New York Giants Lawrence Taylor, mentre al King’s Court di Jerry “The King” Lawler per festeggiare il secondo anniversario di RAW fu ospite addirittura William Shatner, il mitico capitano Kirk di Star Trek. Shatner non aveva alcuna stima di Lawler, tanto che gli riservò parole non proprio lusinghiere che scaldarono gli animi, riuscendo anche a difendersi da solo stendendo “The King” con alcune delle tipiche mosse del capitano Kirk, finché a guardargli le spalle non arrivò Bret Hart, che evitò ogni rappresaglia verso l’attore.

Ma alla fine dei conti, VIP o meno, il compito di tenere a galla la WWF era sempre compito dei suoi uomini, e dopo il 1993 dominato da Yokozuna, e il 1994 che aveva consacrato Bret Hart, il 1995 sarebbe potuto essere l’anno buono per Diesel per entrare nel pantheon della new generation e portare il peso della federazione sulle sue possenti spalle. “Big Daddy Cool” era sicure di avere i mezzi per diventare il volto della WWF, ma non si sentì arrivato, perché sapeva che a Royal Rumble avrebbe difeso la cintura contro l’uomo che nell’ultimo quinquennio l’aveva detenuta più di chiunque altro (coi suoi 2 regni Bret era stato campione WWF per ben 422 giorni totali, un risultato nell’ultimo decennio secondo solo ad Hulk Hogan e Randy Savage!), bramoso di riprendersi ciò che era suo. A dirla tutta Diesel disse di vedere un Bret Hart persino diverso da quando aveva perso il titolo WWF: più cupo, disilluso, agguerrito, che si era persino fatto crescere un pò di barba, e che si rese protagonista di gesti inconsueti come un heel qualsiasi, come quando intervenne nel match tra Owen Hart e Razor Ramon per il titolo Intercontinentale, attaccando il fratello e facendo mantenere la cintura al “Bad Guy” per squalifica.

Ospite all’Heartbreak Hotel di Shawn Michaels, l’Hitman parlò proprio della nuova versione di sé stesso, rimarcando tutti i cambiamenti dell’ultimo anno per lui. Nel 1994 appena concluso il nome di Bret Hart era diventato conosciuto come non mai: a Hollywood aveva recitato nella serie Lonesome Dove, ottenuto un piccolo ruolo su Assassini Nati di Oliver Stone (anche se la sua scena era stata tagliata dal montaggio finale), stretto amicizia con William Shatner, e a livello imprenditoriale si era messo in moto con la fondazione dei Calgary Hitmen, squadra giovanile di hockey nominata così in suo onore… tutte cose che per cui Shawn Michaels giunse alla conclusione che Bret Hart si stava lasciando andare perché la sua testa non era più concentrata unicamente sul wrestling.

Naturalmente l’Hitman smentì categoricamente questa teoria, confermando che tutte le sue energie erano impiegato solo alla riconquista del titolo WWF, ma qualcuno era comunque convinto che Bret Hart si stesse “arrugginendo”, tra cui Jeff Jarrett, che lo sfidò a un match dopo quanto successo al King’s Court tra William Shatner e Jerry Lawler, con cui aveva un profondo legame: erano entrambi di Memphis, e soprattutto “The King” era amico fraterno di suo padre Jerry, dunque non poteva permettere che potessero accadere senza conseguenze scene come quella. Bret Hart e Jeff Jarrett si affrontarono a RAW, e se “Double J” che al suo angolo ebbe il suo solito roadie, Bret beneficiò di William Shatner, che a dispetto dell’età tenne a bada l’aiutante di Jarrett, mantenendo la contesa equilibrata e permettendo all’Hitman di vincere.

Sconfitta o meno, “Double J” era sicuramente nel miglior momento da quando era giunto in WWF: Razor Ramon aveva accettato la sua sfida a mettere il suo titolo Intercontinentale in palio a Royal Rumble, da poco aveva un fedele roadie che lo seguiva fedelmente a bordo ring, e la sua carriera musicale sembrava finalmente sul punto di decollare, tanto che a RAW decise di “deliziare” i fan con la sua prima esibizione live in uno show WWF. Le cose non andarono per il meglio: il check fu un disastro, e il riflettore che doveva illuminarlo non funzionò, e Jarrett si rifiutò di esibirsi in quelle condizioni. O forse semplicemente aveva fatto tutto apposta per nascondere l’assoluta mancanza del talento musicale che sosteneva di avere.

Il disastroso concerto di Jarrett

La spola di Jarrett tra il wrestling e la musica ispirò altri con le stesse passioni a fare lo stesso, tra cui uno dei nuovissimi debutti della WWF, che parlò di questa sua passione nelle sue vignette di presentazione. Musicalmente non veniva dal country come“Double J” ma dal rock, un connubio che nell’ultimo decennio era ormai più che assodato, tanto che si diede il nome di battaglia di Man Mountain Rock, in omaggio a Man Mountain Dean, uno dei wrestler più popolari degli anni ‘20 e ‘30.

Per quanto bizzarro però, Man Mountain Rock non era l’elemento più strambo appena arrivato in WWF, perché il primato era sicuramente di Mantaur, un lottatore che si presentava vestito da minotauro! Come il mitologico animale, Mantaur era possente e molto forte fisicamente, accumulò anche una discreta serie di vittorie, affrontando persino il campione Intercontinentale Razor Ramon.

L’unica cosa più improbabile di Mantaur fu il risvolto che ebbe la rivalità tra Harvey Wippleman e Howard Finkel, che sfociò a RAW in un inedito Tuxedo match, una stipulazione umoristica in cui entrambi i partecipanti dovevano indossare uno smoking, dove l’obiettivo non era schienare o sottomettere l’avversario, ma strappargli completamente lo smoking di dosso, lasciandolo in mutande davanti al pubblico. Wippleman cercò di dominare approfittando della sua maggiore “esperienza da manager”, ma Finkel, spinto dal tifo del pubblico, reagì con energia inaspettata e tolse a Wippleman ogni parte dello smoking, chiudendo così uno dei match più grotteschi che si fossero mai visti.

Il “match” tra Harvey Wippleman e Howard Finkel

Una serata da un milione di dollari

Il torneo per l’assegnazione delle cinture di coppia intanto entrò nel vivo, e se non fu una sorpresa per nessuno vedere la Million Dollar Corporation (rappresentata da Bam Bam Bigelow & Tatanka) arrivare fino alle finale, a stupire in positivo fu la nuova coppia formata da 1-2-3 Kid & Bob Holly, che battendo i Well Dunn e gli Heavenly Bodies si guadagnò il diritto di giocarsi le cinture con gli uomini di Ted DiBiase. Royal Rumble poteva dunque essere la grande serata della Million Dollar Corporation: Irwin R. Schyster avrebbe affrontato Undertaker, Bam Bam Bigelow & Tatanka avrebbero lottato per le cinture di coppia, mentre per il Royal Rumble match DiBiase puntòtutto su King Kong Bundy, individuando in lui l’eletto ideale per prendersi il main event di WrestleMania XI. Ma se c’era una speranza di fermare il gruppo di Ted DiBiase quella era sempre Lex Luger, che trovò un prezioso alleato in British Bulldog: i due si avvicinarono nell’ultimo RAW del 1994, quando l’inglese fu impegnato in un match contro Tatanka, con Luger che lo protesse dagli interventi della Million Dollar Corporation. Insieme, fecero fronte comune contro Bam Bam Bigelow & Tatanka in un Tag Team match la settimana dopo finito per doppio count out, con la rissa tra i quattro che venne a malapena sedata dagli arbitri.

Ma a dare una lezione ai due a Royal Rumble invece sarebbe spettato a 1-2-3 Kid & Bob Holly, che però non dimenticarono gli Smoking Gunns, verso cui erano “debitori”: nel torneo infatti era prevista la presenza di Bart & Billy Gunn, ma un infortunio rimediato da Bart li costrinse a dare forfait, cedendo a loro il posto: 1-2-3 Kid promise dunque che semmai avessero conquistato le cinture, i primi a cui avrebbero concesso un match titolato sarebbero stati proprio i due cowboy!

22/1/1995 – Royal Rumble 1995

Il USF Sun Dome di Tampa, Florida fu la sede dell’evento, che avrebbe anche sancito i primi passi verso WrestleMania XI, e ad aprire la serata fu il match per il titolo Intercontinentale tra Razor Ramon e Jeff Jarrett, carico per la serata più importante della sua carriera. “Double J” si aggiudicò il match, ma non come sperava: con una brutta caduta fuori dal ring Razor Ramon si infortunò al ginocchio e perse per count out, mantenendo così la cintura. Jarrett naturalmente non la prese bene, e mentre Ramon se ne tornava nel backstage gli diede del coniglio che doveva ricorrere a certi mezzucci per mantenere la cintura! Il “Bad Guy” i primis non si sentiva soddisfatto ad aver mantenuto il titolo così, e nonostante il ginocchio malandato per zittire Jarrett una volta per tutte acconsentì a far ripartire il match! Fu una decisione di indubbio coraggio, ma non affatto conveniente, perché appena Ramon sollevò Jarrett per la Razor’s Edge il suo ginocchio cedette definitivamente, con “Double J” che ne approfittò per schienarlo, e Ramon non fece nulla per opporsi onde evitare che il ginocchio peggiorasse… Jeff Jarrett era il nuovo campione Intercontinentale!

Seguì poi il primo match che avrebbe rivelato se quella sera la serata fortunata della Million Dollar Corporation: quello tra Undertaker e Irwin R. Schyster. Naturalmente nessuno pensava che IRS potesse impensierire il Becchino, ma c’era un fattore da considerare: i druidi corrotti di cui IRS disponeva, presumibilmente guidati dalle stesse forze oscure di Undertaker. La vittoria andò proprio a Undertaker grazie a una Chokeslam, che riuscì anche a tenere testa all’attacco dei druidi avvenuto subito dopo. Caduti loro, Ted DiBiase mandò contro Undertaker King Kong Bundy, che si dimostrò molto più all’altezza del compito: non solo mise KO Undertaker, ma diede anche la possibilità a Irwin R. Schyster di impadronirsi della sua sacra urna! Ora non solo la Million Dollar Corporation aveva trovato in Bundy la pedina ideale contro il Becchino, ma aveva anche rubato la fonte dei suoi oscuri poteri!

IRS si impadronisce dell’urna, mentre Bundy tiene impegnato Undertaker

Successivamente si sarebbe deciso un pezzettino del main event di WrestleMania XI, perché fu il turno del match per il titolo WWF tra Diesel (che si presentò con una nuova musica d’ingresso) e Bret Hart. Nonostante la loro differenza di stazza e stile di lotta, si rivelò un grandissimo match, anche migliore del loro primo incontro di 6 mesi prima, anche se come tutti avevano già notato nelle settimane precedenti Bret Hart apparì molto diverso dal solito: era particolarmente aggressivo, ossessionato dalla vittoria, e pronto a tutto pur di riprendersi la cintura.

Nel corso del match l’Hitman fece cose piuttosto inusuali vista la sua rinomata correttezza: lottò ai limiti del regolamento, finse infortuni per prendere Diesel alla sprovvista, e usò addirittura una sedia d’acciaio sotto gli occhi dell’arbitro, che però vista l’importanza del match scelse di non squalificarlo. Per tutto il match l’arbitro Hebner optò per un’alta tolleranza, forse persino eccessiva, visto che presto la situazione sfuggì dal controllo: dopo qualche minuto Diesel colpì Bret Hart con la Jackknife Powerbomb, ma a salvarlo e interrompere il conto arrivò Shawn Michaels, e poco dopo successe lo stesso a parti invertite, con Owen Hart che intervenne per liberare Diesel dalla Sharpshooter.

In entrambi i casi l’arbitro decise di non squalificare nessuno facendo sempre ripartire il match, ma capita l’antifona il match divenne sempre più aggressivo da parte di entrambi, ancor di più quando l’arbitro venne messo involontariamente KO, che invitò a far accorrere in massa tutti quelli che avevano gravitato intorno a loro negli ultimi mesi: Bob Backlund, Jeff Jarrett, e nuovamente Shawn Michaels e Owen Hart! L’arbitro Hebner si era preso parecchie responsabilità nel corso del match, ma quello era troppo anche per lui, e decretò il pareggio. Finito il match, Bret Hart e Diesel si allearono per fare piazza pulita del ring, e sbollito l’agonismo si ricordarono del rispetto reciproco che provavano, che non poteva essere messo a rischio per così poco: il match aveva fatto realizzare a entrambi che avevano troppi nemici per non darsi una mano a vicenda.

Nonostante tutto, il rispetto tra i due rimane

Seguì poi il match per i vacanti titoli di coppia tra Bam Bam Bigelow & Tatanka e 1-2-3 Kid & Bob Holly, che pur sapendo di avere tutti i pronostici contro lottarono con tutto ciò che avevano. Forse non avevano le credenziali dei loro avversari, ma di certo avevano più coordinazione tra loro, e proprio questo fu decisivo: nelle fasi finali del match infatti Bigelow salì sul paletto per eseguire la sua famigerata Moonsault su 1-2-3 Kid, ma Tatanka non se ne accorse, e correndo sulle corde per colpire 1-2-3 Kid a suo volta sbilanciò il partner, che cadde battendo violentemente la testa. Ripresi i sensi, 1-2-3 Kid si allungò per schienare Bigelow, dando al suo team la nomina di nuovi campioni di coppia!

I nuovi campioni di coppia

Farsi schienare da uno scricciolo come 1-2-3 Kid per Bam Bam Bigelow era stata un’autentica umiliazione, e le risate che il pubblico si faceva alle sue spalle non fecero che innervosire il gigante di Asbury Park ancora di più, soprattutto quelle dell’ex stella dell’NFL Lawrence Taylor, presente tra il pubblico. Bigelow si avvicinò verso Taylor, con quest’ultimo che gli offrì persino una stretta di mano per sdrammatizzare, ma questo fece arrabbiare Bigelow ancora di più, tanto che lo spintonò!

L’entourage di Lawrence Taylor dovette sforzarsi non poco per impedire all’ex NFL di scavalcare le transenne e fare a pezzi Bigelow, che se ne tornò nel backstage come se nulla fosse. Si trattava di un unicum: la WWF aveva ospitato tante volte VIP e personalità importanti, ma nessuno aveva mai osato mettergli le mani addosso come Bam Bam Bigelow, che difficilmente non avrebbe avuto conseguenza su quanto fatto! Dopodiché, fu finalmente il momento del match più atteso: il Royal Rumble match! Ad annunciarne l’inizio fu l’ingresso della madrina dell’evento, Pamela Anderson, che si mise a bordo ring per assistere a chi avrebbe accompagnato a WrestleMania XI.

Pamela Anderson, la madrina della Royal Rumble

I primi a partire furono Shawn Michaels e British Bulldog, ma la prima cosa che si notò era un piccolo cambiamento  del regolamento che aveva velocizzato i nuovi ingressi, che stavolta furono ogni 60 secondi invece dei soliti 90. La nuova formula riuscì in parte a sopperire al fatto che questa si rivelò una Royal Rumble decisamente poco elettrizzante, se non la meno entusiasmante che si fosse vista. La causa principale era nei contendenti, perlopiù midcarder e coppie che dotarono il match di poco starpower: la maggior parte dei grandi nomi era già stata impegnata negli altri match della serata, e la maggior parte dei partecipanti (come i Bushwackers, gli Heavenly Bodies, Doink, Mantaur, i Man on a Mission, Aldo Montoya, gli Headshrinkers, Kwang, Duke Droese, gli Smoking Gunns) non era proprio allettante da immaginare nel main event di WrestleMania, anche se ad aggiungere curiosità al match ci furono situazioni come i ritorni eccellenti di Rick Martel e Crush, l’apparizione a sorpresa di Dick Murdoch, o il primo grande palcoscenico dei Blu Brothers, una nuova colossale coppia che aveva debuttato pochi giorni prima del PPV.

Il primo grande nome ad aggiungere un pò di blasone fu Owen Hart, che neanche entrò nel ring perché fu attaccato da Bret Hart, che neanche partecipava al match! Dopo quanto accaduto nel match con Diesel l’Hitman aveva deciso di smettere di giocare pulito, a costo di fare gesti che non avrebbe mai fatto prima! Ci fu anche spazio per il confronto tra due dei più grandi giganti della WWF, ossia King Kong Bundy e Mabel, dove ad avere la meglio fu Mabel, che eliminò Bundy rovinando i sogni della Million Dollar Corporation, anche se ciò che stupì maggiormente furono le prestazioni di Shawn Michaels e British Bulldog: nuovi wrestler entravano, altri uscivano, ma loro rimanevano, resistendo a tutto e tutti nonostante fossero stati i primi a entrare.

Shawn Michaels e British Bulldog, veri mattatori del match

Ma le cose cambiarono radicalmente con l’ingresso di Lex Luger, che diede un’accelerata eliminando il colossale Mabel, Mantaur, Henry Godwinn, e persino Bob Backlund, che nonostante detenesse il record assoluto di permanenza della Royal Rumble stavolta resistette appena 16 secondi, perché prima ancora di entrare fu attaccato anche lui da Bret Hart! L’Hitman era stanco di fare la parte del bravo ragazzo che si faceva fregare a chi era più malizioso di lui, e dopo Owen decise di restituire pan per focaccia agli uomini che più lo avevano tormentato nell’ultimo anno! Anche dopo la sua eliminazione, Backlund e Bret Hart continuarono a lottare furiosamente, lasciando la Royal Rumble alle sue ultime fasi, dove i final four furono Shawn Michaels, British Bulldog, Lex Luger, e Crush!

Ma quando sia Luger che Crush vennero eliminati e rimasero solo Michaels e British Bulldog successe qualcosa di storico: non era mai accaduto che i primi a iniziare fossero anche i primi a finire! Esausti, lo scontro in solitaria tra i due non durò molto, con l’inglese che scaraventò l’Heartbreak Kid fuori dal ring con una Clothesline! A quel punto era chiaro chi avesse vinto: nell’arena risuonò Rule Britannia e British Bulldog andò sul paletto per celebrare la vittoria più grande della sua carriera, finché non spuntò fuori Michaels che lo fece cadere fuori dal ring! L’arbitro a quel punto chiamò la campana, dichiarando Shawn Michaels vincitore! Il pubblico sembrava confuso: la musica trionfale di British Bulldog era partita, e tutti avevano visto Michaels oltre la terza corda, ma a fare chiarezza fu il microfono di Howard Finkel. A salvare Michaels era stato un piccolo ma importante dettaglio del regolamento: una volta scaraventati oltre la terza corda si era eliminati solo se entrambi i piedi toccavano il pavimento, mentre Michaels reggendosi alle corde aveva toccato terra solo con uno, pertanto era mai stato davvero eliminato, dunque la vittoria… era dell’Heartbreak Kid!

Shawn Michaels aveva vinto la Royal Rumble scrivendo una vera pagina di storia: era stato il primo a entrare e l’ultimo a rimanere, e ora avrebbe affrontato Diesel a WrestleMania XI! Ad aiutarlo c’era sicuramente il fatto che si fosse trattato della Royal Rumble più corta di sempre (appena 38 minuti), ma questo non sminuiva minimamente la sua vittoria, perché l’Heartbreak Kid era stato protagonista di ben 8 eliminazioni (solo Hulk Hogan aveva fatto di meglio, eliminandone 10 nel 1989), e soprattutto di una vittoria che era una questione innanzitutto di testa: entrare col numero 1 avrebbe scoraggiato chiunque, ma non Michaels, che non desiderava altro che strappare al suo ex amico il titolo WWF! Shawn Michaels sarebbe dunque andato dritto nel main event di WrestleMania XI, mentre Pamela Anderson salì sul ring per celebrare insieme a lui una vittoria impronosticabile, con la consapevolezza che la prossima volta non avrebbe scortato solo il vincitore della Royal Rumble, ma forse il prossimo campione WWF!

RAW

Nessuna scusa

Royal Rumble aveva lasciato tanti spunti, ma ciò che aveva fatto più discutere era quanto successo tra Lawrence Taylor e Bam Bam Bigelow, che aveva fatto fare una figuraccia alla WWF proprio quando la federazione già non navigava in buone acque. Nessuna personalità di spicco sarebbe più venuta a uno show WWF se sapevano che c’era il rischio di venir importunati da uno dei propri atleti, pertanto Bigelow fu sospeso senza paga per 30 giorni, con una sola possibilità di essere reintegrato: si sarebbe dovuto scusare pubblicamente. La settimana dopo un inedito Bam Bam Bigelow in abito elegante si collegò via satellite, ma non sembrò intenzionato a porre le sue scuse: la squalifica sarebbe finita comunque, e non aveva intenzione di farla passare liscia così facilmente a Taylor, cogliendo invece l’occasione per non mostrare il minimo pentimento per quanto successo a Royal Rumble.

Bam Bam Bigelow non mostra il minimo pentimento

Royal Rumble aveva anche lasciato ai posteri dei nuovi campioni di coppia, 1-2-3 Kid & Bob Holly, che come promesso diedero subito agli Smoking Gunns un match per le cinture. A neanche 24 ore da una delle migliori serate della loro carriera, i nuovi campioni ebbero l’ingrato compito di difendere i titoli contro una delle coppie più preparate e difficili da affrontare, e infatti alla fine dovettero soccombere alla maggior esperienza degli Smoking Gunns, che si aggiudicarono per la prima volta i titoli!

Per 1-2-3 Kid & Bob Holly però non era tutto perduto: visto che erano stati così sportivi da concedergli subito un match, gli Smoking Gunns fecero altrettanto, dandogli la possibilità di rifarsi già la settimana dopo. Stavolta però andò persino peggio, perché 1-2-3 Kid nel tentativo di lanciarsi dalla terza corda su Billy Gunn atterrò malamente sul collo, senza più essere in grado di rialzarsi. Quelli che seguirono furono attimi di panico: 1-2-3 Kid sembrava privo di sensi e in stato catatonico, e il match venne subito fermato per accertamenti medici, mentre tutti rimasero col fiato sospeso. Stavolta in palio c’era più di un semplice match, perché nessuno aveva mai visto un atleta ridursi così su un ring WWF…

L’infortunio di 1-2-3 Kid non lascia ben presagire

Lascia un commento

In voga