Dicembre 1994: in tutte le sale giochi arriva Tekken, Frank Sinatra si esibisce in concerto per l’ultima volta, in Giappone la Sony lancia la prima PlayStation, la Russia invade la Cecenia, in Brasile Rod Stewart con 3,5 milioni di persone tiene il concerto gratuito con più affluenza della storia, Hristo Stoichkov vince il Pallone d’Oro, il Times elegge il Papa Giovanni Paolo II “Persona dell’Anno”, al cinema escono Street Fighter, Richie Rich, Scemo & Più Scemo, Ciao Julia Sono Kevin, e Piccole Donne, mentre il Natale è caratterizzato da All I Want For Christmas Is You di Mariah Carey:

Nel frattempo, i campioni in WWF sono:

Campione WWF: Diesel

Campione Intercontinentale: Razor Ramon

Campioni di coppia: (vacanti)

Campionessa femminile: Bull Nakano

A tutto Diesel

Diesel era il nuovo centro di gravità della WWF, il nuovo eletto della new generation, almeno finché Bret Hart non avesse reclamato il suo diritto al titolo WWF, e Bob Backlund non poteva farci niente: stavolta la sconfitta era stata schiacciante, e non poteva incolpare nessuno, se non sé stesso. Non c’era un Arnold Skaaland con cui prendersela, perché Diesel gli era piombato addosso inesorabilmente, e si sarebbe dovuto fare nuovamente da parte, perché il ritorno dell’Hitman non si fece attendere, annunciando che avrebbe optato per affrontare Diesel al primo grande evento del 1995… Royal Rumble! Per Bret Hart sarebbe stato come spuntare l’unica casella che gli era rimasta: nei suoi 8 lunghi mesi di regno l’unico che non era riuscito a battere era stato proprio Diesel, visto che nel loro scontro di King of the Ring aveva mantenuto la cintura solo per squalifica.

Bob Backlund era naturalmente fuori di sé: da campione WWF avrebbe voluto condurre l’America verso una nuova era di moralità e rigore, ma tutto gli era stato strappato via da Diesel -per la rabbia in un’edizione del King’s Court lo chiamò addirittura col suo vero nome, Kevin Nash- per poi farsi nuovamente scavalcare da Bret Hart. c’era solo una cosa che Backlund poteva fare per riprendersi la cintura: vincere il Royal Rumble match, visto che per il terzo anno consecutivo sarebbe valso il main event di WrestleMania, una posta in palio ormai diventata tradizione.

Per l’Hitman non era un momento facile: la Crossface Chickenwing di Bob Backlund lo aveva ridotto male, aveva perso il titolo, e quello sarebbe stato il primo Natale senza Owen, ma il 1995 che si sarebbe aperto con un match che lo avrebbe riportato in carreggiata, e Bret si disse rassicurato dal fatto che la cintura perlomeno fosse finita in mano a un uomo che non fuggiva dalle sfide. Anche per questo il pubblico cambiò velocemente opinione su Diesel: dopo averlo visto per tanto tempo come un bodyguard senza scrupoli, ora era concepito come gigante buono affamato di sfide, che libero da Shawn Michaels poteva scaldare gli animi ed ergersi a nuovo idolo dei fan. 

Al contrario, Shawn Michaels non sopportava l’idea che Diesel avesse conquistato il titolo WWF prima di lui: era stato lui a portarlo in WWF, e non sarebbe stato nessuno se l’Heartbreak Kid non lo avesse messo sulla mappa, in altre parole Diesel gli doveva tutto, e avrebbe fatto ogni cosa necessaria per mettergli i bastoni tra le ruote. Intanto Michaels continuava a condurre con la solita arroganza il suo Heartbreak Hotel dove ospitava e adulava gli elementi più scorretti e spregevoli della federazione. Tra gli ospiti “ben accetti” del talk show ci fu Jeff Jarrett, che sfruttò il microfono di Michaels per lanciare una sfida a Razor Ramon per il titolo Intercontinentale. “Double J” si sentiva più che pronto dopo un anno importante: in 12 mesi di WWF aveva ormai accumulato l’esperienza necessaria, aveva espanso le sue conoscenze nel mondo musicale, e sempre più persone volevano lavorare con lui, come il suo roadie personale che presentò all’Heartbreak Hotel (e di cui aveva talmente poca considerazione da non ricordarne neanche il nome, tanto da chiamarlo semplicemente “The Roadie”).

Shawn Michaels con Jeff Jarret (e il suo fedele roadie)

Ma la più grande conseguenza della separazione tra Diesel e Shawn Michaels erano ovviamente i titoli di coppia, che non venivano dichiarati vacanti da 14 anni. Per eleggere i nuovi campioni fu indetto un torneo tra 8 coppie, la cui finale si sarebbe svolta proprio a Royal Rumble, e avrebbe visto tra i partecipanti gli Headshrinkers, i Men on a Mission, Owen Hart & Jim Neidhart, gli Heavenly Bodies, i Bushwackers, i Well Dunn, e la nuova coppia formata da 1-2-3 Kid & Thurman “Sparky” Plugg (che nel frattempo aveva iniziato a combattere col nome di “Bob Holly”), mentre la Million Dollar Corporation in sua rappresentanza scelse Bam Bam Bigelow & Tatanka.

Gli uomini preferiscono le bionde

Se Bigelow & Tatanka sarebbero stati impegnati nel torneo, occuparsi di Undertaker sarebbe stato compito di Irwin R. Schyster: la Million Dollar Corporation voleva farla pagare al Becchino per aver sconfitto il falso Undertaker di Ted DiBiase a SummerSlam, e Schyster fu più che lieto di prendersi l’incarico, viste le accuse mosse verso Undertaker il mese prima, dove lo accusava di essere un evasore che non versava alcun tributo sulle sue lapidi. Il potere burocratico di cui disponeva IRS era così illimitato che riuscì persino a corrompere i druidi di Undertaker, che iniziò a usare come bracci destri durante i suoi match.

I druidi corrotti da IRS

Sembrava impossibile che i soldi potessero avere più influenza sui druidi di Undertaker che il suo potere mistico, ma durante un match tra IRS e Lex Luger venne svelata la vera natura dei druidi, perché Luger riuscì a smascherarne uno, che si rivelò essere Tatanka! Schyster non possedeva nulla di Undertaker dunque: i druidi non erano altro che uomini della Million Dollar Corporation mascherati per confondere Undertaker, che avrebbe presto affrontato IRS a Royal Rumble!

Di certo IRS non avrebbe beneficiato dell’aiuto di Yokozuna, che dopo il Casket match di Survivor Series non si fece più vedere. Dopo un 1993 dominato in lungo e in largo, il 1994 del polinesiano non era stato proprio entusiasmante, nonostante il suo curriculum fosse uno dei più impressionanti: era ancora il più giovane campione WWF di sempre, il wrestler più pesante della storia della federazione, uno dei pochi ad aver schienato Hulk Hogan, nonché l’unico -insieme a Sid Justice- ad essere mai uscito dalla sua Leg Drop, m da WrestleMania X le cose erano precipitate: prima aveva perso il titolo contro Bret Hart, poi era seguito un incontro di sumo perso contro Earthquake a minare ulteriormente minato le sue certezze, e infine il ritorno di Undertaker dalla morte, che aveva fatto emergere tutte le sue paure e incertezze. Yokozuna non incuteva più il terrore di prima, e il suo manager Jim Cornette gli fece quindi prendere un periodo di pausa, così da ricaricarsi e tornare più forte e temibile che mai!

Yokozuna, momentaneamente fuori, ma non per questo fuori dai giochi…

L’attesa per Royal Rumble era già alle stelle, e divenne persino più focosa quando la WWF annunciò che l’evento avrebbe visto la presenza di… Pamela Anderson! Se avere Chuck Norris a Survivor Series poteva sembrare un colpaccio, questo lo era ancora di più: Pamela Anderson non solo era la stessa di Baywatch, ma la più sexy, discussa, famosa, e corteggiata donna del mondo! Che ruolo avrebbe avuto era ancora un mistero, ma la bionda più ambita d’America in un mondo prettamente maschile e testosteronico come quello del wrestling avrebbe potuto seminare vera discordia, ed era solo questione di tempo prima che l’ex coniglietta di Playboy avesse lasciato il segno su qualcuno…

Pamela Anderson è pronta a sbarcare in WWF

La new new generation

Alla fine del 1994 in WWF arrivarono nuove facce: Kama, Hakushi, ed Henry Godwinn, tutti decisamente diversi tra loro. Di questo gruppo Kama era era sicuramente quello che saltava più all’occhio: era fighter spietato e senza paura, e che si definiva “piu tosto di Mike Tyson, più minaccioso di Steven Seagal, e più veloce di Jean Claude Van Damme”, una macchina da combattimento il cui stile di lotta sembrava attingere alle emergenti arti marziali miste.

Hakushi era l’elemento più inquietante e misterioso. Proveniente dal Giappone, fu l’unico a non mostrare il volto nelle vignette di presentazione: l’unica cosa che veniva mostrata era un cielo limpido con degli anagrammi giapponesi (hakushi infatti significava “angelo bianco”), ma non appena il pubblico finalmente lo vide l’alone di mistero che lo circondava aumentò persino. La prima cosa che si notava erano i suoi tatuaggi, dei kanji sacri dipinti su tutto il corpo, ispirati alla spiritualità giapponese. Hakushi era un personaggio mistico e solenne, la cui espressione fredda e concentrata bastava a farlo prendere sul serio, ma una volta visto in azione il pubblico capì che Hakushi non era solo un look inquietante, ma un lottatore come se ne erano visti pochi in WWF, specializzato in spettacolari manovre aeree e ad alto rischio.

Henry Godwinn era invece un contadino proveniente dall’Arkansas, ma non per questo andava sottovalutato: alto 193 cm per 133 kg, con le sue misure era uno dei wrestler più imponenti del roster, e sebbene potesse ricordare un pò Hillbilly Jim, a differenza di quest’ultimo era tutt’altro che affabile. Al contrario, Godwinn era un rozzo allevatore di maiali che rovesciava sugli avversari la sbobba che dava da mangiare ai suoi animali per umiliarli, e non sembrava avere particolare interesse a piacere al pubblico.

Tanto nuovi volti, ma nessuno che però sembrasse stimolare Harvey Wippleman, da troppo tempo ormai ai margini della federazione. Nel corso della sua carriera Wippleman era stato il manager di alcuni dei wrestler più imponenti della storia della WWF: Sid Justice, Kamala, Giant Gonzalez, Kwang, Mr. Hughes, Adam Bomb… tutti passati per lui, chi con più fortuna, chi con meno, ma ora la frustrazione di non avere più un cavallo vincente lo portò a prendersela addirittura col ring announcer Howard Finkel, accusandolo di annunciare male sia lui che i suoi assistiti (per cui aveva espresso contrarietà già a WrestleMania X). Finkel era in WWF dal 1979, e nessuno aveva mai avuto da ridire sul suo eccellente lavoro, dunque Wippleman era veramente disperato per arrivare a prendersela con un tale professionista, ma per “The Fink” aveva poco da fare: pur essendo solo un ring announcer per la prima volta avrebbe dovuto prendere di petto la situazione e risolverla alla vecchia maniera, come solo i lottatori che era solito annunciare facevano… ossia nel ring!

Il primo rimprovero di Wippleman, risalente a WrestleMania X

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