Ottobre 1994: debutta il celebre cartone Gargoyles, al cinema escono Pulp Fiction, Stargate, Clerks, Pallottole su Broadway, Nightmare: Nuovo Incubo, Benvenuti a Radioland, e Piccoli Campioni, mentre in radio risuona 7 Seconds di Youssou N’Dour & Neneh Cherry:

Nel frattempo, i campioni in WWF sono:

Campione WWF: Bret Hart

Campione Intercontinentale: Razor Ramon

Campioni di coppia: Diesel & Shawn Michaels

Campionessa femminile: Alundra Blayze

Il signor Backlund

Dopo il loro faccia a faccia al King’s Court, British Bulldog e Jim “The Anvil” Neidhart si affrontarono a RAW in un match dove ai rispettivi lati ci furono Bret e Owen Hart. Il match però prese una piega inaspettata a causa di Bob Backlund, che si presentò davanti all’Hitman per reclamare una nuova opportunità al titolo WWF! Bob Backlund (o meglio, Mr. Backlund, come pretendeva di farsi chiamare) infatti non era più disposto ad aspettare a lungo un nuovo match al titolo WWF, che ormai era diventata una vera e propria ossessione, e aveva già dimostrato di avere seri problemi di controllo della rabbia quando si parlava dell’argomento. Iniziò persino a sfoggiare un nuovo e cortissimo taglio di capelli, simile ai capelli che aveva quando perse il titolo contro Iron Sheik nel 1983, quasi volesse dare un senso di continuità con quella famigerata serata, come se gli ultimi 11 anni non fossero mai esistiti… per lui riconquistare il titolo WWF era ormai una questione vitale! Bret Hart si era sempre dimostrato disposto a dare a tutti una possibilità al titolo mondiale, ma Backlund aveva avuto la sua occasione a luglio e l’aveva fallita, e adesso era giusto che anche altri potessero lottare per la cintura.

Bob Backlund non ha intenzione di farsi indietro

E poi c’era ancora suo fratello Owen: il “King of Harts” aveva sì perso la sua occasione proprio come Backlund, ma era ancora l’unico ad aver schienato pulito l’Hitman in tutto il roster, e tra i due mancava un match risolutivo: i loro incontri di WrestleMania X e SummerSlam dicevano che erano sull’1-1, dunque lo spareggio tra i due si sarebbe disputato nell’episodio pilota di un nuovo show della WWF, chiamato Action Zone, così da lanciarlo al meglio. Arrivati allo scontro decisivo però fu Bret ad avere la meglio, anche non in modo proprio pulitissimo: l’Hitman ottenne infatti lo schienamento con un aiutino da British Bulldog, che lontano dagli occhi dell’arbitro sbilanciò Owen mentre si trovava sulla terza corda, facendolo atterrare sulle parti basse sul paletto.

Sfide al titolo mondiale, interviste, ospitate ai principali talk show della WWF come il King’s Court e l’Heartbreak Hotel… Bob Backlund era tornato al centro dei programmi WWF come non lo era neanche ai suoi tempi d’oro, il ché fece tornare d’attualità anche il nome del suo ex manager Arnold Skaaland, l’unico che Backlund ritenesse davvero colpevole per la sua perdita del titolo WWF nel lontano 1983: era stato lui infatti a gettare l’asciugamano in segno di resa quando Backlund era intrappolato nella Camel Clutch di Iron Sheik, e proprio per questo Skaaland si presentò a WWF Superstars per un’intervista con Vince McMahon.

Backlund e Skaaland nel 1983

Skaaland era stato da poco introdotto nella Hall of Fame della WWF per gli incredibili risultati ottenuti in carriera: aveva fatto parte della WWF sin dai suoi albori all’inizio degli anni ‘60, e aveva fatto da manager a tante leggende come Bruno Sammartino e appunto Bob Backlund, che considerava come un figlio, tanto che definì il lancio dell’asciugamano come la decisione più difficile e sofferta per la sua carriera, ma terribilmente necessaria, visto che ai tempi nessuno era mai uscito dalla Camel Clutch di Iron Sheik.

Nel tentativo di mettere fine alle tensioni col ragazzo con cui aveva condiviso tante gioie Skaaland gli porse persino le sue scuse, ma Backlund le rifiutò, affermando che lanciando quell’asciugamano non lo aveva salvato, ma gli aveva rovinato la vita! E senza alcuno scrupolo, a quel punto Backlund intrappolò il 69enne Skaaland nella Crossface Chickenwing! Anni prima nessuno avrebbe potuto credere che il figlio prediletto d’America, nonché esempio di lealtà e sportività come Backlund potesse cadere così in basso, attaccando persino il suo fido manager! A salvare il povero Skaaland furono un gruppo di arbitri e ufficiali, e persino Thurman “Sparky” Plugg.

Ma Backlund non si pentì di nulla: dopotutto di cosa si doveva pentire uno che non aveva mai “mangiato marijuana” (a dimostrazione di quanto Backlund fosse fuori dal mondo), né detto parolacce, né fumato? Backlund non era affatto pentito, e sarebbe spettato agli altri dargli una lezione: il primo a candidarsi fu proprio “Sparky” Plugg, che affrontò a WWF Superstars, ma anche lui dovette cedere alla Crossface Chickenwing, una mossa da cui nessuno della nuova generazione tanto ripudiata da Backlund riusciva a liberarsi, e che a RAW tra le varie vittime fece persino Adam Bomb, che nonostante la sua immensa stazza non riuscì a liberarsi.

A candidarsi per dare una lezione a Backlund ci fu anche Lex Luger, che stanco di vederlo prendersela con uomini indifesi come uno scrittore del WWF Magazine, qualche jobber, e il suo ex manager di 69 anni lo invitò ad affrontare qualcuno della sua stazza… ossia lui stesso! Luger affrontò così Backlund a RAW, ma non aveva calcolato l’intervento di Tatanka, che aiutò Backlund a chiuderlo nella Crossface Chickenwing, alla quale persino un titano come Lex Luger non riuscì a liberarsi, pur vincendo il match per squalifica!

A quel punto, finalmente libero da suo fratello Owen, fu Bret Hart a prendere in mano la situazione. Bob Backlund era pericoloso e fuori controllo, e solo lui sembrava in grado di poterlo fermare, dunque accettò la proposta: avrebbe difeso il titolo contro Backlund a Survivor Series, e in un terreno di sconto ideale per entrambi, perché si sarebbe trattato di… un Submission match! Com’era intuibile dal nome si poteva vincere solo per sottomissione: era la prima volta che il titolo WWF veniva messo in palio in un match del genere, visto che l’unico precedente risaliva a Royal Rumble 1990, dove i protagonisti furono Greg Valentine e Ron Garvin (che vinse grazie al primo esempio di Sharpshooter in WWF). Ma stavolta non sarebbe stato un mero scontro, né un semplice confronto generazionale tra eccellenze tecniche, ma anche uno scontro tra le mosse di sottomissione più devastanti di sempre… la Sharpshooter contro la Crossface Chickenwing!

Bob Backlund ha finalmente ottenuto quello che voleva

King Kong incontra Zio Paperone

C’era grande attesa per il ritorno di King Kong Bundy in WWF dopo 7 anni, ma l’entusiasmo per il ritorno di una vecchia gloria venne presto smorzato, perché al suo rientro fu accompagnato da Ted DiBiase! Neanche era arrivato che già DiBiase se l’era comprato, e ora Bundy si sarebbe aggiunto a Tatanka, Bam Bam Bigelow, Nikolai Volkoff, e Irwin R. Schyster nella Million Dollar Corporation! Non sembravano esserci limiti alle possibilità del gruppo, anche se di tutta la sua potenza di fuoco il “Million Dollar Man” sembrava aver individuato in Bam Bam Bigelow la punta di diamante su cui puntare. Il primo fronte di difesa contro il gruppo era sempre rappresentato da Lex Luger, che affrontò Bigelow a RAW con tutto il resto della Corporation a bordo ring.

Lex Luger affronta la punta di diamante della Million Dollar Corporation

Per equilibrare il match ed evitare tiri mancini verso Luger a bordo ring arrivarono Mabel e Adam Bomb (che il mese prima aveva sfidato Bam Bam Bigelow), grazie alla quale la contesa si equilibrò, tanto che a trionfare fu proprio Luger con un Roll Up! Lex Luger aveva schienato l’uomo di punta della Million Dollar Corporation, ma per quanto prestigiosa poteva essere la vittoria non poteva portare avanti questa battaglia da solo, e pertanto decise di sfidare la Million Dollar Corporation in un Survivor Series match! DiBiase aveva l’imbarazzo della scelta, ma alla fine optò solo per il meglio, con un team composto da Tatanka, King Kong Bundy, e Bam Bam Bigelow, mentre per gli ultimi due fece un accordo con Jim Cornette, che gli avrebbe prestato i suoi Heavenly Bodies! A quel punto Luger scelse con cura i suoi uomini, selezionandoli non solo per l’aiuto che gli avevano dato ma anche in base alle caratteristiche degli avversari: Mabel per poter tenere testa a King Kong Bundy, gli Smoking Gunns per contrastare la chimica di coppia degli Heavenly Bodies, e Adam Bomb, che il mese prima aveva sfidato Bam Bam Bigelow.

Re, giullari, e nani

L’atteso rematch tra Undertaker e Yokozuna sarebbe avvenuto a Survivor Series, e sotto le stesse identiche regole del loro match di Royal Rumble, perché sarebbe stato nuovamente un Casket match! All’annuncio del match, sebbene fosse l’unico che poteva vantarsi di aver battuto il Becchino nel suo match, in Yokozuna tornò il terrore al solo sentire la parola “casket”, che già a inizio anno gli aveva provocato svariati attacchi di panico. Come in precedenza Jim Cornette ridimensionò il tutto attribuendo la paura di Yokozuna alla semplice claustrofobia dovuta della bara piuttosto che al pensiero di Undertaker, ma tutti sapevano che la paura l‘ex campione WWF, perché vincere di nuovo sarebbe potuto non bastare: Undertaker sarebbe tornato dalla morte per tormentarlo ancora, e ancora, e ancora… era una battaglie senza possibilità di vittoria, perché nessuno poteva sconfiggere la morte stessa!

Il primo Casket match tra Undertaker e Yokozuna

Ma nessuno aveva dimenticato che a Royal Rumble Yokozuna aveva messo Undertaker in una bara solo grazie all’aiuto di 10 uomini, e per impedire che si ripetesse lo stesso copione la WWF assunse un arbitro speciale, ossia… Chuck Norris! La star di Walker Texas Ranger avrebbe dunque assicurato ordine, e la cosa andava presa sul serio, perché Norris non era un duro solo a Hollywood ma anche nella realtà: era infatti un esperto di arti marziali, e avrebbe allontanato a suon di calci rotanti chiunque Jim Cornette avesse provato ad assoldare!

Chuck Norris, arbitro speciale del Casket match

Per quanto potesse sembrare strano però la rivalità più duratura di tutta la WWF non era quella tra Undertaker e Yokozuna, ma tra Jerry “The King” Lawler e Doink. I primi contrasti tra i due risalivano addirittura al SummerSlam dell’anno prima, quando il clown fallì nel tentativo di sconfiggere Bret Hart per conto di Lawler, finché “The King” non lasciò momentaneamente la WWF in autunno, per poi rientrare a WrestleMania X, dopo la quale i suoi attriti con Doink riemersero tramite piccoli episodi nel corso dei mesi, come quando Doink mise una torta sulla sedia del commento di Jerry Lawler, o il più recente, in cui Lawler in una puntata di WWF Superstars di settembre bucò i palloncini di Dink.

Ma ora Jerry Lawler ne aveva abbastanza: gli scherzi che Doink e Dink iniziavano a essere troppi, e Lawler decise di rispondere per le rime presentando al King’s Court il suo ultimo rinforzo, chiamato Queasy. Come era facile intuire dal cattivo gusto di “The King”, Queasy era un nano proprio come Dink, vestito in modo da assomigliare a Lawler con tanto di corona e mantello regale, ma come ogni buon pagliaccio, Doink aveva altri assi nella manica da tirare fuori, e all’Heartbreak Hotel di Shawn Michaels presentò una vera e propria squadra di nani truccati come lui, perché a Dink si aggiunsero Pink e Wink! Ma Lawler non rimase a guardare, e assunse a sua volta altri due nani sulla falsariga di Queasy: Cheezy e Sleazy, e coi loro piccoli eserciti i due si sarebbero affrontati a Survivor Series nel più bizzarro Survivor Series match che si fosse mai disputato!

La risposta di Jerry Lawler a Doink

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