Agosto 1994: il Milan si aggiudica la Supercoppa Italiana contro la Sampdoria, al cinema escono Assassini Nati, Karate Kid 4, Scuola Di Polizia 7: Missione a Mosca, Airheads, Killing Zoe, Piccole Canaglie, e Sotto il Segno Del Pericolo, mentre il mondo conosce gli Oasis con il loro primo singolo, Supersonic:
Nel frattempo, i campioni in WWF sono:
– Campione WWF: Bret Hart
– Campione Intercontinentale: Diesel
– Campioni di coppia: gli Headshrinkers (Fatu & Samu)
– Campionessa femminile: Alundra Blayze
Il piccolo, grande Owen
Bob Backlund si era comportato in maniera assolutamente indegna del suo nome, l’esatto opposto di quello che ci si aspettava da una leggenda del suo calibro. Ma al microfono di Jerry “The King” Lawler, Backlund non mostrò il minimo pentimento per quanto fatto a Bret Hart, confermando che non si era trattato di un incontrollato scatto d’ira. Backlund infatti rivendicò il suo diritto a essere campione WWF, visto che nel suo famigerato match con Iron Sheik non aveva mai ceduto, e definì la new generation della WWF una banda di smidollati, tutte cose che lasciavano presagire che il nome Backlund sarebbe presto tornato a gravitare intorno al titolo WWF.
Ma Bret Hart doveva preoccuparsi di un problema alla volta, perché lo Steel Cage match di SummerSlam sarebbe stato il punto di non ritorno per la famiglia Hart: dopo quello ogni speranza di veder ricucire i rapporti tra Bret e Owen sarebbe tramontata per sempre. Ogni tentativo sarebbe stato inutile, perché l’unico modo di sopravvivere alla gabbia era tirare fuori il proprio lato peggiore, il più animalesco e spietato… una situazione insostenibile per tutta la famiglia Hart, tanto che Bruce, il secondogenito della famiglia Hart, irruppe in una puntata del King’s Court di Jerry Lawler con ospiti Owen e Jim “The Anvil” Neidhart per parlargli chiaramente: non avrebbe portato altri membri della famiglia dalla sua parte, perché erano tutti con Bret, speranzosi che a SummerSlam potesse dargli una lezione una volta per tutte, così da lasciare in pace la serenità familiare.

Ma Owen ormai fiutava solo il titolo WWF: aveva smesso di ascoltare la sua famiglia, e aveva smesso anche di pensare alle conseguenze dei suoi gesti. Per lui contava emanciparsi da tutti ed essere il “King of Harts”… un titolo di cui avrebbe potuto fregiarsi senza più dubbi solo in un modo: replicare quanto fatto a WrestleMania X e battere suo fratello! Owen nelle settimane precedenti allo Steel Cage match non fece che ricordare di quando lui e Bret erano piccoli, e di quando quest’ultimo insieme al padre lo maltrattava in una “gabbia” ben più temibile di quella di SummerSlam: il famigerato Hart Dungeon, che aveva sì partorito i wrestler più tosti e preparati del mondo, ma anche rovinato l’infanzia di Owen, abituandolo sin da subito a un mondo che non risparmiava i deboli. Ma ora il piccolo Owen era cresciuto, era un adulto maturo e responsabile delle sue azioni, e coi risultati ottenuti negli ultimi 5 mesi tra la vittoria di WrestleMania X e il King of the Ring era più sicuro che mai dei suoi mezzi e delle sue risorse, e avrebbe usato tutta la rabbia accumulata negli anni e tutti i ricordi più traumatici dell’Hart Dungeon contro la sua stessa famiglia!
La rabbia di Owen sembrava ormai irreversibile: il conflitto con Bret si era ormai esteso all’intera famiglia Hart, e aveva risvegliato vecchi traumi e rancori mai risolti, dunque per lui SummerSlam non sarebbe stata una banale questione di titolo WWF, ma una vera e propria catarsi per tutti i non detti tra lui e i suoi famigliari, dopo la quale (forse) si sarebbe potuto finalmente sentire non solo degno del suo cognome, ma libero da esso.
Chi è il vero Undertaker?
Per quanto bizzarro o improbabile potesse sembrare, ormai per SummerSlam era stato decretato il match tra i due Undertaker, quello di Ted DiBiase e quello (presumibilmente autentico) di Paul Bearer, che al contrario dell’altro però non si era mai mostrato fisicamente per smentire la veridicità di quello del “Million Dollar Man”. Tutti erano curiosi di vederlo, tanto che la WWF ingaggiò Frank Drebin, il celebre detective interpretato da Leslie Nielsen nella serie Una Pallottola Spuntata, per indagare su dove si trovasse Undertaker in una serie di sketch.
L’esistenza di due Undertaker sarebbe stato un grosso problema anche per Yokozuna: finché Undertaker era sotto il controllo di Ted DiBiase la prospettiva di una vendetta per i fatti di Royal Rumble sembrava tramontata, ma se il vero Undertaker era quello di Paul Bearer allora per Yokozuna erano guai seri! Ospite all’Heartbreak Hotel, Jim Cornette confermò -o meglio, si raccontò da solo- che Yokozuna non era affatto spaventato dal ritorno del Becchino dall’aldilà, e che anzi se mai fossero state vere le teorie di Paul Bearer non avrebbe esitato ad affrontarlo di nuovo, così da rispedirlo all’altro mondo ancora una volta! Tutti avevano visto l’Undertaker del “Million Dollar Man”, mentre quello di Bearer rimaneva nient’altro che teorico, ma sebbene non si fosse mai visto fisicamente il suo spirito era nell’aria, e sempre pronto a proteggere Bearer: la prova ci fu al King’s Court, dove DiBiase portà il suo Undertaker per dimostrate che il suo Becchino era reale e tangibile, al contrario di quello di Bearer, ma non appena il “Million Dollar Man” gli ordinò di attaccare Bearer le luci si spensero, e i rintocchi di campana gelarono il sangue di tutti… era chiaramente opera del vero Becchino! L’Undertaker di Bearer forse non era lì fisicamente, ma non per questo non esisteva!
La controversia del falso Undertaker avrebbe (forse) trovato conclusione a SummerSlam, e forse si sarebbe potuto dire lo stesso per Lex Luger, che aveva invitato Tatanka a dirgli solo luogo e ora del loro match, se tanto ci teneva ad affrontarlo, e la scelta del nativo americano non poteva essere più ovvia: il terreno di scontro sarebbe stato proprio il PPV dell’estate! Nel frattempo il gruppo di Ted DiBiase si allargò con un nuovo ingresso, stavolta piuttosto scontato: Irwin R. Schyster, con cui DiBiase aveva formato per tanto tempo i Money Incorporated.

IRS fu subito messo in coppia con Bam Bam Bigelow per affrontare a RAW Tatanka e Doink in un Tag Team match. L’incontro fu vinto dagli uomini di DiBiase, ma la punizione per Tatanka non si limitò al match, con Bigelow e IRS che pestarono il nativo americano anche a match concluso finché in suo aiuto arrivò Lex Luger, che nonostante il loro imminente match di SummerSlam non aveva alcun rancore contro di lui. DiBiase continuò a comportarsi come se Luger fosse uno dei suoi uomini, mettendogli in mano una bella mazzetta di soldi: un’immagine che per Tatanka -nel frattempo rinvenuto- non fu che una conferma della loro affiliazione, e il fatto che Bigelow e gli altri si comportassero come fossero suoi complici tentando di dividerli non fece che aumentare la confusione di Tatanka.

L’ambiguità di DiBiase e i suoi uomini avevano appena rovinato una solida amicizia, perché per quanto Luger fosse stato paziente, adesso era stanco di sentirsi dare del mercenario. Ma anche Tatanka aveva le sue ragioni: le occasioni in cui Luger sembrava davvero beneficiare dell’aiuto di DiBiase non mancavano, come quando a RAW lo aiutò a battere Crush, non facendo altro che aumentare le speculazioni. Qualunque fosse la verità, probabilmente sarebbe emersa a SummerSlam.
Il meglio di Chicago
A SummerSlam finalmente Razor Ramon avrebbe affrontato nuovamente Diesel per riprendersi il suo titolo Intercontinentale, ma non prima di vedersela nuovamente contro un vecchio nemico. Shawn Michaels infatti era pronto a tornare nel ring, perché gli infortuni che lo avevano costretto a farsi da parte dopo WrestleMania X erano finalmente stati smaltiti, e l’Heartbreak Kid tornò a lottare affrontando proprio Razor Ramon a RAW. I due non si affrontavano dal loro spettacolare Ladder match, e Michaels dimostrò di non essersi affatto arrugginito, schienando Ramon grazia a un Big Boot di Diesel sfuggito agli occhi dell’arbitro, prendendosi una parziale “rivincita” di WrestleMania X.
Diesel era costato a Razor Ramon il match, e viceversa l’ombra di Shawn Michaels poteva sempre influenzare l’esito del match a SummerSlam, come del resto era già era successo nel loro scontro ad aprile, ma stavolta anche Ramon si adoperò per avere qualcuno a guardargli le spalle, e quel qualcuno era Walter Payton, ex running back dei Chicago Bears (SummerSlam si sarebbe svolto proprio a Chicago), che avrebbe fatto di tutto per bloccare sul nascere gli interventi dell’Heartbreak Kid.

Shawn Michaels comunque dimostrò di essere tornato assolutamente in forma, perché in un house show svoltosi 24 ore prima di SummerSlam, insieme a Diesel sconfisse gli Headshrinkers, conquistando con lui le cinture di coppia! Diesel divenne il primo nella storia della WWF a detenere sia un titolo singolo che di coppia, nonché il secondo ad averne due in contemporanea (record appartenuto al solo Ultimate Warrior), mentre Michaels aggiunse al suo palmarés una cintura che neanche con Marty Jannetty ai tempi dei Rockers era mai riuscito a conquistare.

Netturbini, clown, e… giocatori in sciopero
Tra clown, esattori delle tasse, e netturbini, arrivò un’altra bizzarra gimmick in WWF: Abe “Knuckleball” Schwartz, un asso del baseball conciato come i Baseball Furies de I Guerrieri Della Notte, che oltre ad affrontare qualche jobber usò i programmi WWF più per parlare dello sciopero che stava sconvolgendo la MLB, indetto per combattere l’introduzione del tetto salariale.

Di tutti questi il più bizzarro rimaneva Duke Droese, che a giugno aveva persino avuto il coraggio di affrontare a brutto muso Jerry Lawler, guadagnandosi il rispetto di molti. Il coraggio non bastò però a Droese per sconfiggere Jeff Jarrett a WWF Superstars, che ormai stava collezionando sempre più vittorie. Tra i vari successi “Double J” con l’aiuto delle corde si portò a casa anche un’altra vittoria sporca contro 1-2-3 Kid, bramoso di affrontarlo dopo che Jarrett aveva compromesso il suo cammino nel King of the Ring colpendolo con ben 3 Piledriver al termine del loro match ai quarti. Ma trucchi ed espedienti simili sarebbero potuti non essere più sufficienti per “Double J”, perché a SummerSlam se la sarebbe dovuta vedere coi 220 kg di Mabel, in un match che non sarebbe stato un semplice scontro tra wrestler, ma tra due generi musicali: il country di Jarrett contro il rap di Mabel.
A SummerSlam sarebbe stato difeso anche il titolo femminile di Alundra Blayze, che se la sarebbe vista contro la giapponese Bull Nakano. A scegliere la sua avversaria fu Luna Vachon, che dal mese di luglio se l’era vista in più occasioni con la campionessa, senza però mai riuscire a strapparle la cintura. Alundra era la campionessa più longeva di tutta la WWF, regnando incontrastata addirittura da dicembre, ma più i giorni del suo regno aumentavano più logicamente la legge dei grandi numeri gli andava contro, e SummerSlam sarebbe potuto essere il giorno decisivo per lei…
29/8/1994 – SummerSlam 1994

Dallo United Center di Chicago, Illinois, si arrivò alla tanto attesa SummerSlam, e il match ad aprire le danze fu un Tag Team match tra Bam Bam Bigelow & Irwin R. Schyster contro gli Headshrinkers, spogliati dei loro titoli di coppia appena 24 ore prima. L’assenza di titoli in palio non rese gli uomini di Ted DiBiase meno pericolosi, tanto che gli Headshrinkers furono costretti a lottare ai limiti del regolamente per tenergli testa, finché l’arbitro non si vide costretto a squalificarli, assegnando la vittoria a Bigelow & IRS!
Seguì poi il match per il titolo femminile tra Alundra Blayze e Bull Nakano, che si rivelò insolitamente lungo per gli standard del wrestling femminile dei tempi (ben 8 minuti), e nonostante il supporto di Luna Vachon alla giapponese la campionessa mantenne la cintura. Subito dopo fu il momento dell’atteso match per il titolo Intercontinentale tra Diesel e Razor Ramon, che attendeva questo momento da aprile. Come annunciato il “Bad Guy” entrò con l’idolo di casa Walter Payton a guardargli le spalle, ma per quanto l’ex giocatore di NFL fosse abituato a vedersela con uomini più grossi di lui, Shawn Michaels aveva molta più l’esperienza nello stare a bordo ring, e riuscì in più occasioni ad aiutare Diesel.

Nonostante la differente stazza il match fu coinvolgente e pieno di ribaltamenti, indubbiamente il più bello mai combattuto da Diesel, che dimostrò di essere molto più di un semplice bodyguard: “Big Daddy Cool” era dei pochi colossi della new generation, e fece prevalere il suo predominio fisico per la maggior parte del match, finché Shawn Michaels colpì per sbaglio Diesel con un Superkick diretto a Ramon! A quel punto il “Bad Guy” si affrettò a schienarlo, con Michaels che non poté fare nulla per fermarlo (a bloccarlo c’era infatti Payton), e riconquistò la cintura! Non solo Razor Ramon era tornato campione Intercontinentale, ma era anche diventato il primo a schienare Diesel!
La frustrazione dei campioni di coppia era grande, tanto che per la prima volta i due tornando nel backstage sembrarono discutere. Se con la conquista dei titoli di coppia il duo Shawn Michaels & Diesel sembrava poter dominare in lungo e in largo per i mesi a venire, ora tutto quello che avevano costruito sembrava improvvisamente vulnerabile!

Il match successivo fu quello che nessuno avrebbe voluto vedere, perché poteva porre per sempre fine a un’amicizia già in bilico: quello tra Tatanka e Lex Luger, tra cui già nelle interviste pre-match nel backstage si respirava una tensione ormai insostenibile. Il match fu abbastanza breve, e vide l’ovvio intervento di Ted DiBiase a bordo ring, per consegnare a Luger una sorta di “bonus” in caso di vittoria, con quest’ultimo che in risposta… calciò la mano in cui DiBiase teneva i soldi! Luger confermò per l’ennesima volta che tra lui e il “Million Dollar Man” non ci fosse nulla, ma incredibilmente Tatanka approfittò della situazione per sorprendere Luger con un Roll Up e assicurarsi la vittoria! Ted DiBiase era appena costato il match al “suo” Lex Luger, e questa era probabilmente la conferma definitiva che tra i due non ci fosse nulla, ma la cosa sembrava non interessare a Tatanka, perché anche a match vinto si accanì contro Luger… per poi abbracciare Ted DiBiase! A quel punto divenne chiaro a tutti che DiBiase era sempre stato 10 passi avanti a tutti: a vendersi non era stato Lex Luger ma Tatanka!

Nessuno poteva credere a una tale voltafaccia, ma la realtà per quanto cinica era quella, con Tatanka che per finire chiuse poi Luger nella Million Dollar Dream, la mossa finale di DiBiase, lasciandolo privo di sensi in mezzo al ring e umiliandolo infilandogli in bocca un pugno di banconote.
Dopo il match tra Mabel e Jeff Jarrett, incredibilmente vinto dal secondo nonostante il netto divario fisico, arrivò il tanto atteso Steel Cage match tra Bret Hart e Owen Hart, quello che poteva essere il capitolo conclusivo della loro faida. Erano 4 anni che il titolo WWF non veniva conteso dentro la gabbia, e vista l’importanza dell’evento tra il pubblico non c’erano solo Stu e Helen Hart, ma quasi tutta la famiglia Hart al completo, inclusi volti conosciuti ai fan come Bruce, Diana, e British Bulldog, che già aveva minato la serenità famigliare lottando con Bret per il titolo Intercontinentale 2 anni prima, mantenendo però la contesa sempre nella semplice competizione sportiva, al contrario di Owen. Con la consapevolezza di sé guadagnata negli ultimi mesi, Owen fu molto più aggressivo che nel loro match di WrestleMania X, sapendo anche quanto ci fosse in palio stavolta, tanto da sfiorare più volte la vittoria, un’eventualità che Bret fiutò sempre più vicina

Il match fu pieno di epicità e lungo oltre 30 minuti, il più lungo match per il titolo WWF dal boom della federazione del 1984: Bret e Owen combatterono come se fosse l’ultimo match della loro vita, il match dopo la quale le loro vite non sarebbero più state le stesse, e in un certo senso era così. Il loro precedente di WrestleMania X aveva già decretato la loro rottura, ma la gabbia che tirava fuori il loro istinto più brutale fu la conferma che tra i due non sarebbe più stata possibile alcuna riappacificazione. Circondato al resto della famiglia Hart (e con la gabbia a fare da ovvia protezione) il match filò liscio e senza interferenze, lasciando Bret e Owen in grado di regalare al pubblico un altro classico, destinato ad essere ricordato negli annali della WWF.

I tentativi di uscire dalla gabbia furono tantissimi da parte di entrambi, e proprio uno di questi fu fatale per Owen che rimase incastrato con una gamba nella cella, permettendo a Bret di toccare il suolo per primo e confermarsi campione WWF dopo mezz’ora di incessante battaglia. Adesso Owen e Bret erano sull’1-1, con quest’ultimo che poteva (forse) prendersi una pausa dalla guerra fratricida col fratello, chiudendo quello che senza dubbio era stato lo Steel Cage match più bello della storia della WWF. Ma le celebrazioni dell’Hitman di fatto non ci furono, perché Jim Neidhart scavalcò le transenne per fargliela pagare, riportandolo nel ring insieme a Owen e chiudendo la gabbia con un catenaccio cosicché nessuno potesse intervenire. Tutta la famiglia Hart accorse per salvare Bret, mentre Neidhart lo pestava e Owen impediva alla sua famiglia di entrare, finché il loro numero non si fece valere costringendo i due alla fuga. Bret era ancora campione WWF, ma Owen non sembrava ancora intenzionato a farsi da parte…
Per quanto potesse essere emozionante la rivalità tra i fratelli Hart, molta dell’attesa verso SummerSlam era riservata al ritorno del vero Undertaker, tanto che allo scontro col suo doppelganger fu riservato il main event. La ricerca di Leslie Nielsen e George Kennedy (suo partner su Una Pallottola Spuntata) durò fino a SummerSlam, dove però non riuscirono a trovare il Becchino in tempo, pur avendolo spesso sotto il naso.

L’attesa però era finita, al momento decisivo Paul Bearer dimostrò di aver detto la verità, perché il vero Undertaker si presentò come promesso! 8 lunghi mesi dopo il suo “funerale” Undertaker era tornato, più cadaverico e spettrale che mai, ma anche più inquietante, spaventoso, e minaccioso di prima, che per infondere subito terrore nel suo doppelganger… mimò il taglio della gola! Per quanto lottasse a specchio, già dalle prime fasi del match era chiaro che il falso Undertaker non avesse le stesse abilità dell’originale (che per distinguersi mostrò dei nuovi guanti e stivali viola), perché qualunque cosa cercasse di fare, il vero Undertaker la faceva sempre con più efficacia, ferocia, e precisione, e il finale non poté che essere il più classico: Undertaker chiuse la faccenda con la sua ineluttabile Tombstone Piledriver, più letale di quanto qualsiasi imitatore potesse sperare di fare, con cui finalmente il falso Undertaker venne messo a tacere per sempre, dando la prima vera delusione al gruppo capitanato da Ted DiBiase.






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