Giugno 1994: iniziano negli Stati Uniti i Mondiali di calcio, si spegne Massimo Troisi, esplode il caso O.J. Simpson, al cinema escono Il Re Leone, Speed, Inviati Molto Speciali, e Wolf, mentre in radio risuona Black Hole Sun dei Soundgarden:
Nel frattempo, i campioni in ECW sono:
– Campione ECW: Shane Douglas
– Campione Televisivo: Mikey Whipwreck
– Campioni di coppia: i Public Enemy (Rocco Rock & Johnny Grunge)
Un bandito a Philadelphia
Nella sua breve storia l’ECW aveva avuto l’onore di ospitare alcune delle più grandi leggende del wrestling hardcore, da vecchie glorie come Abdullah the Butcher e The Sheik a giovani custodi della loro eredità come Sabu. Ma presto questo Olimpo dell’hardcore wrestling americano si sarebeb arricchito ancora di più, perché nell’ambito della collaborazione con la WCW inaugurata il mese prima fu annunciato l’arrivo del sadico Cactus Jack!
Tutti conoscevano Cactus Jack visti i suoi trascorsi in Giappone e WCW, e tutti sapevano che fosse la cosa più simile che ci fosse a Sabu: un estremista violento e sanguinario che non si affida tanto alla tecnica di wrestling tradizionale quanto alla capacità di infliggere e sopportare danni fisici estremi. Cactus Jack non evitava mai lo scontro, anzi lo cercava, ed era noto godere del dolore altrui: in Giappone e Stati Uniti aveva partecipato a svariati death match, dove era passato per sedie infuocate, filo spinato, e quant’altro, continuando però sempre a lottare anche dopo gravi infortuni, come quando gli fu strappato via parte dell’orecchio durante il tour europeo della WCW a marzo contro Vader, un episodio che raccontava molto sulla sua capacità di spingersi oltre i limiti, e di sopportare qualunque cosa prima di poter crollare!

I paragoni con Sabu erano inevitabili: entrambi avevano basato le loro carriere sullo spingere il corpo umano oltre ogni limite di sopportazione, a costo di lasciarsi andare ad alcune delle manovre più suicide che ci fossero. L’unica differenza tra i due era nello stile di lotta, più orientato alla rissa quello di Cactus Jack, più verso spettacolari mossa aeree quello di Sabu, ma ora grazie alla partnership tra ECW e WCW i fan avrebbero potuto finalmente avere una risposta al dilemma su chi fosse il più hardcore (o anche solo lo psicopatico più estremo), perché si sarebbero finalmente affrontato in un vero e proprio dream match per gli stomaci più forti a Hostile City Showdown! Fu una sorpresa persino per Paul E. Dangerously (inizialmente l’avversario di Sabu doveva essere Atsushi Onita, con cui Sabu aveva lottato un infernale Fire Death match l’anno prima), mentre per i fan sarebbe stato un match assolutamente da sogno, tra due uomini che in qualsiasi altro posto sarebbero stati rinchiusi nel più vicino istituto psichiatrico, ma che in ECW avrebbero regalato una serata indimenticabile, e il Presidente ECW Tod Gordon assicurò che il match non sarebbe stato fermato per nessun motivo: non importava quanto Cactus Jack o Sabu potessero tentare di ammazzarsi, la lotta sarebbe continuata finché a fine serata l’ECW Arena non avrebbe avuto il solo e unico Re dell’hardcore!

Sempre contro Sabu fece il suo debutto un’altra new entry, anche lui proveniente dalla WCW: 2 Cold Scorpio, famoso anche lui per il suo spettacolare stile di lotta aereo. Se con 2 Cold Scorpio Sabu ne uscì vincitore (anche grazie a 911), con Cactus Jack la contesa di Hostile City Showdown fu ovviamente molto più combattuta, e senza deludere le attese, perché entrambi si colpirono con tutto quello che potevano: sedie, tavoli, e innumerevoli oggetti contundenti (Cactus Jack usò persino un padella passatagli dal pubblico!) con cui portarono la lotta anche in mezzo al pubblico, dove Sabu sfondò un tavolo col corpo di Cactus Jack usando una transenna come trampolino!

Ma per quanto Cactus Jack potesse incassare, neanche lui poteva sdoppiarsi per tenere testa agli interventi di 911 e Paul E. Dangerously, che gli spaccò il suo cellulare in testa, permettendo a Sabu di schienarlo e proclamarsi il solo e assoluto Re dell’hardcore. Anche al suono della campana però il caos regnò sovrano, con Sabu e Cactus Jack che non accennarono a fermarsi, e in aiuto di Sabu arrivarono 911 e persino Mr. Hughes, che però fu sorprendentemente fermato da “The Franchise” Shane Douglas. Nessuno sembrava capire perché il campione ECW si fosse messo di mezzo (ma realisticamente era perché tra Douglas e la Dangerous Alliance non correva buon sangue), ma il suo intervento servì comunque a poco, perché il gruppo capitanato da Paul E. alla fine ebbe la meglio.
Ora per Cactus Jack era il momento di tornare a casa, in WCW, dove tra l’altro deteneva anche le cinture di coppia insieme a Kevin Sullivan: un onore per lui, che non aveva mai vinto titoli rilevanti in carriera… eppure per lui quella cintura ormai non contava più nulla, e lo dimostrò sputando sulla cintura (!), perché Sabu gli aveva strappato l’unica cosa a cui teneva davvero: la convinzione di essere il wrestler più hardcore in circolazione. Cactus Jack non nascose tutto il suo disappunto di dover tornare in WCW, dichiarandosi deluso da non aver mai ricevuto una chiamata da Paul E. Dangerously per unirsi alla compagnia, e stanco di stare in una federazione per famiglie. A legarlo alla WCW c’era ancora un contratto inviolabile, ma questo non lo avrebbe fermato, perché Cactus Jack promise che in qualche modo sarebbe tornato!
Dal suo canto neanche Paul E. Dangerously si disse completamente soddisfatto della serata, perché Cactus Jack ancora respirava e il suo cuore ancora batteva (!), dunque semmai gli fosse venuto in mente di farsi rivedere a Philadelphia gli sarebbe convenuto pensarci due volte, perché stavolta la Dangerous Alliance avrebbe finito il lavoro!
Pur essendo stato ripreso per il suo aiuto in favore di Sabu, Mr, Hughes e Shane Douglas continuarono a essere perfettamente allineati, nonostante a Hostile City Showdown fossero stati sconfitti dai Bruise Brothers in un Tag Team match. Si rifecero infatti ad Hardcore TV, quando li affrontarono nuovamente (stavolta vincendo) in uno Steel Cage match espressamente chiesto da Douglas, convinto che limitati da una gabbia, che gli impediva di usare oggetti contundenti e spostare la lotta tra il pubblico, i fratelli Bruise non fossero affatto pericolosi.

La rivincita degli ultimi
Mikey Whipwreck ormai era stato adottato dai fan dell’ECW Arena, diventando in breve tempo una vera e propria mascotte della federazione. Il pubblico di Philadelphia vedeva in Whipwreck una sorta di fratellino minore, l’archetipo dell’underdog per cui era impossibile non tifare. In una federazione dove tutti cercavano di apparire il più tosti e hardcore possibile, Whipwreck era magro, fuori posto, spesso spaventato e confuso… e proprio per questo il pubblico lo amava, perché era uno di loro: non uno che si atteggiava a duro, ma un perdente cronico che però non mollava mai. Prendeva botte tutto il tempo, era sottovalutato da chiunque, ma continuava a rialzarsi e a provarci sempre. Non vinceva grazie alla forza o alla cattiveria, ma con la resistenza, il cuore e un pizzico di fortuna. Quando vinceva era quasi per errore ed è questo a renderlo speciale, perché il piccolo Mikey poteva essere vulnerabile e terrorizzato, spesso dolorante, ma mai codardo. È visto che la fortuna aiuta gli audaci -e se c’era un termine che lo poteva descrivere quello di certo era “audace”- Whipwreck cominciò ad accumulare una serie di vittorie nonostante avesse sempre i pronostici contro.

Ogni volta entrare nel ring per lui era come salire sul patibolo per la propria esecuzione, e più i suoi giorni da campione aumentavano più cresceva nei suoi avversari la voglia di smontarlo pezzo per pezzo, il ché in realtà giocava a suo favore: proprio l’eccessiva brutalità dei suoi avversari -più concentrati a massacrarlo che a schienarlo- gli aveva permesso di mantenere per squalifica la cintura in più occasioni, e dopo Pitbull, 911, e Kevin Sullivan sulla sua lista di “vittime” ci finì anche l’immenso Mr. Hughes, che fece il loro stesso errore accanendosi di Whipwreck più del dovuto, con l’arbitro che fu costretto a squalificarlo.

Pitbull intanto reclamava la sua cintura, ma ancor prima c’era un altro uomo che aveva messo sulla sua lista nera ancora prima di Mikey Whipwreck: The Tazmaniac, il vero colpevole della sua perdita del titolo. Non sarebbe stato semplice però: anche senza più lottare con Kevin Sullivan, nonostante il suo fisico non imponente The Tazmaniac si era dimostrato un avversario assolutamente temibile, tanto da guadagnarsi il soprannome di “The Tasmanian Suplex Machine” per la sua capacità di scaraventare da una parta all’altra del ring ogni tipo di avversario a suon di Suplex, di cui sembrava conoscere un’infinità di varianti, aggiungendone ogni settimana una nuova al suo repertorio. Proprio per questo Pitbull dovette ricorrere all’aiuto di Rockin’ Rebel, che lo affrontò ad Hardcore TV, dove però a vincere fu sempre Tazmaniac.
Quando finalmente arrivò il momento della rivincita con Mikey Whipwreck, Pitbull si dimostrò più lucido dell’ultima volta, dominandolo senza però strafare per non farsi squalificare, fino a fargli perdere i sensi con una Full Nelson, dopo la quale l’arbitro non poté che contarlo vincitore. Pitbull aveva riconquistato il titolo Televisivo, ma non per questo aveva intenzione di lasciarlo andare così facilmente, vista l’umiliazione che gli era costato Whipwreck, e continuò ad applicare la Full Nelson a oltranza, finchè l’arbitro si vide costretto a riversare la decisione: Pitbull era stato squalificato, pertanto Mikey Whipwreck ancora campione Televisivo!

Whipwreck l’aveva sfangata ancora una volta, e per evitare l’ennesimo pestaggio di ritorsione di Jason & co. in suo aiutò arrivò Tazmaniac, ma la superiorità numerica degli uomini di Jason si fece sentire, e Tazmaniac venne presto messo a tacere. Pitbull e Tazmaniac si affrontarono poi a Hostile City Showdown in un Dog Collar match, vinto dal secondo dopo una German Suplex. Ma Jason aveva un asso nella manica ancora da sfruttare, e appena concluso il match chiamò a sé… Pitbull #2! Il vecchio partner di Pitbull era tornato in ECW per dare una lezione a Tazmaniac! I Pitbulls erano state una delle primissime coppie approdate in ECW nel 1992 (parteciparono persino alla Battle Royal per decretare il primo campione ECW di sempre), per poi lasciare la compagnia dopo poco. Ma ora Jason aveva riunito i due Pitbull, e non era una buona notizia neanche per Mikey Whipwreck, che la stessa sera dovette difendere il titolo Televisivo contro l’unico degli uomini di Jason che ancora non aveva tentato di strapparglielo, ossia Rockin’ Rebel.
Anche stavolta Whipwreck subì per l’intera durata, anche se ci fu una novità: stanco di essere usato come pungiball da tutti, per la prima volta in 6 mesi Whipwreck riuscì ad assestare un colpo, con la sua prima “vittima” che fu Jason, che aveva tentato di aiutare Rockin’ Rebel! Davanti a quello che era chiaramente diventato un Handicap match l’arbitro chiamò l’ennesima squalifica a favore di Whipwreck, e a nulla servì un nuovo intervento di Tazmaniac in suo favore: il numero degli uomini di Jason era troppo grande, soprattutto ora che si era aggiunto Pitbull #2, e la prossima volta la sua fortuna sarebbe potuta davvero finire!

Se Mikey Whipwreck era l’unico “bravo ragazzo” che il pubblico di Philadelphia sembrava accettare, molto diverso era il discorso di Tommy Dreamer, il cui rapporto coi fan era molto cambiato. Dreamer aveva debutatto in ECW a ottobre, guadagnandosi subito l’appoggio del pubblico per il fegato mostrato a dispetto dei suoi soli 22 anni. Ma quell’attitudine da boy scout non si addiceva a quello che voleva l’ECW Arena, che iniziò a rigettarlo. Successe lo stesso a Hostile City Showdown, quando durante il suo match con Hack Myers fu seppellito dai fischi, che non fecero che aumentare ancor di più quando nella stessa serata tentò di fermare 911, autoinvitatosi nel match tra Chad Austin e Don E. Allen per fare piazza pulita: un’eresia per l’ECW Arena, che si accendeva ogni volta che 911 dispensava Chokeslam a destra e a manca, che li portò a odiare il pretty boy Dreamer ancora di più.

Guerre senza fine
Il match contro i fratelli Funk si avvicinava, ma i Public Enemy continuavano a ostentare la massima sicurezza, arrivando persino a infiltrarsi nel Double Cross Ranch di Amarillo, Texas, lo storico ranch di proprietà di Terry Funk. Approfittando della sua assenza (Funk era infatti a Hollywood per girare un episodio di Thunder in Paradise, serie con protagonista Hulk Hogan), Rocco Rock & Johnny Grunge si intrufolarono per rubargli un lama (!), a dimostrazione di quanto poco temessero la furia di Terry Funk.
Ma ad Hostile City Showdown certe provocazioni non sarebbero bastate, perché sarebbe stato solo il ring a parlare, e giunti all’evento i fratelli Funk si dimostrarono perfettamente all’altezza dei loro -ben più giovani- avversari, nonostante non combattessero più insieme da qualche anno, rispolverando quella chimica naturale che solo due fratelli possono avere. Il match finì in no contest dopo che un intervento dei soliti Paul E. Dangerously e 911 mise fuori gioco l’arbitro, dopo la quale la contesa divenne totalmente anarchica e fuori controllo, tanto Terry Funk che portò “Flyboy” Rocco Rock fino a una balconata dall’ECW Arena, buttandolo di sotto con una corda legata alle caviglie a tenerlo a penzoloni tra la vita e la morte!

Non c’era stato dunque un vincitore, ma ad ogni modo Dory avrebbe aiutato il fratello finché i Public Enemy non sarebbero stati definitivamente sconfitti, e continuò a lottare insieme a lui anche ad Hardcore TV, dove per mantenersi in forma cambatterono (vincendo) contro Hack Myers e il giovane Stevie Richards.
Hostile City Showdown non mise la parola “fine” neanche alla guerra tra “Ironman” Tommy Cairo e Sandman, ormai tenuta viva da motivi che andavano ben oltre la questione Peaches: Sandman infatti accusò Tommy Cairo di avere dei debiti con lui, e se non gli avesse restituito tutti i suoi soldi allora lui li avrebbe riscossi con la violenza! L’ennesimo capitolo della loro rivalità si svolse in un Falls Count Anywhere match, ma anche stavolta il copione non fu tanto diverso dai precedenti: Cairo vinse il match, ma Sandman lo massacrò con lo shinai
In sintesi Cairo continuava a vincere le battaglie, ma la guerra sembrava essere tutta dalla parte di Sandman, spinto a continuare anche da Woman, che non avrebbe di certo permesso che finisse a favore di Cairo: lei non se la faceva con i perdenti, e se voleva che continuasse a stare dalla sua Sandman avrebbe fatto meglio a ottenere quei soldi! Del resto le occasioni non sarebbero mancate, perché tra i due per Hostile City Showdown era ancora previsto il Singapore Cane on a Pole match, dove Sandman dimostrò ancora una volta di tenere più a massacrare Cairo che a vincere il match, viso che si fece volontariamente squalificare dopo che Woman gli passò uno shinai preso da sotto il ring, quando da regolamento doveva essere conquistato prendendo quello appeso sul paletto. Anche stavolta si intromise Peaches, che usò il suo corpo come scudo per pregare i due di non frustare Cairo con lo shinai, ma se Sandman sembrava per lo meno avere qualche riserva sul frustare la moglie, lo stesso non si poteva dire per Woman, che flagellò Peaches senza problemi!




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