Giugno 1994: iniziano negli Stati Uniti i Mondiali di calcio, si spegne Massimo Troisi, esplode il caso O.J. Simpson, al cinema escono Il Re Leone, Speed, Inviati Molto Speciali, e Wolf, mentre i Weezer rilasciano la loro canzone più celebre, Buddy Holly:
Nel frattempo, i campioni in WWF sono:
– Campione WWF: Bret Hart
– Campione Intercontinentale: Diesel
– Campioni di coppia: gli Headshrinkers (Fatu & Samu)
– Campionessa femminile: Alundra Blayze
Fratelli coltelli
I giorni che separavano Bret Hart e Diesel dal loro match per il titolo WWF erano sempre meno. “Big Daddy Cool” coi suoi 208 cm per 150 kg era un avversario formidabile, ma Bret Hart per conquistare la cintura aveva battuto il ben più imponente Yokozuna, e conosceva i punti deboli del corpo umano come pochi altri al mondo. Tuttavia il pestaggio subito al King’s Court aveva ricordato una cosa al campione WWF: la vera risorsa di Diesel non era tanto il suo fisico, ma i suoi alleati, e Shawn Michaels e Jerry “The King” Lawler non si sarebbero fatti scrupoli a mettere lo zampino nel loro match. L’Hitman era un combattente, ma non era masochista, e per assicurarsi che scene come quelle del King’s Court non si ripetessero promise che a King of the Ring al suo angolo ci sarebbe stato un membro della sua famiglia, senza però specificare chi.

Di certo non sarebbe stato Owen Hart, che dopo la vittoria con suo fratello a WrestleMania X era tra i favoriti alla vittoria del King of the Ring e aveva trovato incredibile fiducia in sé stesso per la sua nuova carriera da singolo. Owen vinceva match a ripetizione, ma di tutti gli incontri di riscaldamento in vista di King of the Ring il più “personale” fu sicuramente quello contro Koko B. Ware, il suo vecchio partner con cui aveva formato i sorridenti High Energy. Per Owen affrontare Koko B. Ware era come affrontare il sé stesso del passato, un passato da subalterno a suo fratello, un passato anonimo e privo della gloria che sognava, ma che si stava conquistando pezzo dopo pezzo, e proprio per ciò rappresentava Owen combatté con più aggressività del solito contro l’ex partner, sbarazzandosene con una certa dose di cinismo. Ma a King of the Ring il livello degli avversari di Owen si sarebbe alzato di parecchio, perché al torneo più prestigioso d’America avrebbe partecipato solo il meglio del meglio della WWF, ossia Bam Bam Bigelow (che l’anno prima era arrivato fino in finale), Razor Ramon, Irwin R. Schyster, Jeff Jarrett, 1-2-3 Kid, Mabel, e Tatanka, con cui Owen avrebbe lottato ai quarti di finale.

Becchino cercasi
Dopo aver visto Yokozuna perdere prima il titolo WWF e poi un match di sumo contro Earthquake, Jim Cornette capì che il suo assistito si trovava in un momenti particolarmente negativo, e per dargli nuova linfa decise di metterlo in coppia con Crush per tentare un assalto alle cinture di coppia degli Headshrinkers a King of the Ring. I due erano un inarrestabile mix di forza e potenza, e ne diedero prova a WWF Superstars sbarazzandosi degli Smoking Gunns con incredibile facilità, mentre gli Headshrinkers dimostrarono che la conquista delle cinture non era stato solo un caso battendo nuovamente i Quebecers in un rematch.

Gli avvistamenti di Undertaker in tutto il mondo intanto non facevano che aumentare. Il Becchino sembrava essere ovunque e nei posti più improbabili, e tra la gente era in atto una vera e propria isteria di massa, tanto che in poco più di un mese ci furono più avvistamenti di Undertaker che di Bigfoot! Persino il suo manager Paul Bearer non aveva idea di dove fosse Undertaker, ma la “caccia” sembrò essere finalmente finita quando Ted DiBiase annunciò di averlo finalmente trovato, promettendo che presto lo avrebbe mostrato al mondo!

Paul Bearer si rifiutava di crederci, del resto se non riusciva a trovarlo lui, che lo conosceva meglio di chiunque altro, chi altro poteva? Ma così come DiBiase era già riuscito a scovarlo 3 anni e mezzo prima, adesso avrebbe potuto benissimo ritrovarlo negli angoli più nascosti della Terra. Ma se fosse stato vero o meno i dubbi sarebbero stati presto sciolti, perché il “Million Dollar Man” scelse di mostrare Undertaker all’Heartbreak Hotel di Shawn Michaels!
E Ted DiBiase dimostrò di essere un uomo di parola, perché l’inquietante figura che si presentò all’Heartbreak Hotel era chiaramente Undertaker, inconfondibile e imponente come sempre, che per fugare ogni dubbio parlò addirittura al microfono, raggelando l’arena con la sua voce profonda e solenne. Ma come aveva fatto Undertaker a tornare dalla morte? E soprattutto, perché un essere sovrannaturale come lui si era venduto per un bene materiale come i soldi, abbandonando Paul Bearer e tradendo la fiducia di migliaia di fan? Nessuno sembrava avere una risposta, così come nessuno poteva immaginare quanto lontano potesse andare DiBiase con Undertaker nella sua scuderia, già inaugurata con Nikolai Volkoff.

E chissà se DiBiase non si potesse interessare anche ad Adam Bomb, che stanco di Harvey Wippleman sancì il suo distacco dal manager affrontando Kwang. Lo stesso Wippleman però non sembrò troppo interessato ad affrontare il suo ex assistito, visto che ordinò a Kwang di andarsene facendosi contare fuori. Il futuro di Adam Bomb era ancora tutto da scrivere.
Era passato appena un anno e mezzo dalla scomparsa del leggendario André the Giant, che aveva spinto la WWF a celebrare il proprio glorioso passato con l’istituzione di una Hall of Fame, la prima della storia del wrestling. André era stato ovviamente il primo introdotto, e la federazione decise di espandere i nomi all’interno con la classe del 1994, stavolta più numerosa, che incluse Arnold Skaaland (storico manager dei leggendari Bruno Sammartino e Bob Backlund), James Dudley (primo afroamericano ad avere un ruolo importante nel wrestling gestendo la Turner’s Arena di Washington DC, il tutto grazie a Vince J. McMahon), Bobo Brazil, Chief Jay Strongbow (recentemente conosciuto anche dai fan più giovani per la sua vicinanza a Tatanka), “Classy” Freddie Blassie, il mitico Gorilla Monsoon, e il primo campione WWF di sempre, “Nature Boy” Buddy Rogers.
19/6/1994 – King of the Ring 1994

Dalla Baltimore Arena di Baltimore, Maryland, si svolse il secondo King of the Ring in formato PPV. Il primo match della serata nonché primo round del torneo fu tra Razor Ramon e Bam Bam Bigelow, vinto dal “Bad Guy” dopo aver scaraventato a terra Bigelow dalla terza corda. Ramon si qualificò così per le semifinali contro il vincente del match tra Irwin R. Schyster e Mabel. Di tutti i partecipanti del torneo, Mabel era di gran lunga il più grosso, e IRS uno dei meno accreditati per eliminarlo, eppure contro ogni pronostico fu proprio lui a passare il turno, schienando Mabel come aveva fatto Ramon con Bigelow: sfruttando il suo peso contro di lui. Mabel infatti cadde violentemente dalla seconda corda dopo aver perso l’equilibrio, e IRS ne approfittò per usare la prima corda per uncinare meglio la gamba, avanzando alle semifinali con la sua solita scorrettezza.
Sull’altro lato del tabellone invece per la semifinale si qualificarono Owen Hart e 1-2-3 Kid. Il primo avanzò battendo addirittura Tatanka, non esattamente qualcosa che capitava tutti i giorni (fu il secondo a riuscirci dopo Ludvig Borga), mentre 1-2-3 Kid buttò fuori Jeff Jarrett (che anche lui poteva vantare un solo schienamento dal debutto) dopo aver invertito una Figure 4 Leg Lock in un Inside Cradle. Proprio come per la sua prima sconfitta subita da Sparky Plugg, “Double J” era fuori di sé, e si sfogò su 1-2-3 Kid, rompendogli quasi il collo con una Piledriver e compromettendo la sua semifinale contro Owen Hart.

A far rifiatare i concorrenti del King of the Ring furono il Tag Team match per i titoli di coppia tra gli Headshrinkers e Yokozuna & Crush e Bret Hart vs Diesel per il titolo WWF. Smu & Fatu riuscirono mantenere le cinture grazie soprattutto a Lex Luger, che arrivò a bordo ring per rovinare la serata a Crush, mentre molto più incerta appariva la prima difesa titolata in PPV per l’Hitman, che entrò con una versione rivisitata e più hard rock della sua storica musica d’ingresso, e con… Jim “The Anvil” Neidhart! Il campione WWF come promesso si era portato un membro della famiglia a guardargli le spalle, e cosa ci poteva essere di meglio del genero con cui aveva formato la Hart Foundation? Nessuno era ancora riuscito a schienare Diesel, e persino Bret Hart ebbe molte più difficoltà del solito a tenersi in controllo del match (anche a causa di Shawn Michaels, che in più occasioni riuscì a eludere le difese di Jim Neidhart.
L’Hitman non riuscì mai a connettere la Sharpshooter, e in più occasioni Diesel andò vicino alla vittoria, mettendolo persino KO con la Jacknife Powerbomb per quella che poteva sembrare la fine del regno di Bret, ma proprio in quel momento entrò nel ring Neidhart, che si accanì contro Diesel, costringendo l’arbitro a dichiarare “Big Daddy Cool” per squalifica. Diesel non aveva vinto la cintura WWF, ma aveva messo alle strette Bret Hart come nessuno era mai riuscito a fare, costringendolo a ricorrere a “mezzucci” pur di mantenere il titolo. Non proprio una difesa degna di un campione coraggioso e aperto alle sfide come era sempre stato Bret Hart, che infatti nel backstage andò furioso in cerca di Jim Neidhart di spiegazioni.
Dopo il match per il titolo WWF tutte le attenzioni furono per le semifinali del King of the Ring: Razor Ramon e Irwin R. Schyster si erano dati battaglia in più occasioni negli ultimi mesi dell’anno precedente, e ormai si conoscevano troppo bene, ma alla fine ad approdare in finale fu Ramon grazie alla Razor’s Edge. Nell’altra semifinale invece 1-2-3 Kid fece di tutto per esserci nonostante le sue condizioni, ma purtroppo i colpi subiti da Jarrett si fecero sentire e si rivelò una preda facile per Owen Hart, che passò il turno grazie alla Sharpshooter.

La finale del King of the Ring sarebbe stata dunque Owen Hart vs Razor Ramon. Con già 2 match sulle spalle per entrambi, come tutte le finali non fu lunghissima, ma il momento più sorprendente fu sicuramente quando nel corso del match si fece vivo Jim Neidhart, che si avvicinò a bordo ring… per attaccare Razor Ramon! Tutti erano increduli: Neidhart stava aiutando il cognato avventandosi su Ramon come una furia, e lontano dagli occhi dell’arbitro “The Anvil” continuò ad accanirsi su di lui con tutta la forza che aveva, lasciando così ad Owen uno degli schienamenti più facili della sua vita, con cui si aggiudicò il King of the Ring! Dopo la vittoria di WrestleMania X, “The Rocker” aveva conquistato un altro importante tassello per costruirsi la sua storia ed uscire dal peso del suo cognome, ribadendo a tutti il suo talento e la sua capacità di stare ai vertici della federazione con le sue sole forze. O quasi, visto l’aiuto decisivo del cognato, a cui chiese personalmente di incoronarlo, rifiutandosi di ricevere la corona dal Presidente WWF Jack Tunney.

Ora il motivo dietro il gesto di Jim Neidhart nel match per il titolo WWF sembrava più chiaro: era stato tutto giostrato da Owen Hart, che non voleva far vincere il fratello, ma al tempo stesso neanche voleva che perdesse la cintura WWF, perché sarebbe stato lui a strappargliela! Dopo un biennio di totale anonimato Owen aveva capito come muoversi per scalare fino a i vertici, non nascondendo anche una certa furbizia, e annunciando infine che d’ora in poi non sarebbe stato più chiamato “The Rocket”, ma “The King of Harts”!
A fare da main event fu invece il match tra Jerry “The King” Lawler e “Rowdy” Roddy Piper, tornato a combattere dopo quasi 2 anni e mezzo di assenza dal ring. Lo scozzese si era ritirato dal wrestling a tempo pieno dal 1987, ma ogni volta che era tornato eccezionalmente a combattere si era sempre dimostrato tutt’altro che arruginito (vincendo addirittura il titolo Intercontinentale nel 1992), e anche stavolta non fu da meno: per quanto Lawler potesse dominare alcune brevi fasi fu Piper ad avere la meglio, fino a trionfare con un Back Suplex, chiudendo la serata.

RAW
Aspiranti al trono
1-2-3 Kid si era ripreso dall’amara serata di King of the Ring, e tornò battendo il jobber Jeff Hardy e addirittura Nikolai Volkoff. Ma i rimpianti per il torneo rimanevano, e non poteva far altro che sorbirsi i pavoneggiamenti di Owen Hart. Al contrario dell’anno precedente, dove attaccò brutalmente Bret Hart per essersi fregiato dell’appellativo di “Re” dopo aver vinto il King of the Ring, stavolta Lawler fu più che felice di condividere il suo titolo nobiliare con Owen, tanto da ospitare lui e Jim “The Anvil” Neidhart al suo King’s Court, con quest’ultimo che parlò anche del perché fosse passato dalla parte di Owen. Neidhart disse di essere particolarmente frustrato da come Bret nell’ultimo paio d’anni -ossia da quando era diventato una stella- sembrava quasi ignorarlo, come se lui non avesse contribuito alla sua ascesa ai vertici della WWF ai tempi della Hart Foundation.
Fallito il tentativo a King of the Ring Diesel aveva i suoi impegni di campione Intercontinentale, dunque difficilmente sarebbe tornato in orbita titolo WWF, e poi la sfida con Owen era semplicemente inevitabile: Bret era disposto a difendere il titolo contro chiunque, la sconfitta contro Owen a WrestleMania X ancora echeggiava, e ora con la nomina a Re del ring del “King of Harts” rendeva la sua candidatura più legittima che mai.

Se con Owen Hart non aveva problemi a condividere lo status di Re, se c’era un uomo che Jerry Lawler proprio non sopportava (oltre ovviamente a Bret Hart) era la new entry Duke “The Dumpster” Droese, il cui nome era tutto un programma. Droese era infatti un netturbino, che aveva fatto il suo debutto a fine maggio dopo settimane di vignette televisive, e un uomo regale com Lawler non poteva tollerare che uno straccione sporco e puzzolente come lui calcasse le arene più prestigiose d’America. I due entrarono in contatto per la prima volta a WWF Superstars, dove Droese svuotò un cestino dell’immondizia sulla testa di “The King”, e la situazione degenerò quando Lawler lo ospitò al King’s Court, dove volarono parole pesanti tra i due, con la sensazione che gli attriti non sarebbero morti lì…
Tornato nel regno dei vivi, Undertaker nel frattempo tornò a mostrarsi in tutta la sua potenza, persino più feroce di prima, proprio come gli chiedeva il suo nuovo “padrone” Ted DiBiase. Il “Million Dollar Man” disponeva ora dell’arma suprema, e sembrava non aver intenzione di fermarsi: dopo Nikolai Volkoff e Undertaker, formalizzò una proposta di collaborazione anche a Bam Bam Bigelow, che nonostante la stazza e la bravura nel ring nell’ultimo periodo non sembrava raggiungere i risultati che meritava. DiBiase non poteva essere tornato senza un piano, ma qual’era? E soprattutto, perché stava radunando una tale potenza di fuoco se si era ritirato?

L’unica cose che era chiara era che rispetto al passato il “Million Dollar Man” sembrava avere una nuova strategia: invece che combattere i suoi avversari comprando degli alleati, stavolta avrebbe trasformato i suoi avversari in alleati comprandoli, come dimostrò con Lex Luger. Quando 1-2-3 Kid sconfisse Nikolai Volkoff infatti, DiBiase per la rabbia salì sul ring per aiutare il russo a fargliela pagare, finché a fermarli non arrivarono Virgil (che conosceva più di chiunque altro DiBiase essendo stato il suo braccio destro per anni) e -appunto- Luger. Invece che dichiarargli guerra, DiBiase gli fece una proposta d’ingaggio, sottolineando quanto nonostante il suo potenziale immenso, in WWF non avesse mai del tutto ottenuto i risultati sperati, che lui avrebbe potuto fargli raggiungere. Ora bisognava solo attendere la risposta di Luger, che certo si era sempre fatto notare per la sua tempra morale, ma era anche vero che si era visto sfuggire troppe occasioni nell’ultimo anno, dal titolo WWF, fino al King of the Ring, e chissà se stavolta la frustrazione e la cupidigia non avrebbero avuto la meglio…




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