Maggio 1994: muore tragicamente Ayrton Senna, la catena Blockbuster arriva in Italia, il Milan vince la Coppa dei Campioni, al cinema escono Beverly Hills Cop III, Il Corvo, Piccolo Buddha, I Flintstones, Crooklyn, Maverick, e I Nuovi Mini Ninja, mente Crazy degli Aerosmith viene rilasciato come singolo:
Nel frattempo, i campioni in WWF sono:
– Campione WWF: Bret Hart
– Campione Intercontinentale: Diesel
– Campioni di coppia: i Quebecers (Jacques & Pierre)
– Campionessa femminile: Alundra Blayze
Re e spiranti Re
Dopo aver vinto il titolo Intercontinentale, “Big Daddy Cool” Diesel aveva raggiunto l’apice della sua breve carriera, e sapendo di poter contare sempre sull’aiuto di Shawn Michaels durante un’intervista con Jerry “The King” Lawler disse di non porre alcun limite alle sue ambizioni, tanto che il suo prossimo avversario sarebbe persino potuto essere… il campione WWF Bret Hart! Poteva sembrare una sfida qualsiasi, una delle tante sfide a cui un qualsiasi campione WWF non dovrebbe neanche prestare troppa attenzione, ma Bret Hart accettò immediatamente. Del resto era stato chiaro: il suo nuovo regno sarebbe stato identico a primo, caratterizzato da difese titolate contro chiunque, senza guardare il curriculum dello sfidante o il suo prestigio… l’Hitman era disposto a mettere il titolo WWF in palio contro ogni membro del roster, anche un ex camionista che fino a pochi mesi prima era un semplice bodyguard come Diesel, che comunque con la conquista del titolo Intercontinentale aveva di certo aumentato la sua legittimità.

Bret Hart sembrava avere tutti contro: Diesel avrebbe beneficiato sicuramente dell’aiuto di Michaels, e poi c’era sempre suo fratello Owen da considerare, e come se non bastasse l’Hitman rimediò un pestaggio da parte del campione Intercontinentale e l’Heartbreak Kid, dove sperimentò per la prima volta sulla sua pelle il dolore della Jacknife Powerbomb, dalla quale si rialzò a fatica. Il match tra Bret Hart e Diesel sarebbe stata una delle rare occasioni in cui il campione WWF e il campione Intercontinentale si sarebbero affrontati: gli unici precedenti erano l’iconico match tra Hulk Hogan e Ultimate Warrior di WrestleMania VI e il match tra lo stesso Bret e Shawn Michaels a Survivor Series 1992, ma mai come stavolta c’era una tale sproporzione fisica a sfavore del campione mondiale (non era proprio usuale che il campione Intercontinentale fosse grosso il doppio di quello WWF!), e stavolta lo slancio di Bret Hart come campione disposto ad affrontare tutto e tutti si sarebbe potuto rivelare un boomerang.
Ovviamente neanche Jerry Lawler vedeva bene Bret Hart come campione: i due erano stati protagonisti di una lunga rivalità l’anno prima, attribuendo la sua vittoria di WrestleMania X solo all’arbitraggio favorevole di “Rowdy” Roddy Piper, che Lawler insultò in più occasioni durante il suo King’s Court, prendendosi anche gioco -col suo solito cattivo gusto- dei bambini malati di un ospedale di Toronto a cui Piper faceva spesso visita. Lo scozzese in quel momento era impegnato a Hollywood per le riprese del suo ultimo film, Sotto i Colpi Dell’Aquila 3, ma trovò comunque il tempo di rispondere a Lawler con un video direttamente dal set: lui non aveva bisogno di combattere perché non doveva più dimostrare nulla a nessuno, ma al tempo stesso non digerì i commenti che Lawler sui bambini, perché non c’era nulla di più meschino che tirarli in ballo per farlo “uscire allo scoperto”, e dunque annunciò il suo ritorno nel ring… per affrontare Jerry Lawler a King of the Ring! Sarebbe stata un’uscita dal ritiro del tutto eccezionale: Piper non combatteva un match da quasi 2 anni, ossia dal suo match contro Bret Hart a SummerSlam 1992, ma toccare i bambini a cui Piper aveva dedicato tanto tempo e amore era davvero troppo, e presto “The King” lo avrebbe scoperto!

Il gioco del trono
L’imminente PPV sarebbe stato (ovviamente) anche sede del King of the Ring Tournament. A partecipare furono in 16, ma solo 8 di loro si assicurarono la qualificazione al torneo all’omonimo PPV: Razor Ramon, Bam Bam Bigelow, Irwin R. Schyster, Owen Hart, 1-2-3 Kid, Tatanka, Mabel, e Jeff Jarrett, che si rese protagonista dell’eliminazione più sorprendente, riuscendo a battere per count out Lex Luger nel match di qualificazione. Naturalmente “Double J” non ce l’aveva fatta da solo: aveva infatti ricevuto l’aiuto di Crush, mandato da Mr. Fuji per rovinare la serata all’uomo che a lungo era stato rivale del suo Yokozuna. Furioso, Lex Luger attaccò Crush per fargliela pagare, con quest’ultimo che la settimana dopo si confrontò con Luger accusandolo di avergli infortunato il braccio durante l’attacco subito. Naturalmente si trattava di una messa in scena: il braccio di Crush non era affatto infortunato, e Luger lo sapeva benissimo, tanto che rincarò la dose attaccandolo di nuovo.

Si rivelò un’enorme delusione del torneo anche Adam Bomb, che dopo l’umiliante sconfitta di WrestleMania X contro Earthquake poteva sfruttare il King of the Ring come trampolino di rilancio, e invece il torneo non fece che affossarlo ancora di più, perché venne eliminato al turno di qualificazione contro il tutt’altro che insormontabile 1-2-3 Kid. Ad aumentare la sua rabbia c’era il fatto che la sconfitta era arrivata a causa dell’altro assistito di Harvey Wippleman, Kwang, che tentò di aiutarlo accecando 1-2-3 Kid con la sua mistura verde, e che invece finì col colpire proprio il volto di Adam Bomb. Nuovamente umiliato, Bomb sfogò tutta la sua rabbia su Wippleman, conscio di essere arrivato ormai a un punto morto della sua carriera, della quale neanche a Wippleman ormai sembrava importare più di tanto.

Yokozuna vs yokozuna
Undertaker era “asceso” da più di 4 mesi, ma nessuno aveva dimenticato la promessa del suo ritorno. E qualcosa sembrava iniziarsi a muovere nell’aldilà: da fine aprile erano sempre di più le segnalazioni di persone qualsiasi -poliziotti, meccanici, pompieri, bambini- che giuravano di aver visto il Becchino in giro.
Che fosse isteria di massa o veri avvistamenti nessuno sembrava esserne certo, di certo preferiva non dargli ascolto l’uomo che lo aveva “ucciso”, Yokozuna, che dopo aver perso il titolo WWF a WrestleMania X tornò a mostrarsi come la macchina devastatrice che era sempre stata, riducendo in poltiglia ogni avversario che gli capitava. Ne fecero le spese due poveri jobber chiamati Scott Taylor e Mike Davis, che vennero massacrati dall’ex campione WWF alla fine di un Handicap match concluso, finché a placarlo arrivò uno degli elementi più imponenti del roster, Earthquake, la cui sola presenza bastò a fermare Yokozuna, che preferì lasciare il ring piuttosto che venire alle mani con lui. Per tutto il resto della settimana non si fece che parlare di come Earthquake aveva intimidito Yokozuna senza neanche il bisogno di alzare un dito: voci che Jim Cornette non poteva tollerare e che decise di mettere subito a tacere sfidando Earthquake non a un match di wrestling, ma a un incontro di… sumo! Anche se era la prima volta in WWF che se ne faceva menzione, Earthquake in passato era stato uno dei rarissimi occidentali a fare il lottatore di sumo in Giappone, e con un impressionante record di 24 vittorie e 0 sconfitte (un record assoluto per un gaijin), e questo Cornette lo sapeva, motivo per cui decise di lanciare questa particolare sfida.
Certo Earthquake aveva vera esperienza nel ramo del sumo, ma Yokozuna era decisamente più grosso, e tanto bastava a Cornette per essere sicuro della vittoria del suo assistito. Le cose però andarono diversamente: Earthquake sconfisse Yokozuna nel tripudio generale, e ancora una volta l’ex campione WWF subì una cocente sconfitta, certificando che forse le ferite di WrestleMania X non si erano del tutto rimarginate, sempre ammesso che fossero mai guarite…

Chi vuol essere milionario?
Dopo settimane ad aspettare la decisione del Presidente WWF Jack Tunney, finalmente gli Headshrinkers di “Captain” Lou Albano avevano ottenuto il loro match titolato contro i Quebecers. L’incontro si svolse a RAW e -complice qualche errore di comunicazione tra Jacques e Pierre, che si rivelarono meno brillanti del solito a collaborare- a sorpresa vide trionfare Fatu & Samu, che si conquistarono per la prima volta le cinture di coppia! Il merito fu indubbiamente di Lou Albano, che aveva dato un’aggiustata a un team che in 2 anni non era mai stato particolarmente vicino alla conquista dei titoli, e che ora era invece in cima alla categoria. Nel corso della sua carriera Albano aveva portato tantissime coppie alla conquista delle cinture in WWF come i Wild Samoans, i Blackjacks, gli U.S. Express, i British Bulldog, e tanti altri, fino ad arrivare appunto agli Headshrinkers, a testimonianza di quanto a volte. in una WWF dominata dai nuovi volti della New Generation, qualche vecchio saggio facesse ancora comodo per portare i giovani nell’Olimpo. E chissà a chi avrebbe fatto comodo il ritorno di un altro pilastro della vecchia generazione, ossia… Ted DiBiase!

Il “Million Dollar Man” non si vedeva da ben 9 mesi, ossia da SummerSlam, un periodo in cui aveva deciso di ritirarsi definitivamente dal ring dopo tanti anni di onorata carriera. Ma non per questo era intenzionato a lasciare il mondo del wrestling, anzi, un uomo della sua esperienza poteva insegnare molto agli altri, e poi DiBiase era sempre stato noto per delegare le sue battaglie agli altri, dunque presentò a tutti il suo ultimo “acquisto”, un uomo ai suoi servizi perché costretto dal disperato bisogno di soldi… Nikolai Volkoff! Sembrava incredibile che Ted DiBiase per annunciare il suo ritorno avesse deciso di investire in un wrestler di 46 anni attempato come Volkoff, eppure alla luce degli ultimi eventi la sua scelta non era così assurda.
A fine aprile infatti Nikolai Volkoff era stato ospite al King’s Court, apparendo piuttosto cupo e scuro in volto (e persino con dei capelli folti, laddove in passato aveva sempre la testa rasata) e parlando di come era cambiata la sua vita dalla sua ultima apparizione oltre 2 anni prima, rivelando che la caduta dell’Unione Sovietica e molti investimenti sbagliati lo avevano ridotto male, lasciandolo senza un soldo. All’improvviso l’ingaggio di DiBiase non appariva più così strano: Volkoff aveva un disperato bisogno di soldi, e al “Million Dollar Man” serviva qualcuno disposto a tutto per avere i suoi. DiBiase trattava Volkoff come una pezza da piedi, l’opposto di come in passato trattava i suoi storici partner Virgil e Irwin R. Schyster, obbligandolo persino a indossare un costume con scritto “Proprietà del Million Dollar Man” con la “C” dei centesimi al posto della “$” del dollaro, a sottolineare il poco valore del russo), godendo del fatto che Volkoff lo odiasse e lo servisse al tempo stesso.
Per rimetterlo in forma DiBiase lo fece lottare contro jobber come Duane Gill, Derek Domino, e Matt Hardy, ma presto promise che avrebbe portato nella sua scuderia un pezzo ben più pregiato, facendo quello che neanche Paul Bearer sembrava in grado di fare: avrebbe trovato Undertaker! Gli sporadici avvistamenti del Becchino erano sempre più costanti, ma nessuno sembrava avere idea di dove effettivamente fosse (sempre che non si fosse trattato di miraggi!), ma se c’era qualcuno che poteva trovarlo quello era Ted DiBiase: del resto era stato proprio lui a fare debuttare Undertaker 3 anni e mezzo prima, e se i suoi soldi e le sue risorse gli avevano permesso di scovarlo dal nulla, adesso gli avrebbero permesso anche di farlo tornare dalla morte!





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