Febbraio 1994: viene fondato Yahoo, viene rubato l’Urlo di Munch, si spegne il leggendario fumettista Jack Kirby, al cinema escono Ace Ventura, Il Mio Primo Bacio, Gunmen, Getaway, Blue Chips, e Giovani, Carini, e Disoccupati, mentre viene rilasciato l’album Dookie dei Green Day, contenente la mitica Welcome to Paradise

Nel frattempo, i campioni in ECW sono:

Campione ECW: Terry Funk

Campione Televisivo: Sabu

Campioni di coppia: Kevin Sullivan & The Tazmaniac

Campione del Maryland: JT Smith

La prova di maturità

Quella di The Night the Line Was Crossed si prospettava come la card migliore di sempre per uno show ECW: tanti match senza squalifiche, il debutto dei Bruise Brothers, e l’arrivo di The Sheik a Philadelphia bastavano a infiammare l’entusiasmo, e a questo si aggiungeva un inedito Three Way Dance match, che sanciva più di ogni altra cosa la differenza tra l’ECW e le altre federazioni. Se intanto in quei giorni la WWF non trovava altra soluzione che far lottare Yokozuna, Bret Hart e Lex Luger in 3 match diversi per lo stesso titolo a WrestleMania X, in ECW nessuno aveva paura di andare contro la tradizione e rischiare, perché i suoi tre contendenti il titolo se lo sarebbero lottato nello stesso ring nello stesso momento!

La stipulazione prevedeva che a iniziare il match fossero gli sfidanti, con Terry Funk che sarebbe arrivato in caso di schienamenti di uno dei due, o dopo 15 minuti di match, trasformandolo in un vero match a tre. Sabu e Shane Douglas dovevano dunque sbrigarsi se non volevano veder raddoppiare la difficoltà del match, ma in 15 minuti nessuno dei due riuscì a eliminare l’altro, anche se emozioni non mancarono, come quando Sabu andò a vuoto con un Moonsault fuori dal ring, mancando Douglas si sfracellò sul terreno. Con un ginocchio infortunato, Sabu venne immediatamente portato nel backstage per cure mediche, mentre Terry Funk fece il suo ingresso, aumentando il livello di violenza del match (colpì addirittura Douglas con una DDT sopra una montagna di 5 sedie d’acciaio!). Ma dopo mezz’ora di match, nonostante il ginocchio infortunato Sabu tornò nel ring, e finalmente il vero Three Way Dance iniziò!

Ovviamente con tutti e tre nel ring insieme la spettacolarità del match decollò, grazie anche agli interventi di tutti i loro alleati: Paul E. Dangerously, Sensational Sherri, e i Bad Breed le tentarono tutte, ma si fecero tutti fuori a vicenda, lasciando l’esito del match ai soli veri protagonisti: Terry Funk, Sabu, e Shane Douglas! Fu un’autentica guerra da cui nessuno volle cedere di un centimetro, e nonostante l’incredibile durata i tre si dimostrarono duri a morire, finché il match non raggiunse i 60 minuti! Nessuno si aspettava una durata del genere, tantomeno in ECW, dove gli incontri non erano particolarmente lunghi, e infatti l’arbitro si vide costretto a decretare la fine del match per il tempo limite raggiunto. L’ECW Arena aveva assistito a 60 minuti di autentica battaglia, con un’intensità tale per cui nessuno si poté definire deluso dal mancato vincitore: Funk aveva mantenuto il titolo ECW, ma quella sera in realtà vinsero tutti, perché il pubblico riservò ai tre una standing ovation.

Sabu, Douglas, e Funk esausti dopo 60 minuti di battaglia

Applaudire i wrestler per lo spettacolo offerto era una una tradizione in Giappone, ma non in America, dove il wrestling ormai era recepito più come uno spettacolo da consumare che una lotta tra guerrieri. Ma l’ECW era diversa anche nei fan, che applaudirono Funk, Sabu, e Douglas come dei gladiatori, perché avevano appena regalato un’autentica perla, un match che nessun’altra federazione d’America avrebbe mai potuto assicurare.

Il Three Way Dance di The Night the Line Was Crossed fu la legittimazione definitiva dell’ECW, che dimostrò al mondo di non era solo una qualunque indie violeta che faceva da ritrovo di freak e rinnegati che non trovavano spazio altrove, ma una fucina di talenti capace di innovare e anche offrire qualità, storie, ed emozioni, camminando sulle proprie gambe e imbastendo un main event epico e senza l’aiuto di grandi capitali. Intervistato dopo il match, Funk non nascose una certa commozione, e con gli occhi lucidi ringraziò persino i suoi avversari, e poi l’ECW in generale, perché lo aveva riconciliato col wrestling con cui era cresciuto: un wrestling fatto di sangue e sudore, e di uomini disposti a gettare il cuore oltre l’ostacolo, qualcosa che forse il prodotto per famiglie di WWF e WCW -più interessate a talk show e gimmick strambe che a gladiatori senza fronzoli come lui- aveva fatto dimenticare a molti, ma non lui, che aveva ritrovato quei valori a Philadelphia.

Un Funk commosso dalla reazione dell’ECW Arena

Un endorsement importantissimo, perché venuto da una leggenda vivente tutt’altro che giovane: Funk rappresentava un wrestling più “tradizionale”, e il fatto che accettasse con entusiasmo di lottare in quel contesto, per di più in match innovativi e lanciando giovani come Douglas e Sabu, dava credibilità a tutta l’ECW, mene il pubblico di Philadelphia aveva confermato che l’ECW non era una federazione, ma un movimento, e quel Three Way Dance ne fu un manifesto. Era stata una serata trionfale per l’ECW, ma non per Shane Douglas, a cui non interessava altro che la vittoria del titolo, e interruppe subito l’intervista di Funk: a lui del rispetto di Funk non importava nulla se non era accompagnato dalla cintura, e intraprese col texano una violenta rissa per farglielo capire. Douglas era di colpo diventato l’uomo più odiato dell’ECW, e proprio lui fu il prescelto di Tod Gordon per affrontare Terry Funk per il titolo al super evento di marzo, Ultimate Jeopardy, in una stipulazione però ancora da decidere. Dopotutto dopo il Three Way Dance di The Night the Line Was Crossed l’asticella non si poteva di certo abbassare!

Incoscienti giovani

The Night the Line Was Crossed aveva ribadito quello che già tutti sapevano: L’ECW era un posto solo per veri duri, ma questo non sembrava spaventare il giovane Mikey Whipwreck, che -insieme al jobber Keith Scherer- se la vide addirittura contro i campioni di coppia Kevin Sullivan & Tazmaniac. Ma proprio come nel suo match di debutto contro Mr. Hughes fu poco più che un pungiball, e venne schienato dopo aver subito un’impressionante Belly to Belly Suplex dalla terza corda. Neanche i match successivi andarono meglio: Whipwreck se la vide -sempre insieme a Scherer- anche contro“Awesome” Mike Awesome e il nuovo gorilla della Dangerous Alliance, ora dotato di un nome che era tutto un programma (911, come il numero per le emergenze negli Stati Uniti). Inutile dire che ne uscì con le ossa rotte, non riuscendo ad assestare neanche un colpo con nessuno dei due.

Ma con degli avversari del genere c’era poco che Whipwreck potesse fare: la Chokeslam di 911 era una sentenza per tutti, mentre Mike Awesome si stava facendo notare per essere uno degli uomini più dominanti della federazione, pronto a rafforzare il suo status a The Night the Line Was Crossed contro JT Smith. Awesome dominò in lungo e in largo, mostrando tutta la sua forza e agilità con uno spettacolare Suicide Dive fuori dal ring con cui quasi spezzò in due Smith, schiacciandolo contro la transenna coi suoi 130 kg in volo (un’immagine così impressionante che l’ECW da lì in poi la usò spesso nei propri video promozionali).

Pieno di sé però Awesome sottovalutò JT Smith, che sorprendendo tutti con un Roll Up improvviso lo schienò! Furioso, Awesome se la prese con l’arbitro stendendolo con delle Powerbomb con cui sfoggiò tutta la sua inaudita potenza, che forse era persino troppa visto che poi, nel tentativo di colpirlo con una Splash dal paletto sfondò addirittura le corde! Al netto dell’arroganza che gli era costata il match, la forza di Mike Awesome rimaneva ineguagliata in ECW, e sarebbe stata ripagata a Ultimate Jeopardy con un match contro Sabu per il titolo Televisivo!

Rispetto a Mikey Whipwreck Tommy Dreamer aveva solo 2 anni in più all’anagrafe, ma molta più esperienza dalla sua, come dimostrò a The Night the Line Was Crossed affrontando alla pari il leggendario “Superfly” Jimmy Snuka, che rivelò di essere passato sotto i servizi di manageriali di Hunter Q. Robbins III. C’erano ben 28 anni di differenza tra i due, ma con la sua esperienza Snuka fece sudare le proverbiali sette camicie a Dreamer, per poi chiudere tutto con la sua solita Superfly Splash. O almeno questo era il programma che aveva in mente Snuka, un programma che Dreamer rovinò uscendo allo schienamento al 2! Tutti erano increduli, soprattutto Snuka: nessuno era mai uscito dalla Superfly Splash! La sua iconica mossa finale, che gli aveva assicurato tante vittorie in 25 anni di carriera, ora non era più una sentenza, e il 22enne Tommy Dreamer di colpo aveva fatto crollare tutte le sue certezze!

Neanche Snuka riesce a crederci

A quel punto Snuka fu come indemoniato, e piombò su Dreamer con altre due Superfly Splash (alla quale ovviamente stavolta Dreamer dovesse cedere), accanendosi anche a match concluso sul ragazzo per aver aver “rotto” la magia della sua mossa finale. Molti tentarono di fermarlo, persino Tod Gordon, ma Snuka era fuori di sé e stese persino il Presidente, tanta era la sua rabbia! Jimmy Snuka in ECW aveva trovato una nuova giovinezza, diventando anche il primo a vincere sia il titolo mondiale che Televisivo, ma l’uscita di Tommy Dreamer dalla Superfly Splash aveva risvegliato in lui la sua più profonda paura, le paura che tutti i grandi campioni prima o poi devono affrontare: la consapevolezza che neanche lui era eterno.

Finché morte non vi separi

La notizia che The Sheik avrebbe affiancato Pat Tanaka a The Night the Line Was Crossed innervosì parecchio Kevin Sullivan. Anche se The Sheik aveva ben 67 anni nel suo caso l’età era solo un numero, e anche piuttosto bugiardo: solo un anno e mezzo prima aveva lottato insieme a suo nipote Sabu in Giappone in quello che senza esagerazioni poteva definirsi il match più pericoloso della storia: un Fire Death match contro Atsushi Onita & Tarzan Goto, un incontro con filo spinato infuocato al posto delle corde (!) dalla quale The Sheik era uscito con ustione di terzo grado e un coma, dimostrando però quanto anche alla sua età non avesse alcuna paura a spingersi oltre i limiti, e gli oltre 46 anni di carriera alle spalle avrebbero fatto il resto.

Vecchio a chi?

Inoltre anche a 67 anni The Sheik disponeva di un’infinità di trucchi, tra cui una palla di fuoco che diresse su Tazmaniac, grazie alla quale Tanaka effettuò lo schienamento vincente, confermandosi l’incubo dei campioni di coppia, capace di batterli anche senza Paul Diamond.

L’altro attesissimo match di coppia era quello senza squalifiche tra i Public Enemy e i debuttanti Bruise Brother, che per essere stati scelti dal Presidente ECW Tod Gordon come “punizione” per Rocco Rock & Johnny Grunge dovevano avere delle credenziali di un certo tipo.

Come in tutti i match dei Public Enemy la contesa si rivelò una rissa da strada fuori controllo, dove le due coppie battezzarono ogni angolo dell’arena tra sediate e colpi proibiti, e a trionfare alla fine furono Rocco Rock & Johnny Grunge. I Public Enemy avevano dimostrato che i “cattivi ragazzi” dell’ECW erano sempre loro, ma i Bruise Brothers si erano comunque comportati molto bene, dimostrandosi all’altezza dello spirito di Philadelphia, tanto da essere premiati con un match contro Kevin Sullivan & Tazmaniac ad Hardcore TV, che però sfociò in una maxi rissa che richiese l’intervento di svariati uomini del roster per essere sedata.

I Bruise Brothers, appena arrivati ma già convincenti

Ad arrivare in aiuto dei campioni di coppia furono proprio i Public Enemy, verso la quale però non si dimostrarono troppo riconoscenti. Presto però i destini di Rocco Rock & Johnny Grunge e dei campioni si sarebbero potuti incontrare di nuovo, perché fu annunciato che presto avrebbero di nuovo affrontato i Bruise Brothers, e il vincitore avrebbe affrontato Kevin Sullivan & Tazmaniac per i titoli la sera stessa!

Per Jason e i suoi uomini The Night the Line Was Crossed invece non fu una serata soddisfacente: se Mr. Hughes si sbarazzò senza problemi di “Wildman” Salvatore Bellomo, non andò altrettanto bene per Rockin’ Rebel & Pitbull, che nel Tag Team Dog Collar match contro Sandman & Tommy Cairo rimediarono una pesante sconfitta. Sandman si sfogò su Rockin’ Rebel tirando fuori il suo lato hardcore, e sebbene il match non fu lunghissimo -appena 5 minuti- fu un concentrato di sedie, tavoli, e quant’altro. Il Dog Collar match però non mise la parola fine alla guerra: ad Hardcore TV Sandman e Peaches ebbero un nuovo faccia a faccia con gli uomini di Jason, dove Rockin’ Rebel accecò Sandman con del liquido negli occhi, con il surfista che nel tentativo di difendersi colpì per sbaglio Peaches! Naturalmente il colpo non era stato intenzionale, ma quello che stupì tutti fu che Sandman, anche una volta ripresa la vista, non sembrò preoccuparsi più di tanto delle condizioni di sua moglie, che anzi venne soccorsa da Tommy Cairo.

La settimana dopo Jay Sully intervistò Sandman sulla questione, con quest’ultimo che ebbe commenti solo per Rockin’ Rebel, Pitbull, e Jason, senza neanche menzionare la moglie. Stupito, Sully gli chiese aggiornamenti sulle condizioni di Peaches, ma Sandman liquidò la questione affermando che sono cose che succedono quando una donna si intromette negli affari del proprio uomo! Sandman disse queste parole fumando una sigaretta (un’immagine non proprio usuale per un wrestler), come un cinico che si era appena accorto di che farsa fosse la vita, e come se non bastasse chiuse la questione con un cinico e lapidario “Life’s a bitch, and then you marry one” (ossia “La vita è una stronza, e poi ne sposi una”)! Nessuno poteva credere a quelle parole: Sandman e Peaches erano sposati da anni e avevano persino due figli, ma ora la loro unione non appariva più così serena e perfetta. Ma come poteva essere? Peaches era sempre stata al suo fianco, mentre Sandman si era sempre dimostrato implacabile verso chiunque cercasse di importunarla per arrivare a lui, eppure eccolo lì, a rilasciare commenti sprezzanti verso la moglie, come se dietro le sue parole ci fosse molto altro…

Che succede a Sandman?

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