Febbraio 1994: viene fondato Yahoo, viene rubato l’Urlo di Munch, si spegne il leggendario fumettista Jack Kirby, al cinema escono Ace Ventura, Il Mio Primo Bacio, Gunmen, Getaway, Blue Chips, e Giovani, Carini, e Disoccupati, mentre Streets of Philadelphia di Bruce Springsteen viene pubblicato come singolo:

Nel frattempo, i campioni in WWF sono:

Campione WWF: Yokozuna

Campione Intercontinentale: Razor Ramon

Campioni di coppia: i Quebecers (Jacques & Pierre)

Campionessa femminile: Alundra Blayze

Ti chiamai fratello

Mai un campione WWF aveva dovuto difendere il titolo per due volte nella stessa sera: sarebbe successo a WrestleMania X, e per quanto apparisse impossibile uscirne vincitori, se c’era qualcuno in grado di compiere una tale impresa quello era proprio Yokozuna, il cui regno sembrava potenzialmente destinato a durare per sempre, perché il gigante polinesiano si poteva ormai definire senza alcuna esagerazione l’heel più dominante della storia della WWF. Storicamente gli heel da campioni WWF non avevano mai dominato a lungo senza rimanere impuniti: il regno di Iron Sheik era durato 28 giorni, quello di Sgt. Slaughter appena 2 mesi, quelli di Ric Flair 77 giorni al massimo, e quello di André the Giant a malapena una notte. Lo stesso primo regno di Yokozuna a WrestleMania IX era morto la sera stessa, ma non ci aveva messo molto a riprendersi ciò che era suo, mettendo in chiaro che stavolta non ci sarebbe stato nessun salvatore, perché tra le sue vittime ormai rientravano nomi altisonanti Hulk Hogan, Bret Hart, Lex Luger, Undertaker, Jim Duggan, Crush, e tanti altri.

Yokozuna, apparentemente imbattibile per chiunque

In oltre 8 mesi di regno Yokozuna aveva battuto senza appello le forze più inarrestabili che ci fossero: l’Hulkamania e il mistico Undertaker, e ora le speranze di tutti erano riposte in due uomini di cui per giunta aveva già dimostrato di potersi sbarazzare, ossia Lex Luger e Bret Hart. Inoltre difficilmente l’Hitman sarebbe arrivato a WrestleMania X con la giusta serenità e concentrazione, perché per lui quella del Madison Square Garden sarebbe stata una serata di emozioni contrastanti: da un lato la gioia di lottare nel suo secondo main event di WrestleMania consecutivo, dall’altro la sofferenza del dover affrontare suo fratello Owen, in un match che aveva cercato di evitare in ogni modo, ma il destino aveva deciso diversamente, e forse il match sarebbe servito anche a lui, perché gli avrebbe finalmente fatto realizzare che l’Owen che aveva conosciuto non c’era più.

Da Caino e Abele, a Romolo e Remo, fino ai fratelli Karamazov e ai Gallagher, la lotta tra fratelli era un tema atavico, biblico, che copriva la letteratura, il cinema, e la musica, e ora anche l’Hitman, che per mesi aveva ribadito al mondo il suo rifiuto di affrontare il suo, doveva arrendersi a questa storia universale: ormai Owen era irrecuperabilmente dominato dall’odio e dalla rabbia, e lo scontro era praticamente inevitabile, e con il sorteggio della monetina del Presidente WWF Jack Tunney il match tra i due era ormai sancito, che lo volesse oppure no. Bret, chiedendo scusa al padre e alla madre per quanto stava per fare, non si oppose più al suo destino, conscio che questo avrebbe potuto creare una frattura nella sua famiglia per sempre. Al contrario Owen non aveva sognato altro che un’opportunità per dimostrare il suo talento, magari sbattendo in faccia il suo valore proprio al fratello. Un entusiasmo che lo vide aumentare in sicurezza ed aggressività, sbarazzandosi dei suoi avversari nei match a suon di Sharpshooter, la mossa finale che Bret stesso aveva perfezionato e popolarizzato.

Bret era sicuramente un wrestler più forte, e il suo curriculum parlava chiaro: campione WWF, Intercontinentale, di coppia, co-vincitore di una Royal Rumble e unico a vincere per 2 volte il King of the Ring, al contrario di Owen che stava muovendo i suoi veri primi passi da wrestler singolo proprio in quei mesi. Bret aveva battuto atleti del calibro di Ric Flair, Mr. Perfect, Roddy Piper, Shawn Michaels, Razor Ramon, e proprio quel mese mise fine anche alla striscia di imbattibilità di Adam Bomb, e tanti altri… Owen nessuno di rilevante, eppure era l’avversario più pericoloso per Bret in quanto capace di colpirlo dentro piuttosto che fuori. Oltre al conoscerlo a memoria in quanto suo fratello, i due erano stati forgiati dallo stesso maestro, il padre Stu, e il dolore provato da Bret nell’affrontare il fratello avrebbe potuto condizionarlo psicologicamente e portarlo a “trattenersi” verso Owen.

Al contrario di Bret Hart, Lex Luger non avrebbe avuto altri pensieri per la testa oltre alla cintura, se non la consapevolezza che sarebbe stata davvero l’ultima possibilità di vincere la cintura che inseguiva da mesi e mesi, ed era considerato da tutti il favorito per battere Yokozuna, visto quanto c’era andato vicino a SummerSlam. Luger era sicuro di sé e dei suoi mezzi visti i loro precedenti: era l’unico che il campione WWF non avesse mai effettivamente battuto, e mostrò tutta la sua sicurezza in faccia a Yokozuna al Funeral Parlor di Paul Bearer, ormai territorio “sicuro” dopo la scomparsa di Undertaker (anche se Yokozuna e Jim Cornette non nascosero comunque i loro timori nel trovarsi su quel set), promettendo che a WrestleMania X avrebbe finalmente concluso ciò che era iniziato in estate sulla USS Intrepid!

Il titolo WWF non aveva mai avuto un tale groviglio di nomi attorno, e sembrava solo che destinato ad aumentare, perché fu aggiunto un piccolo ma importante dettaglio: vista l’importanza dell’evento entrambi i match per il titolo WWF sarebbero stati condotti da arbitri speciali, ma nessuno sapeva chi sarebbero stati.

New York, ultima chiamata

Con l’obbligo di dover difendere il titolo almeno ogni 30 giorni -fattore che aveva portato Shawn Michaels a perdere il titolo Intercontinentale- Yokozuna fu costretto a difendere il titolo prima di WrestleMania X a RAW contro il 2 volte campione WWF “Macho Man” Randy Savage. Savage era tornato al tavolo del commento dopo la sospensione, e con il conseguente obbligo a tornare a lottare a tempo pieno aveva riscoperto lo spirito combattivo che aveva caratterizzato tutta la sua carriera, con l’opportunità di vincere il suo terzo titolo mondiale che era ora un’opportunità concreta.

L’ultima grande possibilità di Randy Savage

Il confronto tra i due finalisti della Royal Rumble dell’anno prima fu un’autentica guerra, perché quella poteva essere l’ultima opportunità della carriera di Savage di conquistare il titolo WWF per la terza volta. Combattendo con il cuore di un leone, “Macho Man” riuscì persino a far cadere Yokozuna con un colpo del secchio di sale di Mr. Fuji, per poi eseguire il suo leggendario Elbow Drop. Ma proprio in quel momento arrivò Crush a interrompere il conto, causando il mantenimento del titolo di Yokozuna per squalifica. Tra Crush e Savage la situazione era troppo tesa da troppi mesi per non aspettarsi un intervento dell’hawaiano, e a salvare “Macho Man” da una brutta situazione arrivarono Bret Hart e Lex Luger. Con la sicurezza di non andare a WrestleMania X da campione, Savage fu scritturato per lo stesso evento in un match con Crush, nel tentativo di mettere fine a un odio che andava avanti da ottobre. Sapendo che contenere la furia dei due e mantenere il match su binari “classici” non sarebbe stato semplice, la WWF trasformò il match in un Falls Count Anywhere match, un’inedita stipulazione in cui si poteva schienare l’avversario in qualsiasi punto dell’arena, con il “perdente” che avrebbe potuto salvare il match se fosse poi andato nel ring entro 30 secondi dallo schienamento.

Per quanto riguardava Irwin R. Schyster e Marty Jannetty la tanto attesa resa dei conti arrivò a RAW: IRS non poteva affrontare 1-2-3 Kid per il furto della sua valigetta perché quest’ultimo era infortunato, dunque l’avrebbe fatta pagare al suo partner. Il match fu vinto IRS con l’aiuto di Johnny Polo e i campioni di coppia dei Quebecers, ma poco dopo arrivò Razor Ramon a pareggiare i conti, dichiarando che vista l’assenza di 1-2-3 Kid sarebbe stato lui il nuovo partner di Jannetty! E le cose per il duo canadese sembravano andare di male in peggio, perché i titoli di coppia sarebbero stati in palio a RAW proprio contro di loro la settimana dopo!

Ma le cose non andarono esattamente come previsto, dato che Jannetty non poté partecipare al match per circostanze non specificate dalla federazione, e Razor Ramon dovette quindi cercarsi un altro partner. Non ci volle molto a trovarlo, dato che un 1-2-3 Kid ancora non pienamente ristabilito dall’infortunio decise di stringere i denti e dare una mano a Ramon per farla pagare ai Quebecers. Nonostante la loro differenza di stili Ramon e 1-2-3 Kid riuscirono a mettere alle strette i Quebecers portandosi ad un passo dalla vittoria dei titoli di coppia (con Razor Ramon che si tolse anche la soddisfazione di stendere Johnny Polo con la Razor’s Edge), ma proprio quando il “Bad Guy” stava per eseguire un contro di 3 sicuro arrivarono Shawn Michaels e Diesel a rompere il conto, dando a Ramon & 1-2-3 Kid la vittoria per squalifica, di conseguenza senza fargli vincere i titoli.

Shawn Michaels, sempre pronto a tormentare Razor Ramon

Ancora una volta Shawn Michaels aveva messo i bastoni tra le ruote a Ramon, cosa che ormai faceva dal suo ritorno dalla sospensione a novembre, e non si sarebbe fermato finché non avrebbe riavuto da Ramon il “suo” titolo Intercontinentale perso solo per una decisione d’ufficio. Inutile dire che il palcoscenico scelto per risolvere la questione tra i due non poteva che essere WrestleMania X, ma non in un match qualsiasi, bensì in un Ladder match. I fan erano confusi, perché si trattava di un match mai sentito o disputato prima in WWF, ma i dubbi vennero presto chiariti: le cinture Intercontinentali (quella vera di Ramon e quella farlocca di Michaels) sarebbero state sospese in cima al ring, e l’unico modo di vincere sarebbe stato proprio prenderle grazie ad una scala. Era un match dal concept bizzarro e per cui nessuno sapeva cosa aspettarsi, e questo non fece che aumentare l’attesa.

I Quebecers avrebbero dunque avuto l’onore di andare a WrestleMania X da campioni di coppia, e visto che essere campioni oltre a essere un onore era anche un onere, avrebbero difeso le cinture, stavolta contro i Man on a Mission.

Tutte le cinture sarebbero state difese, anche il titolo femminile di Alundra Blayze (contro un avversaria però da definire), mentre a completare la card ci sarebbe stato anche un Tag Team match tra Bam Bam Bigelow & Luna Vachon contro Doink & Dink, l’apprendista nano che ormai lo accompagnava abitualmente il clown. Ma al Garden sarebbe tornata anche una vecchia conoscenza. Dopo un anno di assenza si fece infatti rivedere a RAW uno dei più grandi colossi della WWF, uno degli ultimi rimasti della “vecchia guardia”: Earthquake, che affrontò Bastion Booger in una delle sue ultime apparizioni in WWF. Per uno che se ne andava, un altro tentava di rilanciarsi, e con i suoi 200 kg non sarebbe stato troppo difficile per Earthquake, tanto che gli fu subito assegnato un match di “bentornato” a WrestleMania X contro Ludvig Borga.

Il rientrante Earthquake

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