Gennaio 1994: in Italia dopo 51 anni si dissolve la Democrazia Cristiana, Silvio Berlusconi annuncia ufficialmente il suo ingresso in politica, al cinema escono Trappola D’amore, Crociera Fuori Programma, Che Aria Tira Lassù, e Ultracorpi: L’invasione Continua, mentre in radio impazza Another Sad Love Song di Toni Braxton:

Nel frattempo, i campioni in WWF sono:

Campione WWF: Yokozuna

Campione Intercontinentale: Razor Ramon

Campioni di coppia: i Quebecers (Jacques & Pierre)

Campionessa femminile: Alundra Blayze

La paura fa 1994

Il 1994 si aprì con una splendida notizia per Lex Luger: avrebbe partecipato alla Royal Rumble! La sconfitta di SummerSlam gli imponeva di non poter lottare per il titolo WWF finché Yokozuna fosse stato campione, ma il Presidente WWF Jack Tunney, sempre molto attento alle regole, non ritenne la Royal Rumble un’opportunità al titolo “diretta”, dunque si dimostrò più flessibile del solito concedendogli la partecipazione, a patto che fossero stati i fan stessi a volerlo tramite un sondaggio telefonico.

Ultima chiamata per Lex Luger

Ovviamente i fan si mobilitarono in massa per far partecipare Luger alla Royal Rumble, e alla fine andò tutto come doveva andare: stavolta Luger non poteva fallire, perché sarebbe stata davvero l’ultima opportunità per lui, almeno finché Yokozuna sarebbe rimasto campione. Ma la permanenza di Yokozuna come campione in vista di WrestleMania X era meno certa che mai: con un avversario come Undertaker il suo regno di terrore sembrava ormai giunto al termine, e persino il suo sguardo sicuro ora appariva incerto e terrorizzato.

Yokozuna nelle varie interviste non riusciva neanche a sentire la parola “casket” senza andare in paranoia, e Undertaker continuava a tormentarlo con immagini della fabbricazione della sua bara, enorme e fatta su misura. L’ansia e l’attesa si erano fatte ormai insostenibili, e campione WWF provò a sconfiggere le sue paure quando a RAW Paul Bearer di presentò a bordo ring con la gigantesca bara che il Becchino aveva costruito apposta per lui; Yokozuna tentò di aprire la bara per distruggerla e far capire a tutti che non aveva paura di Undertaker, e proprio quando aprì il coperchio… Undertaker spuntò fuori! Il giapponese fuggì terrorizzato, con la minacciosa presenza del Becchino nel ring a ricordargli che neanche lui poteva sfuggire al suo destino… quello di finire seppellito vivo!

La morte bussa alla porta di Yokozuna

I sogni son desideri

La serenità era tornata in casa Hart, con Bret e Owen apparentemente riconciliati dopo tante incomprensioni. Dopo settimane passate a suon di fischi e “We want Bret!” intonati dal pubblico, Owen tornò finalmente a lottare col supporto dei fan nelle arene, trovando più serenità e una maggior sicurezza in sé. E, sommando le esperienze nella divisione di coppia di Bret nella Hart Foundation con Jim Neidhart, e quella di Owen negli High Energy con Koko B. Ware, con la prospettiva di vincere la sua prima cintura WWF in carriera a Royal Rumble.

Ma i fratelli Hart non erano gli unici ad essere interessati ai titoli di coppia: Marty Jannetty e 1-2-3 Kid erano infatti potenzialmente una delle coppie meglio assortite della federazione, e anche loro avevano messo i Quebecers nel mirino. Per festeggiare nella puntata speciale del 10 gennaio (quella del primo anniversario di RAW), fu organizzato un match per i titoli di coppia tra i Quebecers e il nuovo team di Jannetty & 1-2-3 Kid, che contro ogni pronostico vinsero le cinture! I due confermarono quanto di buono già mostrato a Survivor Series insieme, e Jannetty ottenne un traguardo che neanche con Shawn Michaels in tanti anni aveva raggiunto, mentre per 1-2-3 Kid fu un autentico sogno, considerando che fino a 7 mesi prima era solo un jobber a chiamata, e il pubblico esplose in un tale entusiasmo che persino“Macho Man” Randy Savage -a bordo ring in qualità di conduttore del party di anniversario- si fiondò nel ring per celebrare con i nuovi campioni.

I nuovi campioni di coppia

Una gioia che però durò pochi giorni, dato che appena 7 giorni dopo i Quebecers si riappropriarono dei titoli di coppia in un house show al Madison Square Garden, l’arena dell’imminente WrestleMania X, la cui strada sarebbe stata inaugurata il 22 gennaio con Royal Rumble. 

A Royal Rumble ci sarebbe stato anche spazio per alcune delle rivalità più durature dell’anno appena concluso: Tatanka avrebbe affrontato Ludvig Borga, mentre Razor Ramon avrebbe difeso la cintura contro Irwin R. Schyster, che dopo le sconfitte subite a SummerSlam e Survivor Series era ormai all’ultima chiamata, mentre tutte le altre sarebbero confluite ovviamente nel Royal Rumble match, inclusa quella tra Crush e Randy Savage, che nonostante fosse ormai semi-ritirato l’anno prima era stato l’ultimo eliminato. “Macho Man” scaldò i motori affrontando a RAW Irwin R. Schyster (a cui aveva spiaccicato in faccia la torta dell’anniversario dello show rosso), ma Crush (presente al tavolo del commento) intervenne nel match per castigare Savage con l’aiuto di IRS.

A salvare Savage arrivò Tatanka, a cui poi seguirono gli ingressi di Yokozuna, Bret Hart, e Lex Luger per dare il via a una rissa incontrollata! Era una piccola anteprima di quanto sarebbe successo a Royal Rumble, e ormai mancava sempre meno: pochi giorni e Yokozuna avrebbe scoperto il suo destino, pochi giorni e il main event di WrestleMania X sarebbe stato rivelato!

22/1/1994 – Royal Rumble 1994

Il Providence Civic Center di Providence, Rhode Island: qui l’inizio ufficiale della strada verso WrestleMania X, qui la sede dei sogni di decine di atleti, e qui la sede… di Royal Rumble 1994! Il match di apertura avrebbe dovuto vedere Tatanka e Ludvig Borga affrontarsi ancora una volta, ma un infortunio del finlandese cambiò i piani, dunque al suo posto fu scelto Bam Bam Bigelow, che per tutto il 1993 era stato il più grande avversario del nativo americano. I due si erano affrontati più volte nel corso dell’anno, e ormai si conoscevano più che bene, ma alla fine fu Tatanka a vincere, grazie a un Crossbody dalla terza corda.

Fu poi il momento dell’atteso Tag Team match tra i Quebecers e Bret & Owen Hart per la cintura di coppia. Per Owen si trattava del più grande match della sua carriera, mentre per Bret rappresentava l’opportunità di seppellire definitivamente ogni incomprensione col fratello. I Quebecers giocarono più sporco del solito: sapevano che Bret & Owen erano più forti di loro singolarmente, e sebbene fossero una nuova coppia erano pur sempre due fratelli cresciuti e formati dallo stesso maestro, dunque avrebbero trovato una chimica naturale.

E così fu: i fratelli Hart che dimostrarono buona alchimia, e la loro vittoria sembrava solo questione di minuti, ma una brutta caduta di Bret da bordo ring causata dal manager dei Quebecers Johnny Polo cambiò le carte, costringendo l’Hitman a lottare con un ginocchio infortunato e Owen a fare gli straordinari per tenere la contesa equilibrata. Nonostante non riuscisse a reggersi in piedi, Bret rifiutò di dare il cambio ad Owen, convinto di potersela cavare con l’esperienza, e usò tutta la sua tecnica per chiudere Pierre in una Sharpshooter anche con le spalle a terra, ma appena la chiuse il ginocchio cedette di nuovo, costringendolo a mollare la presa e pentendosi di non aver dato il cambio ad Owen.

L’arbitro dichiarò Bret impossibilitato a continuare e fece finire il match in no contest, con conseguente conferma di campioni di coppia dei Quebecers. Owen inizialmente si infuriò con l’arbitro: l’aver dichiarato concluso il match senza schienamento, sottomissione, squalifica o count out per lui era inconcepibile, ma Bret era visibilmente dolorante e non in condizioni di lottare, e da lì Owen sfogò la sua rabbia sul fratello, accusandolo di non avergli dato un facile tag per manie di protagonismo nonostante il ginocchio, e appena l’Hitman -con molta fatica- tornò in piedi… Owen gli calciò il ginocchio infortunato!

Owen è ormai stanco di Bret

Le frustrazioni, l’invidia e la rabbia di Owen erano ancora vive dentro di lui, e ancora una volta accusava il fratello dei suoi insuccessi. Owen tornò nel backstage rabbioso come non mai urlando in faccia alla telecamera: lo si era già visto arrabbiato da settimane, ma l’aver attaccato il ginocchio infortunato del fratello lasciandolo inerme nel ring fu un gesto troppo grave. E la serata per i due non era ancora finita: sarebbero stati entrambi partecipanti dell’imminente Royal Rumble, e in caso di incrocio dentro al ring chissà cosa sarebbe potuto accadere tra i due. Sempre ammesso che il ginocchio di Bret glielo avesse consentito.

Ce la farà Bret Hart a partecipare alla Royal Rumble?

Il match per il titolo Intercontinentale tra Razor Ramon e Irwin R. Schyster si rivelò una contesa caotica, com’era facile immaginare visto il desiderio di Shawn Michaels di dimostrarsi l’unico vero campione Intercontinentale sabotando il regno di Razor Ramon in ogni modo possibile. Approfittando dell’arbitro KO, Michaels intervenne brandendo la sua cintura (o meglio, la sua copia della cintura) Intercontinentale e usandola per stendere Ramon, consentendo a IRS di effettuare lo schienamento vincente, con l’arbitro appena tornato cosciente di effettuare il 3.

IRS, il nuovo campione Intercontinentale

Un secondo arbitro arrivò però a far notare che la cintura con cui IRS stava festeggiando non era la cintura regolarmente in palio, tra l’altro usata da un “campione” non legittimo per colpire Ramon, e prima che l’arbitro titolare potesse capire cosa stava succedendo, Razor Ramon colpì IRS con la sua Razor’s Edge per un altro conto di 3, stavolta quello definitivo. Il “Bad Guy” festeggiò con entrambe le cinture, ma la situazione andava chiarita: che ci fossero due cinture Intercontinentali in circolazione rischiava di creare soltanto altro caos, gli arbitri non erano soliti riversare decisioni a match finito come in questo caso, ma il fatto che un wrestler apparisse negli show con una cintura fasulla non poteva essere tollerato, o si sarebbe rischiato un nuovo caso di “Million Dollar Belt”.

E a proposito di titoli ne rimaneva solo uno ancora in palio, il titolo WWF. Yokozuna da campione aveva superato vari ostacoli, ma quello di Undertaker era troppo insormontabile persino per lui, e per di più in un Casket match, il match che il Becchino non poteva perdere. Yokozuna e Undertaker usarono di tutto: sedie, sale in faccia, gradoni, e tutto il loro arsenale di mosse. Entrambi riuscirono persino a mettersi a vicenda dentro la bara, ma per vincere era necessario chiudere con un lucchetto anche il coperchio. Il match fu il più spettacolare e intenso del regno del giapponese, che si dimostrò meno timoroso di quanto ci si poteva aspettare, ma fu Undertaker a prevalere, attingendo dall’urna di Paul Bearer tutto il potere necessario per mettere il campione dentro la bara. Ma proprio quando stava per chiudere lo sportello, arrivò l’altro protetto di Mr. Fuji, Crush, a impedirne la vittoria. Messo fuori gioco anche lui arrivarono Genichiro Tenryu e Great Kabuki, due wrestler non della WWF ma reclutati da Fuji apposta dal Giappone (che avrebbero anche partecipato alla Royal Rumble la stessa sera), ma neanche loro potevano nulla contro il potere di Undertaker.

Ma più i minuti passavano e più wrestler arrivarono nel ring per bloccare il Becchino: Bam Bam Bigelow, gli Headshrinkers, Adam Bomb, Diesel e persino l’ultimo arrivato Jeff Jarrett! Non erano solo gli assistiti di Mr. Fuji ad aiutare Yokozuna, ma tutti gli heel della federazione ad essersi coalizzati contro Undertaker, ed erano stati Mr. Fuji e Jim Cornette a pianificare tutto, perché Yokozuna avrebbe dovuto mantenere il titolo a qualunque costo! Ma proprio quando in 10 (!) misero Undertaker dentro la bara, al momento di chiudere il coperchio, Paul Bearer fece appello a tutti i poteri dell’urna, con Undertaker che uscì dalla bara all’ultimo secondo e tenne testa a tutti e 10 gli avversari nel tripudio del pubblico! Yokozuna individuò il problema, e strappando l’urna dalle mani di Bearer non solo annullò i poteri del becchino, ma fece l’affronto definitivo aprendo l’urna e gettandola a terra. Dissacrando l’urna si levò in tutta l’arena un misterioso fumo verde: il potere di Undertaker si stava disperdendo, e con esso la sua prodigiosa forza.

Undertaker fu costretto a soccombere all’orda di wrestler, che lo misero dentro la bara e chiusero il tutto con un lucchetto, decretandone la sconfitta. Yokozuna aveva fatto l’impossibile, qualcosa che nessuno pensava fosse neanche possibile fare: seppellito vivo il Becchino e distrutto i suoi poteri! Undertaker era stato battuto sul suo stesso campo da gioco, e ora nessuno avrebbe neanche osato ad avvicinarsi a Yokozuna: chi mai avrebbe voluto affrontare l’uomo che aveva seppellito la presenza più misteriosa e inquietante della storia della WWF? Le speranze per chiunque si azzeravano, e ora per il vincitore della Royal Rumble affrontare Yokozuna a WrestleMania X sarebbe stata più una condanna a morte che un’opportunità.

Ma mentre gli uomini di Mr. Fuji portavano via la bara, sullo schermo posto alla rampa d’ingresso qualcosa di inspiegabile successe: le luci si spensero, e dalla bara uscì del fumo. Nessuno ebbe il coraggio di aprire la bara per vedere cosa stava succedendo all’interno, ma i dubbi vennero presto sciolti quando sullo schermo apparvero le immagini… dell’interno della bara! Undertaker si risvegliò improvvisamente, apparendo indemoniato come non mai e parlando con frasi che gelarono il sangue di tutti: disse che lo spirito dell’Undertaker viveva nell’anima di tutta l’umanità, e per tanto la sua fiamma non poteva essere estinta. Non avrebbe riposato in pace… ma avrebbe fatto presto ritorno.

Dopo queste parole Undertaker si spense, cadendo in una veglia profonda, ma proprio dietro lo schermo successe qualcosa di ancora più inspiegabile: il corpo di Undertaker, che tutti credevano essere nella bara, si innalzò tra la nebbia levitando nel vuoto! Il corpo di Undertaker stava ascendendo al cielo, mentre la sua anima era evaporata dalla bara. Il pubblico impazzì, mentre Yokozuna e gli altri erano terrorizzati come bambini dinanzi all’uomo nero: e se Undertaker fosse stato davvero immortale? E se fosse davvero uno spettro pronto a vendicarsi? Forse la sua vendetta non sarebbe calata il giorno successivo, forse neanche il mese dopo, o quello stesso anno, ma una cosa era certa… Undertaker sarebbe tornato, e quel giorno si sarebbero pentiti tutti di essere venuti al mondo! Quello che sembrò il più grande trionfo di Yokozuna si sarebbe rivelata la sua condanna a morte, perché seppellendo il Becchino il campione WWF aveva risvegliato una forza ben più grande di quanto potesse immaginare. E nessuno avrebbe potuto salvarlo.

Ma finché Undertaker non fosse risorto, Yokozuna avrebbe avuto la certezza di continuare ad essere campione mondiale WWF, e addirittura di esserlo al tempio del wrestling, il Madison Square Garden, per WrestleMania X, una delle edizioni più importanti di sempre. E chi avrebbe avuto l’onore/condanna di affrontarlo? La risposta era questione di minuti…

Ad aprire il Royal Rumble match ci pensarono Scott Steiner e Samu degli Headshrinkers, a cui si aggiunsero il fratello di Scott, Rick, e il misterioso Kwang, al suo debutto assoluto. Nonostante la rabbia e l’ardore mostrato poche ore prima, Owen Hart non lasciò il segno, e venne eliminato dopo appena 4 minuti (evitando quindi un secondo confronto nella stessa serata con Bret, ancora incerto della partecipazione) da Diesel, che appena entrato mise a ferro e fuoco il ring, eliminando un lottatore dopo l’altro e spesso ritrovandosi da solo nel ring in attesa della prossime vittime (tra cui Bob Backlund, che nonostante l’età l’anno prima aveva stabilito il record di permanenza nella Royal Rumble con 61 minuti).

A rompere la striscia positiva di eliminazioni di Diesel (che saranno ben 7) ci pensò “Macho Man” Randy Savage, il wrestler più esperto nel match in quanto a Royal Rumble, e dal suo ingresso iniziarono ad arrivare i pezzi da novanta: Crush, Bam Bam Bigelow (che con i suoi 30 minuti resistette più di tutti), Mabel, Shawn Michaels, Tatanka, Lex Luger e persino il leggendario ex campione Intercontinentale Greg “The Hammer” Valentine! Se dei nuovi volti Jeff Jarrett e Kwang non lasciarono il segno, per Thurman“Sparky” Plugg fu l’opposto: l’ex pilota NASCAR dell’Alabama resistette per ben 21 minuti, un ottimo risultato per essere al suo mese di debutto in WWF.

Con le eliminazioni dei colossali Crush, Mabel e Diesel (tutti fuori tramite eliminazioni di gruppo) la strada sembrava spianata per l’ormai favorito Lex Luger, complice anche la definitiva assenza di Bret Hart: all’ingresso del numero 25 infatti non si presentò nessuno, rendendo di fatto la Rumble a 29 uomini, e viste le condizioni del ginocchio dell’Hitman, era logico pensare fosse il suo numero. Ma un paio di minuti dopo avvenne l’impensabile: il numero 27 che l’anno prima aveva portato fortuna a Yokozuna, vide stavolta il nome di… Bret “Hitman” Hart! Si venne poi a sapere che il numero 25 non era destinato a Bret, ma a Bastion Booger, costretto a rinunciare al match a causa di un male intestinale dovuto alle sue solite abbuffate. Zoppicante, con il cuore spezzato dal fratello Owen, amareggiato, con quasi 20 minuti di match già combattuti in serata, dolorante… eppure ancora combattivo e determinato a riprendersi il titolo che Yokozuna gli aveva strappato 9 mesi prima: Bret Hart non avrebbe fatto forse una grande prova, ma il suo cuor di leone fece impazzire l’arena.

Bret Hart, dolorante ma determinato

Consci delle condizioni del suo ginocchio, Bret fu un bersaglio facile per gli uomini rimasti, ma usò tutta la sua esperienza per dosare le energie e non eccedere in eroismi, subendo per guadagnare tempo quando necessario, e reagire nei momenti propizi. L’attesa di Bret lo premiò, gli altri wrestler si eliminarono a vicenda sgomeberando il ring fino a che non rimasero in 4, uno per ogni angolo del ring: lui, Lex Luger, Shawn Michaels e Fatu!

Eliminati praticamente in contemporanea Fatu e Michaels, Luger e Bret non esitarono un secondo ad affrontarsi: niente strategie, niente studio dell’avversario, solo la voglia di vincere la Royal Rumble per raggiungere l’obiettivo che avevano in comune… vendicarsi di Yokozuna, proprio loro che erano stati in dubbio sulla propria partecipazione alla Rumble fino all’ultimo. Il confronto tra i due ultimi rimasti durò poco, con Luger che cercò di eseguire una Body Slam per eliminare Bret, che se lo trascinò con sé fuori dal ring finché… non caddero entrambi fuori dal ring oltre la terza corda!

Nell’arena ci fu un silenzio totale: entrambi si erano eliminati nello stesso momento e non era chiaro a nessuno dei due arbitri presenti chi avesse toccato per primo il suolo. Inizialmente fu data la vittoria a Luger, poi ribaltata per Bret: era il caos più totale, e l’ipotesi che entrambi avessero toccato terra nello stesso momento sembrava la più realistica. Nessuno sapeva come comportarsi: non c’era nessun precedente, e che gli ultimi due rimasti toccassero terra allo stesso istante era un’ipotesi talmente remota che neanche nel regolamento era prevista una regola apposita, e senza una regola poteva succedere di tutto: sarebbero tornati nel ring come non fosse successo nulla? Vittoria ad entrambi? No contest? A sciogliere i dubbi ci pensò il presidente WWF Jack Tunney, venuto eccezionalmente nel ring per la decisione più importante della sua carriera, una decisione che spiazzò tutti: sia Bret Hart che Lex Luger furono riconosciuti come vincitori!

Per la prima volta nella storia della Royal Rumble i vincitori erano due, ma nonostante questo sia Luger che Hart sembravano delusi, perché essere proclamati co-vincitori infatti non scioglieva il dubbio più grande: chi avrebbe affrontato Yokozuna a WrestleMania X? Se i vincitori della Royal Rumble potevano essere due lo stesso non poteva dirsi per il contendersi il titolo al Madison Square Garden il 20 marzo, perché un tale onore sarebbe spettato a un solo uomo. Ma chi?

RAW

Due sono pochi, tre sono troppi

Jack Tunney si dimostrò imparziale e lucido come sempre, annunciando dopo una settimana di riflessioni la sua decisione: a WrestleMania X sia Bret Hart che Lex Luger avrebbero lottato per il titolo, lasciando al lancio di una monetina la sorte di due scenari che aveva preparato: in caso fosse uscito testa Bret avrebbe affrontato il fratello Owen a inizio show, per poi affrontare nel main event il vincitore del match tra Yokozuna e Lex Luger, che si sarebbe svolto a metà serata; al contrario, in caso di croce sarebbe stato Bret ad affrontare Yokozuna per primo, col vincitore che avrebbe poi affrontato Lex Luger nel main event (che nel frattempo sarebbe stato impegnato a inizio show contro Crush).

Tutti avrebbero faticato allo stesso modo nello scenario più inedito e impensabile della storia di WrestleMania, col titolo mondiale WWF che sarebbe stato difeso ben due volte nella stessa serata. Anche se avrebbe previsto un minor tempo di riposo tra un match e l’altro, entrambi avevano il desiderio di affrontare Yokozuna per primi, tanto era il desiderio di strappargli finalmente il titolo dopo tanti mesi. Il sorteggio della monetina avvenne a RAW, e ad uscire fu testa, decretando così i primi 3 match di WrestleMania X: Owen Hart vs Bret Hart, Yokozuna vs Lex Luger per il titolo WWF, e il vincitore di quest’ultimo contro l’Hitman nel main event! I due si rispettavano molto e non avendo nulla l’uno contro l’altro, dunque si augurarono reciprocamente buona fortuna, con la speranza di incontrarsi nel main event!

Lex Luger e Bret Hart si augurano buona fortuna

La strada per WrestleMania X era ufficialmente iniziata, e avrebbe presto posto fine a tante faccende che si prolungavano da troppo tempo, come la guerra tra Irwin R. Schyster e il duo Razor Ramon/1-2-3 Kid, che non sembrava affievolirsi minimamente, con l’ex Money Inc. che a RAW se la prese con Marty Jannetty -notoriamente amico di 1-2-3 Kid- durante un match tra quest’ultimo e Johnny Polo, alla quale assistette a bordo ring da commentatore speciale insieme a Vince McMahon. Ma ad affiancarlo al tavolo del commento c’era anche lo stesso 1-2-3 Kid, che minò alla reputazione di IRS rubandogli l’oggetto a cui teneva di più in assoluto: la sua inseparabile valigetta! Schyster tentò di inseguirlo nel backstage, ma appena gli si pararono davanti Razor Ramon e Jannetty preferì battere la ritirata, rimandando ancora una volta la parola “fine” alla loro lunga rivalità.

1-2-3 Kid ruba la valigetta di IRS

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