Dicembre 1993: viene ucciso Pablo Escobar, Nelson Mandela riceve il Premio Nobel per la Pace, Roberto Baggio vince il Pallone d’Oro, si spegne Frank Zappa, il mondo dei videogiochi vede il debutto di Doom e di FIFA, al cinema escono Schindler’s List, Beethoven 2, Philadelphia, Tombstone, Batman: La Maschera del Fantasma, eIl Rapporto Pelican, mentre Rape Me dei Nirvana viene distribuito come singolo:

Nel frattempo, i campioni in ECW sono:

Campione ECW: Sabu

Campione Televisivo: Sabu

Campioni di coppia: Tommy Dreamer & Johnny Gunn

Campione del Maryland: JT Smith

A Natale (non) siamo tutti più buoni

Il 1993 era stato un anno importantissimo per la crescita dell’ECW: dall’approdo in TV di Hardcore TV, all’accordo con la Viking Hall di Philadelphia (ormai nota come ECW Arena), fino ai maxi eventi mensili, che per il 1993 si sarebbero conclusi con Holiday Hell, e con una novità: i fan avrebbero potuto chiamare un numero per deciderne il main event! Naturalmente il verdetto non poteva essere più scontato, perché c’era solo un match che tutti i fan avevano in mente: Sabu vs Terry Funk per il titolo ECW in un match senza squalifiche!

Il popolo ha parlato

Avere Sabu in un match senza regole e squalifiche significava andare incontro a un inferno per cui poteva non esserci ritorno, ma Funk non era un ingenuo, e si tutelò annunciando che a coprirgli le spalle dalle mille idee che poteva avere Paul E. Dangerously fino a Holiday Hell ci sarebbero stati i Bad Breed! La scelta di Funk non poteva essere più azzeccata: coi Public Enemy in gabbia e i Badd Company ancora in ospedale, i fratelli Rotten erano di gran lunga la coppia più temibile e feroce dell’ECW, pronti a tutto pur di aiutare una leggenda come lui.

In ECW sembrava ormai vitale costruirsi nuove alleanze e solide amicizie, e lo sapeva bene anche Kevin Sullivan, che per quanto fosse un lottatore temibile storicamente aveva sempre preferito lavorare in sette con lui a capo di tutto, ed era inevitabile che anche in ECW avrebbe presto formato un nuovo gruppo di fedelissimi. Oltre alla sua vecchia conoscenza Woman, Sullivan reclutò il selvaggio The Tazmaniac, combattendo per la prima volta insieme a lui contro i Bad Breed, anche se a dirla tutta fece tutto Tazmaniac, visto che Sullivan al momento del suo ingresso preferì accanirsi contro il povero JT Smith -che stava tornando negli spogliatoi dopo aver battuto Johnny Hotbody in un match- con una brutalità assolutamente ingiustificata… e tutto solo perché Smith aveva “osato” guardare Woman! Sullivan prima lo colpì con una serie di sediate, e poi addirittura con una Powerbomb sul pavimento dell’arena: un accanimento esagerato persino per Woman, che placò Sullivan come era suo solito fare, ossia coprendogli gli occhi con un panno. Tutto mentre sul ring Tazmaniac combatteva contro i fratelli Rotten, riuscendo a sconfiggerli completamente da solo!

Woman placa Kevin Sullivan nell’unico modo possibile

Il gruppo puntava ad espandersi con nuovi membri, e Woman individuò subito il profilo ideale in “The Franchise” Shane Douglas, che aveva tutte le carte in regola per fare le fortune di chi se lo fosse accaparrato: Douglas era giovane, ambizioso, e strabordante di quel potenziale inespresso che aveva già adocchiato Paul E. Dangerously, prima che i rapporti tra i due precipitassero. Woman approfittò di una serata in cui la sua manager Sensational Sherri era assente per parlare  direttamente con lui, e Douglas si mostrò subito lusingato dell’interesse di Woman. Del resto come avrebbe potuto non esserlo: Kevin Sullivan al comando era una garanzia, Tazmaniac era un esecutore tosto e senza paura, e poi lei era bellissima, ma per Douglas c’era solo un problema… lei non era Sherri! Woman rimase spiazzata: nessuno le aveva mai detto di no, tantomeno un signor nessuno come Douglas, ma difficilmente una donna poco abituata ai rifiuti come lei avrebbe lasciato correre…

La faccia di Woman dice tutto

Con o senza Shane Douglas, Kevin Sullivan & Tazmaniac avrebbero continuato imperterriti la loro scalata, tanto che la settimana dopo affrontarono per i titoli di coppia Tommy Dreamer & Johnny Gunn, in un match che però Dreamer dovette combattere da solo a causa di un infortunio di Gunn. Tommy Dreamer avrebbe potuto benissimo cercare un sostituto, ma voleva dimostrare a tutti (ancora una volta) di non essere un pretty boy che non sapeva cavarsela da solo. Ma appena prima del suono della campana arrivò “The Franchise”, che si offrì di lottare con lui per giocare ad armi pari!

Douglas sembrava voler dimostrare in ogni modo di potersi affermare anche senza l’aiuto degli uomini di Woman… almeno finché non colpì Dreamer con una catena! Per Tazmaniac a quel punto fu un gioco da ragazzi schienare Dreamer e laurearsi campione di coppia insieme a Sullivan. A match finito Shane Douglas si inchinò davanti al trio, come se si stesse “offrendo” dopo una prova di iniziazione: chiaramente fingersi partner di Tommy Dreamer per poi tradirlo non era stata un’idea di Woman, ma proprio di Douglas, che aveva mostrato un’iniziativa e un’imprevedibilità che neanche loro avevano considerato, e come ulteriore dimostrazione riportò il corpo esanime di Dreamer al centro del ring… affinché Sullivan & Tazmaniac potessero prenderlo a frustate con le cinture! 

Che Douglas abbia cambiato idea?

Dreamer e Douglas si affrontarono la settimana dopo in un match, ma ancora una volta “The Franchise” usò l’ingegno per prevalere, mettendo KO Dreamer con la stessa catena della settimana prima, per poi mettere la catena nella mani di Dreamer e buttarsi a  terra, così che l’arbitro una volta rinvenuto credesse che era stato Dreamer a usare la catena! “The Franchise” aveva una mente fredda e calcolatrice, ma avrebbe fatto meglio a inventarsi presto qualche nuovo trucchetto, perché lui e Dreamer avrebbero combattuto un nuovo match a Holiday Hell.

Aver aiutato Woman, Kevin Sullivan e Tazmaniac non sembrò aver pregiudicato i rapporti tra “The Franchise” e Sherri, che anzi a Holiday Hell si presentò al suo fianco come sempre, aiutandolo persino a vincere passandogli la solita catena: a Shane Douglas non interessava stare solo da una parte, perché voleva costruirsi unafitta rete di amicizie da poter sfruttare a seconda dei suoi scopi, perché solo così poteva arrivare al top, perché solo così avrebbe davvero potuto definirsi… “The Franchise”.


Nel frattempo JT Smith era in cerca di vendetta per il brutale (e assolutamente ingiustificato) attacco subito da Kevin Sullivan: avrebbe avuto l’opportunità di rifarsi a Holiday Hell, in un Tag Team match con un partner a sua scelta, mentre accanto a Sullivan ci sarebbe stato (ovviamente) The Tazmaniac. Smith avrebbe dovuto scegliere con attenzione, perché l’ultimo di cui si era fidato era stato il suo idolo Terry Funk, e ne era uscito col cuore spezzato e alla fine la scelta ricadde su un uomo tosto ed esperto quanto Funk, ossia l’ex campione ECW… “Superfly” Jimmy Snuka!

E luce fu

Mr. Hughes e il suo manager Jason in poche settimane si erano lasciati alle spalle una scia di vittorie senza appello, ma nonostante i successi ottenuti da Mr. Hughes c’era una cosa che ancora tormentava Jason: il modo in cui Sandman aveva rifiutato i suoi servizi. Già a November to Remember Jason aveva fatto una nuova proposta a Sandman, che declinò nuovamente, pagando a caro prezzo questo nuovo rifiuto con un pestaggio di Mr. Hughes. Dopo quanto accaduto il surfista affrontò Hughes ad Hardcore TV, in un match che però non vide mai conclusione perché le luci dell’arena andarono via, e non si trattò nemmeno di un episodio isolato. Per ben 2 settimane i blackout tormentarono l’ECW Arena, e ogni volta che la luce andava via era come un segnale per tutto il roster per scatenarsi e fare a pezzi tutto: interi match venivano sabotati, e tonnellate di armi venivano usate… era un autentico far west dove solo i più duri potevano uscirne vivi!

Qualunque dirigente di qualunque altra federazione ne sarebbe stato irritato, ma non per il Presidente ECW Tod Gordon, che era anzi orgoglioso di quell’anarchia che rendeva l’ECW così unica, tanto che i recenti blackout gli fecero venire un’idea per Holiday Hell: un match bonus alla fine dello show, una Lights Out Battle Royal lottata a luci spente, con in palio… un tacchino farcito di soldi (!), che alla fine venne vinto da Tommy Dreamer.

Uno dei tanti blackout dell’ECW Arena

Nelle risse dei vari blackout di Hardcore TV si erano presi particolarmente di mira “Wildman” Salvatore Bellomo e Rockin’ Rebel, che a dispetto del suo volontario forfait a November to Remember non aveva affatto intenzione di lasciar perdere con Bellomo. Anzi, Rockin’ Rebel si presentò addirittura con una maglietta piena di insulti verso la moglie di Bellomo!

I ripetuti blackout stavano mettendo ancora più pepe sui già delicati equilibri dell’ECW, e in match anche di una certa importanza, perché a Holiday Hell influenzarono pesantemente anche il match per il titolo ECW tra Sabu e Terry Funk. Il match i due fu divertente e violento come tutti si aspettavano: dall’altro della sua esperienza Funk in carriera aveva affrontato il suo maestro, suo zio The Sheik, mentre Sabu -molto più che in tutti i suoi match precedenti- tirò fuori tutto il suo famigerato repertorio: Split-Legged Moonsault, sedie usate come trampolino, tavoli distrutti, e persino uno spettacolare Springboard Moonsault con cui stese i fratelli Rotten, accorsi per dare una mano a Funk, e tanto altro… in pratica Sabu colpì il texano con tutto quello che aveva! Chi andò più vicino alla vittoria però fu proprio Funk con la sua Spinning Toe Hold, interrotta però da Paul E. Dangerously con un colpo del suo cellulare! 

Ma proprio quando sembrava finita per Funk arrivarono anche Sensational Sherri e Shane Douglas! I due non potevano permettere a Paul E. e Sabu di trionfare di nuovo, e proprio in quel momento ci furono di nuovo gli ormai abituali blackout dell’ECW Arena, che come al solito fu un invito al caos più totale, ma per fortuna le luci tornarono per mostrare l’immagine più importante: Terry Funk aveva schienato Sabu per il conto di 3! Sherri e Shane Douglas si erano finalmente presi una rivincita su Paul E. Dangerously, e festeggiarono come se fossero stati loro a vincere il titolo, il tutto mentre -come al suo solito- in piena trance agonistica Sabu continuò a lottare da solo e a colpire tavoli vuoi a suon di Moonsault (!), ma ormai non c’era più nulla da fare: Terry Funk era il nuovo campione ECW!

Non c’era comunque alcuna alleanza tra Terry Funk e Shane Douglas, che si complimentò con il texano per il titolo paragonandolo a Bruno Sammartino e Lou Thesz, ma Funk rigettò il paragone, che riteneva un insulto, perché si considerava di gran lunga superiore a loro, e a 50 anni suonati era ancora lì a dare lezioni ai wrestler più molto più giovani di lui! E a dirla tutta a lui neanche interessava elevarsi sopra l’Olimpo del wrestling, perché in quel momento la sua missione era una soltanto: eliminare Sabu, e per spiegare il motivo raccontò la storia di quando era giovane e aveva un piccolo cane, che mentre veniva sfamato dal giovane Funk morse la sua mano, la mano che gli dava da mangiare. Un giorno suo padre lo abbatté, perché nei suoi occhi aveva visto quello che al figlio era sfuggito: lo sguardo di un cane rabbioso e incontrollabile. Una metafora che Funk usò per paragonare quel cane a Sabu, che andava abbattuto per lo stesso motivo, e se nessuno lo avesse abbattuto prima… lo avrebbe fatto lui!

Il nuovo campione ECW

Ritorni e debutti

Giusto in tempo per Holiday Hell uscirono di prigione anche i Public Enemy, mentre i Badd Company furono dimessi dall’ospedale. Tutto sembrava pronto per un nuovo scontro tra le due coppie per l’evento di dicembre, ma non in un match a coppia, bensì in Body Count match, ossia un incontro singolo voe “Flyboy” Rocco Rock avrebbe combattuto contro Pat Tanaka, mentre Johnny Grunge e Paul Diamond avrebbero assistito rinchiusi in una gabbia. Ma per quanto la galera avesse caricato i Public Enemy di rabbia e voglia di riscatto, furono nuovamente i Badd Company gli uomini migliori, con Diamond che trionfò.

Come da tradizione l’ECW usò lo show mensile più importante per far debuttare i nuovi arrivi del roster, e fu così che a Holiday Hell fecero la loro comparsa The Pitbull e “Awesome” Mike Awesome. Quello di Pitbull tecnicamente non era un vero e proprio debutto, visto che aveva fatto parte dei Pitbulls, coppia che faceva parte dell’ECW sin dalla sua fondazione, nell’aprile 1992, dove parteciparono anche alla Battle Royal per decretare il primo campione ECW di sempre. I due avevano avuto una breve rivalità con i Super Destroyers, per poi lasciare la compagnia.

The Pitbull

Al suo match di ritorno da wrestler singolo, Pitbull dominò Chad Austin con una semplicità disarmante, senza però mai voler chiudere la contesa. Al contrario, ogni volta che l’arbitro contava Pitbull interrompeva volutamente il conto al 2, solo per poter massacrare ancora di più il povero Austin. Ma la sua smania di dimostrarsi dominante e senza scrupoli gli si rivolse contro, perché a sorpresa Austin lo schienò dopo uno Spinning Heel Kick! A quel punto Pitbull si accanì su Chad Austin con una furia che non aveva avuto neanche nel corso del match, come se volesse ucciderlo per una tale umiliazione! Stanco di vedere il povero Austin massacrato, per fortuna arrivò in suo soccorso arrivò Sandman, che però venne raggiunto da Jason, che diede una mano a Pitbull a riprendere il controllo. Fu solo un anteprima del massacro che Jason aveva in mente per Sandman la sera stessa: il surfista avrebbe infatti dovuto affrontare Mr. Hughes, che non fece alcuno sconto all’ex campione ECW, tanto che l’arbitro fu costretto a dichiarare Sandman sconfitto per KO tecnico.

Mr. Hughes si sbarazza facilmente di Sandman

“Awesome” Mike Awesome invece era un vero portento: 198 centimetri per 135 chili uniti a una forza fisica fuori scala, ma i numeri non dicevano tutto di questo gladiatore. Americano ma attivissimo in Giappone (dove lottava regolarmente per la W*ING, con cui l’ECW aveva collaborato alla fine dell’estate), Awesome infatti nonostante fosse un colosso era mostruosamente agile, e ne diede prova nel suo match contro Randy Starr dove esibì una Suicide Dive fuori dal ring assolutamente impressionante per la sua stazza, per poi trionfare con una violentissima Powerbomb.

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