Novembre 1993: Ayrton Senna vince la sua prima gara di Formula 1, la Comunità Economica Europea diventa l’Unione Europea, viene rilasciato Mortal Kombat II, al cinema escono Mrs. Doubtfire, Carlito’s Way, La Famiglia Addams 2, I Tre Moschettieri, RoboCop 3, Senti Chi Parla Adesso, mentre in tutte le discoteche inizia a risuonare The Rhythm of the Night di Corona:
Nel frattempo, i campioni in WWF sono:
– Campione WWF: Yokozuna
– Campione Intercontinentale: Razor Ramon
– Campioni di coppia: i Quebecers (Jacques & Pierre)
La morte non può attendere
L’attacco subito da Yokozuna portò a un bollettino medico senza appelli per Tatanka: non avrebbe potuto lottare a Survivor Series. Oltre all’imbattibilità, il campione WWF e Ludvig Borga lo avevano privato anche della possibilità di lottare, lasciando il team degli All-Americans con un membro in meno.

I Foreign Fanatics erano gli assoluti favoriti: possedevano 2/3 delle cinture della federazione, avevano appena messo Tatanka fuori dai giochi, e potevano disporre dell’aiuto di Jim Cornette, Mr. Fuji, e Johnny Polo, e adesso per non trasformare il loro match in un incontro a senso unico al capitano degli All-Americans Lex Luger non restava che reclutare un nuovo membro all’altezza, qualcuno che potesse compensare tutto ciò. Ma chi? La risposta di Luger non tardò ad arrivare, presentando in una puntata di WWF Superstar il nuovo membro… The Undertaker!
Nonostante fosse uno degli uomini più temibili in circolazione, durante le reclutazioni per i Survivor Series match nessuno osava mai avvicinarsi mai a Undertaker, un pò per timore, e un pò per la sua attitudine solitaria e poco avvezza a immischiarsi in affari altrui, figuriamoci per questioni patriottiche, ma il Becchino accettò, e neanche troppo a sorpresa: per lui sarebbe stato un modo per misurarsi finalmente con Yokozuna dopo la sfida lanciatagli a settembre, ma Undertaker prese parecchio sul serio anche la crociata dei suoi compagni, apparendo al pubblico addirittura col suo classico mantello con una bandiera americana all’interno! Un inaspettato slancio patriottico che fece tremare le gambe dei Foreign Fanatics e cambiò tutte le carte in tavola, risvegliando in Yokozuna tutta la paura che aveva provato nel loro primo faccia a faccia a fine settembre.

Nel tentativo di privarsi a vicenda dei rispettivi membri come già successo con Tatanka, i due team si affrontarono nelle settimane precedenti in match singoli: Ludvig Borga diede filo da torcere a Scott Steiner a RAW, mentre Jacques se la vide con Rick Steiner a Superstars, ma a rivelarsi davvero decisivo per Survivor Series fu il match tra Lex Luger e Pierre. Luger infatti colpì il canadese con una Bionic Elbow talmente forte che oltre a fargli vincere il match causò a Pierre una commozione cerebrale con tanto di ricovero in ospedale, impedendogli di lottare al PPV.

Il karma aveva colpito: se i Foreign Fanatics avevano privato gli All-Americans (involontariamente rinforzati con l’arrivo di Undertaker) della forza di Tatanka, questi ultimi li avevano privati di un membro a loro volta. Ma anche in questo caso si trattò di un involontario upgrade, visto che Jim Cornette tirò fuori dalla manica un’intuizione non da poco, investendo Crush dell’onore di sostituto! Ma Crush aveva anche altre gatte da pelare con un ex campione WWF…
Pur non essendo impegnati a Survivor Series, la rivalità tra Crush e “Macho Man” Randy Savage non aveva nulla di meno rispetto alle altre in quanto a odio, tanto che Savage uscì dal suo ruolo di commentatore in cui era confinato, e non trattenendo la sua rabbia attaccò Crush prima di un match a RAW. Vince McMahon, che affiancava sempre Savage e Bobby Heenan al tavolo del commento di RAW, tentò invano di fermarlo insieme a una schiera di arbitri, ma la rissa degenerò a tal punto da spostarsi nel backstage, poi persino fuori dall’arena, durando fino alla fine dello show!
Il presidente WWF Jack Tunney era furioso: nessun commentatore, seppur ex wrestler e campione del mondo WWF come Randy Savage, poteva permettersi di uscire dal suo ruolo e malmenare una superstar WWF. Ma l’orgoglio di Savage era troppo grande per essere soffocato da un burocratico divieto di sporcarsi le mani “solo” per il suo ruolo; Tunney sospese dunque Savage dalla carica di commentatore di RAW, lasciando il compito ai soli Hennan e McMahon, e dichiarando che se davvero “Macho Man” ci teneva così tanto al menar le mani, sarebbe dovuto tornare a combattere a tempo pieno come superstar WWF!

Fratelli d’armi
Finalmente a Survivor Series Jerry “The King” Lawler si sarebbero affrontati una volta per tutte, seppur in un Survivor Series match. La sola variabile erano gli uomini di Lawler: nessuno sembrava poter sapere chi sarebbero stati i suoi Cavalieri, mentre al contrario Bret poteva contare sulle persone di cui più si fidava al mondo, i suoi fratelli Bruce, Keith, e Owen. Per prepararsi al meglio, nelle settimane precedenti al PPV Bret e Owen iniziarono a lottare insieme in vari Tag Team match: un’incredibile novità, visto che nonostante fossero fratelli e ormai Owen fosse in WWF da quasi 2 anni non avevano mai lottato insieme.

Owen era onorato di lottare finalmente accanto al fratello, che aveva sempre idolatrato, e iniziò a dimostrare il suo entusiasmo in ogni modo, seguendolo come un’ombra, un angelo custode sempre pronto ad aiutarlo. Come a WWF Superstars, dove salvò il fratello -impegnato in un match contro Irwin R. Schyster- da Mr. Fuji e Yokozuna, giunti a bordo ring per “ammorbidirlo”. Prima di Survivor Series infatti, Bret Hart avrebbe affrontato Yokozuna per il titolo WWF a Survivor Series Showdown, special televisivo per USA Network, dove l’Hitman avrebbe avuto finalmente il rematch che tanto attendeva da WrestleMania IX.

A 8 mesi di distanza dal loro primo incontro, stavolta Bret rimase sempre in partita, dimostrando di aver fatto tesoro della sconfitta a WrestleMania IX, (se il loro primo match era durato appena 9 minuti questo ne durò 17) e non nascondendo di non aver mai perso la speranza di affrontarlo nuovamente. E poi con suo fratello Owen a vegliare su di lui, stavolta i trucchi di Mr. Fuji sarebbero serviti a poco. Ma invece, paradossalmente Owen si rivelò decisivo proprio a favore del campione a causa del suo eccessivo entusiasmo: quando Bret riuscì a chiudere Yokozuna nella Sharpshooter infatti, Owen arrivò per festeggiare prima ancora che la campana suonasse, con l’arbitro che si vide costretto a fermarlo. Approfittando dell’arbitro distratto, Mr. Fuji mise KO l’Hitman colpendolo alla testa con il suo cesto di legno, con Owen che si fece accecare dalla rabbia, e usò lo stesso cesto di legno per colpire Yokozuna, costringendo l’arbitro a decretare la squalifica.

Owen era appena costato il titolo WWF al fratello, che aveva atteso pazientemente quel match per 8 lunghi mesi, e col rischio che questo avrebbe creato una crepa nel loro rapporto, anche in vista di Survivor Series, dove però arrivò un nuovo colpo di scena: Jerry Lawler fu infatti costretto a rinunciare al match per problemi legali nella vita privata.
Il presidente WWF Jack Tunney decise comunque di confermare l’incontro, e pose fine alla sospensione di Shawn Michaels che durava da quasi 2 mesi, dichiarandolo capitano dei misteriosi cavalieri al posto di “The King”. Al suo ritorno Michaels non parlò della sospensione per evitare altri problemi con Tunney, ma mise in chiaro il suo pensiero mostrandosi sempre i con la cintura Intercontinentale alla vita, definendosi l’unico “vero e legittimo detentore della cintura”, che tecnicamente non aveva mai perso.

La scelta era decisamente azzeccata: tra Bret Hart e l’Heartbreak Kid non correva buon sangue dall’anno prima, da quando si davano battaglia per il titolo WWF, e Michaels si dimostrò non meno provocatorio di Lawler, apparendo a Survivor Series Showdown in uno sketch dove entrava a casa di Stu ed Helen. O meglio, in una parodia della loro dimora. In questa “villa” Michaels si fece gioco sia di Bret Hart che soprattutto di Owen, che nonostante il suo pesante cognome in 2 anni di permanenza nella federazione non aveva fatto nulla di rilevante o paragonabile al fratello. Michaels sottolineò infatti come la casa degli Hart fosse piena di gigantografie di Bret con la foto di Owen confinata in un minuscolo angolino, cercando di far leva su una presunta gelosia di Owen.

In realtà “The Rocket” non era mai stato invidioso verso il fratello, mostrando sempre grande lealtà senza mai cercare di farsi strada in virtù del suo solo cognome. Ma forse inconsciamente qualcosa si stava muovendo nella mente del giovane Owen, che aveva passato tutto il mese di novembre appiccicato a Bret, in una ricerca quasi ossessiva di dimostrarsi all’altezza del fratello maggiore.
A Survivor Series si sarebbero affrontati anche Doink e Bam Bam Bigelow, che non ne poteva più degli scherzi del clown (tanto che a RAW quando Bigelow intervenne in un match Doink e Cory Student non si accanì sul clown, ma sul suo carrettino dei giochi!). Tuttavia non si sarebbero scontrati in un match singolo: Bigelow conosceva troppo bene i trucchi di Doink, che era noto per usare delle controfigure per confondere gli avversari, e conscio di questo il gigante di Asbury Park lo invitò a portare con sé tutti i Doink di cui disponeva per un Survivor Series match!

Dalla parte di Bigelow invece ci sarebbero stati gli Headshrinkers e Bastion Booger, un bestione che provocava disgusto in chiunque lo guardasse. Il motivo non era difficile da intuire, perché bastava anche solo guardarlo per capire perché: Booger aveva una fame compulsiva, e non faceva altro che mangiare ogni cosa che gli capitava, come un pozzo senza fondo. Per quanto ripugnante però, Booger era un bestione di 180 kg, e non andava sottovalutato.
24/11/1993 – Survivor Series 1993

La serata del Boston Garden di Boston, Massachusetts, si aprì con un messaggio preregistrato di Lex Luger con la sua splendida famiglia, formata da sua moglie e i suoi due figli. Luger ci tenne ad augurare a tutti un buon Ringraziamento: un augurio semplice, apparentemente banale, ma importante come non mai in quel momento storico, dove le tradizioni e la cultura americana erano sotto attacco costante. Le gente credeva in Lex Luger, e spettava a lui battersi per tutto ciò che era orgogliosamente americano come il Ringraziamento, anche tramite piccoli gesti come un messaggio di auguri, per urlare al mondo che non importava quanto grossi minacciosi fossero gli invasori, lui avrebbe difeso la tradizione americana fino alla fine!

Il primo match fu quello tra il team di Razor Ramon, Marty Jannetty, Mr. Perfect e 1-2-3 Kid contro quello di Irwin R. Schyster, Rick Martel, Adam Bomb e Diesel. Ma una notizia spiazzò il pubblico: Mr. Perfect era stato costretto a rinunciare per motivi personali, di conseguenza il capitano Razor Ramon aveva trovato il sostituto in… “Macho Man” Randy Savage! A quanto pare Savage aveva preso alla lettera l’ordine di Tunney di tornare a lottare o andarsene per sempre! “Macho Man” dimostrò di non aver perso lo smalto, aggiudicandosi la prima eliminazione (ossia Diesel, diventando il primo a schienarlo), e ora la bilancia dei favori pendeva proprio dalla parte del team di Ramon!

Ma a sorpresa le cose andarono molto diversamente, perché Savage fu il successivo a cadere (anche grazie allo zampino di Crush, che arrivò per distrarlo), a cui poi seguì Razor Ramon per count out… e a rimanere come ultime speranze furono i due atleti più insospettabili, ossia Marty Jannetty e 1-2-3 Kid. Contro di loro c’erano l’esperto Rick Martel e l’inquietante Adam Bomb, ma i due non si scoraggiarono, e li eliminarono entrambi a pochissimi secondi di distanza, entrambi con un Sunset Flip! 1-2-3 Kid e Marty Jannetty, quelli che sembravano gli anelli deboli del team, contro ogni pronostico avevano appena assicurato la vittoria alla squadra di Ramon, con 1-2-3 Kid che chiuse in bellezza un anno di miracoli con la sua prima vittoria in PPV.

Seguì poi il Survivor Series match tra Bret, Keich, Bruce, e Owen Hart contro Shawn Michaels e i suoi cavalieri, il Black, il Blue, e il Red Knight, un match che con l’assenza di Jerry “The King” Lawler sembrava aver perso molto significato, ma a cui comunque tutti guardarono con interesse per via di quanto successo tra Bret e Owen e Survivor Series Showdown. L’Hitman sapeva che si era trattato di un errore in buona fede ed evitò eccessive grattate di capo a Owen, mostrando nel match l’unità e lo spirito fraterno che tutti si aspettavano da lui.

Il match fu dominato dalla famiglia Hart, che nonostante la mancanza di strategia dovute alle misteriose identità dei Cavalieri di Michaels si dimostrarono sicuri e precisi: il verdetto fu impietoso, con gli Hart che si sbarazzarono facilmente dei wrestler mascherati fino a trasformarlo in un 4 contro 1. Ma proprio quando le cose sembravano andare per il meglio. Owen -che era l’uomo legale- venne colpito da Michaels urtando senza volerlo Bret (quella sera con un inedito costume con le gambe scoperte), che cadde violentemente sulle barriere d’acciaio a bordo ring. Questo distrasse Owen, che si fece sorprendere da Michaels con un Roll Up vincente… rendendolo di fatto l’unico eliminato della sua famiglia! Anche con questo però l’Hearthbreak Kid si rifiutò di tentare l’impresa disperata contro i 3 rimasti e fuggì nel backstage, facendosi volontariamente contare fuori e regalando la vittoria a Bret, Bruce e Keith Hart, che festeggiarono insieme al padre Stu a bordo ring.
In occasione dei festeggiamenti tornò dal backstage anche Owen, con un’espressione decisamente meno festosa. Sembrava quasi non importargli della vittoria, ma solo dell’essere stato l’unico eliminato a causa del “principino” della famiglia, il perfetto e sempre infallibile Bret. Owen urlò tutta la sua rabbia e la sua frustrazione in faccia all’Hitman, che preferì non reagire per non peggiorare le cose, con Keith, Bruce e papà Stu che consolarono Bret invitandolo a lasciar perdere, convinti che Owen avrebbe presto sbollito la rabbia una volta tornato a casa. Non una conclusione degna per una serata che doveva essere un trionfo di tutta la più grande famiglia del wrestling.

Di mezzo ci fu un Tag Team match tra gli Heavenly Brothers di Jim Cornette e i Rock ‘n Roll Express, una delle più grandi coppie dell’NWA e della Smoky Mountain Wrestling, fondata proprio da Cornette. Il match fu valido proprio per i titoli di coppia SMW, e venne vinto dai fratelli Heavenly, che si portarono a casa le cinture.
Il Survivor Series match successivo fu quello tra i quattro Doink e il team di Bam Bam Bigelow, Bastion Booger, e gli Headshrinkers. Appena entrarono tutti i Doink vennero rivelati i loro nomi: Luke Doink e Butch Doink (si trattava chiaramente dei Bushwackers), mentre i successivi furono Mo Doink e Mabel Doink, che entrarono rappando, senza nascondere che si trattava dei Man on a Mission! Doink era forse fuori di testa, ma non era stupido, e non avrebbe mai affrontato un bestione come Bam Bam Bigelow con dei semplici clown! Per Bigelow e i suoi uomini cambiava tutto: Doink aveva trovato il modo di evitare lo scontro, e non avrebbe affrontato dei semplici pagliacci, ma due delle principali coppie della WWF, per di più carichi di quella follia contagiosa di Doink.

Tutti i Doink fecero fuori Booger – che aveva impiastrato di cibo tutto il ring come al suo solito- e gli Headshrinkers senza difficoltà, lasciando al solo Bigelow il compito di tentare di vincere il match. Ma neanche uno tosto come lui poteva vincere da solo contro quattro uomini, e alla fine venne schienato a sua volta: dovevano essere dei semplici pagliacci, e invece i quattro Doink furono il terzo team nella storia a vincere un Survivor Series match senza perdere uomini, il tutto tra sorrisi, scherzi, e senza prendere tutto sul serio! Bam Bam Bigelow e Luna Vachon erano furiosi, e come se non bastasse Doink (quello vero) si fece vedere sullo schermo posto alla rampa d’ingresso per deriderli! Doink era forse riuscito a vincere anche tirandosi fuori dalla battaglia, ma difficilmente Bigelow avrebbe accettato un tale affronto.

A chiudere l’epica serata, l’attesissimo match tra i Foreign Fanatics e gli All-Americans. Il match fu equilibrato, con i team che si tolsero un membro a vicenda: il primo a cadere che fu Rick Steiner, poi Crush (eliminato per count out dopo aver intrapreso una rissa fuori dal ring con Randy Savage, in cerca di vendetta dopo il primo match della serata), poi Jacques e infine Scott Steiner fino ad arrivare a un 2 vs 2 che tutto il pubblico voleva vedere: Undertaker e Lex Luger contro Ludvig Borga e Yokozuna! Lo scontro tra Yokozuna e Undertaker come uomini legali durò poco, ma fu di un’intensità tale da far esplodere l’arena, che vide Yokozuna per la prima volta con gli occhi pregni di paura.

Nessuno dei suoi colpi sembrava rallentare il Becchino: prima il gigante giapponese lo colpì col suo Belly to Belly Suplex… e Undertaker dopo pochi secondi si rialzò, poi con una Clothesline… e Undertaker si rialzò di nuovo, poi Yokozuna lo colpì con una Leg Drop di 260 kg, la stessa che aveva messo fine all’Hulkamania, per poi usare una Banzai Drop che andò a segno, mettendo la parola “fine” al match del “Deadman”. Yokozuna per andare sul sicuro colpì una seconda Banzai Drop, ma… Undertaker si rialzò di nuovo lasciando il giapponese con le chiappe a terra! Se serviva un’ulteriore prova che Undertaker non fosse umano, questa era quella definitiva!
Nessuno aveva mai incassato tutti questi colpi di Yokozuna senza riportare danni, e la sicurezza del campione mondiale WWF era ormai crollata. Purtroppo non si scoprì chi era davvero il più forte tra i due, visto che entrambi furono eliminati successivamente per doppio count out, lasciando a Borga e Luger il destino del match, vinto da quest’ultimo con una devastante Bionic Elbow! Finalmente il finlandese era stato battuto e Tatanka vendicato, e tutto grazie a Lex Luger, che chiuse la serata tra festeggiamenti e bandiere a stelle e strisce!

RAW
Anno nuovo, problemi nuovi
Mancava ancora un mese alla fine del 1993, quello che poteva considerarsi il primo vero anno della nuova generazione della WWF. Ne erano successe di cose: la nascita di RAW, la triste scomparsa di André the Giant, il dominio di Yokozuna, il ritorno e l’ultimo match di Hulk Hogan, la consacrazione di Shawn Michaels e Razor Ramon, la prima Royal Rumble con in palio il main event di WrestleMania, i debutti di Lex Luger, Diesel, Jim Cornette, e 1-2-3 Kid, il lancio di King of the Ring come 5° PPV dell’anno, e tanto altro, per celebrare i protagonisti della new generation, Vince McMahon avrebbe consegnato personalmente il premio di “Superstar del 1993” al wrestler più votato dai fan. Il premio fu assegnato a Bret Hart, e a consegnarglielo fu (con molta sportività) Lex Luger, che si era piazzato 2° nelle votazioni.

Fu un premio più che meritato, visto che in meno di 365 giorni l’Hitman era stato campione mondiale WWF, main eventer di WrestleMania IX, King of the Ring, protagonista di una delle faide più intense con Jerry Lawler, e sempre al centro dell’affetto dei fan, con la prospettiva di un 1994 ancora più scoppiettante. Purtroppo l’anno si era concluso con qualche problema con suo fratello Owen, ma la piccola crisi familiare sembrava rientrata: a RAW infatti Owen lottò un match contro Chris Duffy, omaggiando il fratello in più modi, in modo quasi morboso, come indossare sia tipici occhiali rosa di Bret che il suo costume, e persino chiudere il match con la Sharpshooter.

Tuttavia, nonostante questi omaggi, a fine match Owen Hart si rifiutò di rispondere a Bobby “The Brain” Heenan su cosa pensasse del trofeo appena vinto da Bret. Qualunque cosa passasse per la testa del giovane Hart, forse era più profonda di quanto di pensasse…
Tra le novità che il nuovo anno avrebbe portato ci sarebbe stato sicuramente un wrestler prossimo al debutto di nome Jeff Jarrett. O “Double J”, come amava farsi chiamare. Le prime vignette che presentavano Jarrett erano andate in onda già a fine ottobre, e in meno di 2 mesi il pubblico già sembrava pronto a odiarlo: proveniente da Nashville, nel Tennessee, la città che aveva reso grandi Elvis Presley, Johnny Cash, Garth Brooks, Patsy Cline, e prodotto alcuna della migliore musica country al mondo, Jarrett come loro era un cantante, ma borioso e arrogante, che voleva sfondare nel wrestling per elevare la sua carriera nel country.
In quasi tutte le vignette che lo ritraevano “Double J” parlava quasi solo della sua carriera musicale: si faceva vedere con grandi produttori discografici, in studi di registrazione, o alla Rock n’ Roll Hall of Fame… ma se voleva sfondare in WWF avrebbe anche dovuto dare prova delle sue abilità nel ring, e presto il momento sarebbe arrivato. Ma per come si poneva, c’era la forte sensazione che uno come Jarrett sarebbe stato disposto a tutto per vincere, anche a costo di violare le regole…
Per il 1994 che si prospettava una rivalità sembrava praticamente certa: quella tra Shawn Michaels e Razor Ramon. Era inevitabile: Michaels tecnicamente non aveva mai perso il la cintura Intercontinentale e sosteneva di essere ancora il vero campione, mentre Ramon era il detentore ufficiale. Naturalmente l’Heartbreak Kid non amava sporcarsi le mani, e preferì prima mandandogli contro Diesel per un match a RAW, ma non appena vide il suo bodyguard nei guai (Ramon stava per stenderlo con la Razor’s Edge) decise di intervenire in prima persona, e persino di mettere il “Bad Guy” KO con una Piledriver sulla cintura!
A salvare Razor Ramon arrivò 1-2-3 Kid, che mise in fuga Shawn Michaels e Diesel con tutta la sua tenacia, dando conferma di quella che era un’unione davvero sorprendente: Ramon e 1-2-3 Kid erano stati acerrimi rivali in primavera, ma dopo aver trovato un nemico in comune -Ted DiBiase- e lottato fianco a fianco a Survivor Series avevano trovato un’insospettabile affinità, e ora si guardavano addirittura le spalle! Per quanto potessero essere diversi lui e Shawn Michaels però, Ramon era concorde su una cosa: bisognava decidere chi era il campione indiscusso una volta per tutte, dunque accettò la sua sfida!




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