Ottobre 1993: dopo lo schock dell’assassinio del padre Michael Jordan annuncia il suo ritiro dal basket, si spegne Federico Fellini, Jurassic Park supera E.T. e diventa il più alto incasso della storia del cinema, al cinema escono Demolition Man, The Nightmare Before Christmas, Amore con Interessi, America Oggi, Freaked, e Mister Wonderful, mentre il mondo conosce i Cranberries con Linger:

Nel frattempo, i campioni in ECW sono:

Campione ECW: Shane Douglas

Campione Televisivo: Jimmy Snuka

Campioni di coppia: (vacanti)

Squali e sognatori

Ottobre per l’ECW si aprì con NWA Bloodfest e tantissimi nuovi volti e ritorni attesi. Uno di questo fu quello di Ian Rotten, che aveva fatto il suo debutto il mese prima a UltraClash in un Tag Team match con Jason Knight, venendo facilmente liquidato dai Public Enemy. Anche stavolta Rotten lottò in un match a coppie, ma con un enorme differenza: stavolta lo avrebbe fatto affianco a un uomo con cui aveva una chimica naturale, perché si trattava di suo fratello Axl. I due, che si rinominarono i Bad Breed, vinsero il loro primo match insieme contro Chad Austin & Todd Shaw, dando un piccolo anticipo di ciò che erano in grado di fare.

Ian Rotten, ora unito a suo fratello Axl

Anche se non avrebbe più lottato insieme a Ian Rotten come a UltraClash, Jason Knight continuò ad apparire nei programmi dell’ECW, chiedendo a tutti di chiamarlo solamente “Jason”, per sentirsi più vicino a star Elvis, Cher, o Madonna: una piccola dimostrazione del suo spropositato ego, che come se non fosse già abbastanza grande venne anche sottolineato dal soprannome “The Sexiest Man on Earth”, che ovviamente si attribuì da solo. Jason era alla ricerca del talento più speciale dell’ECW a cui poter fare da manager, e sebbene il suo scouting nello spogliatoio non fosse andato benissimo, con i tanti debutti che c’erano in ECW in quel periodo, la scelta non sarebbe mancata…

Bloodfest fu soprattutto teatro del debutto dello psicotico Sabu. Neanche aveva lottato un match in ECW che già Sabu era il terrore di tutti: parlare di lui era come parlare dell’uomo nero, e la sua pericolosità era leggendaria, chiara sin dalla sua prima entrata a Bloodfest, dove entrò accompagnato da Hunter Q. Robbins III, incatenato a un tavolo per tentare di contenerlo, e con una museruola alla Hannibal Lecter. Nessuno aveva il coraggio di entrare nel ring con lui, tranne un uomo: un debuttante noto come The Tazmaniac, un selvaggio il cui nome era un riferimento al Diavolo della Tasmania, animale non particolarmente grosso, ma rissoso ed estremamente irascibile, oltre che dotato del morso più potente di tutti i mammiferi viventi in proporzione alle dimensioni. Il nome si dimostrò un perfetto riflesso del suo modo di lottare, perché Tazmaniac non solo contenne Sabu, ma non mostrò paura a scendere nel suo stesso territorio hardcore, visto che fu proprio lui per primo a portare nel ring oggetti contundenti!

Quando si dice “matto da legare”…

Sabu dal canto suo tenne fede alla sua fama dimostrandosi instancabile, scatenato, e posseduto da una sete di sangue incontenibile, che lo portava a fare cose persino poco sensate, come lanciare per aria a caso ogni sedia che gli capitava a tiro (tanto che il pubblico fu costretto ad allontanarsi). Alla fine Sabu trionfò grazie a un Moonsault, e la sua foga incontenibile a fine match continuò persino a lottare da solo, eseguendo persino un altro Moonsault sul tavolo già distrutto! Tuttavia, il suo primo match non fu quel bagno di sangue a senso unico che tutti si erano aspettati: perché Sabu aveva dimostrato sì di essere un duro, ma Tazmaniac non era stato affatto da meno!


Il debutto di Sabu lasciò comunque il segno, perché furono molti gli spettatori a dichiararsi disturbati dalla sua presenza e dal suo stile di lotta, e Tod Gordon si vide addirittura costretto per il momento a bandirlo dagli show televisivi!

Con la deriva hardcore dell’ECW tutti cercavao di dimostrare di essere i più forti e tosti in circolazione: farlo era una questione di sopravvivenza, della serie “uccidi o sarai ucciso”, tranne che per un giovane ragazzo di 22 anni, che fece il suo debutto con tutt’altra attitudine. Il suo nome era Tommy Dreamer, un sognatore di nome e di fatto: poco interessato a dimostrarsi un duro, dal look decisamente poco badass (indossava infatti delle buffe bretelle), e faccia da bravo ragazzo, forse anche troppo per un posto come l’ECW.

Il giovane Tommy Dreamer

Ma non appena Dreamer fece il suo debutto affrontando The Tazmaniac, dimostrando di saper incassare i colpi più duri. Tazmaniac lo mise a dura prova, ma Dreamer riuscì a resistere e a dimostrare fegato, almeno finché non dovette cedere a un Belly to Belly Suplex dalla terza corda, ma nonostante le sconfitta al giovane Dreamer fu riservata ovazione dell’ECW Arena. Perché non importava quanto uno fosse poco avvezzo ad atteggiarsi a bad boy, finché uno dimostrava di avere le palle, Philadelphia ti avrebbe amato incondizionatamente!

Alleanze pericolose

Nonostante facessero 99 anni in due, nel loro Steel Cage match Terry Funk e Jimmy “Superfly” Snuka diedero tutto ciò che avevano senza risparmiare nulla, con il texano che al termine di un gran match finalmente riuscì a strappare l’agognata cintura a Snuka, che ormai deteneva la cintura da ben 7 mesi. Per Funk fu un titolo meritatissimo: non solo per la leggenda che era, ma per tutto quello che aveva dato all’ECW, dimostrandosi sempre pronto a istruire i più giovani, immergendosi con umiltà estrema in una realtà ancora periferica, ma che col suo nome aveva contribuito a far crescere notevolmente.

Joey Styles intervista il nuovo campione Televisivo

Snuka era furioso, tanto che nello spogliatoio non aprì la porta del suo stanzino neanche a Paul E. Dangerously, che bussò per reclamare la sua quota del match. Le cose per la Dangerous Alliance andarono di male in peggio, perché appena 24 ore dopo nella seconda serata di Bloodfest Jimmy Snuka, Don Muraco, e Kevin Sullivan persero un 6 Men Tag Team match contro Abdullah the Butcher, JT Smith, e Terry Funk. Ormai era chiaro che la Dangerous Alliance aveva bisogno di un rinnovo totale: Eddie Gilbert se n’era andato, così come Dark Patriot, e per quanto vecchie glorie come Muraco e Snuka aggiungessero esperienza serviva qualcosa di più fresco e famelico. Paul E. Dangerously annunciò così l’arrivo di una nuova Dangerous Alliance, che avrebbe messo al centro di tutto il campione ECW Shane Douglas, che Paul E. voleva trasformare in un vero e proprio franchise umano, a cui pertanto affiancò… Sensational Sherri! C’erano grandi piani per Douglas, e mettendogli accanto la donna che aveva fatto da manager a “Macho Man” Randy Savage, Ted DiBiase, e Shawn Michaels, il suo status non poteva che arrivare alle stelle!

Shane Douglas con la sua nuova manager, Sensational Sherri

Ma sarebbe servita anche forza bruta ad affiancare Shane Douglas, e Paul E. gli disse di aver assunto un bodyguard, che sarebbe stato… Sabu! Paul E. Dangerously aveva fatto tornare Sabu dopo il breve bando, ma la proposta però non piacque al campione ECW: Sabu era troppo pericoloso e indomabile per essere affidabile, e poi Douglas avrebbe preferito essere consultato prima, soprattutto se doveva essere al centro del progetto. Sherri prese subito sul serio il suo ruolo e difese la posizione di Douglas a spada tratta, ma Paul E. non aveva intenzione di tornare indietro: se Shane Douglas e Sherri volevano fare parte della Dangerous Alliance, dovevano accettare Sabu!

Con i titoli di coppia resi vacanti dall’addio di Eddie Gilbert & Dark Patriot ad aggiudicarsi le cinture furono Johnny Hotbody & Tony Stetson, che dalla loro potevano beneficiare dell’aiuto di Hunter Q. Robbins III, sempre molto attento alla categoria di coppia. Le sfide per i nuovi campioni non sarebbero di certo mancate: c’erano gli appena arrivati Bad Breed, i Public Enemy, gli Headhunters, ma anche i Badd Company, formati da Pat Tanaka & Paul Diamond. Il duo aveva avuto anche un’esperienza in WWF sotto il nome degli Orient Express (con Diamond che lottò con un maschera e il nome di Kato, arrivato per sostituire il precedente membro Akio Sato), e dimostrò tutto il suo valore battendo i Bad Breed al debutto nella prima serata di Bloodfest, per poi mettere addirittura fine all’imbattibilità dei Public Enemy nella seconda!

I Badd Company coi prestigiosi titoli di coppia AWA

A tentare la fortuna per primi contro i nuovi campioni però furono Sandman & JT Smith, che come promesso aveva recuperato in tempo dopo il volo dello Scaffold match di UltraClash. A loro supporto a bordo ring ci fu persino Terry Funk, ma quando i campioni di coppia nel corso del match gettarono Sandman addosso a Funk, quest’ultimo non la prese bene, attaccando i suoi stessi assistiti e costandogli i titoli per squalifica! 

Funk non aveva preso bene il colpo subito da Sandman, per quanto involontario, ma non ce l’aveva con personalmente JT Smith, tanto che gli fece da manager durante un match contro Shane Douglas per il titolo ECW. Douglas sapeva che Smith aveva ancora il ginocchio malandato dopo la sua spaventosa cadute nello Scaffold match, e per chiudere il match lo chiuse in una Figure 4 Leg Lock, ma Smith si stava giocando il match più importante della sua vita, e resistette stoicamente come non lo si era mai visto fare: non importava che Douglas lo potesse storpiare o costargli la carriera… non avrebbe mai ceduto! Funk però non era dello stesso avviso, e lanciò all’arbitro l’asciugamano chiamando la fine del match: gesto che Smith rigettò chiaramente, rilanciando l’asciugamano in faccia a Terry Funk! Era comunque troppo tardi: l’arbitro dichiarò Smith perdente per sottomissione, con Funk che non prese bene il gesto di JT Smith, tanto che lo insultò e lo prese a schiaffi! Il texano fu molto chiaro: lui era felice di essere il ECW e di aiutare i giovani della federazione, ma non per questo avrebbe permesso a nessuno di mancargli di rispetto!

Sebbene nulla fosse paragonabile al titolo ECW JT Smith trovò però presto l’occasione di rifarsi, perché partecipò a una Battle Royal per l’istituzione di una nuova cintura: dopo l’abbandono del titolo della Pennsylvania, l’ECW creò la cintura di campione del Maryland, e proprio Smith fu il vincitore e primo campione, trovando un piccolo riconoscimento per tutti i voli e i sacrifici che si era fatto negli ultimi mesi.

Era un Terry Funk ostile e aggressivo come non si era mai visto in ECW, ma con tutto quello che accadeva a Philadelphia una leggenda come lui sapeva di non potersi mostrare troppo soft, soprattutto considerando quello che lo avrebbe aspettati al prossimo super evento di novembre, chiamato November to Remember: un Tag Team match contro Sabu dove il titolo Televisivo sarebbe stato in palio, e dove i due avrebbero potuto scegliere liberamente il loro partner. Funk preferì tenersi il segreto fino all’ultimo, mentre Paul E. Dangerously per Sabu scelse… Road Warrior Hawk!

Not for everyone

Dopo la notizia che la carriera “Wildman” Salvatore Bellomo era stata seriamente messa a rischio, Rockin’ Rebel se ne bullò ad ogni occasione, vantandosi e atteggiandosi come fosse stato il miglior momento della sua carriera.

Ma col passare dei giorni ebbe una brutta sorpresa, perché si vide Bellomo spuntare tra il pubblico! Per Rockin’ Rebel fu come vedere un fantasma, e se ne scappò nello spogliatoio con la coda tra le gambe, perché per quanto lo avesse brutalmente pestato, Bellomo era ancora pronto a combattere! A quel punto sembrava scontato un imminente match tra i due, ma c’era un problema: la commissione sportiva della Pennsylvania difficilmente avrebbe permesso a Bellomo di lottare nelle sue condizioni, inoltre l’ECW si era appena unita al circuito dell’NWA, dunque avevano molti più occhi puntati addosso, ma non per questo il Presidente ECW Tod Gordon avrebbe permesso agli altri di dirgli come gestire la sua federazione: del resto l’ECW era “Not for everyone” (come diceva la tagline che la federazione ripeteva continuamente in quel periodo per sottolineare la loro unicità), diversa da tutti e libera da ogni regola… e libera avrebbe continuato a essere!

Gordon prese la sua decisione finale sulla faccenda tra Rockin’ Rebel e Salvatore Bellomo ad Hardcore TV, facendo un’importante precisazione: non gli importava delle conseguenze, perché l’ECW non era l’NWA, e pertanto a November to Remember i due si sarebbero affrontati in un match non ufficialmente sancito dall’ECW, esentando dunque la federazione da ogni responsabilità!

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