Settembre 1993: debuttano in TV X- Files e Biker Mice da Marte, Alessandro Del Piero debutta in Serie A, in Italia esordisce su Rai 3 Quelli Che… il Calcio, al cinema escono Una Vita Al Massimo, L’età Dell’Innocenza, Bronx, Kalifornia, Una Bionda Tutta d’Oro, e La Vita è Un Sogno, mentre i Nirvana pubblicano In Utero, contenente la celebre Heart-Shaped Box:

Nel frattempo, i campioni in ECW sono:

Campione ECW: Tito Santana

Campione Televisivo: Jimmy Snuka

Campione della Pennsylvania: Tommy Cairo

Campioni di coppia: (vacanti)

A mali estremi…

Il torneo per i vacanti titoli di coppia aveva permesso il debutto di nuove coppie e la formazione di altre, come l’unione tra Sandman & Salvatore Bellomo, che se la sarebbe vista con Eddie Gilbert & Dark Patriot per decretare i nuovi campioni nella finale. Tra le nuove coppie formatesi in questo periodo c’erano Twisted Steel & Sex Appeal, che altri non erano che Don E. Allen e Herve Renesto con dei nuovi nomi, che dopo aver tentato (invano) di vincere 10.000 dollari promessi da “The Fabulous” Shane Douglas tornarono a lottare insieme in un Handicap match contro Stan “The Lariat” Hansen, ma si rivelarono poco più che un riscaldamento per il cowboy.

Per tante nuove coppie, ce n’era una che se n’era andata per sempre: i Super Destroyers, di gran lunga i più dominanti della categoria, e tutto a causa di Super Destroyer #2, che decise di accettare l’offerta di Hunter Q. Robbins III di tornare con lui. Robbins usò subito Super Destroyer #2 per aiutare Sir Richard Michaels a torturare a suon di frustate il povero “Wildman” Salvatore Bellomo, che a UltraClash se la sarebbe vista proprio contro Michaels in uno Strap match, con 10 frustate previste per il perdente! Bellomo però avrebbe dovuto recuperare molto presto i duri colpi subiti, perché la sera stessa ci sarebbe stata la finale per le cinture di coppia contro Eddie Gilbert & Dark Patriot, ma per quanto lui e Sandman avessero lottato come leoni si dovettero arrendere al duo della Dangerous Alliance, ora nuovi campioni di coppia!

I nuovi campioni di coppia

Parte del merito era indirettamente anche di Super Destroyer #2, ma presto avrebbe dovuto fare i conti con le proprie scelte, perché venne annunciato che a UltraClash lui e Super Destroyer #1 si sarebbero affrontati, e il perdente… si sarebbe dovuto smascherare!

Molte cose stavano cambiando a Philadelphia, grazie anche alle ampie vedute del Presidente ECW Tod Gordon, che diede il via a una collaborazione con la W*ING, federazione giapponese specializzata nei Deathmatch. L’ECW Arena già verso fine agosto iniziò a scoprire stelle della federazione come gli Headhunters, Mr. Danger, Freddy Krueger, Mr. Motegi, e Miguel Perez, e a UltraClash avrebbe visto l’arrivo anche di Crash the Terminator e Kevin Sullivan! Grazie a loro in poche settimane Philadelphia scoprì un wrestling più duro e spietato di quello a cui erano abituati, e presto avrebbero alzato ulteriormente l’asticella, perché a UltraClash gli Headhunters avrebbero affrontato in un match a coppie Miguel Perez & Crash the Terminator in un Baseball Bat Barbed Wire match, un incontro senza squalifiche con l’uso di mazze da baseball avvolte nel filo spinato! Un match brutale che nessuno aveva mai avuto il coraggio di importare negli Stati Uniti, tanto che Tod Gordon specificò essere stato sancito dalla W*ING, e non dall’ECW, che si sarebbe limitata -con un certo orgoglio- ad offrirgli il palcoscenico dell’ECW Arena, pronta ad ospitare un’autentica rarità sul territorio americano.

Tod Gordon annuncia la partnership con la W*ING

E non era l’unica novità, perché sebbene la card di UltraClash fosse già definita ci furono parecchi cambiamenti, tutti annunciati da Tod Gordon nell’ultima puntata di Hardcore TV prima del super evento, a partire dal più importante: “Hot Stuff” Eddie Gilbert non avrebe più partecipato al Bunkhouse match! Perché il Re di Philadelphia non ci sarebbe stato non fu chiarito, così come non venne rivelato perché suo fratello Freddie fosse stato estromesso dalla Battle Royal da 5000 dollari di UltraClash, a cui Tod Gordon rimediò inserendo al suo posto Don E. Allen e… il commentatore Jay Sully! L’assenza di Eddie Gilbert lasciava un vuoto nell’atteso Bunkhouse match, a cui Gordon rimediò meglio che poteva: ad affiancare Abdullah the Butcher contro Terry Funk & Stan Hansen sarebbe stato… Kevin Sullivan! Sadico e manipolatorio Sullivan era uno degli ultimi uomini che qualcuno avrebbe voluto trovare sulla propria strada: era infatti il principe dell’occulto, famoso per i suoi rituali, l’inquietante facepaint, e il linguaggio criptico, che per anni lo aveva reso leader di sette malvagie e gruppi poco raccomandabili… insomma, una figura che unita a uno psicopatico come Abdullah the Butcher non poteva che far tremare le gambe a chiunque!

Kevin Sullivan con Fallen Angel, una delle sue adepte

Come se non bastasse, Gordon cambiò ulteriormente le carte in tavola annunciando un cambio di titolo avvenuto lontano dalle telecamere: Tito Santana non era più il campione ECW, perché ora la cintura apparteneva a “The Fabulous” Shane Douglas! Neanche era arrivato che Douglas si ritrovò già campione della federazione, facendo così tornare la massima cintura nelle mani della Dangerous Alliance! Il match di UltraClash tra lui e Sandman fu comunque confermato, con la sola differenza che (ovviamente) in palio non ci sarebbero stati solo i 10.000 dollari già promessi, ma anche il massimo titolo!

Shane Douglas, il nuovo campione ECW

… estremi rimedi

Tra innumerevoli debutti e cambi improvvisi alla card, UltraClash si prospettava come uno show diverso, più audace di qualsiasi cosa l’ECW avesse mai prodotto. Il cambiamento era tastabile sin dall’inizio, perché al tavolo del commento Jay Sully e Stevie Wonderful vennero sostituiti dal telecronista 22enne Joey Styles, mentre nel ring fecero il loro debutto Ian Rotten e Jason Knight, così come la coppia formata da “Flyboy” Rocco Rock & Johnny Grunge, nota come i Public Enemy… e tutti nello stesso incontro, che fu infatti un Tag Team match. Non ci fu assolutamente storia: i Public Enemy vinsero dominando dall’inizio alla fine, mettendo subito in chiaro quanto fossero spregiudicati, aggressivi, e a dispetto della loro stazza incredibilmente agili, soprattutto Rocco Rock, capace addirittura di eseguire un Moonsault.

Anche il match per il titolo di campione della Pennsylvania si rivelò sorprendente, perché il campione non era più “Ironman” Tommy Cairo, ma Tony Stetson! I due infatti si erano affrontato con la cintura in palio pochi giorni prima a Hardcore TV, con Stetson che era riuscito a strappare la cintura a Cairo. Quello di UltraClash sarebbe stato dunque un rematch, ovviamente sempre con il titolo in palio, che venne mantenuto da Stetson grazie all’aiuto di Hunter Q. Robbins III. Ma per Robbins fu anche l’unica gioia di tutta la serata: il Mask vs Mask match tra i due Super Destroyer fu infatti vinto da Super Destroyer #1, costringendo l’ex partner a rinunciare alla sua maschera per sempre, e l’Intergender Battle Royal non andò tanto meglio, né per lui né per gli altri uomini, che furono i primi a cadere, lasciando a Tigra, Sensational Sherri, e Angela contendersi i 5000 dollari, vinti poi da Tigra. 

Super Destroyer #2 viene finalmente smascherato

Robbins non ebbe soddisfazioni neanche da Richard Michaels, che perse lo Strap match con Salvatore Bellomo, ma in compenso a “vendicare” questa sconfitta arrivò a sorpresa Rockin’ Rebel, appena tornato dalla sospensione! Con tutte le settimane in cui era stato assente, Rockin’ Rebel aveva parecchia rabbia da smaltire, e la sfogò interamente sul povero Bellomo, che massacrò di sediate come non ci fosse un domani, con un’aggressività che neanche Sensational Sherri -che era arrivata a bordo ring per supportare l’italiano- riuscì a placare.

L’impressionante volo di JT Smith

Oltre all’improvvisata di Rockin’ Rebel ad alzare il livello di violenza della serata fu lo Scaffold match tra Dark Patriot e JT Smith, che dopo qualche minuto di tensione e ansia, venne gettato da Dark Patriot da un’altezza di 5 metri! La caduta fu spaventosa, con Smith che atterrò sul ring addirittura col ginocchio, non facendo presagire nulla di buono in vista delle cure mediche. 

Chiaramente l’incontro più violento fu il Bunkhouse match tra Terry Funk & Stan Hansen contro l’apocalittico suo formato da Abdullah the Butcher & Kevin Sullivan (anche perché il main event, che sarebbe dovuto essere il Baseball Bat Barbed Wire match tra gli Headhunters e Crash the Terminator & Miguel Pérez, stranamente non vide l’uso del filo spinato, diventando un semplice Baseball Bat match, vinto dagli Headhunters). Come da pronostico venne usato di tutto: sedie, la famigerata forchetta di Abdullah, e persino il martelletto con cui veniva suonata la campana, che Sullivan usò per fracassare il cranio di Terry Funk!

Era uno scontro all’ultimo sangue, svoltosi nell’anarchia più totale, e sorpresa intervenne l’uomo che avrebbe dovuto parteciparvi… Eddie Gilbert! Nessuno si aspettava di vedere “Hot Stuff” dopo la sua esclusione, e invece era tornato per tormentare Funk ancora una volta! Le armi erano consentite, ma non gli interventi esterni, e l’arbitro dichiarò i due texani vincitori per squalifica. Sebbene non fosse colpa loro, la sconfitta creò parecchie tensioni tra Sullivan e Abdullah, e quando il nervosismo divenne insostenibile si misero persino le mani addosso!

Violenza chiama violenza

L’intervento di Eddie Gilbert nel Bunkhouse match dopo la sua esclusione sembrava portare a nuovi sviluppi nella guerra tra lui e Terry Funk, eppure la loro rivalità non sarebbe proseguita, perché incredibilmente dopo UltraClash Gilbert lasciò l’ECW. Fu un’assoluta sorpresa: Eddie Gilbert era stata la figura più polarizzante dell’ECW, persino più di tutti i campioni che si alternavano, e il suo addio poteva essere un duro colpo per la Dangerous Alliance, eppure il gruppo capitanato da Paul E. Dangerously sembrava ben lontano dalla sua fase crepuscolare, visto che in cima alla catena alimentare c’era pur sempre il loro Shane Douglas, che a UltraClash aveva mantenuto il titolo ECW dall’assalto di Sandman.

Eddie Gilbert, fuori dall’ECW nello stupore generale

Non c’era tempo per leccarsi le ferite, perché allo scoccare di ottobre l’ECW sarebbe tornata con un nuovo supershow spalmato in 2 giorni, chiamato Bloodfest, il cui nome era tutto un programma. Ma si sarebbe trattato di un evento storico anche per un altro motivo: sarebbe stato il primo super-evento della federazione in collaborazione con l’NWA! Dopo il contratto televisivo ottenuto ad aprile, l’ECW decise infatti di fare un altro grande passo in avanti unendosi al circuito dell’NWA, che non avendo grande influenza nei territori del nord-est americano fu più che felice di avere Philadelphia tra le sue città di riferimento, testimoniando così l’incredibile ascesa della federazione di Tod Gordon, ormai sempre più credibile e legittima agli occhi di tutti.

Il livello di hardcore di UltraClash aveva fatto uscire tutti piuttosto malconci, a partire da JT Smith, che doveva addirittura camminare con le stampelle dopo il suo Scaffold match, ma sebbene la caduta gli avesse causato un brutto infortunio al ginocchio, promise che ce l’avrebbe messa tutta per riprendersi per l’evento! Sarebbe stata molto più dura invece per Salvatore Bellomo, che aveva riportato dei seri infortuni a causa di Rockin’ Rebel. Joey Styles contattò personalmente Theodore Vorhees, il dottore che seguiva Bellomo dove era ricoverato, che diede un quadro della situazione: “Wildman” aveva la mascella fratturata, aveva perso 3 denti, e il suo occhio destro era in condizioni critiche, e se avesse lottato a Bloodfest avrebbe avuto il 90% di possibilità di perdere la vista da un occhio!

Joey Styles aggiorna sulle condizioni di Salvatore Bellomo

Non per questo però l’ECW si sarebbe fermata, anzi, del resto la violenza chiamava solo altra violenza, e ormai la federazione di Philadelphia si era fatta una certa fama per i suoi show oltre i limiti, e per Bloodfest vennero annunciato ben due Steel Cage match che promettevano sangue: nel primo Terry Funk avrebbe affrontato “Superfly” Jimmy Snuka per un ultimo tentativo di accaparrarsi il titolo Televisivo, mentre il secondo avrebbe visto Kevin Sullivan contro Abdullah the Butcher!

Tanti volti debuttanti a UltraClash sarebbero presto tornati, inclusi i Public Enemy, che con il vuoto lasciato dalla fine dei Super Destroyers e dei Suicide Blondes ambivano a dominare la categoria di coppia, ora vacanti a causa dell’addio di Eddie Gilbert. Rocco Rock & Johnny Grunge promisero che quanto visto a UtraClash non era assolutamente nulla: i due venivano dalla strada, il ché aveva influenzato il loro stile (fatto di vestiario da strada di ispirazione hip hop) e il loro poco convenzionale stile di lotta, aggressivo e senza fronzoli, che non disdegnava il gioco sporco e i trucchi più efficaci.

Rocco Rock & Johnny Grunge, i Public Enemy

E molte altre novità erano in arrivo, perché Paul E. Dangerously annunciò per primo l’imminente arrivo dal Giappone di un uomo preceduto solo dalla sua fama: un uomo che non aveva paura di nulla, né del rischio, né della morte, uno scavezzacollo pronto a sacrificare la sua carne e le sue ossa pur di ridurre in poltiglia il proprio avversario, il cui nome era… Sabu! Chiunque lo avesse visto ne parlava come di un kamikaze, un lottatore diverso da qualunque altro, selvaggio e totalmente spericolato, a cui non importava di andare all’inferno, perché sapeva che ci avrebbe sempre portato qualcuno con sé! Il suo stile di lotta era tanto violento e spettacolare quanto suicida, che lo portava spesso col danneggiare più sé stesso che l’avversario, mettendo la ricerca della spettacolarità davanti persino alla quella della vittoria, cosa che gli fece guadagnare il soprannome di “Homicidal, suicidal, genocidal, death-defying maniac”.

Uno squilibrato totale, per cui il rischio e l’adrenalina erano una questione di DNA: Sabu era infatti il nipote del leggendario The Sheik, uno dei pionieri del wrestling hardcore, che nella sua quasi cinquantennale carriera aveva fatto venire gli incubi a generazioni di wrestler, affrontando anche grossi calibri come Bruno Sammartino, Pedro Morales, Buddy Rogers, Antonino Rocca, e Lou Thesz. Oltre che di sangue Sabu era il suo erede spirituale: forse non era il più grosso, il più agile, il più forte, o il più tecnico, ma di certo era il più pericoloso, perché non c’è nulla di più temibile di un uomo che se ne frega della sua incolumità pur di fare del male!

Sabu con suo zio The Sheik

Di certo a Bloodfest non sarebbe stato difeso il titolo della Pennsylvania: dopo soli 4 mesi infatti l’ECW decise di abbandonare la cintura, che aveva avuto come detentori solamente Tommy Cairo e Tony Stetson, rendendo di fatto il titolo Televisivo l’unica vera cintura secondaria della federazione.

Ma oltre alla violenza l’ECW aveva abituato i suoi fan anche all’avvenenza delle sue donne, e a Bloodfest sarebbero tornate le donne più sexy dell’ECW, Angel e Tigra, per darsi battaglia in un Fall Fashion Swimwear Showdown per decretare chi stesse meglio in costume da bagno! Avrebbero partecipato anche l’improbabile “Six Pack” Jay Sully (unico uomo della contesa!), e soprattutto la debuttante Woman.

Angel, Woman, Jay Sully, e Tigra

Woman era sofisticata e manipolatrice, elegante ma crudele, incredibilmente attratta dal potere e da chiunque lo usasse per fare del male. Non a caso era nota per aver affiancato Kevin Sullivan nelle sue sette facendosi chiamare Fallen Angel, fino a legarsi a lui anche nella vita privata diventando sua moglie. Inizialmente Woman e Sullivan non si fecero vedere insieme nelle loro prime apparizioni in ECW, ma tutti conoscevano il loro legame, ed era solo questione di tempo prima che si iniziassero ad aiutare a vicenda.

Woman e Kevin Sullivan nel 1985

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