Agosto 1993: David Letterman debutta col suo Late Show with David Letterman, l’America è sconvolta dalle accuse di pedofilia a Michael Jackson, va in onda il primo episodio dei Power Rangers, al cinema escono Il Fuggitivo, 4 Fantasmi Per Un Sogno, Misterioso Omicidio a Manhattan, Jason Va All’Inferno, Meteor Man, e Il Figlio Della Pantera Rosa, e in radio risuona Dreams di Gabrielle:

Nel frattempo, i campioni in WWF sono:

Campione WWF: Yokozuna

Campione Intercontinentale: Shawn Michaels

Campioni di coppia: gli Steiner Brothers (Scott Steiner & Rick Steiner)

Il rappresentante americano

Il tour a stelle e strisce del Lex Express era proseguito per tutto il mese di luglio riempiendo i cuori dei fan. Grande era l’entusiasmo intorno a Lex Luger, che non aveva solo dimostrato a tutti che persino l’invincibile Yokozuna poteva cadere, ma aveva fatto riscoprire l’orgoglio di essere americani, e di unirsi nelle avversità di fronte all’arroganza dell’invasore straniero. Tutti volevano vederlo affrontare Yokozuna per il titolo, certi che avrebbe avuto le sue buone chance di diventare campione WWF. Ma Yokozuna non era disposto a farsi umiliare una seconda volta (come aveva testimoniato il massacro ai danni di Crush), dunque se mai lo avesse affrontato Luger avrebbe trovato uno Yokozuna più e concentrato di quello della Star and Stripes challenge, ma questo non sembrava spaventarlo.

La rovente strada per SummerSlam proseguì con un importantissimo annuncio: il presidente Jack Tunney avrebbe concesso un match titolato a Lex Luger contro Yokozuna, ma ad una sola condizione: Luger avrebbe dovuto nuovamente coprire il suo gomito bionico. Una piccola ma decisiva richiesta che avrebbe potuto fare tutta la differenza del mondo, ma poco importava, il tour del Lex Express per tutti gli Stati Uniti aveva fatto il suo dovere facendo cambiare idea al rigido presidente della WWF!

Il match tanto desiderato si farà!

Ma in questo clima di ottimismo, a RAW arrivò un imprevista novità, che avrebbe potuto spostare ogni equilibrio nel match: si presentò nel ring un uomo elegante, visibilmente vanitoso, con una lingua tagliente, grossi occhiali da vista, e una racchetta da tennis in mano. Un incredulo Bobby “The Brain” Heenan si precipitò dentro al ring dal tavolo del commento con un entusiasmo mai visto prima, deciso a presentare al pubblico della WWF quello che lui stesso definì “il più grande manager del mondo”, e se era uno come “The Brain” a dirlo significava che era vero, ossia… Jim Cornette! Proprietario e promoter della Smoky Mountains Wrestling e fondatore dei leggendari Midnight Express nella NWA, Cornette aveva a sorpresa firmato un contratto con la WWF, prendendo subito come assistito… Yokozuna! Il sorprendente annuncio avvenne la settimana successiva durante la firma del contratto ufficiale per SummerSlam tra Luger e Yokozuna.

Fu una decisione presa in comune accordo tra il campione giapponese e Mr. Fuji, che avrebbe sempre continuato ad assistere Yokozuna, ma che necessitava di un “rappresentante americano” per compensare il suo povero inglese. Cornette annunciò anche una clausola inserita all’ultimo nel contratto: se Luger avesse fallito a SummerSlam, non avrebbe mai più avuto match titolati finché il campione fosse stato Yokozuna! Nonostante il clima bollente, durante la firma del contratto andò tutto liscio, e ora il campione WWF aveva dalla sua anche uno dei manager più preparati e spietati d’America, l’autentico erede di Bobby Heenan, e per Lex Luger le cose si complicavano a vista d’occhio. Cornette portò con sé un altro pezzo della sua Smoky Mountain Wrestling, mettendo sotto contratto gli Heavenly Brothers, il team composto da Jimmy Del Ray e Tom Prichard, ex campioni di coppia proprio nella federazione di Cornette. Per questo il malvagio manager lanciò una sfida per SummerSlam ai campioni di coppia WWF degli Steiner Brothers, sfida che venne prontamente accettata dai due campioni.

Gli Heavenly Brothers, fortemente voluti da Jim Cornette

Intanto con Mr. Hughes il perfido Harvey Wippleman aveva fatto quello che non gli era riuscito con Kamala e Giant Gonzalez: privare Undertaker del suo oggetto più prezioso… la sua urna! Mr. Hughes divenne quindi la punta di diamante della scuderia di Wippleman, e senza la sua urna Undertaker sembrava all’improvviso più “umano”, quasi battibile, sebbene ad ogni presenza apparisse minaccioso come sempre, soprattutto nei suoi inquietanti promo in vista di SummerSlam, dove si faceva riprendere all’interno di cimiteri! A SummerSlam però il Becchino non avrebbe affrontato Mr. Hughes, ma di nuovo Giant Gonzalez: i due avevano un conto in sospeso da WrestleMania IX, dove tecnicamente nessuno dei due era riuscito a imporsi, e adesso SummerSlam avrebbe dato la possibilità di scoprire chi fosse la vera creatura da temere in WWF!

Un ragazzo qualsiasi

Dopo gli attriti con Razor Ramon, Ted DiBiase decise di sfidare 1-2-3 Kid per dimostrare a Ramon come un vero wrestler si occupava degli sparring partner non all’altezza. Il match avvenne a Wrestling Challenge, e per un pò tutto andò come da copione, col “Million Dollar Man” dominante e ad un passo da vincere il match con la Million Dollar Dream, finché all’improvviso spuntò a bordo ring proprio Razor Ramon con l’intenzione di distrarre DiBiase. E funzionò, con DiBiase che distraendosi si fece cogliere alla sprovvista da un Roll Up di 1-2-3 Kid per uno shockante conto di 3! Il ragazzo ce l’aveva fatta! Tutti continuavano a sottovalutarlo, e lui continuava a smentire tutti, e ora aveva aggiunto alla sua lista di vittime anche il “Million Dollar Man”!

Il pubblico e Razor Ramon se la risero di gusto, con DiBiase che era appena passato per la più grande umiliazione della sua carriera, e nulla avrebbe potuto cancellarlo. Ci volle un esercito per separare Ramon e il Ted DiBiase più infuriato di sempre, ma il “Million Dollar Man” avrebbe presto avuto l’opportunità di rifarsi in un rematch con 1-2-3 Kid previsto a RAW.Durante tutto il match i cori “One! Two Three!” tormentarono DiBiase proprio come avevano tormentato Ramon, ma questo non scoraggiò la milionaria superstar che attaccò 1-2-3 Kid con tutto quello che aveva. Ma il rookie stupì ancora una volta tutti tornando in partita e solo l’intervento del partner Irwin R. Schyster salvò DiBiase da un’altra figuraccia. I Money Inc. si accanirono sul povero 1-2-3 Kid, che vinse per squalifica, e solo un aiuto degli Steiner Brothers salvò il ragazzo da conseguenza peggiori.

30/8/1993 – SummerSlam 1993

Il Palace of Auburn Hills di Auburn Hills, Michigan, fu la sede dell’evento dell’estate, un evento a tema stelle e strisce per esaltare la portata patriottica del main event come non si vedeva da WrestleMania VII… tutto era pronto per SummerSlam! Il primo match fu quello tra Ted DiBiase e Razor Ramon, nella sua nuova veste di idolo dei fan. Col supporto del pubblico finalmente dalla sua, Ramon sembrava aver trovato una nuova carica, e si assicurò la vittoria senza difficoltà con la sua Razor’s Edge.

Seguì poi il match tra i fratelli Steiner e gli Heavenly Bodies di Jim Cornette. Rick & Scott, motivati anche dalla presenza della loro madre e della loro sorella a bordo ring, si batterono col consueto coraggio, e nonostante gli Heavenly Bodies fossero appena arrivati e potessero contare sul fattore sorpresa non sembravano avere mosse o strategie che l’esperienza degli Steiner non sapesse controbattere, tanto che con la Frankensteiner di Scott i fratelli mantennero le cinture.

Arrivò poi quello che era potenzialmente il miglior match della serata: Shawn Michaels vs Mr. Perfect per il titolo Intercontinentale! Nel corso del match Michaels come sempre venne aiutato da Diesel, che lo fece uscire dalla Perfect-plex, mandando ovviamente su tutte le furia Mr. Perfect, che intraprese con Diesel una rissa fuori dal ring. Purtroppo non si rivelò una buona decisione per Mr. Perfect, perché l’arbitro fu costretto a dichiararlo perdente per count out, permettendo all’Heartbreak Kid di mantenere la cintura.

Diesel salva Shawn Michaels dalla Perfect-plex

Furioso per aver perso una simile opportunità, Mr. Perfect attaccò Diesel da dietro durante le celebrazioni di Michaels, anche se la cosa non si rivelò una grande idea, perché l’inferiorità numerica presto andò contro a Mr. Perfect, che venne prontamente steso dai due.

Il match successivo fu quello tra Irwin R. Schyster e 1-2-3- Kid, il cui sogno proseguiva portandolo sempre più in alto, dandogli ora il suo primo match in PPV! Sebbene avesse sorprendentemente battuto Razor Ramon e Ted DiBiase, stavolta la fortuna non girò dalla parte di 1-2-3 Kid, che venne schienato da IRS dopo una violenta Clothesline.

Fu poi il momento del match tra Bret Hart e Jerry “The King” Lawler, un match atteso dall’intera famiglia Hart, rappresentata -oltre che da Bret nel ring- da Owen e Bruce Hart, presenti a bordo ring per vedere il fratello dare una lezione a Lawler. Ma fu subito chiaro che il match non si sarebbe svolto secondo i classici canoni, perché Lawler si presentò in stampelle e con una borsa del ghiaccio sul ginocchio! “The King” affermò di essersi infortunato a causa di un incidente con l’auto che era venuto a prenderlo all’aeroporto, e che nonostante la sua insistenza a combattere comunque -perché convinto di battere Bret Hart anche da zoppo- i medici gli avevano categoricamente impedito di lottare quella sera.

Le intenzioni di Jerry Lawler sono subito chiare…

Naturalmente nessuno credeva alla storia di Lawler, ma ormai era chiaro che il match non si sarebbe svolto, anche perché “The King” annunciò che al suo posto avrebbe lottato  un sostituto. E se il Re non poteva combattere, allora lo avrebbe fatto il giullare di corte… Doink il clown! La delusione di non vedere Bret Hart e Jerry Lawler combattere fu grande (soprattutto per l’Hitman), ma ormai non c’era nulla da fare, e si poteva solo attendere che facesse il suo ingresso Doink, che entrò gettando le consuete secchiate di coriandoli tra il pubblico, tranne che verso Bruce Hart, a cui gettò proprio una secchiata d’acqua! Doink non era tra i lottatori più temibili, ma era comunque imprevedibile, e si rivelò un avversario più tosto del previsto per Bret Hart, che però naturalmente trionfò con la sua Sharpshooter, vicino a porre fine a quello che fu comunque un match degno. Ma prima ancora che Doink potesse cedere, nel ring arrivò proprio Jerry Lawler, che all’improvviso sembrava non avere più problemi al ginocchio, che colpì Bret alle spalle con la sua stampella!

L’arbitro naturalmente assegnò a Bret Hart la vittoria per squalifica, e la storia dell’infortunio di Lawler si era palesata per la fandonia che era palese fosse sin dall’inizio! Gli arbitri dovettero trattenere a fatica Bruce e Owen Hart, furiosi come non mai, mentre Jerry Lawler festeggiava nel ring come fosse il suo compleanno insieme a Doink. Ma i due nel rientrare negli spogliatoi vennero fermati dal Presidente WWF Jack Tunney, che come tutti i fan dell’arena non poteva tollerare di essere stato preso in giro da Lawler, e impose a “The King” di salire subito nel ring per affrontare Bret Hart… se non voleva essere sospeso a vita!

Il match non durò molto (appena 6 minuti), ma fu di gran lunga il più intenso e sentito della serata, dove entrambi non risparmiarono colpi proibiti e al limite del regolamento, tanto che l’arbitro Bill Alfonso dovette optare per un altissima tolleranza per non squalificare entrambi dopo pochi secondi di match: colpi di stampelle e calci nelle parti basse divennero praticamente la norma, con il pubblico che scoprì un nuovo lato di un Bret Hart più brutale del solito. Ma non appena l’Hitman decise di farla finita, non ci fu scampo per Lawler: chiuso nella Sharpshooter, “The King” cedette all’istante, ma neanche il suono della campana fermò Bret Hart, che continuò a stringere Lawler nella sua morsa con persino più forza… per l’Hitman non bastava il suono d’una campana a cancellare tutti gli insulti e le mancanze di rispetto alla sua famiglia! Arrivarono tutti gli arbitri della serata e una schiera di ufficiali WWF per tentare di rompere la Sharpshooter e salvare Lawler (ormai privo di sensi) dal peggio, ma non c’era nulla da fare: Bret non avrebbe mollato finché non lo avrebbe reso storpio! 

Solo due persone potevano fermarlo, i suoi fratelli Bruce e Owen, che (senza molta fretta) dissero a Bret che poteva lasciar andare Jerry Lawler, che era rimasto intrappolato nella Sharpshooter per 208 interminabili secondi: una punizione che però non era ancora abbastanza per i tre fratelli Hart, che attaccarono Lawler anche mentre veniva portato via in barella! Dopo quanto successo l’arbitro Alfonso riversò la decisione, proclamando Jerry Lawler vincitore per squalifica e dunque unico e legittimo Re della WWF, sebbene i fratelli Hart (così come il pubblico) non mostrassero il minimo rimorso.

Seguì poi un match tra Marty Jannetty e il nuovo astro nascente della WWF, il finlandese Ludvig Borga. Solo 3 mesi prima Jannetty aveva vinto il titolo Intercontinentale, ma Borga lo trattò come fosse un jobber qualsiasi, sbattendolo da una parte all’altra del ring con tutta la sua potenza, e sbarazzandosi dell’ex Rocker senza la minima difficoltà, costringendolo a cedere dopo una devastante Torture Rack.

Il match successivo fu il Rest in Peace match tra Undertaker e Giant Gonzalez, che proprio come il loro precedente di WrestleMania IX  fu piuttosto lento e poco elettrizzante, con il pubblico che però si risvegliò non appena vide tornare Paul Bearer! Il manager di Undertaker era sparito dal furto della sua urna, ma ora era finalmente tornato per riappropriarsene, e usarla per risvegliare il lato più oscuro e temibile del Becchino! E infatti l’ingresso di Bearer rivitalizzò Undertaker, che trovò la carica necessaria per tenere testa a Giant Gonzalez, che mise KO con una Clothesline dalla terza corda per il 3 vincente!

Dopo 8 mesi era finita la striscia vincente di Giant Gonzalez, e Undertaker aveva sia ottenuto un’altra vittoria su Harvey Wippleman, sia riconquistato la sua urna: una serata da ricordare per il Becchino e Paul Bearer, decisamente meno per Gonzalez, che dopo la sconfitta rimediò una lavata di testa da Wippleman, deluso dall’ennesimo fallimento del gigantesco argentino. Ma Gonzalez non era disposto a subire rimproveri, e stese il suo manager con una Chokeslam! Giant Gonzalez si era ribellato al suo manager, che ora si ritrovava con una risorsa in meno nella sua guerra ad Undertaker, sempre ammesso che fosse ancora disposto a continuarla dopo una simile batosta…

La ribellione di Giant Gonzalez

Prima del main event ci fu il 6 Men Tag Team match tra Tatanka & gli Smoking Gunns contro Bam Bam Bigelow & gli Headshrinkers. Nonostante fosse un match a coppie, naturalmente le attenzioni erano tutte per Tatanka e Bam Bam Bigelow, che con gli Headshrinkers lavorò di squadra molto più di quanto fece l’avversario con Billy & Bart Gunn: i tre agivano sempre coordinati, anche se la cosa gli si rivoltò contro quando tentarono in simultanea un triplo Splash dalla terza corda su Tatanka, con il nativo americano che però ebbe la prontezza di scansarsi in tempo, mandando a vuoto tutti e tre! A quel punto Tatanka ne approfittò per schienare Samu, fino al 3 finale dell’arbitro.

Tatanka e gli Smoking Gunns, affaticati ma vincitori

Arrivò poi l’atteso match per il titolo WWF tra Yokozuna e Lex Luger. Sarebbe stato un incontro molto diverso rispetto al loro primo incontro sulla USS Intrepid: non sarebbe stata una semplice Bodyslam challenge ma un vero e proprio match, e rispetto a prima ora Yokozuna aveva il fattore Jim Cornette, ma Luger aveva dalla sua il supporto di oltre 200 milioni di americani, e la motivazione dettata dall’unicità del match, visto che potenzialmente poteva essere la sua ultima occasione per vincere il titolo WWF! Per Luger fu la prima volta nel main event di un PPV della WWF, e nella sfida più patriottica dai tempi di Hulk Hogan vs Sgt. Slaughter, come testimoniato dal fatto che Mr. Fuji si era assicurato che prima del match, oltre all’inno americano, venisse cantato anche quello giapponese! Dopo la montagna di fischi piovuti sull’inno del Sol Levante, arrivò finalmente il momento di quello americano, così come l’ingresso dei due contendenti.

Il match si rivelò più divertente e movimentato del previsto, grazie anche a un pubblico partecipe e rovente, con Luger che dimostrò di aver studiato per bene Yokozuna, trovando una contromossa a tutti i suoi soliti trucchi, come il secchio di sale di Mr. Fuji, che era costato il titolo a Bret Hart a WrestleMania IX. Ma Yokozuna non era campione WWF solo grazie al suo manager, e con tutta la sua stazza mise parecchio in difficoltà Luger, che non trovò altra soluzione che usare il suo gomito di titanio -sebbene fosse coperto da una gomitiera-, nella speranza che Yokozuna potesse comunque fare effetto!

Lex Luger tentò di stendere Yokozuna con una Body Slam, proprio come aveva fatto il mese prima sulla USS Intrepid, e dopo qualche tentativo ci riuscì persino, mandando il pubblico in visibilio, sebbene non bastò per schienare il campione. Luger era in controllo della situazione e pieno di entusiasmo tanto che cedette la tentazione (complice anche l’arbitro distratto) di togliersi la gomitiera e colpire in corsa Yokozuna con la sua gomitata! Il colpo fu così devastante da ricordare a tutti perché Jack Tunney l’avesse bandito: Yokozuna andò istantaneamente KO, scaraventato fuori dal ring e immerso in un sonno talmente profondo che l’arbitro lo dichiarò sconfitto per count out! 

Lex Luger aveva vinto il match! Se si escludeva il match improvvisato con Hulk Hogan a WrestleMania IX, Yokozuna era stato sconfitto per la prima volta, sebbene solo per count out! Luger non aveva vinto il titolo, ma aveva dimostrato al mondo qualcosa di altrettanto importante: che lo spirito degli Stati Uniti era più vivo che mai, e che persino l’invincibile Yokozuna poteva essere battuto! Yokozuna era nel mondo dei sogni, e tutti salirono sul ring per celebrare Luger, da “Macho Man” Randy Savage, ai fratelli Steiner, fino a Tatanka… l’entusiasmo per la sua prova era troppo grande per ridurre il tutto a una semplice questione di titolo mondiale: Yokozuna dominava incontrastato da mesi, aveva ucciso l’Hulkamania, e terrorizzava i bambini, dunque per tutti tornare a sentire quella speranza di un futuro migliore, anche se soltanto una sera, era fondamentale, e a dare quella speranza era stato Lex Luger!

Ma c’era un uomo che non si era fatto contagiare da tutto questo patriottismo, un uomo che anzi l’America la disprezzava: il finlandese Ludvig Borga, che non appena Luger tornò nel backstage non si fece problemi a provocare l’eroe a stelle e strisce, sfidandolo a un match, così da dimostrare al mondo quanto il suo Paese fosse in decadenza. Adesso la minaccia per Luger era persino raddoppiata!

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