Giugno 1993: i Chicago Bulls di Michael Jordan vincono l’NBA per il 3° anno consecutivo, al cinema escono Jurassic Park, Last Action Hero, Dennis la Minaccia, Tina: What’s Love Got To di With It, e Cercasi Superstar, mentre le 4 Non Blondes rilasciano la loro What’s Up:
Nel frattempo, i campioni in WWF sono:
– Campione WWF: Hulk Hogan
– Campione Intercontinentale: Marty Jannetty
– Campioni di coppia: i Money Inc. (Ted DiBiase & Irwin R. Schyster)
Rinforzi
Giugno fu un mese di fuoco, non solo il King of the Ring, non solo la rivincita tra Hulk Hogan e Yokozuna, ma per un nuovo campione Intercontinentale che nessuno si aspettava. Marty Jannetty infatti si ritrovò ancora una volta ad affrontare Shawn Michaels, che sfruttò la sua clausola di rematch in un house show. Dopo la separazione tra lui e Sensational Sherri all’inizio dell’anno e una breve parentesi con Luna Vachon (passata ad affiancare Bam Bam Bigelow nella lotta a Tatanka e Sherri), ora Michaels era davvero solo, e i risultati erano andati visibilmente in calando… era ora di trovarsi un nuovo manager. E non tardò ad arrivare, ben diverso da quelli a cui aveva abituato: più che un manager la nuova “assicurazione” -come preferiva chiamarla- era un vero e proprio bodyguard, nonché un suo caro amico che aveva provveduto a far assumere personalmente, un gigantesco e silenzioso ex camionista di 2 metri e 10 per 148 kg, vestito in tuta e occhiali da sole per celare lo sguardo… una montagna umana non lasciava presagire nulla di buono.

Il debutto del nuovo, gigantesco, manager si rivelò un “buona la prima” visto che Michaels riconquistò il titolo Intercontinentale dall’ex partner. Nonostante la vittoria sull’Heartbreak Kid, il ritorno di Jannetty si confermò una deludente bolla di sapone, con un regno Intercontinentale che durò appena 20 giorni, risultando il secondo più breve della storia della cintura (solo The Mountie con appena 2 giorni di regno aveva fatto peggio). Ma anche con un bestione del genere a guardarti le spalle, la vita del campione è dura, e Michaels fresco di vittoria del suo secondo titolo Intercontinentale si ritrovò scritturato a difendere il titolo a King of the Ring contro uno degli uomini più forti della WWF, l’hawiiano Crush! Michaels non ne fu affatto felice: i due si erano già affrontati a metà maggio nell’ambito dei match di qualificazione al King of the Ring, venendo entrambi eliminati dal torneo per doppio count out, e aveva già sperimentato sulla sua pelle l’immensa forza di Crush quanto bastava per andare nel panico in vista di un nuovo match contro di lui in PPV!

Quello tra Michaels e Crush non sarebbe stato l’unico match titolato del nuovo imminente PPV, che avrebbe visto anche Hulk Hogan e Yokozuna darsi battaglia per il titolo WWF, con l’Hulkster che si sarebbe fregiato di un nuovo manager sua volta, ossia Jimmy Hart, che decise di seguire il suo vecchio rivale anche dopo WrestleMania IX, confermando che la loro collaborazione era qualcosa che andava oltre la rivalità con i Money Incorporated. Se il campione WWF continuava a farsi vedere solo con video preregistrati, Yokozuna e Mr. Fuji apparivano regolarmente al King’s Court (il nuovo talk show condotto da Jerry “The King” Lawler). Una piccola differenza che Lawler definì fondamentale per il loro match, perché provava quanto Yokozuna fosse affamato e bramoso di fare tutto a pezzi, al contrario di Hulk Hogan, che aveva la testa ormai a più Hollywood che sul ring.

E poi ci sa sarebbe stato ovviamente il King of the Ring, con la partecipazione di vecchie conoscenze come Tito Santana, Papa Shango, e Jim Duggan, prospetti come Razor Ramon, Tatanka, e Lex Luger, freak come Doink, giganti come Giant Gonzalez, Kamala, e Mr. Hughes, Typhoon, e Bam Bam Bigelow, ed ex campioni mondiali come Bret Hart e Bob Backlund.
Nei corso dei match di qualificazione al torneo prima del PPV ci furono alcune eliminazioni eccellenti, come quelle di Tito Santana, Papa Shango, Doink, e soprattutto Giant Gonzalez, eliminato per squalifica durante un match contro Tatanka.

Ma Gonzalez aveva altre priorità, ossia Undertaker! A WrestleMania IX tra i due non era emerso un vincitore, e Harvey Wippleman aveva già promesso che lui e il suo assistito sarebbero tornati a tormentare il Becchino, e lo fecero durante una puntata di WWF Superstars. Ma la vera sorpresa fu il rinforzo che Wippleman portò con sé, ossia Mr. Hughes, che strappò l’urna di Undertaker dalle mani di Paul Bearer per poi metterlo KO a suon di colpi con l’urna, portandola infine via con sé! Non solo Wippleman aveva portato Mr. Hughes nella sua scuderia, ma era persino riuscito a impadronirsi della sacra urna di Undertaker, la fonte di tutti i suoi poteri, un affronto che nessuno aveva mai compiuto!
Harvey Wippleman era determinato a distruggere Undertaker in ogni modo, prima con Kamala, poi con Giant Gonzalez, e ora con Mr. Hughes, tutti uno più grosso dell’altro, e adesso, con il Becchino privato del suo oggetto più sacro, chissà se Giant Gonzalez non sarebbe passato alla storia come il primo uomo a spogliare di Undertaker di tutta la sua mistica…
13/6/1993 – King of the Ring 1993

Il Nutter Center di Fairborn, Ohio: questa fu la location del primo King of the Ring in PPV di sempre, che affiancandosi agli altri PPV storici sarebbe presto diventato un appuntamento irrinunciabile.
Ad aprire le danze ci fu un rematch di Royal Rumble, il primo dei quarti di finale: Bret Hart vs Razor Ramon. La faida tra i due era conclusa da mesi, ma visto come Ramon lo portò sul personale attaccando l’innocente fratello di Bret, Owen, di certo l’Hitman non avrebbe disdegnato dare un’altra lezione al “Bad Guy”. Nonostante vincere il KOTR richiedesse lottare più match nella stessa sera i due non pensarono minimamente a dosare le energie, fornendo uno spettacolo di 10 minuti che non fece rimpiangere il loro primo match di gennaio, con Ramon che si mostrò molto più sicuro di sé rispetto alle ultime uscite, caratterizzate da paura e dubbi dopo la storica sconfitta con The Kid (che in relazione ai cori dei fan veniva ormai ribattezzato “1-2-3 Kid”).

Bret Hart riuscì a ribaltare un Back Suplex dalla terza corda proprio favore schiacciando a tutta velocità Ramon, aggiudicandosi la prima semifinale contro il vincitore del match successivo, ossia Mr. Perfect vs Mr. Hughes, dove a spuntarla fu Perfect per squalifica dopo essere stato colpito con l’urna di Undertaker.
La prima semifinale sarebbe dunque stata Bret Hart vs Mr. Perfect: un match dall’enorme tasso tecnico, che solo a sentirlo stuzzicava i palati più fini, e che senza dubbio non avrebbe fatto rimpiangere il loro spettacolare incontro di SummerSlam 1991. Dall’altra parte del tabellone invece Bam Bam Bigelow approdò in semifinale sconfiggendo Jim Duggan, e il suo avversario sarebbe stato il vincitore del match tra l’imbattuto Tatanka e Lex Luger, che era tra i favoriti del torneo, anche per via del suo famigerato gomito imbottito di titanio. Ma prima ancora che iniziasse il match, Howard Finkel annunciò che il presidente WWF Jack Tunney aveva finalmente preso una decisione a riguardo, e per evitare che un evento così importante come il King of the Ring venisse macchiato da controversie, Luger avrebbe dovuto indossare una protezione al gomito!

Senza la sua arma segreta Tatanka resisté a tutti i colpi di “The Narcissist”, e la competizione fu molto più equilibrata: letteralmente, visto che allo scoccare del 15° minuto l’arbitro decretò il pareggio per il limite di tempo raggiunto. Di conseguenza Bam Bam Bigelow avanzò direttamente in finale, e chiunque avesse vinto tra Bret Hart e Mr. Perfect avrebbe dovuto combattere un match in più dell’avversario!
Adesso i pronostici erano tutti a favore di Bigelow, e l’eventualità che potesse finire in pareggio anche il match tra l’Hitman e Perfect non era così remota: i due erano i wrestler più tecnici del roster, e si prospettava un incontro dall’assoluto equilibrio, ma se fosse finito in pareggio anche il loro match, Bigelow sarebbe diventato il vincitore del torneo d’ufficio… con appena un match disputato! Ma né l’Hitman né Perfect sembravano preoccupati dell’evenienza, sicuri dei loro mezzi e desiderosi di dare il massimo. Non fu un incontro bello come il loro precedente di SummerSlam 1991, ma fu comunque un bellissimo match, che Bret Hart riuscì ad aggiudicarsi dopo aver riversato un Inside Cradle, con Mr. Perfect che a fine match, per quanto frustrato, non poté fare altro che congratularsi.

Ma prima di conoscere il nuovo Re era il momento del match per il titolo WWF: il glorioso passato contro la nuova generazione emergente, il campione più grande e titolato di tutti tempi contro il più giovane campione mondiale della storia della WWF, la rivincita di WrestleMania IX… Hulk Hogan vs Yokozuna! Sembrava un copione visto e stravisto, il gigantesco straniero invasore inarrestabile che mette a ferro e fuoco la federazione salvo poi essere fermato dall’Immortale e patriottico Hulk Hogan. La lista dei giganti insormontabili abbattuti da Hogan era nota quanto leggendaria: King Kong Bundy, Big John Studd, Kamala, Earthquake, André the Giant, Yokozuna stesso… tanti grandi nomi che per quanto incutessero timore erano sempre rimasti vittima della potenza disumana di Hogan per il conto di 3 finale. Yokozuna non sarebbe stato diverso, e si sarebbe presto aggiunto alla lista dei bulli raddrizzati. Dopotutto, era sempre Hulk Hogan, per di più con un manager esperto come Jimmy Hart dalla sua, cosa poteva andare storto? Apparentemente nulla, ma già dai primi minuti era chiaro che non sarebbe stata la tipica vittoria di Hogan…

L’Hulk Hogan di quella serata era ben lontano da quello che aveva reso grande la WWF: aveva perso gran parte della sua forza erculea, con la testa più vicina ad Hollywood che al ring, poco stimolato, decisamente meno muscoloso rispetto al passato, e a un passo dai 40 anni, ma soprattutto, timoroso. Yokozuna vinse tutte le prove di forza contro Hogan rendendo inutili tutti i suoi tentativi di buttarlo al tappeto, e per la prima volta in vita sua Hulk Hogan provò paura: gli occhi della tigre che gli avevano consentito di fare l’impossibile a WrestleMania III non c’erano più, se André the Giant lo avesse affrontato in quel momento lo avrebbe fatto a pezzi, e lo storico repertorio che aveva dato ad Hogan tanta gloria e successi sembrava ormai inefficace. Yokozuna rese Hogan talmente irriconoscibile che col passare dei minuti era sempre più chiaro quale sarebbe stato il verdetto.
L’Hulkster tentò il suo classico Hulk Up con Big Boot e Leg Drop a seguire, ma fu poco più che una mossa disperata: Yokozuna era ben lontano dall’essere abbastanza stordito da rendere efficace quel leggendario trio di mosse e Hogan giocò la sua miglior carta nel momento meno propizio, tanto che per mettere a terra il gigante giapponese servirono ben 3 Big Boot consecutivi (neanche con André the Giant ne erano serviti così tanti). Neanche il Leg Drop che gli aveva dato tante vittorie ottenne i risultati sperati visto che Yokozuna uscì dal conteggio senza la minima difficoltà! Soltanto Sid Justice era riuscito ad uscire dal suo Leg Drop, e ora Yokozuna l’aveva appena fatta sembrare la cosa più semplice del mondo! Hogan cercò di mostrarsi calmo facendo esaltare i fan promettendo con un gesto un’imminente Body Slam, quando un misterioso fotografo a bordo ring calciò via Jimmy Hart tentando di entrare nel ring. Hogan si avvicinò per capire cosa stesse succedendo, quando la macchina fotografica esplose in una palla di fuoco!

A terra, con la faccia dolorante e inerme, Hogan subì da Yokozuna la sua stessa medicina: una devastante Leg Drop di 260 kg, che gli consegnò per la seconda volta il titolo. Hulk Hogan aveva perso il titolo, e non contenti Yokozuna e Mr. Fuji infierirono su di lui con un Banzai Drop che fracassò il petto dell’Hulkster, costringendolo ad uscire barcollante, quasi in lacrime, debole e sorretto da un gruppo di arbitri, con Yokozuna a festeggiare la vittoria nel ring. Non esattamente l’immagine più immediata quando si pensa ad Hulk Hogan. WrestleMania IX aveva illuso che un Hogan con ancora stimoli potesse ancora essere l’atleta più forte del mondo, ma ormai anche questa certezza era stata spazzata via da Yokozuna, e con la sua stessa Leg Drop!
Fu un’immagine fortissima, che fece piangere tutti i bambini dell’arena: il supereroe che tutti avevano amato si era rivelato per quello che era: un essere umano, con le sue debolezze, fallibile e capace di cadere. Tutti avevano paura ad ammetterlo, ma il tempo di Hulk Hogan apparteneva ormai al passato. I fan potevano saperlo, ma quella sarebbe stata l’ultima apparizione dell’Immortale sugli schermi della WWF. Assurdo ma vero, l’uomo che aveva mandato sold out le arene di tutto il mondo, che aveva battuto Roddy Piper, Randy Savage, André the Giant, Paul Orndorff, King Kong Bundy, che aveva vinto il titolo mondiale 5 volte, che aveva reso la WWF il colosso che era e che aveva legato al parola “wrestling” a lui per sempre dava il suo saluto ai fan in lacrime, inerme, neanche in grado di camminare se non sorretto dagli arbitri. E persino sommerso dalle critiche, perché non a tutti era andato giù il suo essere un campione assente con più obiettivi a Hollywood che nella WWF, mentre i nuovi idoli come Bret Hart apparivano e faticavano ogni settimana per avere il proprio posto al sole facendo concepire l’addio di quello che era stato l’uomo più amato d’America quasi come una liberazione.
I fan stessi che il decennio prima erano piccoli Hulkamaniacs ormai erano cresciuti, e vogliosi di volti nuovi come Bret Hart, Shawn Michaels e Undertaker piuttosto che lui. E i bambini stessi erano troppo piccoli per conoscere il “vero” Hulk Hogan delle sfide contro Randy Savage, André the Giant e Ted DiBiase. Hogan non tentò neanche di riprendersi il titolo, limitandosi a qualche apparizione di cortesia per un tour europeo, mettendo così la parola “fine” alla sua carriera nel wrestling, e il 13 giugno 1993 poté ormai definirsi come il giorno in cui l’Hulkamania era morta per sempre.

Seguì poi un 8 Men Tag Team match tra gli Steiner e gli Smoking Gunns, contro i Money Inc. e gli Headshrinkers, un piccolo preliminare dell’imminente match per i titoli tra Rick & Scott Steiner e i campioni di coppia. Già nel RAW precedente al PPV gli Smoking Gunns avevano dato una mano agli Steiner nella loro lotta ai campioni, e anche stavolta diedero il loro apporto, risultando decisivi per la vittoria del loro team.
L’ultimo match prima della finale del KOTR fu quello per il titolo Intercontinentale tra Crush e il campione Shawn Michaels, accompagnato dal suo nuovo, gigantesco bodyguard. Crus dominò gran parte della contesa facendo valere il suo strapotere fisico, finché a sorpresa a tormentarlo arrivò il solito Doink, o meglio… entrambi i Doink!

Il pagliaccio aveva infatti usufruito ancora una volta del suo trucco del doppione, creando in Crush abbastanza confusione da distrarlo e permettere a Shawn Michaels di colpire Crush alle spalle con un Superkick dietro la nuca, mantenendo così la cintura.
Infine fu finalmente il momento della finale del KOTR: Bret Hart vs Bam Bam Bigelow! Com’era ovvio, Bigelow aveva molte più energie di Bret Hart, decisamente spremuto dopo il match con Mr. Perfect: l’Hitman resistette finché poté, ma Bigelow poteva contare anche sull’aiuto di Luna Vachon, che lontana dagli occhi dell’arbitro colpì Bret con una sedia. A quel punto non c’era più molto da fare, e una volta connesso il suo Diving Headbutt Bigelow effettuò lo schienamento vincente. Ma prima ancora che potesse festeggiare arrivò l’arbitro Earl Hebner, pronto a fermare la decisione: non poteva permettere che il primo King of the Ring in PPV finisse così, soprattutto considerando il vantaggio di cui già disponeva Bigelow, e pertanto… il match sarebbe ripartito! L’imprevisto diede tempo a Bret di riprendere fiato, e a Bigelow di innervosirsi e perdere la concentrazione, tanto che Bret eseguì a sorpresa un Victory Roll… fino al 3!
Bret Hart era il King of the Ring, il primo della storia a vincerlo per 2 volte! Quella sera l’Hitman fu protagonista di una prestazione eroica: aveva lottato ben 47 minuti in una sola serata (10 minuti il match con Ramon, 19 con Perfect, e altri 18 con Bigelow), contro lottatori di altissimo livello, e in finale aveva trionfato su un avversario più riposato (e grosso) di lui! Ma aveva superato ogni ostacolo col cuore che lo contraddistingueva, e ora era pronto a rincorrere nuovamente il suo titolo WWF, ancor di più ora che il campione era nuovamente Yokozuna.
Era un momento di assoluta gioia: Bret raggiunse Gene Okerlund sullo stage per l’incoronazione ufficiale, finché la cerimonia non venne interrotta da Jerry “The King” Lawler, che non poteva tollerare che qualcun’altro si fregiasse dell’appellativo di “Re”.

Quello che sembrava un semplice scambio velenoso di battute tra i due prese presto una brutta piega, con “The King” che colpì Bret Hart col suo scettro! Con 3 match sul groppone in appena un paio d’ore, Bret non ebbe la forza di reagire, e non poté far altro che soccombere ai ripetuti attacchi di Lawler, che si macchiò dell’evento più infame della serata senza il minimo scrupolo. Bret Hart era il King of the Ring, ma chiuse la serata nel peggior modo possibile, venendo presto soccorso dai medici, e chissà quali sarebbero state le conseguenze.
RAW
Tennō
Hulk Hogan era riuscito per anni a tenere lontani dal titolo stranieri invasori, da Iron Sheik a Nikolai Volkoff, fino al traditore Sgt. Slaughter. Ma non stavolta. Stavolta era un anti-americano di 260 kg a rappresentare la WWF e a dare inizio in una nuove era di terrore, un era che nessuno nel roster sembrava all’altezza di interrompere, e Mr. Fuji in pieno delirio d’onnipotenza dichiarò che le celebrazioni per la vittoria di Yokozuna si sarebbero svolte proprio il 4 luglio, durante la festa nazionale americana! La provocazione definitiva era stata lanciata.

Già a fine maggio a RAW Mr. Fuji aveva osato sventolare con orgoglio la bandiera giapponese durante il Memorial Day, e ora il 4 luglio Yokozuna avrebbe dimostrato l’inferiorità americana sfidando i migliori atleti del paese di qualsiasi sport possibile in un open challenge che si sarebbe simbolicamente svolta sulla USS Intrepid, una delle 24 portaerei costruite per la Seconda Guerra Mondiale, tutt’oggi ormeggiata a Manhattan e riadattata a museo. La location scelta era tutto tranne che casuale, visto che l’Intrepid fu impiegata nel Pacifico proprio contro le forze militari giapponesi, e il luogo scelto avrebbe in qualche modo “vendicato” la sconfitta giapponese nella guerra. La sfida non poteva che essere più complicata: per dichiararsi vincitore lo sfidante avrebbe dovuto eseguire una Body Slam sui 260 kg Yokozuna. Un impresa che neanche Hulk Hogan, l’uomo che vi riuscì su André the Giant, aveva realizzato.

Inutile dire che la curiosità era alle stelle, e i fan reclamavano un nuovo eroe che potesse rappresentarli, soprattutto dopo il vile attacco che Bret Hart aveva subito da Jerry Lawler, che lo avrebbe costretto a uno stop. Dal suo canto, “The King” non si pentì minimamente del suo vergognoso gesto, affermando che l’incoronazione di Bret era stata una chiara provocazione verso di lui e il suo soprannome. Il pubblico aveva un disperato bisogno di eroi, e chissà se questo nuovo eroe non si fosse palesato il prossimo 4 luglio…
Prendi i soldi e scappa
La sera successiva a King of the Ring Razor Ramon apparve con in spalla una sacco dal contenuto facilmente intuibile; non sembrava particolarmente seccato dalla sconfitta nel torneo la sera prima, perché nella sua testa aveva in mente un solo uomo: 1-2-3 Kid. Anzi, “Stecchino”, come amava chiamarlo. Come era facile immaginare, il sacco che Ramon portava con sé conteneva dei soldi, che il “Bad Guy” rivelarono essere di ben 10.000 dollari!

Dopo settimane di rifiuti Razor aveva aumentato sempre di più la sua offerta per affrontare il nuovo idolo dei fan, così da riacquistare il suo onore seppellito dai cori “One, Two, Three!” del pubblico, e probabilmente avrebbe aumentato ulteriormente in caso di rifiuto. Ma stavolta non ce ne sarebbe stato bisogno, visto che 1-2-3 Kid in collegamento telefonico da Osaka (la sua improvvisa fama gli aveva procurato dei match in Giappone) accettò l’offerta! La settimana successiva finalmente Razor Ramon avrebbe avuto la sua rivincita!
Per 1-2-3 Kid era un momento magico, in meno di un mese era passato dall’anonimato al main event di RAW, e non come sparring partner, ma come osservato speciale. Ma la fama aveva un prezzo, e l’ex The Kid sapeva bene che Ramon lo avrebbe attaccato con tutta l’energia che aveva, che poi era il motivo per cui era stato così riluttante ad accettare. E così fu, Ramon dopo aver posato a bordo ring il sacco di soldi attaccò lottò come una furia, con una foga che non aveva mai mostrato prima, dominando il match dall’inizio alla fine. 1-2-3 Kid riuscì ad assestare un paio di colpi riversando la Razor’s Edge e colpendo ancora una volta Ramon col Moonsault che gli era valsa la sorprendente vittoria il mese prima, ma stavolta senza il 3 vincente. Conscio che non ne sarebbe nuovamente uscito con le proprie gambe, 1-2-3 Kid fece la mossa più furba: afferrò il sacco coi 10.000 dollari di Ramon e scappò nel backstage. Il “Bad Guy” lo inseguì fino all’esterno dell’arena, ma fu inutile, perchè 1-2-3 Kid aveva tatticamente posteggiato la sua macchina davanti l’uscita per poter scappare coi soldi. L’arbitro decretò un pareggio per doppio count out, ma il vincitore fu ancora una volta 1-2-3 Kid, che non solo era ancora imbattuto contro Ramon, ma era riuscito a scappare coi soldi promessi!

Razor Ramon si era fatto beffare ancora una volta, e nonostante le sue minacce immediatamente successive al match che promettevano vendetta, stava diventando sempre di più lo zimbello di tutti. Inclusi i Money Inc., che definirono la sua sconfitta con 1-2-3 Kid una vergogna per la federazione, ancor di più come si era fatto soffiare 10.000 dollari da un signor nessuno, qualcosa che un uomo che si faceva chiamare il “Million Dollar Man” non poteva che guardare con pietà. Nonostante nelle interviste Ted DiBiase e Irwin R. Schyster ostentassero tutta questa sicurezza, le loro provocazioni non erano altro che uno specchietto per le allodole per nascondere il loro momento negativo: pochi giorni dopo King of the Ring infatti, i due avevano perso le cinture di coppia pochi giorni prima in un house show durante il loro atteso match con gli Steiner Brothers, e quello non era che un tentativo di sviare le attenzioni dalla loro sconfitta prendendosela proprio con l’unico che se la passava peggio di loro.
Sebbene fosse avvenuta lontano dai riflettori, l’incoronazione degli Steiner a nuovi campioni di coppia mandò in visibilio i fan, che non aspettavano altro che vedere i due fratelli trionfare. I Money Inc. erano stati protagonisti di un lunghissimo regno (ben 244 giorni, il più lungo degli imbattibili 478 giorni da record dei Demolition tra il 1988 e il 1989), ma la categoria di coppia si stava profondamente rinnovando: oltre all’affermazione di Scott & Rick Steiner, gli Smoking Gunns stavano guadagnando sempre più terreno nei cuori dei fan, mentre nella puntata di RAW dopo King of the Ring debuttò una nuova coppia, diversa da qualunque altra… i Men on a Mission. Il nome diceva molto sulle loro intenzioni: Mo e il gigantesco Mabel (oltre 220 chili di peso!) erano infatti due afroamericani provenienti dalla dura realtà del ghetto con una missione, ossia combattere tutti gli stereotipi negativi di cui i neri erano vittime, dando l’esempio senza però ovviamente rinunciare agli elementi distintivi della loro cultura di strada, dall’amore per l’hip hop al vestiario vistoso.
Il pubblico apprezzò subito la loro spontaneità, la loro missione, e soprattutto la loro coerenza, visto che vincevano i loro match correttamente, tenendo fede alla loro promessa. Ma vista anche la loro stazza, era chiaro che non si trattava di semplici “bravi ragazzi”, ma di veri e propri potenziali contendenti ai titoli!




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